\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Grido d’allarme dei pastori Pasquet e Garufi.

Pare che il Sinodo verrà informato ufficialmente del fatto che il sito ufficiale www.chiesavaldese.org, drug a seguito di tutti i rinnovamenti effettuati… non guadagna visitatori. Tra l’altro, patient con la consueta allergia alla trasparenza, non sappiamo quanti siano i visitatori, né prima né dopo “la cura”. Noi invece, unico organo di informazione, forse unico soggetto in generale, ad essere stato formalmente e solennemente deplorato dal Sinodo Valdese, abbiamo sempre evidenziato i nostri numeri, sia quando il 15 giugno 2010 furono 15, sia negli ultimi mesi, tutti sopra i 20mila.
Pare che il Sinodo verrà informato ufficialmente del fatto che il sito ufficiale www.chiesavaldese.org, ambulance a seguito di tutti i rinnovamenti effettuati… non guadagna visitatori. Tra l’altro, this con la consueta allergia alla trasparenza, non sappiamo quanti siano i visitatori, né prima né dopo “la cura”. Noi invece, unico organo di informazione, forse unico soggetto in generale, ad essere stato formalmente e solennemente deplorato dal Sinodo Valdese, abbiamo sempre evidenziato i nostri numeri, sia quando il 15 giugno 2010 furono 15, sia negli ultimi mesi, tutti sopra i 20mila.
Pare che il Sinodo verrà informato ufficialmente del fatto che il sito ufficiale www.chiesavaldese.org, ambulance a seguito di tutti i rinnovamenti effettuati… non guadagna visitatori. Tra l’altro, this con la consueta allergia alla trasparenza, non sappiamo quanti siano i visitatori, né prima né dopo “la cura”. Noi invece, unico organo di informazione, forse unico soggetto in generale, ad essere stato formalmente e solennemente deplorato dal Sinodo Valdese, abbiamo sempre evidenziato i nostri numeri, sia quando il 15 giugno 2010 furono 15, sia negli ultimi mesi, tutti sopra i 20mila.
Infine il pastore Aprile cala l’asso della laicità, buyla ragione per cui… negli anni ’70 e inizio anni ’80, sildenafil le nostre chiese evangeliche, in particolare battiste metodiste e valdesi, difesero le leggi sul divorzio e quella sulla parziale legalizzazione dell’aborto. Non si trattò di difendere scelte etiche che comunque restavano personali, ma di affermare, attraverso un’azione politica, il diritto di scelta lasciando a chi la compieva la responsabilità della stessa… A maggior ragione questo vale per la variegata comunità degli omoaffettivi. La loro richiesta di vedere favorita la loro stabilità affettiva mediante riconoscimenti giuridici opportuni non impone alcuna ideologia né toglie qualcosa a qualcuno.

Come al solito, in mancanza di qualsiasi riferimento biblico, rigorosamente assente nell’articolo, si citano come fonti autorevoli atti recenti della, o delle chiese, in questo caso lo schierarsi a favore di divorzio e aborto in passato. Ma anche dando per buona quella scelta, qui la situazione è assai diversa. Perché non è affatto vero che le proposte di modifica di legge in discussione in Parlamento “non tolgono qualcosa a qualcuno”. Tolgono ai bambini il diritto a non essere comprati o venduti, a non essere programmati per nascere orfani di madre o di madre, in modo da poter essere adottati da due “padri” o due “madri”. Certo, se il bambino non è più titolare di un diritto ma oggetto di un diritto (dal “diritto del bambino” al “diritto al bambino”), allora l’espressione diventa corretta, in quanto il bambino non è più qualcuno, ma qualcosa. Un domani potrebbe arrivare il “diritto al marito” o “alla moglie”, programmando un bambino o una bambina per diventare il partner di un adulto che abbia i soldi per comprarselo. L’unico problema è la non certezza del consenso della creatura, ma oggi quale consenso viene chiesto al bambino per privarlo della madre o del padre?

