\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Ecco perché il culto del Signore va ristabilito – Un sermone senza Gesù e senza Dio

Da quando nelle “chiese storiche” del Protestantesimo è stata imposta la critica biblica radicale è saltata ogni certezza, pills sia della dottrina biblica descritta e fissata nelle Confessioni di Fede della Riforma, sia della morale incastonata nella Legge rivelata di Dio.

Il popolo di Dio è stato così privato del nutrimento necessario della pura Parola di Dio ed è stata pregiudicata la nascita e la crescita della fede stessa, quella genuina, trasmessa ai santi una volta per sempre.

Le strutture tradizionali della chiesa (organizzazione, liturgia e costumi), formalmente conservate ma svuotate del loro contenuto primigenio, sono state così riempite di contenuti estranei in dipendenza dalle ideologie più di moda nella società.

Per delle chiese riformate che avevano un tempo spazzato via “lo spirito immondo” di ciò che non è conforme alla Parola di Dio, si è realizzato così quanto il Signore Gesù aveva detto: “Quando lo spirito immondo esce da un uomo, si aggira per luoghi aridi, cercando riposo; e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, dalla quale sono uscito”; e, quando ci arriva, la trova spazzata e adorna. Allora va e prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrano ad abitarla; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima” (Luca 11:24-26).

Si impone così la necessità che, dovunque possibile, il movimento Sentieri Antichi Valdesi dia l’opportunità di vedere ristabilito il culto di Dio fedele al messaggio del Nuovo Testamento secondo i canoni storici delle Confessioni di fede, dei Catechismi e delle Liturgie della Riforma, dando così la possibilità a credenti e simpatizzanti di partecipare a culti comunitari alternativi, non considerando adeguato il culto di chiese prive di una chiara linea dottrinale riformata.

Si confida in questo modo non solo di rianimare e nutrire credenti che si sentono estraniati dalle loro stesse chiese, ma di incoraggiarli ad agire essi stessi secondo quanto espresso dall’apostolo Giuda: “Carissimi, avendo un gran desiderio di scrivervi della nostra comune salvezza, mi sono trovato costretto a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre. Perché si sono infiltrati fra di voi certi uomini (per i quali già da tempo è scritta questa condanna); empi che volgono in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo” (Giuda 3-4).

I culti sono iniziati ed avverranno, a Dio piacendo, ogni primo sabato del mese a Bobbio Pellice. Sono in progetto culti anche per altre località. Per informazioni, scrivere a Daniela: elenadalmas@libero.it.

DICHIARAZIONE

Da quando nelle “chiese storiche” del Protestantesimo è stata imposta la critica biblica radicale è saltata ogni certezza, approved sia della dottrina biblica descritta e fissata nelle Confessioni di Fede della Riforma, ask sia della morale incastonata nella Legge rivelata di Dio.

Il popolo di Dio è stato così privato del nutrimento necessario della pura Parola di Dio ed è stata pregiudicata la nascita e la crescita della fede stessa, medical quella genuina, trasmessa ai santi una volta per sempre.

Le strutture tradizionali della chiesa (organizzazione, liturgia e costumi), formalmente conservate ma svuotate del loro contenuto primigenio, sono state così riempite di contenuti estranei in dipendenza dalle ideologie più di moda nella società.

Per delle chiese riformate che avevano un tempo spazzato via “lo spirito immondo” di ciò che non è conforme alla Parola di Dio, si è realizzato così quanto il Signore Gesù aveva detto: “Quando lo spirito immondo esce da un uomo, si aggira per luoghi aridi, cercando riposo; e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, dalla quale sono uscito”; e, quando ci arriva, la trova spazzata e adorna. Allora va e prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrano ad abitarla; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima” (Luca 11:24-26).

Si impone così la necessità che, dovunque possibile, il movimento Sentieri Antichi Valdesi dia l’opportunità di vedere ristabilito il culto di Dio fedele al messaggio del Nuovo Testamento secondo i canoni storici delle Confessioni di fede, dei Catechismi e delle Liturgie della Riforma, dando così la possibilità a credenti e simpatizzanti di partecipare a culti comunitari alternativi, non considerando adeguato il culto di chiese prive di una chiara linea dottrinale riformata.

