\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

L’Eco del Chisone: “Benedizione delle unioni gay, gran pubblico al Sinodo”

Ma il Regolamento dice un’altra cosa

20110823_sinodo2011_2Proprio l’articolo 9 del Regolamento Generale sul Sinodo dice che “Alle sedute possono assistere tutti i membri delle chiese”. In nessun campo si è sostituita la presenza personale con la ripresa televisiva senza una espressa norma.

E’ AGIBILE ANCHE LA GALLERIA, visit this MA SOLO PER QUALCUNO!

MA IL REGOLAMENTO DICE UN’ALTRA COSA

20110823_sinodo2011_2
Proprio l’articolo 9 del Regolamento Generale sul Sinodo dice che “Alle sedute possono assistere tutti i membri delle chiese”. In nessun campo si è sostituita la presenza personale con la ripresa televisiva senza una espressa norma.

E’ AGIBILE ANCHE LA GALLERIA, visit this MA SOLO PER QUALCUNO!

MA IL REGOLAMENTO DICE UN’ALTRA COSA

20110823_sinodo2011_2
Proprio l’articolo 9 del Regolamento Generale sul Sinodo dice che “Alle sedute possono assistere tutti i membri delle chiese”. In nessun campo si è sostituita la presenza personale con la ripresa televisiva senza una espressa norma.

di Antonio Giaimo

Potrebbe non essere questo il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste che passerà alla storia per aver concesso la benedizione delle coppie gay. La discussione di ieri non è arrivata ad una conclusione, website like this il dibattito riprenderà oggi. I segnali che emergono tre giorni dopo quella processione di pastori valdesi che sul petto si erano appuntati un triangolino rosa e che induceva a facili conclusioni, shop non vanno ora nella stessa direzione. «Bisognerà pur dire una parola chiara: quando parliamo di omosessuali parliamo di amore o di peccato?», information pills ha detto il vice moderatore della Tavola Valdese, Eugenio Bernardini.

Tutto lascia intendere che quest’anno si potrebbe arrivare solo alla definizione di un documento programmatico che verrà poi messo ai voti il prossimo anno. Aggiunge Marco Bouchard, presidente del Sinodo: «L’accoglienza delle persone omosessuali non è più sindacabile, forse anche grazie a questo clima oggi le richieste che ci giungono da persone che desiderano benedire l’amore che le lega sono richieste serie e sentite». E poi, citando le pagine del Vangelo di Giovanni, dove si legge: «Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio», il pastore dice: «Chissà che il Sinodo non stia per fare un passo enorme, storico, innovativo della realtà teologica». Se si trattasse di mettere ai voti questa decisione, con ogni probabilità la benedizione alle coppie gay sarebbe cosa fatta, ma la chiesa valdese e metodista vuole arrivare a una decisione ponderata e condivisa, anche perché il 20% dei suoi membri arriva dall’Africa, un continente dove i rapporti omosessuali sono messi all’indice.

Numerosi sono i membri di chiesa favorevoli, anche in virtù del fatto che durante il Sinodo della chesa valdese del Rio de la Plata a febbraio sono state approvate queste benedizioni. Spiega Daniela Di Carlo, presidente delle chiese valdesi di queste valli: «I gay sono persone che possono dare un contributo concreto alla nostra comunità, ciascuno ha una storia da raccontare, molti sono già nei nostri direttivi, mi sembra che ormai i tempi siano maturi per un passo importante». Più cauto invece il pastore Daniele Garrone, docente alla facoltà di Teologia di Roma, che sposta la questione sui diritti civili che lo Stato dovrebbe riconoscere a queste coppie: «Per noi l’unica benedizione è quella che viene impartita durante i matrimoni.

