\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Primi firmatari:

 

Ivan Caradonna , viagra  Chiesa di Trapani e Marsala  diamond supply co locations 

 

Fabrizio Malan , sildenafil Chiesa di Luserna San Giovanni

Lucio Malan , advice Chiesa di Luserna San Giovanni

Sergio Malan , Chiesa di Luserna San Giovanni  diamond supply co clothing online 

Giorgio Mathieu , Chiesa di Pramollo

 


 

HANNO ADERITO E HANNO ACCONSENTITO ALLA PUBBLICAZIONE DEI LORO NOMI

Membri di Chiese Valdesi:

 

Marco Soranno, Chiesa Valdese di Roma, via IV novembre

Mario Alberione, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Pierangelo Baschera, Chiesa Valdese di Villar Perosa

Gianni Spettoli, Chiesa Valdese di Felonica  diamond supply co hats 

Marco Avondet, Chiesa Valdese di Prarostino

Alma Armellino Avondet, Chiesa Valdese di Prarostino

Gianfranco Mathieu, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Enrica Benech Malan, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Paolo Olivieri, Chiesa Valdese di Napoli, Via dei Cimbri

Archimede Bertolino, Pastore emerito della Chiesa Valdese, Terni

Alda Robba, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Daniela Boldrin, Chiesa Valdese di Torre Pellice

 

Giuliana Pasqualetti, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Walter Balzana, membro del Concistoro, Chiesa Valdese di Firenze

Emilio Bracco, Chiesa Valdese di Trieste

Laura Borsatti Armani, Chiesa Valdese di Trieste

Ada Balmas, Chiesa Valdese di San Germano

Antonino Bozzi, Chiesa Valdese di Torino

 

 

Nicola Santullo, Chiesa Valdese di Vasto-San Salvo

Laura Vallini Negri, Chiesa Valdese di Como

Armando Inglese, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni  

Claudine Noël, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni

 

Samuele Sieve, Chiesa Valdese di Ginevra

Aldo Rostain, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Davide Arnoulet, da Fubine (AL)

Nirvana Arnoulet, da Fubine (AL)

Marcella Stalè, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Aldo Charbonnier, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Concetta Barbagallo, Chiesa Valdese di Messina

Salvatore Dalemmo, Chiesa Valdese Diaspora di Galatina

Federico Martra, membro del Consiglio di Chiesa di Bassignana

Silvana Odino, Chiesa Valdese di Villasecca

Carla Charbonnier, Chiesa Valdese di Villar Pellice

Rossella Gamba, Chiesa Valdese di Villar Pellice

Federico Martra, Chiesa Valdese di Bassignana

Eduardo Zumpano, Chiesa di Dipingano


 

 

Simpatizzanti:

Cristiano Magistrali, Piacenza

Ivan Basana, presidente di Evangelici d’Italia per Israele

Francesco Pollicino, Messina

Alex Maurino, Lusernetta

Stefano Polastri, Piossasco

Maurizio Dabalà, Marghera

Antonino Merillo, Spadafora (Messina)

Giovanna Porro, Fubine (Alessandria)

Piergiuseppe Porro, Fubine (Alessandria)

Fausto Matè, Montalto delle Marche

 

Ex Valdesi:

Rita Venturi, protestante ex valdese “causa degenerazione teologica, etica e politica della chiesa valdese medesima”

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Norberto Bongardo, Como

Loris De Gaspari, Cuneo, Ex Valdese per “mantenere la mia fedeltà all’Evangelo di Gesù Cristo”

 

Da altre denominazioni:

Paolo Castellina , cappellano evangelico in Inghilterra, già pastore della Chiesa Riformata Svizzera

Luciano Leoni , Chiesa Cristiana Evangelica di Alatri

Andrea Diprose , Ibei, Roma

Rosaria Salamone , evangelica di Roma

Stefano Lardieri, Lucca

Simonetta Cioni-Carr, San Diego, California 

Emanuele Bosca, Canelli

Emmanuel Gau, Roma

Giovanni Maria Caltana, Centro evangelico battista di Perugina, Petrignano d’Assisi

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Barbara Venturello, Chiesa Cristiana Evangelica dei Fratelli Asti

Emiliano Musso, Chiesa Evangelica dei Fratelli, Asti

Luca Rajna, Lurago d’Erba

Domenico Sesta, Verona

Ugo Sottile, Roma

Gaetano Sottile, Roma

Donato Trovarelli, moderatore www.protestantesimo.it , Pescara

Fabio Speri, Agrate Brianza (Monza) diamond supply co shirts 

Cletti Cristaldi, Como

Alessandro Iovino, Napoli

Franco Sellan, Manfredonia

Giuseppe Cappalonga, Trento

Roberto Pasqualon, Galliera Veneta

Nazzareno Ulfo, Pastore Battista Riformato, Caltanissetta

Paolo Brancè, pastore della chiesa battista internazionale “Gesù libera” di Marghera, membro dell’associazione delle chiese conservatrici dell’CBITALY

Marco Cocuzzi, Ostia Lido, Roma

Calogero Fanara, Belgio

Nicola Martella, conduttore di una comunità, gestore del

Iulian Bobe, Roma

Marco Porro, Fubine (AL)

Fabrizio Porro, Fubine (AL)

Pietro Lucido, Chiesa Evangelica di Barcellona (Spagna)

Esteban Gignous Janavel, pastore Evangelico, Uruguay

Marilu Pannocchia, Chiesa Evangelica dei Fratelli di Concorezzo (MB)

Gaetano Rizzo, Chiesa Evangelica Riformata

Paolo Tabacchetti, Chiesa Evangelica Pentecostale “Emmanuel – Parola di Vita”, Almese (TO)

Andrea Milli di Ardea, membro della Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Roma Centocelle, gestore del sito www.protestanti.it

Laura Calasso


 

A questo appello manca la tua firma! Puoi aggiungerla in uno di questi modi:

  • contatta uno dei primi firmatari, anche per posta
  • chiama il numero telefonico 334.68.16.883

Nel 2003 sulla Chiesa Valdese, viagra 100mg this il cui bilancio annuale è di pochi milioni di euro (il dato è curiosamente non pubblicato sul sito ma noto), drugs doctor gravava un debito di decine di milioni di euro prodotto dagli ospedali di Torino, ask Torre Pellice e Pomaretto. Alla fine si è trattato di circa 60 milioni, rispetto al quale un precedente moderatore aveva presentato alle banche come garanzia l’intero patrimonio immobiliare della Chiesa.

Il moderatore del 2003, Gianni Genre, di fronte alla totale mancanza di prospettive di rientro da quel debito colossale, era a quel punto costretto a presentare i libri contabili in tribunale per la procedura fallimentare. Se l’avesse fatto, e la legge glielo imponeva:

-          il patrimonio immobiliare dell’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste sarebbe passato per intero in mano alle banche creditrici, dalla Casa Valdese di Torre Pellice a tutti i templi, ai siti storici valdesi, se di proprietà, oltre naturalmente agli ospedali; si sarebbe salvato qualcosa solo se il valore complessivo, a giudizio delle banche stesse, fosse stato superiore all’enorme debito, e c’è parecchio da dubitarne; i caso contrario, oltre a perdere gli immobili, ci saremmo trovati anche gravati da qualche milione di debiti residui;

-          i 550 dipendenti sarebbero rimasti senza lavoro;

-          gli istituti sarebbero stati chiusi.

 

Tutto questo non accadde perché, dopo una trattativa tra Chiesa e Regione, mediata da Giorgio Mathieu, dal senatore Lucio Malan e dall’allora consigliere regionale Emilio Bolla, che avevano buoni rapporti con il presidente della Giunta Regionale, Enzo Ghigo, ci fu da parte di quest’ultimo l’impegno ad ottenere l’approvazione di una legge regionale che accollasse l’intero debito alla Regione e assorbisse strutture e personale nella sanità pubblica. Le banche, sulla sola parola di Ghigo, allentarono la presa, vedendo prospettive concrete di veder rientrare i soldi da loro prestati, e andò esattamente come il presidente Ghigo aveva promesso. La legge regionale, alla fine, fu votata da tutte le forze politiche, anche quelle che parlavano di “accordo avvelenato”e il moderatore Genre le ringraziò pubblicamente tutte.

 

Sulla questione ci furono due visioni contrapposte.

Molti, anche sul settimanale Riforma, criticarono aspramente l’accordo e in particolare la Regione, Mathieu, Malan e Bolla, rei di aver privato la Chiesa dei suoi ospedali, le cui difficoltà economiche – sostenevano – erano dovute proprio alla Regione che negli anni precedenti non avrebbe pagato il giusto. I Democratici di Sinistra della Valle affissero manifesti che denunciavano “l’accordo avvelenato”.

Altri, principalmente Mathieu e Malan, sostennero che invece l’amministrazione degli ospedali era stata quanto meno carente e che la Regione, che tutt’al più aveva fatto resistenza alla richiesta di innalzamento di certe tariffe, ma, ben lungi dall’essere causa dei guai, aveva salvato la Chiesa da un disastro prodotto da altri. Chiesero con insistenza che fosse fatta chiarezza sull’accaduto con una inchiesta che accertasse la verità, affinché ciascuno si assumesse le sue responsabilità, alla luce dei fatti, della progressione del debito, non certo nato nel 2003, della congruità o meno delle tariffe, dell’appropriatezza o meno delle numerose assunzioni e dei contratti con i services privati. La cosa certa, dicevano, era che si era sfiorato la perdita di ogni bene materiale della Chiesa, per cui era indispensabile sapere la verità.

 

Il tutto finì nella relazione di una commissione sinodale, presieduta dal pastore Giorgio Tourn, nella quale – come ebbe a dire Lucio Malan – l’unica cifra presente era la data. Un po’ strano visto che il problema era di soldi, di assunzioni, di debiti, di condizioni contrattuali.

 

In questo sito proveremo, con l’aiuto di tutti coloro che vorranno prestarcelo, a fare un po’ di chiarezza, apertissimi a tutti coloro che hanno elementi concreti di chiarezza, qualunque sia la conclusione alla quale essi portano. Per secoli i nostri padri e le nostre madri hanno salvaguardato anche materialmente la Chiesa, in situazioni tra il difficile e il disperato. Si è rischiato di distruggere tutto in pochi anni. Occorre sapere la verità.

E’ talmente noto e radicato il principio democratico sul quale si regge la Chiesa Valdese che non c’è neppure bisogno di nominarlo.

Certo che, viagra approved però, cheap se ciascuno fa quel che gli pare, non rispettando le regole e le procedure decisionali, il principio democratico diventa vano e si passa all’anarchia. Se, poi, chi fa quel che gli pare ha posizioni di autorità e usa la tecnica del fatto compiuto, dall’anarchia si sfocia nell’autoritarismo.

Meglio perciò attenersi alla Disciplina Valdese:

“Il Sinodo è l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese. Nello svolgimento delle sue attività agisce nell’obbedienza alla Parola di Dio, come assemblea di credenti che ricerca la guida dello Spirito Santo. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo.” (art. 27).

Quando nel 1532 i Valdesi aderirono alla Riforma protestante, viagra 40mg le persecuzioni li avevano ormai ridotti quasi esclusivamente ridotti all’area delle Valli Valdesi. In precedenza, però, la parola “Valdese” poteva indicare realtà piuttosto varie: da un francescano spirituale perseguitato dalla Chiesa di Roma e dai suoi “confratelli” conventuali a un cataro che si voleva un po’ mimetizzare, oltre naturalmente a un “barba” istruito a Pra del Torno che andava a diffondere l’Evangelo.

 

Se poi c’erano Valdesi già prima di Valdo di Lione, essi probabilmente intendevano se stessi come coloro che seguivano la pura dottrina degli apostoli e non sentivano un vincolo di obbedienza nei confronti del vescovo di Roma. Claudio, vescovo di Torino nel IX secolo, ne è un esempio insigne.

 

Perciò, legati come ogni valdese è, alle Valli e a quella realtà unica e straordinaria, non possiamo dimenticare la missione molto più ampia nella quale i nostri predecessori si erano lanciati in precedenza. La piccola realtà delle Valli, forse davvero erede di una tradizione antichissima, restò l’unica realtà valdese solo perché la violenza aveva cancellato le altre (e, tra l’altro, la roccaforte delle Valli resistette perchè quei Valdesi usaronole armi e anche bene).

 

Per questo Charles Beckwith disse: “O sarete missionari o non sarete nulla”.

 

Cessate le persecuzioni, usciti dal ghetto, i Valdesi non devono né disperdersi né pensare di essere ormai utili tutt’al più come reperto storico, ma ricordare ciò che erano stati quando – come oggi – la predicazione del Buon Annuncio nella sua purezza non erano resi impossibili dall’altrui fanatismo.

 

Per questo, piace che l’indirizzo di questo sito sia lo stesso che avrebbe avuto ottocento o anche mille anni fa, se ci fosse stato internet: valdesi.eu

Sono stati i non eletti ad approvare le benedizioni

Nelle puntate precedenti abbiamo visto che nella nostra Chiesa Valdese, doctor che immaginiamo, approved definiamo e desideriamo democratica, vi sono aspetti anarchici e persino autoritari.

Ci viene segnalato un altro aspetto, alla fine forse decisivo. Leggendo la nostra rubrica “Episodi di storia valdese narrati da Gilly” qualcuno è rimasto colpito dal fatto che nel 1823 i pastori erano solo 13. E ha aggiunto: “Se non sbaglio, dagli anni ’70 alcuni pastori vengono privati a turno del diritto di voto nel Sinodo, in modo da non superare la metà dei membri del Sinodo stesso. Ma questo vuol dire due cose: 1) prima di quella modifica regolamentare evidentemente i pastori erano addirittura la maggioranza assoluta dei membri del Sinodo, e dunque i membri eletti erano meno della metà: non è una cosa molto democratica; 2) ai tempi di Gilly, appena 150 anni prima, la maggioranza doveva essere fatta di membri eletti, dunque eravamo molto più democratici”. Sarà vero? Si potrà controllare? Sembra di sì, ma per ora abbiamo solo alcuni dati, ma molto indicativi.