Si confida in questo modo non solo di rianimare e nutrire credenti che si sentono estraniati dalle loro stesse chiese, ma di incoraggiarli ad agire essi stessi secondo quanto espresso dall’apostolo Giuda: “Carissimi, avendo un gran desiderio di scrivervi della nostra comune salvezza, mi sono trovato costretto a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre. Perché si sono infiltrati fra di voi certi uomini (per i quali già da tempo è scritta questa condanna); empi che volgono in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo” (Giuda 3-4).

I culti sono iniziati ed avverranno, a Dio piacendo, ogni primo sabato del mese a Bobbio Pellice. Sono in progetto culti anche per altre località. Per informazioni, scrivere a Daniela: elenadalmas@libero.it.

Questa cronologia non ha pretese accademiche, this web ma si propone come strumento per aver un quadro d’insieme di una storia straordinaria.  Leggi le note.
Trovi le prime ventisette parti andando a ritroso in questo sito, a fondo pagina e poi a pagina 2 e poi alle altre meno recenti.
fine luglio 2011 In una intervista a ‘Riforma’ la Moderatora Maria Bonafede definisce “ampia maggioranza” il 58% dei voti sinodali che ha approvato le benedizioni alle coppie dello stesso sesso, afferma che “l’accoglienza piena e senza incertezze” (delle coppie dello stesso sesso attraverso la loro benedizione) “è biblica al cento per cento” e che “la discussione sul tema della benedizione nella Bibbia è secondaria” e rivela che le chiese valdesi multietniche si sono opposte
21 agosto 2011 Si apre il Sinodo. Nella relazione consegnata a tutti i membri si afferma che nelle chiese etniche che si oppongono alla benedizione alle coppie dello stesso sesso “non c’è una argomentazione specifica, ma un’ancestrale omofobia derivante (…) dalla Bibbia”. La stessa relazione rivela che la questione ha portato a “minacce di divisione”
21 agosto 2011 Per la prima volta nella storia, e contro il regolamento, ai membri di chiesa non è consentito assistere ai lavori del Sinodo, ma solo vederne le riprese televisive. I voti diventano di fatto segreti. La cosa si ripeterà in tutti i tre sinodi seguenti
26 agosto 2011 Ore 11 circa. Il Sinodo boccia un ordine del giorno a favore dei cristiani perseguitati
26 agosto 2011 Ore 11.15 circa. Il Sinodo approva con 109 sì, 9 no, 9 astenuti e 53 non votanti un ordine del giorno di deplorazione contro il sito internet valdesi.eu promotore dell’Appello per la fedeltà alla Confessione di Fede  
autunno 2011 La Federazione delle Chiese Pentecostali interrompe, dopo oltre 10 anni, il dialogo con la Chiesa Valdese a causa delle benedizioni alle coppie dello stesso sesso
26-31 agosto 2012 Il Sinodo, ancora a porte chiuse contro il regolamento, decide di modificare il Documento sul matrimonio del 1971. Non è ancora conosciuto il testo approvato, ma l’impostazione è chiara: “Non esiste un concetto statico e immutabile di matrimonio, né un nesso imprescindibile tra famiglia e matrimonio o tra famiglia e filiazione”
31 agosto 2012 Conferenza stampa a proposito della decisione sinodale sulla famiglia. Il pastore Paolo Ribet definisce “famiglia” quando “due si mettono insieme” e afferma che il Documento del 1971 è superato perché da allora sono cambiate molte cose. Il pastore Platone afferma che “non abbiamo mai avuto un’idea così fissista del matrimonio, siamo piuttosto persone che addivengono a dei patti, che sono transitori, che non sono indissolubili”. Il professore di teologia pratica, pastore Enrico Benedetto, aggiunge che “in una prospettiva protestante il matrimonio non esiste” e conclude: “Usciamo dal buono e dal cattivo, proviamo a vivere con uno sguardo di benevolenza, che è lo sguardo del Vangelo, le situazioni di vita, che non sempre ci è dato scegliere, che incontriamo. Investiamo ciò che incontriamo di un impulso che non sia un impulso giudicante. L’Evangelo, se non è questo, ma che cosa sarà mai?”
3 settembre 2012 La presidente del Sinodo, Marcella Tron Bodmer, risponde alla richiesta di cancellare la deplorazione sinodale del 2011 contro valdesi.eu, affermando che non si è potuta esaminare per questioni procedurali

Da quando nelle “chiese storiche” del Protestantesimo è stata imposta la critica biblica radicale è saltata ogni certezza, website sia della dottrina biblica descritta e fissata nelle Confessioni di Fede della Riforma, sia della morale incastonata nella Legge rivelata di Dio.

