\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

feroce attacco di riforma

Un’analisi completamente condivisibile. Che però viene ignorata da chi esaspera migliaia di membri di chiesa con prese di posizione strampalate, what is ed procedure poco trasparenti, see aggressioni verbali a chi dissente. Se poi si facesse un’analisi di quale percentuale delle offerte è costituita da chi ha più di 80 anni, ci sarebbe probabilmente da preoccuparsi ulteriormente, oltre ad augurare lunghissima vita ai nostri fratelli e sorelle. Il moltiplicarsi, poi, di tentativi di fare della bibbia un libro come un altro, in cui “scavare” per liberarla dalla stratificazione della cultura“ non sembra il modo migliore per aumentare la “disponibilità ad accogliere l’evangelo come elemento che trasforma la vita… a impegnare il tempo e il denaro”. Perché spendere tempo e denaro intorno a un libro, pieno di “stratificazioni” e di passaggi sbagliati ? E pensare che la maggior parte dei protagonisti di queste scelte vivono proprio delle offerte dei membri di chiesa.

C’è tra l’altro da chiedersi come il numero fornito dal professor Ferrario si accordi con la cifra di 45mila che, secondo il sito della Chiesa, sarebbe l’attuale numero di membri di chiesa (vedi la voce “la diaspora valdese”).


 


 

viagra ‘avant garde’; font-size: 10pt;”>FEROCE ATTACCO DI RIFORMA AL NOSTRO APPELLO, information pills ALLA CONFESSIONE DI FEDE DEL 1655 E ALLE LETTERE DI PAOLO (CON QUALCHE INSULTO E ATTACCO PERSONALE)

riforma ammette, la chiesa continua

Un’analisi completamente condivisibile. Che però viene ignorata da chi esaspera migliaia di membri di chiesa con prese di posizione strampalate, what is ed procedure poco trasparenti, see aggressioni verbali a chi dissente. Se poi si facesse un’analisi di quale percentuale delle offerte è costituita da chi ha più di 80 anni, ci sarebbe probabilmente da preoccuparsi ulteriormente, oltre ad augurare lunghissima vita ai nostri fratelli e sorelle. Il moltiplicarsi, poi, di tentativi di fare della bibbia un libro come un altro, in cui “scavare” per liberarla dalla stratificazione della cultura“ non sembra il modo migliore per aumentare la “disponibilità ad accogliere l’evangelo come elemento che trasforma la vita… a impegnare il tempo e il denaro”. Perché spendere tempo e denaro intorno a un libro, pieno di “stratificazioni” e di passaggi sbagliati ? E pensare che la maggior parte dei protagonisti di queste scelte vivono proprio delle offerte dei membri di chiesa.

C’è tra l’altro da chiedersi come il numero fornito dal professor Ferrario si accordi con la cifra di 45mila che, secondo il sito della Chiesa, sarebbe l’attuale numero di membri di chiesa (vedi la voce “la diaspora valdese”).


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nurse pilule ‘avant garde’; font-size: 13px;”>SOSTEGNO A VALDESI.EU DAI BATTISTI ITALIANI CONSERVATORI

COLLEGARSI CON LA REALTÀ RIFORMATA “CONSERVATRICE” INTERNAZIONALE di Paolo Castellina

Il movimento riformato, stomach chiamiamolo conservatore, è nel mondo molto vasto ed attivo e sta diffondendosi anche in diversi luoghi in Italia presso chiese e singoli (di diversa estrazione) che riscoprono la teologia riformata storica (il Calvinismo), la predicano e la vivono fin che possono nel loro ambiente di origine, salvo conquistare la loro indipendenza quando sono avversati e perseguitati). 

Esiste, a livello associativo, la World Reformed Fellowship (che ha avuto l’assemblea annuale quest’anno in Scozia) che ne raccoglie le istanze (vedasi http://www.wrfnet.org/web/guest/home) e della quale io stesso ne sono membro.

Nella Chiesa Anglicana, poi, esiste la vasta ed influente corrente riformata che, con altri, lotta per riportare questa istituzione alle sue radici storiche (i 39 articoli) opponendosi, per esempio, alle …vescove lesbiche che impazzano negli USA fra gli episcopali. Insomma, il movimento riformato conservatore nel mondo ed in Italia è vitale ed in pieno sviluppo. Sarebbe un onore avere in questo movimento anche valdesi sensibili alle stesse istanze. 

Fra parentesi la Chiesa Valdese (antica) è molto ben conosciuta ed apprezzata fra di loro. Quando però vengono a sapere in che “stato” si trovi la Chiesa valdese attuale ne sono delusi, amareggiati e non possono che farne cordoglio, pregando il Signore che sorga un nuovo movimento di risveglio. Venendo a sapere che voi “dissidenti” esistete, sicuramente lo considererebbero una risposta alle loro accorate preghiere per la Chiesa valdese.

C’è da dire che molti all’estero conoscono la Chiesa valdese perché molti suoi attuali esponenti girano per l’Europa e l’America facendo conferenze sulla storia della Chiesa valdese e le persecuzioni che ha avuto nel passato, soprattutto per raccogliere (elemosinando) denaro in suo sostegno. Danno l’illusione che i valdesi siano ancora oggi come un tempo. Tacciono, però, o minimizzano sulla sua attuale involuzione teologica e morale, perché “se si sapesse” rischierebbero di perdere il sostegno finanziario che vorrebbero avere… Sono sicuro che molti riformati “conservatori” all’estero appoggerebbero, però, con entusiasmo un movimento di dissenso all’interno della Chiesa valdese che volesse riportarla alle “antiche glorie”.

Dato che ne ho pluridecennale frequentazione, soprattutto tramite il mio sito www.riforma.net (attivo dal 1995) posso così mettervi in contatto – se volete – con chiese, associazioni e singoli riformati, sia in Italia che all’estero. Dobbiamo infrangere la “congiura del silenzio” che fin da troppo prevale nella CV e, a Dio piacendo, cooperare con entusiasmo con un movimento teologico internazionale che Dio sta benedicendo.

