\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

REGOLAMENTO DEL SINODO VIOLATO ANCHE SULLE MODALITÀ DI VOTO

Articolo 9 dei regolamenti sinodali (RG/1972, this RZ/1972):

“Alle sedute del sinodo possono assistere tutti i membri delle chiese e coloro che ne abbiano autorizzazione dal seggio.

Le norme per l’ammissione alle sedute del sinodo sono stabilite dalla Tavola o dalla Mesa.”

Le massime autorità della Chiesa, senza battere ciglio, hanno però pensato bene di riservare gli spazi che fino al 2010 erano assegnati al pubblico ad altri (pare “ospiti”, giornalisti…), mentre i membri di chiesa possono “accomodarsi” in un tendone – ben fuori dalla sala e dall’edificio sinodali – dove vengono proiettate le immagini dei lavori sinodali riprese da una o più telecamere con l’audio ripreso dai microfoni. Questo viene fatto passare per “assistere”. Vediamo che dice il Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli:

Anche www.dizionario-italiano.it è chiarissimo, dando una sola definizione “essere presenti”. Stessa cosa il dizionario Hoepli: “essere presenti”. E così sapere.it.

Non si tratta di “vedere”, ma si tratta di “essere lì”. Tant’è vero che anche un non vedente può “assistere”.

Quella del Regolamento è una prescrizione importantissima. Assistere alle sedute del Sinodo è diritto di ogni membro di chiesa. Altri possono essere autorizzati dal seggio, e per loro non è un diritto, ma sembra che siano proprio questi ultimi ad accedere alle tribune nella sala. Il secondo comma assegna alla Tavola o alla Mesa (per il Sud America) di stabilire le modalità per l’esercizio di questo diritto, MA NON attribuisce la facoltà di annullarlo altrimenti il primo comma non avrebbe senso! Guardare la ripresa televisiva non è “assistere”, perché non è “essere presenti”. La ripresa televisiva mostra solo chi parla, e non sempre. Chi assiste vede tutti. Vede chi dei deputati e dei pastori è presente e chi no. Non solo: poiché non viene reso pubblico l’elenco dei membri del Sinodo, assistere è anche l’unico modo di vedere chi è deputato e chi no. La presenza dei membri di chiesa, i quali sono la fonte di legittimità dell’intero Sinodo, è una sorta di convalida dei lavori. Ricordiamo anche la modalità della consacrazione dei pastori: “avviene nel corso del culto mediante l’imposizione delle mani sul candidato da parte dei credenti… è necessaria la presenza di una delegazione del corpo pastorale.” Niente imposizione delle mani (ovviamente di presenza) niente consacrazione, niente presenza della delegazione, niente consacrazione. Il Sinodo è un organo importantissimo, più di una consacrazione: “la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo” (Discipline valdesi, Articolo 27).

Si potrebbe arrivare a dire che gli atti compiuti dai Sinodi 2011, 2012 e 2013 non sono validi in quanto le sedute si sono svolte a porte chiuse, il diritto dei membri di chiesa è stato impedito e le sedute non sono state convalidate dalla loro presenza. Ma, più che altro, le norme che ci si è dati e che si avrebbe la facoltà di cambiare, andrebbero rispettate. Un po’ come la confessione di fede. O anche in questo caso si ritiene che il regolamento del Sinodo viene approvato in generale senza “aderire ad ogni singola formulazione del documento” ? Del resto non c’è alcun dubbio che la confessione di fede è più importante del regolamento del Sinodo.

 
Articolo 9 dei regolamenti sinodali (RG/1972, this RZ/1972):

“Alle sedute del sinodo possono assistere tutti i membri delle chiese e coloro che ne abbiano autorizzazione dal seggio.

Le norme per l’ammissione alle sedute del sinodo sono stabilite dalla Tavola o dalla Mesa.”

Le massime autorità della Chiesa, senza battere ciglio, hanno però pensato bene di riservare gli spazi che fino al 2010 erano assegnati al pubblico ad altri (pare “ospiti”, giornalisti…), mentre i membri di chiesa possono “accomodarsi” in un tendone – ben fuori dalla sala e dall’edificio sinodali – dove vengono proiettate le immagini dei lavori sinodali riprese da una o più telecamere con l’audio ripreso dai microfoni. Questo viene fatto passare per “assistere”. Vediamo che dice il Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli:

Anche www.dizionario-italiano.it è chiarissimo, dando una sola definizione “essere presenti”. Stessa cosa il dizionario Hoepli: “essere presenti”. E così sapere.it.

