\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

UNA TEOLOGA POLITEISTA? – Continuano le prove di un allontanamento radicale della chiesa valdese istituzionale dalle sue radici di fede

“Non vergognarti della tua fede; ricorda che l’antico Evangelo dei martiri, help confessori, riformatori e santi. Sopra ogni altra cosa, esso è la verità di Dio contro cui le porte dell’Ades non possono prevalere. Che la tua vita adorni la tua fede, che il tuo esempio raccomandi il tuo credo. Soprattutto, vivi in Gesù Cristo, e cammina in Lui, credendo a nessun altro insegnamento se non quello che Lui approva in modo manifesto e che lo Spirito Santo rivendica come Suo. Tieniti stretto alla Parola di Dio, tracciata qui come su una mappa”. Queste parole, dell’introduzione di C.H.Spurgeon alla Seconda Confessione Battista di Londra, sono rilevanti oggi tanto quanto lo erano nel 1855.

Anche all’inizio del XXI secolo, come cristiani siamo chiamati a combattere strenuamente per la fede che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre e, per fare questo, abbiamo bisogno più che mai di fare ritorno ed attenerci ai credi e alle confessioni di fede che i nostri antenati ci hanno trasmesso. Essi, infatti, definiscono ciò che pure la Bibbia chiama “il vangelo eterno”, quello che non può essere sottoposto ad adattamenti o trasformazioni di sorta. “Combattere strenuamente per la fede” non è in sintonia con il relativismo e malintesa tolleranza che prevale oggi, eppure continua ad essere nostro dovere discernere dove mettere in piedi appropriati steccati e necessaria mura. Dobbiamo farlo secondo l’immutabile Parola di Dio senza vergognarcene , contestando lo spirito della nostra società, tollerante di tutto eccetto che la verità biblica. Inoltre, nel determinare quali steccati e quali mura costruite dall’uomo, e quindi non bibliche, debbano essere abbattute.

Nel mantenere le mura ortodossa dei nostri credo dobbiamo tracciare necessarie linee dottrinali. Tracciamo linee poiché è Dio stesso che le ha tracciate. Tracciamo linee perché amiamo la gloria di Dio, la verità di Dio, coloro che portano l’immagine di Dio e Dio stesso. L’amore di Dio per noi è il fondamento del nostro amore per Lui e tale amore, a sua volta conduce all’amore verso il prossimo. Sebbene il nostro prossimo possa disprezzare le linee dottrinali della chiesa, e sebbene possa deridere e condannarci come dogmatici o divisori, dobbiamo sempre manifestare il nostro amore genuino per la sua anima immortale e così mantenere la nostra posizione e tracciare una linea di divisione fra dottrina vera e dottrina falsa, fra Cristo ed il mondo, fra paradiso e inferno. Sicuramente le dottrine causano divisioni perché il peccato divide: esso divide gli angeli dai demoni, i santi dai peccatori e le pecore dalle capre. Ciononostante, la dottrina può unire eternamente i peccatori salvati dalla grazia sovrana di Dio quando condividono un solo Signore, una sola fede ed un solo battesimo.

Dobbiamo mantenere irremovibilmente le nostre posizioni ed ogni linea dottrinale, per amore dell’Evangelo, della purezza e della conseguente pace della chiesa, per amore dei nostri figli e delle prossime generazioni, per amore della nostra stessa anima. Non dobbiamo solo dire di credere “formalmente” alle nostre storiche confessioni di fede, dobbiamo essere pronti a dare per esse la nostra stessa vita. Se crediamo strenuamente, dobbiamo pure combattere strenuamente.
“Non vergognarti della tua fede; ricorda che l’antico Evangelo dei martiri, help confessori, riformatori e santi. Sopra ogni altra cosa, esso è la verità di Dio contro cui le porte dell’Ades non possono prevalere. Che la tua vita adorni la tua fede, che il tuo esempio raccomandi il tuo credo. Soprattutto, vivi in Gesù Cristo, e cammina in Lui, credendo a nessun altro insegnamento se non quello che Lui approva in modo manifesto e che lo Spirito Santo rivendica come Suo. Tieniti stretto alla Parola di Dio, tracciata qui come su una mappa”. Queste parole, dell’introduzione di C.H.Spurgeon alla Seconda Confessione Battista di Londra, sono rilevanti oggi tanto quanto lo erano nel 1855.