Del resto noi non celebriamo i cosiddetti matrimoni di coscienza, quelli che portando all’unione di due vedovi, molte volte servono soltanto a mettere insieme il reddito che deriva da quattro pensioni. Il matrimonio per noi è un patto di vita, è un fatto umano e credo quindi che sia logico che il Sinodo rinvii la decisione. Il primo passo deve farlo lo Stato». Sull’aspetto civile arriva il contributo del pastore Giuseppe Platone: «Esiste un vuoto legislativo in merito alla tutela delle coppie di fatto, un problema sollevato a più riprese dalle nostre chiese».

E’ AGIBILE ANCHE LA GALLERIA, visit this MA SOLO PER QUALCUNO!

MA IL REGOLAMENTO DICE UN’ALTRA COSA

20110823_sinodo2011_2
Proprio l’articolo 9 del Regolamento Generale sul Sinodo dice che “Alle sedute possono assistere tutti i membri delle chiese”. In nessun campo si è sostituita la presenza personale con la ripresa televisiva senza una espressa norma.

di Antonio Giaimo

Potrebbe non essere questo il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste che passerà alla storia per aver concesso la benedizione delle coppie gay. La discussione di ieri non è arrivata ad una conclusione, website like this il dibattito riprenderà oggi. I segnali che emergono tre giorni dopo quella processione di pastori valdesi che sul petto si erano appuntati un triangolino rosa e che induceva a facili conclusioni, shop non vanno ora nella stessa direzione. «Bisognerà pur dire una parola chiara: quando parliamo di omosessuali parliamo di amore o di peccato?», information pills ha detto il vice moderatore della Tavola Valdese, Eugenio Bernardini.

Tutto lascia intendere che quest’anno si potrebbe arrivare solo alla definizione di un documento programmatico che verrà poi messo ai voti il prossimo anno. Aggiunge Marco Bouchard, presidente del Sinodo: «L’accoglienza delle persone omosessuali non è più sindacabile, forse anche grazie a questo clima oggi le richieste che ci giungono da persone che desiderano benedire l’amore che le lega sono richieste serie e sentite». E poi, citando le pagine del Vangelo di Giovanni, dove si legge: «Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio», il pastore dice: «Chissà che il Sinodo non stia per fare un passo enorme, storico, innovativo della realtà teologica». Se si trattasse di mettere ai voti questa decisione, con ogni probabilità la benedizione alle coppie gay sarebbe cosa fatta, ma la chiesa valdese e metodista vuole arrivare a una decisione ponderata e condivisa, anche perché il 20% dei suoi membri arriva dall’Africa, un continente dove i rapporti omosessuali sono messi all’indice.

Numerosi sono i membri di chiesa favorevoli, anche in virtù del fatto che durante il Sinodo della chesa valdese del Rio de la Plata a febbraio sono state approvate queste benedizioni. Spiega Daniela Di Carlo, presidente delle chiese valdesi di queste valli: «I gay sono persone che possono dare un contributo concreto alla nostra comunità, ciascuno ha una storia da raccontare, molti sono già nei nostri direttivi, mi sembra che ormai i tempi siano maturi per un passo importante». Più cauto invece il pastore Daniele Garrone, docente alla facoltà di Teologia di Roma, che sposta la questione sui diritti civili che lo Stato dovrebbe riconoscere a queste coppie: «Per noi l’unica benedizione è quella che viene impartita durante i matrimoni.

Del resto noi non celebriamo i cosiddetti matrimoni di coscienza, quelli che portando all’unione di due vedovi, molte volte servono soltanto a mettere insieme il reddito che deriva da quattro pensioni. Il matrimonio per noi è un patto di vita, è un fatto umano e credo quindi che sia logico che il Sinodo rinvii la decisione. Il primo passo deve farlo lo Stato». Sull’aspetto civile arriva il contributo del pastore Giuseppe Platone: «Esiste un vuoto legislativo in merito alla tutela delle coppie di fatto, un problema sollevato a più riprese dalle nostre chiese».
di Antonio Giaimo

Potrebbe non essere questo il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste che passerà alla storia per aver concesso la benedizione delle coppie gay. La discussione di ieri non è arrivata ad una conclusione, store il dibattito riprenderà oggi. I segnali che emergono tre giorni dopo quella processione di pastori valdesi che sul petto si erano appuntati un triangolino rosa e che induceva a facili conclusioni, viagra non vanno ora nella stessa direzione. «Bisognerà pur dire una parola chiara: quando parliamo di omosessuali parliamo di amore o di peccato?», ha detto il vice moderatore della Tavola Valdese, Eugenio Bernardini.

