\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Incessante l’opera dei “revisori” del cristianesimo

Questa cronologia non ha pretese accademiche, viagra dosage pill ma si propone come strumento per aver un quadro d’insieme di una storia straordinaria.  Leggi le note.
Trovi le prime sedici parti andando a ritroso in questo sito, sildenafil prescription a fondo pagina e poi a pagina 2 (clicca sui numerini in fondo a destra per trovarla).
27 aprile 1690 In risposta a vari messaggi, clinic story fatti giungere ai Valdesi anche da loro parenti catturati o convertiti al cattolicesimo perché si arrendano prima del loro sterminio, reso inevitabile dall’arrivo di un grande esercito francese e piemontese, Arnaud scrive al Duca dicendo che l’intento dei Valdesi è di abitare le loro Valli con le famigie ed essere buoni sudditi e dunque non si arrendono
1 maggio 1690 3700 soldati francesi attaccano i Valdesi alla Balziglia
2 maggio 1690 I Valdesi respingono l’attacco, catturano il colonnello Parat e uccidono oltre 400 nemici, senza avere fra di loro né un morto né un ferito
3 maggio 1690 Arnaud dà l’ordine di mettere le teste dei nemici uccisi sulle palizzate difensive per impaurire i persecutori e mostrare la determinazione dei Valdesi
10 maggio 1690 I francesi completano l’accerchiamento dei Valdesi da ogni lato
21 maggio 1690 Su ordine del maresciallo di Catinat, Feuquières sferra un nuovo attacco con 4000 uomini, senza successo
22 maggio 1690 I francesi offrono soldi come riscatto per il colonnello Parat. Arnaud chiede invece la liberazione di alcuni valdesi. Al rifiuto dei francesi Arnaud scrive loro: “Con l’aiuto del Dio degli eserciti, speriamo di vivere e morire nei possedimenti trasmessici fin dai tempi più remoti dai nostri padri. Se il vostro cannone spara le nostre rocce non ne saranno impaurite e noi l’udiremo tuonare.”
24 maggio 1690 I cannoni issati dai francesi colpiscono 114 volte le difese dei Valdesi, che sono costretti a rifugiarsi nel punto estremo della loro altura. Alle 18 il comandante francese Feuquières scrive al Catinat, che si trova a Pinerolo: “A meno che l’ippogrifo li porti via non vedo come possano scappare, circondati a portata di pistola dalle nostre trincee.”

La battaglia della Balziglia

25 maggio 1690 Mentre i boia preparano a Pinerolo le corde per impiccarli e i soldati francesi si preparano all’ultimo assalto, i Valdesi sono avvistati a giorno fatto ormai lontani sul Colle del Ghinivert. Nella notte, con il favore di una improvvisa nebbia, guidati dal capitano Tron Poulat che conosce i luoghi alla perfezione, erano passati tra due posti di guardia dei francesi in un punto giudicato da questi del tutto impercorribile
27 maggio 1690 I Valdesi attaccano Pramollo, annientano la guarnigione, catturano gli ufficiali
28 maggio 1690 I Valdesi entrano in Val d’Angrogna (Ducato di Savoia), dove gli emissari di Vittorio Amedeo II offrono loro pace ed amicizia. In cambio il Duca chiede loro di unirsi a lui per combattere contro i Francesi cui stava per dichiarare guerra
1 giugno 1690 Battaglia di Boyne in Irlanda: Guglielmo III sconfigge Giacomo II, che fugge in Francia
4 giugno 1690 Il Duca Vittorio Amedeo II di Savoia firma un passaporto che autorizza tutti i Valdesi, che da quel momento combattono al suo fianco contro i Francesi, e i riformati che saranno con loro a circolare liberamente per le sue terre e invita i suoi sudditi a rifornirli a prezzo ragionevole. Altri valdesi giungono dal Brandenburgo, quelli ancora nelle carceri piemontesi sono rilasciati
10 giugno 1690 I Valdesi, comandati da Arnaud, conquistano Perosa, altri si avvicinano a Pinerolo, devastano la Val Pragelato, occupano il passo per Briançon (all’epoca queste località erano territorio francese)
fine giugno 1690 Altri Valdesi giungono a Milano dalla Germania. Valdesi e milizie di Mondovì conquistano il Queyras, respingono attacchi francesi in Val Luserna. Nel complesso, sono migliaia i soldati francesi caduti sotto i loro colpi
3 luglio 1690 Arnaud incontra il Duca a Moncalieri

E’ uscita la circolare di Sentieri Antichi Valdesi di luglio. Questo è uno degli articoli. Per leggere gli altri e avere l’intera circolare in formato stampabile e distribuibile cliccare qui.

