\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

È Dio che ha creato l’uomo o è l’uomo ad aver creato Dio?

Articolo 9 dei regolamenti sinodali (RG/1972, this RZ/1972):

“Alle sedute del sinodo possono assistere tutti i membri delle chiese e coloro che ne abbiano autorizzazione dal seggio.

Le norme per l’ammissione alle sedute del sinodo sono stabilite dalla Tavola o dalla Mesa.”

Le massime autorità della Chiesa, senza battere ciglio, hanno però pensato bene di riservare gli spazi che fino al 2010 erano assegnati al pubblico ad altri (pare “ospiti”, giornalisti…), mentre i membri di chiesa possono “accomodarsi” in un tendone – ben fuori dalla sala e dall’edificio sinodali – dove vengono proiettate le immagini dei lavori sinodali riprese da una o più telecamere con l’audio ripreso dai microfoni. Questo viene fatto passare per “assistere”. Vediamo che dice il Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli:

Anche www.dizionario-italiano.it è chiarissimo, dando una sola definizione “essere presenti”. Stessa cosa il dizionario Hoepli: “essere presenti”. E così sapere.it.

Non si tratta di “vedere”, ma si tratta di “essere lì”. Tant’è vero che anche un non vedente può “assistere”.

Quella del Regolamento è una prescrizione importantissima. Assistere alle sedute del Sinodo è diritto di ogni membro di chiesa. Altri possono essere autorizzati dal seggio, e per loro non è un diritto, ma sembra che siano proprio questi ultimi ad accedere alle tribune nella sala. Il secondo comma assegna alla Tavola o alla Mesa (per il Sud America) di stabilire le modalità per l’esercizio di questo diritto, MA NON attribuisce la facoltà di annullarlo altrimenti il primo comma non avrebbe senso! Guardare la ripresa televisiva non è “assistere”, perché non è “essere presenti”. La ripresa televisiva mostra solo chi parla, e non sempre. Chi assiste vede tutti. Vede chi dei deputati e dei pastori è presente e chi no. Non solo: poiché non viene reso pubblico l’elenco dei membri del Sinodo, assistere è anche l’unico modo di vedere chi è deputato e chi no. La presenza dei membri di chiesa, i quali sono la fonte di legittimità dell’intero Sinodo, è una sorta di convalida dei lavori. Ricordiamo anche la modalità della consacrazione dei pastori: “avviene nel corso del culto mediante l’imposizione delle mani sul candidato da parte dei credenti… è necessaria la presenza di una delegazione del corpo pastorale.” Niente imposizione delle mani (ovviamente di presenza) niente consacrazione, niente presenza della delegazione, niente consacrazione. Il Sinodo è un organo importantissimo, più di una consacrazione: “la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo” (Discipline valdesi, Articolo 27).

Si potrebbe arrivare a dire che gli atti compiuti dai Sinodi 2011, 2012 e 2013 non sono validi in quanto le sedute si sono svolte a porte chiuse, il diritto dei membri di chiesa è stato impedito e le sedute non sono state convalidate dalla loro presenza. Ma, più che altro, le norme che ci si è dati e che si avrebbe la facoltà di cambiare, andrebbero rispettate. Un po’ come la confessione di fede. O anche in questo caso si ritiene che il regolamento del Sinodo viene approvato in generale senza “aderire ad ogni singola formulazione del documento” ? Del resto non c’è alcun dubbio che la confessione di fede è più importante del regolamento del Sinodo.

 
Articolo 9 dei regolamenti sinodali (RG/1972, this RZ/1972):

“Alle sedute del sinodo possono assistere tutti i membri delle chiese e coloro che ne abbiano autorizzazione dal seggio.

Le norme per l’ammissione alle sedute del sinodo sono stabilite dalla Tavola o dalla Mesa.”

