\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

IL PAPA NEL TEMPIO VALDESE DI TORINO – Una canzone in spagnolo rappresenterà l’identità valdese? – Assenti i rappresentanti dei grandi gruppi evangelici – Ci si ricorderà del Sola Scriptura ?

Questa cronologia non ha pretese accademiche, see ma si propone come strumento per aver un quadro d’insieme di una storia straordinaria.  Leggi le note.
Trovi le prime undici parti andando a ritroso in questo sito, sick a fondo pagina e poi a pagina 2 (clicca sui numerini in fondo a destra per trovarla).
29 agosto 1689 Sotto la pioggia incessante passano il col du Very e il colle delle Finestre e giungono a Plan Jovet. Marciano “come il popolo d’Israele nel deserto, tutto proteso alla terra promessa”.
30 agosto 1689 I Valdesi superano i 2448 m del Col du Bonhomme inaspettatamente non presidiato da soldati e giugono a Sciez.
31 agosto 1689 Giungono a Val de Tigne
1 settembre 1689 Superano il Col d’Iseran (2769 m) e giungono a La Maddalena di Bessans
2 settembre 1689 Passano il Colle Moncenisio (2184 m), dove bloccano i corrieri postali perché non diano la notizia, sconfiggono un piccolo presidio e giungono a Molaretto
3 settembre 1689 I Valdesi sono bloccati dalle truppe sabaude presso il Giaglione. Cade il capitano Pellenc. Costretti a cercare il passaggio più a ovest, incalzati dalle truppe sabaude e francesi, perdono diversi uomini, caduti o prigionieri. Inseguiti dal nemico alle spalle non hanno altra scelta che dare l’assalto, ridotti a 800, al ponte di Salbertrand, presidiato da 2500 soldati francesi. Lo scontro è durissimo, i valdesi bersagliati dalla fucileria francese. Qualcuno grida: “Il ponte è preso”. La notizia non è vera ma suscita nei Valdesi un tale impeto che, sotto fitte scariche di fucileria, travolgono il nemico, superano la Dora Riparia, saccheggiano e devastano l’accampamento, uccidono molti nemici. Lo stesso comandante francese, Marchese di Larray, si salva a stento

La Dora Riparia a Salbertrand

4 settembre 1689 I Valdesi rivedono dopo 3 anni le loro montagne, superano il Chisone e giungono Joussaud già pronti a un nuovo scontro con i sabaudi che presidiano il Colle del Pis
5 settembre 1689 I savoiardi al Pis si concentrano su uno solo dei due passaggi, lasciando sull’altro poche decine di soldati. I Valdesi non possono saperlo, ma è qui che varcano lo spartiacque, disperdendo i pochi nemici. La nebbia li nasconde alla vista del grosso del nemico che viene così aggirato. Giungono a Balsiglia e Massello, catturano e uccidono 46 miliziani. L’impresa impossibile del Rimpatrio è riuscita, ma ora francesi e sabaudi sanno dove sono e organizzano le truppe per annientarli definitivamente
6 settembre 1689 Nel Tempio di Ghigo di Prali, i Valdesi tengono il primo culto nella loro terra dopo tre anni, presieduto dal Pastore Arnaud
7 settembre 1689 I Valdesi sconfiggono i soldati sabaudi al Colle Giuliano e a Serre Cruel e giungono in Val Pellice
11 settembre 1689 A Sibaud i Valdesi giurano di restare uniti ed essere fedeli fino all’ultima goccia del loro sangue, quand’anche fossero ridotti a tre o quattro
21 settembre 1689 Il capitano Bourgeois, il mancato comandante del rimpatrio, attraversa il Lago di Ginevra alla testa di un migliaio di svizzeri e francesi con l’intezione di raggiungere i Valdesi.

Il moderatore della Tavola valdese pastore Eugenio Bernardini:”Un evento storico di grande portata ecumenica”

Torino, seek 21 giugno 2015 (NEV/CS40) – “Il cammino ecumenico è per noi una scelta definitiva e non potremmo mai più comprenderci come chiesa di Gesù Cristo al di fuori di una visione di scambio, drug collaborazione e comunione con la più ampia ecumene cristiana”. Il pastore Eugenio Bernardini, more about moderatore della Tavola valdese, inserisce in questo contesto di dialogo la visita di papa Francesco domani al Tempio valdese di Torino di corso Vittorio Emanuele II, 23: la prima volta nella storia dei rapporti tra le due chiese che si svolgerà all’insegna della fraternità e dell’ascolto reciproco, assicura il moderatore.
“Sarà un’occasione per ribadire quanto ci unisce come cristiani, discepoli di Gesù Cristo, ma anche per dire quanto ancora ci divide: non avremo timore di richiamare gli aspetti teologici che ancora segnano le nostre distanze e sulle quali desideriamo fare maggiori progressi”. Nella chiesa valdese di Torino, insieme ai membri della comunità locale, sono attesi numerosi esponenti dell’evangelismo italiano, tra cui rappresentanti metodisti, luterani, battisti, avventisti e dell’Esercito della Salvezza.

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Alle 9 del 22 giugno il papa sarà accolto all’ingresso della chiesa dal moderatore Bernardini, dal pastore titolare della chiesa di Torino Paolo Ribet, e dal presidente del Concistoro, Sergio Velluto. Al suono del canto latinoamericano “Cada cosa en la vida”, eseguito dal coro della comunità “Semicanto”, papa Francesco sarà dunque il primo pontefice a varcare la soglia di un tempio valdese.
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Seguiranno i saluti del pastore Ribet e – in rappresentanza dei valdesi del Rio de la Plata – delmoderador della Mesa Valdense di Uruguay e Argentina, Oscar Oudri. Dopo i discorsi del moderatore e del papa avverrà lo scambio dei doni seguito dal Padre Nostro nella versione ecumenica del 1999. Il saluto di commiato sarà a cura della presidente dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI) Alessandra Trotta. Una ventina di esponenti di diverse denominazioni protestanti – pastori, docenti, decani, teologi – si recheranno con il papa e la sua delegazione nel salone attiguo per un piccolo rinfresco.