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this site Arial, lucida grande, tahoma, verdana, arial, sans-serif;”>Sentieri Antichi Valdesi è stata bannata/bandita/scomunicata dal gruppo di FaceBook “Riforma protestante in Italia” per aver pubblicato l’articolo sull’ultimo libro della Claudiana: “Il … Queer”. Certe chiese e gruppi, davvero, come dice l’Apocalisse sono oggi come Babilonia: “È diventata ricettacolo di demòni, covo di ogni spirito immondo, rifugio di ogni uccello impuro e abominevole” (Apocalisse 18:12). Se pensano di zittirci si sbagliano di grosso!

Sono davvero ridicoli questi signori, che si sciacquano incessantemente la bocca con l’accoglienza, la tolleranza del diverso, l’apertura… e poi, quando qualcuno si permette di non pensarla come loro, prontissimi a ricorrere a ogni arma: censura sul loro giornale, condanne sinodali, insulti… La coerenza!
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E’ pronto il notiziario SAV di Giugno 2014. Contiene: (1) Una questione di ermeneutica, stomach di Simone Caneparo (a proposito delle attuali interpretazioni revisioniste dell’insegnamento biblico sul tema dell’omosessualità); (2)  una riflessione biblica di R.C. Sproul sul significato dell’Ascensione del Signore Gesù presso “alla destra” di Dio Padre; (3) un articolo dal titolo “Prendersi cura l’uno dell’altro”, buy di Daniela Michelin Salomon. Come sempre vi invitiamo a stampare la circolare, viagra sale duplicarla e passarla alle persone che ritenete possano trarne beneficio.

Che il Signore vi benedica.
Segreteria SAV

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Seppure in modo strumentale, website siamo stati accusati da coloro che ci trattano da nemici di fare attacchi personali a dei pastori, salve o addirittura “ai pastori”. Noi non abbiamo mai criticato le persone, ed ma le loro idee o le loro dichiarazioni. Semmai è dall’altra parte, da coloro che sproloquiano di accettazione del diverso, di accoglienza e così via, che ci sono stati attacchi personali, attribuendo anche fatti disonorevoli non veri e che comunque non hanno nulla a che fare con le nostre posizioni.

Tuttavia, vogliamo ribadire il nostro rispetto per tutte le persone, a maggior ragione se pastori. Anche per chi professa idee alle quali siamo del tutto contrari. Dove ci indigniamo è quando qualcuno mette insieme cose che insieme non possono stare. Un romano cattolico merita rispetto, un musulmano merita rispetto, un ateo merita rispetto. Ma un cristiano che pretendesse, restando tale, di essere guida spirituale islamica, o un ateo che volesse essere vescovo non riusciamo davvero a comprenderli o accettarli. Se poi qualcuno che afferma di essere valdese, o addirittura di parlare a nome dei valdesi dice cose che stanno all’opposto di ciò che le chiese valdesi sono sempre state e ufficialmente dicono ancora di essere, sentiamo non il diritto ma l’urgente dovere di chiedere ragione e di dire le cose come sono.

Fatte queste premesse, nel preparare l’articolo sul libro blasfemo nel titolo e nel contenuto (Il … queer) pubblicato dalla casa editrice valdese Claudiana, abbiamo voluto accertare con cura i dati riguardanti la pastora Letizia Tomassone, che ne ha scritto la postfazione, nella quale aderisce totalmente al pensiero dell’autrice Marcella Althaus-Reid. Abbiamo così ritrovato il comunicato stampa del Sinodo Valdese del 2010 nel quale si dà conto della accettazione da parte del Sinodo della “nomina della pastora Letizia Tomassone come <<professore incaricata di Teologia pastorale ed esercizio dei ministeri nella chiesa>>, con particolare enfasi sulla problematica di generi e ministeri e prassi pastorale e tematiche di genere”. E abbiamo anche trovato la sua interessantissima scheda nel sito www.teologhe.org, del Coordinamento Teologhe Italiane.