Le massime autorità della Chiesa, senza battere ciglio, hanno però pensato bene di riservare gli spazi che fino al 2010 erano assegnati al pubblico ad altri (pare “ospiti”, giornalisti…), mentre i membri di chiesa possono “accomodarsi” in un tendone – ben fuori dalla sala e dall’edificio sinodali – dove vengono proiettate le immagini dei lavori sinodali riprese da una o più telecamere con l’audio ripreso dai microfoni. Questo viene fatto passare per “assistere”. Vediamo che dice il Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli:

Anche www.dizionario-italiano.it è chiarissimo, dando una sola definizione “essere presenti”. Stessa cosa il dizionario Hoepli: “essere presenti”. E così sapere.it.

Non si tratta di “vedere”, ma si tratta di “essere lì”. Tant’è vero che anche un non vedente può “assistere”.

Quella del Regolamento è una prescrizione importantissima. Assistere alle sedute del Sinodo è diritto di ogni membro di chiesa. Altri possono essere autorizzati dal seggio, e per loro non è un diritto, ma sembra che siano proprio questi ultimi ad accedere alle tribune nella sala. Il secondo comma assegna alla Tavola o alla Mesa (per il Sud America) di stabilire le modalità per l’esercizio di questo diritto, MA NON attribuisce la facoltà di annullarlo altrimenti il primo comma non avrebbe senso! Guardare la ripresa televisiva non è “assistere”, perché non è “essere presenti”. La ripresa televisiva mostra solo chi parla, e non sempre. Chi assiste vede tutti. Vede chi dei deputati e dei pastori è presente e chi no. Non solo: poiché non viene reso pubblico l’elenco dei membri del Sinodo, assistere è anche l’unico modo di vedere chi è deputato e chi no. La presenza dei membri di chiesa, i quali sono la fonte di legittimità dell’intero Sinodo, è una sorta di convalida dei lavori. Ricordiamo anche la modalità della consacrazione dei pastori: “avviene nel corso del culto mediante l’imposizione delle mani sul candidato da parte dei credenti… è necessaria la presenza di una delegazione del corpo pastorale.” Niente imposizione delle mani (ovviamente di presenza) niente consacrazione, niente presenza della delegazione, niente consacrazione. Il Sinodo è un organo importantissimo, più di una consacrazione: “la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo” (Discipline valdesi, Articolo 27).

Si potrebbe arrivare a dire che gli atti compiuti dai Sinodi 2011, 2012 e 2013 non sono validi in quanto le sedute si sono svolte a porte chiuse, il diritto dei membri di chiesa è stato impedito e le sedute non sono state convalidate dalla loro presenza. Ma, più che altro, le norme che ci si è dati e che si avrebbe la facoltà di cambiare, andrebbero rispettate. Un po’ come la confessione di fede. O anche in questo caso si ritiene che il regolamento del Sinodo viene approvato in generale senza “aderire ad ogni singola formulazione del documento” ? Del resto non c’è alcun dubbio che la confessione di fede è più importante del regolamento del Sinodo.

 

Lo dicono il Regolamento e il vocabolario italiano

Articolo 9 dei regolamenti sinodali (RG/1972, nurse RZ/1972):

“Alle sedute del sinodo possono assistere tutti i membri delle chiese e coloro che ne abbiano autorizzazione dal seggio.

Le norme per l’ammissione alle sedute del sinodo sono stabilite dalla Tavola o dalla Mesa.”

Le massime autorità della Chiesa, senza battere ciglio, hanno però pensato bene di riservare gli spazi che fino al 2010 erano assegnati al pubblico ad altri (pare “ospiti”, giornalisti…), mentre i membri di chiesa possono “accomodarsi” in un tendone – ben fuori dalla sala e dall’edificio sinodali – dove vengono proiettate le immagini dei lavori sinodali riprese da una o più telecamere con l’audio ripreso dai microfoni. Questo viene fatto passare per “assistere”. Vediamo che dice il Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli:

Anche www.dizionario-italiano.it è chiarissimo, dando una sola definizione: “essere presenti”. Stessa cosa il dizionario Hoepli: “essere presenti”. E così sapere.it. Non si tratta di “vedere”, ma si tratta di “essere lì”. Tant’è vero che anche un non vedente può “assistere”.