Il popolo di Dio è stato così privato del nutrimento necessario della pura Parola di Dio ed è stata pregiudicata la nascita e la crescita della fede stessa, quella genuina, trasmessa ai santi una volta per sempre.

Le strutture tradizionali della chiesa (organizzazione, liturgia e costumi), formalmente conservate ma svuotate del loro contenuto primigenio, sono state così riempite di contenuti estranei in dipendenza dalle ideologie più di moda nella società.

Per delle chiese riformate che avevano un tempo spazzato via “lo spirito immondo” di ciò che non è conforme alla Parola di Dio, si è realizzato così quanto il Signore Gesù aveva detto: “Quando lo spirito immondo esce da un uomo, si aggira per luoghi aridi, cercando riposo; e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, dalla quale sono uscito”; e, quando ci arriva, la trova spazzata e adorna. Allora va e prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrano ad abitarla; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima” (Luca 11:24-26).

Si impone così la necessità che, dovunque possibile, il movimento Sentieri Antichi Valdesi dia l’opportunità di vedere ristabilito il culto di Dio fedele al messaggio del Nuovo Testamento secondo i canoni storici delle Confessioni di fede, dei Catechismi e delle Liturgie della Riforma, dando così la possibilità a credenti e simpatizzanti di partecipare a culti comunitari alternativi, non considerando adeguato il culto di chiese prive di una chiara linea dottrinale riformata.

Si confida in questo modo non solo di rianimare e nutrire credenti che si sentono estraniati dalle loro stesse chiese, ma di incoraggiarli ad agire essi stessi secondo quanto espresso dall’apostolo Giuda: “Carissimi, avendo un gran desiderio di scrivervi della nostra comune salvezza, mi sono trovato costretto a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre. Perché si sono infiltrati fra di voi certi uomini (per i quali già da tempo è scritta questa condanna); empi che volgono in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo” (Giuda 3-4).

I culti sono iniziati ed avverranno, a Dio piacendo, ogni primo sabato del mese a Bobbio Pellice. Sono in progetto culti anche per altre località. Per informazioni, scrivere a Daniela: elenadalmas@libero.it.
Leggo e rileggo il testo della predicazione di Erika Tomassone, erectile pastora della Chiesa valdese di Rorà (da non confondersi con Letizia Tomassone) nel culto inaugurale del Sinodo Valdese a Torre Pellice e cerco di capirne il messaggio. In altre parole, this web mi chiedo: basandomi su questa predicazione, health cosa devo credere e fare per essere un buon cristiano e un buon valdese? O almeno, dove dovrei indirizzarmi per saperne di più?

La risposta (probabilmente dovuta alla mia manchevole intelligenza) è: non lo so.
Non capisco chi sia e cosa voglia questo Gesù, che (salvo la menzione degli “interlocutori di Gesù) è  citato solo tre volte:

1) “Eppure Gesù è categorico: per questa generazione incapace di spaesamento, trincerata nel suo paese con i suoi convincimenti, è offerto un solo segno: l’estraneità, un incontro con l’estraneità.”

2) “Gesù evoca due viaggi, due spaesamenti:” (segue la menzione della regina del mezzogiorno e di Giona)

3) “Luca disegna nel Cristo, l’immagine di Giona che invita alla conversione come accettazione di un incontro con Dio, il diverso da sé e come occasione per la propria vita. Giona è lo straniero fra i Niniviti, Gesù è lo straniero fra noi.”

