\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Dare vita a un gruppo valdese…

E gli diamo la precedenza rispetto ad altri messaggi, online this site perché si tratta di una forma di smentita

Leggo ora la risposta alla mia del 6 settembre.

È il testo di una reazione a caldo, la lettera da me inviata allora, in cui effettivamente non mi sono preoccupato della precisione linguistica, ritenendo che i destinatari fossero attenti allo spirito della missiva, più che alla sua lettera e che valutassero non doversi trattare di uno studio di natura esegetica.

In quella prima lettera, il verbo dia-ballo era posto tra le virgolette, e non a caso. Lì, la replica di Gesù è da me intesa quale replica a un’azione considerata essere come tra virgolette; forse l’ironia dell’operazione poteva essere colta…

Tuttavia, è fuori discussione che dia-ballo è il verbo, e non il sostantivo maschile che compare in Luca 4, 13 e 4,1. D’altra parte è pur vero che nel linguaggio ordinario e a maggior ragione in una comunicazione “al volo” e non tecnica, qual è quella sopra ricordata, gli interlocutori potranno riconoscere come legittimi gli usi di tipo metonimico delle parole, in cui una cosa sta per un’altra, come quando si nomina una cosa o persona, invece che col suo proprio nome, col nome di un’altra cosa o persona che abbia con essa un rapporto di dipendenza; come quando si nomina l’effetto invece della causa (o la causa invece dell’effetto); il simbolo invece della cosa da esso simboleggiata; l’astratto per il concreto, e così di seguito. È chiaro pure che nel personale, “licenzioso” uso di natura metonimica dell’azione, del verbo dia-ballo (al posto del sostantivo) l’intenzione era quella di indicare, senza altre mediazioni di specificazione, da dove derivasse il sostantivo, ricorrente nel testo biblico. Va da sé, inoltre, che il testo biblico citato – come tutte le Scritture sacre – vale per ogni credente, nessuno escluso. Non so se mi spiego!

Il punto (o anche i punti), secondo me rilevante, della questione è: quale credente ha la verità del Cristo? E quale credente rende, a quella verità, coerente testimonianza? E, ancora, cosa sarebbe e dove si ravviserebbe tale coerenza? Il tentativo di rispondere a queste domande apre lo spazio di un dibattito teologicamente serio (e serio per tutti), su alcune delle questioni che ponete, al di là dei rilievi grammaticali che potreste fare a me (con tutte le precisazioni del caso, già fatte), o di stile, che potrei fare a voi, con tutte le distinzioni del caso.

Ciò detto, aggiungo che più utile sarebbe un discorso aperto. Più utile sarebbe che dichiaraste come intendete “governare” la chiesa valdese… A partire da questa dichiarazione sarà possibile vedere cosa fare, come, ad esempio, contare i voti sinodali…

Distinti saluti.

Massimo Marottoli p.v.

Gentile pastore Marottoli, la ringraziamo per questa precisazione, di cui, per la verità, non tutto ci è chiaro. In ogni caso, il vero punto non era certo una questione grammaticale: può succedere di fare uno svarione in italiano, figurarsi in greco antico. Ciò che continua a sorprenderci, tanto più da parte di un pastore, è che in risposta, sia pure a caldo, a una lettera garbata, ci risponda con le parole di Gesù al diavolo.

Apprezziamo invece l’auspicio a un discorso più aperto, che però non capiamo come si concilia con la censura e la condanna sinodale. Quanto a dichiarare come intendiamo governare la Chiesa, ci sembra prematuro: chi la guida (ci riferiamo a tutti coloro che prendono le decisioni e a chi li appoggia, al di là delle singole cariche personali) e la governa, dopo che per un anno ha fatto credere che non esistiamo, è passato all’attacco con tanto di accuse infondate. Ci accontenteremmo di esistere e non essere condannati, mentre chiunque altro dice e fa quel che gli pare e non rende conto a nessuno. Una cosa, però, crediamo sia preciso dovere di chiunque “governi”. Applicare l’articolo 2 delle Discipline Valdesi: “La Chiesa professa le dottrine contenute nell’Antico e nel Nuovo Testamento e formulate nella sua confessione di fede”. Chi ritiene di fare altro dovrebbe applicare il versetto da lei citato: “E il diavolo, finita tutta la tentazione, si partì da lui” Luca 4:13.

