\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Chi sono i veri successori degli apostoli?

Ci viene segnalato un bell’articolo del sito Coram Deo.

L’articolo tratta della successione apostolica. Chi sono i veri successori degli apostoli? Ecco il nocciolo della questione:

Pietro spiega che, doctor pill come testimone oculare della gloria di Gesù Cristo sul monte della trasfigurazione, page egli ha sentito la reale voce di Dio il Padre elogiare suo Figlio (2 Pietro 1:16-18). Ma, viagra sorprendentemente, Pietro professa che “abbiamo la parola profetica più salda” e parla della Parola di Dio scritta dai suoi autori sospinti dallo Spirito Santo (9-21).

Se lui, che è il primo apostolo, considerava le Scrittura una sicura e divina istruzione per la chiesa nell’era post-apostolica, è molto difficile credere come la successione apostolica possa aggiungere qualcosa a questo fondamento già ben saldo e certo.”

Sono cose che a noi Valdesi sono note da sempre, ma è sempre bene tenerle a mente. Tutti i valdesi infatti sanno bene che – come scriveva il vescovo Claudio dodici secoli fa – non basta sedere sul seggio che (forse) fu di Pietro per essere veramente successore degli apostoli. Ma molti hanno dimenticato che seguire la Scrittura è l’unica strada che un cristiano ha per essere tale, e un valdese dovrebbe saperlo più degli altri. Seguire la parola di Dio, non la superbia del proprio Io. Seguire ciò che la Scrittura dice e non ciò che la vana superbia, e le personali inclinazioni, fanno passare per la testa.

Nuove sorprese dalla Bibbia, fin “dal principio” (1). In Genesi c’è la parola “Torah” criptata e…

Mentre molti “teologi” si ingegnano ad affossare in ogni modo l’autorevolezza, viagra what is ed la dignità e l’importanza della Bibbia, c’è chi invece – prendendola sul serio – fa scoperte straordinarie.

I primi cinque libri della Bibbia sono generalmente chiamati con il termine greco “Pentateuco”, che significa “i cinque contenitori”, “i cinque rotoli”, ma il nome ebraico è “torah”, che si pronuncia “torà”, e significa “insegnamento, dottrina” più che “legge” come alcuni traducono. Il Pentateuco stesso, altri testi dell’Antico Testamento e Gesù stesso attribuiscono questi 5 libri a Mosè, ma – naturalmente – la cosiddetta critica moderna la pensa diversamente, e spesso concordano con essa anche “teologi” pagati da chiese cristiane (ovviamente anche valdesi) per dare torto

Un complicato schema che spiega la presunta eterogeneità delle varie parti del Pentateuco. Le prime “due tradizioni” sono ritenute separate sulla base del fatto che vengono usati due diverse espressioni per indicare Dio.

a Gesù. L’Enciclopedia Treccani, massimo repertorio di autorità culturale italiana spiega: “Si concorda dunque nel ritenere che la composizione dei libri del Pentateuco avvenne per epoche successive, sovrapponendo e mescolando materiale di stile e mentalità diversi, ma improntato a una sostanziale continuità culturale”. Notevole il “si concorda”,  dove, pur nell’ambiguità del verbo impersonale, si dà ad intendere che sono tutti d’accordo sull’eterogeneità dei cinque libri.

Troverete in giro grandi ragionamenti sul fatto che i termini con cui ci si riferisce a Dio sono diversi nelle varie parti del Pentateuco, il che dimostrerebbe che queste non possono essere state scritte dalla stessa persona. Argomento davvero pregevole perché consente di farsi una bella risata, cosa sempre apprezzabile e che fa bene alla salute. Prendiamo un verso della Commedia di Dante:

“fecemi la divina potestate, la somma sapienza e il primo amore” (Inferno, III, 5)

È la scritta sopra la porta dell’Inferno, dove è la porta stessa a parlare e a dire chi l’ha fatta. È evidente che le tre espressioni, “la divina potestate”, “la somma sapienza” e “il primo amore” indicano tutte Dio. Dobbiamo dunque concludere che quel singolo verso è stato scritto da tre persone diverse? Ovviamente nessuna persona sana di mente o in buona fede direbbe una stupidaggine del genere, che – a parte l’assodata certezza che l’autore dell’opera (figurarsi di un singolo verso)  è uno solo – è assurda già nel concetto astratto e si scontra con un dato di fatto tecnico, e cioè che le tre espressioni contribuiscono a creare un verso di undici sillabe, come tutti i versi della Commedia. Insomma: grazie per il buon umore.

Si dirà che per il Pentateuco non abbiamo prove come quella appena citata sul verso di Dante. Davvero? Vedremo.

Prendiamo il testo ebraico dei primi versi della Genesi, ricordando che

I primi cinque versi del libro della Genesi, cioè della “Torah”. I cerchietti rossi indicano le quattro lettere della parola “torah”, separate l’una dall’altra da 49 lettere. Il rettangolo verde evidenzia la parola “bereshit” (“in principio”) che costituisce il titolo ebraico del libro.

l’ebraico si legge da destra a sinistra. Cerchiamo la prima ?, cioè “t”: la troviamo già alla fine della prima parola, che significa “nel principio”. Poi saltiamo 49 lettere e troviamo una ?, cioè “o”. Ne saltiamo altre 49 e troviamo una ?, cioè “r”. Saltiamo altre 49 lettere e troviamo una ?, cioè “ah”. Risultato: “torah”! Dunque, la parola “torah” è nella Torah, e proprio all’inizio.

Per oggi chiudiamo qui e diamo tempo ai detrattori della Bibbia di provare a spiegare che si tratta di una coincidenza fortuita, che non significa nulla, che è già stato dimostrato che questo tipo di ricerca dà risultati casuali del tutto inattendibili, che con questo sistema si trova qualunque cosa ecc. ecc.  Torniamo presto con delle sorprese.

(prima parte – segue)

 

Guarire dalla sindrome della lamentela – Culto di domenica 19 marzo 2017

Come va?” “Non mi lamento,  grazie”. “Davvero? Che strano!”. Ci sono molti motivi per lamentarsi, ma il farlo costantemente può diventare una patologia da curare! Quando è il popolo di Dio a farlo, quella è cosa piuttosto seria che rivela che… Lo vediamo quest’oggi sulla base del testo di Esodo 17:1-7. Ci porterà ad apprezzare una speciale “acqua curativa” che rimane a nostra disposizione.

19 marzo 2017 – Terza Domenica di Quaresima

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 16 Tutto il genere umano decadde nella prima trasgressione di Adamo?

Testi biblici: Esodo 17:1-7; Romani 5:1-11; Giovanni 4:5-42; Salmo 95

Salmo da cantare: Salmo 95 [Venite insieme cantiamo (Ginevrino)].

Preghiera: Onnipotente Iddio, sappiamo che in noi stessi non abbiamo forza alcuna per aiutarci. Conservaci sia esteriormente nel nostro corpo ed interiormente nella nostra anima, affinché possiamo essere difesi da ogni avversità che possa capitare al nostro corpo, e da gni cattivo pensiero che possa assalirci e farci del male, per Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.

