\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

I pericoli del metodo storico-critico – Un dono subdolo fatto da…

Il giornale d’opinione L’intraprendente pubblica oggi un articolo molto simile a questo:

Da qualche decennio la Chiesa Valdese ha voluto dare un carattere ultrapolitico alla propria predicazione. I problemi sociali ed economici del pianeta sono affrontati a getto continuo e discussi in profondità (si fa per dire) in documenti sinodali, treatment purchase interviste, libri, confronti, dibattiti e discorsi. La soluzione proposta è sempre la stessa: più potere ai governi e agli Stati e meno agli individui. Il nemico è ormai stato individuato in questa economia “che uccide” e la soluzione starebbe nell’uccidere l’economia, almeno nella sua forma attuale, per sostituirla con un po’ di agricoltura di sussistenza e chissà cos’altro. Se Karl Marx è sempre accusato di esser stato ben parco di indicazioni sulla società futura, sul comunismo, vi è da dire che l’anticapitalismo post-marxista, “alla valdese” è ancor più vago sulle alternative. La rivolta contro l’esistente e la ragione, che si

Un recentissimo articolo di Riforma

spinge fino all’adozione delle tesi ambientaliste più radicali e banali è costante, ma le alternative non esistono proprio.

Di questa economia che uccide i valdesi abitano bene al centro, nell’Europa occidentale che ha dato vita agli Stati Uniti d’America, lo storico centro del cieco dominio del capitale. Seppur dominata ormai da molto tempo da una élite culturale e politica che in cuor suo nutre sentimenti e pensieri in sintonia con quelli dell’attuale élite valdese, l’Europa occidentale è ancora in gran parte refrattaria a riconoscere che ciò che la ha resa la società di maggior successo della storia sia in realtà un’aggressione ai poveri del pianeta, alle risorse altrui, alla giustizia planetaria e via discorrendo.

Dai sermoni domenicali agli eventi pubblici il messaggio non è particolarmente diverso, in quanto – a parte la crociata pro-gay – l’élite valdese conosce un’unica litania: quella dei mali del capitalismo. Per loro, la politica sarebbe l’espressione del nostro irresistibile bisogno di vivere come una sola persona, nel tentativo di costruire uno dei più alti beni comuni: quello di una comunità che sacrifica gli interessi particolari per condividere, nella giustizia e nella pace, i suoi beni, i suoi interessi e la sua vita sociale.

In sostanza essi auspicano la costruzione di una comunità politica al di sopra degli individui e alla quale sia dato il pieno potere di decidere sull’allocazione ottimale delle risorse. Il fatto che sia stata poco applicata in Europa occidentale e ancor meno negli Usa è il principale motivo che rende queste aree le più ricche del mondo. Soprattutto in America, infatti, concezioni dello stato e della comunità come queste sono assai rare e patrimonio di piccole frange estremiste. In fondo, lo stato sarà pur necessario, ma rimane un problema, poiché la libertà è per molti americani una condizione inversamente proporzionale alla dimensione dell’attività governativa. Meno governo, maggiore libertà. America latina e altre parti del mondo sono in varia misura maggiormente in sintonia con il queste concezioni e questo spiega anche la loro distanza dall’America in termini di successo economico. Va infatti detto con grande chiarezza: la dottrina economica e sociale di questa chiesa valdese è stata provata in ogni sua forma e produce solo vari gradi di povertà e indigenza.

Vi è poi la questione dei profughi, ossia i migranti, i quali, si sa, secondo la dottrina dell’élite valdese   dovrebbero essere lasciati liberamente entrare in ogni Paese. E qui emergono molte domande alle quali non si può proprio rispondere. Come mai tutti sognano di andare in America e nell’Europa occidentale, se il loro sistema economico è demoniaco e disumano? E perché mai gli americani e gli europei dovrebbero accogliere i nostri fratelli poveri trascinandoli in un mondo di danaro, sfruttamento e peccato? Se il capitalismo è così terribile nei confronti dei poveri, perché i diseredati del mondo intero sognano solo di andare nella patria del capitalismo?

Per questa élite, la ricetta di condotta è chiara come la linea che separa i buoni dai cattivi: occorre aiutare fattivamente i governi a redistribuire le ricchezze. Chi distribuisce la ricchezza è fra i buoni e chi la produce fra i cattivi. Chiunque lavori con impegno, impieghi altre persone, produca ricchezza si deve oggi sentire molto lontano da una Chiesa che, almeno al proprio vertice, perdona tutti i peccatori tranne i produttori di ricchezza.