Vi saluto fraternamente,

Paolo Castellina

24 D Brokes Way
Tunbridge Wells, Kent
TN4 0AS (Great Britain)

0044-1892617294
0044-7518403418 (mobile)
http://www.riforma.net

link siti presbiteriani

Voi, erectile prescription Pastori, store cialis 40mg mi avete insegnato a leggere la Bibbia, pill a pregare, ad invocare  il Signore per ricevere il dono dello Spirito Santo. Mi avete incoraggiato a comunicare l’Evangelo a tutti ed in tutte le occasioni. Mi avete invitato a  comportarmi secondo la Parola di Dio, secondo gli insegnamenti di Gesù. Confesso che sono stato un disastro, dal punto di vista del Signore e del Suo investimento in Talenti sulla mia persona. Potrei trovare delle scuse, dicendo che pochi riescono a seguire durante tutta la vita, l’esempio del Maestro e degli apostoli. Sarebbe ignorare che la Chiesa del Signore è composta di esseri che lottano per rimanere fedeli in luoghi e in condizioni oltremodo difficili. A queste difficoltà, da molti anni si aggiunge il dubbio sulla veracità degli insegnamenti evangelici, sull’evoluzione dei comportamenti. Non da parte del “mondo”, il che sarebbe naturale, ma da parte di dirigenti della Chiesa. Non conosco il greco né l’ebraico, non ho passato anni a spolverare testi di Caio o Sempronio. Mi avete presentato, un giorno, un Evangelo spiegato ai semplici, agli illetterati che hanno risposto positivamente.

Voi, Pastori, avete avuto accesso ad informazioni e testi più complicati e ora ve ne servite per giustificare condotte che ai mie tempi erano aberrazioni.
Ho il triste sentimento che oggi si cerca nell’Evangelo non il modo di comportarsi, ma la giustificazione del proprio operato.
Non vorrei essere frainteso, ma vi chiedo umilmente di meditare questa frase: Voglia il Signore che non vi troviate nella situazione di scandalizzare il fratello semplice e che semplicemente, ma con tutto il cuore ha creduto nell’Iddio che gli avete presentato tanti anni or sono.

Informativa ai sensi della Legge Italiana n.196/2003 La informiamo che i dati personali fornitici saranno utilizzati, ambulance con trattamento manuale o informatizzato, physician nel rispetto della normativa sopra citata, per le finalità connesse alla sua richiesta di informazioni, per l’invio di materiale tecnico, pubblicitario e di commercializzazione di prodotti e servizi di Valdesi.eu. L’invio del messaggio costituisce consenso al trattamento dei propri dati per le finalità sopra indicate. La informiamo che, ai sensi dell’Art. 13 della Legge 196/2003, ha il diritto di modificare, integrare o richiedere la cancellazione dei suoi dati in qualsiasi momento facendone richiesta a Valdesi.eu.


Si tratta di una decisione che era nell’aria da alcuni anni. È un provvedimento che mette in campo una serie di riflessioni e provoca una brusca accelerazione di un dibattito aperto già da qualche anno e che coinvolge tutte le chiese evangeliche. È evidente che la Chiesa Valdese ha inteso uscire da una zona ufficiosa dando luce a una posizione che in questi ultimi anni è andata consolidando nel dibattito interno sull’omosessualità. Sotto questo profilo non si può che rispettare tale chiarezza trattandosi di una decisione presa dal massimo organo di una chiesa in piena autonomia e libertà. È noto che nell’area delle chiese storiche si dibatte su questo tema da molto tempo e solo motivi di opportunità avevano sconsigliato di arrivare precedentemente a una decisione definitiva in materia. Sotto il profilo normativo non è decisione vincolante; infatti, try l’ordine del giorno si limita a lasciare libera la chiesa locale che ha raggiunto una sua matura e piena convinzione al riguardo di agire in libertà di coscienza e quindi accordare la benedizione alla coppia omosessuale che dovesse richiederla. Ma è chiaro che si tratta solo di un primo passo; il traguardo finale è il pieno riconoscimento dei matrimoni omosessuali. Si continuerà a discutere sulla questione, link ci saranno anche voci di protesta e di dissenso: come è tipico della Chiesa Valdese; ma il punto d’arrivo è fissato e non cambierà. Qualche anno fa nell’assemblea/sinodo congiunta di valdesi, approved metodisti e battisti si tentò di arrivare a questo risultato tutti insieme nell’area BMV, ma la forte opposizione della base soprattutto delle chiese battiste non lo consentì. Credo che da quel momento i valdesi abbiano deciso di andare avanti da soli costi quel che costi. Mi auguro che le proteste abbastanza vive interne alla chiesa valdese circa l’oscuramento di posizioni contro tendenza di chi la pensa in un altro modo vengano accolte e si garantisca a tutti di esprimersi liberamente senza manipolare la comunicazione.


Ma una decisione che va rispettata può essere anche condivisa?

No; sono due sfere completamente diverse. Ogni decisione presa in pura coscienza e con libertà va rispettata sempre quando essa non provoca danni ad altre persone; ma la condivisione non può essere riferita solo a questa dimensione. La condivisione attiene la visione della vita e i valori su cui essa poggia; per i cristiani evangelici tutto ciò ha un unico punto di riferimento: la rivelazione divina così come le Scritture la propongono. Perciò, di fronte a decisioni di questo tipo la comprensione che si ha della rivelazione di Dio e il valore che si attribuisce alle Scritture nel definirla diventano decisive e dirimenti. Poiché è chiaro che la decisione del Sinodo presuppone un valore relativo di quanto la Scrittura propone sull’omosessualità non può essere condivisa da chi invece attribuisce a quella proposta un valore assoluto. Ecco perché la decisione va rispettata, ma non può essere condivisa. Tuttavia, bisogna anche tener presente che il Sinodo è un eccellente organo di democrazia rappresentativa dove i deputati votano secondo la loro coscienza e senza vincolo di mandato; chissà quale sarebbe il risultato se la questione fosse decisa da un referendum tra i membri di chiesa chiamati a esprimersi uno per uno e nel segreto di un’urna.

Lei è presidente della Federazione delle Chiese Pentecostali che da diversi anni è impegnata in un dialogo con queste chiese; questa decisione è destinata a incidere sui dialoghi?