Vagamente mi ricorda il comico Crozza quando imita Nichi Vendola: anche lì non si capisce niente, ma la cosa è voluta. “Spaesamento”? Incontro con il diverso da sé? Sarebbe questo il messaggio di Gesù? Sarebbe questo quello che attirava le folle intorno al Messia, l’acqua viva che disseta per sempre? Tra l’altro, nell’articolo di ‘Riforma’ Gesù è definito “il rabbi di Nazareth”. Ah beh! Si noti che è chiamato solo così: nella predicazione e nell’articolo non ci sono altre definizioni. S?, si parla del “Cristo”, cioè l’uno del Signore, ma, visto che dobbiamo “spaesarci” non è che possiamo leggerci l’intero Antico Testamento per capire che significa il concetto per quello specifico popolo, gli Ebrei. Infatti, la pastora ha anche detto: “Ma il segno che è offerto alla nostra vita è proprio l’appello ad accogliere a nuovo ciò che non è previsto, che non è coerente, omogeneo, riducibile alle nostre categorie di pensiero anche teologico.” Si potrebbe osservare che più e più volte Gesù spiega che il suo insegnamento e la sua persona sono il compimento delle Scritture, cioè proprio il contrario di ciò che viene detto qui…

Che dovrei fare per saperne di più? Nella predicazione leggo più e più volte le parole

Il testo biblico senza riferimento al passo

“spaesamento” (dodici volte incluso i derivati!) e “estraneità” (quattordici volte incluso i derivati, escludendo però “strano” e “straniero” anche se hanno la stessa radice) , mai un accenno alla Bibbia. Insomma, esperienza mistica o esistenziale, non conversione e accettazione della Parola di Dio. Persino il brano di Luca su cui si è svolta la predicazione viene riportato senza dire che cos’è e da dove viene.

Ma leggiamo il finale, dal quale anche l’ascoltatore distratto, o duro di comprendonio come me, dovrebbe capire il senso di tutto:

Se ancora oggi accettiamo di essere spaesati da Dio, mollando i nostri arroccamenti e le nostre difese, viaggiamo sotto il segno di Giona. Nell’accoglienza dell’estraneità di Dio, noi gli estranei a lui per eccellenza, da lui cercati e amati incontriamo la grazia stupefacente e liberatoria con cui possiamo camminare in piena fiducia in mezzo alle sfide umane di ogni tempo.

In questo tempo di rinnovati muri mentali e materiali con cui ci difendiamo dagli altri e le altre, di reticolati e macerie, fronti contrapposti, ci conceda Dio una vita di liberi viaggiatori, libere viaggiatrici; ci tenga lontano da una vita immobile ed arroccata, ci insegni a confessare la nostra incredulità per ripartire, ci dia di riconsiderare la sua grazia che ama persone senza qualità, così diversi da Lui, come figlie e figlie. La regina del mezzogiorno e i Niniviti i nostri precursori e per noi di più che l’incontro con il profeta Giona o con il re Salomone.

Non so se questo lo chiameremo un grande risveglio sarà una ripartenza come quella donna anziana vorrebbe per la chiesa di cui è parte, guardando anche oltre la sua generazione. Amen

Non capisco davvero cosa credere o cosa fare: sarà questo il famoso “spaesamento”?

Leonista

 

Leggo e rileggo il testo della predicazione di Erika Tomassone, drugs pastora della Chiesa valdese di Rorà (da non confondersi con Letizia Tomassone), abortion nel culto inaugurale del Sinodo Valdese a Torre Pellice e cerco di capirne il messaggio. In altre parole, prescription mi chiedo: basandomi su questa predicazione, cosa devo credere e fare per essere un buon cristiano e un buon valdese? O almeno, dove dovrei indirizzarmi per saperne di più?

La risposta (probabilmente dovuta alla mia manchevole intelligenza) è: non lo so.
Non capisco chi sia e cosa voglia questo Gesù, che (salvo la menzione degli “interlocutori di Gesù”) è  citato solo tre volte:

1) “Eppure Gesù è categorico: per questa generazione incapace di spaesamento, trincerata nel suo paese con i suoi convincimenti, è offerto un solo segno: l’estraneità, un incontro con l’estraneità.”

2) “Gesù evoca due viaggi, due spaesamenti:” (segue la menzione della regina del mezzogiorno e di Giona)

3) “Luca disegna nel Cristo, l’immagine di Giona che invita alla conversione come accettazione di un incontro con Dio, il diverso da sé e come occasione per la propria vita. Giona è lo straniero fra i Niniviti, Gesù è lo straniero fra noi.”

