\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Il gruppo Facebook “Riforma Protestante in Italia” ha scomunicato Sentieri Antichi Valdesi

“Non vergognarti della tua fede; ricorda che l’antico Evangelo dei martiri, help confessori, riformatori e santi. Sopra ogni altra cosa, esso è la verità di Dio contro cui le porte dell’Ades non possono prevalere. Che la tua vita adorni la tua fede, che il tuo esempio raccomandi il tuo credo. Soprattutto, vivi in Gesù Cristo, e cammina in Lui, credendo a nessun altro insegnamento se non quello che Lui approva in modo manifesto e che lo Spirito Santo rivendica come Suo. Tieniti stretto alla Parola di Dio, tracciata qui come su una mappa”. Queste parole, dell’introduzione di C.H.Spurgeon alla Seconda Confessione Battista di Londra, sono rilevanti oggi tanto quanto lo erano nel 1855.

Anche all’inizio del XXI secolo, come cristiani siamo chiamati a combattere strenuamente per la fede che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre e, per fare questo, abbiamo bisogno più che mai di fare ritorno ed attenerci ai credi e alle confessioni di fede che i nostri antenati ci hanno trasmesso. Essi, infatti, definiscono ciò che pure la Bibbia chiama “il vangelo eterno”, quello che non può essere sottoposto ad adattamenti o trasformazioni di sorta. “Combattere strenuamente per la fede” non è in sintonia con il relativismo e malintesa tolleranza che prevale oggi, eppure continua ad essere nostro dovere discernere dove mettere in piedi appropriati steccati e necessaria mura. Dobbiamo farlo secondo l’immutabile Parola di Dio senza vergognarcene , contestando lo spirito della nostra società, tollerante di tutto eccetto che la verità biblica. Inoltre, nel determinare quali steccati e quali mura costruite dall’uomo, e quindi non bibliche, debbano essere abbattute.

Nel mantenere le mura ortodossa dei nostri credo dobbiamo tracciare necessarie linee dottrinali. Tracciamo linee poiché è Dio stesso che le ha tracciate. Tracciamo linee perché amiamo la gloria di Dio, la verità di Dio, coloro che portano l’immagine di Dio e Dio stesso. L’amore di Dio per noi è il fondamento del nostro amore per Lui e tale amore, a sua volta conduce all’amore verso il prossimo. Sebbene il nostro prossimo possa disprezzare le linee dottrinali della chiesa, e sebbene possa deridere e condannarci come dogmatici o divisori, dobbiamo sempre manifestare il nostro amore genuino per la sua anima immortale e così mantenere la nostra posizione e tracciare una linea di divisione fra dottrina vera e dottrina falsa, fra Cristo ed il mondo, fra paradiso e inferno. Sicuramente le dottrine causano divisioni perché il peccato divide: esso divide gli angeli dai demoni, i santi dai peccatori e le pecore dalle capre. Ciononostante, la dottrina può unire eternamente i peccatori salvati dalla grazia sovrana di Dio quando condividono un solo Signore, una sola fede ed un solo battesimo.

Dobbiamo mantenere irremovibilmente le nostre posizioni ed ogni linea dottrinale, per amore dell’Evangelo, della purezza e della conseguente pace della chiesa, per amore dei nostri figli e delle prossime generazioni, per amore della nostra stessa anima. Non dobbiamo solo dire di credere “formalmente” alle nostre storiche confessioni di fede, dobbiamo essere pronti a dare per esse la nostra stessa vita. Se crediamo strenuamente, dobbiamo pure combattere strenuamente.
“Non vergognarti della tua fede; ricorda che l’antico Evangelo dei martiri, help confessori, riformatori e santi. Sopra ogni altra cosa, esso è la verità di Dio contro cui le porte dell’Ades non possono prevalere. Che la tua vita adorni la tua fede, che il tuo esempio raccomandi il tuo credo. Soprattutto, vivi in Gesù Cristo, e cammina in Lui, credendo a nessun altro insegnamento se non quello che Lui approva in modo manifesto e che lo Spirito Santo rivendica come Suo. Tieniti stretto alla Parola di Dio, tracciata qui come su una mappa”. Queste parole, dell’introduzione di C.H.Spurgeon alla Seconda Confessione Battista di Londra, sono rilevanti oggi tanto quanto lo erano nel 1855.

Anche all’inizio del XXI secolo, come cristiani siamo chiamati a combattere strenuamente per la fede che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre e, per fare questo, abbiamo bisogno più che mai di fare ritorno ed attenerci ai credi e alle confessioni di fede che i nostri antenati ci hanno trasmesso. Essi, infatti, definiscono ciò che pure la Bibbia chiama “il vangelo eterno”, quello che non può essere sottoposto ad adattamenti o trasformazioni di sorta. “Combattere strenuamente per la fede” non è in sintonia con il relativismo e malintesa tolleranza che prevale oggi, eppure continua ad essere nostro dovere discernere dove mettere in piedi appropriati steccati e necessaria mura. Dobbiamo farlo secondo l’immutabile Parola di Dio senza vergognarcene , contestando lo spirito della nostra società, tollerante di tutto eccetto che la verità biblica. Inoltre, nel determinare quali steccati e quali mura costruite dall’uomo, e quindi non bibliche, debbano essere abbattute.