Sia sul piano personale che su quello istituzionale non ho mai mancato di far presente in tutte le sedi e le occasioni e con pubbliche dichiarazioni che il mondo pentecostale rappresentato dalla Federazione su questo tema ha una convinzione opposta a quella della Chiesa Valdese; recentemente c’è stata anche una presa di posizione del Consiglio Nazionale sull’argomento. Al momento non sono in grado di dire se e come questa decisione possa incidere sul dialogo in atto; è cosa che si vedrà. È tuttavia immaginabile che quando si giunge a posizioni come quella assunta dal Sinodo delle chiese valdesi e metodiste, si riflette anche sulle possibili ricadute che tali prese di posizione possono avere nel rapporto con le altre chiese. Quando il dialogo è cominciato, nel 1998, era già abbastanza noto quello che la chiesa valdese pensava in materia attraverso i suoi esponenti; eppure il dialogo è cominciato. Se ora debba essere sospeso o concluso si vedrà. La Federazione fin dalla sua nascita ha voluto aprire una stagione di dialoghi con il resto del mondo evangelico; oltre che con i valdesi si è aperto un dialogo con i battisti e con gli avventisti. Le cose prodotte sono state egregie e sorprendenti; c’è stata una scoperta di fraternità e di accoglienza reciproca mai vista prima. Da parte nostra tutto ciò è stato condotto con convinzione, sia pure con tutti i distinguo con i quali si muove necessariamente una Federazione. In diverse occasioni, però, abbiamo notato che se su questi temi le chiese che intrattenevano dialoghi con noi a volte si esprimevano con maggiore prudenza, venivano subito redarguite dalle componenti interne più radicali che le accusavano di rallentare il riconoscimento agli omosessuali per colpa dei dialoghi con noi. Evidentemente c’è in queste chiese una componente che da tempo ha deciso anche che tipo di valore e di significato dare ai dialoghi in corso e di giudicarli in base alla convergenza o meno che su certe posizioni si poteva avere oppure no. E probabilmente c’è chi confida nell’approfondimento del solco delle differenze su questi temi per evitare che le chiese guardino troppo nella nostra direzione; forse ci sono altri interessi di politica ecclesiastica che però ci sfuggono e tutto sommato non ci riguardano.

Si può dire una parola sul piano biblico e teologico relativamente a questa decisione?

Non posso che ripetere ciò che ho detto già in altre occasioni e che il Consiglio Nazionale della Federazione ha recentemente ribadito. Noi riteniamo che il dato biblico sull’argomento è insuperabile; vale a dire che alla luce di quanto emerge dalle Scritture l’omosessualità non può essere ritenuta una condizione lecita. La nostra comprensione della Bibbia e l’esperienza delle nostre chiese ci inducono a credere che l’omosessualità è una condizione suscettibile di cambiamento e pertanto noi crediamo che per la grazia di Dio e attraverso l’incoraggiamento della comunità di fede un individuo possa vivere in armonia con i principi della Parola di Dio. Siamo assolutamente convinti della necessità che non si debba operare alcuna forma di discriminazione nei confronti degli omosessuali; nello stesso tempo, però, preoccupa il clima di intimidazione psicologico e in qualche caso anche giuridico (vedi alcuni paesi europei iper laicisti) che si tende a instaurare nel minacciare (e in qualche caso adottare) misure restrittive per chi in nome della propria fede considera inaccettabile l’omosessualità. Se è vero che ciò che è ritenuto peccato non necessariamente è reato, è altresì vero che non si può far diventare reato un’opinione sul peccato. L’affermazione del diritto a vivere quella che alcuni ritengono la propria condizione naturale e relazionale non deve cancellare il diritto di parola di chi ritiene il contrario e lo vuole dire pubblicamente. Solo se si terrà conto dei diritti di tutti la discussione potrà essere più serena.

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La benedizione delle coppie omosessuali

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Ma una decisione che va rispettata può essere anche condivisa?

No; sono due sfere completamente diverse. Ogni decisione presa in pura coscienza e con libertà va rispettata sempre quando essa non provoca danni ad altre persone; ma la condivisione non può essere riferita solo a questa dimensione. La condivisione attiene la visione della vita e i valori su cui essa poggia; per i cristiani evangelici tutto ciò ha un unico punto di riferimento: la rivelazione divina così come le Scritture la propongono. Perciò, di fronte a decisioni di questo tipo la comprensione che si ha della rivelazione di Dio e il valore che si attribuisce alle Scritture nel definirla diventano decisive e dirimenti. Poiché è chiaro che la decisione del Sinodo presuppone un valore relativo di quanto la Scrittura propone sull’omosessualità non può essere condivisa da chi invece attribuisce a quella proposta un valore assoluto. Ecco perché la decisione va rispettata, ma non può essere condivisa. Tuttavia, bisogna anche tener presente che il Sinodo è un eccellente organo di democrazia rappresentativa dove i deputati votano secondo la loro coscienza e senza vincolo di mandato; chissà quale sarebbe il risultato se la questione fosse decisa da un referendum tra i membri di chiesa chiamati a esprimersi uno per uno e nel segreto di un’urna.

Lei è presidente della Federazione delle Chiese Pentecostali che da diversi anni è impegnata in un dialogo con queste chiese; questa decisione è destinata a incidere sui dialoghi?

