\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Giuseppe Carta

 

L’unica cosa che mi viene in mente è quella di organizzare un convegno di due tre giorni fra chi nella chiesa valdese la pensa come noi in cui invitare anche simpatizzanti e altre denominazioni. è importante sapere anche se l’università valdese è schierata completamente in modo favorevole alla decisione sinodale.

ANDATE AVANTI! Dal Pastore Esteban Gignous Janavel, Uruguay

Noi Valdesi siamo in tanti, approved molti più di quelli che coprono le loro facce con la chiesa  che irresponsabilmente  conducono  e macchiano con il loro fare. Ad esempio, viagra 60mg in Sud America (di preciso, in Uruguay) la Chiesa Valdese conta su 7 mila membri , ma di origine valdese e sempre evangelici in altri gruppi o chiese oltre 50 mila, basta chiedersi il perché, e troveremmo delle risposte nella parola del Signore.
Continuate nella lotta, Dio è con Voi e con tutti quelli che predicano la Verità , come lo fecero i nostri avi:

come scrisse Giosué Gianavello nelle Istruzioni – “se la nostra Chiesa è stata ridotta in ”queste“ contingenze, causa prima ne sono i nostri peccati, dobbiamo quindi umiliarcene quotidianamente e sempre di più innanzi a Dio, chiedendogli perdono”; più che mai parole attuali se vediamo gli ultimi avvenimenti;

2Timoteo 3:16: Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia.
Ebrei 4:12: Perché la parola di Dio è vivente ed efficace, e più affilata di qualunque spada a due tagli, e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolle; e giudica i sentimenti ed i pensieri del cuore.

SULLE BENEDIZIONI MOLTE COSE DA CHIARIRE. Da uno studente di Teologia

Sarebbe stato giusto – nell’odg – parlare di “accompagnamento pastorale” e non di Benedizione.
Poi ci sono i problemi liturgici: che tipo di liturgia occorre? Dove lo registri? Esistono i registri di Battesimo, information pills della confermazione, viagra dosage delle benedizioni matrimoniali, matrimonio con effetti civili, c’è il registro delle sepolture. Dove registri una benedizione di tale genere?
Penso che sia meglio vederci in un meeting per riflettere insieme, mettendo insieme tante competenze tecniche: giuridiche, teologiche, bibliche, psicologiche, ecc…. Riflettiamo e poi si vedrà …

Fraterni saluti in Cristo Gesù da un Valdese, studente di teologia

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI CHIESA DI GINEVRA HA CHIESTO DI CAMBIARE QUESTO TITOLO – MA UN MEMBRO DI CHIESA E’ PARTE DELLA CHIESA

sinodo 2010

  ABBIAMO RICEVUTO PARECCHI MESSAGGI

Abbiamo preso  atto  della  recente apertura del Sinodo della Chiesavaldese-metodista (2010) alla benedizione delle coppie omosessuali edesprimiamo  la nostra più viva preoccupazione per questa decisione. Sitratta di uno smarrimento teologico prima ancora che etico, treat dove una discutibile ginnastica ermeneutica ha notevolmente impoverito lafedeltà all’evangelo. Non rispettare l’autorità biblica, find evitando dichiamare peccato ciò che chiaramente è definito come tale (ad esempio:”Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna:è cosa abominevole” , Levitico 18,22, ed ancora, “similmente anche gliuomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendouomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento”, Romani  1,27), significa infatti procedere con determinazione verso la perdita dell’evangelo stesso.
La griglia normativa che riceviamo dalla Bibbia ci incoraggia senzaincertezze a sostenere la famiglia come nucleo costruito sulmatrimonio di un uomo e di una donna,  i quali si uniscono volontariamente e pubblicamente in vista di un progetto condiviso all’insegna della solidarietà e della fedeltà. Altre unioni – di qualunque tipo – “che comportano rapporti sessuali sono consideratefornicazioni e adulteri”  (AEI, Gli evangelici e le unioni di fatto,2005) e viste come effetti del peccato. Senza Gesù Cristo, nessuno è”sessualmente normale”, ma chi vuole seguire Gesù Cristo in una vitadi discepolato deve sempre aprirsi ad un cammino di cambiamento e disantificazione che, tra l’altro, comporta l’abbandono di relazioni sessuali al di fuori dal matrimonio, omosessuali od eterosessuali chesiano.  Nessuno, neanche un sinodo o un’autorità ecclesiastica, èautorizzato a benedire ciò che Dio non benedice.  Se lo fa dice una menzogna e si carica di una grave responsabilità.
Invitiamo  le chiese, le agenzie e le opere evangeliche ad  impegnarsicon sensibilità e integrità pastorale verso tutti, senza farsicondizionare dall’orientamento sessuale, e a disapprovare la praticaomosessuale perché incompatibile con le Scritture.
Esprimiamo solidarietà fraterna alla minoranza all’interno dellaChiesa valdese-metodista che si è espressa contro la decisione del Sinodo, invitandola a mantenere alta la Parola della vita e acoltivare relazioni col mondo evangelico sensibile alla fedeltà allaScrittura anche su questo tema.
Invitiamo gli organismi evangelici impegnati in qualche forma didialogo ufficiale con la Chiesa valdese-metodista ad esprimere la lorodisapprovazione per la decisione come atto di franchezza evangelica,ad esempio sospendendo il dialogo in corso.
Infine, preghiamo per un radicale ritorno alla Parola di Dio (che èsempre accompagnato dal ravvedimento dal peccato), non solo nellaChiesa valdese-metodista, ma in tutto il popolo evangelico. Senza uncostante ritorno alle fonti della Scrittura, la testimonianzaevangelica è destinata ad inaridirsi.

