\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

ISAIA DERIDE L’IDOLATRIA

diagnosis clinic ‘avant garde’; color: #999300; font-size: 10pt;”>SITO INTERNAZIONALE ANGLICANI SI OCCUPA DEL SINODO, E DI NOI

«Salvami, pills perché tu sei il mio dio!»” Sembra che queste parole siano abbastanza chiare, click è impossibile non comprenderle. Ma cosa fece, prostate di queste devastanti parole, il nostro moderno predicatore? disse: “Questi sono dei versetti utilissimi, dimostrano che la chiesa dovrebbe soddisfare i bisogni materiali dell’uomo come soddisfa quelli spirituali. L’artefice di cui parla il profeta fa bene a fabbricarsi un dio da un tronco, ma quest’uomo fa altrettanto bene a fare della brace da questo stesso tronco per cuocere della carne. Noi dovremmo imitarlo, nella nostra chiesa dovremmo avere un culto-se fosse ben compresa la sua funzione, questo già basterebbe -ma dovremmo avere anche un servizio materiale. Nell’adorare il nostro “dio” non dovremmo dimenticare di fare del fuoco e cuocere della carne.” Sembra impossibile che simili interpretazioni possano esistere nella nostra epoca che si considera illuminata, eppure esistono e cercano di dominare il nostro mondo teologico. Pregiudizio ed estremo oscurantismo sono ovunque all’opera sotto la falsa apparenza della libertà, ed hanno prodotto le loro ingarbugliate Bibbie abbreviate- credo che Paradiso Perduto diverrebbe banale se le sue parole fossero selezionate e ricombinate per potere adattarsi al lettore moderno -hanno prodotto, dicevo, le loro presunte traduzioni della Bibbia che non sono traduzioni ma falsificazioni. Sottoposta ad un tale trattamento la Bibbia è divenuta un libro da sette sigilli. Quando sarà riscoperta? Quando torneranno gli uomini a leggerla così com’è, con tutto il suo mordace rimprovero all’orgoglio umano e con la sua esaltazione del Dio vivente? Non possiamo dire quando giungerà quel benedetto giorno, ma una cosa è chiara – se la Parola di Dio sarà nuovamente ascoltata vi sarà uno sconvolgimento simile a quello della Riforma del sedicesimo secolo. Oggi, come avvenne alla fine del Medio Evo la Bibbia è oscurata da interpretazioni che ne stravolgono il senso, oggi come avvenne allora la riscoperta della Bibbia liberebbe il mondo. Questo sarebbe uno sconvolgimento benefico, significherebbe poggiare le basi dell’edificio sociale non più sulle sabbie mobili dell’utilitarismo, ma sulla roccia dei comandamenti di Dio.

La sottile ironia di Isaia oggi non ha perso la sua attualità, essa si rivolge contro l’idolatria, ma a nessuno oggi appare evidente questo pericolo. La gloriosa realtà della polemica nella Bibbia, sta nel fatto che non è soltanto negativa. La Bibbia abbatte per poter costruire un edificio migliore sulle rovine di quello che è stato beneficamente distrutto. Questo è quanto avviene in questo capitolo. Il profeta denuncia l’idolatria non per un semplice amore della denuncia, ma poiché l’idolatria offende una realtà positiva che infiamma l’anima del profeta, il sarcasmo che usa per la falsità è un’azione generosa perché nasce da un profondo amore per la verità. La denuncia dell’idolatria nasce dalla devozione per l’Iddio vivente. La grande domanda che sta alla base di questo capitolo è se adoreremo un dio di nostra invenzione o il Dio dal quale siamo stati creati, e questa domanda oggi è più viva che mai. Oggi non vediamo l’idolatria in senso stretto, ma la costruzione di idoli oggi non è ancora finita. Dopo aver abbandonato il Dio vivente e vero, come fece l’antico Israele, abbiamo preferito un dio pronto a servire i nostri fini. Abbiamo acceso un fuoco ed arrostito della carne, ma abbiamo anche promosso l’adorazione, tuttavia queste due azioni si pongono spesso sullo stesso basso livello di utilitarismo. La religione, dice la gente, è una cosa utile, deve essere promossa nell’interesse dello stato ed in quello della comunità; così Dio diviene il servo dell’uomo. Invece di cercare prima di tutto Dio e di provare i nostri piani alla luce della sua volontà rivelata, facciamo prima i nostri piani poi coinvolgiamo Dio perché ci aiuti a realizzarli. La religione così cessa di essere un fine in se stessa e diviene un mezzo per raggiungere altri fini.