Sia sul piano personale che su quello istituzionale non ho mai mancato di far presente in tutte le sedi e le occasioni e con pubbliche dichiarazioni che il mondo pentecostale rappresentato dalla Federazione su questo tema ha una convinzione opposta a quella della Chiesa Valdese; recentemente c’è stata anche una presa di posizione del Consiglio Nazionale sull’argomento. Al momento non sono in grado di dire se e come questa decisione possa incidere sul dialogo in atto; è cosa che si vedrà. È tuttavia immaginabile che quando si giunge a posizioni come quella assunta dal Sinodo delle chiese valdesi e metodiste, si riflette anche sulle possibili ricadute che tali prese di posizione possono avere nel rapporto con le altre chiese. Quando il dialogo è cominciato, nel 1998, era già abbastanza noto quello che la chiesa valdese pensava in materia attraverso i suoi esponenti; eppure il dialogo è cominciato. Se ora debba essere sospeso o concluso si vedrà. La Federazione fin dalla sua nascita ha voluto aprire una stagione di dialoghi con il resto del mondo evangelico; oltre che con i valdesi si è aperto un dialogo con i battisti e con gli avventisti. Le cose prodotte sono state egregie e sorprendenti; c’è stata una scoperta di fraternità e di accoglienza reciproca mai vista prima. Da parte nostra tutto ciò è stato condotto con convinzione, sia pure con tutti i distinguo con i quali si muove necessariamente una Federazione. In diverse occasioni, però, abbiamo notato che se su questi temi le chiese che intrattenevano dialoghi con noi a volte si esprimevano con maggiore prudenza, venivano subito redarguite dalle componenti interne più radicali che le accusavano di rallentare il riconoscimento agli omosessuali per colpa dei dialoghi con noi. Evidentemente c’è in queste chiese una componente che da tempo ha deciso anche che tipo di valore e di significato dare ai dialoghi in corso e di giudicarli in base alla convergenza o meno che su certe posizioni si poteva avere oppure no. E probabilmente c’è chi confida nell’approfondimento del solco delle differenze su questi temi per evitare che le chiese guardino troppo nella nostra direzione; forse ci sono altri interessi di politica ecclesiastica che però ci sfuggono e tutto sommato non ci riguardano.

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LETTERA APERTA AI PASTORI di Samuele Sieve, Ginevra

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NON VOGLIAMO ESSERE ALTRO CHE VALDESI di Giuseppe Carta

diagnosis clinic ‘avant garde’; color: #999300; font-size: 10pt;”>SITO INTERNAZIONALE ANGLICANI SI OCCUPA DEL SINODO, E DI NOI

«Salvami, pills perché tu sei il mio dio!»” Sembra che queste parole siano abbastanza chiare, click è impossibile non comprenderle. Ma cosa fece, prostate di queste devastanti parole, il nostro moderno predicatore? disse: “Questi sono dei versetti utilissimi, dimostrano che la chiesa dovrebbe soddisfare i bisogni materiali dell’uomo come soddisfa quelli spirituali. L’artefice di cui parla il profeta fa bene a fabbricarsi un dio da un tronco, ma quest’uomo fa altrettanto bene a fare della brace da questo stesso tronco per cuocere della carne. Noi dovremmo imitarlo, nella nostra chiesa dovremmo avere un culto-se fosse ben compresa la sua funzione, questo già basterebbe -ma dovremmo avere anche un servizio materiale. Nell’adorare il nostro “dio” non dovremmo dimenticare di fare del fuoco e cuocere della carne.” Sembra impossibile che simili interpretazioni possano esistere nella nostra epoca che si considera illuminata, eppure esistono e cercano di dominare il nostro mondo teologico. Pregiudizio ed estremo oscurantismo sono ovunque all’opera sotto la falsa apparenza della libertà, ed hanno prodotto le loro ingarbugliate Bibbie abbreviate- credo che Paradiso Perduto diverrebbe banale se le sue parole fossero selezionate e ricombinate per potere adattarsi al lettore moderno -hanno prodotto, dicevo, le loro presunte traduzioni della Bibbia che non sono traduzioni ma falsificazioni. Sottoposta ad un tale trattamento la Bibbia è divenuta un libro da sette sigilli. Quando sarà riscoperta? Quando torneranno gli uomini a leggerla così com’è, con tutto il suo mordace rimprovero all’orgoglio umano e con la sua esaltazione del Dio vivente? Non possiamo dire quando giungerà quel benedetto giorno, ma una cosa è chiara – se la Parola di Dio sarà nuovamente ascoltata vi sarà uno sconvolgimento simile a quello della Riforma del sedicesimo secolo. Oggi, come avvenne alla fine del Medio Evo la Bibbia è oscurata da interpretazioni che ne stravolgono il senso, oggi come avvenne allora la riscoperta della Bibbia liberebbe il mondo. Questo sarebbe uno sconvolgimento benefico, significherebbe poggiare le basi dell’edificio sociale non più sulle sabbie mobili dell’utilitarismo, ma sulla roccia dei comandamenti di Dio.

La sottile ironia di Isaia oggi non ha perso la sua attualità, essa si rivolge contro l’idolatria, ma a nessuno oggi appare evidente questo pericolo. La gloriosa realtà della polemica nella Bibbia, sta nel fatto che non è soltanto negativa. La Bibbia abbatte per poter costruire un edificio migliore sulle rovine di quello che è stato beneficamente distrutto. Questo è quanto avviene in questo capitolo. Il profeta denuncia l’idolatria non per un semplice amore della denuncia, ma poiché l’idolatria offende una realtà positiva che infiamma l’anima del profeta, il sarcasmo che usa per la falsità è un’azione generosa perché nasce da un profondo amore per la verità. La denuncia dell’idolatria nasce dalla devozione per l’Iddio vivente. La grande domanda che sta alla base di questo capitolo è se adoreremo un dio di nostra invenzione o il Dio dal quale siamo stati creati, e questa domanda oggi è più viva che mai. Oggi non vediamo l’idolatria in senso stretto, ma la costruzione di idoli oggi non è ancora finita. Dopo aver abbandonato il Dio vivente e vero, come fece l’antico Israele, abbiamo preferito un dio pronto a servire i nostri fini. Abbiamo acceso un fuoco ed arrostito della carne, ma abbiamo anche promosso l’adorazione, tuttavia queste due azioni si pongono spesso sullo stesso basso livello di utilitarismo. La religione, dice la gente, è una cosa utile, deve essere promossa nell’interesse dello stato ed in quello della comunità; così Dio diviene il servo dell’uomo. Invece di cercare prima di tutto Dio e di provare i nostri piani alla luce della sua volontà rivelata, facciamo prima i nostri piani poi coinvolgiamo Dio perché ci aiuti a realizzarli. La religione così cessa di essere un fine in se stessa e diviene un mezzo per raggiungere altri fini.