Alleanza Evangelica ItalianaVicolo S. Agata 2000153 Roma
www.alleanzaevangelica.org 
ufficio.stampa@alleanzaevangelica.org

 

Roma, 30 agosto 2010

Gentile Presidente, sildenafil

il nostro titolo corrisponde perfettamente alla realtà. “Dal Comune di Roma ci scrive XY” non vuol dire che è l’intera città che si esprime. “Dall’ONU il messaggio di Obama” non vuol dire che il messaggio è dell’intera organizzazione.

Trovo peraltro (ma è gusto personale) non molto bello prendere le distanze in modo così pedante da un membro della stessa Chiesa.
Forse queste cose andrebbero invece specificate a membri della Tavola che, senza consultare nessuno e prima che il Sinodo si riunisca, dicono cosa deciderà il Sinodo. Immagino abbia scritto anche a loro.
Cordiali saluti
Lucio Malan

 

Ma il Presidente ha nuovamente scritto:


Al senatore Lucio Malan
Egregio signore,
La ringrazio per la Sua risposta ma non posso condividere le Sue conclusioni.
Restando nel quadro della chiesa, per esempio, sarebbe impossibile qui a Ginevra pubblicare qualcosa con il titolo “Ci scrivono dalla Chiesa protestante di Ginevra, che si riunisce nella Cattedrale di Saint-Pierre” quando si tratta della lettera di un semplice parrocchiano. Dopo neanche un’ora le autorità della Chiesa, dal moderatore ai pastori di Saint-Pierre vi chiederebbero delle spiegazioni.
Nel nostro caso capisco bene che, da persona intelligente, Lei abbia fiutato che la lettera del signor Sieve poteva essere un eccellente affare per il vostro sito: non per il suo contenuto ma per la sua provenienza. Siamo tutti d’accordo che nel “cromosoma valdese”, l’accostamento “Chiesa Valdese di Ginevra + Auditore de Calvin”, Ginevra più Calvino, è vincente; attira subito l’attenzione, è come dire “Ci scrivono dal Tempio di Gerusalemme!”.
Dunque il titolo scelto è ottimo per il vostro sito; per contro dal nostro punto di vista è sgradevole perché semina il dubbio, ci mette in imbarazzo e crea equivoci per chi non coglie la strumentalizzazione.
Quindi resto sulle mie posizioni e, ringraziondo anticipatamente, reitero la richiesta di procedere alla correzione del titolo.
Con i più distinti saluti,

Avv. Pierre G. Mauron
Presidente del Consiglio di chiesa
Chiesa Valdese di Ginevra

Gentile Avvocato e Presidente,

a questo punto pubblichiamo anche le sue rimostranze e i lettori giudicheranno la realtà e la correttezza di ciascuno. Restiamo certissimi della correttezza del titolo che infatti rimane. Gli esempi che formula sulla Chiesa Protestante di Ginevra non sono calzanti perché non è citata alcuna persona, cosa che invece noi abbiamo fatto.

Siamo laicamente colpiti dal luogo dove vi riunite e per questo l’abbiamo sottolineato, ma avete la stessa probabilità di dire cose ispirate o corbellerie di chi si riunisce in un garage nel Sud Italia. E se pure una comunità si riunisse alla presenza dell’Arca dell’Alleanza, la Chiesa è chi ne fa parte, come il fratello Sieve, come lei, non è certo il luogo né l’istituzione. Perciò, se uno fa parte della Chiesa di Roma e si rivolge in quanto membro di chiesa a qualcuno, quest’ultimo può ben dire di aver ricevuto un messaggio “dalla Chiesa di Roma”, non certo “della”, così come se ricevo una lettera da un tale di Parigi, posso ben dire di averlo ricevuto “dalla Francia”. A chi, non comprendendo bene questo semplice concetto, si facesse prendere da improbabili “imbarazzo” e “dubbio”, basterà leggere il testo, dove il nostro (suo e mio) fratello in fede dice “La mia opinione non coinvolge la comunità, perché, come nella maggior parte delle chiese, non si parla di etica, di posizioni da assumere. Queste cose annoiano e recano un certo disagio, perciò si preferisce lasciare che altri decidano.” Alla luce di questo, si vede quanto fondata sia la sua accusa di strumentalizzare, e cioè di essere in malafede.

Il titolo pertanto resta, in quanto del tutto veritiero e per nulla fuorviante, come restano i suoi commenti, in grado di dissipare anche i dubbi più persistenti e consentono di fare luce sul concetto di “Chiesa”

L’ALLEANZA EVANGELICA ITALIANA SULLA DECISIONE DEL SINODO VALDESE-METODISTA DI BENEDIRE LE COPPIE OMOSESSUALI: “IMPOVERITA LA FEDELTA’ ALL’EVANGELO”