Predicazione: Guarire dalla sindrome della lamentela

Versione video: https://youtu.be/qX2NjjS4ABY

Collegamenti:

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Paolo Castellina

Partire senza sapere dove andare? – Culto di domenica 12 marzo 2017

Il dramma di intere popolazioni che devono fuggire dal loro paese a causa di situazioni per loro insostenibili deve poter trovare una soluzione. Altra cosa è però la vicenda di Abramo che parte dal suo paese con la sua famiglia anche se avrebbe potuto benissimo rimanervi e prosperare. Egli non sapeva dove Dio l’avrebbe portato ma accoglie la Sua vocazione come una sfida che avrebbe aperto per lui e per noi prospettive impensabili. La esamineremo nella riflessione di quest’oggi,  tratta da Genesi 12:1-4.

12 marzo 2017 – Seconda Domenica di Quaresima

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 15 Quale è stato il peccato per il quale i nostri progenitori decaddero dallo stato in cui originalmente erano stati creati?

Testi biblici: Genesi 12:1-4a; Romani 4:1-5, 13-17; Giovanni 3:1-17; Salmi 121

Salmo da cantare: Salmo 121 [Io gli occhi ai monti levo ancor (Ginevrino); Lo sguardo mio rivolgo (Arpa)].

Preghiera: O Dio,la cui gloria è sempre quello di avere misericordia: Sii misericordioso verso tutti coloro che si sono allontanati dalle tue vie, e riportali con cuore penitente e fede costante ad abbracciare e a tenersi stretti alla verità immutabile della Tua Parola, Gesù Cristo, Tuo Figlio, che con Te e con lo Spirito Santo vive e regna, un solo Dio, nei secoli dei secoli. Amen.

Predicazione: Partire senza sapere dove andare (Genesi 12:1-4).

Versione video: https://youtu.be/qUefSVbQVYo

Collegamenti:

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Paolo Castellina

Un complotto coronato da successo? – Culto di domenica 5 marzo 2017

Esistono complotti segreti di grande scaltrezza a livello planetario per far andare le cose in un certo modo? Se ne teorizzano oggi diversi e ad opera di agenzie altrettanto variegate di natura politica e religiosa. Vi è chi deride chi ne parla e sicuramente il complottismo può essere patologico. Certo è che molte sono le forze che si contendono il dominio di questo mondo attraverso abili manipolazioni e che non se ne fanno scrupolo alcuno.  C’è però un complotto di natura spirituale molto più di base che mira ad allontanare l’umanità da Dio e dalle sue leggi per rovinarla così completamente. Ne parla ampiamente la Bibbia tracciandolo fin dai tempi più remoti. Ne parliamo quest’oggi riflettendo sul testo di Genesi 3:1-6.

5 marzo 2017 – Prima Domenica di Quaresima

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 14 Che cos’è il peccato?

Testi biblici: Genesi 2:15-17; 3:1-7; Romani 5:12-19; Matteo 4:1-11; Salmi 32

Salmo da cantare: 32 [Beato l’uom che d’ogni suo peccato (Ginevrino); Beato l’uomo a cui la trasgressione (Salmo 32:1-7 (Arpa)].

Preghiera: Preghiera: Onnipotente Iddio, il cui Figlio benedetto era stato condotto dallo Spirito ad essere tentato da Satana, vieni presto ad aiutare noi che siamo assaliti da molte tentazioni; e, perché conosci le debolezze di ciascuno di noi, che possiamo vederti potente a salvare; per Gesù Cristo, Tuo Figlio e nostro Signore, che vive e regna con Te e con lo Spirito santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.

Predicazione: Un complotto coronato da successo? (Genesi 3:1-6).

Versione video: https://youtu.be/GNU_eFEzlk4

Collegamenti:

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Paolo Castellina

Il capo dei gesuiti non crede nella Bibbia

“Padre” Arturo Sosa Abascal, prostate this web da pochi mesi eletto Preposito Generale della Compagnia di Gesù, this site cioè il capo dei gesuiti, prostate ha detto in un’intervista: “bisognerebbe incominciare una bella riflessione su che cosa ha detto veramente Gesù. A quel tempo nessuno aveva un registratore per inciderne le parole”.

Abascal, in un certo senso, è anche il capo di Jorge Bergoglio, in quanto gesuita.

Il catechismo della chiesa cattolica, al capitolo 81 dice: “La Sacra Scrittura è la Parola di Dio in quanto è messa per iscritto sotto l’ispirazione dello Spirito divino”.

Ma se Abascal non si fida della Scrittura, al punto da dire che “non si sa cosa ha detto veramente Gesù”, è anche giusto e coerente che non si fidi del suo catechismo. In altre parole: se non crede in Gesù, del quale sappiamo cosa ha detto e fatto unicamente dalla Bibbia, alla quale non crede, sarebbe assurdo che credesse alla Chiesa Cattolica, per quanto in essa abbia un ruolo assai importante.

Abascal, che in un certo senso è anche il capo di Jorge Bergoglio, in quanto gesuita dice anche: “nell’ultimo secolo nella chiesa c’è stato un grande fiorire di studi che cercano di capire esattamente cosa volesse dire Gesù. Ciò non è relativismo, ma certifica che la parola è relativa, il Vangelo è scritto da esseri umani, è accettato dalla chiesa che è fatta di persone umane”. Notevole che dica “nell’ultimo secolo”, come se Paolo, Agostino d’Ippona, Tommaso d’Aquino e tutti gli altri si fossero occupati d’altro che non di capire “cosa volesse dire Gesù”. E se bisogna aspettare 1900 anni per capirlo significa che la “ispirazione dello spirito divino” non funziona molto bene. La sostanza è, insomma, piuttosto chiara: “nell’ultimo secolo” c’è stato davvero qualcosa di assai diverso da quello che è accaduto nei diciannove precedenti secoli di cristianesimo, cioè sedicenti “teologi” hanno deciso di saperne più di Paolo, più degli evangelisti… alla fine più di Gesù stesso.

La Chanson del Vaudois, canto valdese probabilmente della fine del XVI secolo, dice, nell’ultima strofa:

Dieu veuille avoir merci de nos pauvres ministres

Qui sont dans le Piémont parmi les Jesuites.

Dieu leur fasse la grâce de pouvoir tenir bon

A chanter Ses louanges et à benir son nom.

Dio voglia aver pietà dei nostri poveri pastori

Che sono nel Piemonte fra i Gesuiti.

Dio faccia loro la grazia di perseverare

Nel cantare le Sue lodi e a benedire il Suo nome.

All’epoca molti pastori valdesi erano prigionieri in varie località del Piemonte e generalmente erano inquisitori gesuiti a tormentarli in ogni modo perché rinunciassero alla loro fede.La preghiera contenuta nel canto fu esaudita e le abiure furono pressoché nulle.

 

Oggi invece è successo addirittura il contrario: molti pastori valdesi hanno preceduto i Gesuiti nell’abbandonare Gesù Cristo.

 

Nuove sorprese dalla Bibbia, fin “dal principio” (2) – Semplici “coincidenze”?