Circa un anno fa mentre camminavo per le strade di una delle nostre grandi città, vedevo non un altare dedicato “Al dio sconosciuto,” ma una chiesa con una grande iscrizione sulla facciata che diceva: “Non sei membro? Entra a farne parte ed aiutaci a rendere questa comunità migliore.” Questo non è un appello ai peccatori affinché cerchino la salvezza dalle mani di Dio, ma una appello a della gente, i cui propositi sono già quelli che dovrebbero essere, perché usino la religione come un mero strumento per realizzare i propri fini umanitari. Oggi molti predicatori ed anche molti laici sono attivamente  impegnati a chiamare dei “giusti” a ravvedimento, ma questo è uno sforzo inutile, lo è ora come lo era quando il nostro Signore lo denunciò nei giorni della sua carne. Gli uomini non si interessano di Dio, ma dell’uso che possono fare di lui. Le formulazioni dottrinali possono mutare, ma ognuno può utilizzare nella propria vita qualsiasi credo. Ci vien detto che la teologia è una mera espressione dell’esperienza cristiana, che è soltanto l’espressione di un sentimento dell’anima umana. In questo momento, dice questa gente, troviamo utile concepire Dio come una Persona, ma potranno esserci dei momenti in cui altre concezioni potranno essere più utili ai bisogni delle persone. Naturalmente un simile pragmatismo è scettico fin dal suo cuore, non si tratta d’altro che di un triste scetticismo che invece di avere l’onesto coraggio delle proprie negazioni si nasconde dietro l’attuale fraseologia devozionale priva di senso. Ma è tutto inutile, se Dio esiste solo come un’idea è vano. Se l’uomo considera la fede in un Dio personale come una semplice interpretazione dell’esperienza, utile per la generazione attuale ma destinata a sparire quando il pensiero degli uomini cambierà, si può dire che già l’attuale generazione non crede più in un Dio personale. Alcuni ci dicono che non dobbiamo più avere una concezione statica della religione, ma i fatti, a dispetto di tutte le nostre sottili interpretazioni, rimangono fatti e non saranno mai soggetti a cambiamenti. Noi possiamo correggere i nostri errori, ma se abbiamo conosciuto la verità, la verità rimarrà valida per milioni e milioni di anni. Smetteremo di cercare la verità? Questa è la domanda del giorno. Ci accontenteremo, tanto per occupare il tempo, di formulare credi che vogliono essere utili ma non veri? Non ha forse Dio parlato e rivelato la verità? Noi cristiani pensiamo che l’abbia fatto, è vero Dio l’ha fatto, tuttavia ha rivelato poco. Noi siamo delle creature finite e Dio non ci ha distrutto mostrando tutto lo splendore del suo essere. Certamente le cose che non conosciamo sono molto più grandi di quelle che conosciamo, esistono molte domande alle quali non potremmo mai rispondere. Ieri mattina ho ricevuto una lettera da un gentiluomo di New York a me sconosciuto, che mi chiedeva in quanto “insegnate di teologia,” di conciliare gli spaventosi eventi del terremoto e del maremoto con l’idea di una Provvidenza che detiene il governo di ogni cosa. Ed una busta stampata era inclusa per la mia replica! No, amici miei, ci sono delle cose che Dio non ha rivelato, Dio non ha invitato noi finite creature a sederci al tavolo del governo dell’universo. Dio regola ogni cosa secondo il suo misterioso volere. “Chi ha preso le dimensioni dello spirito del Signore o chi gli è stato consigliere per insegnargli qualcosa? Chi ha egli consultato perché gli desse istruzione e gli insegnasse il sentiero della giustizia, gli impartisse la saggezza e gli facesse conoscere la via del discernimento?”(Isaia 40:13-14).

Ma nonostante questo infinito mistero esistono delle cose che Dio ha rivelato, cose che riguardano anche i più misteriosi atti di Dio. Non possiamo comprendere lo scopo del terremoto e dell’incendio, ma su di loro possiamo dire qualcosa. I nostri   arroganti giudizi sono stati placati, ci è stato detto che non abbiamo il diritto di considerare questi orrori come punizioni che indicano la grandezza del peccato di chi ha sofferto rispetto a coloro che ne sono scampati, ma nel contempo ci è stato detto che noi tutti meriteremmo di subire delle calamità diecimila volte maggiori di queste, ci è stata rivelata l’orribile enormità del nostro peccato al cospetto della santità dell’essere di Dio. Ci è stato rivelato dell’atto di grazia di Dio,di un costo infinito anche per Dio stesso, mediate il quale- abbiamo il diritto di ripetere queste stupende parole – la misericordia è stata estesa a noi che non eravamo degni. I misteri che non ci sono stati rivelati sono grandi, e questo ci dovrebbe rendere umili, ma ancora più grandi- e assolutamente sufficienti- sono i misteri che ci sono stati rivelati. Questi misteri dovrebbero renderci ancora più umili.

Quando comprenderanno gli uomini che nulla se non la verità può soddisfare i desideri dell’anima? Le dottrine che sono intese per essere semplicemente utili e non eternamente vere, sono assolutamente inutili. Ma come possiamo osservare la terribile maledizione del pragmatismo è caduta sul mondo, l’intelletto viene detronizzato e la decadenza intellettuale prende rapidamente piede. Gli uomini seguiranno il fuoco fatuo della religione pratica completamente indipendente dai fatti. Proveranno a vivere una vita morale decente, mentre rinnegheranno la base della moralità che sta nell’essere di Dio. Si sono avventurati nella ricerca di un’autorità creata dall’uomo e che non potrà mai pretendere la sottomissione dell’uomo. Le parole del profeta Osea si sono adempiute nella moderna concezione di Dio che è simile all’idolatria dell’ottavo secolo prima di Cristo. Dell’utile, non personale, pratico dio odierno, può essere ben detto: “Un operaio l’ha fatto, e non è un dio” (Os. 8:6)

Il mondo oggi è senza riposo. Oggi ci sono molte voci, ma non c’è pace. Gli uomini in delirio stanno dicendo ad un dio fatto per servire i loro bisogni sociali: “Salvaci, perché tu sei il nostro dio!” Questi uomini stanno tentando di stabilire una moralità senza poggiarla su dei principi, tentano di trattenere il mare ruggente delle passioni attraverso i deboli argini di fango del proprio tornaconto, cercano di costruirli senza la solida e robusta armatura della volontà di Dio. Quando finirà questo inutile sforzo? Continueremo nel nostro vagabondaggio? Continueremo a barcollare come ubriachi? Ci modelleremo una divinità che possa servire i nostri fini? continueremo a distrarci con gli idoli? O ritorneremo a Dio?