Circa un anno fa mentre camminavo per le strade di una delle nostre grandi città, vedevo non un altare dedicato “Al dio sconosciuto,” ma una chiesa con una grande iscrizione sulla facciata che diceva: “Non sei membro? Entra a farne parte ed aiutaci a rendere questa comunità migliore.” Questo non è un appello ai peccatori affinché cerchino la salvezza dalle mani di Dio, ma una appello a della gente, i cui propositi sono già quelli che dovrebbero essere, perché usino la religione come un mero strumento per realizzare i propri fini umanitari. Oggi molti predicatori ed anche molti laici sono attivamente  impegnati a chiamare dei “giusti” a ravvedimento, ma questo è uno sforzo inutile, lo è ora come lo era quando il nostro Signore lo denunciò nei giorni della sua carne. Gli uomini non si interessano di Dio, ma dell’uso che possono fare di lui. Le formulazioni dottrinali possono mutare, ma ognuno può utilizzare nella propria vita qualsiasi credo. Ci vien detto che la teologia è una mera espressione dell’esperienza cristiana, che è soltanto l’espressione di un sentimento dell’anima umana. In questo momento, dice questa gente, troviamo utile concepire Dio come una Persona, ma potranno esserci dei momenti in cui altre concezioni potranno essere più utili ai bisogni delle persone. Naturalmente un simile pragmatismo è scettico fin dal suo cuore, non si tratta d’altro che di un triste scetticismo che invece di avere l’onesto coraggio delle proprie negazioni si nasconde dietro l’attuale fraseologia devozionale priva di senso. Ma è tutto inutile, se Dio esiste solo come un’idea è vano. Se l’uomo considera la fede in un Dio personale come una semplice interpretazione dell’esperienza, utile per la generazione attuale ma destinata a sparire quando il pensiero degli uomini cambierà, si può dire che già l’attuale generazione non crede più in un Dio personale. Alcuni ci dicono che non dobbiamo più avere una concezione statica della religione, ma i fatti, a dispetto di tutte le nostre sottili interpretazioni, rimangono fatti e non saranno mai soggetti a cambiamenti. Noi possiamo correggere i nostri errori, ma se abbiamo conosciuto la verità, la verità rimarrà valida per milioni e milioni di anni. Smetteremo di cercare la verità? Questa è la domanda del giorno. Ci accontenteremo, tanto per occupare il tempo, di formulare credi che vogliono essere utili ma non veri? Non ha forse Dio parlato e rivelato la verità? Noi cristiani pensiamo che l’abbia fatto, è vero Dio l’ha fatto, tuttavia ha rivelato poco. Noi siamo delle creature finite e Dio non ci ha distrutto mostrando tutto lo splendore del suo essere. Certamente le cose che non conosciamo sono molto più grandi di quelle che conosciamo, esistono molte domande alle quali non potremmo mai rispondere. Ieri mattina ho ricevuto una lettera da un gentiluomo di New York a me sconosciuto, che mi chiedeva in quanto “insegnate di teologia,” di conciliare gli spaventosi eventi del terremoto e del maremoto con l’idea di una Provvidenza che detiene il governo di ogni cosa. Ed una busta stampata era inclusa per la mia replica! No, amici miei, ci sono delle cose che Dio non ha rivelato, Dio non ha invitato noi finite creature a sederci al tavolo del governo dell’universo. Dio regola ogni cosa secondo il suo misterioso volere. “Chi ha preso le dimensioni dello spirito del Signore o chi gli è stato consigliere per insegnargli qualcosa? Chi ha egli consultato perché gli desse istruzione e gli insegnasse il sentiero della giustizia, gli impartisse la saggezza e gli facesse conoscere la via del discernimento?”(Isaia 40:13-14).