Nella prima parte abbiamo visto che nei primi cinque versetti della Bibbia, cheapest che sono ovviamente i primi cinque versetti del Pentateuco, chiamato “torah” dagli Ebrei, partendo dalla prima “t” e saltando 49 lettere, poi altre 49 e ancora 49 si trova proprio la parola “torah”.

Coincidenza fortuita? Potrebbe effettivamente essere una coincidenza fortuita. Ma quanto fortuita? Il primo capitolo della Genesi comprende all’incirca 930 lettere. Sono dunque possibili ben 142.758 sequenze di quattro lettere come quella di Torah: 924 sequenze saltando una sola lettera, 921 saltandone due, 918 saltandone tre e poi via via a scendere, fino a 6 sequenze separate da 307 lettere e 3 separate da 308 lettere. Quante sono le probabilità di scrivere una parola di quattro lettere (come “torah”, che in ebraico ha quattro lettere), partendo da dove casualmente si incontra la prima? L’alfabeto ebraico ha 22 lettere, dunque, dopo la “t”, c’è una probabilità su 22 di incontrare la “o”, una su 484 (22×22) di incontrare successivamente anche la “r“, una su 10.684 (484×22) di completare la parola con la lettera “h” (traslitterata in “ah”). Dunque è perfettamente normale che su 142mila combinazioni la cosa si verifichi. Anzi, dovrebbe verificarsi circa 14 volte! “Dunque, niente!” potranno gioire i nemici della Bibbia.

Il fatto però è che questa “coincidenza” è molto più circoscritta. Perché la sequenza non parte da qualunque punto del capitolo, ma dalla prima “t”, che guarda caso è l’ultima della parola che significa “in principio”. Cioè il modo più esplicito e univoco di “mandare un messaggio”. Questo riduce enormemente le combinazioni possibili: da 142.758 a sole 307: una dove si salta una lettera, una dove se ne saltano 2, e così via fino alla sequenza dove si saltano 308 lettere. Dunque c’è solo una probabilità su 34 che una sequenza, partendo dalla prima “t”, componga la parola “torah” (cioè le 10.684 combinazioni delle altre tre lettere diviso le 307 possibilità di realizzare la sequenza stessa).

Va poi aggiunto che l’intervallo di 49 lettere non è un intervallo qualsiasi, poiché 49 è uguale a sette volte sette. E sette è un numero importantissimo nella Bibbia: dai sette giorni della creazione alle sette chiese dell’Apocalisse, passando per i sette giorni che passano dall’entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme alla sua risurrezione. Il numero 7 ricorre oltre trecento volte nella Bibbia, molto più di qualunque altro numero superiore al tre. Solo il 2 e il 3, di poco, ricorrono più volte, ma per motivi pratici. Non è come se la sequenza fosse stata sulle 19 o sulle 132 lettere. Possiamo ammettere che, oltre all’intervallo di 49, anche quello di 3, oppure 9 (in quanto 3 volte 3) o 7 o 12 sarebbe stato significativo. Dunque: possiamo dire che ci sono solo 4 possibilità su 10.684, come dire 1 su 2137, che partendo dalla prima “t” e saltando un numero simbolicamente importante di lettere (3 o 7 o 9 o 12 o 49) si formi la parola “torah”. Insomma, è già una bella coincidenza.

Ancora però dobbiamo rispondere alle obiezioni dei nemici della Bibbia, con cui abbiamo concluso la prima parte. Lo faremo nelle prossime puntate.

(2 – continua)

Nuove sorprese dalla Bibbia, fin “dal principio”. Con tanti saluti ai suoi odiatori

Mentre coloro che portano il nome di Chiesa Valdese festeggiano insieme alle organizzazioni LGBT e alle chiese oggi perseguitate fanno sì e no qualche accenno implicito, pharm noi vogliamo ricordare per che cosa noi Valdesi abbiamo combattuto e cercato la libertà: per professare la fede in Gesù Cristo secondo i principi biblici esplicitati dalla Riforma ed espressi nella nostra Confessione di Fede.

Preghiamo il Signore perché di questa libertà facciamo buon uso nella ricerca di quella verità, salve che ci fa liberi (Giovanni (8:32).

Preghiamo il Signore perché aiuti tutti e in particolari coloro che si professano valdesi a tenersi lontani da tutto ciò che nega e combatte Dio.

Preghiamo il Signore per coloro che oggi soffrono e sono perseguitati per la loro fede cristiana e perché non accada lo stesso a noi che abitiamo in paesi liberi ma dove vivere il cristianesimo è sempre più difficile.

E ripubblichiamo il nostro documento di tre anni fa sulla Parola di Dio fonte della nostra fede della nostra vita.

Crediamo:

- che la vita e la pratica del popolo di Dio e di ciascun credente ha bisogno di confrontarsi continuamente con la Parola di Dio e questo per conformare effettivamente ad essa ogni aspetto della via;

- che costante sia la necessità per la chiesa di “correggere la rotta” per evitare la deriva morale e spirituale in cui incorre chi non si attiene all’insegnamento biblico così com’è definito con precisione dalle Confessioni di fede e dai Catechismi della Riforma.

Ci opponiamo:

- alle innovazioni della “chiesa liberal”, alla revisione e all’allontanamento dell’ortodossia confessionale in nome di una presunta “evoluzione del pensiero” o “cambiamento delle circostanze”;

- al relativismo dottrinale essendo esso quanto di più lontano ed incoerente vi possa essere con i presupposti identitari della fede riformata storica, rivelando, di fatto, come il pensiero della “chiesa liberal” sia pesantemente condizionato dalla filosofia evoluzionista.

Contestiamo:

l’affermazione di chi dice: ” Come potrebbero mai le confessioni e i catechismi scritti nel XII e nel XVII secolo guidare la nostra dottrina, vita e culto del XXI secolo?” che sorge da chi equivoca l’origine e la funzione dei canoni dottrinali della Riforma, alterandone sostanzialmente i presupposti stessi della fede cristiana storica sui quali essa è stata fondata, vale a dire le Sacre Scritture come espressione immutabile della Parola di Dio e interpreti di sé stesse.

- La pretesa di chi propone innovazioni dottrinali e morali sulla basa di una “nuova luce” acquisita sul testo biblico che sorge da concetti che, a tutti gli effetti, alterano, sovvertono e relativizzano l’autorità della stessa Bibbia.

- La pretesa dogmatica che il moderno approccio critico e “scientifico” sia tale da “ridimensionare” l’autorità della Bibbia, quella che si era da sempre ritenuta tale.

Affermiamo:

Che il risultato finale di questi “aggiornamenti” e “progressi” non siano una riforma, ma una radicale ridefinizione ed alterazione della fede cristiana, operate sulla base di presupposti alieni alla fede millenaria del popolo di Dio; non riforma dunque, ma revisione sostanziale. Tutto questo in nome del “progresso” o persino dell’azione dello “Spirito”.