Quella del Regolamento è una prescrizione importantissima. Assistere alle sedute del Sinodo è diritto di ogni membro di chiesa. Altri possono essere autorizzati dal seggio, e per loro non è un diritto, ma sembra che siano proprio questi ultimi ad accedere alle tribune nella sala. Il secondo comma assegna alla Tavola o alla Mesa (per il Sud America) di stabilire le modalità per l’esercizio di questo diritto, MA NON attribuisce la facoltà di annullarlo altrimenti il primo comma non avrebbe senso! Guardare la ripresa televisiva non è “assistere”, perché non è “essere presenti”. La ripresa televisiva mostra solo chi parla, e non sempre. Chi assiste vede tutti. Vede chi dei deputati e dei pastori è presente e chi no. Non solo: poiché non viene reso pubblico l’elenco dei membri del Sinodo, assistere è anche l’unico modo di vedere chi è deputato e chi no. La presenza dei membri di chiesa, i quali sono la fonte di legittimità dell’intero Sinodo, è una sorta di convalida dei lavori. Ricordiamo anche la modalità della consacrazione dei pastori: “avviene nel corso del culto mediante l’imposizione delle mani sul candidato da parte dei credenti… è necessaria la presenza di una delegazione del corpo pastorale.” Niente imposizione delle mani (ovviamente di presenza) niente consacrazione, niente presenza della delegazione, niente consacrazione. Il Sinodo è un organo importantissimo, più di una consacrazione: “la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo” (Discipline valdesi, Articolo 27).

Si potrebbe arrivare a dire che gli atti compiuti dai Sinodi 2011, 2012 e 2013 non sono validi, in quanto le sedute si sono svolte a porte chiuse, il diritto dei membri di chiesa è stato impedito e le sedute non sono state convalidate dalla loro presenza. Ma, più che altro, le norme che ci si è dati e che si avrebbe la facoltà di cambiare, andrebbero rispettate. Un po’ come la Confessione di Fede. O anche in questo caso si ritiene che il regolamento del Sinodo viene approvato in generale, senza “aderire ad ogni singola formulazione del documento” ? Del resto, non c’è alcun dubbio che la Confessione di Fede è più importante del Regolamento del Sinodo.
“Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, look sarà sradicata” (Matteo 15: 13).

“Le zizzanie sono i figli del maligno; il nemico che le ha seminate è il diavolo (…) cogliete prima le zizzanie e legatele in fasci per bruciarle” (Matteo 13: 38, view 39; 30).

Una volta i contadini piantavano gli alberi da frutta proprio in mezzo ai prati. Era un’abitudine di cui ancora oggi posso osservarne, abortion nella campagna, letteralmente i frutti, derivanti dal frutto di decisioni umane.

I meli non erano quelli che vediamo in giro nelle coltivazioni, ma erano alti e ombrosi, piantati nel bel mezzo dei prati, perché una volta si falciava l’erba “a mano” armati di falce e proprio lì, sotto l’albero, in mezzo alla gran fatica, ci si poteva fermare a martellare la falce all’ombra e mangiarsi un buon frutto sugoso. Fra questi alberi ancora in vita ce ne sono ancora di una qualità speciale: è il pero delle “toumette”; che sono delle pere sugose e tonde, e pure l’albero è di forma tondeggiante! Su un albero di “toumette” un contadino si divertì a fare un innesto e perciò in estate ci sono delle buonissime pere che dissetano, ma l’albero continua a portare il suo frutto anche in autunno con pere altrettanto sugose e gustose.