Quando il canonico anglicano William Stephen Gilly venne in Italia per visitare le Valli Valdesi riportò moltissime notizie di grande interesse. Oggi, and cheap il libro in cui Gilly raccontò la sua straordinaria esperienza non è più stampato in Italia. Ma lo si trova in edizione recentissima negli Usa. Da questo traiamo alcuni episodi.

Il 5 gennaio 1823 Gilly arrivò a Torino constatò con grande sorpresa che, sildenafil there presso la Cappella Britannica della Ambasciata inglese a Torino, cost la funzione religiosa non era svolta in inglese, né con la liturgia anglicana, ma in francese e secondo la liturgia della Chiesa di Ginevra. Predicava quel giorno il pastore Bert, “dotto ed eccellente” pastore valdese di Torre Pellice.

Nell’aprile 1686 iniziò la più feroce persecuzione armata contro i Valdesi, condotta da truppe francesi e piemontesi. Il maresciallo Catinat scrisse al Duca di Savoia: “Avrò l’onore di sferrare il primo colpo contro gli eretici”. Henry Arnaud, allora a capo della fazione favorevole a resistere con le armi, in seguito scriverà: “[Catinat] ebbe anche l’onore di essere ben battuto”.

Dopo la feroce persecuzione del 1686 e l’imprigionamento dei superstiti nelle fortezze piemontesi, dove in gran parte morirono per le atroci condizioni di detenzione, con il Glorioso Rimpatrio in armi, la resistenza nell’inverno 1689-90 e la miracolosa fuga dall’apparente inesorabile assedio alla Balsiglia i Valdesi riconquistarono le loro terre e alla fine il Duca Vittorio Amedeo II di Savoia concesse loro di riprendere possesso di ciò che era loro. Nella successiva guerra contro la Francia, il Duca si trovò a cercare rifugio sicuro per evitare di essere catturato dai francesi. Scelse di farsi ospitare dai Valdesi, a Rorà, sapendo di non poter trovare sudditi più fidati.


1 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (11)
2 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (10)
3 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (9)
4 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (8)
5 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (7)
6 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (6)
7 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (5)
8 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (4)
9 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (3)
10 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (2)
11 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY

 

Quando il canonico anglicano William Stephen Gilly venne in Italia per visitare le Valli Valdesi riportò moltissime notizie di grande interesse. Oggi, and cheap il libro in cui Gilly raccontò la sua straordinaria esperienza non è più stampato in Italia. Ma lo si trova in edizione recentissima negli Usa. Da questo traiamo alcuni episodi.

Il 5 gennaio 1823 Gilly arrivò a Torino constatò con grande sorpresa che, sildenafil there presso la Cappella Britannica della Ambasciata inglese a Torino, cost la funzione religiosa non era svolta in inglese, né con la liturgia anglicana, ma in francese e secondo la liturgia della Chiesa di Ginevra. Predicava quel giorno il pastore Bert, “dotto ed eccellente” pastore valdese di Torre Pellice.

Nell’aprile 1686 iniziò la più feroce persecuzione armata contro i Valdesi, condotta da truppe francesi e piemontesi. Il maresciallo Catinat scrisse al Duca di Savoia: “Avrò l’onore di sferrare il primo colpo contro gli eretici”. Henry Arnaud, allora a capo della fazione favorevole a resistere con le armi, in seguito scriverà: “[Catinat] ebbe anche l’onore di essere ben battuto”.

Dopo la feroce persecuzione del 1686 e l’imprigionamento dei superstiti nelle fortezze piemontesi, dove in gran parte morirono per le atroci condizioni di detenzione, con il Glorioso Rimpatrio in armi, la resistenza nell’inverno 1689-90 e la miracolosa fuga dall’apparente inesorabile assedio alla Balsiglia i Valdesi riconquistarono le loro terre e alla fine il Duca Vittorio Amedeo II di Savoia concesse loro di riprendere possesso di ciò che era loro. Nella successiva guerra contro la Francia, il Duca si trovò a cercare rifugio sicuro per evitare di essere catturato dai francesi. Scelse di farsi ospitare dai Valdesi, a Rorà, sapendo di non poter trovare sudditi più fidati.


1 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (11)
2 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (10)
3 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (9)
4 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (8)
5 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (7)
6 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (6)
7 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (5)
8 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (4)
9 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (3)
10 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (2)
11 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY

 

Riguardo al fatto che rappresentiamo solo una piccola minoranza permettetemi inoltre di nutrire qualche dubbio. Con questa mia affermazione penso alle  ripercussioni che potrebbe avere la decisione sinodale sui valdesi presenti in Argentina e sul loro prossimo Sinodo, sale e penso anche ai tanti extracomunitari metodisti che sono entrati negli ultimi anni nelle nostre chiese e che hanno  sicuramente una visione “meno liberale”. Sono certo di sbagliarmi, cialis 40mg ma dobbiamo  tenere anche in considerazione il fatto che alcuni pastori potrebbero nutrire  un certo “timore” nell’esporsi pubblicamente con una opinione non “conforme”.

EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY

diagnosis clinic ‘avant garde’; color: #999300; font-size: 10pt;”>SITO INTERNAZIONALE ANGLICANI SI OCCUPA DEL SINODO, E DI NOI