Non si tratta di “vedere”, ma si tratta di “essere lì”. Tant’è vero che anche un non vedente può “assistere”.

Quella del Regolamento è una prescrizione importantissima. Assistere alle sedute del Sinodo è diritto di ogni membro di chiesa. Altri possono essere autorizzati dal seggio, e per loro non è un diritto, ma sembra che siano proprio questi ultimi ad accedere alle tribune nella sala. Il secondo comma assegna alla Tavola o alla Mesa (per il Sud America) di stabilire le modalità per l’esercizio di questo diritto, MA NON attribuisce la facoltà di annullarlo altrimenti il primo comma non avrebbe senso! Guardare la ripresa televisiva non è “assistere”, perché non è “essere presenti”. La ripresa televisiva mostra solo chi parla, e non sempre. Chi assiste vede tutti. Vede chi dei deputati e dei pastori è presente e chi no. Non solo: poiché non viene reso pubblico l’elenco dei membri del Sinodo, assistere è anche l’unico modo di vedere chi è deputato e chi no. La presenza dei membri di chiesa, i quali sono la fonte di legittimità dell’intero Sinodo, è una sorta di convalida dei lavori. Ricordiamo anche la modalità della consacrazione dei pastori: “avviene nel corso del culto mediante l’imposizione delle mani sul candidato da parte dei credenti… è necessaria la presenza di una delegazione del corpo pastorale.” Niente imposizione delle mani (ovviamente di presenza) niente consacrazione, niente presenza della delegazione, niente consacrazione. Il Sinodo è un organo importantissimo, più di una consacrazione: “la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo” (Discipline valdesi, Articolo 27).

Si potrebbe arrivare a dire che gli atti compiuti dai Sinodi 2011, 2012 e 2013 non sono validi in quanto le sedute si sono svolte a porte chiuse, il diritto dei membri di chiesa è stato impedito e le sedute non sono state convalidate dalla loro presenza. Ma, più che altro, le norme che ci si è dati e che si avrebbe la facoltà di cambiare, andrebbero rispettate. Un po’ come la confessione di fede. O anche in questo caso si ritiene che il regolamento del Sinodo viene approvato in generale senza “aderire ad ogni singola formulazione del documento” ? Del resto non c’è alcun dubbio che la confessione di fede è più importante del regolamento del Sinodo.

 

Lo dicono il Regolamento e il vocabolario italiano

Articolo 9 dei regolamenti sinodali (RG/1972, nurse RZ/1972):

“Alle sedute del sinodo possono assistere tutti i membri delle chiese e coloro che ne abbiano autorizzazione dal seggio.

Le norme per l’ammissione alle sedute del sinodo sono stabilite dalla Tavola o dalla Mesa.”

Le massime autorità della Chiesa, senza battere ciglio, hanno però pensato bene di riservare gli spazi che fino al 2010 erano assegnati al pubblico ad altri (pare “ospiti”, giornalisti…), mentre i membri di chiesa possono “accomodarsi” in un tendone – ben fuori dalla sala e dall’edificio sinodali – dove vengono proiettate le immagini dei lavori sinodali riprese da una o più telecamere con l’audio ripreso dai microfoni. Questo viene fatto passare per “assistere”. Vediamo che dice il Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli:

Anche www.dizionario-italiano.it è chiarissimo, dando una sola definizione: “essere presenti”. Stessa cosa il dizionario Hoepli: “essere presenti”. E così sapere.it. Non si tratta di “vedere”, ma si tratta di “essere lì”. Tant’è vero che anche un non vedente può “assistere”.