La S.A.V. (Sentieri Antichi Valdesi) si propone dunque:

di non calcare il “sentiero liberale”, né conservatore, ma quello radicale, nel senso del tornare alle radici, essendone il “Sola Scriptura” il riflesso. S.A.V non ha interesse nel cambiamento fine a sé stesso, ma fa appello al ristabilimento del Cristianesimo apostolico, credendo che la Chiesa venga sempre riformata dallo Spirito di Dio attraverso la Parola di fronte alla deriva e alla degenerazione.

La S.A.V. si orienta verso la Parola di Dio che è la fonte della nostra vita.

La nostra fedeltà ultima non è al passato come tale, o al presente o al futuro, ma a quella Parola che, come disse Martin Lutero in un suo inno, sta al di sopra delle potenze terrene.

Non dietro a noi, né davanti a noi, ma al di sopra di noi, regna il nostro sovrano Signore sul suo corpo in ogni luogo e tempo. Amen.

Villar Pellice, il 17 febbraio 2014

Mentre coloro che portano il nome di Chiesa Valdese festeggiano insieme alle organizzazioni LGBT e alle chiese oggi perseguitate fanno sì e no qualche accenno implicito, pharm noi vogliamo ricordare per che cosa noi Valdesi abbiamo combattuto e cercato la libertà: per professare la fede in Gesù Cristo secondo i principi biblici esplicitati dalla Riforma ed espressi nella nostra Confessione di Fede.

Preghiamo il Signore perché di questa libertà facciamo buon uso nella ricerca di quella verità, salve che ci fa liberi (Giovanni (8:32).

Preghiamo il Signore perché aiuti tutti e in particolari coloro che si professano valdesi a tenersi lontani da tutto ciò che nega e combatte Dio.

Preghiamo il Signore per coloro che oggi soffrono e sono perseguitati per la loro fede cristiana e perché non accada lo stesso a noi che abitiamo in paesi liberi ma dove vivere il cristianesimo è sempre più difficile.

E ripubblichiamo il nostro documento di tre anni fa sulla Parola di Dio fonte della nostra fede della nostra vita.

Crediamo:

- che la vita e la pratica del popolo di Dio e di ciascun credente ha bisogno di confrontarsi continuamente con la Parola di Dio e questo per conformare effettivamente ad essa ogni aspetto della via;

- che costante sia la necessità per la chiesa di “correggere la rotta” per evitare la deriva morale e spirituale in cui incorre chi non si attiene all’insegnamento biblico così com’è definito con precisione dalle Confessioni di fede e dai Catechismi della Riforma.

Ci opponiamo:

- alle innovazioni della “chiesa liberal”, alla revisione e all’allontanamento dell’ortodossia confessionale in nome di una presunta “evoluzione del pensiero” o “cambiamento delle circostanze”;

- al relativismo dottrinale essendo esso quanto di più lontano ed incoerente vi possa essere con i presupposti identitari della fede riformata storica, rivelando, di fatto, come il pensiero della “chiesa liberal” sia pesantemente condizionato dalla filosofia evoluzionista.

Contestiamo:

l’affermazione di chi dice: ” Come potrebbero mai le confessioni e i catechismi scritti nel XII e nel XVII secolo guidare la nostra dottrina, vita e culto del XXI secolo?” che sorge da chi equivoca l’origine e la funzione dei canoni dottrinali della Riforma, alterandone sostanzialmente i presupposti stessi della fede cristiana storica sui quali essa è stata fondata, vale a dire le Sacre Scritture come espressione immutabile della Parola di Dio e interpreti di sé stesse.

- La pretesa di chi propone innovazioni dottrinali e morali sulla basa di una “nuova luce” acquisita sul testo biblico che sorge da concetti che, a tutti gli effetti, alterano, sovvertono e relativizzano l’autorità della stessa Bibbia.

- La pretesa dogmatica che il moderno approccio critico e “scientifico” sia tale da “ridimensionare” l’autorità della Bibbia, quella che si era da sempre ritenuta tale.

Affermiamo:

Che il risultato finale di questi “aggiornamenti” e “progressi” non siano una riforma, ma una radicale ridefinizione ed alterazione della fede cristiana, operate sulla base di presupposti alieni alla fede millenaria del popolo di Dio; non riforma dunque, ma revisione sostanziale. Tutto questo in nome del “progresso” o persino dell’azione dello “Spirito”.

La S.A.V. (Sentieri Antichi Valdesi) si propone dunque:

di non calcare il “sentiero liberale”, né conservatore, ma quello radicale, nel senso del tornare alle radici, essendone il “Sola Scriptura” il riflesso. S.A.V non ha interesse nel cambiamento fine a sé stesso, ma fa appello al ristabilimento del Cristianesimo apostolico, credendo che la Chiesa venga sempre riformata dallo Spirito di Dio attraverso la Parola di fronte alla deriva e alla degenerazione.

La S.A.V. si orienta verso la Parola di Dio che è la fonte della nostra vita.

La nostra fedeltà ultima non è al passato come tale, o al presente o al futuro, ma a quella Parola che, come disse Martin Lutero in un suo inno, sta al di sopra delle potenze terrene.

Non dietro a noi, né davanti a noi, ma al di sopra di noi, regna il nostro sovrano Signore sul suo corpo in ogni luogo e tempo. Amen.

Villar Pellice, il 17 febbraio 2014

Mentre coloro che portano il nome di Chiesa Valdese festeggiano il 17  febbraio insieme alle organizzazioni LGBT, cheap mentre ai cristiani perseguitati fanno sì e no qualche velato accenno, noi vogliamo ricordare per che cosa noi Valdesi abbiamo combattuto e cercato la libertà: per professare la fede in Gesù Cristo secondo i principi biblici esplicitati dalla Riforma ed espressi nella nostra Confessione di Fede.

Preghiamo il Signore perché di questa libertà facciamo buon uso nella ricerca di quella verità, che sola ci fa liberi (Giovanni (8:32).

Preghiamo il Signore perché aiuti tutti, e in particolare coloro che si professano cristiani, riformari, valdesi, a tenersi lontani da tutto ciò che nega e combatte Dio.

Preghiamo il Signore per coloro che oggi soffrono e sono perseguitati per la loro fede cristiana e perché non accada lo stesso a noi che abitiamo in paesi liberi ma dove vivere il cristianesimo è sempre più difficile.

E ripubblichiamo il nostro documento di tre anni fa sulla Parola di Dio fonte della nostra fede della nostra vita.

Crediamo:

- che la vita e la pratica del popolo di Dio e di ciascun credente ha bisogno di confrontarsi continuamente con la Parola di Dio e questo per conformare effettivamente ad essa ogni aspetto della via;

- che costante sia la necessità per la chiesa di “correggere la rotta” per evitare la deriva morale e spirituale in cui incorre chi non si attiene all’insegnamento biblico così com’è definito con precisione dalle Confessioni di fede e dai Catechismi della Riforma.

Ci opponiamo:

- alle innovazioni della “chiesa liberal”, alla revisione e all’allontanamento dell’ortodossia confessionale in nome di una presunta “evoluzione del pensiero” o “cambiamento delle circostanze”;

- al relativismo dottrinale essendo esso quanto di più lontano ed incoerente vi possa essere con i presupposti identitari della fede riformata storica, rivelando, di fatto, come il pensiero della “chiesa liberal” sia pesantemente condizionato dalla filosofia evoluzionista.

