\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

IL PASTORE PETER CIACCIO HA DETTO CHE CI COMPORTIAMO DA NEMICI

La scritta nel tempio di Bobbio Pellice

Gilly racconta che nel tempio di Bobbio Pellice, page di fronte al pulpito c’era questa scritta:
“Onora tutti gli uomini. Ama la fraternità. Temi Iddio. Onora il Re.”
Guerresco Glorioso Rimpatrio

Colpito dalla straordinarietà dell’impresa del Glorioso Rimpatrio – che i pacifisti a senso unico di oggi tendono a presentare come una sorta di “marcia della pace”, mind una sorta di pellegrinaggio a Santiago de Compostela in salsa laica – Gilly ne dà ampio conto e ne sottolinea gli aspetti principali: la Fede e lo spirito guerresco, in particolare del capo della spedizione:

“Il coraggio [di Arnaud] non conosceva ostacoli e la sua fervida immaginazione figurava il braccio di Dio levato a sostenere la santa impresa. Lux lucet in tenebris, il motto della sua comunità era sempre sulle sue labbra. Lui vedeva la nuvola di giorno e il pilastro di fuoco nella notte a guidarlo, e fu incessante nelle sue esortazioni finché non ebbe comunicato il suo spirito marziale a un gruppo di seguaci.”

“Era così spesso alla testa dei suoi soldati e il primo nei combattimenti che i suoi compagni si sentirono obbligati ad esortarlo a non esporre tanto la propria vita. Ma lui rispose: ‘So molto bene quel che la causa e le circostanze richiedono da me: quando avanzo, seguitemi; e, se cado, vendicatemi!’ “

Il colonnello prigioniero

Mentre i Valdesi di Arnaud erano stretti da assedio mortale alla Balsiglia catturarono un colonnello della fanteria francese, ferito. Per curarlo consentirono al suo chirurgo di venire a curarlo. Arnaud lo avvertì che se un attacco li avesse costretti ad abbandonare la posizione avrebbero dovuto ucciderlo (cosa che poi accadde). Il colonnello rispose: “Comprendo le circostanze e vi perdonerò la mia morte. Il mio sangue non ricadrà su nessuno, se non su chi ha suscitato questa terribile guerra”.

Il coraggio di Gianavello

Il Marchese di Pianezza, capo delle truppe persecutrici nel 1655, catturata la moglie e i figli di Giosué Gianavello, fece sapere a quest’ultimo che avrebbe bruciato i suoi familiari se non si fosse arreso. Gianavello rispose: “Non c’è tormento così violento, o morte così crudele da non farmeli preferire all’abiura dalla mia religione e le minacce del Marchese fortificano la mia fede. Ha mia moglie e i miei figli nelle sue mani, ma non può far di più che uccidere i loro corpi. Le loro anime e la mia le raccomando alla protezione di Dio, di cui sono il servitore e tale rimarrò fino all’ultima ora della mia vita.”

(Speriamo che non giudichi disonesto questo titolo)

Nel forum Facebook, cheapest Riforma protestante in Italia, il pastore valdese Peter Ciaccio, lo stesso che ha attaccato il pastore Paolo Castellina per aver parlato di “dissidenza interna vilipesa, emarginata e fatta tacere”, già l’anno scorso aveva avuto molta attenzione nei nostri confronti. In risposta a un altro partecipante al forum, che aveva osato citare valdesi.eu in modo positivo, aveva scritto:

Queste persone non si stanno comportando da fratelli, ma da nemici. Invito cortesemente l’autore dell’articolo a leggere la mia lettera nel sito in questione e a leggere la disonestà del titolo che dovrebbe dire il succo di quanto ho scritto. Non recrimino: lo sapevo che sarebbe andata così, ma la speranza per un cristiano è sempre un’altra, no? Tra l’altro il fatto che tra di loro non vi sia nemmeno un pastore in attività li sta portando a fomentare una lacerazione tra chiese e pastori.

