\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Ristabilire il culto del Signore (2). “Siamo deboli, ma siamo qui”

Il Bollettino SAV di ottobre è molto ricco e interessante. Leggetelo qui, cialis 40mg stampatelo, buy diffondetelo. Ecco uno degli articoli:

Il 3 ottobre, click dalle 18 alle 20 si e celebrato il primo culto SAV a scadenza regolare, presso Forterocca di Bobbio Pellice. Pensavamo di essere, in pochi ma grazie Dio, abbiamo avuto un gruppo consistente, non numeroso ma partecipativo. Siamo felici e grati al Signore per i momento vissuti insieme al cospetto della sua presenza. Ringraziamo DIO per il bel momento di preghiera partecipata in tanti e la Cena del Signore che rafforza la nostra fede. Il Sermone del past. Stefano Janavel è stato basato sul testo biblico di Romani 12,1-2 “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà”.

A questo riguardo, un nostro fratello ha scritto: “Il culto di sabato è stato decisamente positivo ed edificante. (…). So bene che non è il primo culto SAV ma è il primo “culto regolare”, con l’impegno a renderlo stabile “ripristinando il culto del Signore”, e questo lo ha reso, per me, particolarmente importante.

Per grazia di Dio, la sala era piena o quasi, e questo in Val Pellice, è un miracolo due volte: 1) perché la gente già va pochissimo ai culti della chiesa valdese (…) nonostante poi si adeguino in tutto alle direttive del pastore, 2) perché meno ancora dovrebbero venire al culto di noi ‘pazzi di SAV’ con tutte le calunnie sul nostro conto. Ho trovato un’atmosfera fraterna e cordialle [con] buona disposizione d’animo di ciascuno e attraverso l’atteggiamento di Esteban Janavel, autorevole e deciso, ma anche cordiale e “familiare”, grazie anche alla presenza della figlia, che ha cantato benissimo un inno in spagnolo. La conduzione di Esteban mi è molto piaciuta, incluso naturalmente il sermone, su un testo appropriato all’occasione e svolto in modo chiaro, semplice, ma profondo e coinvolgente. Le preghiere spontanee alla fine non sono state né troppo poche né troppe. (…) Per la prima volta dopo tantissimo tempo (a pensarci forse per la prima volta da quando sono adulto), mi sono sentito “a casa”, o meglio “nel posto giusto”. Anche i culti estivi sono stati assai positivi, ma – appunto – erano episodici, un po’ come le vacanze: anche se il posto è bello, sai che è provvisorio e non è “casa”. Abbiamo davvero ripristinato il culto del Signore nel “suol dove i padri han giurato al Signor di serbar fedeltà”, proprio a poche centinaia di metri da lì. Me ne sono reso conto un paio d’ore dopo. Per un impegno non religioso ero in una chiesa cattolica di Cherasco. Guardando tutte le robe barocche, statue, dorature, dipinti, madonne, mi è venuto in mente quando, il 6 settembre 1689 i Valdesi arrivarono a Ghigo di Prali e trovarono il loro tempio trasformato in chiesa cattolica. Cito vagamente a memoria: “buttammo fuori tutti gli arredi e gli idoli, più dalla finestra che dalla porta per fare più in fretta, e tenemmo il culto” con Arnaud che predicava sul battente di una porta sollevato a fare un piccolo podio proprio sulla soglia, perché potessero udirlo e vederlo da dentro e da fuori… Ebbene, mi sono detto: abbiamo fatto la stessa cosa, buttando fuori dal tempio (cioè dalla nostra assemblea, cioè la chiesa propriamente detta), gli idoli immateriali ma molto più insidiosi: gli ashtarot delle ideologie, i Baal del mondo (cui l’apostolo Paolo, attraverso il messaggio di Esteban, ci ammonisce a non conformarci), il vitello d’oro della laicità, l’abominio del culto dell’uomo che vuole piegare Dio ai suoi voleri e financo alle sue depravazioni, gli dei d’Egitto che tengono nella schiavitù dell’apostasia.

Insomma, ancora lode a Dio, grazie a Esteban e a chi l’ha aiutato, a tutti i fratelli e le sorelle che hanno pregato durante il culto e a quelli che l’hanno fatto per il culto (…) [da lontano].