Contestiamo:

l’affermazione di chi dice: ” Come potrebbero mai le confessioni e i catechismi scritti nel XII e nel XVII secolo guidare la nostra dottrina, vita e culto del XXI secolo?” che sorge da chi equivoca l’origine e la funzione dei canoni dottrinali della Riforma, alterandone sostanzialmente i presupposti stessi della fede cristiana storica sui quali essa è stata fondata, vale a dire le Sacre Scritture come espressione immutabile della Parola di Dio e interpreti di sé stesse.

- La pretesa di chi propone innovazioni dottrinali e morali sulla basa di una “nuova luce” acquisita sul testo biblico che sorge da concetti che, a tutti gli effetti, alterano, sovvertono e relativizzano l’autorità della stessa Bibbia.

- La pretesa dogmatica che il moderno approccio critico e “scientifico” sia tale da “ridimensionare” l’autorità della Bibbia, quella che si era da sempre ritenuta tale.

Affermiamo:

Che il risultato finale di questi “aggiornamenti” e “progressi” non siano una riforma, ma una radicale ridefinizione ed alterazione della fede cristiana, operate sulla base di presupposti alieni alla fede millenaria del popolo di Dio; non riforma dunque, ma revisione sostanziale. Tutto questo in nome del “progresso” o persino dell’azione dello “Spirito”.

La S.A.V. (Sentieri Antichi Valdesi) si propone dunque:

di non calcare il “sentiero liberale”, né conservatore, ma quello radicale, nel senso del tornare alle radici, essendone il “Sola Scriptura” il riflesso. S.A.V non ha interesse nel cambiamento fine a sé stesso, ma fa appello al ristabilimento del Cristianesimo apostolico, credendo che la Chiesa venga sempre riformata dallo Spirito di Dio attraverso la Parola di fronte alla deriva e alla degenerazione.

La S.A.V. si orienta verso la Parola di Dio che è la fonte della nostra vita.

La nostra fedeltà ultima non è al passato come tale, o al presente o al futuro, ma a quella Parola che, come disse Martin Lutero in un suo inno, sta al di sopra delle potenze terrene.

Non dietro a noi, né davanti a noi, ma al di sopra di noi, regna il nostro sovrano Signore sul suo corpo in ogni luogo e tempo. Amen.

Villar Pellice, il 17 febbraio 2014

Mentre coloro che portano il nome di Chiesa Valdese festeggiano insieme alle organizzazioni LGBT e alle chiese oggi perseguitate fanno sì e no qualche accenno implicito, pharm noi vogliamo ricordare per che cosa noi Valdesi abbiamo combattuto e cercato la libertà: per professare la fede in Gesù Cristo secondo i principi biblici esplicitati dalla Riforma ed espressi nella nostra Confessione di Fede.

Preghiamo il Signore perché di questa libertà facciamo buon uso nella ricerca di quella verità, salve che ci fa liberi (Giovanni (8:32).

Preghiamo il Signore perché aiuti tutti e in particolari coloro che si professano valdesi a tenersi lontani da tutto ciò che nega e combatte Dio.

Preghiamo il Signore per coloro che oggi soffrono e sono perseguitati per la loro fede cristiana e perché non accada lo stesso a noi che abitiamo in paesi liberi ma dove vivere il cristianesimo è sempre più difficile.

E ripubblichiamo il nostro documento di tre anni fa sulla Parola di Dio fonte della nostra fede della nostra vita.

Crediamo:

- che la vita e la pratica del popolo di Dio e di ciascun credente ha bisogno di confrontarsi continuamente con la Parola di Dio e questo per conformare effettivamente ad essa ogni aspetto della via;

- che costante sia la necessità per la chiesa di “correggere la rotta” per evitare la deriva morale e spirituale in cui incorre chi non si attiene all’insegnamento biblico così com’è definito con precisione dalle Confessioni di fede e dai Catechismi della Riforma.

Ci opponiamo:

- alle innovazioni della “chiesa liberal”, alla revisione e all’allontanamento dell’ortodossia confessionale in nome di una presunta “evoluzione del pensiero” o “cambiamento delle circostanze”;

- al relativismo dottrinale essendo esso quanto di più lontano ed incoerente vi possa essere con i presupposti identitari della fede riformata storica, rivelando, di fatto, come il pensiero della “chiesa liberal” sia pesantemente condizionato dalla filosofia evoluzionista.

Contestiamo:

l’affermazione di chi dice: ” Come potrebbero mai le confessioni e i catechismi scritti nel XII e nel XVII secolo guidare la nostra dottrina, vita e culto del XXI secolo?” che sorge da chi equivoca l’origine e la funzione dei canoni dottrinali della Riforma, alterandone sostanzialmente i presupposti stessi della fede cristiana storica sui quali essa è stata fondata, vale a dire le Sacre Scritture come espressione immutabile della Parola di Dio e interpreti di sé stesse.

- La pretesa di chi propone innovazioni dottrinali e morali sulla basa di una “nuova luce” acquisita sul testo biblico che sorge da concetti che, a tutti gli effetti, alterano, sovvertono e relativizzano l’autorità della stessa Bibbia.

- La pretesa dogmatica che il moderno approccio critico e “scientifico” sia tale da “ridimensionare” l’autorità della Bibbia, quella che si era da sempre ritenuta tale.

Affermiamo:

Che il risultato finale di questi “aggiornamenti” e “progressi” non siano una riforma, ma una radicale ridefinizione ed alterazione della fede cristiana, operate sulla base di presupposti alieni alla fede millenaria del popolo di Dio; non riforma dunque, ma revisione sostanziale. Tutto questo in nome del “progresso” o persino dell’azione dello “Spirito”.

La S.A.V. (Sentieri Antichi Valdesi) si propone dunque:

di non calcare il “sentiero liberale”, né conservatore, ma quello radicale, nel senso del tornare alle radici, essendone il “Sola Scriptura” il riflesso. S.A.V non ha interesse nel cambiamento fine a sé stesso, ma fa appello al ristabilimento del Cristianesimo apostolico, credendo che la Chiesa venga sempre riformata dallo Spirito di Dio attraverso la Parola di fronte alla deriva e alla degenerazione.

La S.A.V. si orienta verso la Parola di Dio che è la fonte della nostra vita.

La nostra fedeltà ultima non è al passato come tale, o al presente o al futuro, ma a quella Parola che, come disse Martin Lutero in un suo inno, sta al di sopra delle potenze terrene.

Non dietro a noi, né davanti a noi, ma al di sopra di noi, regna il nostro sovrano Signore sul suo corpo in ogni luogo e tempo. Amen.

Villar Pellice, il 17 febbraio 2014

Mentre coloro che portano il nome di Chiesa Valdese festeggiano il 17  febbraio insieme alle organizzazioni LGBT, cheap mentre ai cristiani perseguitati fanno sì e no qualche velato accenno, noi vogliamo ricordare per che cosa noi Valdesi abbiamo combattuto e cercato la libertà: per professare la fede in Gesù Cristo secondo i principi biblici esplicitati dalla Riforma ed espressi nella nostra Confessione di Fede.

