\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Ecco perché il culto va ristabilito – Un sermone senza Gesù e senza Dio, ma con altri dei

Ecco perché il culto va ristabilito – Un sermone senza Gesù e senza Dio

Abbiamo recentemente pubblicato l’importante dichiarazione di Sentieri Antichi Valdesi sulla necessità di ristabilire il culto del Signore, drug e le notizie sull’inizio dei culti regolari del movimento ecclesiale SAV. Il dettaglio dei motivi che hanno portato a queste importanti decisioni si può trovare in un po’ tutto questo sito e sono state raccolte in un libro.

Già in occasione del Sinodo valdese ci siamo soffermati sull’incredibile sermone pronunciato per il culto di apertura del Sinodo dalla pastora Erika Tomassone, cure dove Cristo è menzionato direttamente tre volte soltanto, e per attribuirgli vaghi concetti introvabili nei Vangeli o in altre parti della Bibbia. Oggi ci occupiamo di un altro esempio che ci ha fatto dichiarare non più “adeguato il culto di chiese prive di una chiara linea dottrinale riformata”.

Il settimanale Riforma del 19 giugno di quest’anno, nella solita seconda pagina dedicata a ciò che in sostanza sono sermoni, pubblica una “meditazione” del pastore Alessandro Esposito dal titolo “Disobbedire per amore”. Al confronto di questo, il sermone della pastora Tomassone potrebbe quasi passare per fondamentalista (naturalmente scherziamo, ma è per dare un’idea).

Ebbene, per i primi tre quarti del lungo testo di Esposito, dove si fa gran sfoggio di dimestichezza con la lingua ebraica e specialmente con le complesse costruzioni dei suoi verbi, i binyanim, si parla esclusivamente dell’aspetto umano della vicenda di Sifra e Pua, le due levatrici egiziane cui il Faraone aveva ordinato di far morire alla nascita, avvalendosi del loro mestiere, tutti i bambini ebrei maschi. Più e più volte il pastore insiste sul profilo fisico dell’opera delle levatrici che respirano insieme alle partorienti sviluppando con esse un forte legame. E da lì si trae lo spunto per qualche forte pennellata di femminismo antimaschile: “Nel respiro cercato insieme da partoriente e levatrice, non esistono più l’egiziana e l’ebrea, la schiava e la donna libera: esiste un legame di fiati, che nessun ordine maschile può spezzare”. Più in là si ribatte il tasto anti-maschile parlando delle due levatrici che non uccidono i bambini “sfidando lo strapotere di un uomo, esponendosi al rischio delle sue ritorsioni”.

Dunque, contrariamente a quanto l’essenziale testo dell’Esodo dice in appena tre brevi versetti (1:15-17), non è l’obbedienza a Dio che guida le due levatrici. Neppure l’obbedienza a quella infinita tenerezza, voluta da Dio, che un bambino suscita in ogni essere umano che non deturpi la propria natura, e specialmente nelle donne. No! E neanche per l’immenso dolore che sapevano avrebbero suscitato in quelle donne che avevano conosciuto uccidendo il frutto e le speranze di nove mesi di gravidanza e forse di una intera vita, anche la speranza che quel bambino maschio potesse essere il loro liberatore dalla schiavitù. No! È solo – secondo Esposito – per il legame fisico e sensuale tra loro e le partorienti ebree, che “hanno saputo scovare nel segreto di un respiro, nello spazio breve delle contrazioni”. Neanche avessero partecipato a un incontro di “autocoscienza” femminista sessantottino in stanze piene del fumo di “emancipanti” sigarette, che intrideva senza rimedio i maglioni d’ordinanza.

In questa smania di contrapporre le donne agli uomini, si trascura il piccolo dettaglio che i bambini che le due egiziane avrebbero dovuto uccidere erano – guarda un po’ – maschi e che anche i padri di quei bambini erano maschi e amavano i loro nati! Dettagli fastidiosi che richiamano troppo i sentimenti di una di quelle odiose famigli “tradizionali” così fuori moda, così odiati oggi nell’età dell’ideologia “gender”.

È poi da notare che quando dice “non esistono più l’egiziana e l’ebrea, la schiava e la donna libera” c’è una raffinata implicita citazione di Galati 3:27-28: “Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è né Giudeo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesù.