Ai giorni nostri questi alberi hanno dato un gran fastidio al contadino, che non usa più la falce, ma dei mezzi rumorosi e velocissimi per compiere il lavoro, e tali alberi in mezzo ai campi  intralciavano l’operato e così… tante di queste antiche qualità di alberi da frutta, sono state sradicate.

E’ nella facoltà decisionale dell’uomo piantare, innestare e anche sradicare e non sarebbe altrettanto così per il Dio che decide ogni cosa, e fa tutto ciò che gli piace? ”Il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace” (Salmo 115:3). Egli pianta e sradicherà ciò che non ha piantato; Egli toglie via ogni tralcio che non dà frutto e pota il tralcio che dà frutto (Giovanni 15:2)) e semina il grano (Matteo 13:37) e ordinerà pure di cogliere le zizzanie, che Egli non ha seminato, di legarle in fasci e bruciarle!

E noi, creati alla somiglianza di Dio, che con la nostra decisione piantiamo e sradichiamo, che abbiam da replicare se a Dio è piaciuto e ha deciso di “fare il mestiere dell’agricoltore”?

Daniela
Riceviamo questo bell’articolo da un lettore che ha cariche nella Chiesa Valdese ma preferisce restare anonimo. Non è il primo articolo che ci manda e, sickness d’ora in poi, malady se non ha nulla in contrario, price lo pubblicheremo come Nikodemos.

Questa è senza dubbio una domanda molto provocatoria ma non per questo assurda. Se la poniamo a un ateo non avrebbe alcun dubbio nel rispondere che Dio è un’invenzione puramente umana, poiché oltre a non esistere alcuna prova scientifica della sua esistenza, per un ateo è perfettamente logico vedere la religione come un insieme di regole create dall’uomo stesso per formare, sostenere e far evolvere la società umana.

L’uomo primitivo, dopo essersi evoluto da una sorta di “scimmia antica” ha sentito la necessità di spiegare dei fenomeni che non riusciva a capire e, così, si è inventato un dio che li giustificasse e che dettasse delle regole di convivenza civile. Questa è la spiegazione della religione data dai non credenti, per i quali Dio esiste soltanto perché è stato l’uomo a crearselo. Per i credenti la risposta giusta dovrebbe essere - dico “dovrebbe” essere - che Dio ha creato l’uomo! Purtroppo non è sempre così!

Le Chiese cosiddette “storiche” (protestanti, cattolica e ortodosse) soffrono tutte di un male oscuro. Senza ovviamente ammetterlo apertamente, si comportano come se fosse l’uomo ad aver creato Dio. Che cosa voglio dire con questa paradossale affermazione?

Il cristianesimo nasce come rivelazione di Dio ad un uomo o a un gruppo di uomini. Il cristianesimo all’origine era soltanto una fede e la fede è un dono di Dio, come ci spiega l’Apostolo Paolo. Non è l’uomo che cerca Dio ma Dio che si rivela all’uomo. Non è Dio ad essere in funzione dell’uomo, bensì l’uomo in funzione di Dio. Questo concetto è sempre difficile da digerire da parte dei credenti, che troppo spesso vedono in Dio una sorta di “bancomat” da cui prelevare, piuttosto che un Signore da servire. Tuttavia questa verità è il fondamento della fede cristiana.

Attorno alla fede nell’unico Dio nasce poi la Chiesa, quale comunione di credenti che servono il loro Signore conformandosi ai suoi insegnamenti, ovvero ubbidendo ai suoi comandamenti, che ci sono stati trasmessi direttamente da Dio attraverso l’opera dei suoi testimoni (Profeti, Evangelisti, Apostoli). Purtroppo la Chiesa di Cristo subisce continuamente degli attacchi da parte del Male, che cerca di contrastarla con ogni mezzo a sua disposizione, sia esterno (persecuzione dei santi), sia interno (falsi profeti, corruzione dei costumi e della buona dottrina, concupiscenza del potere terreno, etc.). La chiesa di Cristo dunque non si mantiene per sempre pura e fedele alla Parola. È un dato di fatto che nel corso dei duemila anni di cristianesimo ci siano stati continui movimenti di riforma della Chiesa, proprio perché all’interno della stessa la fede cristiana autentica si era affievolita fino a diventare una religione umana e non più una rivelazione divina.