Tutto lascia intendere che quest’anno si potrebbe arrivare solo alla definizione di un documento programmatico che verrà poi messo ai voti il prossimo anno. Aggiunge Marco Bouchard, presidente del Sinodo: «L’accoglienza delle persone omosessuali non è più sindacabile, forse anche grazie a questo clima oggi le richieste che ci giungono da persone che desiderano benedire l’amore che le lega sono richieste serie e sentite». E poi, citando le pagine del Vangelo di Giovanni, dove si legge: «Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio», il pastore dice: «Chissà che il Sinodo non stia per fare un passo enorme, storico, innovativo della realtà teologica». Se si trattasse di mettere ai voti questa decisione, con ogni probabilità la benedizione alle coppie gay sarebbe cosa fatta, ma la chiesa valdese e metodista vuole arrivare a una decisione ponderata e condivisa, anche perché il 20% dei suoi membri arriva dall’Africa, un continente dove i rapporti omosessuali sono messi all’indice.

Numerosi sono i membri di chiesa favorevoli, anche in virtù del fatto che durante il Sinodo della chesa valdese del Rio de la Plata a febbraio sono state approvate queste benedizioni. Spiega Daniela Di Carlo, presidente delle chiese valdesi di queste valli: «I gay sono persone che possono dare un contributo concreto alla nostra comunità, ciascuno ha una storia da raccontare, molti sono già nei nostri direttivi, mi sembra che ormai i tempi siano maturi per un passo importante». Più cauto invece il pastore Daniele Garrone, docente alla facoltà di Teologia di Roma, che sposta la questione sui diritti civili che lo Stato dovrebbe riconoscere a queste coppie: «Per noi l’unica benedizione è quella che viene impartita durante i matrimoni.

Del resto noi non celebriamo i cosiddetti matrimoni di coscienza, quelli che portando all’unione di due vedovi, molte volte servono soltanto a mettere insieme il reddito che deriva da quattro pensioni. Il matrimonio per noi è un patto di vita, è un fatto umano e credo quindi che sia logico che il Sinodo rinvii la decisione. Il primo passo deve farlo lo Stato». Sull’aspetto civile arriva il contributo del pastore Giuseppe Platone: «Esiste un vuoto legislativo in merito alla tutela delle coppie di fatto, un problema sollevato a più riprese dalle nostre chiese».

E’ AGIBILE ANCHE LA GALLERIA, visit this MA SOLO PER QUALCUNO!

MA IL REGOLAMENTO DICE UN’ALTRA COSA

20110823_sinodo2011_2
Proprio l’articolo 9 del Regolamento Generale sul Sinodo dice che “Alle sedute possono assistere tutti i membri delle chiese”. In nessun campo si è sostituita la presenza personale con la ripresa televisiva senza una espressa norma.

di Antonio Giaimo

Potrebbe non essere questo il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste che passerà alla storia per aver concesso la benedizione delle coppie gay. La discussione di ieri non è arrivata ad una conclusione, website like this il dibattito riprenderà oggi. I segnali che emergono tre giorni dopo quella processione di pastori valdesi che sul petto si erano appuntati un triangolino rosa e che induceva a facili conclusioni, shop non vanno ora nella stessa direzione. «Bisognerà pur dire una parola chiara: quando parliamo di omosessuali parliamo di amore o di peccato?», information pills ha detto il vice moderatore della Tavola Valdese, Eugenio Bernardini.