La Redazione

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Leggo ora la risposta alla mia del 6 settembre.

È il testo di una reazione a caldo, sales la lettera da me inviata allora, cure in cui effettivamente non mi sono preoccupato della precisione linguistica, ritenendo che i destinatari fossero attenti allo spirito della missiva, più che alla sua lettera e che valutassero non doversi trattare di uno studio di natura esegetica.

In quella prima lettera, il verbo dia-ballo era posto tra le virgolette, e non a caso. Lì, la replica di Gesù è da me intesa quale replica a un’azione considerata essere come tra virgolette; forse l’ironia dell’operazione poteva essere colta…

Tuttavia, è fuori discussione che dia-ballo è il verbo, e non il sostantivo maschile che compare in Luca 4, 13 e 4,1. D’altra parte è pur vero che nel linguaggio ordinario e a maggior ragione in una comunicazione “al volo” e non tecnica, qual è quella sopra ricordata, gli interlocutori potranno riconoscere come legittimi gli usi di tipo metonimico delle parole, in cui una cosa sta per un’altra, come quando si nomina una cosa o persona, invece che col suo proprio nome, col nome di un’altra cosa o persona che abbia con essa un rapporto di dipendenza; come quando si nomina l’effetto invece della causa (o la causa invece dell’effetto); il simbolo invece della cosa da esso simboleggiata; l’astratto per il concreto, e così di seguito. È chiaro pure che nel personale, “licenzioso” uso di natura metonimica dell’azione, del verbo dia-ballo (al posto del sostantivo) l’intenzione era quella di indicare, senza altre mediazioni di specificazione, da dove derivasse il sostantivo, ricorrente nel testo biblico. Va da sé, inoltre, che il testo biblico citato – come tutte le Scritture sacre – vale per ogni credente, nessuno escluso. Non so se mi spiego!

Il punto (o anche i punti), secondo me rilevante, della questione è: quale credente ha la verità del Cristo? E quale credente rende, a quella verità, coerente testimonianza? E, ancora, cosa sarebbe e dove si ravviserebbe tale coerenza? Il tentativo di rispondere a queste domande apre lo spazio di un dibattito teologicamente serio (e serio per tutti), su alcune delle questioni che ponete, al di là dei rilievi grammaticali che potreste fare a me (con tutte le precisazioni del caso, già fatte), o di stile, che potrei fare a voi, con tutte le distinzioni del caso.

Ciò detto, aggiungo che più utile sarebbe un discorso aperto. Più utile sarebbe che dichiaraste come intendete “governare” la chiesa valdese… A partire da questa dichiarazione sarà possibile vedere cosa fare, come, ad esempio, contare i voti sinodali…

Distinti saluti.

Massimo Marottoli p.v.

Gentile pastore Marottoli, la ringraziamo per questa precisazione, di cui, per la verità, non tutto ci è chiaro. In ogni caso, il vero punto non era certo una questione grammaticale: può succedere di fare uno svarione in italiano, figurarsi in greco antico. Ciò che continua a sorprenderci, tanto più da parte di un pastore, è che in risposta, sia pure a caldo, a una lettera garbata, ci risponda con le parole di Gesù al diavolo.

Apprezziamo invece l’auspicio a un discorso più aperto, che però non capiamo come si concilia con la censura e la condanna sinodale. Quanto a dichiarare come intendiamo governare la Chiesa, ci sembra prematuro: chi la guida (ci riferiamo a tutti coloro che prendono le decisioni e a chi li appoggia, al di là delle singole cariche personali) e la governa, dopo che per un anno ha fatto credere che non esistiamo, è passato all’attacco con tanto di accuse infondate. Ci accontenteremmo di esistere e non essere condannati, mentre chiunque altro dice e fa quel che gli pare e non rende conto a nessuno. Una cosa, però, crediamo sia preciso dovere di chiunque “governi”. Applicare l’articolo 2 delle Discipline Valdesi: “La Chiesa professa le dottrine contenute nell’Antico e nel Nuovo Testamento e formulate nella sua confessione di fede”. Chi ritiene di fare altro dovrebbe applicare il versetto da lei citato: “E il diavolo, finita tutta la tentazione, si partì da lui” Luca 4:13.