Vagamente mi ricorda il comico Crozza quando imita Nichi Vendola: anche lì non si capisce niente, ma la cosa è voluta. “Spaesamento”? Incontro con il diverso da sé? Sarebbe questo il messaggio di Gesù? Sarebbe questo quello che attirava le folle intorno al Messia, l’acqua viva che disseta per sempre? Tra l’altro,  quando Riforma cita questa predicazione, definisce Gesù “il rabbi di Nazareth”. Ah beh! Si noti che è chiamato solo così: nella predicazione e nell’articolo non ci sono altre definizioni. S?, si parla del “Cristo”, cioè l’unto del Signore, ma, visto che dobbiamo “spaesarci” non è che possiamo leggerci l’intero Antico Testamento per capire il concetto di “unto del Signore” per quello specifico popolo, gli Ebrei. Infatti, la pastora ha anche detto: “Ma il segno che è offerto alla nostra vita è proprio l’appello ad accogliere a nuovo ciò che non è previsto, che non è coerente, omogeneo, riducibile alle nostre categorie di pensiero anche teologico.” Si potrebbe osservare che più e più volte Gesù spiega che il suo insegnamento e la sua persona sono il compimento delle Scritture, cioè proprio il contrario di ciò che viene detto qui…

Che dovrei fare per saperne di più? Nella predicazione leggo pù e più volte le parole

Il testo biblico senza riferimento al passo

“spaesamento” (dodici volte incluso i derivati!) e “estraneità” (quattordici volte incluso i derivati, escludendo i numerosi “strano” e “straniero” anche se hanno la stessa radice) , mai un accenno alla Bibbia. Insomma, esperienza mistica o esistenziale, non conversione e accettazione della Parola di Dio. Persino il brano di Luca su cui si è svolta la predicazione viene riportato senza dire che cos’è e da dove viene.

Ma leggiamo il finale, dal quale anche l’ascoltatore distratto, o duro di comprendonio come me, dovrebbe capire il senso di tutto:

Se ancora oggi accettiamo di essere spaesati da Dio, mollando i nostri arroccamenti e le nostre difese, viaggiamo sotto il segno di Giona. Nell’accoglienza dell’estraneità di Dio, noi gli estranei a lui per eccellenza, da lui cercati e amati incontriamo la grazia stupefacente e liberatoria con cui possiamo camminare in piena fiducia in mezzo alle sfide umane di ogni tempo.

In questo tempo di rinnovati muri mentali e materiali con cui ci difendiamo dagli altri e le altre, di reticolati e macerie, fronti contrapposti, ci conceda Dio una vita di liberi viaggiatori, libere viaggiatrici; ci tenga lontano da una vita immobile ed arroccata, ci insegni a confessare la nostra incredulità per ripartire, ci dia di riconsiderare la sua grazia che ama persone senza qualità, così diversi da Lui, come figlie e figlie. La regina del mezzogiorno e i Niniviti i nostri precursori e per noi di più che l’incontro con il profeta Giona o con il re Salomone.

Non so se questo lo chiameremo un grande risveglio sarà una ripartenza come quella donna anziana vorrebbe per la chiesa di cui è parte, guardando anche oltre la sua generazione. Amen

Non capisco davvero cosa credere o cosa fare: sarà questo il famoso “spaesamento”?

Leonista

 


Abbiamo recentemente pubblicato l’importante dichiarazione di Sentieri Antichi Valdesi sulla necessità di ristabilire il culto del Signore, viagra e le notizie sull’inizio dei culti regolari del movimento ecclesiale SAV. Il dettaglio dei motivi che hanno portato a queste importanti decisioni si può trovare in un po’ tutto questo sito e sono state raccolte in un libro.

Già in occasione del Sinodo valdese ci siamo soffermati sull’incredibile sermone pronunciato per il culto di apertura del Sinodo dalla pastora Erika Tomassone, dove Cristo è menzionato direttamente tre volte soltanto, e per attribuirgli vaghi concetti introvabili nei Vangeli o in altre parti della Bibbia. Oggi ci occupiamo di un altro esempio che ci ha fatto dichiarare non più “adeguato il culto di chiese prive di una chiara linea dottrinale riformata”.