È superfluo ricordare come la Riforma della Chiesa Cattolica Medievale sia stata voluta dallo Spirito Santo perché ormai si era allontanata dai principi della vera fede per rincorrere tradizioni umane (pagane). Anche le chiese nate dalla Riforma però col tempo si sono corrotte e hanno trasformato la loro fede rivelata in una religione umana, al punto che lo Spirito Santo ha suscitato la fede in quelle che oggi sono le cosiddette Chiese Evangelicali, che sono ritornate ad un’obbedienza alla Scrittura in modo più letterale, ovvero vicina a quella delle origini.

Il processo di ritorno alla fede vera però, quella dei primi cristiani, è destinato a continuare ancora fino a quando Gesù Cristo ritornerà sulla terra, poiché Dio suscita di continuo uomini e donne che lo accolgono e lo servono come lui vuole, senza lasciarsi sviare il cuore e lo spirito dalle false dottrine che il Male usa per corrompere la Chiesa di Dio sulla terra.

Uno dei segni più chiari della corruzione del Male che opera nelle chiese riguarda la Parola, intesa come lettura della Bibbia. Dietro i vari tentativi di contestualizzare la Scrittura spesso si nascondono altrettante azioni volte a demolire la Scrittura e quindi minare la fede dei credenti nel Signore. I negazionisti che continuano a martellare sulla non storicità di Gesù e degli altri racconti biblici sono soltanto un esempio. Quello che più preoccupa però è, come ho detto, il male oscuro che si annida nelle chiese storiche, diventate ormai istituzioni molto terrene e umane, dove il servizio verso Dio è passato in secondo piano a favore di una “sbandierata apertura verso il mondo che cambia e della necessità di andare incontro agli uomini del nostro tempo”.

Dal punto di vista della buona dottrina cristiana questa è un’assurdità: Dio va incontro agli uomini con il suo amore e la sua grazia accogliendo tutti coloro che si pentono e ritornano a lui, non certo facendo conformare la sua Chiesa agli usi e alle passioni del mondo! Oggi purtroppo assistiamo ad un fenomeno terribile: le chiese storiche stanno servendo un dio che loro stesse si sono costruite e per questo si sentono legittimate a demolire, modificare, interpretare e distorcere la Bibbia secondo il loro interesse. È evidente come questo loro dio sia sempre meno il Dio della Bibbia, il Dio della rivelazione, il Dio Creatore dell’Universo. In questo senso diventa vera anche per le chiese (storiche) l’affermazione che è l’uomo ad aver creato Dio! Ovviamente non tutti i credenti (membri delle chiese storiche) sono disposti a servire un dio simile.

Molti sono i cristiani che leggono la Bibbia guidati dallo Spirito Santo, senza distorcerne il senso e senza tradire la volontà del Signore. Molti sono i credenti che ancora confessano che Dio ha creato l’uomo e che l’uomo è chiamato a servire Dio, piuttosto che se stesso. Nondimeno questi fratelli e queste sorelle stanno ora vivendo un evidente disagio, specialmente quando vedono le loro Chiese cadere in balia del Male e si pongono l’interrogativo se continuare a rimanere o andarsene dove ancora si onora lo Spirito di Dio come Lui ci chiede di fare nella Bibbia.

Resta il fatto che tutte le Chiese appartengono comunque al Signore ed è lui a decidere chi crescerà perché fedele alla sua Parola e chi invece sarà destinata a spegnersi perché ha perso la guida dello Spirito Santo e si è raffreddata. Se guardiamo i numeri delle Chiese Riformate storiche non abbiamo dubbi su dove soffi lo Spirito. Noi possiamo soltanto testimoniare con forza la fede che abbiamo ricevuta attraverso la Scrittura, confessandola così come fecero i Padri della Riforma che sappiamo hanno parlato guidati dallo Spirito Santo.