Se il loro patrimonio è oggetto della costante aggressione dei governi, l’attacco alla loro dignità è ben più grave. Un “chi son io per giudicare?” non è mai stato pronunciato nei confronti di tutti quei milioni individui che in ogni luogo si alzano e si dedicano tutto il giorno con abnegazione ad atti di “capitalismo” fra adulti consenzienti. Ma è proprio alla loro creatività e al sistema che la proteggeva (il capitalismo) che dobbiamo tutto: dall’allungamento della vita, alla diminuzione costante della povertà e dell’indigenza, ai vaccini, ai raccolti abbondanti e in grado di sfamare sempre più persone a costi sempre più bassi. Non esistono diversi modelli di sviluppo. Ne esiste uno solo: proprietà privata dei mezzi di produzione della ricchezza, libero scambio, governo limitato. Più ci si discosta da questo e più ci si impoverisce.

Un giudice e giornalista americano Andrew Napoletano, un cattolico devoto, ha detto che il papa “è un falso profeta che sta conducendo il suo gregge in un luogo pericoloso nel quale vi è più pianificazione centrale e meno libertà individuale”. Possiamo dire cose molto diverse sull’élite valdese?

In realtà, l’articolo originale non parla della Chiesa Valdese, ma di Papa Francesco. Abbiamo fatto le opportune sostituzioni per vedere se funziona lo stesso, e si direbbe che funziona davvero. Ecco perché questo improvviso papismo che coinvolge molta della “élite” valdese.
La diconia sta in piedi grazie all’8 per 1000. 

Il settimanale Riforma pure, try e non solo.

Non si può servire Dio e il mondo

Seconda parte – Per la prima, sildenafil cliccare qui.

Se leggiamo il rendiconto OPM (Otto Per Mille) con un minimo di raziocinio ci rendiamo subito conto che tutta la nostra diaconia sta in piedi soltanto grazie all’OPM. Allora ci dovremmo chiedere: ma la diaconia per una Chiesa, diagnosis e in particolar modo per la nostra Chiesa Valdese Riformata, non è anch’essa parte delle attività di culto, cioè di diffusione dell’Evangelo? Forse che tenere un sermone la domenica è culto, mentre offrire un pasto caldo ai poveri non lo è? Sottile disquisizione filosofica che, evidentemente, né la Tavola né il Sinodo si pongono, perché ostentatamente continuano a voler distinguere, o meglio a “volersi distinguere” dai cattolici, con il fatto che noi non utilizziamo l’OPM per fini di culto e religiosi in genere. Peccato che poi, ad esempio, il nostro settimanale Riforma vive ormai soltanto grazie all’OPM (oltre 200.000€). Anche in questo caso verrebbe da pensare che essendo un giornale religioso svolga un’attività di evangelizzazione e quindi non finanziabile con l’OPM, ma forse leggendo meglio Riforma si capisce che parla di tutt’altro che di evangelizzazione! Che dire poi della nostra Casa Editrice Claudiana, anche lei abbondantemente finanziata con l’OPM (oltre 300.000 euro): forse non pubblica libri di evangelizzazione, bensì testi destinati ad altri usi, ma allora a che serve avere una Casa Editrice Protestante se poi non svolge un servizio a favore della diffusione dell’Evangelo?

Il punto vero della questione però è un altro, e precisamente: ci dovremmo chiedere fino a che punto sia onesto dire agli italiani che firmano per l’OPM ai Valdesi, che la Chiesa Valdese non usa i soldi OPM per il culto, ovvero per la sua attività di testimonianza dell’Evangelo, quando poi scopriamo che con gli stessi soldi finanzia tutte le proprie opere diaconali e le strutture della Chiesa, che in mancanza dell’OPM dovrebbero invece essere finanziate con le contribuzioni dei fedeli? Fino a che punto è onesto mantenere in piedi una serie di strutture para-religiose con i fondi OPM che in mancanza loro sarebbero già state chiuse proprio perché le contribuzioni dei membri di chiesa, in storico e inarrestabile calo, sono insufficienti?

