\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

L’urgenza del Regno di Dio

Non sempre sono chiari certi concetti, troche information pills parole e termini che si trovano nella Scrittura perché gli insegnamenti abituali ci modellano fin dalla tenera età e ci impediscono di andare oltre, pilule oltre al confine del sentiero moderno che percorriamo; ci impediscono di riscoprire l’antico sentiero, shop l’antico insegnamento perché la lieve luce che ci permetterebbe di intendere infastidisce l’umana volontà, l’umana opera che si predispone sempre verso l’io, sempre verso l’ego sul suo trono.

Una di queste domande può sorgere quando gli umani pensano che “il mondo” sia l’umanità composta da ogni singolo uomo presente sulla terra.

Anch’io mi sono posta questa domanda, qualcuno mi ha dato una risposta e io… leggo la mia Bibbia.

Leggendo dunque nel vangelo di Giovanni al capitolo 17 e abbinandolo alla parabola del tesoro nascosto nel campo (Matteo 13:44), con una semplice riflessione, mi sembra di individuare due significati abbinati insieme in quel termine “mondo”.

Nella parabola del tesoro nascosto il regno dei cieli è come il mondo, che può essere anche il mondo cristiano, e in quel campo, in quel mondo, c’è un tesoro che un uomo (Cristo) dopo averlo trovato, nasconde, va e vende tutto quello che ha (lascia la gloria) e compra quel campo (con la sua opera).

Se cerco nel capitolo 17 di Giovanni il termine “mondo” e li sottolineo tutti unendoli, ecco come li leggo io e quale definizione di “mondo” darei:

“Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo (il tesoro nel campo).

Io prego per loro (il tesoro); non prego per il mondo (il campo), ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi (il tesoro).

Io non sono più nel mondo (nel campo), ma essi sono nel mondo (fanno parte del mondo) e io vengo a te.

Ma ora io vengo a te e dico queste cose nel mondo (il campo), affinché essi (il tesoro) abbiano compiuti in sé stessi la mia gioia.

Io ho dato a loro (il tesoro) la tua parola, e il mondo (il campo) li ha odiati, perché non sono del mondo (il campo), come io non sono del mondo (la natura del tesoro non è quella del campo nel quale il tesoro è nascosto). Non prego che tu li tolga dal mondo (il tesoro è nel campo e può quindi essere definito anch’esso “mondo” o parte del mondo).

Essi (tesoro) non sono del mondo (del campo, benché siano nel campo) come io non sono del mondo (del campo).

Come tu hai mandato me nel mondo (nel campo) anch’io ho mandato loro (tesoro) nel mondo (nel campo). Che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi; affinché il mondo (il resto del tesoro nel campo) creda che tu mi hai mandato; io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità e affinché il mondo (il resto del tesoro) conosca che tu mi hai mandato.

Padre giusto il mondo (il campo) non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi (il tesoro) hanno conosciuto che tu mi hai mandato.

Daniela
Non sempre sono chiari certi concetti, dosage parole e termini che si trovano nella Scrittura perché gli insegnamenti abituali ci modellano fin dalla tenera età e ci impediscono di andare oltre, recipe oltre al confine del sentiero moderno che percorriamo; ci impediscono di riscoprire l’antico sentiero, l’antico insegnamento perché la lieve luce che ci permetterebbe di intendere infastidisce l’umana volontà, l’umana opera che si predispone sempre verso l’io, sempre verso l’ego sul suo trono.

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Anch’io mi sono posta questa domanda, qualcuno mi ha dato una risposta e io… leggo la mia Bibbia.

Leggendo dunque nel vangelo di Giovanni al capitolo 17 e abbinandolo alla parabola del tesoro nascosto nel campo (Matteo 13:44), con una semplice riflessione, mi sembra di individuare due significati abbinati insieme in quel termine “mondo”.

Nella parabola del tesoro nascosto il regno dei cieli è come il mondo, che può essere anche il mondo cristiano, e in quel campo, in quel mondo, c’è un tesoro che un uomo (Cristo) dopo averlo trovato, nasconde, va e vende tutto quello che ha (lascia la gloria) e compra quel campo (con la sua opera).

Se cerco nel capitolo 17 di Giovanni il termine “mondo” e li sottolineo tutti unendoli, ecco come li leggo io e quale definizione di “mondo” darei:

“Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo (il tesoro nel campo).

Io prego per loro (il tesoro); non prego per il mondo (il campo), ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi (il tesoro).

Io non sono più nel mondo (nel campo), ma essi sono nel mondo (fanno parte del mondo) e io vengo a te.

Ma ora io vengo a te e dico queste cose nel mondo (il campo), affinché essi (il tesoro) abbiano compiuti in sé stessi la mia gioia.

Io ho dato a loro (il tesoro) la tua parola, e il mondo (il campo) li ha odiati, perché non sono del mondo (il campo), come io non sono del mondo (la natura del tesoro non è quella del campo nel quale il tesoro è nascosto). Non prego che tu li tolga dal mondo (il tesoro è nel campo e può quindi essere definito anch’esso “mondo” o parte del mondo).