«Salvami, pills perché tu sei il mio dio!»” Sembra che queste parole siano abbastanza chiare, click è impossibile non comprenderle. Ma cosa fece, prostate di queste devastanti parole, il nostro moderno predicatore? disse: “Questi sono dei versetti utilissimi, dimostrano che la chiesa dovrebbe soddisfare i bisogni materiali dell’uomo come soddisfa quelli spirituali. L’artefice di cui parla il profeta fa bene a fabbricarsi un dio da un tronco, ma quest’uomo fa altrettanto bene a fare della brace da questo stesso tronco per cuocere della carne. Noi dovremmo imitarlo, nella nostra chiesa dovremmo avere un culto-se fosse ben compresa la sua funzione, questo già basterebbe -ma dovremmo avere anche un servizio materiale. Nell’adorare il nostro “dio” non dovremmo dimenticare di fare del fuoco e cuocere della carne.” Sembra impossibile che simili interpretazioni possano esistere nella nostra epoca che si considera illuminata, eppure esistono e cercano di dominare il nostro mondo teologico. Pregiudizio ed estremo oscurantismo sono ovunque all’opera sotto la falsa apparenza della libertà, ed hanno prodotto le loro ingarbugliate Bibbie abbreviate- credo che Paradiso Perduto diverrebbe banale se le sue parole fossero selezionate e ricombinate per potere adattarsi al lettore moderno -hanno prodotto, dicevo, le loro presunte traduzioni della Bibbia che non sono traduzioni ma falsificazioni. Sottoposta ad un tale trattamento la Bibbia è divenuta un libro da sette sigilli. Quando sarà riscoperta? Quando torneranno gli uomini a leggerla così com’è, con tutto il suo mordace rimprovero all’orgoglio umano e con la sua esaltazione del Dio vivente? Non possiamo dire quando giungerà quel benedetto giorno, ma una cosa è chiara – se la Parola di Dio sarà nuovamente ascoltata vi sarà uno sconvolgimento simile a quello della Riforma del sedicesimo secolo. Oggi, come avvenne alla fine del Medio Evo la Bibbia è oscurata da interpretazioni che ne stravolgono il senso, oggi come avvenne allora la riscoperta della Bibbia liberebbe il mondo. Questo sarebbe uno sconvolgimento benefico, significherebbe poggiare le basi dell’edificio sociale non più sulle sabbie mobili dell’utilitarismo, ma sulla roccia dei comandamenti di Dio.

La sottile ironia di Isaia oggi non ha perso la sua attualità, essa si rivolge contro l’idolatria, ma a nessuno oggi appare evidente questo pericolo. La gloriosa realtà della polemica nella Bibbia, sta nel fatto che non è soltanto negativa. La Bibbia abbatte per poter costruire un edificio migliore sulle rovine di quello che è stato beneficamente distrutto. Questo è quanto avviene in questo capitolo. Il profeta denuncia l’idolatria non per un semplice amore della denuncia, ma poiché l’idolatria offende una realtà positiva che infiamma l’anima del profeta, il sarcasmo che usa per la falsità è un’azione generosa perché nasce da un profondo amore per la verità. La denuncia dell’idolatria nasce dalla devozione per l’Iddio vivente. La grande domanda che sta alla base di questo capitolo è se adoreremo un dio di nostra invenzione o il Dio dal quale siamo stati creati, e questa domanda oggi è più viva che mai. Oggi non vediamo l’idolatria in senso stretto, ma la costruzione di idoli oggi non è ancora finita. Dopo aver abbandonato il Dio vivente e vero, come fece l’antico Israele, abbiamo preferito un dio pronto a servire i nostri fini. Abbiamo acceso un fuoco ed arrostito della carne, ma abbiamo anche promosso l’adorazione, tuttavia queste due azioni si pongono spesso sullo stesso basso livello di utilitarismo. La religione, dice la gente, è una cosa utile, deve essere promossa nell’interesse dello stato ed in quello della comunità; così Dio diviene il servo dell’uomo. Invece di cercare prima di tutto Dio e di provare i nostri piani alla luce della sua volontà rivelata, facciamo prima i nostri piani poi coinvolgiamo Dio perché ci aiuti a realizzarli. La religione così cessa di essere un fine in se stessa e diviene un mezzo per raggiungere altri fini.

Circa un anno fa mentre camminavo per le strade di una delle nostre grandi città, vedevo non un altare dedicato “Al dio sconosciuto,” ma una chiesa con una grande iscrizione sulla facciata che diceva: “Non sei membro? Entra a farne parte ed aiutaci a rendere questa comunità migliore.” Questo non è un appello ai peccatori affinché cerchino la salvezza dalle mani di Dio, ma una appello a della gente, i cui propositi sono già quelli che dovrebbero essere, perché usino la religione come un mero strumento per realizzare i propri fini umanitari. Oggi molti predicatori ed anche molti laici sono attivamente  impegnati a chiamare dei “giusti” a ravvedimento, ma questo è uno sforzo inutile, lo è ora come lo era quando il nostro Signore lo denunciò nei giorni della sua carne. Gli uomini non si interessano di Dio, ma dell’uso che possono fare di lui. Le formulazioni dottrinali possono mutare, ma ognuno può utilizzare nella propria vita qualsiasi credo. Ci vien detto che la teologia è una mera espressione dell’esperienza cristiana, che è soltanto l’espressione di un sentimento dell’anima umana. In questo momento, dice questa gente, troviamo utile concepire Dio come una Persona, ma potranno esserci dei momenti in cui altre concezioni potranno essere più utili ai bisogni delle persone. Naturalmente un simile pragmatismo è scettico fin dal suo cuore, non si tratta d’altro che di un triste scetticismo che invece di avere l’onesto coraggio delle proprie negazioni si nasconde dietro l’attuale fraseologia devozionale priva di senso. Ma è tutto inutile, se Dio esiste solo come un’idea è vano. Se l’uomo considera la fede in un Dio personale come una semplice interpretazione dell’esperienza, utile per la generazione attuale ma destinata a sparire quando il pensiero degli uomini cambierà, si può dire che già l’attuale generazione non crede più in un Dio personale. Alcuni ci dicono che non dobbiamo più avere una concezione statica della religione, ma i fatti, a dispetto di tutte le nostre sottili interpretazioni, rimangono fatti e non saranno mai soggetti a cambiamenti. Noi possiamo correggere i nostri errori, ma se abbiamo conosciuto la verità, la verità rimarrà valida per milioni e milioni di anni. Smetteremo di cercare la verità? Questa è la domanda del giorno. Ci accontenteremo, tanto per occupare il tempo, di formulare credi che vogliono essere utili ma non veri? Non ha forse Dio parlato e rivelato la verità? Noi cristiani pensiamo che l’abbia fatto, è vero Dio l’ha fatto, tuttavia ha rivelato poco. Noi siamo delle creature finite e Dio non ci ha distrutto mostrando tutto lo splendore del suo essere. Certamente le cose che non conosciamo sono molto più grandi di quelle che conosciamo, esistono molte domande alle quali non potremmo mai rispondere. Ieri mattina ho ricevuto una lettera da un gentiluomo di New York a me sconosciuto, che mi chiedeva in quanto “insegnate di teologia,” di conciliare gli spaventosi eventi del terremoto e del maremoto con l’idea di una Provvidenza che detiene il governo di ogni cosa. Ed una busta stampata era inclusa per la mia replica! No, amici miei, ci sono delle cose che Dio non ha rivelato, Dio non ha invitato noi finite creature a sederci al tavolo del governo dell’universo. Dio regola ogni cosa secondo il suo misterioso volere. “Chi ha preso le dimensioni dello spirito del Signore o chi gli è stato consigliere per insegnargli qualcosa? Chi ha egli consultato perché gli desse istruzione e gli insegnasse il sentiero della giustizia, gli impartisse la saggezza e gli facesse conoscere la via del discernimento?”(Isaia 40:13-14).