Ma nonostante questo infinito mistero esistono delle cose che Dio ha rivelato, cose che riguardano anche i più misteriosi atti di Dio. Non possiamo comprendere lo scopo del terremoto e dell’incendio, ma su di loro possiamo dire qualcosa. I nostri   arroganti giudizi sono stati placati, ci è stato detto che non abbiamo il diritto di considerare questi orrori come punizioni che indicano la grandezza del peccato di chi ha sofferto rispetto a coloro che ne sono scampati, ma nel contempo ci è stato detto che noi tutti meriteremmo di subire delle calamità diecimila volte maggiori di queste, ci è stata rivelata l’orribile enormità del nostro peccato al cospetto della santità dell’essere di Dio. Ci è stato rivelato dell’atto di grazia di Dio,di un costo infinito anche per Dio stesso, mediate il quale- abbiamo il diritto di ripetere queste stupende parole – la misericordia è stata estesa a noi che non eravamo degni. I misteri che non ci sono stati rivelati sono grandi, e questo ci dovrebbe rendere umili, ma ancora più grandi- e assolutamente sufficienti- sono i misteri che ci sono stati rivelati. Questi misteri dovrebbero renderci ancora più umili.

Quando comprenderanno gli uomini che nulla se non la verità può soddisfare i desideri dell’anima? Le dottrine che sono intese per essere semplicemente utili e non eternamente vere, sono assolutamente inutili. Ma come possiamo osservare la terribile maledizione del pragmatismo è caduta sul mondo, l’intelletto viene detronizzato e la decadenza intellettuale prende rapidamente piede. Gli uomini seguiranno il fuoco fatuo della religione pratica completamente indipendente dai fatti. Proveranno a vivere una vita morale decente, mentre rinnegheranno la base della moralità che sta nell’essere di Dio. Si sono avventurati nella ricerca di un’autorità creata dall’uomo e che non potrà mai pretendere la sottomissione dell’uomo. Le parole del profeta Osea si sono adempiute nella moderna concezione di Dio che è simile all’idolatria dell’ottavo secolo prima di Cristo. Dell’utile, non personale, pratico dio odierno, può essere ben detto: “Un operaio l’ha fatto, e non è un dio” (Os. 8:6)

Il mondo oggi è senza riposo. Oggi ci sono molte voci, ma non c’è pace. Gli uomini in delirio stanno dicendo ad un dio fatto per servire i loro bisogni sociali: “Salvaci, perché tu sei il nostro dio!” Questi uomini stanno tentando di stabilire una moralità senza poggiarla su dei principi, tentano di trattenere il mare ruggente delle passioni attraverso i deboli argini di fango del proprio tornaconto, cercano di costruirli senza la solida e robusta armatura della volontà di Dio. Quando finirà questo inutile sforzo? Continueremo nel nostro vagabondaggio? Continueremo a barcollare come ubriachi? Ci modelleremo una divinità che possa servire i nostri fini? continueremo a distrarci con gli idoli? O ritorneremo a Dio?

link siti anglicani

diagnosis clinic ‘avant garde’; color: #999300; font-size: 10pt;”>SITO INTERNAZIONALE ANGLICANI SI OCCUPA DEL SINODO, E DI NOI

FEDELTA’ E FEDE RIFORMATA AL PRIMO POSTO di PAOLO Castellina

 

L’unica cosa che mi viene in mente è quella di organizzare un convegno di due tre giorni fra chi nella chiesa valdese la pensa come noi in cui invitare anche simpatizzanti e altre denominazioni. è importante sapere anche se l’università valdese è schierata completamente in modo favorevole alla decisione sinodale.