C’è poi un altro elemento: un tempo i pastori erano tutti eletti e eletti per davvero. (continua…)

COME ANDARONO LE COSE NEL 1976

Nel 1976, sick ben 3338 valdesi firmarono una petizione al Sinodo di cui parlammo mesi fa. Avevamo promesso la pubblicazione anche dell’ordine del giorno presentato al Sinodo, viagra che lo modificò profondamente. Ora Eduardo Zumpano ci invia questo documentatissimo articolo che mantiene la promessa.  

Ordine del giorno della TEV - Testimonianza Evangelica Valdese

(sono sottolineate le parole eliminate dal Sinodo)Estrema sobrietà delle circolari TEV

Il Sinodo prende atto di una petizione firmata da oltre tremila membri di chiesa, che lamentano  uno stato di sofferenza a causa dell’impegno socio-politico che si verifica nell’ambito della chiesa Valdese e della Federazione delle Chiese Evangeliche, che in pratica si è manifestato come adesione a determinate linee di partiti politici.

Afferma che la parola di Dio non toglie la Chiesa dal Mando, ma le offre la vera libertà di lavorare a pro’ degli uomini per la loro salvezza e non per il trionfo di ideologie umane, e che pertanto ognuno deve sentire la chiesa come la sua propria casa, nella quale il prossimo è riconosciuto come fratello, al di sopra di ogni convinzione politica personale.

(continua…)

UN MEMBRO DEL CONSIGLIO DI CHIESA DI TRAPANI E MARSALA CI ATTACCA “GARBATAMENTE”: DICIAMO “SCEMENZE” E, PEGGIO ANCORA, DEFINIAMO “INCROLLABILE” LA CONFESSIONE DI FEDE. “Sull’INCROLLABILE non ci sto” DICE

Primi firmatari:

 

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HANNO ADERITO E HANNO ACCONSENTITO ALLA PUBBLICAZIONE DEI LORO NOMI

Membri di Chiese Valdesi:

 

Marco Soranno, Chiesa Valdese di Roma, via IV novembre

Mario Alberione, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Pierangelo Baschera, Chiesa Valdese di Villar Perosa

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Marco Avondet, Chiesa Valdese di Prarostino

Alma Armellino Avondet, Chiesa Valdese di Prarostino

Gianfranco Mathieu, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Enrica Benech Malan, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Paolo Olivieri, Chiesa Valdese di Napoli, Via dei Cimbri

Archimede Bertolino, Pastore emerito della Chiesa Valdese, Terni

Alda Robba, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Daniela Boldrin, Chiesa Valdese di Torre Pellice

 

Giuliana Pasqualetti, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Walter Balzana, membro del Concistoro, Chiesa Valdese di Firenze

Emilio Bracco, Chiesa Valdese di Trieste

Laura Borsatti Armani, Chiesa Valdese di Trieste

Ada Balmas, Chiesa Valdese di San Germano

Antonino Bozzi, Chiesa Valdese di Torino

 

 

Nicola Santullo, Chiesa Valdese di Vasto-San Salvo

Laura Vallini Negri, Chiesa Valdese di Como

Armando Inglese, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni  

Claudine Noël, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni

 

Samuele Sieve, Chiesa Valdese di Ginevra

Aldo Rostain, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Davide Arnoulet, da Fubine (AL)

Nirvana Arnoulet, da Fubine (AL)

Marcella Stalè, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Aldo Charbonnier, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Concetta Barbagallo, Chiesa Valdese di Messina

Salvatore Dalemmo, Chiesa Valdese Diaspora di Galatina

Federico Martra, membro del Consiglio di Chiesa di Bassignana

Silvana Odino, Chiesa Valdese di Villasecca

Carla Charbonnier, Chiesa Valdese di Villar Pellice

Rossella Gamba, Chiesa Valdese di Villar Pellice

Federico Martra, Chiesa Valdese di Bassignana

Eduardo Zumpano, Chiesa di Dipingano


 

 

Simpatizzanti:

Cristiano Magistrali, Piacenza

Ivan Basana, presidente di Evangelici d’Italia per Israele

Francesco Pollicino, Messina

Alex Maurino, Lusernetta

Stefano Polastri, Piossasco

Maurizio Dabalà, Marghera

Antonino Merillo, Spadafora (Messina)

Giovanna Porro, Fubine (Alessandria)

Piergiuseppe Porro, Fubine (Alessandria)

Fausto Matè, Montalto delle Marche

 

Ex Valdesi:

Rita Venturi, protestante ex valdese “causa degenerazione teologica, etica e politica della chiesa valdese medesima”

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Norberto Bongardo, Como

Loris De Gaspari, Cuneo, Ex Valdese per “mantenere la mia fedeltà all’Evangelo di Gesù Cristo”

 

Da altre denominazioni:

Paolo Castellina , cappellano evangelico in Inghilterra, già pastore della Chiesa Riformata Svizzera

Luciano Leoni , Chiesa Cristiana Evangelica di Alatri

Andrea Diprose , Ibei, Roma

Rosaria Salamone , evangelica di Roma

Stefano Lardieri, Lucca

Simonetta Cioni-Carr, San Diego, California 

Emanuele Bosca, Canelli

Emmanuel Gau, Roma

Giovanni Maria Caltana, Centro evangelico battista di Perugina, Petrignano d’Assisi

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Barbara Venturello, Chiesa Cristiana Evangelica dei Fratelli Asti

Emiliano Musso, Chiesa Evangelica dei Fratelli, Asti

Luca Rajna, Lurago d’Erba

Domenico Sesta, Verona

Ugo Sottile, Roma

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Laura Calasso


 

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Il moderatore del 2003, Gianni Genre, di fronte alla totale mancanza di prospettive di rientro da quel debito colossale, era a quel punto costretto a presentare i libri contabili in tribunale per la procedura fallimentare. Se l’avesse fatto, e la legge glielo imponeva:

-          il patrimonio immobiliare dell’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste sarebbe passato per intero in mano alle banche creditrici, dalla Casa Valdese di Torre Pellice a tutti i templi, ai siti storici valdesi, se di proprietà, oltre naturalmente agli ospedali; si sarebbe salvato qualcosa solo se il valore complessivo, a giudizio delle banche stesse, fosse stato superiore all’enorme debito, e c’è parecchio da dubitarne; i caso contrario, oltre a perdere gli immobili, ci saremmo trovati anche gravati da qualche milione di debiti residui;

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Tutto questo non accadde perché, dopo una trattativa tra Chiesa e Regione, mediata da Giorgio Mathieu, dal senatore Lucio Malan e dall’allora consigliere regionale Emilio Bolla, che avevano buoni rapporti con il presidente della Giunta Regionale, Enzo Ghigo, ci fu da parte di quest’ultimo l’impegno ad ottenere l’approvazione di una legge regionale che accollasse l’intero debito alla Regione e assorbisse strutture e personale nella sanità pubblica. Le banche, sulla sola parola di Ghigo, allentarono la presa, vedendo prospettive concrete di veder rientrare i soldi da loro prestati, e andò esattamente come il presidente Ghigo aveva promesso. La legge regionale, alla fine, fu votata da tutte le forze politiche, anche quelle che parlavano di “accordo avvelenato”e il moderatore Genre le ringraziò pubblicamente tutte.

 

Sulla questione ci furono due visioni contrapposte.

Molti, anche sul settimanale Riforma, criticarono aspramente l’accordo e in particolare la Regione, Mathieu, Malan e Bolla, rei di aver privato la Chiesa dei suoi ospedali, le cui difficoltà economiche – sostenevano – erano dovute proprio alla Regione che negli anni precedenti non avrebbe pagato il giusto. I Democratici di Sinistra della Valle affissero manifesti che denunciavano “l’accordo avvelenato”.

Altri, principalmente Mathieu e Malan, sostennero che invece l’amministrazione degli ospedali era stata quanto meno carente e che la Regione, che tutt’al più aveva fatto resistenza alla richiesta di innalzamento di certe tariffe, ma, ben lungi dall’essere causa dei guai, aveva salvato la Chiesa da un disastro prodotto da altri. Chiesero con insistenza che fosse fatta chiarezza sull’accaduto con una inchiesta che accertasse la verità, affinché ciascuno si assumesse le sue responsabilità, alla luce dei fatti, della progressione del debito, non certo nato nel 2003, della congruità o meno delle tariffe, dell’appropriatezza o meno delle numerose assunzioni e dei contratti con i services privati. La cosa certa, dicevano, era che si era sfiorato la perdita di ogni bene materiale della Chiesa, per cui era indispensabile sapere la verità.

 

Il tutto finì nella relazione di una commissione sinodale, presieduta dal pastore Giorgio Tourn, nella quale – come ebbe a dire Lucio Malan – l’unica cifra presente era la data. Un po’ strano visto che il problema era di soldi, di assunzioni, di debiti, di condizioni contrattuali.

 

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“Il Sinodo è l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese. Nello svolgimento delle sue attività agisce nell’obbedienza alla Parola di Dio, come assemblea di credenti che ricerca la guida dello Spirito Santo. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo.” (art. 27).

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Sono stati i non eletti ad approvare le benedizioni

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Simpatizzanti:

Cristiano Magistrali, Piacenza

Ivan Basana, presidente di Evangelici d’Italia per Israele

Francesco Pollicino, Messina

Alex Maurino, Lusernetta

Stefano Polastri, Piossasco

Maurizio Dabalà, Marghera

Antonino Merillo, Spadafora (Messina)

Giovanna Porro, Fubine (Alessandria)

Piergiuseppe Porro, Fubine (Alessandria)

Fausto Matè, Montalto delle Marche

 

Ex Valdesi:

Rita Venturi, protestante ex valdese “causa degenerazione teologica, etica e politica della chiesa valdese medesima”

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Norberto Bongardo, Como

Loris De Gaspari, Cuneo, Ex Valdese per “mantenere la mia fedeltà all’Evangelo di Gesù Cristo”

 

Da altre denominazioni:

Paolo Castellina , cappellano evangelico in Inghilterra, già pastore della Chiesa Riformata Svizzera

Luciano Leoni , Chiesa Cristiana Evangelica di Alatri

Andrea Diprose , Ibei, Roma

Rosaria Salamone , evangelica di Roma

Stefano Lardieri, Lucca

Simonetta Cioni-Carr, San Diego, California 

Emanuele Bosca, Canelli

Emmanuel Gau, Roma

Giovanni Maria Caltana, Centro evangelico battista di Perugina, Petrignano d’Assisi

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Barbara Venturello, Chiesa Cristiana Evangelica dei Fratelli Asti

Emiliano Musso, Chiesa Evangelica dei Fratelli, Asti

Luca Rajna, Lurago d’Erba

Domenico Sesta, Verona

Ugo Sottile, Roma

Gaetano Sottile, Roma

Donato Trovarelli, moderatore www.protestantesimo.it , Pescara

Fabio Speri, Agrate Brianza (Monza) diamond supply co shirts 

Cletti Cristaldi, Como

Alessandro Iovino, Napoli

Franco Sellan, Manfredonia

Giuseppe Cappalonga, Trento

Roberto Pasqualon, Galliera Veneta

Nazzareno Ulfo, Pastore Battista Riformato, Caltanissetta

Paolo Brancè, pastore della chiesa battista internazionale “Gesù libera” di Marghera, membro dell’associazione delle chiese conservatrici dell’CBITALY

Marco Cocuzzi, Ostia Lido, Roma

Calogero Fanara, Belgio

Nicola Martella, conduttore di una comunità, gestore del

Iulian Bobe, Roma

Marco Porro, Fubine (AL)

Fabrizio Porro, Fubine (AL)

Pietro Lucido, Chiesa Evangelica di Barcellona (Spagna)

Esteban Gignous Janavel, pastore Evangelico, Uruguay

Marilu Pannocchia, Chiesa Evangelica dei Fratelli di Concorezzo (MB)

Gaetano Rizzo, Chiesa Evangelica Riformata

Paolo Tabacchetti, Chiesa Evangelica Pentecostale “Emmanuel – Parola di Vita”, Almese (TO)

Andrea Milli di Ardea, membro della Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Roma Centocelle, gestore del sito www.protestanti.it

Laura Calasso


 

A questo appello manca la tua firma! Puoi aggiungerla in uno di questi modi:

  • contatta uno dei primi firmatari, anche per posta
  • chiama il numero telefonico 334.68.16.883

Nel 2003 sulla Chiesa Valdese, viagra 100mg this il cui bilancio annuale è di pochi milioni di euro (il dato è curiosamente non pubblicato sul sito ma noto), drugs doctor gravava un debito di decine di milioni di euro prodotto dagli ospedali di Torino, ask Torre Pellice e Pomaretto. Alla fine si è trattato di circa 60 milioni, rispetto al quale un precedente moderatore aveva presentato alle banche come garanzia l’intero patrimonio immobiliare della Chiesa.

Il moderatore del 2003, Gianni Genre, di fronte alla totale mancanza di prospettive di rientro da quel debito colossale, era a quel punto costretto a presentare i libri contabili in tribunale per la procedura fallimentare. Se l’avesse fatto, e la legge glielo imponeva:

-          il patrimonio immobiliare dell’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste sarebbe passato per intero in mano alle banche creditrici, dalla Casa Valdese di Torre Pellice a tutti i templi, ai siti storici valdesi, se di proprietà, oltre naturalmente agli ospedali; si sarebbe salvato qualcosa solo se il valore complessivo, a giudizio delle banche stesse, fosse stato superiore all’enorme debito, e c’è parecchio da dubitarne; i caso contrario, oltre a perdere gli immobili, ci saremmo trovati anche gravati da qualche milione di debiti residui;

-          i 550 dipendenti sarebbero rimasti senza lavoro;

-          gli istituti sarebbero stati chiusi.