Nel mantenere le mura ortodossa dei nostri credo dobbiamo tracciare necessarie linee dottrinali. Tracciamo linee poiché è Dio stesso che le ha tracciate. Tracciamo linee perché amiamo la gloria di Dio, la verità di Dio, coloro che portano l’immagine di Dio e Dio stesso. L’amore di Dio per noi è il fondamento del nostro amore per Lui e tale amore, a sua volta conduce all’amore verso il prossimo. Sebbene il nostro prossimo possa disprezzare le linee dottrinali della chiesa, e sebbene possa deridere e condannarci come dogmatici o divisori, dobbiamo sempre manifestare il nostro amore genuino per la sua anima immortale e così mantenere la nostra posizione e tracciare una linea di divisione fra dottrina vera e dottrina falsa, fra Cristo ed il mondo, fra paradiso e inferno. Sicuramente le dottrine causano divisioni perché il peccato divide: esso divide gli angeli dai demoni, i santi dai peccatori e le pecore dalle capre. Ciononostante, la dottrina può unire eternamente i peccatori salvati dalla grazia sovrana di Dio quando condividono un solo Signore, una sola fede ed un solo battesimo.

Dobbiamo mantenere irremovibilmente le nostre posizioni ed ogni linea dottrinale, per amore dell’Evangelo, della purezza e della conseguente pace della chiesa, per amore dei nostri figli e delle prossime generazioni, per amore della nostra stessa anima. Non dobbiamo solo dire di credere “formalmente” alle nostre storiche confessioni di fede, dobbiamo essere pronti a dare per esse la nostra stessa vita. Se crediamo strenuamente, dobbiamo pure combattere strenuamente.
“Non vergognarti della tua fede; ricorda che l’antico Evangelo dei martiri, web confessori, generic riformatori e santi. Sopra ogni altra cosa, esso è la verità di Dio contro cui le porte dell’Ades non possono prevalere. Che la tua vita adorni la tua fede, che il tuo esempio raccomandi il tuo credo. Soprattutto, vivi in Gesù Cristo, e cammina in Lui, credendo a nessun altro insegnamento se non quello che Lui approva in modo manifesto e che lo Spirito Santo rivendica come Suo. Tieniti stretto alla Parola di Dio, tracciata qui come su una mappa”. Queste parole, dell’introduzione di C.H.Spurgeon alla Seconda Confessione Battista di Londra, sono rilevanti oggi tanto quanto lo erano nel 1855.

Anche all’inizio del XXI secolo, come cristiani siamo chiamati a combattere strenuamente per la fede che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre e, per fare questo, abbiamo bisogno più che mai di fare ritorno ed attenerci ai credi e alle confessioni di fede che i nostri antenati ci hanno trasmesso. Essi, infatti, definiscono ciò che pure la Bibbia chiama “il vangelo eterno”, quello che non può essere sottoposto ad adattamenti o trasformazioni di sorta. “Combattere strenuamente per la fede” non è in sintonia con il relativismo e malintesa tolleranza che prevale oggi, eppure continua ad essere nostro dovere discernere dove mettere in piedi appropriati steccati e necessaria mura. Dobbiamo farlo secondo l’immutabile Parola di Dio senza vergognarcene , contestando lo spirito della nostra società, tollerante di tutto eccetto che la verità biblica. Inoltre, nel determinare quali steccati e quali mura costruite dall’uomo, e quindi non bibliche, debbano essere abbattute.

Nel mantenere le mura ortodossa dei nostri credo dobbiamo tracciare necessarie linee dottrinali. Tracciamo linee poiché è Dio stesso che le ha tracciate. Tracciamo linee perché amiamo la gloria di Dio, la verità di Dio, coloro che portano l’immagine di Dio e Dio stesso. L’amore di Dio per noi è il fondamento del nostro amore per Lui e tale amore, a sua volta conduce all’amore verso il prossimo. Sebbene il nostro prossimo possa disprezzare le linee dottrinali della chiesa, e sebbene possa deridere e condannarci come dogmatici o divisori, dobbiamo sempre manifestare il nostro amore genuino per la sua anima immortale e così mantenere la nostra posizione e tracciare una linea di divisione fra dottrina vera e dottrina falsa, fra Cristo ed il mondo, fra paradiso e inferno. Sicuramente le dottrine causano divisioni perché il peccato divide: esso divide gli angeli dai demoni, i santi dai peccatori e le pecore dalle capre. Ciononostante, la dottrina può unire eternamente i peccatori salvati dalla grazia sovrana di Dio quando condividono un solo Signore, una sola fede ed un solo battesimo.

Dobbiamo mantenere irremovibilmente le nostre posizioni ed ogni linea dottrinale, per amore dell’Evangelo, della purezza e della conseguente pace della chiesa, per amore dei nostri figli e delle prossime generazioni, per amore della nostra stessa anima. Non dobbiamo solo dire di credere “formalmente” alle nostre storiche confessioni di fede, dobbiamo essere pronti a dare per esse la nostra stessa vita. Se crediamo strenuamente, dobbiamo pure combattere strenuamente.
this site Arial, lucida grande, tahoma, verdana, arial, sans-serif;”>Sentieri Antichi Valdesi è stata bannata/bandita/scomunicata dal gruppo di FaceBook “Riforma protestante in Italia” per aver pubblicato l’articolo sull’ultimo libro della Claudiana: “Il … Queer”. Certe chiese e gruppi, davvero, come dice l’Apocalisse sono oggi come Babilonia: “È diventata ricettacolo di demòni, covo di ogni spirito immondo, rifugio di ogni uccello impuro e abominevole” (Apocalisse 18:12). Se pensano di zittirci si sbagliano di grosso!

Sono davvero ridicoli questi signori, che si sciacquano incessantemente la bocca con l’accoglienza, la tolleranza del diverso, l’apertura… e poi, quando qualcuno si permette di non pensarla come loro, prontissimi a ricorrere a ogni arma: censura sul loro giornale, condanne sinodali, insulti… La coerenza!

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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