Fermo restando che “nel paese la collaborazione tra protestanti e cattolici è già una realtà”, per il moderatore Bernardini sarà “un evento storico di grande portata ecumenica”. E interpellato sul contesto in cui avviene la visita papale – e cioè l’ostensione della Sindone che appartiene a una dimensione devozionale apertamente criticata dai protestanti, e l’anniversario di Don Bosco, che nel 1853 fu avverso all’apertura proprio del tempio di Torino – ha risposto: “La concomitanza è di natura puramente logistica: avevamo invitato il papa a venirci a trovare, lui ha pensato che questa potesse essere l’opportunità, e noi l’abbiamo accolta”.

I valdesi, presenti nel paese fin dal Medioevo, hanno sofferto secoli di persecuzione dai poteri civili e religiosi. Dal XVI alla metà del XIX secolo la loro predicazione era consentita solo in una zona ben delimitata, le “Valli valdesi” del Piemonte, che per secoli costituirono un vero e proprio ghetto. Il papa entrerà domani nel più antico tempio costruito al di fuori dal ghetto delle “Valli”, pochi anni dopo la concessione dei diritti civili ai valdesi da parte del Re Carlo Alberto nel 1848. red bull apparel

Diretta televisiva: La visita di papa Francesco sarà trasmessa in diretta su Raiuno, dalle 8,55 alle 10. La sera stessa, dopo mezzanotte, “Protestantesimo-Raidue” manda in onda uno speciale sulla visita.

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Così l’agenzia Notizie Evangeliche dà notizia della visita di lunedì 23 giugno:monster energy outlet
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“Torino, cheap 21 giugno 2015 (NEV/CS40) – “Il cammino ecumenico è per noi una scelta definitiva e non potremmo mai più comprenderci come chiesa di Gesù Cristo al di fuori di una visione di scambio, cost collaborazione e comunione con la più ampia ecumene cristiana”. Il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola

Tempio di Torino su Google Maps

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valdese, inserisce in questo contesto di dialogo la visita di papa Francesco domani al Tempio valdese di Torino di corso Vittorio Emanuele II, 23: la prima volta nella storia dei rapporti tra le due chiese che si svolgerà all’insegna della fraternità e dell’ascolto reciproco, assicura il moderatore.
“Sarà un’occasione per ribadire quanto ci unisce come cristiani, discepoli di Gesù Cristo, ma anche per dire quanto ancora ci divide: non avremo timore di richiamare gli aspetti teologici che ancora segnano le nostre distanze (grassetto non nell’originale, come i seguenti) e sulle quali desideriamo fare maggiori progressi”. Nella chiesa valdese di Torino, insieme ai membri della comunità locale, sono attesi numerosi esponenti dell’evangelismo italiano, tra cui rappresentanti metodisti, luterani, battisti, avventisti e dell’Esercito della Salvezza.

Alle 9 del 22 giugno il papa sarà accolto all’ingresso della chiesa dal moderatore Bernardini, dal pastore titolare della chiesa di Torino Paolo Ribet, e dal presidente del Concistoro, Sergio Velluto. Al suono del canto latinoamericano “Cada cosa en la vida”, eseguito dal coro della comunità “Semicanto”, papa Francesco sarà dunque il primo pontefice a varcare la soglia di un tempio valdese…

Nel pregare perché questa visita,monster energy beanies comunque la si veda, dia in qualche modo buoni frutti, tre pensieri ci vengono alla mente:monster energy apparel
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1)    Perché mai la più antica comunità valdese fuori dalle Valli, in rappresentanza di tutte le comunità valdesi, sceglie come unico brano musicale una canzone in spagnolo, scritta da un musicista argentino di origine armena, del tutto sconosciuta a quasi tutti i valdesi e dal contenuto di fede evanescente? (“Insegnami a vivere l’oggi in modo / che domani non debba rimproverarmi il ieri / Tempo di nascere, tempo di morire / tempo di piangere, e anche di ridere / Tempo di guadagnare, tempo di perdere / tempo di saper che fare. / è per questo che ho bisogno che tu mi insegni a vivere e a non sbagliare nelle mie scelte…”). Perché il Papa è argentino e di lingua spagnola? Ci fosse ancora stato Wojtyla si cantava in polacco? Perché rinunciare del tutto a dire chi siamo, che cosa crediamo, che storia abbiamo?monster energy clothing store

2)    Gli “esponenti dell’evangelismo italiano” le cui denominazioni sono menzionate rappresentano, insieme ai valdesi e ai metodisti, ben meno di un quarto dell’evangelismo italiano, perché i gruppi più numerosi hanno rotto i rapporti con i valdesi a causa della deriva anti-biblica e delle benedizioni alle coppie dello stesso sesso.

3)    Tra “gli aspetti teologici che ancora segnano le nostre distanze” verrà menzionato quello da cui derivano tutti gli altri, cioè il principio del Sola Scriptura, storico e fondamentale punto di frattura con i cattolici, ma clamorosamente contraddetto ogni giorno dalla chiesa valdese di oggi che non manca di agire Contra Scripturam, benedicendo ciò che la Scrittura espressamente vieta , intraprendendo una teologia arbitraria e fuorviata, dove, con il pretesto di una presunta interpretazione, si rovescia il significato della Scrittura stessa ?

Leonista

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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