sinodo 2010

  ABBIAMO RICEVUTO PARECCHI MESSAGGI

Abbiamo preso  atto  della  recente apertura del Sinodo della Chiesavaldese-metodista (2010) alla benedizione delle coppie omosessuali edesprimiamo  la nostra più viva preoccupazione per questa decisione. Sitratta di uno smarrimento teologico prima ancora che etico, treat dove una discutibile ginnastica ermeneutica ha notevolmente impoverito lafedeltà all’evangelo. Non rispettare l’autorità biblica, find evitando dichiamare peccato ciò che chiaramente è definito come tale (ad esempio:”Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna:è cosa abominevole” , Levitico 18,22, ed ancora, “similmente anche gliuomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendouomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento”, Romani  1,27), significa infatti procedere con determinazione verso la perdita dell’evangelo stesso.
La griglia normativa che riceviamo dalla Bibbia ci incoraggia senzaincertezze a sostenere la famiglia come nucleo costruito sulmatrimonio di un uomo e di una donna,  i quali si uniscono volontariamente e pubblicamente in vista di un progetto condiviso all’insegna della solidarietà e della fedeltà. Altre unioni – di qualunque tipo – “che comportano rapporti sessuali sono consideratefornicazioni e adulteri”  (AEI, Gli evangelici e le unioni di fatto,2005) e viste come effetti del peccato. Senza Gesù Cristo, nessuno è”sessualmente normale”, ma chi vuole seguire Gesù Cristo in una vitadi discepolato deve sempre aprirsi ad un cammino di cambiamento e disantificazione che, tra l’altro, comporta l’abbandono di relazioni sessuali al di fuori dal matrimonio, omosessuali od eterosessuali chesiano.  Nessuno, neanche un sinodo o un’autorità ecclesiastica, èautorizzato a benedire ciò che Dio non benedice.  Se lo fa dice una menzogna e si carica di una grave responsabilità.
Invitiamo  le chiese, le agenzie e le opere evangeliche ad  impegnarsicon sensibilità e integrità pastorale verso tutti, senza farsicondizionare dall’orientamento sessuale, e a disapprovare la praticaomosessuale perché incompatibile con le Scritture.
Esprimiamo solidarietà fraterna alla minoranza all’interno dellaChiesa valdese-metodista che si è espressa contro la decisione del Sinodo, invitandola a mantenere alta la Parola della vita e acoltivare relazioni col mondo evangelico sensibile alla fedeltà allaScrittura anche su questo tema.
Invitiamo gli organismi evangelici impegnati in qualche forma didialogo ufficiale con la Chiesa valdese-metodista ad esprimere la lorodisapprovazione per la decisione come atto di franchezza evangelica,ad esempio sospendendo il dialogo in corso.
Infine, preghiamo per un radicale ritorno alla Parola di Dio (che èsempre accompagnato dal ravvedimento dal peccato), non solo nellaChiesa valdese-metodista, ma in tutto il popolo evangelico. Senza uncostante ritorno alle fonti della Scrittura, la testimonianzaevangelica è destinata ad inaridirsi.

Alleanza Evangelica ItalianaVicolo S. Agata 2000153 Roma
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Roma, 30 agosto 2010

news dx

IN QUESTO SITO VIENE PUBBLICATO CIÒ CHE È RITENUTO UTILE ALLA INFORMAZIONE E AL FORMARSI DI OPINIONI SUI TEMI DI CUI CI OCCUPIAMO. I PROMOTORI DI QUESTO SITO NON CONDIVIDONO NECESSARIAMENTE TUTTE LE IDEE O LE AFFERMAZIONE CONTENUTI IN TESTI CON FIRME DIVERSE DA QUELLE DEI PROMOTORI STESSI.


SINODO 2010 – QUALCHE COMMENTO

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Si legge che questa frase avrebbe anche ottenuto notevole consenso. In ogni caso chi l’ha pronunciata è pastora ed ha dunque l’incarico retribuito di diffondere, viagra approved predicare insegnare quanto la Chiesa Valdese crede.

Intanto, viagra approved queste parole si scontrano con gli articoli 2 e 3 della vigente Confessione di Fede, esoprattutto con il 4 che vale la pena leggere interamente: “riconosciamo la divinità di questi libri sacri, non solo dalla testimonianza della Chiesa, ma principalmente dall’eterna et indubitabile verità della dottrina contenuta in essi, dall’eccellenza, sublimità e maestà del tutto divina che vi si dimostra, e dall’operatione dello Spirito Santo che ci fa ricevere con riverenza… i raggi della celeste luce che risplendono nella Scrittura, e corregge il nostro gusto per discernere questo cibo con suo divino sapore”.

Altro che liberare dalle stratificazioni!

Allora, secondo la pastora Di Carlo nella Bibbia c’è parola di Dio, ma in certe parti no e il documento sull’omosessualità ce ne ha indicati, purtroppo solo implicitamente, un bel po’.

Prima conseguenza: è un libro come un altro. Forse che tracce della sapienza di Dio non si possono trovare un po’ dappertutto, e non certo solo negli scritti teologici, ma magari in un romanzo, in un saggio? La differenza è che la Bibbia afferma in più punti di essere parola di Dio cosa che quasi nessun altro libro fa. Una bugia non da poco, che fa diventare la Bibbia un libro peggiore della media!

Poi c’è il problema del come e del chi dovrebbe liberare la Bibbia dalle incrostazioni. Sul chi, temiamo che chi parla di queste cose pensi innanzitutto a se stesso. Chiunque sia, gli viene attribuito un potere superiore al quello del clero romano, il quale dovrebbe – nel suo “integrare” gli insegnamenti della Scrittura con le proprie “tradizioni” – verificare la lunga presenza nella Chiesa di queste opinioni da introdurre (ad esempio, il dogma dell’immacolata concezione). Invece, qui è proprio il contrario: tutta la Bibbia è “in attesa di giudizio”, giudizio che poi può essere ulteriormente cambiato. In altre parole, sono molto più importanti le opinioni dei “liberatori dalle stratificazioni” delle parole degli autori dei libri biblici. Più che teologi diventano sorte di Sibille le quali avevano il vantaggio di non avere libri sacri di conseguenza potevano dire qualsiasi cosa venisse loro in mente.