Ma nonostante questo infinito mistero esistono delle cose che Dio ha rivelato, cose che riguardano anche i più misteriosi atti di Dio. Non possiamo comprendere lo scopo del terremoto e dell’incendio, ma su di loro possiamo dire qualcosa. I nostri   arroganti giudizi sono stati placati, ci è stato detto che non abbiamo il diritto di considerare questi orrori come punizioni che indicano la grandezza del peccato di chi ha sofferto rispetto a coloro che ne sono scampati, ma nel contempo ci è stato detto che noi tutti meriteremmo di subire delle calamità diecimila volte maggiori di queste, ci è stata rivelata l’orribile enormità del nostro peccato al cospetto della santità dell’essere di Dio. Ci è stato rivelato dell’atto di grazia di Dio,di un costo infinito anche per Dio stesso, mediate il quale- abbiamo il diritto di ripetere queste stupende parole – la misericordia è stata estesa a noi che non eravamo degni. I misteri che non ci sono stati rivelati sono grandi, e questo ci dovrebbe rendere umili, ma ancora più grandi- e assolutamente sufficienti- sono i misteri che ci sono stati rivelati. Questi misteri dovrebbero renderci ancora più umili.

Quando comprenderanno gli uomini che nulla se non la verità può soddisfare i desideri dell’anima? Le dottrine che sono intese per essere semplicemente utili e non eternamente vere, sono assolutamente inutili. Ma come possiamo osservare la terribile maledizione del pragmatismo è caduta sul mondo, l’intelletto viene detronizzato e la decadenza intellettuale prende rapidamente piede. Gli uomini seguiranno il fuoco fatuo della religione pratica completamente indipendente dai fatti. Proveranno a vivere una vita morale decente, mentre rinnegheranno la base della moralità che sta nell’essere di Dio. Si sono avventurati nella ricerca di un’autorità creata dall’uomo e che non potrà mai pretendere la sottomissione dell’uomo. Le parole del profeta Osea si sono adempiute nella moderna concezione di Dio che è simile all’idolatria dell’ottavo secolo prima di Cristo. Dell’utile, non personale, pratico dio odierno, può essere ben detto: “Un operaio l’ha fatto, e non è un dio” (Os. 8:6)

Il mondo oggi è senza riposo. Oggi ci sono molte voci, ma non c’è pace. Gli uomini in delirio stanno dicendo ad un dio fatto per servire i loro bisogni sociali: “Salvaci, perché tu sei il nostro dio!” Questi uomini stanno tentando di stabilire una moralità senza poggiarla su dei principi, tentano di trattenere il mare ruggente delle passioni attraverso i deboli argini di fango del proprio tornaconto, cercano di costruirli senza la solida e robusta armatura della volontà di Dio. Quando finirà questo inutile sforzo? Continueremo nel nostro vagabondaggio? Continueremo a barcollare come ubriachi? Ci modelleremo una divinità che possa servire i nostri fini? continueremo a distrarci con gli idoli? O ritorneremo a Dio?

Quando il canonico anglicano William Stephen Gilly venne in Italia per visitare le Valli Valdesi riportò moltissime notizie di grande interesse. Oggi, and cheap il libro in cui Gilly raccontò la sua straordinaria esperienza non è più stampato in Italia. Ma lo si trova in edizione recentissima negli Usa. Da questo traiamo alcuni episodi.

Il 5 gennaio 1823 Gilly arrivò a Torino constatò con grande sorpresa che, sildenafil there presso la Cappella Britannica della Ambasciata inglese a Torino, cost la funzione religiosa non era svolta in inglese, né con la liturgia anglicana, ma in francese e secondo la liturgia della Chiesa di Ginevra. Predicava quel giorno il pastore Bert, “dotto ed eccellente” pastore valdese di Torre Pellice.

Nell’aprile 1686 iniziò la più feroce persecuzione armata contro i Valdesi, condotta da truppe francesi e piemontesi. Il maresciallo Catinat scrisse al Duca di Savoia: “Avrò l’onore di sferrare il primo colpo contro gli eretici”. Henry Arnaud, allora a capo della fazione favorevole a resistere con le armi, in seguito scriverà: “[Catinat] ebbe anche l’onore di essere ben battuto”.

Dopo la feroce persecuzione del 1686 e l’imprigionamento dei superstiti nelle fortezze piemontesi, dove in gran parte morirono per le atroci condizioni di detenzione, con il Glorioso Rimpatrio in armi, la resistenza nell’inverno 1689-90 e la miracolosa fuga dall’apparente inesorabile assedio alla Balsiglia i Valdesi riconquistarono le loro terre e alla fine il Duca Vittorio Amedeo II di Savoia concesse loro di riprendere possesso di ciò che era loro. Nella successiva guerra contro la Francia, il Duca si trovò a cercare rifugio sicuro per evitare di essere catturato dai francesi. Scelse di farsi ospitare dai Valdesi, a Rorà, sapendo di non poter trovare sudditi più fidati.


1 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (11)
2 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (10)
3 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (9)
4 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (8)
5 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (7)
6 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (6)
7 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (5)
8 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (4)
9 EPISODI DI STORIA VALDESE NARRATI DA W.S.GILLY (3)
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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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