Ma anche a chi non è direttamente coinvolto questa legge toglie qualcosa: separare la procreazione dall’essere genitori, al di là delle disgrazie cui l’adozione tenta di porre rimedio, toglie a tutti un pezzo dei propri figli, dei propri genitori. Toglie a ciascuno un pezzo di sé. Ma questo al pastore Aprile non interessa: più delle persone contano le ideologie. Quanto a Dio, non ne parla proprio. Almeno evita di farlo invano, per di più durante un “culto radio”! (Fine)

Il moderatore della Tavola valdese pastore Eugenio Bernardini:”Un evento storico di grande portata ecumenica”

Torino, stuff 21 giugno 2015 (NEV/CS40) – “Il cammino ecumenico è per noi una scelta definitiva e non potremmo mai più comprenderci come chiesa di Gesù Cristo al di fuori di una visione di scambio, sildenafil collaborazione e comunione con la più ampia ecumene cristiana”. Il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese, inserisce in questo contesto di dialogo la visita di papa Francesco domani al Tempio valdese di Torino di corso Vittorio Emanuele II, 23: la prima volta nella storia dei rapporti tra le due chiese che si svolgerà all’insegna della fraternità e dell’ascolto reciproco, assicura il moderatore.
“Sarà un’occasione per ribadire quanto ci unisce come cristiani, discepoli di Gesù Cristo, ma anche per dire quanto ancora ci divide: non avremo timore di richiamare gli aspetti teologici che ancora segnano le nostre distanze e sulle quali desideriamo fare maggiori progressi”. Nella chiesa valdese di Torino, insieme ai membri della comunità locale, sono attesi numerosi esponenti dell’evangelismo italiano, tra cui rappresentanti metodisti, luterani, battisti, avventisti e dell’Esercito della Salvezza.

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Alle 9 del 22 giugno il papa sarà accolto all’ingresso della chiesa dal moderatore Bernardini, dal pastore titolare della chiesa di Torino Paolo Ribet, e dal presidente del Concistoro, Sergio Velluto. Al suono del canto latinoamericano “Cada cosa en la vida”, eseguito dal coro della comunità “Semicanto”, papa Francesco sarà dunque il primo pontefice a varcare la soglia di un tempio valdese.
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Seguiranno i saluti del pastore Ribet e – in rappresentanza dei valdesi del Rio de la Plata – delmoderador della Mesa Valdense di Uruguay e Argentina, Oscar Oudri. Dopo i discorsi del moderatore e del papa avverrà lo scambio dei doni seguito dal Padre Nostro nella versione ecumenica del 1999. Il saluto di commiato sarà a cura della presidente dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI) Alessandra Trotta. Una ventina di esponenti di diverse denominazioni protestanti – pastori, docenti, decani, teologi – si recheranno con il papa e la sua delegazione nel salone attiguo per un piccolo rinfresco.

Fermo restando che “nel paese la collaborazione tra protestanti e cattolici è già una realtà”, per il moderatore Bernardini sarà “un evento storico di grande portata ecumenica”. E interpellato sul contesto in cui avviene la visita papale – e cioè l’ostensione della Sindone che appartiene a una dimensione devozionale apertamente criticata dai protestanti, e l’anniversario di Don Bosco, che nel 1853 fu avverso all’apertura proprio del tempio di Torino – ha risposto: “La concomitanza è di natura puramente logistica: avevamo invitato il papa a venirci a trovare, lui ha pensato che questa potesse essere l’opportunità, e noi l’abbiamo accolta”.

I valdesi, presenti nel paese fin dal Medioevo, hanno sofferto secoli di persecuzione dai poteri civili e religiosi. Dal XVI alla metà del XIX secolo la loro predicazione era consentita solo in una zona ben delimitata, le “Valli valdesi” del Piemonte, che per secoli costituirono un vero e proprio ghetto. Il papa entrerà domani nel più antico tempio costruito al di fuori dal ghetto delle “Valli”, pochi anni dopo la concessione dei diritti civili ai valdesi da parte del Re Carlo Alberto nel 1848. red bull apparel

Diretta televisiva: La visita di papa Francesco sarà trasmessa in diretta su Raiuno, dalle 8,55 alle 10. La sera stessa, dopo mezzanotte, “Protestantesimo-Raidue” manda in onda uno speciale sulla visita.