Poi arriva il bello: qual è il termine di paragone che ci dice ciò che è Parola di Dio e ciò che non lo è ? O non esiste, o è costituito dalle personali convinzioni del “teologo” o prevarrà inevitabilmente il criterio per cui – in pratica – è tutta una stratificazione culturale. Facciamo un esempio con la Divina Commedia. Poiché vogliamo sapere come la pensava l’uomo Dante iniziamo col togliere al suo poema tutto ciò che è connesso a fatti storici, non fondamentali in sé e viene via gran parte del testo. Poi, ci sono le convinzioni teologico-filosofiche dell’epoca, in gran parte non originali perciò via anche quelle. Che resta ? Qualche neologismo, qualche tecnica narrativa, il resto, scartato. Usiamo questa tecnica per trovare le “stratificazioni culturali” nel documento sinodale sull’omosessualità ? Anche qui, presto liquidato: sarebbe stato pensabile un documento del genere fino a 40 anni fa ? No, infatti non si è mai visto, e cita solo documenti sinodali recentissimi e ignora la disciplina sul matrimonio e la famiglia (fondamentali in materia). È perciò chiaramente il frutto di una stratificazione culturale e tra qualche anno gli stessi che l’hanno votato oggi potrebbero non votarlo più. In realtà c’è anche un’altra epoca in cui un documento pro-omosessuali poteva benissimo essere approvato: l’epoca dell’apostolo Paolo, quando, nel grande mondo greco-romano, un po’ di pratica omosessuale era pressoché d’obbligo per introdursi nella società, nella cultura e persino nell’esercito. Vero, Paolo era ebreo e dunque meno influenzabile dalla cultura ellenistica prevalente: ma – viene anche da dire, in un mondo dominato dagli ellenisti Dio doveva proprio scegliersi gli uomini chiave tra i quattro gatti omofobi Ebrei? Un vero pasticcione, insomma, se la sua intenzione era benedire i gay. Altrimenti, può persino darsi che Dio l’abbia azzeccata, nonostante non avesse la possibilità di consultare la pastora Di Carlo.

Se poi la pastora ha ragione, un’altra questione emerge: che senso ha la domenica mattina perdere tempo e denaro in nome di un libro bugiardo su diversi punti ?

Insomma, quelle parole – se le prendiamo per buone – certificano l’insensatezza dell’esistenza di una chiesa evangelica.

Insomma: dal “sola scriptura” alla “scrittura sòla”. In romanesco, “sòla” significa fregatura, e gli studenti della facoltà di teologia la conoscono senz’altro. Forse qualcuno l’ha fraintesa.

Ma noi la pensiamo in un altro modo, e pensiamo che opinioni così insensate possano prevalere solo per qualche mese di annebbiamento.

 

Lucio Malan


 
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Si legge che questa frase avrebbe anche ottenuto notevole consenso. In ogni caso chi l’ha pronunciata è pastora ed ha dunque l’incarico retribuito di diffondere, viagra approved predicare insegnare quanto la Chiesa Valdese crede.

Intanto, viagra approved queste parole si scontrano con gli articoli 2 e 3 della vigente Confessione di Fede, esoprattutto con il 4 che vale la pena leggere interamente: “riconosciamo la divinità di questi libri sacri, non solo dalla testimonianza della Chiesa, ma principalmente dall’eterna et indubitabile verità della dottrina contenuta in essi, dall’eccellenza, sublimità e maestà del tutto divina che vi si dimostra, e dall’operatione dello Spirito Santo che ci fa ricevere con riverenza… i raggi della celeste luce che risplendono nella Scrittura, e corregge il nostro gusto per discernere questo cibo con suo divino sapore”.

Altro che liberare dalle stratificazioni!

Allora, secondo la pastora Di Carlo nella Bibbia c’è parola di Dio, ma in certe parti no e il documento sull’omosessualità ce ne ha indicati, purtroppo solo implicitamente, un bel po’.

Prima conseguenza: è un libro come un altro. Forse che tracce della sapienza di Dio non si possono trovare un po’ dappertutto, e non certo solo negli scritti teologici, ma magari in un romanzo, in un saggio? La differenza è che la Bibbia afferma in più punti di essere parola di Dio cosa che quasi nessun altro libro fa. Una bugia non da poco, che fa diventare la Bibbia un libro peggiore della media!

Poi c’è il problema del come e del chi dovrebbe liberare la Bibbia dalle incrostazioni. Sul chi, temiamo che chi parla di queste cose pensi innanzitutto a se stesso. Chiunque sia, gli viene attribuito un potere superiore al quello del clero romano, il quale dovrebbe – nel suo “integrare” gli insegnamenti della Scrittura con le proprie “tradizioni” – verificare la lunga presenza nella Chiesa di queste opinioni da introdurre (ad esempio, il dogma dell’immacolata concezione). Invece, qui è proprio il contrario: tutta la Bibbia è “in attesa di giudizio”, giudizio che poi può essere ulteriormente cambiato. In altre parole, sono molto più importanti le opinioni dei “liberatori dalle stratificazioni” delle parole degli autori dei libri biblici. Più che teologi diventano sorte di Sibille le quali avevano il vantaggio di non avere libri sacri di conseguenza potevano dire qualsiasi cosa venisse loro in mente.

Poi arriva il bello: qual è il termine di paragone che ci dice ciò che è Parola di Dio e ciò che non lo è ? O non esiste, o è costituito dalle personali convinzioni del “teologo” o prevarrà inevitabilmente il criterio per cui – in pratica – è tutta una stratificazione culturale. Facciamo un esempio con la Divina Commedia. Poiché vogliamo sapere come la pensava l’uomo Dante iniziamo col togliere al suo poema tutto ciò che è connesso a fatti storici, non fondamentali in sé e viene via gran parte del testo. Poi, ci sono le convinzioni teologico-filosofiche dell’epoca, in gran parte non originali perciò via anche quelle. Che resta ? Qualche neologismo, qualche tecnica narrativa, il resto, scartato. Usiamo questa tecnica per trovare le “stratificazioni culturali” nel documento sinodale sull’omosessualità ? Anche qui, presto liquidato: sarebbe stato pensabile un documento del genere fino a 40 anni fa ? No, infatti non si è mai visto, e cita solo documenti sinodali recentissimi e ignora la disciplina sul matrimonio e la famiglia (fondamentali in materia). È perciò chiaramente il frutto di una stratificazione culturale e tra qualche anno gli stessi che l’hanno votato oggi potrebbero non votarlo più. In realtà c’è anche un’altra epoca in cui un documento pro-omosessuali poteva benissimo essere approvato: l’epoca dell’apostolo Paolo, quando, nel grande mondo greco-romano, un po’ di pratica omosessuale era pressoché d’obbligo per introdursi nella società, nella cultura e persino nell’esercito. Vero, Paolo era ebreo e dunque meno influenzabile dalla cultura ellenistica prevalente: ma – viene anche da dire, in un mondo dominato dagli ellenisti Dio doveva proprio scegliersi gli uomini chiave tra i quattro gatti omofobi Ebrei? Un vero pasticcione, insomma, se la sua intenzione era benedire i gay. Altrimenti, può persino darsi che Dio l’abbia azzeccata, nonostante non avesse la possibilità di consultare la pastora Di Carlo.