 Nikodemos

Related Posts

7 Responses to “È Dio che ha creato l’uomo o è l’uomo ad aver creato Dio?”

  1. elena dalmas scrive:

    “Non ho mai saputo cosa significhi credere come si deve, né cosa sia veramente il vangelo, né la grazia di Dio, né la forza dello Spirito Santo, salvo che da due mesi in qua. Perché non avrei mai pensato che essere testimone della verità di Dio e difensore della sua causa sarebbe toccato a un simile verme di terra come me; né avrei mai pensato che il Signore delle vittorie avrebbe posto in un vaso di terra tanta forza come si è degnato di fare in me, per la sua sola grazia, bontà e misericordia. Ogni volta che sono stato davanti ai miei carnefici, mi pareva di essere loro giudice e che toccasse a loro aver paura di me, e a me essere testimone della salvezza…In questi conflitti ho capito che la fede non s’impara senza tribolazioni, siccome non si può trovare un Gesù Cristo nazareno senza croce. Chiedo dunque a tutti i fedeli, per l’amore di Dio e del suo figlio Gesù Cristo, che preghino per l’accrescimento del suo vangelo. e siccome ha cominciato un opera in me, non per alcun merito, anzi serrando i suoi occhi ai miei infiniti demeriti, si degni per la sua clemenza di portarla a compimento, fino all’ultimo sospiro della mia vita e goccia del mio sangue. Perché ribellarsi a un Principe così grande e grazioso, o nascondere anche solo una sillaba della sua verità per paura della prigione o della morte, sarebbe il maggior sacrilegio, villania e torto che mai si possa fare al mondo. Continuiamo tutti a pregare per chi ci perseguita, anche se fino alla morte, e per chi ci aiuta con le preghiere a stare costanti.
    12 gennaio 1558″
    (Goffredo Varaglia dalle prigioni del Parlamento di Torino)

    Caro Nikodemos, vorrei collegare le parole di Goffredo Varaglia a una parola del tuo lungo e bellissimo articolo (che condivido) che mi ha rallegrata più di ogni altra “Molti”,questi “molti” è qualcosa che per il momento io non vedo, ma se lo dici tu voglio crederci e pregare per questi “molti” affinché trovino il coraggio nel Signore a rimanere costanti nella verità e di non temere di testimoniare di Gesù Cristo e della sua Parola,(come dice Goffredo Varaglia)”fino all’ultimo sospiro della mia vita e goccia del mio sangue”.

  2. Luca Zacchi scrive:

    Grazie per il tuo contributo Nikodemos

    • oreste messi scrive:

      L’ignoranza dei Cristiani
      L’ignoranza dei Cristiani si fonda in gran parte sulla carenza di informazioni,
      giacchè i teologi e gli storici della chiesa nelle loro opere usano due modi per
      mentire sui fatti scandalosi.
      Trasformare la realtà nel suo esatto contrario, oppure velarla.
      Io personalmente definisco questi due metodi un inganno a danno dei credenti.

      Il Laico ha il diritto di essere prosciolto da insegnamenti cristiani errati
      e lungamente ripetuti; egli può,poichè lo fa nel nome del Signore, chiedere che gli venga detta la verità senza esercizi teologici complicati ed incomprensibili,
      in maniera chiara e con un linguaggio accessibile; al Laico è lecito aspettarsi di
      essere finalmente liberato da paure vecchie di migliaia di anni ed ormai prive di significato, anche se inpiegate con successo.