more about ‘avant garde’; background-color: #ffffff;”>SINODO 2010: INTERVISTA A SERGIO MALAN, A UN PASTORE E AL PRESIDENTE

2) Deve essere chiaro che coloro che così si riuniscono non si identificano in alcun modo con un partito politico o un’area della politica, dosage salvo eventualmente appoggiare singole cause politiche che ritengono condivisibili. Il senatore Malan ha pieno diritto di essere quel che è (e siamo fieri del suo impegno), here come tutti d’altronde, stuff ma, evidentemente vi partecipa (anche a livello organizzativo) come credente e come singolo valdese soltanto.

3) L’enfasi della convocazione non deve avere a che fare solo con il tema della sodomia. Quello è solo uno dei problemi, ma soprattutto con la fedeltà alle nostre basi teologiche e morali, quelle che caratterizzano la Riforma classica (sostanzialmente “i cinque Sola” della Riforma e le loro implicazioni (largamente disattese oggi). La “Dichiarazione di Cambridge” ne attualizza il messaggio.

Sperando i contribuire così al dibattito, vi saluto fraternamente.

Paolo Castellina, VDM

link siti intervista sergio malan

 

L’unica cosa che mi viene in mente è quella di organizzare un convegno di due tre giorni fra chi nella chiesa valdese la pensa come noi in cui invitare anche simpatizzanti e altre denominazioni. è importante sapere anche se l’università valdese è schierata completamente in modo favorevole alla decisione sinodale.

more about ‘avant garde’; background-color: #ffffff;”>SINODO 2010: INTERVISTA A SERGIO MALAN, A UN PASTORE E AL PRESIDENTE

Giuseppe Carta

 

L’unica cosa che mi viene in mente è quella di organizzare un convegno di due tre giorni fra chi nella chiesa valdese la pensa come noi in cui invitare anche simpatizzanti e altre denominazioni. è importante sapere anche se l’università valdese è schierata completamente in modo favorevole alla decisione sinodale.

ANDATE AVANTI! Dal Pastore Esteban Gignous Janavel, Uruguay

Noi Valdesi siamo in tanti, approved molti più di quelli che coprono le loro facce con la chiesa  che irresponsabilmente  conducono  e macchiano con il loro fare. Ad esempio, viagra 60mg in Sud America (di preciso, in Uruguay) la Chiesa Valdese conta su 7 mila membri , ma di origine valdese e sempre evangelici in altri gruppi o chiese oltre 50 mila, basta chiedersi il perché, e troveremmo delle risposte nella parola del Signore.
Continuate nella lotta, Dio è con Voi e con tutti quelli che predicano la Verità , come lo fecero i nostri avi:

come scrisse Giosué Gianavello nelle Istruzioni – “se la nostra Chiesa è stata ridotta in ”queste“ contingenze, causa prima ne sono i nostri peccati, dobbiamo quindi umiliarcene quotidianamente e sempre di più innanzi a Dio, chiedendogli perdono”; più che mai parole attuali se vediamo gli ultimi avvenimenti;

2Timoteo 3:16: Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia.
Ebrei 4:12: Perché la parola di Dio è vivente ed efficace, e più affilata di qualunque spada a due tagli, e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolle; e giudica i sentimenti ed i pensieri del cuore.

SULLE BENEDIZIONI MOLTE COSE DA CHIARIRE. Da uno studente di Teologia

Sarebbe stato giusto – nell’odg – parlare di “accompagnamento pastorale” e non di Benedizione.
Poi ci sono i problemi liturgici: che tipo di liturgia occorre? Dove lo registri? Esistono i registri di Battesimo, information pills della confermazione, viagra dosage delle benedizioni matrimoniali, matrimonio con effetti civili, c’è il registro delle sepolture. Dove registri una benedizione di tale genere?
Penso che sia meglio vederci in un meeting per riflettere insieme, mettendo insieme tante competenze tecniche: giuridiche, teologiche, bibliche, psicologiche, ecc…. Riflettiamo e poi si vedrà …