 

Tutto questo non accadde perché, dopo una trattativa tra Chiesa e Regione, mediata da Giorgio Mathieu, dal senatore Lucio Malan e dall’allora consigliere regionale Emilio Bolla, che avevano buoni rapporti con il presidente della Giunta Regionale, Enzo Ghigo, ci fu da parte di quest’ultimo l’impegno ad ottenere l’approvazione di una legge regionale che accollasse l’intero debito alla Regione e assorbisse strutture e personale nella sanità pubblica. Le banche, sulla sola parola di Ghigo, allentarono la presa, vedendo prospettive concrete di veder rientrare i soldi da loro prestati, e andò esattamente come il presidente Ghigo aveva promesso. La legge regionale, alla fine, fu votata da tutte le forze politiche, anche quelle che parlavano di “accordo avvelenato”e il moderatore Genre le ringraziò pubblicamente tutte.

 

Sulla questione ci furono due visioni contrapposte.

Molti, anche sul settimanale Riforma, criticarono aspramente l’accordo e in particolare la Regione, Mathieu, Malan e Bolla, rei di aver privato la Chiesa dei suoi ospedali, le cui difficoltà economiche – sostenevano – erano dovute proprio alla Regione che negli anni precedenti non avrebbe pagato il giusto. I Democratici di Sinistra della Valle affissero manifesti che denunciavano “l’accordo avvelenato”.

Altri, principalmente Mathieu e Malan, sostennero che invece l’amministrazione degli ospedali era stata quanto meno carente e che la Regione, che tutt’al più aveva fatto resistenza alla richiesta di innalzamento di certe tariffe, ma, ben lungi dall’essere causa dei guai, aveva salvato la Chiesa da un disastro prodotto da altri. Chiesero con insistenza che fosse fatta chiarezza sull’accaduto con una inchiesta che accertasse la verità, affinché ciascuno si assumesse le sue responsabilità, alla luce dei fatti, della progressione del debito, non certo nato nel 2003, della congruità o meno delle tariffe, dell’appropriatezza o meno delle numerose assunzioni e dei contratti con i services privati. La cosa certa, dicevano, era che si era sfiorato la perdita di ogni bene materiale della Chiesa, per cui era indispensabile sapere la verità.

 

Il tutto finì nella relazione di una commissione sinodale, presieduta dal pastore Giorgio Tourn, nella quale – come ebbe a dire Lucio Malan – l’unica cifra presente era la data. Un po’ strano visto che il problema era di soldi, di assunzioni, di debiti, di condizioni contrattuali.

 

In questo sito proveremo, con l’aiuto di tutti coloro che vorranno prestarcelo, a fare un po’ di chiarezza, apertissimi a tutti coloro che hanno elementi concreti di chiarezza, qualunque sia la conclusione alla quale essi portano. Per secoli i nostri padri e le nostre madri hanno salvaguardato anche materialmente la Chiesa, in situazioni tra il difficile e il disperato. Si è rischiato di distruggere tutto in pochi anni. Occorre sapere la verità.

E’ talmente noto e radicato il principio democratico sul quale si regge la Chiesa Valdese che non c’è neppure bisogno di nominarlo.

Certo che, viagra approved però, cheap se ciascuno fa quel che gli pare, non rispettando le regole e le procedure decisionali, il principio democratico diventa vano e si passa all’anarchia. Se, poi, chi fa quel che gli pare ha posizioni di autorità e usa la tecnica del fatto compiuto, dall’anarchia si sfocia nell’autoritarismo.

Meglio perciò attenersi alla Disciplina Valdese:

“Il Sinodo è l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese. Nello svolgimento delle sue attività agisce nell’obbedienza alla Parola di Dio, come assemblea di credenti che ricerca la guida dello Spirito Santo. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo.” (art. 27).

Quando nel 1532 i Valdesi aderirono alla Riforma protestante, viagra 40mg le persecuzioni li avevano ormai ridotti quasi esclusivamente ridotti all’area delle Valli Valdesi. In precedenza, però, la parola “Valdese” poteva indicare realtà piuttosto varie: da un francescano spirituale perseguitato dalla Chiesa di Roma e dai suoi “confratelli” conventuali a un cataro che si voleva un po’ mimetizzare, oltre naturalmente a un “barba” istruito a Pra del Torno che andava a diffondere l’Evangelo.

 

Se poi c’erano Valdesi già prima di Valdo di Lione, essi probabilmente intendevano se stessi come coloro che seguivano la pura dottrina degli apostoli e non sentivano un vincolo di obbedienza nei confronti del vescovo di Roma. Claudio, vescovo di Torino nel IX secolo, ne è un esempio insigne.

 

Perciò, legati come ogni valdese è, alle Valli e a quella realtà unica e straordinaria, non possiamo dimenticare la missione molto più ampia nella quale i nostri predecessori si erano lanciati in precedenza. La piccola realtà delle Valli, forse davvero erede di una tradizione antichissima, restò l’unica realtà valdese solo perché la violenza aveva cancellato le altre (e, tra l’altro, la roccaforte delle Valli resistette perchè quei Valdesi usaronole armi e anche bene).

 

Per questo Charles Beckwith disse: “O sarete missionari o non sarete nulla”.

 

Cessate le persecuzioni, usciti dal ghetto, i Valdesi non devono né disperdersi né pensare di essere ormai utili tutt’al più come reperto storico, ma ricordare ciò che erano stati quando – come oggi – la predicazione del Buon Annuncio nella sua purezza non erano resi impossibili dall’altrui fanatismo.

 

Per questo, piace che l’indirizzo di questo sito sia lo stesso che avrebbe avuto ottocento o anche mille anni fa, se ci fosse stato internet: valdesi.eu

Sono stati i non eletti ad approvare le benedizioni

Nelle puntate precedenti abbiamo visto che nella nostra Chiesa Valdese, doctor che immaginiamo, approved definiamo e desideriamo democratica, vi sono aspetti anarchici e persino autoritari.

Ci viene segnalato un altro aspetto, alla fine forse decisivo. Leggendo la nostra rubrica “Episodi di storia valdese narrati da Gilly” qualcuno è rimasto colpito dal fatto che nel 1823 i pastori erano solo 13. E ha aggiunto: “Se non sbaglio, dagli anni ’70 alcuni pastori vengono privati a turno del diritto di voto nel Sinodo, in modo da non superare la metà dei membri del Sinodo stesso. Ma questo vuol dire due cose: 1) prima di quella modifica regolamentare evidentemente i pastori erano addirittura la maggioranza assoluta dei membri del Sinodo, e dunque i membri eletti erano meno della metà: non è una cosa molto democratica; 2) ai tempi di Gilly, appena 150 anni prima, la maggioranza doveva essere fatta di membri eletti, dunque eravamo molto più democratici”. Sarà vero? Si potrà controllare? Sembra di sì, ma per ora abbiamo solo alcuni dati, ma molto indicativi.

C’è poi un altro elemento: un tempo i pastori erano tutti eletti e eletti per davvero. (continua…)

IL GIURAMENTO DI SIBAUD – 1° settembre 1689

Primi firmatari:

 

Ivan Caradonna , viagra  Chiesa di Trapani e Marsala  diamond supply co locations 

 

Fabrizio Malan , sildenafil Chiesa di Luserna San Giovanni

Lucio Malan , advice Chiesa di Luserna San Giovanni

Sergio Malan , Chiesa di Luserna San Giovanni  diamond supply co clothing online 

Giorgio Mathieu , Chiesa di Pramollo

 


 

HANNO ADERITO E HANNO ACCONSENTITO ALLA PUBBLICAZIONE DEI LORO NOMI

Membri di Chiese Valdesi:

 

Marco Soranno, Chiesa Valdese di Roma, via IV novembre

Mario Alberione, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Pierangelo Baschera, Chiesa Valdese di Villar Perosa

Gianni Spettoli, Chiesa Valdese di Felonica  diamond supply co hats 

Marco Avondet, Chiesa Valdese di Prarostino

Alma Armellino Avondet, Chiesa Valdese di Prarostino

Gianfranco Mathieu, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Enrica Benech Malan, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Paolo Olivieri, Chiesa Valdese di Napoli, Via dei Cimbri

Archimede Bertolino, Pastore emerito della Chiesa Valdese, Terni

Alda Robba, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Daniela Boldrin, Chiesa Valdese di Torre Pellice

 

Giuliana Pasqualetti, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Walter Balzana, membro del Concistoro, Chiesa Valdese di Firenze

Emilio Bracco, Chiesa Valdese di Trieste

Laura Borsatti Armani, Chiesa Valdese di Trieste

Ada Balmas, Chiesa Valdese di San Germano

Antonino Bozzi, Chiesa Valdese di Torino

 

 

Nicola Santullo, Chiesa Valdese di Vasto-San Salvo

Laura Vallini Negri, Chiesa Valdese di Como

Armando Inglese, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni  

Claudine Noël, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni

 

Samuele Sieve, Chiesa Valdese di Ginevra

Aldo Rostain, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Davide Arnoulet, da Fubine (AL)

Nirvana Arnoulet, da Fubine (AL)

Marcella Stalè, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Aldo Charbonnier, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Concetta Barbagallo, Chiesa Valdese di Messina

Salvatore Dalemmo, Chiesa Valdese Diaspora di Galatina

Federico Martra, membro del Consiglio di Chiesa di Bassignana

Silvana Odino, Chiesa Valdese di Villasecca

Carla Charbonnier, Chiesa Valdese di Villar Pellice

Rossella Gamba, Chiesa Valdese di Villar Pellice

Federico Martra, Chiesa Valdese di Bassignana

Eduardo Zumpano, Chiesa di Dipingano


 

 

Simpatizzanti:

Cristiano Magistrali, Piacenza

Ivan Basana, presidente di Evangelici d’Italia per Israele

Francesco Pollicino, Messina

Alex Maurino, Lusernetta

Stefano Polastri, Piossasco

Maurizio Dabalà, Marghera

Antonino Merillo, Spadafora (Messina)

Giovanna Porro, Fubine (Alessandria)

Piergiuseppe Porro, Fubine (Alessandria)

Fausto Matè, Montalto delle Marche

 

Ex Valdesi:

Rita Venturi, protestante ex valdese “causa degenerazione teologica, etica e politica della chiesa valdese medesima”

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Norberto Bongardo, Como

Loris De Gaspari, Cuneo, Ex Valdese per “mantenere la mia fedeltà all’Evangelo di Gesù Cristo”

 

Da altre denominazioni:

Paolo Castellina , cappellano evangelico in Inghilterra, già pastore della Chiesa Riformata Svizzera

Luciano Leoni , Chiesa Cristiana Evangelica di Alatri

Andrea Diprose , Ibei, Roma

Rosaria Salamone , evangelica di Roma

Stefano Lardieri, Lucca

Simonetta Cioni-Carr, San Diego, California 

Emanuele Bosca, Canelli

Emmanuel Gau, Roma

Giovanni Maria Caltana, Centro evangelico battista di Perugina, Petrignano d’Assisi

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Barbara Venturello, Chiesa Cristiana Evangelica dei Fratelli Asti

Emiliano Musso, Chiesa Evangelica dei Fratelli, Asti

Luca Rajna, Lurago d’Erba

Domenico Sesta, Verona

Ugo Sottile, Roma

Gaetano Sottile, Roma

Donato Trovarelli, moderatore www.protestantesimo.it , Pescara

Fabio Speri, Agrate Brianza (Monza) diamond supply co shirts 

Cletti Cristaldi, Como

Alessandro Iovino, Napoli

Franco Sellan, Manfredonia

Giuseppe Cappalonga, Trento

Roberto Pasqualon, Galliera Veneta

Nazzareno Ulfo, Pastore Battista Riformato, Caltanissetta

Paolo Brancè, pastore della chiesa battista internazionale “Gesù libera” di Marghera, membro dell’associazione delle chiese conservatrici dell’CBITALY

Marco Cocuzzi, Ostia Lido, Roma

Calogero Fanara, Belgio

Nicola Martella, conduttore di una comunità, gestore del

Iulian Bobe, Roma

Marco Porro, Fubine (AL)

Fabrizio Porro, Fubine (AL)

Pietro Lucido, Chiesa Evangelica di Barcellona (Spagna)

Esteban Gignous Janavel, pastore Evangelico, Uruguay

Marilu Pannocchia, Chiesa Evangelica dei Fratelli di Concorezzo (MB)

Gaetano Rizzo, Chiesa Evangelica Riformata

Paolo Tabacchetti, Chiesa Evangelica Pentecostale “Emmanuel – Parola di Vita”, Almese (TO)

Andrea Milli di Ardea, membro della Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Roma Centocelle, gestore del sito www.protestanti.it

Laura Calasso


 

A questo appello manca la tua firma! Puoi aggiungerla in uno di questi modi:

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  • chiama il numero telefonico 334.68.16.883

Nel 2003 sulla Chiesa Valdese, viagra 100mg this il cui bilancio annuale è di pochi milioni di euro (il dato è curiosamente non pubblicato sul sito ma noto), drugs doctor gravava un debito di decine di milioni di euro prodotto dagli ospedali di Torino, ask Torre Pellice e Pomaretto. Alla fine si è trattato di circa 60 milioni, rispetto al quale un precedente moderatore aveva presentato alle banche come garanzia l’intero patrimonio immobiliare della Chiesa.

Il moderatore del 2003, Gianni Genre, di fronte alla totale mancanza di prospettive di rientro da quel debito colossale, era a quel punto costretto a presentare i libri contabili in tribunale per la procedura fallimentare. Se l’avesse fatto, e la legge glielo imponeva:

-          il patrimonio immobiliare dell’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste sarebbe passato per intero in mano alle banche creditrici, dalla Casa Valdese di Torre Pellice a tutti i templi, ai siti storici valdesi, se di proprietà, oltre naturalmente agli ospedali; si sarebbe salvato qualcosa solo se il valore complessivo, a giudizio delle banche stesse, fosse stato superiore all’enorme debito, e c’è parecchio da dubitarne; i caso contrario, oltre a perdere gli immobili, ci saremmo trovati anche gravati da qualche milione di debiti residui;

-          i 550 dipendenti sarebbero rimasti senza lavoro;

-          gli istituti sarebbero stati chiusi.