Tanto per dare qualche numero: Centro Culturale Valdese di Torre Pellice € 300.000; Facoltà Valdese € 200.000; FCEI € 87.000; Tavola Valdese € 230.000; per non citarne che qualcuno, perché andando a leggere l’intero resoconto si scopre come centinaia di migliaia di euro vengono destinati a Chiese, associazioni e non meglio identificati gruppi attigui alla nostra Chiesa per progetti (il cui costo equivale a quello di molti stipendi pastorali) che vengono sbandierati come laici e non attinenti al culto ma che di fatto fanno parte della vita della nostra Chiesa.

Lascio a chi legge di trarre le conclusioni, però mi permetto di osservare, ancora una volta, che la nostra Chiesa ha imboccato una strada senza uscita che la sta allontanando dall’Evangelo della Riforma e che per questo ogni giorno che passa vede ridursi i numeri dei suoi membri, laddove invece incontra un crescente consenso nel mondo. Anche l’OPM e la sua gestione sono la riprova di come non si possa servire Dio e il mondo, ma alla fine si debba fare una scelta precisa per uno dei due. Prego Dio che la triste scelta della nostra Chiesa non sia irreversibile.

Nikodemos

 
Oggi molte Chiese Evangeliche storiche (tra cui la nostra Valdese) adottano nelle loro facoltà di teologia il metodo storico-critico nello studio della Bibbia. Ora se il metodo storico-critico (m.s.c.) presenta alcune utilità, ampoule non di meno espone i credenti anche a un grave pericolo: quello di perdere la propria fede!

Cercherò di spiegarmi facendo ricorso ad un paragone, this come quelli che usava Gesù (il Regno dei Cieli è come un granello di senape…), approved con questo esempio non voglio essere offensivo ma semplicemente essere chiaro.

Proviamo a paragonare la Bibbia ad un “delitto su commissione”. In questo tipo di delitto ci sono due autori: da un lato l’esecutore materiale, cioè colui che uccide in cambio di denaro; dall’altro il mandante, ovvero colui che ordina di uccidere, che vuole effettivamente la morte della persona. Ovviamente entrambi sono colpevoli ma se dovessimo individuare il vero responsabile del delitto, colui che aveva la volontà e la premeditazione di uccidere, non avremmo dubbi ad identificarlo nel mandante, anche se quest’ultimo materialmente non ha ucciso nessuno.

Ora noi sappiamo che la Bibbia è una raccolta di sessantasei libri, sessantasei testimonianze rese da una cinquantina di uomini di fede (poiché alcuni autori hanno scritto più di un libro, come ad esempio Paolo e Mosè) su un arco di tempo molto lungo di oltre mille anni. Tutti i credenti sono concordi sul fatto che questi cinquanta autori sono soltanto gli autori materiali dei libri biblici, poiché ogni singolo libro è stato ispirato dallo Spirito Santo. Il mandante della Bibbia è Dio, che se anche non ha vergato la Bibbia di suo pugno, di sicuro ha ispirato gli autori affinché essi mettessero per iscritto quella che era la sua volontà, poiché la Bibbia contiene la volontà di Dio cui un credente si deve attenere per essere tale.

Fatta questa lunga ma necessaria premessa, veniamo al nostro m.s.c. di studio della Scrittura e alla sua pericolosità. Il m.s.c. è un metodo c.d. “scientifico” che quindi nasce fuori dagli ambiti della fede ma che però viene lo stesso applicato allo studio della Bibbia, Parola Rivelata. L’incongruenza di fondo di questo modo di studiare la Bibbia sta nel fatto che la scienza nega l’esistenza di Dio, perché non dimostrabile scientificamente, perciò qualsiasi studio biblico che adotti questo metodo, esclude a priori il mandante, ne nega persino l’esistenza, e quindi concentra tutta la sua attenzione sull’autore materiale, con tutti i limiti (umani) che tali autori potevano avere.

Qual’è dunque l’utilità e qual’è il pericolo di questo metodo?

L’utilità sta nel fatto che, conoscere luoghi, costumi, circostanze storiche dei fatti narrati, può aiutarci a comprendere meglio ciò che leggiamo. A distanza di millenni il significato di certe parole potrebbe essere cambiato, le usanze in voga allora, essere del tutto estranee al nostro tempo etc.

Il pericolo che reca con se però è ancora più grave, perché il m.s.c. è forse uno dei doni più subdoli che il diavolo ha fatto all’uomo, per indurlo ancora una volta ad appagare il suo egoistico e arrogante desiderio di sapere, di essere più di quanto non è.

(prima parte)

Nikodemos

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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