Quella del Regolamento è una prescrizione importantissima. Assistere alle sedute del Sinodo è diritto di ogni membro di chiesa. Altri possono essere autorizzati dal seggio, e per loro non è un diritto, ma sembra che siano proprio questi ultimi ad accedere alle tribune nella sala. Il secondo comma assegna alla Tavola o alla Mesa (per il Sud America) di stabilire le modalità per l’esercizio di questo diritto, MA NON attribuisce la facoltà di annullarlo altrimenti il primo comma non avrebbe senso! Guardare la ripresa televisiva non è “assistere”, perché non è “essere presenti”. La ripresa televisiva mostra solo chi parla, e non sempre. Chi assiste vede tutti. Vede chi dei deputati e dei pastori è presente e chi no. Non solo: poiché non viene reso pubblico l’elenco dei membri del Sinodo, assistere è anche l’unico modo di vedere chi è deputato e chi no. La presenza dei membri di chiesa, i quali sono la fonte di legittimità dell’intero Sinodo, è una sorta di convalida dei lavori. Ricordiamo anche la modalità della consacrazione dei pastori: “avviene nel corso del culto mediante l’imposizione delle mani sul candidato da parte dei credenti… è necessaria la presenza di una delegazione del corpo pastorale.” Niente imposizione delle mani (ovviamente di presenza) niente consacrazione, niente presenza della delegazione, niente consacrazione. Il Sinodo è un organo importantissimo, più di una consacrazione: “la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo” (Discipline valdesi, Articolo 27).

Si potrebbe arrivare a dire che gli atti compiuti dai Sinodi 2011, 2012 e 2013 non sono validi, in quanto le sedute si sono svolte a porte chiuse, il diritto dei membri di chiesa è stato impedito e le sedute non sono state convalidate dalla loro presenza. Ma, più che altro, le norme che ci si è dati e che si avrebbe la facoltà di cambiare, andrebbero rispettate. Un po’ come la Confessione di Fede. O anche in questo caso si ritiene che il regolamento del Sinodo viene approvato in generale, senza “aderire ad ogni singola formulazione del documento” ? Del resto, non c’è alcun dubbio che la Confessione di Fede è più importante del Regolamento del Sinodo.
“Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, look sarà sradicata” (Matteo 15: 13).

“Le zizzanie sono i figli del maligno; il nemico che le ha seminate è il diavolo (…) cogliete prima le zizzanie e legatele in fasci per bruciarle” (Matteo 13: 38, view 39; 30).

Una volta i contadini piantavano gli alberi da frutta proprio in mezzo ai prati. Era un’abitudine di cui ancora oggi posso osservarne, abortion nella campagna, letteralmente i frutti, derivanti dal frutto di decisioni umane.

I meli non erano quelli che vediamo in giro nelle coltivazioni, ma erano alti e ombrosi, piantati nel bel mezzo dei prati, perché una volta si falciava l’erba “a mano” armati di falce e proprio lì, sotto l’albero, in mezzo alla gran fatica, ci si poteva fermare a martellare la falce all’ombra e mangiarsi un buon frutto sugoso. Fra questi alberi ancora in vita ce ne sono ancora di una qualità speciale: è il pero delle “toumette”; che sono delle pere sugose e tonde, e pure l’albero è di forma tondeggiante! Su un albero di “toumette” un contadino si divertì a fare un innesto e perciò in estate ci sono delle buonissime pere che dissetano, ma l’albero continua a portare il suo frutto anche in autunno con pere altrettanto sugose e gustose.

Ai giorni nostri questi alberi hanno dato un gran fastidio al contadino, che non usa più la falce, ma dei mezzi rumorosi e velocissimi per compiere il lavoro, e tali alberi in mezzo ai campi  intralciavano l’operato e così… tante di queste antiche qualità di alberi da frutta, sono state sradicate.

E’ nella facoltà decisionale dell’uomo piantare, innestare e anche sradicare e non sarebbe altrettanto così per il Dio che decide ogni cosa, e fa tutto ciò che gli piace? ”Il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace” (Salmo 115:3). Egli pianta e sradicherà ciò che non ha piantato; Egli toglie via ogni tralcio che non dà frutto e pota il tralcio che dà frutto (Giovanni 15:2)) e semina il grano (Matteo 13:37) e ordinerà pure di cogliere le zizzanie, che Egli non ha seminato, di legarle in fasci e bruciarle!