Essi (tesoro) non sono del mondo (del campo, benché siano nel campo) come io non sono del mondo (del campo).

Come tu hai mandato me nel mondo (nel campo) anch’io ho mandato loro (tesoro) nel mondo (nel campo). Che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi; affinché il mondo (il resto del tesoro nel campo) creda che tu mi hai mandato; io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità e affinché il mondo (il resto del tesoro) conosca che tu mi hai mandato.

Padre giusto il mondo (il campo) non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi (il tesoro) hanno conosciuto che tu mi hai mandato.

Daniela
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Anch’io mi sono posta questa domanda, qualcuno mi ha dato una risposta e io… leggo la mia Bibbia.

Leggendo dunque nel vangelo di Giovanni al capitolo 17 e abbinandolo alla parabola del tesoro nascosto nel campo (Matteo 13:44), con una semplice riflessione, mi sembra di individuare due significati abbinati insieme in quel termine “mondo”.

Nella parabola del tesoro nascosto il regno dei cieli è come il mondo, che può essere anche il mondo cristiano, e in quel campo, in quel mondo, c’è un tesoro che un uomo (Cristo) dopo averlo trovato, nasconde, va e vende tutto quello che ha (lascia la gloria) e compra quel campo (con la sua opera).

Se cerco nel capitolo 17 di Giovanni il termine “mondo” e li sottolineo tutti unendoli, ecco come li leggo io e quale definizione di “mondo” darei:

“Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo (il tesoro nel campo).

Io prego per loro (il tesoro); non prego per il mondo (il campo), ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi (il tesoro).

Io non sono più nel mondo (nel campo), ma essi sono nel mondo (fanno parte del mondo) e io vengo a te.

Ma ora io vengo a te e dico queste cose nel mondo (il campo), affinché essi (il tesoro) abbiano compiuti in sé stessi la mia gioia.

Io ho dato a loro (il tesoro) la tua parola, e il mondo (il campo) li ha odiati, perché non sono del mondo (il campo), come io non sono del mondo (la natura del tesoro non è quella del campo nel quale il tesoro è nascosto). Non prego che tu li tolga dal mondo (il tesoro è nel campo e può quindi essere definito anch’esso “mondo” o parte del mondo).

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Padre giusto il mondo (il campo) non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi (il tesoro) hanno conosciuto che tu mi hai mandato.

Daniela
Che il settimanale Riforma e il corrispondente sito web recentemente rinnovato, ailment noi si faccia parecchio fatica a considerarlo cristiano e men che meno “riformato” è un fatto già noto. Che poi pubblicizzi un articolo come quello di Monica Lanfranco, saleL’urgenza della laicità”, del 9 ottobre 2014, dà la misura della mancanza di pudore dei suoi redattori. Da un punto di vista cristiano l’appello in favore della laicità della signora Lanfranco contiene, a mio giudizio, praticamente un errore ad ogni frase. Ne commenterò alcuni.

Il primo punto del ‘manifesto’ di www.secularconference.com e l’idea che pervade tutto l’articolo è il desiderio di realizzare a livello mondiale la “Completa separazione della religione dallo stato. La laicità è un diritto fondamentale”. Separare la religione dallo stato è impossibile. Qualsiasi ordinamento sociale è moralità messa in atto, e qualsiasi moralità (o immoralità) poggia su fondamenti religiosi ed è l’espressione di religione. Perciò, ogni sistema giuridico, vale a dire ogni stato, rappresenta un ordine religioso ed è l’espressione di religione. La religione della Lanfranco è la seconda religione più vecchia al mondo e si posa sulla menzogna del tentatore: “sarete come Dio decidendo da voi stessi ciò che è bene e ciò che è male” (Genesi 3:5). L’obbiettivo di www.secularconference.com è dunque subito evidente: fare un unico fascio di tutte le religioni, vere come il cristianesimo o false come l’Islam, in quanto, a suo dire, “discriminatorie, misogine, omofobiche” e sostituirle con l’Umanesimo, la religione dell’Io come Dio.

L’affare è molto allettante perché l’uomo peccatore (l’uomo nel quale è presente fin dalla nascita questo peccato originale) è sempre attratto dalla ‘libertà’ che gli viene promessa in cambio di una scelta contro Dio. È più forte di lui. È nel suo essere, nella sua essenza come uomo (e non aggiungo come donna perch’essa è inclusa nell’uomo). In questo senso laicità è dunque la pretesa che Dio non esista mentre continuiamo a vivere nella sua creazione.