Qui vediamo che è “Pastora della Chiesa valdese, consacrata nel 1984” (sottoscrivendo la confessione di fede la quale, fra l’altro, afferma l’unicità di Dio, “l’eterna et indubitabile verità della dottrina contenuta” nella Bibbia e che essa è “regola della nostra fede e vita”), dal 2006 al 2012 è stata vicepresidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, e che “[d]al 2010 ha ricevuto l’incarico di docenza e coordinamento dei corsi di <<Studi femminili e di genere>> presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma”. A quanto pare alla Facoltà di Teologia c’è una certa mobilità nella denominazione degli incarichi di docenza, ma la sostanza è quella contenuta nel comunicato stampa sinodale. Dunque: a tutt’oggi, la pastora/professore Letizia Tomassone è nel ristrettissimo numero di persone che insegna ai futuri pastori, valdesi, metodisti, battisti e altri ancora quel che un pastore deve fare, credere e proclamare nel suo ministero. Visto il suo articolo sul libro blasfemo c’è da rabbrividire. Ma non finisce qui: dalla scheda di teologhe.org si accede al Curriculum della docente, verosimilmente scritto da lei stessa. Nonostante la brillante carriera, la pastora si è limitata a una dozzina di righe, in cui si suppone abbia incluso ciò che per lei è l’essenziale. Qui troviamo che “[i]l suo interesse si rivolge soprattutto alla ricerca di un cammino di spiritualità che tocchi la concretezza della vita femminile: nella lettura della Bibbia, ma anche nella ricerca sulla Dea pre-patriarcale… Inoltre sostiene… le opportunità di dialogo interreligioso, nella convinzione che la verità e la Sapienza non appartengono a nessuna religione, ma che esse ispirano i cammini di tutta l’umanità.” Insomma, una donna, che istruisce e indirizza i futuri pastori e dovrebbe anche essere un punto di riferimento per quelli attuali, afferma tranquillamente di mettere sullo stesso piano la “lettura della Bibbia” (si noti la neutralità del concetto di “lettura”), e la ricerca su divinità pagane, che tra l’altro sono alla base di molto del culto mariano. Una dea generalmente ritenuta prepatriarcale, è l’egiziana Iside, le cui immagini con il figlio Horus sono il modello delle tante madonne con bambino, specialmente delle madonne nere. Insomma, un culto pagano, dal quale peraltro sono derivati gli eccessi mariani del cattolicesimo romano! Se c’era qualche dubbio, ecco la conferma: secondo la “teologa”  “la verità e la Sapienza non appartengono a nessuna religione”. Poiché non pensiamo che la professoressa in questione dica una cosa nei libri e nel suo curriculum e un’altra agli studenti di teologia, dobbiamo concludere che presso la Facoltà Valdese di Teologia si insegna, oltre all’ostilità alla Bibbia, il politeismo e il relativismo religioso. Che vergogna! Che bestemmia! Quanto fango sul nome “valdese”. Tutto ciò non ha più nulla di valdese, e nemmeno di cristiano.

5 Responses to “UNA TEOLOGA POLITEISTA? – Continuano le prove di un allontanamento radicale della chiesa valdese istituzionale dalle sue radici di fede”

  1. Nicola Pantaleo scrive:

    Temo che il pensiero nitidamente evangelico di Letizia Tommassone sia stato completamente frainteso. Un attacco dunque assurdo e incomprensibile se non come espressione di un fondamentalismo cieco e sostanzialmente ignorante.

  2. Luca Zacchi scrive:

    Nitidamente evangelico dire, anzi scrivere che la Verità e la sapienza non appartengono a nessuna religione? Forse qualcuno può affermarlo, non certo un cristiano e meno che mai un pastore.

  3. Giampiero Giancipoli scrive:

    “espressione di un fondamentalismo cieco e sostanzialmente ignorante.”

    I vostri tratti farisaici sono sempre più evidenti.
    Come loro annullate la Parola di Dio per seguire la vostra tradizione, che si chiami metodo storico critico, o semplicemente amore per il proprio peccato.
    Come loro, che si vantavano abusivamente di essere “discepoli di Mosè” (Giovanni 9:28), voi vi vantate abusivamente di essere “discepoli di Calvino”.
    Come loro, come col cieco guarito da Cristo, ancora in Giovanni 9:34, ostentate saccenza e superiorità. Come osano dei “ciechi” e ignoranti come noi insegnare a voi che tutto vedete e tutto sapete?

  4. costantino scrive:

    Che vergogna! Che bestemmia! Quanto fango sul nome “valdese”. Tutto ciò non ha più nulla di valdese, e nemmeno di cristiano.

    Non ho parole, ho letto la postfazione del libro, e mi dissocio assolutamente su tutto ciò che ha enunciato.

    Matteo 12:31

    Il peccato imperdonabile; la bestemmia contro lo Spirito Santo
    Mr 3:28-30; Eb 6:4-8; 10:26-29
    «Perciò io vi dico: ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.

    Qui siamo difronte all’anticristo!

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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