Tutto lascia intendere che quest’anno si potrebbe arrivare solo alla definizione di un documento programmatico che verrà poi messo ai voti il prossimo anno. Aggiunge Marco Bouchard, presidente del Sinodo: «L’accoglienza delle persone omosessuali non è più sindacabile, forse anche grazie a questo clima oggi le richieste che ci giungono da persone che desiderano benedire l’amore che le lega sono richieste serie e sentite». E poi, citando le pagine del Vangelo di Giovanni, dove si legge: «Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio», il pastore dice: «Chissà che il Sinodo non stia per fare un passo enorme, storico, innovativo della realtà teologica». Se si trattasse di mettere ai voti questa decisione, con ogni probabilità la benedizione alle coppie gay sarebbe cosa fatta, ma la chiesa valdese e metodista vuole arrivare a una decisione ponderata e condivisa, anche perché il 20% dei suoi membri arriva dall’Africa, un continente dove i rapporti omosessuali sono messi all’indice.

Numerosi sono i membri di chiesa favorevoli, anche in virtù del fatto che durante il Sinodo della chesa valdese del Rio de la Plata a febbraio sono state approvate queste benedizioni. Spiega Daniela Di Carlo, presidente delle chiese valdesi di queste valli: «I gay sono persone che possono dare un contributo concreto alla nostra comunità, ciascuno ha una storia da raccontare, molti sono già nei nostri direttivi, mi sembra che ormai i tempi siano maturi per un passo importante». Più cauto invece il pastore Daniele Garrone, docente alla facoltà di Teologia di Roma, che sposta la questione sui diritti civili che lo Stato dovrebbe riconoscere a queste coppie: «Per noi l’unica benedizione è quella che viene impartita durante i matrimoni.

Del resto noi non celebriamo i cosiddetti matrimoni di coscienza, quelli che portando all’unione di due vedovi, molte volte servono soltanto a mettere insieme il reddito che deriva da quattro pensioni. Il matrimonio per noi è un patto di vita, è un fatto umano e credo quindi che sia logico che il Sinodo rinvii la decisione. Il primo passo deve farlo lo Stato». Sull’aspetto civile arriva il contributo del pastore Giuseppe Platone: «Esiste un vuoto legislativo in merito alla tutela delle coppie di fatto, un problema sollevato a più riprese dalle nostre chiese».
di Antonio Giaimo

Potrebbe non essere questo il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste che passerà alla storia per aver concesso la benedizione delle coppie gay. La discussione di ieri non è arrivata ad una conclusione, store il dibattito riprenderà oggi. I segnali che emergono tre giorni dopo quella processione di pastori valdesi che sul petto si erano appuntati un triangolino rosa e che induceva a facili conclusioni, viagra non vanno ora nella stessa direzione. «Bisognerà pur dire una parola chiara: quando parliamo di omosessuali parliamo di amore o di peccato?», ha detto il vice moderatore della Tavola Valdese, Eugenio Bernardini.

Tutto lascia intendere che quest’anno si potrebbe arrivare solo alla definizione di un documento programmatico che verrà poi messo ai voti il prossimo anno. Aggiunge Marco Bouchard, presidente del Sinodo: «L’accoglienza delle persone omosessuali non è più sindacabile, forse anche grazie a questo clima oggi le richieste che ci giungono da persone che desiderano benedire l’amore che le lega sono richieste serie e sentite». E poi, citando le pagine del Vangelo di Giovanni, dove si legge: «Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio», il pastore dice: «Chissà che il Sinodo non stia per fare un passo enorme, storico, innovativo della realtà teologica». Se si trattasse di mettere ai voti questa decisione, con ogni probabilità la benedizione alle coppie gay sarebbe cosa fatta, ma la chiesa valdese e metodista vuole arrivare a una decisione ponderata e condivisa, anche perché il 20% dei suoi membri arriva dall’Africa, un continente dove i rapporti omosessuali sono messi all’indice.