Fraterni saluti in Cristo Gesù da un Valdese, studente di teologia

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI CHIESA DI GINEVRA HA CHIESTO DI CAMBIARE QUESTO TITOLO – MA UN MEMBRO DI CHIESA E’ PARTE DELLA CHIESA

sinodo 2010

  ABBIAMO RICEVUTO PARECCHI MESSAGGI

Abbiamo preso  atto  della  recente apertura del Sinodo della Chiesavaldese-metodista (2010) alla benedizione delle coppie omosessuali edesprimiamo  la nostra più viva preoccupazione per questa decisione. Sitratta di uno smarrimento teologico prima ancora che etico, treat dove una discutibile ginnastica ermeneutica ha notevolmente impoverito lafedeltà all’evangelo. Non rispettare l’autorità biblica, find evitando dichiamare peccato ciò che chiaramente è definito come tale (ad esempio:”Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna:è cosa abominevole” , Levitico 18,22, ed ancora, “similmente anche gliuomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendouomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento”, Romani  1,27), significa infatti procedere con determinazione verso la perdita dell’evangelo stesso.
La griglia normativa che riceviamo dalla Bibbia ci incoraggia senzaincertezze a sostenere la famiglia come nucleo costruito sulmatrimonio di un uomo e di una donna,  i quali si uniscono volontariamente e pubblicamente in vista di un progetto condiviso all’insegna della solidarietà e della fedeltà. Altre unioni – di qualunque tipo – “che comportano rapporti sessuali sono consideratefornicazioni e adulteri”  (AEI, Gli evangelici e le unioni di fatto,2005) e viste come effetti del peccato. Senza Gesù Cristo, nessuno è”sessualmente normale”, ma chi vuole seguire Gesù Cristo in una vitadi discepolato deve sempre aprirsi ad un cammino di cambiamento e disantificazione che, tra l’altro, comporta l’abbandono di relazioni sessuali al di fuori dal matrimonio, omosessuali od eterosessuali chesiano.  Nessuno, neanche un sinodo o un’autorità ecclesiastica, èautorizzato a benedire ciò che Dio non benedice.  Se lo fa dice una menzogna e si carica di una grave responsabilità.
Invitiamo  le chiese, le agenzie e le opere evangeliche ad  impegnarsicon sensibilità e integrità pastorale verso tutti, senza farsicondizionare dall’orientamento sessuale, e a disapprovare la praticaomosessuale perché incompatibile con le Scritture.
Esprimiamo solidarietà fraterna alla minoranza all’interno dellaChiesa valdese-metodista che si è espressa contro la decisione del Sinodo, invitandola a mantenere alta la Parola della vita e acoltivare relazioni col mondo evangelico sensibile alla fedeltà allaScrittura anche su questo tema.
Invitiamo gli organismi evangelici impegnati in qualche forma didialogo ufficiale con la Chiesa valdese-metodista ad esprimere la lorodisapprovazione per la decisione come atto di franchezza evangelica,ad esempio sospendendo il dialogo in corso.
Infine, preghiamo per un radicale ritorno alla Parola di Dio (che èsempre accompagnato dal ravvedimento dal peccato), non solo nellaChiesa valdese-metodista, ma in tutto il popolo evangelico. Senza uncostante ritorno alle fonti della Scrittura, la testimonianzaevangelica è destinata ad inaridirsi.

Alleanza Evangelica ItalianaVicolo S. Agata 2000153 Roma
www.alleanzaevangelica.org 
ufficio.stampa@alleanzaevangelica.org

 

Roma, 30 agosto 2010

Gentile Presidente, sildenafil

il nostro titolo corrisponde perfettamente alla realtà. “Dal Comune di Roma ci scrive XY” non vuol dire che è l’intera città che si esprime. “Dall’ONU il messaggio di Obama” non vuol dire che il messaggio è dell’intera organizzazione.