Per questo è interessante notare le differenze. 1) Nella meditazione del pastore Esposito, cosa sostituisce Cristo nel cancellare le differenze tra le nazionalità, tra la libertà e la schiavitù? Questa sorta di solidarietà “di genere”, questo “legame di fiati”, come nello yoga (che è una pratica religiosa indù). Da Cristo allo yoga. 2) Quale distinzione menzionata da Paolo è taciuta? Paradossalmente, quella tra uomo e donna, che pure dovrebbe piacere molto nell’ottica omosessualista-gender! Ma qui disturbava perché era in contrasto con l’approccio femminista anti-maschile. Insomma, in Cristo non c’è distinzione spirituale tra uomo e donna, ma per Esposito invece c’è! Insomma, per celebrare matrimoni il sesso non importa, mentre per obbedire a Dio il sesso è più importante di Dio stesso.

Davvero occorre ristabilire il culto del Signore.

(prima parte)

Abbiamo recentemente pubblicato l’importante dichiarazione di Sentieri Antichi Valdesi sulla necessità di ristabilire il culto del Signore, view e le notizie sull’inizio dei culti regolari del movimento ecclesiale SAV. Il dettaglio dei motivi che hanno portato a queste importanti decisioni si può trovare in un po’ tutto questo sito e sono state raccolte in un libro.

Già in occasione del Sinodo valdese ci siamo soffermati sull’incredibile sermone pronunciato per il culto di apertura del Sinodo dalla pastora Erika Tomassone, stuff dove Cristo è menzionato direttamente tre volte soltanto, page e per attribuirgli vaghi concetti introvabili nei Vangeli o in altre parti della Bibbia. Oggi ci occupiamo di un altro esempio che ci ha fatto dichiarare non più “adeguato il culto di chiese prive di una chiara linea dottrinale riformata”.

Il settimanale Riforma del 19 giugno di quest’anno, nella solita seconda pagina dedicata a ciò che in sostanza sono sermoni, pubblica una “meditazione” del pastore Alessandro Esposito dal titolo “Disobbedire per amore” (ripubblicata anche presso il blog del pastore su MicroMega) . Al confronto di questo, il sermone della pastora Tomassone potrebbe quasi passare per fondamentalista (naturalmente scherziamo, ma è per dare un’idea).

Ebbene, per i primi tre quarti del lungo testo di Esposito, dove si fa gran sfoggio di dimestichezza con la lingua ebraica e specialmente con le complesse costruzioni dei suoi verbi, i binyanim, si parla esclusivamente dell’aspetto umano della vicenda di Sifra e Pua, le due levatrici egiziane cui il Faraone aveva ordinato di far morire alla nascita, avvalendosi del loro mestiere, tutti i bambini ebrei maschi. Più e più volte il pastore insiste sul profilo fisico dell’opera delle levatrici che respirano insieme alle partorienti sviluppando con esse un forte legame. E da lì si trae lo spunto per qualche forte pennellata di femminismo antimaschile: “Nel respiro cercato insieme da partoriente e levatrice, non esistono più l’egiziana e l’ebrea, la schiava e la donna libera: esiste un legame di fiati, che nessun ordine maschile può spezzare”. Più in là si ribatte il tasto anti-maschile parlando delle due levatrici che non uccidono i bambini “sfidando lo strapotere di un uomo, esponendosi al rischio delle sue ritorsioni”.

Dunque, contrariamente a quanto l’essenziale testo dell’Esodo dice in appena tre brevi versetti (1:15-17), non è l’obbedienza a Dio che guida le due levatrici. Neppure l’obbedienza a quella infinita tenerezza, voluta da Dio, che un bambino suscita in ogni essere umano che non deturpi la propria natura, e specialmente nelle donne. No! E neanche per l’immenso dolore che sapevano avrebbero suscitato in quelle donne che avevano conosciuto uccidendo il frutto e le speranze di nove mesi di gravidanza e forse di una intera vita, anche la speranza che quel bambino maschio potesse essere il loro liberatore dalla schiavitù. No! È solo – secondo Esposito – per il legame fisico e sensuale tra loro e le partorienti ebree, che “hanno saputo scovare nel segreto di un respiro, nello spazio breve delle contrazioni”. Neanche avessero partecipato a un incontro di “autocoscienza” femminista sessantottino in stanze piene del fumo di “emancipanti” sigarette, che intrideva senza rimedio i maglioni d’ordinanza.