    • Utente scrive:

      Non è un po presuntuoso credere o pensare che un qualche Dio abbia creato IL TUTTO??? Ah si? E chi ha crato lui? E dov’è lui quando un neonato muore durante il parto magari per futili motivi? E dov’è quando l’uomo taglia una pinna ad un delfino per poi ributtarlo morente in mare? Ma se noi viviamo dopo un appendicite è grazie a Dio oppure grazie ad un dottore che ci ha operato? E se hai problemi a organi e grazie a Dio che vai avanti o grazie ad un Dottore? Come mai se una cosa va bene dopo dei probelmi diciamo”" grazie a Dio”" ma se poi va male?? Di chi è la colpa?? Allora in quel caso è colpa sua?? Proviamo ad uscire dalla terrae ad ammirarla dallo spazio ad ammirare l’infinito e le stelle….. può veramente un Dio aver creato tutto?? Ma per favore “”DIO”" è un’invenzione dell’umanità per darsi una ragione della morte….

      Troppo facie stare a guardare…..

      • Utente Anonimo scrive:

        È interessante ciò che sta emergendo anche scientificamente ovvero il fatto che l uomo sia dio, le nuove ricerche scientifiche ci dicono che la materia non esiste tutto è vibrazione se fosse così allora potremmo essere noi a cambiare la nostra realtà semplicemente attraverso i nostri pensieri, quante volte abbiamo sentito di persone che si lamentano della propria vita che pensano che abbiano ricevuto disgrazie dal cielo e le accettano come punizioni divine ma non si rendono conto che sono gli unici a creare le loro disgrazie per la semplice equazione di causa = effetto. Ritengo che tutte le religioni attuali abbiano un fondo di verità la stessa religione cristiana, lo si capisce anche dai vangeli apocrifi il vero messaggio che Gesù ha voluto mandare e che puntualmente tutti hanno frainteso forse anche per modifiche effettuate ai testi da “qualcuno”. Comunque l idea che l uomo è dio è un’idea bizzarra ma se anziché evitare il discorso lo aprofondissimo scopriremmo che ci farebbe anche comodo che lo cose stessero così o sbaglio ?

  3. Libero Pensatore scrive:

    Riflessioni:
    * Ogni tribu o civiltà si è immaginata il proprio Dio o divinità secondo concetti ed esigenze proprie; quindi Dio è un concetto / esigenza creata dagli umani ma non per questo si può dire che non esista. Anche la bellezza, il male ed il bene sono altri concetti di innegabile realtà, creati dagli umani; e senza genere umano non esisterebbero. In questo senso neanche gli atei possono dire che Dio non esiste.
    * Tutti gli esseri viventi con un minimo di cervello sanno di essere superiori ad altri ed inferiori ad altri esseri. E’ iniziato col poter mangiare o essere mangiati. L’uomo nella sua evoluzione ha concepito l’idea di Dio come essere a lui superiore, nei modi più variegati.
    * Dio ha creato l’universo ? Ma se l’universo fosse infinito nel tempo e nello spazio, come appare incontestabile; non sarebbe più logico identificare Dio con lo stesso Universo ??

  4. antonio st scrive:

    Ma se questo dio è così potente al punto da creare noi e tutto l’universo che sta intorno a noi che piano piano cominciamo conoscere,perché si sarebbe rivelato solo attraverso i cosi detti profeti e poi divulgato da predicatori che potrebbero aver avuto interesse ad usare l’argomento ad uso e consumo dei vari poteri per tenere il popolo,per lo più ignorante, sotto il timore di un dio di loro conoscenza?

Leave a Reply

*

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

Link Consigliati

                 

Visitatori 2010 : 43.446

Visitatori 2011 : 81.694

Visitatori 2012(fino a al 13 Novembre) : 85.636

Statistiche visitatori dal 14-11-2012

  • 1811067Totale Visitatori:
  • 680Oggi:
  • 1251Ieri:
  • 9456Ultimi 7 giorni:
  • 16095Questo mese:

Visitatori Online

Articoli Recenti