Preghiamo il Signore perché di questa libertà facciamo buon uso nella ricerca di quella verità, che sola ci fa liberi (Giovanni (8:32).

Preghiamo il Signore perché aiuti tutti, e in particolare coloro che si professano cristiani, riformari, valdesi, a tenersi lontani da tutto ciò che nega e combatte Dio.

Preghiamo il Signore per coloro che oggi soffrono e sono perseguitati per la loro fede cristiana e perché non accada lo stesso a noi che abitiamo in paesi liberi ma dove vivere il cristianesimo è sempre più difficile.

E ripubblichiamo il nostro documento di tre anni fa sulla Parola di Dio fonte della nostra fede della nostra vita.

Crediamo:

- che la vita e la pratica del popolo di Dio e di ciascun credente ha bisogno di confrontarsi continuamente con la Parola di Dio e questo per conformare effettivamente ad essa ogni aspetto della via;

- che costante sia la necessità per la chiesa di “correggere la rotta” per evitare la deriva morale e spirituale in cui incorre chi non si attiene all’insegnamento biblico così com’è definito con precisione dalle Confessioni di fede e dai Catechismi della Riforma.

Ci opponiamo:

- alle innovazioni della “chiesa liberal”, alla revisione e all’allontanamento dell’ortodossia confessionale in nome di una presunta “evoluzione del pensiero” o “cambiamento delle circostanze”;

- al relativismo dottrinale essendo esso quanto di più lontano ed incoerente vi possa essere con i presupposti identitari della fede riformata storica, rivelando, di fatto, come il pensiero della “chiesa liberal” sia pesantemente condizionato dalla filosofia evoluzionista.

Contestiamo:

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- La pretesa di chi propone innovazioni dottrinali e morali sulla basa di una “nuova luce” acquisita sul testo biblico che sorge da concetti che, a tutti gli effetti, alterano, sovvertono e relativizzano l’autorità della stessa Bibbia.

- La pretesa dogmatica che il moderno approccio critico e “scientifico” sia tale da “ridimensionare” l’autorità della Bibbia, quella che si era da sempre ritenuta tale.

Affermiamo:

Che il risultato finale di questi “aggiornamenti” e “progressi” non siano una riforma, ma una radicale ridefinizione ed alterazione della fede cristiana, operate sulla base di presupposti alieni alla fede millenaria del popolo di Dio; non riforma dunque, ma revisione sostanziale. Tutto questo in nome del “progresso” o persino dell’azione dello “Spirito”.

La S.A.V. (Sentieri Antichi Valdesi) si propone dunque:

di non calcare il “sentiero liberale”, né conservatore, ma quello radicale, nel senso del tornare alle radici, essendone il “Sola Scriptura” il riflesso. S.A.V non ha interesse nel cambiamento fine a sé stesso, ma fa appello al ristabilimento del Cristianesimo apostolico, credendo che la Chiesa venga sempre riformata dallo Spirito di Dio attraverso la Parola di fronte alla deriva e alla degenerazione.

La S.A.V. si orienta verso la Parola di Dio che è la fonte della nostra vita.

La nostra fedeltà ultima non è al passato come tale, o al presente o al futuro, ma a quella Parola che, come disse Martin Lutero in un suo inno, sta al di sopra delle potenze terrene.

Non dietro a noi, né davanti a noi, ma al di sopra di noi, regna il nostro sovrano Signore sul suo corpo in ogni luogo e tempo. Amen.

Villar Pellice, il 17 febbraio 2014

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Preghiamo il Signore perché di questa libertà facciamo buon uso nella ricerca di quella verità, adiposity che ci fa liberi (Giovanni (8:32).

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Crediamo:

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- che costante sia la necessità per la chiesa di “correggere la rotta” per evitare la deriva morale e spirituale in cui incorre chi non si attiene all’insegnamento biblico così com’è definito con precisione dalle Confessioni di fede e dai Catechismi della Riforma.

Ci opponiamo:

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- La pretesa dogmatica che il moderno approccio critico e “scientifico” sia tale da “ridimensionare” l’autorità della Bibbia, quella che si era da sempre ritenuta tale.

Affermiamo:

Che il risultato finale di questi “aggiornamenti” e “progressi” non siano una riforma, ma una radicale ridefinizione ed alterazione della fede cristiana, operate sulla base di presupposti alieni alla fede millenaria del popolo di Dio; non riforma dunque, ma revisione sostanziale. Tutto questo in nome del “progresso” o persino dell’azione dello “Spirito”.

La S.A.V. (Sentieri Antichi Valdesi) si propone dunque:

di non calcare il “sentiero liberale”, né conservatore, ma quello radicale, nel senso del tornare alle radici, essendone il “Sola Scriptura” il riflesso. S.A.V non ha interesse nel cambiamento fine a sé stesso, ma fa appello al ristabilimento del Cristianesimo apostolico, credendo che la Chiesa venga sempre riformata dallo Spirito di Dio attraverso la Parola di fronte alla deriva e alla degenerazione.

La S.A.V. si orienta verso la Parola di Dio che è la fonte della nostra vita.

La nostra fedeltà ultima non è al passato come tale, o al presente o al futuro, ma a quella Parola che, come disse Martin Lutero in un suo inno, sta al di sopra delle potenze terrene.

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Villar Pellice, il 17 febbraio 2014

Nel corso della storia ed anche oggi esperti architetti seducono le comunità cristiane proponendo loro la costruzione di “grandi cattedrali” all’apparente gloria di Dio, buy information pills belle ma spesso discutibili da molti punti di vista. Abbiamo certo bisogno di locali per svolgere le attività cristiane, more about ma non sono quelle le chiese di cui parla il Nuovo Testamento. Gli apostoli erano esperti architetti e costruttori non di edifici, ma di templi fatti di “pietre viventi”, comunità di cristiani chiamati a testimoniare al mondo la presenza fra di loro di Dio. Il testo biblico di oggi, 1 Corinzi 3:9-15 ci parla delle vere “architetture spirituali” che dobbiamo edificare.

19 Febbraio 2017 – Settima Domenica dopo l’Epifania

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.  Domanda 12: Quale speciale atto di Provvidenza Dio ha esercitato verso l’Uomo nello stato in cui era stato creato?

Testi biblici: Levitico 19:1-2,9-18; 1 Corinti 3:10-11,16-23; Matteo 5:38-48; Salmi 119:33-40

Salmo da cantare: Salmo 119 [Beato l’uomo che con giusto piè (Ginevrino); Insegnami, o Signore (Arpa, Salmo 119:33-40)].

Preghiera: O Signore, Tu ci hai insegnato che senza amore ttto ciò che facciamo non vale nulla. Manda il Tuo Spirito Santo e riversa nei nostri cuori il Tuo più grande dono, l’amore, vero vincolo di pace e d’ogni virtù, senza il quale chiunque vive è da Te considerato come morto. Concedici questo per amore del Tuo unico Figlio Gesù Cristo, che vive e regna con Te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.