La signora Lanfranco è assai zelante nel denunciare “l’insorgere delle dittature di stampo islamista” ma con che cosa intende combatterla? Con la dittatura di stampo umanista, con la “diffusione del secolarismo”, con tutto ciò che odia Dio e che, come le lobby LGTB, vuole sovvertire il suo ordinamento creazionale. Chiodo scaccia chiodo, dittatura scaccia dittatura. Per un atea non fa una piega. Che il settimanale Riforma lo sottoscriva mi lascia perplesso. Non ha forse nostro Signore detto: “Andate, dunque, fate tutte le nazioni mie discepoli …insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato”? Questo mandato di nostro Signore, a far diventare cristiane tutte le nazioni non può essere cambiato in ‘promuovete la laicità in tutte le nazioni’,  possiede inoltre una forte componente sociale e non è solo individualista e privato (vedi punto 4 del manifesto).

È vero, molte donne mussulmane vivono una condizione di schiavitù che è frutto del peccato.  Il settimanale Riforma dovrebbe sapere che la Verità rende liberi. Con Gesù la donna può togliersi il velo, sciogliere i suoi capelli davanti a tutti ed asciugare con essi i piedi del Signore. Ma all’aduera Egli dice: “Va e non peccare più”. La libertà che l’uomo e la donna possono avere sulla terra è la libertà di vivere in accordo con la legge di Dio. Per la signora Lanfranco, però, “La laicità è una richiesta umana”. Sì lo è, è la richiesta di vivere come se Dio non esistesse e conferma che tutti gli uomini nascono col peccato originale. I movimenti di ‘liberazione’ cominciano sempre col caso più modesto. In questo caso, poter vivere senza l’obbligo di portare il velo, ma il vero obbiettivo, e nemmeno tanto velato è che le donne, anche le donne mussulmane, siano libere di copulare in piazza con chi vogliono come già stanno facendo in qualche capitale europea le sacerdotesse del dio Umanesimo.

C’è un ultima cosa che dovrebbe pungolare la coscienza di ogni vero cristiano. Nell’ultimo paragrafo la signora Lanfranco mette involontariamente a nudo una triste realtà: “nell’occidente il cristianesimo è stato messo all’angolo dall’illuminismo”. È vero. Negli ultimi due secoli a causa di un imperante pietismo i cristiani si sono sempre più ritirati da ogni ambito di vita ed in particolar modo dalla politica. Ne è risultata la crescita dello stato e la sua invasione di sfere di vita che Dio ha invece riservato all’individuo o alla famiglia. La Lanfranco è però preoccupata che la chiesa possa ancora ricevere sussidi statali senza ‘mettersi in riga’. Questa è ovviamente una fede nello stato e colloca Cesare al di sopra di Dio. In questa fede la religione è una giurisdizione dello stato, il quale ha diritto di regolare, concedere, permettere, tollerare o infine abolire la religione. Contro questa visione dello stato i primi cristiani ingaggiarono una dura lotta che li vide spesso perseguitati e uccisi, ma che alla fine li vide vincitori. Che tristezza constatare che proprio la nostra generazione ha dato fondo agli ultimi spiccioli del loro lascito e che dovremo lottare per riconquistare il terreno perduto.

La sentinella sta suonando la tromba. Chi vuole combattere si presenti e si faccia contare.

Giorgio Modolo

2 Responses to “L’urgenza del Regno di Dio”

  1. Giuseppe Rai scrive:

    L’analisi che la signora Lanfranco propone mi ricorda il paradosso del figlio che disconosce sua madre perché a suo dire “indegna di essere tale”, quando così facendo riconosce lui stesso di esserlo in quanto figlio di tale madre!
    Non vi sono dubbi che uno Stato, le sue istituzioni e quindi la sua stessa natura, sono frutto dell’etica religiosa del suo popolo. E’ comprensibile come l’illuminismo abbia voluto rigettare la cappa oppressiva dell’oscurantismo della religione cristiana, ma è altresì vero che lo stesso illuminismo è figlio della religione cristiana, senza la quale non sarebbe mai nato. Ora che i laici rinneghino la loro madre è comprensibile ma come ho detto è per lo meno paradossale.
    Come fa giustamente osservare l’articolista Modolo, voler sostituire la religione con la laicità, quando quest’ultima non fa altro che comportarsi come un’altra religione, equivale a voler “imporre una dittatura di stampo umanista o secolarista”.
    La laicità degli stati dovrebbe semmai essere tutelata/garantita attraverso un’autentica separazione tra istituzioni laiche e religiose (il governo civile da un lato e la chiesa dall’altro) e non certo nel voler negare i principi cristiani (le famose radici cristiane dell’Europa) che stanno alla base della nostra società occidentale, per preservare un mal inteso senso di laicità.
    Alla fine, purtroppo, l’umanesimo, la nuova religione che doveva liberare l’uomo dalla schiavitù della religione cristiana, finisce per essere lui stesso religione oppressiva laddove non consente più alle altre religioni (Islam compreso!) di esprimersi nelle rispettive società dove esse sono vissute e praticate, in nome di un principio assoluto di libertà laica (il nuovo dio!), che come ben identificato da Modolo, è un dio antico e ben noto, ossia “l’antico tentatore” che attraverso l’umanesimo ha riproposto il suo primordiale inganno convincendo l’uomo di poter diventare dio di se stesso.

    Giuseppe Rai

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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