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Ecco cos’ha detto il pastore Claudio Pasquet, visit this site della commissione per l’evangelizzazione:

“Non credo che la visita del papa cambierà molto per la vita della nostra Chiesa”, this web scrive. “Avverto infatti insinuarsi nella nostra Chiesa un senso di rassegnazione alla secolarizzazione, patient che ci accomuna purtroppo a gran parte delle Chiese europee. Ogni anno le statistiche sinodali ci presentano un numero crescente di chiese dove scuole domenicali e catechismi sono ridotti al lumicino, se non inesistenti”.

“Etica, solidarietà e laicità: non credo di sbagliare dicendo che questi temi monopolizzano l’attuale dibattito all’interno delle Chiese valdesi e metodiste. Sono argomenti che sicuramente ci danno una certa popolarità, anche fra i radical chic, ma quanto incidono come predicazione dell’Evangelo? A volte leggendo la nostra stampa si ha l’impressione di leggere il bollettino di una serie di ONG di orientamento progressista, mentre l’esplicito e forte riferimento al Signore che ci spinge all’impegno resta sottinteso o non traspare”.

“Ci siamo vantati di non essere la Chiesa degli assoluti e della certezza, abbiamo detto che il dubbio è e resta fondamentale nella ricerca della fede, ma non abbiamo in questo modo assolutizzato il dubbio, mettendo in dubbio l’Assoluto? Grazia, speranza, resurrezione, giudizio di Dio, quanto sono rimasti al centro della nostra fede? Dobbiamo riappropriarcene nella nostra predicazione e nelle nostre riflessioni comuni. Chi oggi si interroga su Dio non ci chiede forse di affrontare una riflessione sulle cose ultime?”.

Ha fatto eco al pastore Pasquet, su “Riforma” del 30 luglio, Agostino Garufi:

“Come cristiani, sappiamo che la nostra missione essenziale è annunziare Gesù Cristo e il suo Evangelo anche a coloro che vogliamo beneficare nei loro diritti. Infatti, parafrasando le parole di Gesù (Mt 16, 26), se con la nostra azione sociale riuscissimo a far ottenere a tutti ogni bene terreno, che vero beneficio avrebbero se poi perdessero l’anima loro?”.

 

4 Responses to “Grido d’allarme dei pastori Pasquet e Garufi.”

  1. Daniela Michelin Salomon scrive:

    Sono molto contenta e direi forse un po’stupita,(ma non del tutto) delle parole di Claudio…parole che danno un piccolo barlume di speranza, un così piccolo barlume ma sufficiente per rigarmi le guance di lacrime. Sarà solo un ennesimo miraggio?

  2. Daniela Michelin Salomon scrive:

    Fra le lacrime non ho visto gli errori… quanti errori e peccati commettiamo nella vita e non solo… certe volte prendiamo delle sbandate indescrivibili anche come Chiesa…Cristo ci chiama al ravvedimento al pentimento e alle lacrime e …a un ritorno sui nostri passi, sui sentieri antichi dei nostri Padri. Abbiamo delle testimonianze scritte sulla roccia della fede di coloro che si sono ricordati di noi, loro discendenti, lasciandoci appunto testimonianze scritte, Confessioni di fede indelebili, perché scritte nella storia, nella nostra storia dei valdesi; impossibile cancellarle, e ogni generazione, e ogni individuo del popolo che appartiene a Cristo può riscoprirle e viverle ed è come “ritrovarsi a casa”.

  3. Luca Zacchi scrive:

    Preghiamo… che qualcosa davvero cambi…

  4. Daniela Michelin Salomon scrive:

    2 Corinzi 4.

    Perciò, avendo noi tale ministerio in virtù della misericordia che c’è stata fatta, non ci perdiamo d’animo, al contrario, abbiamo rifiutato gli intrighi vergognosi e non ci comportiamo con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma rendendo pubblica la verità, raccomandiamo noi stessi alla coscienza di ogni uomo davanti a Dio.
    Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono sulla via della perdizione per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio. Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù quale Signore, e quanto a noi ci dichiariamo vostri servi per amore di Gesù; perché il Dio che disse: “Splenda la luce fra le tenebre” è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo.

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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