Se poi la pastora ha ragione, un’altra questione emerge: che senso ha la domenica mattina perdere tempo e denaro in nome di un libro bugiardo su diversi punti ?

Insomma, quelle parole – se le prendiamo per buone – certificano l’insensatezza dell’esistenza di una chiesa evangelica.

Insomma: dal “sola scriptura” alla “scrittura sòla”. In romanesco, “sòla” significa fregatura, e gli studenti della facoltà di teologia la conoscono senz’altro. Forse qualcuno l’ha fraintesa.

Ma noi la pensiamo in un altro modo, e pensiamo che opinioni così insensate possano prevalere solo per qualche mese di annebbiamento.

 

Lucio Malan


 

“Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo… se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, case sia anatema… E’ forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, health o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo”.(Gal.1:6-10). Noi speriamo fortemente che i Valdesi, eredi di una gloriosa storia a favore di Cristo, si ravvedano e facciano ammenda, sbarazzandosi di tutta quei modelli culturali che non parlano di Cristo né onorano Cristo, che ha dato se stesso perché l’Uomo acquisisse la vera Umanità. Ma se essi procedono per la strada del neoumanesimo ateo, che tende a conservare l’Uomo nelle strutture del vecchio Eone, lasciandolo nella sua atavica barbarie e impedendolo di entrare nel Regno, non devono meravigliarsi se la loro testimonianza è infruttuosa e sterile destinata a seccarsi come il fico della parabola di Gesù in Marco 11:12-14, ovvero essi sono mercenari, e non pastori ai quali le pecore non appartengono,vedendo venire il lupo, abbandonano le pecore e fuggono lasciando il lupo fare razzie, perché sono mercenari e non importa loro delle pecore…(Giov.10:7-13).

Noi diciamo No! No! No all’Evangelo dei Valdesi.

 

Chiesa Evangelica Battista Internazionale “Gesù libera” di Venezia

 

Paolo brancè

  • Nel culto di apertura, physician la pastora Tomassone ha parlato dei demoni che si oppongono alla venuta del Regno: “Il compito di un Sinodo, buy information pills di una chiesa, medical di ogni credente e dei ministri che oggi accogliamo, è proprio quello di dare un nome e di smascherare, denunciandoli, i demoni che si oppongono alla venuta del Regno”. Occorre dunque entrare nella “dinamica della lotta di Dio contro il male, combattendo la solitudine, l’esclusione, la tratta di esseri umani, il pregiudizio, la corruzione, lo sfruttamento avido della natura e dei popoli, ogni forma di xenofobia e di omofobia“. Il comunicato stampa non citan che questi “demoni”: tutti decisamente terreni. Si poteva allora menzionare il fatto che miliardi di esseri umani sono privati di ogni libertà, a cominciare da quella religiosa, questo pare più importante di altro. Ma, soprattutto, una chiesa evangelica dovrebbe ricordare che ciò che si “oppone alla venuta del Regno” è soprattutto la pretesa umana di poter fare a meno di Dio: da ciò deriva tutto il resto. Lo schema del sermone, lo conferma pienamente.
  • Nel corso del culto di apertura, è stato consacrato pastore Michel Charbonnier di Luserna San Giovanni, cui vanno i nostri migliori auguri nel Signore. Il comunicato ufficiale ricorda che il nuovo pastore ha sottoscritto l’antica confessione di fede del 1655. Noi, per averne ricordata l’attualità, siamo stati sommersi dalle critiche.
  • “La nostra comune preoccupazione dev’essere la fedeltà della chiesa al suo Signore. Noi cristiani dobbiamo mettere in conto che certe scelte fatte in nome del Vangelo non solo non vengono capite, ma anche derise e rifiutate. Là dove la fedeltà si corrode, si spegne l’amore! Con molta passione desidero dire alla mia Chiesa e a voi, carissimi fratelli e sorelle: rimaniamo chiesa fedele!” Chi può aver detto una cosa simile al Sinodo ? Pier Giorgio Debernardi, vescovo di Pinerolo nel suo messaggio augurale all’inizio della settimana. C’è una certa umiliazione nel fatto che nel Sinodo Valdese, proteso soprattutto verso altre cose, spicchi l’evangelicità … del vescovo di Pinerolo. In compenso l’assemblea di Torre Pellice ha incontrato la piena approvazione di don Franco Barbero, già leader di una “comunità di base” cattolica, e ridotto allo stato laicale soprattutto per aver celebrato matrimoni gay. Anzi, Barbero aveva già l’esito con diversi giorni d’anticipo sul suo sito, ovviamente come “previsione”.

(continua)

NO! NO! NO ALL’EVANGELO DEI VALDESI – Comunicato dei Battisti Internazionali di Marghera (VE)

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Si legge che questa frase avrebbe anche ottenuto notevole consenso. In ogni caso chi l’ha pronunciata è pastora ed ha dunque l’incarico retribuito di diffondere, viagra approved predicare insegnare quanto la Chiesa Valdese crede.