In questa smania di contrapporre le donne agli uomini, si trascura il piccolo dettaglio che i bambini che le due egiziane avrebbero dovuto uccidere erano – guarda un po’ – maschi e che anche i padri di quei bambini erano maschi e amavano i loro nati! Dettagli fastidiosi che richiamano troppo i sentimenti di una di quelle odiose famigli “tradizionali” così fuori moda, così odiati oggi nell’età dell’ideologia “gender”.

È poi da notare che quando dice “non esistono più l’egiziana e l’ebrea, la schiava e la donna libera” c’è una raffinata implicita citazione di Galati 3:27-28: “Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è né Giudeo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesù.

Per questo è interessante notare le differenze. 1) Nella meditazione del pastore Esposito, cosa sostituisce Cristo nel cancellare le differenze tra le nazionalità, tra la libertà e la schiavitù? Questa sorta di solidarietà “di genere”, questo “legame di fiati”, come nello yoga (che è una pratica religiosa indù). Da Cristo allo yoga. 2) Quale distinzione menzionata da Paolo è taciuta? Paradossalmente, quella tra uomo e donna, che pure dovrebbe piacere molto nell’ottica omosessualista-gender! Ma qui disturbava perché era in contrasto con l’approccio femminista anti-maschile. Insomma, in Cristo non c’è distinzione spirituale tra uomo e donna, ma per Esposito invece c’è! Insomma, per celebrare matrimoni il sesso non importa, mentre per obbedire a Dio il sesso è più importante di Dio stesso.

Davvero occorre ristabilire il culto del Signore.

(prima parte)

Abbiamo recentemente pubblicato l’importante dichiarazione di Sentieri Antichi Valdesi sulla necessità di ristabilire il culto del Signore, buy e le notizie sull’inizio dei culti regolari del movimento ecclesiale SAV. Il dettaglio dei motivi che hanno portato a queste importanti decisioni si può trovare in un po’ tutto questo sito e sono state raccolte in un libro.

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Dunque, contrariamente a quanto l’essenziale testo dell’Esodo dice in appena tre brevi versetti (1:15-17), non è l’obbedienza a Dio che guida le due levatrici. Neppure l’obbedienza a quella infinita tenerezza, voluta da Dio, che un bambino suscita in ogni essere umano che non deturpi la propria natura, e specialmente nelle donne. No! E neanche per l’immenso dolore che sapevano avrebbero suscitato in quelle donne che avevano conosciuto uccidendo il frutto e le speranze di nove mesi di gravidanza e forse di una intera vita, anche la speranza che quel bambino maschio potesse essere il loro liberatore dalla schiavitù. No! È solo – secondo Esposito – per il legame fisico e sensuale tra loro e le partorienti ebree, che “hanno saputo scovare nel segreto di un respiro, nello spazio breve delle contrazioni”. Neanche avessero partecipato a un incontro di “autocoscienza” femminista sessantottino in stanze piene del fumo di “emancipanti” sigarette, che intrideva senza rimedio i maglioni d’ordinanza.

In questa smania di contrapporre le donne agli uomini, si trascura il piccolo dettaglio che i bambini che le due egiziane avrebbero dovuto uccidere erano – guarda un po’ – maschi e che anche i padri di quei bambini erano maschi e amavano i loro nati! Dettagli fastidiosi che richiamano troppo i sentimenti di una di quelle odiose famigli “tradizionali” così fuori moda, così odiati oggi nell’età dell’ideologia “gender”.

È poi da notare che quando dice “non esistono più l’egiziana e l’ebrea, la schiava e la donna libera” c’è una raffinata implicita citazione di Galati 3:27-28: “Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è né Giudeo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesù.

Per questo è interessante notare le differenze. 1) Nella meditazione del pastore Esposito, cosa sostituisce Cristo nel cancellare le differenze tra le nazionalità, tra la libertà e la schiavitù? Questa sorta di solidarietà “di genere”, questo “legame di fiati”, come nello yoga (che è una pratica religiosa indù). Da Cristo allo yoga. 2) Quale distinzione menzionata da Paolo è taciuta? Paradossalmente, quella tra uomo e donna, che pure dovrebbe piacere molto nell’ottica omosessualista-gender! Ma qui disturbava perché era in contrasto con l’approccio femminista anti-maschile. Insomma, in Cristo non c’è distinzione spirituale tra uomo e donna, ma per Esposito invece c’è! Insomma, per celebrare matrimoni il sesso non importa, mentre per obbedire a Dio il sesso è più importante di Dio stesso.