Il pastore Ciaccio, che ci bacchetta perché non siamo abbastanza fraterni, ci dà dei disonesti e dei nemici per il titolo che abbiamo dato alla sua lettera del 2011. Innanzitutto, se il pastore Ciaccio è così sensibile ai titoli poteva proporcene uno e invece non l’ha fatto.

Ma vediamo la “disonestà”: il nostro titolo era “CIACCIO: NON C’ERO MA NON CONCORDO. SECONDO IL PASTORE NON DOVEVAMO FARE UN SITO, NÉ ACCETTARE NON VALDESI, MA DOVEVAMO ATTACCARE PAOLO RICCA”.

Quanto al “NON C’ERO MA NON CONCORDO“, ecco cosa scriveva il pastore: “Non ho partecipato a quel voto. Non ero in aula… Non ho condiviso la vostra campagna. Non condivido il vostro stile. Non concordo con la vostra analisi, con i vostri presupposti e il tutto va ad inficiare le vostre conclusioni“. Il titolo coincide perfettamente.

SECONDO IL PASTORE NON DOVEVAMO FARE UN SITO” Scriveva Ciaccio: ritengo personalmente inopportuna la vostra scelta di “costituirvi” in sito internet”.

“…NÉ ACCETTARE NON VALDESI“. Ecco il testo: la firma di esponenti di chiese evangeliche nei fatti concorrenti nel rappresentare il protestantesimo italiano evidenzia un conflitto d’interessi e una caduta di stile.” Qui, semmai, abbiamo addolcito le posizioni del pastore, che parla addirittura di caduta di stile.

“…MA DOVEVAMO ATTACCARE PAOLO RICCA“. L’omissione del nome del prof. Ricca, insieme alla menzione di un principiante sconosciuto e del capo del governo della nostra chiesa, ha inficiato in maniera irreparabile il senso del vostro Appello.” Di nuovo abbiamo addolcito: avremmo dovuto scrivere: “dovevamo assolutamente attaccare Paolo Ricca”, visto che non averlo fatto è irreparabile.

Evidentemente, per il pastore Peter Ciaccio accusare dei membri di chiesa valdese (o di altre chiese), dei credenti, di comportarsi da nemici e di manifestare disonestà sulla base di un titolo che rispecchia perfettamente ciò che lui ha scritto, non è “caduta di stile”, non è “comportarsi da nemici”, non “inficia in maniera irreparabile” le sue posizioni. Naturalmente se lo avessimo fatto noi, le cose cambierebbero!

Infine, che un pastore faccia una colpa a un gruppo di membri di chiesa di non avere fra loro un pastore in attività, a noi pare sia “fomentare una lacerazione tra chiese e pastori”, proprio ciò di cui lui ci accusa. Ma questo è poca cosa: assai peggio sono i pastori che in Sinodo parlano di “rieducare i membri di chiesa” che non si adeguano alla loro bizzarra idea di Bibbia contraria alla Confessione di Fede che hanno firmato, o che votano condanne contro un sito dissidente includendo anche dati falsi, che accettano la presenza nella relazione al Sinodo vi siano apprezzamenti di carattere etnico sulle comunità contrarie alle benedizioni delle coppie dello stesso sesso. Questo crea lacerazione. Non il fatto che noi lo riportiamo.

Ci sono comunità che in due anni hanno perso il 40% dei membri, e non per decessi o trasferimenti, ma per cancellazione, cioè hanno chiesto di non essere più membri di chiesa. È colpa dei valdesi.eu ? No di certo, perché noi continuiamo ad esortare a restare nella Chiesa Valdese e farsi valere in essa. Andarsene è arrendersi. Del resto non di rado viene detto a chi la pensa come noi di andarsene. Se ne vadano loro, se vogliono. Se restano, rispettino la Confessione di fede che hanno solennemente sottoscritto.

Quanto ai pastori, vorremmo poter dire di loro solo bene, e cogliamo l’occasione per dire qui che sappiamo bene che nell’operato di tutti loro ci sono cose buone e un impegno di solito intenso. Ma se la Chiesa Valdese scende costantemente nel numero dei suoi membri, e ancor più nelle presenze ai culti non può certamente essere addebitato solo ai membri di chiesa “da rieducare”.   

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

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Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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