Intanto, viagra approved queste parole si scontrano con gli articoli 2 e 3 della vigente Confessione di Fede, esoprattutto con il 4 che vale la pena leggere interamente: “riconosciamo la divinità di questi libri sacri, non solo dalla testimonianza della Chiesa, ma principalmente dall’eterna et indubitabile verità della dottrina contenuta in essi, dall’eccellenza, sublimità e maestà del tutto divina che vi si dimostra, e dall’operatione dello Spirito Santo che ci fa ricevere con riverenza… i raggi della celeste luce che risplendono nella Scrittura, e corregge il nostro gusto per discernere questo cibo con suo divino sapore”.

Altro che liberare dalle stratificazioni!

Allora, secondo la pastora Di Carlo nella Bibbia c’è parola di Dio, ma in certe parti no e il documento sull’omosessualità ce ne ha indicati, purtroppo solo implicitamente, un bel po’.

Prima conseguenza: è un libro come un altro. Forse che tracce della sapienza di Dio non si possono trovare un po’ dappertutto, e non certo solo negli scritti teologici, ma magari in un romanzo, in un saggio? La differenza è che la Bibbia afferma in più punti di essere parola di Dio cosa che quasi nessun altro libro fa. Una bugia non da poco, che fa diventare la Bibbia un libro peggiore della media!

Poi c’è il problema del come e del chi dovrebbe liberare la Bibbia dalle incrostazioni. Sul chi, temiamo che chi parla di queste cose pensi innanzitutto a se stesso. Chiunque sia, gli viene attribuito un potere superiore al quello del clero romano, il quale dovrebbe – nel suo “integrare” gli insegnamenti della Scrittura con le proprie “tradizioni” – verificare la lunga presenza nella Chiesa di queste opinioni da introdurre (ad esempio, il dogma dell’immacolata concezione). Invece, qui è proprio il contrario: tutta la Bibbia è “in attesa di giudizio”, giudizio che poi può essere ulteriormente cambiato. In altre parole, sono molto più importanti le opinioni dei “liberatori dalle stratificazioni” delle parole degli autori dei libri biblici. Più che teologi diventano sorte di Sibille le quali avevano il vantaggio di non avere libri sacri di conseguenza potevano dire qualsiasi cosa venisse loro in mente.

Poi arriva il bello: qual è il termine di paragone che ci dice ciò che è Parola di Dio e ciò che non lo è ? O non esiste, o è costituito dalle personali convinzioni del “teologo” o prevarrà inevitabilmente il criterio per cui – in pratica – è tutta una stratificazione culturale. Facciamo un esempio con la Divina Commedia. Poiché vogliamo sapere come la pensava l’uomo Dante iniziamo col togliere al suo poema tutto ciò che è connesso a fatti storici, non fondamentali in sé e viene via gran parte del testo. Poi, ci sono le convinzioni teologico-filosofiche dell’epoca, in gran parte non originali perciò via anche quelle. Che resta ? Qualche neologismo, qualche tecnica narrativa, il resto, scartato. Usiamo questa tecnica per trovare le “stratificazioni culturali” nel documento sinodale sull’omosessualità ? Anche qui, presto liquidato: sarebbe stato pensabile un documento del genere fino a 40 anni fa ? No, infatti non si è mai visto, e cita solo documenti sinodali recentissimi e ignora la disciplina sul matrimonio e la famiglia (fondamentali in materia). È perciò chiaramente il frutto di una stratificazione culturale e tra qualche anno gli stessi che l’hanno votato oggi potrebbero non votarlo più. In realtà c’è anche un’altra epoca in cui un documento pro-omosessuali poteva benissimo essere approvato: l’epoca dell’apostolo Paolo, quando, nel grande mondo greco-romano, un po’ di pratica omosessuale era pressoché d’obbligo per introdursi nella società, nella cultura e persino nell’esercito. Vero, Paolo era ebreo e dunque meno influenzabile dalla cultura ellenistica prevalente: ma – viene anche da dire, in un mondo dominato dagli ellenisti Dio doveva proprio scegliersi gli uomini chiave tra i quattro gatti omofobi Ebrei? Un vero pasticcione, insomma, se la sua intenzione era benedire i gay. Altrimenti, può persino darsi che Dio l’abbia azzeccata, nonostante non avesse la possibilità di consultare la pastora Di Carlo.

Se poi la pastora ha ragione, un’altra questione emerge: che senso ha la domenica mattina perdere tempo e denaro in nome di un libro bugiardo su diversi punti ?

Insomma, quelle parole – se le prendiamo per buone – certificano l’insensatezza dell’esistenza di una chiesa evangelica.

Insomma: dal “sola scriptura” alla “scrittura sòla”. In romanesco, “sòla” significa fregatura, e gli studenti della facoltà di teologia la conoscono senz’altro. Forse qualcuno l’ha fraintesa.

Ma noi la pensiamo in un altro modo, e pensiamo che opinioni così insensate possano prevalere solo per qualche mese di annebbiamento.

 

Lucio Malan


 
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Si legge che questa frase avrebbe anche ottenuto notevole consenso. In ogni caso chi l’ha pronunciata è pastora ed ha dunque l’incarico retribuito di diffondere, viagra approved predicare insegnare quanto la Chiesa Valdese crede.

Intanto, viagra approved queste parole si scontrano con gli articoli 2 e 3 della vigente Confessione di Fede, esoprattutto con il 4 che vale la pena leggere interamente: “riconosciamo la divinità di questi libri sacri, non solo dalla testimonianza della Chiesa, ma principalmente dall’eterna et indubitabile verità della dottrina contenuta in essi, dall’eccellenza, sublimità e maestà del tutto divina che vi si dimostra, e dall’operatione dello Spirito Santo che ci fa ricevere con riverenza… i raggi della celeste luce che risplendono nella Scrittura, e corregge il nostro gusto per discernere questo cibo con suo divino sapore”.