Grazie a Daniela per tutto quello che fa a Costantino per aver preso l’impegno di condurre il prossimo culto”.

(prima parte)

 
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Il 3 ottobre, dalle 18 alle 20 si e celebrato il primo culto SAV a scadenza regolare, presso Forterocca di Bobbio Pellice. Pensavamo di essere, in pochi ma grazie Dio, abbiamo avuto un gruppo consistente, non numeroso ma partecipativo. Siamo felici e grati al Signore per i momento vissuti insieme al cospetto della sua presenza. Ringraziamo DIO per il bel momento di preghiera partecipata in tanti e la Cena del Signore che rafforza la nostra fede. Il Sermone del past. Stefano Janavel è stato basato sul testo biblico di Romani 12,1-2 “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà”.

A questo riguardo, un nostro fratello ha scritto: “Il culto di sabato è stato decisamente positivo ed edificante. (…). So bene che non è il primo culto SAV ma è il primo “culto regolare”, con l’impegno a renderlo stabile “ripristinando il culto del Signore”, e questo lo ha reso, per me, particolarmente importante.

Per grazia di Dio, la sala era piena o quasi, e questo in Val Pellice, è un miracolo due volte: 1) perché la gente già va pochissimo ai culti della chiesa valdese (…) nonostante poi si adeguino in tutto alle direttive del pastore, 2) perché meno ancora dovrebbero venire al culto di noi ‘pazzi di SAV’ con tutte le calunnie sul nostro conto. Ho trovato un’atmosfera fraterna e cordialle [con] buona disposizione d’animo di ciascuno e attraverso l’atteggiamento di Esteban Janavel, autorevole e deciso, ma anche cordiale e “familiare”, grazie anche alla presenza della figlia, che ha cantato benissimo un inno in spagnolo. La conduzione di Esteban mi è molto piaciuta, incluso naturalmente il sermone, su un testo appropriato all’occasione e svolto in modo chiaro, semplice, ma profondo e coinvolgente. Le preghiere spontanee alla fine non sono state né troppo poche né troppe. (…) Per la prima volta dopo tantissimo tempo (a pensarci forse per la prima volta da quando sono adulto), mi sono sentito “a casa”, o meglio “nel posto giusto”. Anche i culti estivi sono stati assai positivi, ma – appunto – erano episodici, un po’ come le vacanze: anche se il posto è bello, sai che è provvisorio e non è “casa”. Abbiamo davvero ripristinato il culto del Signore nel “suol dove i padri han giurato al Signor di serbar fedeltà”, proprio a poche centinaia di metri da lì. Me ne sono reso conto un paio d’ore dopo. Per un impegno non religioso ero in una chiesa cattolica di Cherasco. Guardando tutte le robe barocche, statue, dorature, dipinti, madonne, mi è venuto in mente quando, il 6 settembre 1689 i Valdesi arrivarono a Ghigo di Prali e trovarono il loro tempio trasformato in chiesa cattolica. Cito vagamente a memoria: “buttammo fuori tutti gli arredi e gli idoli, più dalla finestra che dalla porta per fare più in fretta, e tenemmo il culto” con Arnaud che predicava sul battente di una porta sollevato a fare un piccolo podio proprio sulla soglia, perché potessero udirlo e vederlo da dentro e da fuori… Ebbene, mi sono detto: abbiamo fatto la stessa cosa, buttando fuori dal tempio (cioè dalla nostra assemblea, cioè la chiesa propriamente detta), gli idoli immateriali ma molto più insidiosi: gli ashtarot delle ideologie, i Baal del mondo (cui l’apostolo Paolo, attraverso il messaggio di Esteban, ci ammonisce a non conformarci), il vitello d’oro della laicità, l’abominio del culto dell’uomo che vuole piegare Dio ai suoi voleri e financo alle sue depravazioni, gli dei d’Egitto che tengono nella schiavitù dell’apostasia.

Insomma, ancora lode a Dio, grazie a Esteban e a chi l’ha aiutato, a tutti i fratelli e le sorelle che hanno pregato durante il culto e a quelli che l’hanno fatto per il culto (…) [da lontano].