Trovo peraltro (ma è gusto personale) non molto bello prendere le distanze in modo così pedante da un membro della stessa Chiesa.
Forse queste cose andrebbero invece specificate a membri della Tavola che, senza consultare nessuno e prima che il Sinodo si riunisca, dicono cosa deciderà il Sinodo. Immagino abbia scritto anche a loro.
Cordiali saluti
Lucio Malan

 

Ma il Presidente ha nuovamente scritto:


Al senatore Lucio Malan
Egregio signore,
La ringrazio per la Sua risposta ma non posso condividere le Sue conclusioni.
Restando nel quadro della chiesa, per esempio, sarebbe impossibile qui a Ginevra pubblicare qualcosa con il titolo “Ci scrivono dalla Chiesa protestante di Ginevra, che si riunisce nella Cattedrale di Saint-Pierre” quando si tratta della lettera di un semplice parrocchiano. Dopo neanche un’ora le autorità della Chiesa, dal moderatore ai pastori di Saint-Pierre vi chiederebbero delle spiegazioni.
Nel nostro caso capisco bene che, da persona intelligente, Lei abbia fiutato che la lettera del signor Sieve poteva essere un eccellente affare per il vostro sito: non per il suo contenuto ma per la sua provenienza. Siamo tutti d’accordo che nel “cromosoma valdese”, l’accostamento “Chiesa Valdese di Ginevra + Auditore de Calvin”, Ginevra più Calvino, è vincente; attira subito l’attenzione, è come dire “Ci scrivono dal Tempio di Gerusalemme!”.
Dunque il titolo scelto è ottimo per il vostro sito; per contro dal nostro punto di vista è sgradevole perché semina il dubbio, ci mette in imbarazzo e crea equivoci per chi non coglie la strumentalizzazione.
Quindi resto sulle mie posizioni e, ringraziondo anticipatamente, reitero la richiesta di procedere alla correzione del titolo.
Con i più distinti saluti,

Avv. Pierre G. Mauron
Presidente del Consiglio di chiesa
Chiesa Valdese di Ginevra

Gentile Avvocato e Presidente,

a questo punto pubblichiamo anche le sue rimostranze e i lettori giudicheranno la realtà e la correttezza di ciascuno. Restiamo certissimi della correttezza del titolo che infatti rimane. Gli esempi che formula sulla Chiesa Protestante di Ginevra non sono calzanti perché non è citata alcuna persona, cosa che invece noi abbiamo fatto.

Siamo laicamente colpiti dal luogo dove vi riunite e per questo l’abbiamo sottolineato, ma avete la stessa probabilità di dire cose ispirate o corbellerie di chi si riunisce in un garage nel Sud Italia. E se pure una comunità si riunisse alla presenza dell’Arca dell’Alleanza, la Chiesa è chi ne fa parte, come il fratello Sieve, come lei, non è certo il luogo né l’istituzione. Perciò, se uno fa parte della Chiesa di Roma e si rivolge in quanto membro di chiesa a qualcuno, quest’ultimo può ben dire di aver ricevuto un messaggio “dalla Chiesa di Roma”, non certo “della”, così come se ricevo una lettera da un tale di Parigi, posso ben dire di averlo ricevuto “dalla Francia”. A chi, non comprendendo bene questo semplice concetto, si facesse prendere da improbabili “imbarazzo” e “dubbio”, basterà leggere il testo, dove il nostro (suo e mio) fratello in fede dice “La mia opinione non coinvolge la comunità, perché, come nella maggior parte delle chiese, non si parla di etica, di posizioni da assumere. Queste cose annoiano e recano un certo disagio, perciò si preferisce lasciare che altri decidano.” Alla luce di questo, si vede quanto fondata sia la sua accusa di strumentalizzare, e cioè di essere in malafede.