Altro che liberare dalle stratificazioni!

Allora, secondo la pastora Di Carlo nella Bibbia c’è parola di Dio, ma in certe parti no e il documento sull’omosessualità ce ne ha indicati, purtroppo solo implicitamente, un bel po’.

Prima conseguenza: è un libro come un altro. Forse che tracce della sapienza di Dio non si possono trovare un po’ dappertutto, e non certo solo negli scritti teologici, ma magari in un romanzo, in un saggio? La differenza è che la Bibbia afferma in più punti di essere parola di Dio cosa che quasi nessun altro libro fa. Una bugia non da poco, che fa diventare la Bibbia un libro peggiore della media!

Poi c’è il problema del come e del chi dovrebbe liberare la Bibbia dalle incrostazioni. Sul chi, temiamo che chi parla di queste cose pensi innanzitutto a se stesso. Chiunque sia, gli viene attribuito un potere superiore al quello del clero romano, il quale dovrebbe – nel suo “integrare” gli insegnamenti della Scrittura con le proprie “tradizioni” – verificare la lunga presenza nella Chiesa di queste opinioni da introdurre (ad esempio, il dogma dell’immacolata concezione). Invece, qui è proprio il contrario: tutta la Bibbia è “in attesa di giudizio”, giudizio che poi può essere ulteriormente cambiato. In altre parole, sono molto più importanti le opinioni dei “liberatori dalle stratificazioni” delle parole degli autori dei libri biblici. Più che teologi diventano sorte di Sibille le quali avevano il vantaggio di non avere libri sacri di conseguenza potevano dire qualsiasi cosa venisse loro in mente.

Poi arriva il bello: qual è il termine di paragone che ci dice ciò che è Parola di Dio e ciò che non lo è ? O non esiste, o è costituito dalle personali convinzioni del “teologo” o prevarrà inevitabilmente il criterio per cui – in pratica – è tutta una stratificazione culturale. Facciamo un esempio con la Divina Commedia. Poiché vogliamo sapere come la pensava l’uomo Dante iniziamo col togliere al suo poema tutto ciò che è connesso a fatti storici, non fondamentali in sé e viene via gran parte del testo. Poi, ci sono le convinzioni teologico-filosofiche dell’epoca, in gran parte non originali perciò via anche quelle. Che resta ? Qualche neologismo, qualche tecnica narrativa, il resto, scartato. Usiamo questa tecnica per trovare le “stratificazioni culturali” nel documento sinodale sull’omosessualità ? Anche qui, presto liquidato: sarebbe stato pensabile un documento del genere fino a 40 anni fa ? No, infatti non si è mai visto, e cita solo documenti sinodali recentissimi e ignora la disciplina sul matrimonio e la famiglia (fondamentali in materia). È perciò chiaramente il frutto di una stratificazione culturale e tra qualche anno gli stessi che l’hanno votato oggi potrebbero non votarlo più. In realtà c’è anche un’altra epoca in cui un documento pro-omosessuali poteva benissimo essere approvato: l’epoca dell’apostolo Paolo, quando, nel grande mondo greco-romano, un po’ di pratica omosessuale era pressoché d’obbligo per introdursi nella società, nella cultura e persino nell’esercito. Vero, Paolo era ebreo e dunque meno influenzabile dalla cultura ellenistica prevalente: ma – viene anche da dire, in un mondo dominato dagli ellenisti Dio doveva proprio scegliersi gli uomini chiave tra i quattro gatti omofobi Ebrei? Un vero pasticcione, insomma, se la sua intenzione era benedire i gay. Altrimenti, può persino darsi che Dio l’abbia azzeccata, nonostante non avesse la possibilità di consultare la pastora Di Carlo.

Se poi la pastora ha ragione, un’altra questione emerge: che senso ha la domenica mattina perdere tempo e denaro in nome di un libro bugiardo su diversi punti ?

Insomma, quelle parole – se le prendiamo per buone – certificano l’insensatezza dell’esistenza di una chiesa evangelica.

Insomma: dal “sola scriptura” alla “scrittura sòla”. In romanesco, “sòla” significa fregatura, e gli studenti della facoltà di teologia la conoscono senz’altro. Forse qualcuno l’ha fraintesa.

Ma noi la pensiamo in un altro modo, e pensiamo che opinioni così insensate possano prevalere solo per qualche mese di annebbiamento.

 

Lucio Malan


 

“Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo… se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, case sia anatema… E’ forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, health o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo”.(Gal.1:6-10). Noi speriamo fortemente che i Valdesi, eredi di una gloriosa storia a favore di Cristo, si ravvedano e facciano ammenda, sbarazzandosi di tutta quei modelli culturali che non parlano di Cristo né onorano Cristo, che ha dato se stesso perché l’Uomo acquisisse la vera Umanità. Ma se essi procedono per la strada del neoumanesimo ateo, che tende a conservare l’Uomo nelle strutture del vecchio Eone, lasciandolo nella sua atavica barbarie e impedendolo di entrare nel Regno, non devono meravigliarsi se la loro testimonianza è infruttuosa e sterile destinata a seccarsi come il fico della parabola di Gesù in Marco 11:12-14, ovvero essi sono mercenari, e non pastori ai quali le pecore non appartengono,vedendo venire il lupo, abbandonano le pecore e fuggono lasciando il lupo fare razzie, perché sono mercenari e non importa loro delle pecore…(Giov.10:7-13).

Noi diciamo No! No! No all’Evangelo dei Valdesi.

