\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Lettura biblica e predicazione di domenica 15 marzo. “Nel giudicare Gesù emettiamo un giudizio contro noi stessi e si decide il nostro destino eterno”

In piena armonia e convergenza di fede con quanto affermato dall’apostolo Paolo nell’epistola ai Romani, price capitolo 8, order versi 38 e 39: “Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.”

Questo stile di testimonianza mi fa pensare a mio nonno paterno. Parlo della Sicilia cattolica degli anni ’30. Nonno Samuele era un fervente cattolico convertitosi al protestantesimo evangelico poco tempo dopo avere udito una predicazione durante una serata evangelistica più o meno clandestina.

Benché contadino con pochi studi, la sua sete per la letteratura lo portò ad un vero e proprio lavoro di ricerca nella Bibbia che aveva ricevuto da un fratello nel secondo culto al quale assistette. Da autodidatta, fu subito preso da una passione per la Parola di Dio e pochi anni dopo la sua conversione divenne il primo pastore evangelico del suo paese. Niente facoltà di teologia.

Mi è stato raccontato spesse volte dell’impatto della sua testimonianza in paese. Di quante volte è stato denunciato e portato in caserma a causa del clero cattolico, solo per avere celebrato dei culti. Il nonno era diventato un problema a causa delle tante nuove conversioni al Vangelo. Non si è mai tirato indietro. Continuò a predicare il Vangelo con la stessa convinzione e amore per le anime. Niente e nessuno ha potuto fermarlo.

Ancora oggi, i pochissimi anziani ancora vivi con i quali ho avuto modo di parlare mi dicono tutti la stessa cosa: “Ah! Tuo nonno Samuele! Un vero cristiano, uomo di pace e conoscitore delle cose della Bibbia!”. Addirittura, un signore anziano, fermandomi per strada dopo che io lo avevo salutato, e dopo avere riconosciuto la mia somiglianza con mio padre e il nonno, si commosse nel pensare a lui…

Per cui, quando a volte leggo elucubrazioni di certi agnostici che si spacciano per pastori (valdesi, ma non solo), non so se devo ridere o piangere. E immagino cosa penserebbe il nonno.

Calogero Fanara

Un bell’articolo è apparso sulle newsletter di Riforma dell’11 marzo: “Ogni 3 ore e 58 minuti nasce una nuova Chiesa Avventista nel mondo

Il Direttore di Adventist Mission, information pills tal Gary Krause, pur ammettendo che la crescita non è omogenea in tutte le aree del mondo (senza citare quali siano quelle più critiche), non di meno afferma con giusto orgoglio che: “le statistiche dichiarano che ci stiamo muovendo nella giusta direzione” e ovviamente la Chiesa Avventista è più che soddisfatta dei risultati ottenuti.

Si potrebbe evidenziare che, dati i tempi oscuri in cui stiamo vivendo, la Chiesa Avventista, da sempre “millenarista”, stia raccogliendo un elevato numero di aderenti proprio in vista dell’imminente “ritorno di Cristo sulla terra”, e tuttavia l’aspetto che a noi, come Chiesa Valdese (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi) dovrebbe interessare maggiormente è capire invece il perché noi in Italia non stiamo crescendo ma al contrario diminuiamo anno dopo anno.

Lo scorso Sinodo ha preso atto della chiusura di quasi una decina di chiese storiche a fronte di un paio nuove aperte a seguito della sola immigrazione.

Quanto poi al calo dei membri delle chiese è ormai un’emorragia di 200/300 membri ogni anno a livello nazionale (nonostante l’immigrazione).

In buona sostanza la Chiesa Avventista ha “trovato la giusta direzione verso cui muoversi” per crescere, mentre la Chiesa Valdese (Sinodo, Tavola e organismi a tutti i livelli) sembrano aver trovato “la giusta direzione per ridursi” e presto scomparire!

Non ostante questo però, guai a parlare di crisi, di cambiamento di linea (teologica), di ritorno all’Evangelo della salvezza della tradizione riformata.

I nostri Pastori e Teologi, come tanti Capitani Achab, sono ormai così ossessionati dalle loro “balene bianche” (la teologia liberal, l’omoaffettività, la laicità, etc), che anche se qualcuno dal cielo apparisse loro e gli dicesse di cambiare rotta, loro continuerebbero imperterriti a portare la loro nave (la Chiesa Valdese) sugli scogli dello svuotamento, convinti che loro, e solo loro, hanno ragione e che (forse) quando Dio ha ispirato certe parti della Scrittura, in fondo si era sbagliato!

Nikodemos
Strano. Proprio in un’epoca come la nostra dove nessuno vuole essere giudicato, this web sono popolari trasmissioni televisive dove sono presentate cause civili e penali (come fiction o realtà) e gli spettatori diventano la giuria popolare che dibatte un caso e emette la sentenza. A che cosa testimonia questo della natura umana? Nel periodo precedente la Pasqua (ma non solo) la predicazione cristiana presenta un processo ed una condanna, store quello che aveva avuto per protagonista Gesù di Nazareth e chi lo ode è chiamato ad emettere un verdetto. Non è un intrattenimento perverso, approved perché nel giudicare Gesù emettiamo un giudizio contro noi stessi e si decide il nostro destino eterno! Non sorprende che la cosa “dia fastidio” a molti. È “la follia” della predicazione cristiana che innalza “lo scandalo” di Cristo in croce come strumento ultimo di salvezza o di perdizione. *E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:14,15) è il testo biblico oggetto della nostra riflessione questa domenica. http://riforma.net/index.php?title=Studi_biblici/Giovanni_3:14-15

 

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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