L’opera dei “revisori” del cristianesimo non conosce soste. Lavorano instancabilmente nel chiuso dei loro uffici di pastori o di professori delle facoltà di teologia e pubblicano, check diffondono, viagra dosage sicuri di condizionare irresistibilmente la gente. La maggior parte della gente non si rende neppure conto che questo stia avvenendo, adiposity perché “loro”, i revisori, sono molto abili, sanno adattare molto bene parole e concetti alla “norma” del nostro tempo, secondo le direttive che ricevono “dall’alto” tanto che nessuno (o ben pochi) se ne accorgono.

E’ simile all’opera degli impiegati che lavoravano alla “neolingua”, la revisione linguistica e concettuale descritta da George Orwell nel suo libro “1984″. Fine specifico della neolingua non era solo quello di fornire, a beneficio degli adepti del Socing, un mezzo espressivo che sostituisse la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero. Una volta che la neolingua fosse stata radicata nella popolazione e la vecchia lingua (archelingua) completamente dimenticata, ogni pensiero eretico (cioè contrario ai princìpi del partito) sarebbe divenuto letteralmente impossibile, almeno per quanto attiene a quelle forme speculative che derivano dalle parole.

Ecco due brevi articoli di Daniela Michelin Salomon, pubblicati recentemente negli spazi SAV di FaceBook, che descrivono questo fenomeno con il tipico caso della parola e del significato che si dà oggi al termine “amore”.

L’AMORE NON INGANNA

“…sento dire di voi che state fermi in un medesimo spirito, combattendo insieme con un medesimo animo per la fede nel vangelo, per nulla spaventati dagli avversari. Questo per loro è una prova evidente di perdizione, ma per voi di salvezza, e ciò da parte di Dio” (Filippesi 1:27,28).

Nella nostra moderna concezione religiosa di ciò che può essere il “cristianesimo evoluto” dalle nuove correnti filosofiche, a tanti farebbe molto comodo che si facesse il funerale di molti passi biblici “non più attuali” dopo averli messi prima in una bara, per poi sotterarli nella tomba, come non facendo parte della Parola di Dio.

Sono scomodi, non si adattano al nostro modo odierno di pensare, di concepire Dio che tante volte non conoscendolo, viene descritto come un essere che si comporta in modi che è meglio non ripetere.

In altri tempi si bruciavano le Bibbie, tanti “altari” sono stati innalzati a questo scopo senza minimamente riuscire a distruggerla.

Il nemico allora ha pensato bene di alterarne completamente il messaggio con altre tecniche apparentemente innocue come piccole e semplici frasi: “La Bibbia non è la Parola di Dio, ma la contiene”; in questo modo possiamo divertirci a sotterrare quelle frasi scomode, o trovare mille giustificazioni storiche e scientifiche per demolirla, ma neanche così essa può essere toccata, perché dura eternamente.

Ci sono degli avversari; c’è un combattimento e chi dice “Non mi sento in guerra”, in realtà è perché ha fatto la pace col nemico; al versetto 28 di Filippesi 1 la Scrittura dice che questa è la prova evidente di perdizione proprio per loro che alla perdizione non credono. Ma chi appartiene a Cristo non ha da spaventarsi degli avversari, perché lì dove per loro è una prova di perdizione, per noi invece è prova di salvezza.

…tante volte uno ne farebbe proprio a meno di essere considerato come un “profeta di sventura” ma il vero amore non inganna!

Vero amore? Ah sì, di questo “amore” amano riempirsi la bocca tanti “cristiani moderni”. Si tratta però davvero dell’amore di cui parla la Bibbia?

“La grazia sia con tutti quelli che amano il nostro Signore Gesù Cristo con un amore inalterabile” (Efesini 6:24).

L’amore inalterabile, che non cambia, per il Signore Gesù Cristo è l’amore per Lui unito indissolubilmente all’osservanza dei suoi comandamenti. “Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti” (Giovanni 14:15). “Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama” (Giovanni 14:21).

Una casa, per essere definita tale, deve avere le mura e il tetto altrimenti non può essere considerata “casa”; e così è dell’ “amore”; non c’è dunque vero amore per Cristo senza il rispetto e l’obbedienza ai suoi comandamenti.

Nel nostro secolo questa verità non viene rispettata abbastanza perché abbiamo deviato, ci siamo allontanati talmente tanto da non renderci conto che l’amore per Dio è stato diviso dall’osservanza dei suoi comandamenti. Ora, nell’aria di questa era viene cantato un inno dedicato all’amore universale: ciò che conta è l’amore, è sempre e solo l’amore per tutti e per tutto, tanto che, a volte, non ci accorgiamo neanche noi, di essere avvolti da questo concetto e ci lasciamo trasportare sulle ali di questo vento.

E’ difficile quando si parla di amore andare controcorrente, andare contro a quel “amore” che non divide più la luce dalle tenebre.

Daniela Michelin Salomon

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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