E noi, creati alla somiglianza di Dio, che con la nostra decisione piantiamo e sradichiamo, che abbiam da replicare se a Dio è piaciuto e ha deciso di “fare il mestiere dell’agricoltore”?

Daniela
Riceviamo questo bell’articolo da un lettore che ha cariche nella Chiesa Valdese ma preferisce restare anonimo. Non è il primo articolo che ci manda e, sickness d’ora in poi, malady se non ha nulla in contrario, price lo pubblicheremo come Nikodemos.

Questa è senza dubbio una domanda molto provocatoria ma non per questo assurda. Se la poniamo a un ateo non avrebbe alcun dubbio nel rispondere che Dio è un’invenzione puramente umana, poiché oltre a non esistere alcuna prova scientifica della sua esistenza, per un ateo è perfettamente logico vedere la religione come un insieme di regole create dall’uomo stesso per formare, sostenere e far evolvere la società umana.

L’uomo primitivo, dopo essersi evoluto da una sorta di “scimmia antica” ha sentito la necessità di spiegare dei fenomeni che non riusciva a capire e, così, si è inventato un dio che li giustificasse e che dettasse delle regole di convivenza civile. Questa è la spiegazione della religione data dai non credenti, per i quali Dio esiste soltanto perché è stato l’uomo a crearselo. Per i credenti la risposta giusta dovrebbe essere - dico “dovrebbe” essere - che Dio ha creato l’uomo! Purtroppo non è sempre così!

Le Chiese cosiddette “storiche” (protestanti, cattolica e ortodosse) soffrono tutte di un male oscuro. Senza ovviamente ammetterlo apertamente, si comportano come se fosse l’uomo ad aver creato Dio. Che cosa voglio dire con questa paradossale affermazione?

Il cristianesimo nasce come rivelazione di Dio ad un uomo o a un gruppo di uomini. Il cristianesimo all’origine era soltanto una fede e la fede è un dono di Dio, come ci spiega l’Apostolo Paolo. Non è l’uomo che cerca Dio ma Dio che si rivela all’uomo. Non è Dio ad essere in funzione dell’uomo, bensì l’uomo in funzione di Dio. Questo concetto è sempre difficile da digerire da parte dei credenti, che troppo spesso vedono in Dio una sorta di “bancomat” da cui prelevare, piuttosto che un Signore da servire. Tuttavia questa verità è il fondamento della fede cristiana.

Attorno alla fede nell’unico Dio nasce poi la Chiesa, quale comunione di credenti che servono il loro Signore conformandosi ai suoi insegnamenti, ovvero ubbidendo ai suoi comandamenti, che ci sono stati trasmessi direttamente da Dio attraverso l’opera dei suoi testimoni (Profeti, Evangelisti, Apostoli). Purtroppo la Chiesa di Cristo subisce continuamente degli attacchi da parte del Male, che cerca di contrastarla con ogni mezzo a sua disposizione, sia esterno (persecuzione dei santi), sia interno (falsi profeti, corruzione dei costumi e della buona dottrina, concupiscenza del potere terreno, etc.). La chiesa di Cristo dunque non si mantiene per sempre pura e fedele alla Parola. È un dato di fatto che nel corso dei duemila anni di cristianesimo ci siano stati continui movimenti di riforma della Chiesa, proprio perché all’interno della stessa la fede cristiana autentica si era affievolita fino a diventare una religione umana e non più una rivelazione divina.

È superfluo ricordare come la Riforma della Chiesa Cattolica Medievale sia stata voluta dallo Spirito Santo perché ormai si era allontanata dai principi della vera fede per rincorrere tradizioni umane (pagane). Anche le chiese nate dalla Riforma però col tempo si sono corrotte e hanno trasformato la loro fede rivelata in una religione umana, al punto che lo Spirito Santo ha suscitato la fede in quelle che oggi sono le cosiddette Chiese Evangelicali, che sono ritornate ad un’obbedienza alla Scrittura in modo più letterale, ovvero vicina a quella delle origini.

Il processo di ritorno alla fede vera però, quella dei primi cristiani, è destinato a continuare ancora fino a quando Gesù Cristo ritornerà sulla terra, poiché Dio suscita di continuo uomini e donne che lo accolgono e lo servono come lui vuole, senza lasciarsi sviare il cuore e lo spirito dalle false dottrine che il Male usa per corrompere la Chiesa di Dio sulla terra.