Il settimanale Riforma del 19 giugno di quest’anno, nella solita seconda pagina dedicata a ciò che in sostanza sono sermoni, pubblica una “meditazione” del pastore Alessandro Esposito dal titolo “Disobbedire per amore” (ripubblicata anche presso il blog del pastore su MicroMega) . Al confronto di questo, il sermone della pastora Tomassone potrebbe quasi passare per fondamentalista (naturalmente scherziamo, ma è per dare un’idea).

Ebbene, per i primi tre quarti del lungo testo di Esposito, dove si fa gran sfoggio di dimestichezza con la lingua ebraica e specialmente con le complesse costruzioni dei suoi verbi, i binyanim, si parla esclusivamente dell’aspetto umano della vicenda di Sifra e Pua, le due levatrici egiziane cui il Faraone aveva ordinato di far morire alla nascita, avvalendosi del loro mestiere, tutti i bambini ebrei maschi. Più e più volte il pastore insiste sul profilo fisico dell’opera delle levatrici che respirano insieme alle partorienti sviluppando con esse un forte legame. E da lì si trae lo spunto per qualche forte pennellata di femminismo antimaschile: “Nel respiro cercato insieme da partoriente e levatrice, non esistono più l’egiziana e l’ebrea, la schiava e la donna libera: esiste un legame di fiati, che nessun ordine maschile può spezzare”. Più in là si ribatte il tasto anti-maschile parlando delle due levatrici che non uccidono i bambini “sfidando lo strapotere di un uomo, esponendosi al rischio delle sue ritorsioni”.

Dunque, contrariamente a quanto l’essenziale testo dell’Esodo dice in appena tre brevi versetti (1:15-17), non è l’obbedienza a Dio che guida le due levatrici. Neppure l’obbedienza a quella infinita tenerezza, voluta da Dio, che un bambino suscita in ogni essere umano che non deturpi la propria natura, e specialmente nelle donne. No! E neanche per l’immenso dolore che sapevano avrebbero suscitato in quelle donne che avevano conosciuto uccidendo il frutto e le speranze di nove mesi di gravidanza e forse di una intera vita, anche la speranza che quel bambino maschio potesse essere il loro liberatore dalla schiavitù. No! È solo – secondo Esposito – per il legame fisico e sensuale tra loro e le partorienti ebree, che “hanno saputo scovare nel segreto di un respiro, nello spazio breve delle contrazioni”. Neanche avessero partecipato a un incontro di “autocoscienza” femminista sessantottino in stanze piene del fumo di “emancipanti” sigarette, che intrideva senza rimedio i maglioni d’ordinanza.

In questa smania di contrapporre le donne agli uomini, si trascura il piccolo dettaglio che i bambini che le due egiziane avrebbero dovuto uccidere erano – guarda un po’ – maschi e che anche i padri di quei bambini erano maschi e amavano i loro nati! Dettagli fastidiosi che richiamano troppo i sentimenti di una di quelle odiose famigli “tradizionali” così fuori moda, così odiati oggi nell’età dell’ideologia “gender”.

È poi da notare che quando dice “non esistono più l’egiziana e l’ebrea, la schiava e la donna libera” c’è una raffinata implicita citazione di Galati 3:27-28: “Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è né Giudeo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesù.

Per questo è interessante notare le differenze. 1) Nella meditazione del pastore Esposito, cosa sostituisce Cristo nel cancellare le differenze tra le nazionalità, tra la libertà e la schiavitù? Questa sorta di solidarietà “di genere”, questo “legame di fiati”, come nello yoga (che è una pratica religiosa indù). Da Cristo allo yoga. 2) Quale distinzione menzionata da Paolo è taciuta? Paradossalmente, quella tra uomo e donna, che pure dovrebbe piacere molto nell’ottica omosessualista-gender! Ma qui disturbava perché era in contrasto con l’approccio femminista anti-maschile. Insomma, in Cristo non c’è distinzione spirituale tra uomo e donna, ma per Esposito invece c’è! Insomma, per celebrare matrimoni il sesso non importa, mentre per obbedire a Dio il sesso è più importante di Dio stesso.

Davvero occorre ristabilire il culto del Signore.

(prima parte)

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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