 

Chiesa Evangelica Battista Internazionale “Gesù libera” di Venezia

 

Paolo brancè

LA FRASE CHE MEGLIO PUÒ DESCRIVERE LA FINE DI UNA CHIESA EVANGELICA: “LA BIBBIA NON È LA PAROLA DI DIO, NELLA BIBBIA SI TROVA LA PAROLA DI DIO. IL NOSTRO COMPITO È “SCAVARE” PER LIBERARLA DALLA STRATIFICAZIONE DELLA CULTURA”

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Si legge che questa frase avrebbe anche ottenuto notevole consenso. In ogni caso chi l’ha pronunciata è pastora ed ha dunque l’incarico retribuito di diffondere, viagra approved predicare insegnare quanto la Chiesa Valdese crede.

Intanto, viagra approved queste parole si scontrano con gli articoli 2 e 3 della vigente Confessione di Fede, esoprattutto con il 4 che vale la pena leggere interamente: “riconosciamo la divinità di questi libri sacri, non solo dalla testimonianza della Chiesa, ma principalmente dall’eterna et indubitabile verità della dottrina contenuta in essi, dall’eccellenza, sublimità e maestà del tutto divina che vi si dimostra, e dall’operatione dello Spirito Santo che ci fa ricevere con riverenza… i raggi della celeste luce che risplendono nella Scrittura, e corregge il nostro gusto per discernere questo cibo con suo divino sapore”.

Altro che liberare dalle stratificazioni!

Allora, secondo la pastora Di Carlo nella Bibbia c’è parola di Dio, ma in certe parti no e il documento sull’omosessualità ce ne ha indicati, purtroppo solo implicitamente, un bel po’.

Prima conseguenza: è un libro come un altro. Forse che tracce della sapienza di Dio non si possono trovare un po’ dappertutto, e non certo solo negli scritti teologici, ma magari in un romanzo, in un saggio? La differenza è che la Bibbia afferma in più punti di essere parola di Dio cosa che quasi nessun altro libro fa. Una bugia non da poco, che fa diventare la Bibbia un libro peggiore della media!

Poi c’è il problema del come e del chi dovrebbe liberare la Bibbia dalle incrostazioni. Sul chi, temiamo che chi parla di queste cose pensi innanzitutto a se stesso. Chiunque sia, gli viene attribuito un potere superiore al quello del clero romano, il quale dovrebbe – nel suo “integrare” gli insegnamenti della Scrittura con le proprie “tradizioni” – verificare la lunga presenza nella Chiesa di queste opinioni da introdurre (ad esempio, il dogma dell’immacolata concezione). Invece, qui è proprio il contrario: tutta la Bibbia è “in attesa di giudizio”, giudizio che poi può essere ulteriormente cambiato. In altre parole, sono molto più importanti le opinioni dei “liberatori dalle stratificazioni” delle parole degli autori dei libri biblici. Più che teologi diventano sorte di Sibille le quali avevano il vantaggio di non avere libri sacri di conseguenza potevano dire qualsiasi cosa venisse loro in mente.

Poi arriva il bello: qual è il termine di paragone che ci dice ciò che è Parola di Dio e ciò che non lo è ? O non esiste, o è costituito dalle personali convinzioni del “teologo” o prevarrà inevitabilmente il criterio per cui – in pratica – è tutta una stratificazione culturale. Facciamo un esempio con la Divina Commedia. Poiché vogliamo sapere come la pensava l’uomo Dante iniziamo col togliere al suo poema tutto ciò che è connesso a fatti storici, non fondamentali in sé e viene via gran parte del testo. Poi, ci sono le convinzioni teologico-filosofiche dell’epoca, in gran parte non originali perciò via anche quelle. Che resta ? Qualche neologismo, qualche tecnica narrativa, il resto, scartato. Usiamo questa tecnica per trovare le “stratificazioni culturali” nel documento sinodale sull’omosessualità ? Anche qui, presto liquidato: sarebbe stato pensabile un documento del genere fino a 40 anni fa ? No, infatti non si è mai visto, e cita solo documenti sinodali recentissimi e ignora la disciplina sul matrimonio e la famiglia (fondamentali in materia). È perciò chiaramente il frutto di una stratificazione culturale e tra qualche anno gli stessi che l’hanno votato oggi potrebbero non votarlo più. In realtà c’è anche un’altra epoca in cui un documento pro-omosessuali poteva benissimo essere approvato: l’epoca dell’apostolo Paolo, quando, nel grande mondo greco-romano, un po’ di pratica omosessuale era pressoché d’obbligo per introdursi nella società, nella cultura e persino nell’esercito. Vero, Paolo era ebreo e dunque meno influenzabile dalla cultura ellenistica prevalente: ma – viene anche da dire, in un mondo dominato dagli ellenisti Dio doveva proprio scegliersi gli uomini chiave tra i quattro gatti omofobi Ebrei? Un vero pasticcione, insomma, se la sua intenzione era benedire i gay. Altrimenti, può persino darsi che Dio l’abbia azzeccata, nonostante non avesse la possibilità di consultare la pastora Di Carlo.

Se poi la pastora ha ragione, un’altra questione emerge: che senso ha la domenica mattina perdere tempo e denaro in nome di un libro bugiardo su diversi punti ?

Insomma, quelle parole – se le prendiamo per buone – certificano l’insensatezza dell’esistenza di una chiesa evangelica.

Insomma: dal “sola scriptura” alla “scrittura sòla”. In romanesco, “sòla” significa fregatura, e gli studenti della facoltà di teologia la conoscono senz’altro. Forse qualcuno l’ha fraintesa.

Ma noi la pensiamo in un altro modo, e pensiamo che opinioni così insensate possano prevalere solo per qualche mese di annebbiamento.

 

Lucio Malan


 

Intervista di Radio Radicale a Lucio Malan sulla decisione del Sinodo Valdese di impartire la benedizione anche alle coppie omosessuali.

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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