Uno dei segni più chiari della corruzione del Male che opera nelle chiese riguarda la Parola, intesa come lettura della Bibbia. Dietro i vari tentativi di contestualizzare la Scrittura spesso si nascondono altrettante azioni volte a demolire la Scrittura e quindi minare la fede dei credenti nel Signore. I negazionisti che continuano a martellare sulla non storicità di Gesù e degli altri racconti biblici sono soltanto un esempio. Quello che più preoccupa però è, come ho detto, il male oscuro che si annida nelle chiese storiche, diventate ormai istituzioni molto terrene e umane, dove il servizio verso Dio è passato in secondo piano a favore di una “sbandierata apertura verso il mondo che cambia e della necessità di andare incontro agli uomini del nostro tempo”.

Dal punto di vista della buona dottrina cristiana questa è un’assurdità: Dio va incontro agli uomini con il suo amore e la sua grazia accogliendo tutti coloro che si pentono e ritornano a lui, non certo facendo conformare la sua Chiesa agli usi e alle passioni del mondo! Oggi purtroppo assistiamo ad un fenomeno terribile: le chiese storiche stanno servendo un dio che loro stesse si sono costruite e per questo si sentono legittimate a demolire, modificare, interpretare e distorcere la Bibbia secondo il loro interesse. È evidente come questo loro dio sia sempre meno il Dio della Bibbia, il Dio della rivelazione, il Dio Creatore dell’Universo. In questo senso diventa vera anche per le chiese (storiche) l’affermazione che è l’uomo ad aver creato Dio! Ovviamente non tutti i credenti (membri delle chiese storiche) sono disposti a servire un dio simile.

Molti sono i cristiani che leggono la Bibbia guidati dallo Spirito Santo, senza distorcerne il senso e senza tradire la volontà del Signore. Molti sono i credenti che ancora confessano che Dio ha creato l’uomo e che l’uomo è chiamato a servire Dio, piuttosto che se stesso. Nondimeno questi fratelli e queste sorelle stanno ora vivendo un evidente disagio, specialmente quando vedono le loro Chiese cadere in balia del Male e si pongono l’interrogativo se continuare a rimanere o andarsene dove ancora si onora lo Spirito di Dio come Lui ci chiede di fare nella Bibbia.

Resta il fatto che tutte le Chiese appartengono comunque al Signore ed è lui a decidere chi crescerà perché fedele alla sua Parola e chi invece sarà destinata a spegnersi perché ha perso la guida dello Spirito Santo e si è raffreddata. Se guardiamo i numeri delle Chiese Riformate storiche non abbiamo dubbi su dove soffi lo Spirito. Noi possiamo soltanto testimoniare con forza la fede che abbiamo ricevuta attraverso la Scrittura, confessandola così come fecero i Padri della Riforma che sappiamo hanno parlato guidati dallo Spirito Santo.

 Nikodemos

Per l’assenza di pubblico, viagra il voto è diventato segreto. Un’Assemblea sempre meno democratica

Bella la foto sul sito della chiesa valdese:

Peccato che oggi solo i deputati possano vedere una scena così, dove si capisce chi vota a favore e chi contro. Infatti, il cosiddetto “pubblico” è stato allontanato e guarda uno schermo fuori dall’edificio, e in questo modo non si capisce come votano i membri del Sinodo.

Dal Regolamento generale sul Sinodo (RG/1972):

Articolo 26A (modalità votazione-controprova)

Le deliberazioni del Sinodo sono prese per alzata di mano o per alzata e seduta a scelta del presidente, e a scrutinio segreto quando lo richieda almeno il dieci per cento dei membri del sinodo.

Nelle votazioni per alzata di mano o per alzata e seduta, la controprova e il controllo delle astensioni sono di obbligo.