Grazie a Daniela per tutto quello che fa a Costantino per aver preso l’impegno di condurre il prossimo culto”.

(prima parte)

 
A pagina 15 dell’ultimo numero di Riforma compare una lettera della signora Lilia Rivoiro Pellegrini nella quale dice, seek con semplicità ed efficacia, che il compito della Chiesa è prima di tutto annunciare l’Evangelo di Gesù Cristo. Aggiunge che se le chiese battiste, metodiste e valdesi non faranno di questo il fine ultimo della loro esistenza, sono destinate a sparire. La scarsa capacità di farlo, secondo la sorella Rivoiro Pellegrini, è la primcipale ragione della decrescita numerica di queste chiese.

Non possiamo che essere d’accordo.
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Non possiamo che essere d’accordo.
Stefano, approved che ha condotto il culto e predicato, viagra 60mg scrive: “Devo dire che ho preparato il culto con semplicità di cuore e ho cercato che la sala, cheap come la celebrazione stessa, fosse il più accogliente possibile. Ho pregato Dio che mi dia la forza e pace per fare quello che Lui voglia che si faccia. Non sono uno che sicuramente è alla altezza (…), sono soltanto un uomo che non ha nulla né chiede nulla, perché ha lasciato tutto e ha perso anche tanto nella vita, e mi trovo qui in questa valle con una visione nel cuore, facendo dei passi per fede ogni giorno, come Pietro quando cammina sulle acque, guardando Gesù e solo a Lui perché se guardo giù so che, come Pietro, sprofondo giù. Daniela nella sua preghiera disse: “Signore siamo qui siamo deboli ma siamo qui…”. Voglio essere debole allo sguardo di Dio ma forte nell’amore che ci sostiene uno al altro, allora quello mi rende forte e mi fa sentire in famiglia, quindi meno solo… Secondo me, come dissi a Sergio, il culto e stato un buon momento, anzi è stato di benedizione per la mia vita. Che la mia piccola Clara possa esprimere il suo amore verso Dio e sia apprezzata la sua azione sincera e genuina nel Lodare l’Eterno. Poi la comunione nel percorso del culto e stata secondo me sentita e guidata dallo Spirito del Signore …

Ogni giorno prego Dio per la testimonianza che possiamo dare come Sentieri Antichi Valdesi al mondo valdese, qui e nel mondo. Ci aiuti lo Spirito Santo: vorrei che fossimo meno puntigliosi e più ferventi. C’è tanto da fare, le anime si perdono nell’errore. Satana si muove come leone feroce adoperiamoci per lottare con le armi che Dio ci dà perché la vittoria è sua e io sogno con gli occhi della fede in una Nuova Chiesa Valdese Riformata perché i tempi sono maturi e Cristo torna sulla terra …ma troverà fede? (…) Egli vuole usare noi. Se lui ci ha uniti allora ci guiderà. Io penso che – non essendo dei nostalgici di un passato che non torna ma eredi delle salde testimonianze di quel passato – in Cristo faremmo cose nuove e meravigliose poiché ciascuno mette in pratica il versetto dicendo: “NON MI CONFORMO A QUESTO SECOLO. Tutto cambia ma la sua PAROLA non cambia, a Lui sia la

Gloria amen. Grazie ancora a Daniela per il suo amore fraterno, alla sua bellissima famiglia, a Sergio e Costantino per la loro vicinanza e affetto. Questo è l’inizio di grande cose: ne sono certo. Grazie alle preghiere dei nostri fratelli lontani da noi geograficamente: sento anche il loro amore che ci unisce”.

Sempre a riguardo di questo culto, su Facebook, ci sono stati questi commenti: “Felicitazioni di cuore per la vostra iniziativa e che il Signore abbia benedetto il vostro culto!”; “È un buon e nuovo inizio! Gloria a Lui”; “Un bellissimo momento per cui ringraziamo assieme l’Eterno”. “Buon giorno del Signore!”; “Carissimi, benedizioni abbondanti per questo nuovo ministero che seppur giovane ha radici ben profonde! Preoccupatevi sempre del buon nome e dell’integrità del vangelo predicato! Che possiate correre sui binari della Parola e dello Spirito, senza dimenticare la buona radice. Vi seguo e prego per voi.”

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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