 

Tutto questo non accadde perché, dopo una trattativa tra Chiesa e Regione, mediata da Giorgio Mathieu, dal senatore Lucio Malan e dall’allora consigliere regionale Emilio Bolla, che avevano buoni rapporti con il presidente della Giunta Regionale, Enzo Ghigo, ci fu da parte di quest’ultimo l’impegno ad ottenere l’approvazione di una legge regionale che accollasse l’intero debito alla Regione e assorbisse strutture e personale nella sanità pubblica. Le banche, sulla sola parola di Ghigo, allentarono la presa, vedendo prospettive concrete di veder rientrare i soldi da loro prestati, e andò esattamente come il presidente Ghigo aveva promesso. La legge regionale, alla fine, fu votata da tutte le forze politiche, anche quelle che parlavano di “accordo avvelenato”e il moderatore Genre le ringraziò pubblicamente tutte.

 

Sulla questione ci furono due visioni contrapposte.

Molti, anche sul settimanale Riforma, criticarono aspramente l’accordo e in particolare la Regione, Mathieu, Malan e Bolla, rei di aver privato la Chiesa dei suoi ospedali, le cui difficoltà economiche – sostenevano – erano dovute proprio alla Regione che negli anni precedenti non avrebbe pagato il giusto. I Democratici di Sinistra della Valle affissero manifesti che denunciavano “l’accordo avvelenato”.

Altri, principalmente Mathieu e Malan, sostennero che invece l’amministrazione degli ospedali era stata quanto meno carente e che la Regione, che tutt’al più aveva fatto resistenza alla richiesta di innalzamento di certe tariffe, ma, ben lungi dall’essere causa dei guai, aveva salvato la Chiesa da un disastro prodotto da altri. Chiesero con insistenza che fosse fatta chiarezza sull’accaduto con una inchiesta che accertasse la verità, affinché ciascuno si assumesse le sue responsabilità, alla luce dei fatti, della progressione del debito, non certo nato nel 2003, della congruità o meno delle tariffe, dell’appropriatezza o meno delle numerose assunzioni e dei contratti con i services privati. La cosa certa, dicevano, era che si era sfiorato la perdita di ogni bene materiale della Chiesa, per cui era indispensabile sapere la verità.

 

Il tutto finì nella relazione di una commissione sinodale, presieduta dal pastore Giorgio Tourn, nella quale – come ebbe a dire Lucio Malan – l’unica cifra presente era la data. Un po’ strano visto che il problema era di soldi, di assunzioni, di debiti, di condizioni contrattuali.

 

In questo sito proveremo, con l’aiuto di tutti coloro che vorranno prestarcelo, a fare un po’ di chiarezza, apertissimi a tutti coloro che hanno elementi concreti di chiarezza, qualunque sia la conclusione alla quale essi portano. Per secoli i nostri padri e le nostre madri hanno salvaguardato anche materialmente la Chiesa, in situazioni tra il difficile e il disperato. Si è rischiato di distruggere tutto in pochi anni. Occorre sapere la verità.

E’ talmente noto e radicato il principio democratico sul quale si regge la Chiesa Valdese che non c’è neppure bisogno di nominarlo.

Certo che, viagra approved però, cheap se ciascuno fa quel che gli pare, non rispettando le regole e le procedure decisionali, il principio democratico diventa vano e si passa all’anarchia. Se, poi, chi fa quel che gli pare ha posizioni di autorità e usa la tecnica del fatto compiuto, dall’anarchia si sfocia nell’autoritarismo.

Meglio perciò attenersi alla Disciplina Valdese:

“Il Sinodo è l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese. Nello svolgimento delle sue attività agisce nell’obbedienza alla Parola di Dio, come assemblea di credenti che ricerca la guida dello Spirito Santo. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo.” (art. 27).

Quando nel 1532 i Valdesi aderirono alla Riforma protestante, viagra 40mg le persecuzioni li avevano ormai ridotti quasi esclusivamente ridotti all’area delle Valli Valdesi. In precedenza, però, la parola “Valdese” poteva indicare realtà piuttosto varie: da un francescano spirituale perseguitato dalla Chiesa di Roma e dai suoi “confratelli” conventuali a un cataro che si voleva un po’ mimetizzare, oltre naturalmente a un “barba” istruito a Pra del Torno che andava a diffondere l’Evangelo.

 

Se poi c’erano Valdesi già prima di Valdo di Lione, essi probabilmente intendevano se stessi come coloro che seguivano la pura dottrina degli apostoli e non sentivano un vincolo di obbedienza nei confronti del vescovo di Roma. Claudio, vescovo di Torino nel IX secolo, ne è un esempio insigne.

 

Perciò, legati come ogni valdese è, alle Valli e a quella realtà unica e straordinaria, non possiamo dimenticare la missione molto più ampia nella quale i nostri predecessori si erano lanciati in precedenza. La piccola realtà delle Valli, forse davvero erede di una tradizione antichissima, restò l’unica realtà valdese solo perché la violenza aveva cancellato le altre (e, tra l’altro, la roccaforte delle Valli resistette perchè quei Valdesi usaronole armi e anche bene).

 

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Per questo, piace che l’indirizzo di questo sito sia lo stesso che avrebbe avuto ottocento o anche mille anni fa, se ci fosse stato internet: valdesi.eu

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Ci viene segnalato un altro aspetto, alla fine forse decisivo. Leggendo la nostra rubrica “Episodi di storia valdese narrati da Gilly” qualcuno è rimasto colpito dal fatto che nel 1823 i pastori erano solo 13. E ha aggiunto: “Se non sbaglio, dagli anni ’70 alcuni pastori vengono privati a turno del diritto di voto nel Sinodo, in modo da non superare la metà dei membri del Sinodo stesso. Ma questo vuol dire due cose: 1) prima di quella modifica regolamentare evidentemente i pastori erano addirittura la maggioranza assoluta dei membri del Sinodo, e dunque i membri eletti erano meno della metà: non è una cosa molto democratica; 2) ai tempi di Gilly, appena 150 anni prima, la maggioranza doveva essere fatta di membri eletti, dunque eravamo molto più democratici”. Sarà vero? Si potrà controllare? Sembra di sì, ma per ora abbiamo solo alcuni dati, ma molto indicativi.

C’è poi un altro elemento: un tempo i pastori erano tutti eletti e eletti per davvero. (continua…)

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Membri di Chiese Valdesi:

 

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Nicola Santullo, Chiesa Valdese di Vasto-San Salvo

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Claudine Noël, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni

 

Samuele Sieve, Chiesa Valdese di Ginevra

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Iulian Bobe, Roma

Marco Porro, Fubine (AL)

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Pietro Lucido, Chiesa Evangelica di Barcellona (Spagna)

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Marilu Pannocchia, Chiesa Evangelica dei Fratelli di Concorezzo (MB)

Gaetano Rizzo, Chiesa Evangelica Riformata

Paolo Tabacchetti, Chiesa Evangelica Pentecostale “Emmanuel – Parola di Vita”, Almese (TO)

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Nel 2003 sulla Chiesa Valdese, viagra 100mg this il cui bilancio annuale è di pochi milioni di euro (il dato è curiosamente non pubblicato sul sito ma noto), drugs doctor gravava un debito di decine di milioni di euro prodotto dagli ospedali di Torino, ask Torre Pellice e Pomaretto. Alla fine si è trattato di circa 60 milioni, rispetto al quale un precedente moderatore aveva presentato alle banche come garanzia l’intero patrimonio immobiliare della Chiesa.

Il moderatore del 2003, Gianni Genre, di fronte alla totale mancanza di prospettive di rientro da quel debito colossale, era a quel punto costretto a presentare i libri contabili in tribunale per la procedura fallimentare. Se l’avesse fatto, e la legge glielo imponeva:

-          il patrimonio immobiliare dell’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste sarebbe passato per intero in mano alle banche creditrici, dalla Casa Valdese di Torre Pellice a tutti i templi, ai siti storici valdesi, se di proprietà, oltre naturalmente agli ospedali; si sarebbe salvato qualcosa solo se il valore complessivo, a giudizio delle banche stesse, fosse stato superiore all’enorme debito, e c’è parecchio da dubitarne; i caso contrario, oltre a perdere gli immobili, ci saremmo trovati anche gravati da qualche milione di debiti residui;

-          i 550 dipendenti sarebbero rimasti senza lavoro;

-          gli istituti sarebbero stati chiusi.

 

Tutto questo non accadde perché, dopo una trattativa tra Chiesa e Regione, mediata da Giorgio Mathieu, dal senatore Lucio Malan e dall’allora consigliere regionale Emilio Bolla, che avevano buoni rapporti con il presidente della Giunta Regionale, Enzo Ghigo, ci fu da parte di quest’ultimo l’impegno ad ottenere l’approvazione di una legge regionale che accollasse l’intero debito alla Regione e assorbisse strutture e personale nella sanità pubblica. Le banche, sulla sola parola di Ghigo, allentarono la presa, vedendo prospettive concrete di veder rientrare i soldi da loro prestati, e andò esattamente come il presidente Ghigo aveva promesso. La legge regionale, alla fine, fu votata da tutte le forze politiche, anche quelle che parlavano di “accordo avvelenato”e il moderatore Genre le ringraziò pubblicamente tutte.

 

Sulla questione ci furono due visioni contrapposte.

Molti, anche sul settimanale Riforma, criticarono aspramente l’accordo e in particolare la Regione, Mathieu, Malan e Bolla, rei di aver privato la Chiesa dei suoi ospedali, le cui difficoltà economiche – sostenevano – erano dovute proprio alla Regione che negli anni precedenti non avrebbe pagato il giusto. I Democratici di Sinistra della Valle affissero manifesti che denunciavano “l’accordo avvelenato”.

Altri, principalmente Mathieu e Malan, sostennero che invece l’amministrazione degli ospedali era stata quanto meno carente e che la Regione, che tutt’al più aveva fatto resistenza alla richiesta di innalzamento di certe tariffe, ma, ben lungi dall’essere causa dei guai, aveva salvato la Chiesa da un disastro prodotto da altri. Chiesero con insistenza che fosse fatta chiarezza sull’accaduto con una inchiesta che accertasse la verità, affinché ciascuno si assumesse le sue responsabilità, alla luce dei fatti, della progressione del debito, non certo nato nel 2003, della congruità o meno delle tariffe, dell’appropriatezza o meno delle numerose assunzioni e dei contratti con i services privati. La cosa certa, dicevano, era che si era sfiorato la perdita di ogni bene materiale della Chiesa, per cui era indispensabile sapere la verità.

 

Il tutto finì nella relazione di una commissione sinodale, presieduta dal pastore Giorgio Tourn, nella quale – come ebbe a dire Lucio Malan – l’unica cifra presente era la data. Un po’ strano visto che il problema era di soldi, di assunzioni, di debiti, di condizioni contrattuali.

 

In questo sito proveremo, con l’aiuto di tutti coloro che vorranno prestarcelo, a fare un po’ di chiarezza, apertissimi a tutti coloro che hanno elementi concreti di chiarezza, qualunque sia la conclusione alla quale essi portano. Per secoli i nostri padri e le nostre madri hanno salvaguardato anche materialmente la Chiesa, in situazioni tra il difficile e il disperato. Si è rischiato di distruggere tutto in pochi anni. Occorre sapere la verità.

E’ talmente noto e radicato il principio democratico sul quale si regge la Chiesa Valdese che non c’è neppure bisogno di nominarlo.

Certo che, viagra approved però, cheap se ciascuno fa quel che gli pare, non rispettando le regole e le procedure decisionali, il principio democratico diventa vano e si passa all’anarchia. Se, poi, chi fa quel che gli pare ha posizioni di autorità e usa la tecnica del fatto compiuto, dall’anarchia si sfocia nell’autoritarismo.

Meglio perciò attenersi alla Disciplina Valdese:

“Il Sinodo è l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese. Nello svolgimento delle sue attività agisce nell’obbedienza alla Parola di Dio, come assemblea di credenti che ricerca la guida dello Spirito Santo. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo.” (art. 27).

Quando nel 1532 i Valdesi aderirono alla Riforma protestante, viagra 40mg le persecuzioni li avevano ormai ridotti quasi esclusivamente ridotti all’area delle Valli Valdesi. In precedenza, però, la parola “Valdese” poteva indicare realtà piuttosto varie: da un francescano spirituale perseguitato dalla Chiesa di Roma e dai suoi “confratelli” conventuali a un cataro che si voleva un po’ mimetizzare, oltre naturalmente a un “barba” istruito a Pra del Torno che andava a diffondere l’Evangelo.

 

Se poi c’erano Valdesi già prima di Valdo di Lione, essi probabilmente intendevano se stessi come coloro che seguivano la pura dottrina degli apostoli e non sentivano un vincolo di obbedienza nei confronti del vescovo di Roma. Claudio, vescovo di Torino nel IX secolo, ne è un esempio insigne.

 

Perciò, legati come ogni valdese è, alle Valli e a quella realtà unica e straordinaria, non possiamo dimenticare la missione molto più ampia nella quale i nostri predecessori si erano lanciati in precedenza. La piccola realtà delle Valli, forse davvero erede di una tradizione antichissima, restò l’unica realtà valdese solo perché la violenza aveva cancellato le altre (e, tra l’altro, la roccaforte delle Valli resistette perchè quei Valdesi usaronole armi e anche bene).

 

Per questo Charles Beckwith disse: “O sarete missionari o non sarete nulla”.

 

Cessate le persecuzioni, usciti dal ghetto, i Valdesi non devono né disperdersi né pensare di essere ormai utili tutt’al più come reperto storico, ma ricordare ciò che erano stati quando – come oggi – la predicazione del Buon Annuncio nella sua purezza non erano resi impossibili dall’altrui fanatismo.