Il titolo pertanto resta, in quanto del tutto veritiero e per nulla fuorviante, come restano i suoi commenti, in grado di dissipare anche i dubbi più persistenti e consentono di fare luce sul concetto di “Chiesa”

L’ALLEANZA EVANGELICA ITALIANA SULLA DECISIONE DEL SINODO VALDESE-METODISTA DI BENEDIRE LE COPPIE OMOSESSUALI: “IMPOVERITA LA FEDELTA’ ALL’EVANGELO”

sinodo 2010

  ABBIAMO RICEVUTO PARECCHI MESSAGGI

Abbiamo preso  atto  della  recente apertura del Sinodo della Chiesavaldese-metodista (2010) alla benedizione delle coppie omosessuali edesprimiamo  la nostra più viva preoccupazione per questa decisione. Sitratta di uno smarrimento teologico prima ancora che etico, treat dove una discutibile ginnastica ermeneutica ha notevolmente impoverito lafedeltà all’evangelo. Non rispettare l’autorità biblica, find evitando dichiamare peccato ciò che chiaramente è definito come tale (ad esempio:”Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna:è cosa abominevole” , Levitico 18,22, ed ancora, “similmente anche gliuomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendouomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento”, Romani  1,27), significa infatti procedere con determinazione verso la perdita dell’evangelo stesso.
La griglia normativa che riceviamo dalla Bibbia ci incoraggia senzaincertezze a sostenere la famiglia come nucleo costruito sulmatrimonio di un uomo e di una donna,  i quali si uniscono volontariamente e pubblicamente in vista di un progetto condiviso all’insegna della solidarietà e della fedeltà. Altre unioni – di qualunque tipo – “che comportano rapporti sessuali sono consideratefornicazioni e adulteri”  (AEI, Gli evangelici e le unioni di fatto,2005) e viste come effetti del peccato. Senza Gesù Cristo, nessuno è”sessualmente normale”, ma chi vuole seguire Gesù Cristo in una vitadi discepolato deve sempre aprirsi ad un cammino di cambiamento e disantificazione che, tra l’altro, comporta l’abbandono di relazioni sessuali al di fuori dal matrimonio, omosessuali od eterosessuali chesiano.  Nessuno, neanche un sinodo o un’autorità ecclesiastica, èautorizzato a benedire ciò che Dio non benedice.  Se lo fa dice una menzogna e si carica di una grave responsabilità.
Invitiamo  le chiese, le agenzie e le opere evangeliche ad  impegnarsicon sensibilità e integrità pastorale verso tutti, senza farsicondizionare dall’orientamento sessuale, e a disapprovare la praticaomosessuale perché incompatibile con le Scritture.
Esprimiamo solidarietà fraterna alla minoranza all’interno dellaChiesa valdese-metodista che si è espressa contro la decisione del Sinodo, invitandola a mantenere alta la Parola della vita e acoltivare relazioni col mondo evangelico sensibile alla fedeltà allaScrittura anche su questo tema.
Invitiamo gli organismi evangelici impegnati in qualche forma didialogo ufficiale con la Chiesa valdese-metodista ad esprimere la lorodisapprovazione per la decisione come atto di franchezza evangelica,ad esempio sospendendo il dialogo in corso.
Infine, preghiamo per un radicale ritorno alla Parola di Dio (che èsempre accompagnato dal ravvedimento dal peccato), non solo nellaChiesa valdese-metodista, ma in tutto il popolo evangelico. Senza uncostante ritorno alle fonti della Scrittura, la testimonianzaevangelica è destinata ad inaridirsi.

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Roma, 30 agosto 2010

news dx

IN QUESTO SITO VIENE PUBBLICATO CIÒ CHE È RITENUTO UTILE ALLA INFORMAZIONE E AL FORMARSI DI OPINIONI SUI TEMI DI CUI CI OCCUPIAMO. I PROMOTORI DI QUESTO SITO NON CONDIVIDONO NECESSARIAMENTE TUTTE LE IDEE O LE AFFERMAZIONE CONTENUTI IN TESTI CON FIRME DIVERSE DA QUELLE DEI PROMOTORI STESSI.


Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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