Predicazione: Architettura spirituale

Versione video: https://youtu.be/Xi9zGeS_QKg

Collegamenti:

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Paolo Castellina

: Nel corso della storia ed anche oggi esperti architetti seducono le comunità cristiane proponendo loro la costruzione di “grandi cattedrali” all’apparente gloria di Dio, physician belle ma spesso discutibili da molti punti di vista. Abbiamo certo bisogno di locali per svolgere le attività cristiane, ed ma non sono quelle le chiese di cui parla il Nuovo Testamento. Gli apostoli erano esperti architetti e costruttori non di edifici, ma di templi fatti di “pietre viventi”, comunità di cristiani chiamati a testimoniare al mondo la presenza fra di loro di Dio. Il testo biblico di oggi, 1 Corinzi 3:9-15 ci parla delle vere “architetture spirituali” che dobbiamo edificare.

19 Febbraio 2017 – Settima Domenica dopo l’Epifania

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.  Domanda 12: Quale speciale atto di Provvidenza Dio ha esercitato verso l’Uomo nello stato in cui era stato creato?

Testi biblici: Levitico 19:1-2,9-18; 1 Corinti 3:10-11,16-23; Matteo 5:38-48; Salmi 119:33-40

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Preghiera: O Signore, Tu ci hai insegnato che senza amore ttto ciò che facciamo non vale nulla. Manda il Tuo Spirito Santo e riversa nei nostri cuori il Tuo più grande dono, l’amore, vero vincolo di pace e d’ogni virtù, senza il quale chiunque vive è da Te considerato come morto. Concedici questo per amore del Tuo unico Figlio Gesù Cristo, che vive e regna con Te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.

Predicazione: Architettura spirituale

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Paolo Castellina

Nel corso della storia ed anche oggi esperti architetti seducono le comunità cristiane proponendo loro la costruzione di “grandi cattedrali” all’apparente gloria di Dio, rx belle ma spesso discutibili da molti punti di vista. Abbiamo certo bisogno di locali per svolgere le attività cristiane, ma non sono quelle le chiese di cui parla il Nuovo Testamento. Gli apostoli erano esperti architetti e costruttori non di edifici, ma di templi fatti di “pietre viventi”, comunità di cristiani chiamati a testimoniare al mondo la presenza fra di loro di Dio. Il testo biblico di oggi, 1 Corinzi 3:9-15 ci parla delle vere “architetture spirituali” che dobbiamo edificare.

19 Febbraio 2017 – Settima Domenica dopo l’Epifania

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.  Domanda 12: Quale speciale atto di Provvidenza Dio ha esercitato verso l’Uomo nello stato in cui era stato creato?

Testi biblici: Levitico 19:1-2,9-18; 1 Corinti 3:10-11,16-23; Matteo 5:38-48; Salmi 119:33-40

Salmo da cantare: Salmo 119 [Beato l’uomo che con giusto piè (Ginevrino); Insegnami, o Signore (Arpa, Salmo 119:33-40)].

Preghiera: O Signore, Tu ci hai insegnato che senza amore ttto ciò che facciamo non vale nulla. Manda il Tuo Spirito Santo e riversa nei nostri cuori il Tuo più grande dono, l’amore, vero vincolo di pace e d’ogni virtù, senza il quale chiunque vive è da Te considerato come morto. Concedici questo per amore del Tuo unico Figlio Gesù Cristo, che vive e regna con Te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.

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Paolo Castellina

Mentre molti “teologi” si ingegnano ad affossare in ogni modo l’autorevolezza, what is ed la dignità e l’importanza della Bibbia, c’è chi invece – prendendola sul serio – fa scoperte straordinarie.

I primi cinque libri della Bibbia sono generalmente chiamati con il termine greco “Pentateuco”, che significa “i cinque contenitori”, “i cinque rotoli”, ma il nome ebraico è ???? , che si pronuncia “torà”, di solito si traslittera “torah” e significa “insegnamento, dottrina” più che “legge” come alcuni traducono. Il Pentateuco stesso, altri testi dell’Antico Testamento e Gesù stesso attribuiscono questi 5 libri a Mosè, ma – naturalmente – la cosiddetta critica moderna la pensa diversamente, e spesso concordano con essa anche “teologi” pagati da chiese cristiane (ovviamente anche valdesi) per dare torto

Un complicato schema che spiega la presunta eterogeneità delle varie parti del Pentateuco. Le prime “due tradizioni” sono ritenute separate sulla base del fatto che vengono usati due diverse espressioni per indicare Dio.

a Gesù. L’Enciclopedia Treccani, massimo repertorio di autorità culturale italiana spiega: “Si concorda dunque nel ritenere che la composizione dei libri del Pentateuco avvenne per epoche successive, sovrapponendo e mescolando materiale di stile e mentalità diversi, ma improntato a una sostanziale continuità culturale”. Notevole il “si concorda”,  dove, pur nell’ambiguità del verbo impersonale, si dà ad intendere che sono tutti d’accordo sull’eterogeneità dei cinque libri.

Troverete in giro grandi ragionamenti sul fatto che i termini con cui ci si riferisce a Dio sono diversi nelle varie parti del Pentateuco, il che dimostrerebbe che queste non possono essere state scritte dalla stessa persona. Argomento davvero pregevole perché consente di farsi una bella risata, cosa sempre apprezzabile e che fa bene alla salute. Prendiamo un verso della Commedia di Dante:

“fecemi la divina potestate, la somma sapienza e il primo amore” (Inferno, III, 5)

È la scritta sopra la porta dell’Inferno, dove è la porta stessa a parlare e a dire chi l’ha fatta. È evidente che le tre espressioni, “la divina potestate”, “la somma sapienza” e “il primo amore” indicano tutte Dio. Dobbiamo dunque concludere che quel singolo verso è stato scritto da tre persone diverse? Ovviamente nessuna persona sana di mente o in buona fede direbbe una stupidaggine del genere, che – a parte l’assodata certezza che l’autore dell’opera (figurarsi di un singolo verso)  è uno solo – è assurda già nel concetto astratto e si scontra con un dato di fatto tecnico, e cioè che le tre espressioni contribuiscono a creare un verso di undici sillabe, come tutti i versi della Commedia. Insomma: grazie per il buon umore.

Si dirà che per il Pentateuco non abbiamo prove come quella appena citata sul verso di Dante. Davvero? Vedremo.

Prendiamo il testo ebraico dei primi versi della Genesi, ricordando che

I primi cinque versi del libro della Genesi, cioè della “Torah”. I cerchietti rossi indicano le quattro lettere della parola “torah”, separate l’una dall’altra da 49 lettere. Il rettangolo verde evidenzia la parola “bereshit” (“in principio”) che costituisce il titolo ebraico del libro.

l’ebraico si legge da destra a sinistra. Cerchiamo la prima ?, cioè “t”: la troviamo già alla fine della prima parola, che significa “nel principio”. Poi saltiamo 49 lettere e troviamo una ?, cioè “o”. Ne saltiamo altre 49 e troviamo una ?, cioè “r”. Saltiamo altre 49 lettere e troviamo una ?, cioè “ah”. Risultato: “torah”! Dunque, la parola “torah” è nella Torah, e proprio all’inizio.