 

Per questo, piace che l’indirizzo di questo sito sia lo stesso che avrebbe avuto ottocento o anche mille anni fa, se ci fosse stato internet: valdesi.eu

Sono stati i non eletti ad approvare le benedizioni

Nelle puntate precedenti abbiamo visto che nella nostra Chiesa Valdese, doctor che immaginiamo, approved definiamo e desideriamo democratica, vi sono aspetti anarchici e persino autoritari.

Ci viene segnalato un altro aspetto, alla fine forse decisivo. Leggendo la nostra rubrica “Episodi di storia valdese narrati da Gilly” qualcuno è rimasto colpito dal fatto che nel 1823 i pastori erano solo 13. E ha aggiunto: “Se non sbaglio, dagli anni ’70 alcuni pastori vengono privati a turno del diritto di voto nel Sinodo, in modo da non superare la metà dei membri del Sinodo stesso. Ma questo vuol dire due cose: 1) prima di quella modifica regolamentare evidentemente i pastori erano addirittura la maggioranza assoluta dei membri del Sinodo, e dunque i membri eletti erano meno della metà: non è una cosa molto democratica; 2) ai tempi di Gilly, appena 150 anni prima, la maggioranza doveva essere fatta di membri eletti, dunque eravamo molto più democratici”. Sarà vero? Si potrà controllare? Sembra di sì, ma per ora abbiamo solo alcuni dati, ma molto indicativi.

C’è poi un altro elemento: un tempo i pastori erano tutti eletti e eletti per davvero. (continua…)

L’EX PRETE “DI BASE” FRANCO BARBERO DICE CHE IL NOSTRO APPELLO “RIFLETTE LA CULTURA ANTROPOLOGICA E TEOLOGICA DI DUE SECOLI FA”

Primi firmatari:

 

Ivan Caradonna , viagra  Chiesa di Trapani e Marsala  diamond supply co locations 

 

Fabrizio Malan , sildenafil Chiesa di Luserna San Giovanni

Lucio Malan , advice Chiesa di Luserna San Giovanni

Sergio Malan , Chiesa di Luserna San Giovanni  diamond supply co clothing online 

Giorgio Mathieu , Chiesa di Pramollo

 


 

HANNO ADERITO E HANNO ACCONSENTITO ALLA PUBBLICAZIONE DEI LORO NOMI

Membri di Chiese Valdesi:

 

Marco Soranno, Chiesa Valdese di Roma, via IV novembre

Mario Alberione, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Pierangelo Baschera, Chiesa Valdese di Villar Perosa

Gianni Spettoli, Chiesa Valdese di Felonica  diamond supply co hats 

Marco Avondet, Chiesa Valdese di Prarostino

Alma Armellino Avondet, Chiesa Valdese di Prarostino

Gianfranco Mathieu, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Enrica Benech Malan, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Paolo Olivieri, Chiesa Valdese di Napoli, Via dei Cimbri

Archimede Bertolino, Pastore emerito della Chiesa Valdese, Terni

Alda Robba, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Daniela Boldrin, Chiesa Valdese di Torre Pellice

 

Giuliana Pasqualetti, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Walter Balzana, membro del Concistoro, Chiesa Valdese di Firenze

Emilio Bracco, Chiesa Valdese di Trieste

Laura Borsatti Armani, Chiesa Valdese di Trieste

Ada Balmas, Chiesa Valdese di San Germano

Antonino Bozzi, Chiesa Valdese di Torino

 

 

Nicola Santullo, Chiesa Valdese di Vasto-San Salvo

Laura Vallini Negri, Chiesa Valdese di Como

Armando Inglese, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni  

Claudine Noël, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni

 

Samuele Sieve, Chiesa Valdese di Ginevra

Aldo Rostain, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Davide Arnoulet, da Fubine (AL)

Nirvana Arnoulet, da Fubine (AL)

Marcella Stalè, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Aldo Charbonnier, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Concetta Barbagallo, Chiesa Valdese di Messina

Salvatore Dalemmo, Chiesa Valdese Diaspora di Galatina

Federico Martra, membro del Consiglio di Chiesa di Bassignana

Silvana Odino, Chiesa Valdese di Villasecca

Carla Charbonnier, Chiesa Valdese di Villar Pellice

Rossella Gamba, Chiesa Valdese di Villar Pellice

Federico Martra, Chiesa Valdese di Bassignana

Eduardo Zumpano, Chiesa di Dipingano


 

 

Simpatizzanti:

Cristiano Magistrali, Piacenza

Ivan Basana, presidente di Evangelici d’Italia per Israele

Francesco Pollicino, Messina

Alex Maurino, Lusernetta

Stefano Polastri, Piossasco

Maurizio Dabalà, Marghera

Antonino Merillo, Spadafora (Messina)

Giovanna Porro, Fubine (Alessandria)

Piergiuseppe Porro, Fubine (Alessandria)

Fausto Matè, Montalto delle Marche

 

Ex Valdesi:

Rita Venturi, protestante ex valdese “causa degenerazione teologica, etica e politica della chiesa valdese medesima”

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Norberto Bongardo, Como

Loris De Gaspari, Cuneo, Ex Valdese per “mantenere la mia fedeltà all’Evangelo di Gesù Cristo”

 

Da altre denominazioni:

Paolo Castellina , cappellano evangelico in Inghilterra, già pastore della Chiesa Riformata Svizzera

Luciano Leoni , Chiesa Cristiana Evangelica di Alatri

Andrea Diprose , Ibei, Roma

Rosaria Salamone , evangelica di Roma

Stefano Lardieri, Lucca

Simonetta Cioni-Carr, San Diego, California 

Emanuele Bosca, Canelli

Emmanuel Gau, Roma

Giovanni Maria Caltana, Centro evangelico battista di Perugina, Petrignano d’Assisi

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Barbara Venturello, Chiesa Cristiana Evangelica dei Fratelli Asti

Emiliano Musso, Chiesa Evangelica dei Fratelli, Asti

Luca Rajna, Lurago d’Erba

Domenico Sesta, Verona

Ugo Sottile, Roma

Gaetano Sottile, Roma

Donato Trovarelli, moderatore www.protestantesimo.it , Pescara

Fabio Speri, Agrate Brianza (Monza) diamond supply co shirts 

Cletti Cristaldi, Como

Alessandro Iovino, Napoli

Franco Sellan, Manfredonia

Giuseppe Cappalonga, Trento

Roberto Pasqualon, Galliera Veneta

Nazzareno Ulfo, Pastore Battista Riformato, Caltanissetta

Paolo Brancè, pastore della chiesa battista internazionale “Gesù libera” di Marghera, membro dell’associazione delle chiese conservatrici dell’CBITALY

Marco Cocuzzi, Ostia Lido, Roma

Calogero Fanara, Belgio

Nicola Martella, conduttore di una comunità, gestore del

Iulian Bobe, Roma

Marco Porro, Fubine (AL)

Fabrizio Porro, Fubine (AL)

Pietro Lucido, Chiesa Evangelica di Barcellona (Spagna)

Esteban Gignous Janavel, pastore Evangelico, Uruguay

Marilu Pannocchia, Chiesa Evangelica dei Fratelli di Concorezzo (MB)

Gaetano Rizzo, Chiesa Evangelica Riformata

Paolo Tabacchetti, Chiesa Evangelica Pentecostale “Emmanuel – Parola di Vita”, Almese (TO)

Andrea Milli di Ardea, membro della Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Roma Centocelle, gestore del sito www.protestanti.it

Laura Calasso


 

A questo appello manca la tua firma! Puoi aggiungerla in uno di questi modi:

  • contatta uno dei primi firmatari, anche per posta
  • chiama il numero telefonico 334.68.16.883

Nel 2003 sulla Chiesa Valdese, viagra 100mg this il cui bilancio annuale è di pochi milioni di euro (il dato è curiosamente non pubblicato sul sito ma noto), drugs doctor gravava un debito di decine di milioni di euro prodotto dagli ospedali di Torino, ask Torre Pellice e Pomaretto. Alla fine si è trattato di circa 60 milioni, rispetto al quale un precedente moderatore aveva presentato alle banche come garanzia l’intero patrimonio immobiliare della Chiesa.

Il moderatore del 2003, Gianni Genre, di fronte alla totale mancanza di prospettive di rientro da quel debito colossale, era a quel punto costretto a presentare i libri contabili in tribunale per la procedura fallimentare. Se l’avesse fatto, e la legge glielo imponeva:

-          il patrimonio immobiliare dell’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste sarebbe passato per intero in mano alle banche creditrici, dalla Casa Valdese di Torre Pellice a tutti i templi, ai siti storici valdesi, se di proprietà, oltre naturalmente agli ospedali; si sarebbe salvato qualcosa solo se il valore complessivo, a giudizio delle banche stesse, fosse stato superiore all’enorme debito, e c’è parecchio da dubitarne; i caso contrario, oltre a perdere gli immobili, ci saremmo trovati anche gravati da qualche milione di debiti residui;

-          i 550 dipendenti sarebbero rimasti senza lavoro;

-          gli istituti sarebbero stati chiusi.

 

Tutto questo non accadde perché, dopo una trattativa tra Chiesa e Regione, mediata da Giorgio Mathieu, dal senatore Lucio Malan e dall’allora consigliere regionale Emilio Bolla, che avevano buoni rapporti con il presidente della Giunta Regionale, Enzo Ghigo, ci fu da parte di quest’ultimo l’impegno ad ottenere l’approvazione di una legge regionale che accollasse l’intero debito alla Regione e assorbisse strutture e personale nella sanità pubblica. Le banche, sulla sola parola di Ghigo, allentarono la presa, vedendo prospettive concrete di veder rientrare i soldi da loro prestati, e andò esattamente come il presidente Ghigo aveva promesso. La legge regionale, alla fine, fu votata da tutte le forze politiche, anche quelle che parlavano di “accordo avvelenato”e il moderatore Genre le ringraziò pubblicamente tutte.

 

Sulla questione ci furono due visioni contrapposte.

Molti, anche sul settimanale Riforma, criticarono aspramente l’accordo e in particolare la Regione, Mathieu, Malan e Bolla, rei di aver privato la Chiesa dei suoi ospedali, le cui difficoltà economiche – sostenevano – erano dovute proprio alla Regione che negli anni precedenti non avrebbe pagato il giusto. I Democratici di Sinistra della Valle affissero manifesti che denunciavano “l’accordo avvelenato”.

Altri, principalmente Mathieu e Malan, sostennero che invece l’amministrazione degli ospedali era stata quanto meno carente e che la Regione, che tutt’al più aveva fatto resistenza alla richiesta di innalzamento di certe tariffe, ma, ben lungi dall’essere causa dei guai, aveva salvato la Chiesa da un disastro prodotto da altri. Chiesero con insistenza che fosse fatta chiarezza sull’accaduto con una inchiesta che accertasse la verità, affinché ciascuno si assumesse le sue responsabilità, alla luce dei fatti, della progressione del debito, non certo nato nel 2003, della congruità o meno delle tariffe, dell’appropriatezza o meno delle numerose assunzioni e dei contratti con i services privati. La cosa certa, dicevano, era che si era sfiorato la perdita di ogni bene materiale della Chiesa, per cui era indispensabile sapere la verità.

 

Il tutto finì nella relazione di una commissione sinodale, presieduta dal pastore Giorgio Tourn, nella quale – come ebbe a dire Lucio Malan – l’unica cifra presente era la data. Un po’ strano visto che il problema era di soldi, di assunzioni, di debiti, di condizioni contrattuali.

 

In questo sito proveremo, con l’aiuto di tutti coloro che vorranno prestarcelo, a fare un po’ di chiarezza, apertissimi a tutti coloro che hanno elementi concreti di chiarezza, qualunque sia la conclusione alla quale essi portano. Per secoli i nostri padri e le nostre madri hanno salvaguardato anche materialmente la Chiesa, in situazioni tra il difficile e il disperato. Si è rischiato di distruggere tutto in pochi anni. Occorre sapere la verità.

E’ talmente noto e radicato il principio democratico sul quale si regge la Chiesa Valdese che non c’è neppure bisogno di nominarlo.

Certo che, viagra approved però, cheap se ciascuno fa quel che gli pare, non rispettando le regole e le procedure decisionali, il principio democratico diventa vano e si passa all’anarchia. Se, poi, chi fa quel che gli pare ha posizioni di autorità e usa la tecnica del fatto compiuto, dall’anarchia si sfocia nell’autoritarismo.

Meglio perciò attenersi alla Disciplina Valdese:

“Il Sinodo è l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese. Nello svolgimento delle sue attività agisce nell’obbedienza alla Parola di Dio, come assemblea di credenti che ricerca la guida dello Spirito Santo. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo.” (art. 27).

Quando nel 1532 i Valdesi aderirono alla Riforma protestante, viagra 40mg le persecuzioni li avevano ormai ridotti quasi esclusivamente ridotti all’area delle Valli Valdesi. In precedenza, però, la parola “Valdese” poteva indicare realtà piuttosto varie: da un francescano spirituale perseguitato dalla Chiesa di Roma e dai suoi “confratelli” conventuali a un cataro che si voleva un po’ mimetizzare, oltre naturalmente a un “barba” istruito a Pra del Torno che andava a diffondere l’Evangelo.

 

Se poi c’erano Valdesi già prima di Valdo di Lione, essi probabilmente intendevano se stessi come coloro che seguivano la pura dottrina degli apostoli e non sentivano un vincolo di obbedienza nei confronti del vescovo di Roma. Claudio, vescovo di Torino nel IX secolo, ne è un esempio insigne.

 

Perciò, legati come ogni valdese è, alle Valli e a quella realtà unica e straordinaria, non possiamo dimenticare la missione molto più ampia nella quale i nostri predecessori si erano lanciati in precedenza. La piccola realtà delle Valli, forse davvero erede di una tradizione antichissima, restò l’unica realtà valdese solo perché la violenza aveva cancellato le altre (e, tra l’altro, la roccaforte delle Valli resistette perchè quei Valdesi usaronole armi e anche bene).