 

Anche questo importante articolo del Regolamento sinodale è stato infranto in conseguenza della mancata ammissione dei membri di chiesa ad “assistere alle sedute del Sinodo”, come richiesto dall’articolo 9. Questo è probabilmente il riflesso più importante, e fortemente negativo, del Sinodo a porte chiuse, deciso dalla Tavola Valdese (la cui “firma” sigla il biglietto che assegna la galleria a “invitati e ospiti” e manda il cosiddetto “pubblico” nel padiglione esterno, addirittura fuori dall’edificio sinodale).

Che senso ha la distinzione tra voto per alzata di mano e quello segreto se nessun esterno può vederlo? Fin quando l’articolo 9 non è stato violato ed è stata consentita la presenza dei membri di chiesa, questi hanno sempre potuto vedere come votano i deputati, e anche i pastori. Sappiamo che sia gli uni sia gli altri non hanno vincolo di mandato, per questo si definiscono deputati e non delegati. Ma il membro di chiesa ha diritto di vedere che uso fanno della loro libertà di mandato. Esattamente come per i deputati della Repubblica: sono liberi di votare come pare a loro, ma i loro voti sono pubblici perché il pubblico è ammesso, e perché ciascun voto è registrato, pubblicato e consultabile anche a distanza di anni. Al Sinodo tutto questo non avviene più. Tutti i voti sono segreti, poiché solo il deputato che è ti seduto accanto vede come voti: tutti gli altri non vedono nulla. Non a caso il pubblico stava in posizione più alta e aveva una ampia e chiara visuale. Ora tutto si risolve con una ripresa televisiva dalla quale i voti per alzata di mano non si vedono. Anche per questo, si potrebbe dire che tutti i voti non a scrutinio segreto sono nulli.

Ma su questo - come su tutto il resto - i vertici della Chiesa tacciano e non c’è organo al quale si possa fare ricorso sulla validità del Sinodo. Nessuno pensava che il “Venerabile Sinodo” (così veniva titolato fino a pochi decenni fa) potesse violare le norme che esso stesso si è dato poiché, se queste non piacciono, ha la facoltà di cambiarle. Se proprio si volevano cacciare via i membri di chiesa, si doveva almeno farlo cambiando il Regolamento - cosa che avrebbe comportato la necessità di documentare i voti, come si fa in ogni consiglio comunale, che pure è pubblico. Invece, né pubblico né resoconto. Dal Sinodo al conclave!

In sintesi:

  1. Il Sinodo è in vasta maggioranza non eletto poiché, su 180 membri con diritto di voto, ben 60% sono membri di diritto (lo diceva il sito ufficiale nel 2012, in uno slancio di trasparenza, quest’anno abolito); oltre la metà, comunque, sono dipendenti della Tavola e sono membri a vita (sia pure con turnazione): cioè i pastori e i diaconi. Poi vi è qualche altra decina di membri senza diritto di voto, ma solo di parola: tutti non eletti. Come abbiamo già scritto, gli atti sinodali più antichi pervenuti a noi, quelli dal 1694, ci dicono che all’epoca le proporzioni erano più che inverse: gli eletti erano quasi il doppio dei pastori, membri di diritto.
  2. L’elenco dei suoi membri non è pubblico: nel 2012 per la prima volta c’era un documento che elencava le diverse categorie, grazie al quale si è appreso appunto che i non eletti sono il 60%.
  3. I voti sono di fatto tutti segreti, benché il Regolamento dica tutt’altra cosa. Prima del 2011 non era così.

3 Responses to “REGOLAMENTO DEL SINODO VIOLATO ANCHE SULLE MODALITÀ DI VOTO”

  1. elena dalmas scrive:

    Sono finiti i “bei tempi”! I tempi in cui gli anziani credenti Valdesi, prendevano, se era il caso, per “il cravatin” il pastore e lo riprendevano…e la cosa era pure simpatica e aveva la bella atmosfera della fratellanza!

    • Vivek scrive:

      Ciao sono iscritta su indanlardo da anni ed amo l’Irlanda, sono interessata alle Vs iniziative e sarei inetressata anche ad uno scambio di banner da mettere sul mio sito e viceversa.GrazieElisa

  2. Kwezi scrive:

    ciao, scusami voelvo sapere, ma le basette sono gia’ incluse di nomi dei giocatori, o si possono scrivere sopra con dei pennarelli cancellabili?, hai per caso un video di uno spezzone di partita?.grazie .

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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