Per oggi chiudiamo qui e diamo tempo ai detrattori della Bibbia di provare a spiegare che si tratta di una coincidenza fortuita, che non significa nulla, che è già stato dimostrato che questo tipo di ricerca dà risultati casuali del tutto inattendibili, che con questo sistema si trova qualunque cosa ecc. ecc.  Torniamo presto con delle sorprese.

(prima parte – segue)

Il nostro 17 febbraio: DICHIARAZIONE S.A.V. 17 FEBBRAIO 2014 – La Parola di Dio fonte della nostra vita, No al relativismo dottrinale

Mentre coloro che portano il nome di Chiesa Valdese festeggiano il 17  febbraio insieme alle organizzazioni LGBT, drugs malady here mentre ai cristiani perseguitati fanno sì e no qualche velato accenno, drugs noi vogliamo ricordare per che cosa noi Valdesi abbiamo combattuto e cercato la libertà: per professare la fede in Gesù Cristo secondo i principi biblici esplicitati dalla Riforma ed espressi nella nostra Confessione di Fede.

Preghiamo il Signore perché di questa libertà facciamo buon uso nella ricerca di quella verità, erectile che sola ci fa liberi (Giovanni (8:32).

Preghiamo il Signore perché aiuti tutti, e in particolare coloro che si professano cristiani, riformari, valdesi, a tenersi lontani da tutto ciò che nega e combatte Dio.

Preghiamo il Signore per coloro che oggi soffrono e sono perseguitati per la loro fede cristiana e perché non accada lo stesso a noi che abitiamo in paesi liberi ma dove vivere il cristianesimo è sempre più difficile.

E ripubblichiamo il nostro documento di tre anni fa sulla Parola di Dio fonte della nostra fede della nostra vita.

Crediamo:

- che la vita e la pratica del popolo di Dio e di ciascun credente ha bisogno di confrontarsi continuamente con la Parola di Dio e questo per conformare effettivamente ad essa ogni aspetto della via;

- che costante sia la necessità per la chiesa di “correggere la rotta” per evitare la deriva morale e spirituale in cui incorre chi non si attiene all’insegnamento biblico così com’è definito con precisione dalle Confessioni di fede e dai Catechismi della Riforma.

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Affermiamo:

Che il risultato finale di questi “aggiornamenti” e “progressi” non siano una riforma, ma una radicale ridefinizione ed alterazione della fede cristiana, operate sulla base di presupposti alieni alla fede millenaria del popolo di Dio; non riforma dunque, ma revisione sostanziale. Tutto questo in nome del “progresso” o persino dell’azione dello “Spirito”.

La S.A.V. (Sentieri Antichi Valdesi) si propone dunque:

di non calcare il “sentiero liberale”, né conservatore, ma quello radicale, nel senso del tornare alle radici, essendone il “Sola Scriptura” il riflesso. S.A.V non ha interesse nel cambiamento fine a sé stesso, ma fa appello al ristabilimento del Cristianesimo apostolico, credendo che la Chiesa venga sempre riformata dallo Spirito di Dio attraverso la Parola di fronte alla deriva e alla degenerazione.

La S.A.V. si orienta verso la Parola di Dio che è la fonte della nostra vita.

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Non dietro a noi, né davanti a noi, ma al di sopra di noi, regna il nostro sovrano Signore sul suo corpo in ogni luogo e tempo. Amen.

Villar Pellice, il 17 febbraio 2014

Molto più che non uccidere – Culto di domenica 12 febbraio 2017

I due principali siti LGBT “evangelici”, and Gionata e Refo, try pubblicano “le beatitudini LGBT”:

Beati voi, viagra 60mg fratelli e sorelle gay, lesbiche, etero, bisessuali e transessuali: ognuno di voi è unico ed è il riflesso glorioso dell’amore di Dio e della Sua stupefacente creatività.
Beati voi quando avete il coraggio di portare nelle relazioni affettive la verità di chi siete: voi sanate e rafforzate il corpo di Cristo!
Beati voi che sfidate gli stereotipi e le caricature: voi portate luce al mondo!
Beati voi che denunciate le ipocrisie della religione: voi contribuite all’affermarsi della pace e della giustizia!

Beati voi quando lottate per la piena uguaglianza ed inclusione: voi rendete onore alla sacralità di ogni persona!

Beati voi quando formate nuovi tipi di famiglia fondati sull’amore più che sulla legge: voi incarnate la verità che tutti gli uomini sono una grande famiglia!

Beati voi che aspirate ad adorare in Spirito e Verità, che fate sorgere le vostre preghiere da un cuore umile: lo Spirito Santo vi guiderà e darà ispirazione!

Beati voi che date da mangiare agli affamati, offrite conforto ai morenti, cure agli infermi, ospitalità ai senza tetto, vicinanza a chi è da solo, fiducia a chi è senza speranza: voi siete Vangelo, siete la Buona Notizia che questo mondo ferito ha un disperato bisogno di ascoltare.
Beati voi che siete umiliati e perseguitati, e nonostante tutto perseverate nella Fede, nella Speranza e nella Carità! Rallegratevi e siatene fieri, perché Dio si manifesta in voi!

Si è così arrivati alla santificazione degli omosessuali, sostanzialmente visti come “vicari di Cristo”, come il Papa per i cattolici.
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Si è così arrivati alla santificazione degli omosessuali, sostanzialmente visti come “vicari di Cristo”, come il Papa per i cattolici.

Dopo “Non avere altri dèi oltre a me”, viagra approved il comandamento “Non uccidere” è in assoluto il più trasgredito della storia. Il Signore Gesù Cristo lo ribadisce e ne intensifica il significato oltre ogni (umano) limite. Così facendo non solo condanna l’umanità (e spesso chi pretende di servire Dio) ma chiama il Suo popolo a testimoniare con impegno l’etica del Suo Regno. Vediamo come, for sale riflettendo sul testo di Matteo 5:22-26.

12 Febbraio 2017 – Sesta Domenica dopo l’Epifania

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.  Domanda 11: Quali sono le opere della divina Provvidenza?

Testi biblici: Deuteronomio 30:15-20; 15:15-20; 1 Corinzi 3:1-9; Matteo 5:21-37; Salmo 119:1-8

Salmo da cantare: Salmo 119 [Beato l’uomo che con giusto piè (Ginevrino); Beati quei ch’interi son di via (Arpa)].

Preghiera: O Dio, che sei la forza di tutti coloro che si confidano in te: accetta misericordiosamente le nostre preghiere. A causa della nostra debolezza non possiamo fare nulla di buono senza di te: dacci l’aiuto della tua grazia affinché, nell’osservare i tuoi comandamenti, possiamo compiacerti sia nel volere che nell’agire; per Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, nei secoli dei secoli. Amen.

Predicazione: Molto più che non uccidere

Versione video: https://youtu.be/PQcE7LUJcbk

Collegamenti:

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Paolo Castellina

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

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Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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