 

Per questo Charles Beckwith disse: “O sarete missionari o non sarete nulla”.

 

Cessate le persecuzioni, usciti dal ghetto, i Valdesi non devono né disperdersi né pensare di essere ormai utili tutt’al più come reperto storico, ma ricordare ciò che erano stati quando – come oggi – la predicazione del Buon Annuncio nella sua purezza non erano resi impossibili dall’altrui fanatismo.

 

Per questo, piace che l’indirizzo di questo sito sia lo stesso che avrebbe avuto ottocento o anche mille anni fa, se ci fosse stato internet: valdesi.eu

Sono stati i non eletti ad approvare le benedizioni

Nelle puntate precedenti abbiamo visto che nella nostra Chiesa Valdese, doctor che immaginiamo, approved definiamo e desideriamo democratica, vi sono aspetti anarchici e persino autoritari.

Ci viene segnalato un altro aspetto, alla fine forse decisivo. Leggendo la nostra rubrica “Episodi di storia valdese narrati da Gilly” qualcuno è rimasto colpito dal fatto che nel 1823 i pastori erano solo 13. E ha aggiunto: “Se non sbaglio, dagli anni ’70 alcuni pastori vengono privati a turno del diritto di voto nel Sinodo, in modo da non superare la metà dei membri del Sinodo stesso. Ma questo vuol dire due cose: 1) prima di quella modifica regolamentare evidentemente i pastori erano addirittura la maggioranza assoluta dei membri del Sinodo, e dunque i membri eletti erano meno della metà: non è una cosa molto democratica; 2) ai tempi di Gilly, appena 150 anni prima, la maggioranza doveva essere fatta di membri eletti, dunque eravamo molto più democratici”. Sarà vero? Si potrà controllare? Sembra di sì, ma per ora abbiamo solo alcuni dati, ma molto indicativi.

C’è poi un altro elemento: un tempo i pastori erano tutti eletti e eletti per davvero. (continua…)

“REPUBBLICA” SI OCCUPA DI NOI, MA LA METTE IN POLITICA

Primi firmatari:

 

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Fabrizio Malan , sildenafil Chiesa di Luserna San Giovanni

Lucio Malan , advice Chiesa di Luserna San Giovanni

Sergio Malan , Chiesa di Luserna San Giovanni  diamond supply co clothing online 

Giorgio Mathieu , Chiesa di Pramollo

 


 

HANNO ADERITO E HANNO ACCONSENTITO ALLA PUBBLICAZIONE DEI LORO NOMI

Membri di Chiese Valdesi:

 

Marco Soranno, Chiesa Valdese di Roma, via IV novembre

Mario Alberione, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Pierangelo Baschera, Chiesa Valdese di Villar Perosa

Gianni Spettoli, Chiesa Valdese di Felonica  diamond supply co hats 

Marco Avondet, Chiesa Valdese di Prarostino

Alma Armellino Avondet, Chiesa Valdese di Prarostino

Gianfranco Mathieu, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Enrica Benech Malan, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Paolo Olivieri, Chiesa Valdese di Napoli, Via dei Cimbri

Archimede Bertolino, Pastore emerito della Chiesa Valdese, Terni

Alda Robba, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Daniela Boldrin, Chiesa Valdese di Torre Pellice

 

Giuliana Pasqualetti, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Walter Balzana, membro del Concistoro, Chiesa Valdese di Firenze

Emilio Bracco, Chiesa Valdese di Trieste

Laura Borsatti Armani, Chiesa Valdese di Trieste

Ada Balmas, Chiesa Valdese di San Germano

Antonino Bozzi, Chiesa Valdese di Torino

 

 

Nicola Santullo, Chiesa Valdese di Vasto-San Salvo

Laura Vallini Negri, Chiesa Valdese di Como

Armando Inglese, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni  

Claudine Noël, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni

 

Samuele Sieve, Chiesa Valdese di Ginevra

Aldo Rostain, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Davide Arnoulet, da Fubine (AL)

Nirvana Arnoulet, da Fubine (AL)

Marcella Stalè, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Aldo Charbonnier, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Concetta Barbagallo, Chiesa Valdese di Messina

Salvatore Dalemmo, Chiesa Valdese Diaspora di Galatina

Federico Martra, membro del Consiglio di Chiesa di Bassignana

Silvana Odino, Chiesa Valdese di Villasecca

Carla Charbonnier, Chiesa Valdese di Villar Pellice

Rossella Gamba, Chiesa Valdese di Villar Pellice

Federico Martra, Chiesa Valdese di Bassignana

Eduardo Zumpano, Chiesa di Dipingano


 

 

Simpatizzanti:

Cristiano Magistrali, Piacenza

Ivan Basana, presidente di Evangelici d’Italia per Israele

Francesco Pollicino, Messina

Alex Maurino, Lusernetta

Stefano Polastri, Piossasco

Maurizio Dabalà, Marghera

Antonino Merillo, Spadafora (Messina)

Giovanna Porro, Fubine (Alessandria)

Piergiuseppe Porro, Fubine (Alessandria)

Fausto Matè, Montalto delle Marche

 

Ex Valdesi:

Rita Venturi, protestante ex valdese “causa degenerazione teologica, etica e politica della chiesa valdese medesima”

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Norberto Bongardo, Como

Loris De Gaspari, Cuneo, Ex Valdese per “mantenere la mia fedeltà all’Evangelo di Gesù Cristo”

 

Da altre denominazioni:

Paolo Castellina , cappellano evangelico in Inghilterra, già pastore della Chiesa Riformata Svizzera

Luciano Leoni , Chiesa Cristiana Evangelica di Alatri

Andrea Diprose , Ibei, Roma

Rosaria Salamone , evangelica di Roma

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Simonetta Cioni-Carr, San Diego, California 

Emanuele Bosca, Canelli

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Giovanni Maria Caltana, Centro evangelico battista di Perugina, Petrignano d’Assisi

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Barbara Venturello, Chiesa Cristiana Evangelica dei Fratelli Asti

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Nazzareno Ulfo, Pastore Battista Riformato, Caltanissetta

Paolo Brancè, pastore della chiesa battista internazionale “Gesù libera” di Marghera, membro dell’associazione delle chiese conservatrici dell’CBITALY

Marco Cocuzzi, Ostia Lido, Roma

Calogero Fanara, Belgio

Nicola Martella, conduttore di una comunità, gestore del

Iulian Bobe, Roma

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Esteban Gignous Janavel, pastore Evangelico, Uruguay

Marilu Pannocchia, Chiesa Evangelica dei Fratelli di Concorezzo (MB)

Gaetano Rizzo, Chiesa Evangelica Riformata

Paolo Tabacchetti, Chiesa Evangelica Pentecostale “Emmanuel – Parola di Vita”, Almese (TO)

Andrea Milli di Ardea, membro della Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Roma Centocelle, gestore del sito www.protestanti.it

Laura Calasso


 

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Il moderatore del 2003, Gianni Genre, di fronte alla totale mancanza di prospettive di rientro da quel debito colossale, era a quel punto costretto a presentare i libri contabili in tribunale per la procedura fallimentare. Se l’avesse fatto, e la legge glielo imponeva:

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Tutto questo non accadde perché, dopo una trattativa tra Chiesa e Regione, mediata da Giorgio Mathieu, dal senatore Lucio Malan e dall’allora consigliere regionale Emilio Bolla, che avevano buoni rapporti con il presidente della Giunta Regionale, Enzo Ghigo, ci fu da parte di quest’ultimo l’impegno ad ottenere l’approvazione di una legge regionale che accollasse l’intero debito alla Regione e assorbisse strutture e personale nella sanità pubblica. Le banche, sulla sola parola di Ghigo, allentarono la presa, vedendo prospettive concrete di veder rientrare i soldi da loro prestati, e andò esattamente come il presidente Ghigo aveva promesso. La legge regionale, alla fine, fu votata da tutte le forze politiche, anche quelle che parlavano di “accordo avvelenato”e il moderatore Genre le ringraziò pubblicamente tutte.

 

Sulla questione ci furono due visioni contrapposte.

Molti, anche sul settimanale Riforma, criticarono aspramente l’accordo e in particolare la Regione, Mathieu, Malan e Bolla, rei di aver privato la Chiesa dei suoi ospedali, le cui difficoltà economiche – sostenevano – erano dovute proprio alla Regione che negli anni precedenti non avrebbe pagato il giusto. I Democratici di Sinistra della Valle affissero manifesti che denunciavano “l’accordo avvelenato”.

Altri, principalmente Mathieu e Malan, sostennero che invece l’amministrazione degli ospedali era stata quanto meno carente e che la Regione, che tutt’al più aveva fatto resistenza alla richiesta di innalzamento di certe tariffe, ma, ben lungi dall’essere causa dei guai, aveva salvato la Chiesa da un disastro prodotto da altri. Chiesero con insistenza che fosse fatta chiarezza sull’accaduto con una inchiesta che accertasse la verità, affinché ciascuno si assumesse le sue responsabilità, alla luce dei fatti, della progressione del debito, non certo nato nel 2003, della congruità o meno delle tariffe, dell’appropriatezza o meno delle numerose assunzioni e dei contratti con i services privati. La cosa certa, dicevano, era che si era sfiorato la perdita di ogni bene materiale della Chiesa, per cui era indispensabile sapere la verità.

 

Il tutto finì nella relazione di una commissione sinodale, presieduta dal pastore Giorgio Tourn, nella quale – come ebbe a dire Lucio Malan – l’unica cifra presente era la data. Un po’ strano visto che il problema era di soldi, di assunzioni, di debiti, di condizioni contrattuali.

 

In questo sito proveremo, con l’aiuto di tutti coloro che vorranno prestarcelo, a fare un po’ di chiarezza, apertissimi a tutti coloro che hanno elementi concreti di chiarezza, qualunque sia la conclusione alla quale essi portano. Per secoli i nostri padri e le nostre madri hanno salvaguardato anche materialmente la Chiesa, in situazioni tra il difficile e il disperato. Si è rischiato di distruggere tutto in pochi anni. Occorre sapere la verità.

E’ talmente noto e radicato il principio democratico sul quale si regge la Chiesa Valdese che non c’è neppure bisogno di nominarlo.

Certo che, viagra approved però, cheap se ciascuno fa quel che gli pare, non rispettando le regole e le procedure decisionali, il principio democratico diventa vano e si passa all’anarchia. Se, poi, chi fa quel che gli pare ha posizioni di autorità e usa la tecnica del fatto compiuto, dall’anarchia si sfocia nell’autoritarismo.

Meglio perciò attenersi alla Disciplina Valdese:

“Il Sinodo è l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese. Nello svolgimento delle sue attività agisce nell’obbedienza alla Parola di Dio, come assemblea di credenti che ricerca la guida dello Spirito Santo. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo.” (art. 27).

Quando nel 1532 i Valdesi aderirono alla Riforma protestante, viagra 40mg le persecuzioni li avevano ormai ridotti quasi esclusivamente ridotti all’area delle Valli Valdesi. In precedenza, però, la parola “Valdese” poteva indicare realtà piuttosto varie: da un francescano spirituale perseguitato dalla Chiesa di Roma e dai suoi “confratelli” conventuali a un cataro che si voleva un po’ mimetizzare, oltre naturalmente a un “barba” istruito a Pra del Torno che andava a diffondere l’Evangelo.

 

Se poi c’erano Valdesi già prima di Valdo di Lione, essi probabilmente intendevano se stessi come coloro che seguivano la pura dottrina degli apostoli e non sentivano un vincolo di obbedienza nei confronti del vescovo di Roma. Claudio, vescovo di Torino nel IX secolo, ne è un esempio insigne.

 

Perciò, legati come ogni valdese è, alle Valli e a quella realtà unica e straordinaria, non possiamo dimenticare la missione molto più ampia nella quale i nostri predecessori si erano lanciati in precedenza. La piccola realtà delle Valli, forse davvero erede di una tradizione antichissima, restò l’unica realtà valdese solo perché la violenza aveva cancellato le altre (e, tra l’altro, la roccaforte delle Valli resistette perchè quei Valdesi usaronole armi e anche bene).

 

Per questo Charles Beckwith disse: “O sarete missionari o non sarete nulla”.

 

Cessate le persecuzioni, usciti dal ghetto, i Valdesi non devono né disperdersi né pensare di essere ormai utili tutt’al più come reperto storico, ma ricordare ciò che erano stati quando – come oggi – la predicazione del Buon Annuncio nella sua purezza non erano resi impossibili dall’altrui fanatismo.

 

Per questo, piace che l’indirizzo di questo sito sia lo stesso che avrebbe avuto ottocento o anche mille anni fa, se ci fosse stato internet: valdesi.eu

Sono stati i non eletti ad approvare le benedizioni

Nelle puntate precedenti abbiamo visto che nella nostra Chiesa Valdese, doctor che immaginiamo, approved definiamo e desideriamo democratica, vi sono aspetti anarchici e persino autoritari.

Ci viene segnalato un altro aspetto, alla fine forse decisivo. Leggendo la nostra rubrica “Episodi di storia valdese narrati da Gilly” qualcuno è rimasto colpito dal fatto che nel 1823 i pastori erano solo 13. E ha aggiunto: “Se non sbaglio, dagli anni ’70 alcuni pastori vengono privati a turno del diritto di voto nel Sinodo, in modo da non superare la metà dei membri del Sinodo stesso. Ma questo vuol dire due cose: 1) prima di quella modifica regolamentare evidentemente i pastori erano addirittura la maggioranza assoluta dei membri del Sinodo, e dunque i membri eletti erano meno della metà: non è una cosa molto democratica; 2) ai tempi di Gilly, appena 150 anni prima, la maggioranza doveva essere fatta di membri eletti, dunque eravamo molto più democratici”. Sarà vero? Si potrà controllare? Sembra di sì, ma per ora abbiamo solo alcuni dati, ma molto indicativi.