Numerosi sono i membri di chiesa favorevoli, anche in virtù del fatto che durante il Sinodo della chesa valdese del Rio de la Plata a febbraio sono state approvate queste benedizioni. Spiega Daniela Di Carlo, presidente delle chiese valdesi di queste valli: «I gay sono persone che possono dare un contributo concreto alla nostra comunità, ciascuno ha una storia da raccontare, molti sono già nei nostri direttivi, mi sembra che ormai i tempi siano maturi per un passo importante». Più cauto invece il pastore Daniele Garrone, docente alla facoltà di Teologia di Roma, che sposta la questione sui diritti civili che lo Stato dovrebbe riconoscere a queste coppie: «Per noi l’unica benedizione è quella che viene impartita durante i matrimoni.

Del resto noi non celebriamo i cosiddetti matrimoni di coscienza, quelli che portando all’unione di due vedovi, molte volte servono soltanto a mettere insieme il reddito che deriva da quattro pensioni. Il matrimonio per noi è un patto di vita, è un fatto umano e credo quindi che sia logico che il Sinodo rinvii la decisione. Il primo passo deve farlo lo Stato». Sull’aspetto civile arriva il contributo del pastore Giuseppe Platone: «Esiste un vuoto legislativo in merito alla tutela delle coppie di fatto, un problema sollevato a più riprese dalle nostre chiese».
di Daniele Arghittu

Gran folla di spettatori, find al Sinodo valdese, generic questa mattina: l’argomento era il più atteso, la benedizione delle unioni omosessuali. Si sono susseguiti interventi di tenore diverso, ma ogni decisione è stata rinviata alla sessione di giovedì pomeriggio. Questa sera alle 21, tuttavia, il Corpo pastorale sarà consultato sulla materia da una Commissione d’esame, presieduta da Daniele Garrone e composta da cinque membri.

Parte della discussione è stata riservata alla necessità – o meno – di rispettare la lettera biblica. Lo stesso Garrone, studioso dell’Antico Testamento, ha sgombrato il campo dai pregiudizi: «I sodomiti non erano omosessuali, ma eterosessuali» e poi ha sostenuto, con dovizia di esempi: «Non ci salverà nessun biblicismo, né da parte conservatrice né da parte progressista».

Il pastore di Pinerolo Gianni Genre, concludendo un articolato intervento, ha rilevato: «Se siamo qui è perché un falegname di Nazareth antepose al rispetto letterale della Legge la dignità di una ragazza, che avrebbe dovuto essere lapidata per adulterio».

La pastora Daniela Di Carlo ha sottolineato come gay e lesbiche siano da tempo parte integrante delle comunità, che non si possono permettere di perdere il loro contributo. Poi, citando Paolo Ricca, ha evidenziato: «La Bibbia non è la Parola di Dio, nella Bibbia si trova la Parola di Dio. Il nostro compito è “scavare” per liberarla dalla stratificazione della cultura».

Dopo l’intervento di Francesco Boschi, omosessuale e delegato al Sinodo, che ha spiegato l’importanza profonda della benedizione per una coppia gay, si sono succeduti altre opinioni di segno opposto, dal pastore Samuel Kpoti, pastore della comunità di lingua francese a Roma («La famiglia è composta da due persone di sesso opposto. Non dobbiamo aprire le porte delle nostre Chiese a problemi che creano divisioni») e Maurizio Abbà, pastore di Ivrea («Serve una riflessione più approfondita. Si deve procedere tutti insieme, senza fughe in avanti, altrimenti ci sarà un passaggio di coppie omosessuali da una Chiesa all’altra, per poter avere quello che considerano un “servizio”»).

Related Posts

Leave a Reply

*

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

Link Consigliati

                 

Visitatori 2010 : 43.446

Visitatori 2011 : 81.694

Visitatori 2012(fino a al 13 Novembre) : 85.636

Statistiche visitatori dal 14-11-2012

  • 2084769Totale Visitatori:
  • 363Oggi:
  • 617Ieri:
  • 6584Ultimi 7 giorni:
  • 19692Questo mese:

Visitatori Online

Articoli Recenti