Davvero occorre ristabilire il culto del Signore.

(prima parte)
(seconda e ultima parte)

Come abbiamo detto, cialis 40mg visit per i primi tre quarti, link la meditazione del pastore Esposito si occupa esclusivamente degli aspetti umani, visit web magari con qualche accenno linguistico, della vicenda di Sifra e Pua.

Ma, finalmente, con l’ultimo quarto, arriva “il Dio”. Ma anche qui c’è una sorpresa, perché – scrive il pastore Esposito: “Non è il «loro Dio» e nemmeno quello delle loro partorienti: è il Dio di tutte loro, donne che generano la vita e che, per continuare a farlo, sono chiamate ad osare, sfidando lo strapotere di un uomo, esponendosi al rischio delle sue ritorsioni. Perché ciò avvenga servono Sifra, «la buona» e Pua, colei che dà ascolto ai gemiti: bontà e misericordia, attributi femminili del Dio che attendono di prendere corpo da mani di donna.” Sia chiaro, insomma: non è il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe! Né, ovviamente, un dio egiziano. Ma un curioso “Dio di tutte le donne che generano la vita”. Del resto, abbiamo letto nella biografia (probabilmente redatta dall’interessata) di una professora della facoltà di teologia valdese: “[i]l suo interesse si rivolge soprattutto alla ricerca di un cammino di spiritualità che tocchi la concretezza della vita femminile: nella lettura della Bibbia, ma anche nella ricerca sulla Dea pre-patriarcale…”

Non è dunque un caso isolato, ma è una corrente teologica, a quanto pare importante nell’ambito della chiesa valdese istituzionale. Ricordiamo anche il sermone della stessa professora nel culto inaugurale del Sinodo 2010, in cui si parlava del Dio “creatore sempre all’opera nel recuperare l’armonia perduta del nostro pianeta”. Insomma: non è cristianesimo, ma una sorta di “religione naturale”, o – come si potrebbe intendere da alcuni passaggi del blog di Alessandro Esposito – su MicroMega, una concezione della

“La religione ha per padre la miseria e per madre la immaginazione”

religione ispirata a Ludwig Feuerbach, dove gli dei, anche il Dio cristiano, sono prodotti dall’immaginazione dell’uomo. Del resto, il pastore ha definito “un vero gioiello” il libro del filosofo tedesco L’essenza del cristianesimo.

Insomma, si va dal paganesimo all’ateismo.

Ecco perché diciamo che il culto dei Signore va ristabilito. Qualcuno obietterà che non tutti i pastori sono come Letizia Tomassone e Alessandro Esposito. Certo! C’è anche chi in un sermone inaugurale del Sinodo non lascia trasparire alcunché sul Cristo Signore e Salvatore, c’è chi battezza due bambini attribuendo al padre e al suo compagno il titolo di “genitori”, c’è chi dice che nella Bibbia ci sono brani affetti da omofobia, c’è chi dice che bisogna liberare la Bibbia dalla incrostazioni culturali, c’è chi conduce catechismi al termine dei quali i ragazzi dicono che i miracoli non esistono, c’è chi fa comizi elettorali nel sermone e poi lo nega, c’è chi afferma che nella Bibbia non c’è alcun elemento a favore della famiglia, c’è chi dice che le benedizioni alle coppie gay sono bibliche al 100%, c’è chi dice che le tribù di Israele non erano nove, o dieci, o tredici… di sicuro non dodici… (ogni fatto corrisponde a pastori diversi). Poi ci sono i pastori che non fanno alcuna di queste cose, ma non vi si oppongono se non in segreto o a porte chiuse. Sempre meglio di niente! Ma non pensano ai ragazzi cui fanno scuola domenicale o catechismo, gli adulti ai quali si sforzano di trasmettere il vero Evangelo? Non pensano che quando sarà finito il loro settennato tutti costoro potranno finire nelle mani di uno di quegli altri? Non sono domande retoriche: vorremmo davvero avere delle risposte. Ma non le avremo.

Dunque occorre ristabilire il culto del Signore.

Leonista

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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