C’è poi un altro elemento: un tempo i pastori erano tutti eletti e eletti per davvero. (continua…)

L’ECO DEL CHISONE PARLA DELL’APPELLO

Primi firmatari:

 

Ivan Caradonna , viagra  Chiesa di Trapani e Marsala  diamond supply co locations 

 

Fabrizio Malan , sildenafil Chiesa di Luserna San Giovanni

Lucio Malan , advice Chiesa di Luserna San Giovanni

Sergio Malan , Chiesa di Luserna San Giovanni  diamond supply co clothing online 

Giorgio Mathieu , Chiesa di Pramollo

 


 

HANNO ADERITO E HANNO ACCONSENTITO ALLA PUBBLICAZIONE DEI LORO NOMI

Membri di Chiese Valdesi:

 

Marco Soranno, Chiesa Valdese di Roma, via IV novembre

Mario Alberione, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Pierangelo Baschera, Chiesa Valdese di Villar Perosa

Gianni Spettoli, Chiesa Valdese di Felonica  diamond supply co hats 

Marco Avondet, Chiesa Valdese di Prarostino

Alma Armellino Avondet, Chiesa Valdese di Prarostino

Gianfranco Mathieu, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Enrica Benech Malan, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Paolo Olivieri, Chiesa Valdese di Napoli, Via dei Cimbri

Archimede Bertolino, Pastore emerito della Chiesa Valdese, Terni

Alda Robba, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Daniela Boldrin, Chiesa Valdese di Torre Pellice

 

Giuliana Pasqualetti, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Walter Balzana, membro del Concistoro, Chiesa Valdese di Firenze

Emilio Bracco, Chiesa Valdese di Trieste

Laura Borsatti Armani, Chiesa Valdese di Trieste

Ada Balmas, Chiesa Valdese di San Germano

Antonino Bozzi, Chiesa Valdese di Torino

 

 

Nicola Santullo, Chiesa Valdese di Vasto-San Salvo

Laura Vallini Negri, Chiesa Valdese di Como

Armando Inglese, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni  

Claudine Noël, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni

 

Samuele Sieve, Chiesa Valdese di Ginevra

Aldo Rostain, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Davide Arnoulet, da Fubine (AL)

Nirvana Arnoulet, da Fubine (AL)

Marcella Stalè, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Aldo Charbonnier, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Concetta Barbagallo, Chiesa Valdese di Messina

Salvatore Dalemmo, Chiesa Valdese Diaspora di Galatina

Federico Martra, membro del Consiglio di Chiesa di Bassignana

Silvana Odino, Chiesa Valdese di Villasecca

Carla Charbonnier, Chiesa Valdese di Villar Pellice

Rossella Gamba, Chiesa Valdese di Villar Pellice

Federico Martra, Chiesa Valdese di Bassignana

Eduardo Zumpano, Chiesa di Dipingano


 

 

Simpatizzanti:

Cristiano Magistrali, Piacenza

Ivan Basana, presidente di Evangelici d’Italia per Israele

Francesco Pollicino, Messina

Alex Maurino, Lusernetta

Stefano Polastri, Piossasco

Maurizio Dabalà, Marghera

Antonino Merillo, Spadafora (Messina)

Giovanna Porro, Fubine (Alessandria)

Piergiuseppe Porro, Fubine (Alessandria)

Fausto Matè, Montalto delle Marche

 

Ex Valdesi:

Rita Venturi, protestante ex valdese “causa degenerazione teologica, etica e politica della chiesa valdese medesima”

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Norberto Bongardo, Como

Loris De Gaspari, Cuneo, Ex Valdese per “mantenere la mia fedeltà all’Evangelo di Gesù Cristo”

 

Da altre denominazioni:

Paolo Castellina , cappellano evangelico in Inghilterra, già pastore della Chiesa Riformata Svizzera

Luciano Leoni , Chiesa Cristiana Evangelica di Alatri

Andrea Diprose , Ibei, Roma

Rosaria Salamone , evangelica di Roma

Stefano Lardieri, Lucca

Simonetta Cioni-Carr, San Diego, California 

Emanuele Bosca, Canelli

Emmanuel Gau, Roma

Giovanni Maria Caltana, Centro evangelico battista di Perugina, Petrignano d’Assisi

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Barbara Venturello, Chiesa Cristiana Evangelica dei Fratelli Asti

Emiliano Musso, Chiesa Evangelica dei Fratelli, Asti

Luca Rajna, Lurago d’Erba

Domenico Sesta, Verona

Ugo Sottile, Roma

Gaetano Sottile, Roma

Donato Trovarelli, moderatore www.protestantesimo.it , Pescara

Fabio Speri, Agrate Brianza (Monza) diamond supply co shirts 

Cletti Cristaldi, Como

Alessandro Iovino, Napoli

Franco Sellan, Manfredonia

Giuseppe Cappalonga, Trento

Roberto Pasqualon, Galliera Veneta

Nazzareno Ulfo, Pastore Battista Riformato, Caltanissetta

Paolo Brancè, pastore della chiesa battista internazionale “Gesù libera” di Marghera, membro dell’associazione delle chiese conservatrici dell’CBITALY

Marco Cocuzzi, Ostia Lido, Roma

Calogero Fanara, Belgio

Nicola Martella, conduttore di una comunità, gestore del

Iulian Bobe, Roma

Marco Porro, Fubine (AL)

Fabrizio Porro, Fubine (AL)

Pietro Lucido, Chiesa Evangelica di Barcellona (Spagna)

Esteban Gignous Janavel, pastore Evangelico, Uruguay

Marilu Pannocchia, Chiesa Evangelica dei Fratelli di Concorezzo (MB)

Gaetano Rizzo, Chiesa Evangelica Riformata

Paolo Tabacchetti, Chiesa Evangelica Pentecostale “Emmanuel – Parola di Vita”, Almese (TO)

Andrea Milli di Ardea, membro della Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Roma Centocelle, gestore del sito www.protestanti.it

Laura Calasso


 

A questo appello manca la tua firma! Puoi aggiungerla in uno di questi modi:

  • contatta uno dei primi firmatari, anche per posta
  • chiama il numero telefonico 334.68.16.883

Nel 2003 sulla Chiesa Valdese, viagra 100mg this il cui bilancio annuale è di pochi milioni di euro (il dato è curiosamente non pubblicato sul sito ma noto), drugs doctor gravava un debito di decine di milioni di euro prodotto dagli ospedali di Torino, ask Torre Pellice e Pomaretto. Alla fine si è trattato di circa 60 milioni, rispetto al quale un precedente moderatore aveva presentato alle banche come garanzia l’intero patrimonio immobiliare della Chiesa.

Il moderatore del 2003, Gianni Genre, di fronte alla totale mancanza di prospettive di rientro da quel debito colossale, era a quel punto costretto a presentare i libri contabili in tribunale per la procedura fallimentare. Se l’avesse fatto, e la legge glielo imponeva:

-          il patrimonio immobiliare dell’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste sarebbe passato per intero in mano alle banche creditrici, dalla Casa Valdese di Torre Pellice a tutti i templi, ai siti storici valdesi, se di proprietà, oltre naturalmente agli ospedali; si sarebbe salvato qualcosa solo se il valore complessivo, a giudizio delle banche stesse, fosse stato superiore all’enorme debito, e c’è parecchio da dubitarne; i caso contrario, oltre a perdere gli immobili, ci saremmo trovati anche gravati da qualche milione di debiti residui;

-          i 550 dipendenti sarebbero rimasti senza lavoro;

-          gli istituti sarebbero stati chiusi.

 

Tutto questo non accadde perché, dopo una trattativa tra Chiesa e Regione, mediata da Giorgio Mathieu, dal senatore Lucio Malan e dall’allora consigliere regionale Emilio Bolla, che avevano buoni rapporti con il presidente della Giunta Regionale, Enzo Ghigo, ci fu da parte di quest’ultimo l’impegno ad ottenere l’approvazione di una legge regionale che accollasse l’intero debito alla Regione e assorbisse strutture e personale nella sanità pubblica. Le banche, sulla sola parola di Ghigo, allentarono la presa, vedendo prospettive concrete di veder rientrare i soldi da loro prestati, e andò esattamente come il presidente Ghigo aveva promesso. La legge regionale, alla fine, fu votata da tutte le forze politiche, anche quelle che parlavano di “accordo avvelenato”e il moderatore Genre le ringraziò pubblicamente tutte.

 

Sulla questione ci furono due visioni contrapposte.

Molti, anche sul settimanale Riforma, criticarono aspramente l’accordo e in particolare la Regione, Mathieu, Malan e Bolla, rei di aver privato la Chiesa dei suoi ospedali, le cui difficoltà economiche – sostenevano – erano dovute proprio alla Regione che negli anni precedenti non avrebbe pagato il giusto. I Democratici di Sinistra della Valle affissero manifesti che denunciavano “l’accordo avvelenato”.

Altri, principalmente Mathieu e Malan, sostennero che invece l’amministrazione degli ospedali era stata quanto meno carente e che la Regione, che tutt’al più aveva fatto resistenza alla richiesta di innalzamento di certe tariffe, ma, ben lungi dall’essere causa dei guai, aveva salvato la Chiesa da un disastro prodotto da altri. Chiesero con insistenza che fosse fatta chiarezza sull’accaduto con una inchiesta che accertasse la verità, affinché ciascuno si assumesse le sue responsabilità, alla luce dei fatti, della progressione del debito, non certo nato nel 2003, della congruità o meno delle tariffe, dell’appropriatezza o meno delle numerose assunzioni e dei contratti con i services privati. La cosa certa, dicevano, era che si era sfiorato la perdita di ogni bene materiale della Chiesa, per cui era indispensabile sapere la verità.

 

Il tutto finì nella relazione di una commissione sinodale, presieduta dal pastore Giorgio Tourn, nella quale – come ebbe a dire Lucio Malan – l’unica cifra presente era la data. Un po’ strano visto che il problema era di soldi, di assunzioni, di debiti, di condizioni contrattuali.

 

In questo sito proveremo, con l’aiuto di tutti coloro che vorranno prestarcelo, a fare un po’ di chiarezza, apertissimi a tutti coloro che hanno elementi concreti di chiarezza, qualunque sia la conclusione alla quale essi portano. Per secoli i nostri padri e le nostre madri hanno salvaguardato anche materialmente la Chiesa, in situazioni tra il difficile e il disperato. Si è rischiato di distruggere tutto in pochi anni. Occorre sapere la verità.

E’ talmente noto e radicato il principio democratico sul quale si regge la Chiesa Valdese che non c’è neppure bisogno di nominarlo.

Certo che, viagra approved però, cheap se ciascuno fa quel che gli pare, non rispettando le regole e le procedure decisionali, il principio democratico diventa vano e si passa all’anarchia. Se, poi, chi fa quel che gli pare ha posizioni di autorità e usa la tecnica del fatto compiuto, dall’anarchia si sfocia nell’autoritarismo.

Meglio perciò attenersi alla Disciplina Valdese:

“Il Sinodo è l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese. Nello svolgimento delle sue attività agisce nell’obbedienza alla Parola di Dio, come assemblea di credenti che ricerca la guida dello Spirito Santo. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo.” (art. 27).

Quando nel 1532 i Valdesi aderirono alla Riforma protestante, viagra 40mg le persecuzioni li avevano ormai ridotti quasi esclusivamente ridotti all’area delle Valli Valdesi. In precedenza, però, la parola “Valdese” poteva indicare realtà piuttosto varie: da un francescano spirituale perseguitato dalla Chiesa di Roma e dai suoi “confratelli” conventuali a un cataro che si voleva un po’ mimetizzare, oltre naturalmente a un “barba” istruito a Pra del Torno che andava a diffondere l’Evangelo.

 

Se poi c’erano Valdesi già prima di Valdo di Lione, essi probabilmente intendevano se stessi come coloro che seguivano la pura dottrina degli apostoli e non sentivano un vincolo di obbedienza nei confronti del vescovo di Roma. Claudio, vescovo di Torino nel IX secolo, ne è un esempio insigne.

 

Perciò, legati come ogni valdese è, alle Valli e a quella realtà unica e straordinaria, non possiamo dimenticare la missione molto più ampia nella quale i nostri predecessori si erano lanciati in precedenza. La piccola realtà delle Valli, forse davvero erede di una tradizione antichissima, restò l’unica realtà valdese solo perché la violenza aveva cancellato le altre (e, tra l’altro, la roccaforte delle Valli resistette perchè quei Valdesi usaronole armi e anche bene).

 

Per questo Charles Beckwith disse: “O sarete missionari o non sarete nulla”.

 

Cessate le persecuzioni, usciti dal ghetto, i Valdesi non devono né disperdersi né pensare di essere ormai utili tutt’al più come reperto storico, ma ricordare ciò che erano stati quando – come oggi – la predicazione del Buon Annuncio nella sua purezza non erano resi impossibili dall’altrui fanatismo.

 

Per questo, piace che l’indirizzo di questo sito sia lo stesso che avrebbe avuto ottocento o anche mille anni fa, se ci fosse stato internet: valdesi.eu

Sono stati i non eletti ad approvare le benedizioni

Nelle puntate precedenti abbiamo visto che nella nostra Chiesa Valdese, doctor che immaginiamo, approved definiamo e desideriamo democratica, vi sono aspetti anarchici e persino autoritari.

Ci viene segnalato un altro aspetto, alla fine forse decisivo. Leggendo la nostra rubrica “Episodi di storia valdese narrati da Gilly” qualcuno è rimasto colpito dal fatto che nel 1823 i pastori erano solo 13. E ha aggiunto: “Se non sbaglio, dagli anni ’70 alcuni pastori vengono privati a turno del diritto di voto nel Sinodo, in modo da non superare la metà dei membri del Sinodo stesso. Ma questo vuol dire due cose: 1) prima di quella modifica regolamentare evidentemente i pastori erano addirittura la maggioranza assoluta dei membri del Sinodo, e dunque i membri eletti erano meno della metà: non è una cosa molto democratica; 2) ai tempi di Gilly, appena 150 anni prima, la maggioranza doveva essere fatta di membri eletti, dunque eravamo molto più democratici”. Sarà vero? Si potrà controllare? Sembra di sì, ma per ora abbiamo solo alcuni dati, ma molto indicativi.

C’è poi un altro elemento: un tempo i pastori erano tutti eletti e eletti per davvero. (continua…)

5 – LE ORIGINI NASCOSTE DEI VALDESI – IL VESCOVO CLAUDIO: CATTOLICO RIBELLE, PRECURSORE DEI VALDESE O VALDESE LUI STESSO ?

Primi firmatari:

 

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Lucio Malan , advice Chiesa di Luserna San Giovanni

Sergio Malan , Chiesa di Luserna San Giovanni  diamond supply co clothing online 

Giorgio Mathieu , Chiesa di Pramollo

 


 

HANNO ADERITO E HANNO ACCONSENTITO ALLA PUBBLICAZIONE DEI LORO NOMI

Membri di Chiese Valdesi:

 

Marco Soranno, Chiesa Valdese di Roma, via IV novembre

Mario Alberione, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Pierangelo Baschera, Chiesa Valdese di Villar Perosa

Gianni Spettoli, Chiesa Valdese di Felonica  diamond supply co hats 

Marco Avondet, Chiesa Valdese di Prarostino

Alma Armellino Avondet, Chiesa Valdese di Prarostino

Gianfranco Mathieu, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Enrica Benech Malan, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Paolo Olivieri, Chiesa Valdese di Napoli, Via dei Cimbri

Archimede Bertolino, Pastore emerito della Chiesa Valdese, Terni

Alda Robba, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Daniela Boldrin, Chiesa Valdese di Torre Pellice

 

Giuliana Pasqualetti, Chiesa Valdese di Torre Pellice

Walter Balzana, membro del Concistoro, Chiesa Valdese di Firenze

Emilio Bracco, Chiesa Valdese di Trieste

Laura Borsatti Armani, Chiesa Valdese di Trieste

Ada Balmas, Chiesa Valdese di San Germano

Antonino Bozzi, Chiesa Valdese di Torino

 

 

Nicola Santullo, Chiesa Valdese di Vasto-San Salvo

Laura Vallini Negri, Chiesa Valdese di Como

Armando Inglese, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni  

Claudine Noël, Chiesa Valdese di San Giacomo degli Schiavoni

 

Samuele Sieve, Chiesa Valdese di Ginevra

Aldo Rostain, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Davide Arnoulet, da Fubine (AL)

Nirvana Arnoulet, da Fubine (AL)

Marcella Stalè, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Aldo Charbonnier, Chiesa Valdese di Luserna San Giovanni

Concetta Barbagallo, Chiesa Valdese di Messina

Salvatore Dalemmo, Chiesa Valdese Diaspora di Galatina

Federico Martra, membro del Consiglio di Chiesa di Bassignana

Silvana Odino, Chiesa Valdese di Villasecca

Carla Charbonnier, Chiesa Valdese di Villar Pellice

Rossella Gamba, Chiesa Valdese di Villar Pellice

Federico Martra, Chiesa Valdese di Bassignana

Eduardo Zumpano, Chiesa di Dipingano


 

 

Simpatizzanti:

Cristiano Magistrali, Piacenza

Ivan Basana, presidente di Evangelici d’Italia per Israele

Francesco Pollicino, Messina

Alex Maurino, Lusernetta

Stefano Polastri, Piossasco

Maurizio Dabalà, Marghera

Antonino Merillo, Spadafora (Messina)

Giovanna Porro, Fubine (Alessandria)

Piergiuseppe Porro, Fubine (Alessandria)

Fausto Matè, Montalto delle Marche

 

Ex Valdesi:

Rita Venturi, protestante ex valdese “causa degenerazione teologica, etica e politica della chiesa valdese medesima”

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Norberto Bongardo, Como

Loris De Gaspari, Cuneo, Ex Valdese per “mantenere la mia fedeltà all’Evangelo di Gesù Cristo”

 

Da altre denominazioni:

Paolo Castellina , cappellano evangelico in Inghilterra, già pastore della Chiesa Riformata Svizzera

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Andrea Diprose , Ibei, Roma

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Stefano Lardieri, Lucca

Simonetta Cioni-Carr, San Diego, California 

Emanuele Bosca, Canelli

Emmanuel Gau, Roma

Giovanni Maria Caltana, Centro evangelico battista di Perugina, Petrignano d’Assisi

Walter Fumagalli, Chiesa Anglicana di Milano, ex valdese

Barbara Venturello, Chiesa Cristiana Evangelica dei Fratelli Asti

Emiliano Musso, Chiesa Evangelica dei Fratelli, Asti

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Giuseppe Cappalonga, Trento

Roberto Pasqualon, Galliera Veneta

Nazzareno Ulfo, Pastore Battista Riformato, Caltanissetta

Paolo Brancè, pastore della chiesa battista internazionale “Gesù libera” di Marghera, membro dell’associazione delle chiese conservatrici dell’CBITALY

Marco Cocuzzi, Ostia Lido, Roma

Calogero Fanara, Belgio

Nicola Martella, conduttore di una comunità, gestore del

Iulian Bobe, Roma

Marco Porro, Fubine (AL)

Fabrizio Porro, Fubine (AL)

Pietro Lucido, Chiesa Evangelica di Barcellona (Spagna)

Esteban Gignous Janavel, pastore Evangelico, Uruguay

Marilu Pannocchia, Chiesa Evangelica dei Fratelli di Concorezzo (MB)

Gaetano Rizzo, Chiesa Evangelica Riformata

Paolo Tabacchetti, Chiesa Evangelica Pentecostale “Emmanuel – Parola di Vita”, Almese (TO)

Andrea Milli di Ardea, membro della Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Roma Centocelle, gestore del sito www.protestanti.it

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Nel 2003 sulla Chiesa Valdese, viagra 100mg this il cui bilancio annuale è di pochi milioni di euro (il dato è curiosamente non pubblicato sul sito ma noto), drugs doctor gravava un debito di decine di milioni di euro prodotto dagli ospedali di Torino, ask Torre Pellice e Pomaretto. Alla fine si è trattato di circa 60 milioni, rispetto al quale un precedente moderatore aveva presentato alle banche come garanzia l’intero patrimonio immobiliare della Chiesa.

Il moderatore del 2003, Gianni Genre, di fronte alla totale mancanza di prospettive di rientro da quel debito colossale, era a quel punto costretto a presentare i libri contabili in tribunale per la procedura fallimentare. Se l’avesse fatto, e la legge glielo imponeva:

-          il patrimonio immobiliare dell’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste sarebbe passato per intero in mano alle banche creditrici, dalla Casa Valdese di Torre Pellice a tutti i templi, ai siti storici valdesi, se di proprietà, oltre naturalmente agli ospedali; si sarebbe salvato qualcosa solo se il valore complessivo, a giudizio delle banche stesse, fosse stato superiore all’enorme debito, e c’è parecchio da dubitarne; i caso contrario, oltre a perdere gli immobili, ci saremmo trovati anche gravati da qualche milione di debiti residui;

-          i 550 dipendenti sarebbero rimasti senza lavoro;

-          gli istituti sarebbero stati chiusi.

 

Tutto questo non accadde perché, dopo una trattativa tra Chiesa e Regione, mediata da Giorgio Mathieu, dal senatore Lucio Malan e dall’allora consigliere regionale Emilio Bolla, che avevano buoni rapporti con il presidente della Giunta Regionale, Enzo Ghigo, ci fu da parte di quest’ultimo l’impegno ad ottenere l’approvazione di una legge regionale che accollasse l’intero debito alla Regione e assorbisse strutture e personale nella sanità pubblica. Le banche, sulla sola parola di Ghigo, allentarono la presa, vedendo prospettive concrete di veder rientrare i soldi da loro prestati, e andò esattamente come il presidente Ghigo aveva promesso. La legge regionale, alla fine, fu votata da tutte le forze politiche, anche quelle che parlavano di “accordo avvelenato”e il moderatore Genre le ringraziò pubblicamente tutte.

 

Sulla questione ci furono due visioni contrapposte.

Molti, anche sul settimanale Riforma, criticarono aspramente l’accordo e in particolare la Regione, Mathieu, Malan e Bolla, rei di aver privato la Chiesa dei suoi ospedali, le cui difficoltà economiche – sostenevano – erano dovute proprio alla Regione che negli anni precedenti non avrebbe pagato il giusto. I Democratici di Sinistra della Valle affissero manifesti che denunciavano “l’accordo avvelenato”.

Altri, principalmente Mathieu e Malan, sostennero che invece l’amministrazione degli ospedali era stata quanto meno carente e che la Regione, che tutt’al più aveva fatto resistenza alla richiesta di innalzamento di certe tariffe, ma, ben lungi dall’essere causa dei guai, aveva salvato la Chiesa da un disastro prodotto da altri. Chiesero con insistenza che fosse fatta chiarezza sull’accaduto con una inchiesta che accertasse la verità, affinché ciascuno si assumesse le sue responsabilità, alla luce dei fatti, della progressione del debito, non certo nato nel 2003, della congruità o meno delle tariffe, dell’appropriatezza o meno delle numerose assunzioni e dei contratti con i services privati. La cosa certa, dicevano, era che si era sfiorato la perdita di ogni bene materiale della Chiesa, per cui era indispensabile sapere la verità.

 

Il tutto finì nella relazione di una commissione sinodale, presieduta dal pastore Giorgio Tourn, nella quale – come ebbe a dire Lucio Malan – l’unica cifra presente era la data. Un po’ strano visto che il problema era di soldi, di assunzioni, di debiti, di condizioni contrattuali.

 

In questo sito proveremo, con l’aiuto di tutti coloro che vorranno prestarcelo, a fare un po’ di chiarezza, apertissimi a tutti coloro che hanno elementi concreti di chiarezza, qualunque sia la conclusione alla quale essi portano. Per secoli i nostri padri e le nostre madri hanno salvaguardato anche materialmente la Chiesa, in situazioni tra il difficile e il disperato. Si è rischiato di distruggere tutto in pochi anni. Occorre sapere la verità.

E’ talmente noto e radicato il principio democratico sul quale si regge la Chiesa Valdese che non c’è neppure bisogno di nominarlo.

Certo che, viagra approved però, cheap se ciascuno fa quel che gli pare, non rispettando le regole e le procedure decisionali, il principio democratico diventa vano e si passa all’anarchia. Se, poi, chi fa quel che gli pare ha posizioni di autorità e usa la tecnica del fatto compiuto, dall’anarchia si sfocia nell’autoritarismo.

Meglio perciò attenersi alla Disciplina Valdese:

“Il Sinodo è l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese. Nello svolgimento delle sue attività agisce nell’obbedienza alla Parola di Dio, come assemblea di credenti che ricerca la guida dello Spirito Santo. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo.” (art. 27).

Quando nel 1532 i Valdesi aderirono alla Riforma protestante, viagra 40mg le persecuzioni li avevano ormai ridotti quasi esclusivamente ridotti all’area delle Valli Valdesi. In precedenza, però, la parola “Valdese” poteva indicare realtà piuttosto varie: da un francescano spirituale perseguitato dalla Chiesa di Roma e dai suoi “confratelli” conventuali a un cataro che si voleva un po’ mimetizzare, oltre naturalmente a un “barba” istruito a Pra del Torno che andava a diffondere l’Evangelo.

 

Se poi c’erano Valdesi già prima di Valdo di Lione, essi probabilmente intendevano se stessi come coloro che seguivano la pura dottrina degli apostoli e non sentivano un vincolo di obbedienza nei confronti del vescovo di Roma. Claudio, vescovo di Torino nel IX secolo, ne è un esempio insigne.

 

Perciò, legati come ogni valdese è, alle Valli e a quella realtà unica e straordinaria, non possiamo dimenticare la missione molto più ampia nella quale i nostri predecessori si erano lanciati in precedenza. La piccola realtà delle Valli, forse davvero erede di una tradizione antichissima, restò l’unica realtà valdese solo perché la violenza aveva cancellato le altre (e, tra l’altro, la roccaforte delle Valli resistette perchè quei Valdesi usaronole armi e anche bene).

 

Per questo Charles Beckwith disse: “O sarete missionari o non sarete nulla”.

 

Cessate le persecuzioni, usciti dal ghetto, i Valdesi non devono né disperdersi né pensare di essere ormai utili tutt’al più come reperto storico, ma ricordare ciò che erano stati quando – come oggi – la predicazione del Buon Annuncio nella sua purezza non erano resi impossibili dall’altrui fanatismo.

 

Per questo, piace che l’indirizzo di questo sito sia lo stesso che avrebbe avuto ottocento o anche mille anni fa, se ci fosse stato internet: valdesi.eu

Sono stati i non eletti ad approvare le benedizioni

Nelle puntate precedenti abbiamo visto che nella nostra Chiesa Valdese, doctor che immaginiamo, approved definiamo e desideriamo democratica, vi sono aspetti anarchici e persino autoritari.

Ci viene segnalato un altro aspetto, alla fine forse decisivo. Leggendo la nostra rubrica “Episodi di storia valdese narrati da Gilly” qualcuno è rimasto colpito dal fatto che nel 1823 i pastori erano solo 13. E ha aggiunto: “Se non sbaglio, dagli anni ’70 alcuni pastori vengono privati a turno del diritto di voto nel Sinodo, in modo da non superare la metà dei membri del Sinodo stesso. Ma questo vuol dire due cose: 1) prima di quella modifica regolamentare evidentemente i pastori erano addirittura la maggioranza assoluta dei membri del Sinodo, e dunque i membri eletti erano meno della metà: non è una cosa molto democratica; 2) ai tempi di Gilly, appena 150 anni prima, la maggioranza doveva essere fatta di membri eletti, dunque eravamo molto più democratici”. Sarà vero? Si potrà controllare? Sembra di sì, ma per ora abbiamo solo alcuni dati, ma molto indicativi.

C’è poi un altro elemento: un tempo i pastori erano tutti eletti e eletti per davvero. (continua…)

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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