 

La Redazione

Mi sono sforzato di leggere le vostre motivazioni e non solo non mi hanno convinto ma vi ho colto uno spirito polemico, advice un’acrimonia, ask una specie di rancore mal celato, patient quasi che vi voleste vendicare di un torto subito da decenni. Capisco che il sentirsi minoranza di una minoranza può mettere a disagio, tuttavia vorrei segnalarvi un errore, piuttosto comune, che credo voi commettiate e che commettono, purtroppo in tanti, soprattutto cattolici.

Voi dite che se si benedicono le coppie omosessuali, come si potrà, poi, negare la benedizione alle coppie di fatto, alle coppie adultere e via di seguito. La Chiesa Cattolica dice che se si permette che la volontà della persona sia rispettata anche rifiutando alimentazione e idratazione come avviene in tantissime parti del mondo questo darà via libera all’eutanasia, all’eugenetica e chissà quale altra pratica. Questo tipo di sillogismo ha conseguenze vagamente comiche, ad esempio in alcuni ambienti cattolici integralisti è forte la posizione negazionista rispetto ai cambiamenti climatici perché si pensa, a torto, che la necessità di ridurre i consumi di combustibili fossili comporti un problema di mancata produzione agricola e quindi il progredire di posizioni favorevoli al contenimento delle nascite, cioè contraccezione e aborto.

Anche il senatore Malan è su posizioni scettiche riguardo alla teoria dei cambiamenti climatici e rimprovera alla Chiesa Valdese di essere, al contrario, attiva da questo punto di vista ma, mi pare, anche non essendo uno scienziato, che proporre stili di vita più sobri, attenti all’uso delle risorse, rispettosi dell’ambiente, sia sotto tutti i punti di vista auspicabile. L’errore, in pratica consiste nell’utilizzo del seguente artifizio retorico:

Se si decide A poi si finisce per fare B e C ma siccome B e soprattutto C sono cose deprecabili A è deprecabile.
Fermatevi ad A e tutto sarà più semplice e comprensibile, se poi qualcuno proporrà di benedire “una relazione adulterina o incestuosa” (citazione da un vostro articolo) avrete e avrò anche io, modo di oppormi a tale scellerata decisione.

Vi auguro di sentire anche voi, come me, nella Chiesa Valdese la propria casa.

Savino Curci – Milano
Rispondiamo

Polemica sì, censura no

Gentile fratello Curci,

lo spirito polemico nei confronti di ciò che contraddice i fondamenti della Chiesa non ci pare fuori luogo. Dall’acrimonia e dal rancore cerchiamo di tenerci lontani. Può darsi che non sempre ci riusciamo, ma – a differenza di coloro nei quali, immaginiamo, non riscontra né acrimonia né rancore – noi non censuriamo nessuno, noi rispondiamo a tutti, anche a chi ci insulta, noi non lanciamo accuse false, né attacchi personali. Se dall’altra parte trovassimo altrettanta “acrimonia” e “rancore”, ma non fossimo censurati, diffamati, insultati saremmo più contenti.

Noi valdesi dovremmo essere abituati ad essere minoranza. Per quello ci stupisce l’intolleranza da parte di coloro ce ci trattano da nemici.

E veniamo all’ errore logico che ci imputa. I due ragionamenti che lei accosta sono ben diversi. Sulla connessione tra il rifiuto dell’idratazione in determinati casi estremi e l’eutanasia è come dice lei: si tratta di dire no a A, per paura che poi si passi a B e C (anche se ufficialmente la Chiesa Cattolica oggi sostiene che persino il rifiuto dell’idratazione in sé è male). Nel caso invece di coppie omosessuali e coppie adulterine o incestuose, invece, c’è assoluta identità. Infatti, il Documento sull’omosessualità della IV sessione congiunta dell’Assemblea generale dell’UCEBI e del Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste (3 – 4 novembre 2007), cui vediamo si dà molta più autorità che alle Scritture (che invece vanno “interpretate”, “liberate dalle incrostazioni” ecc.), tanto da essere la base della decisione del Sinodo 2010 sulle benedizioni, sostiene “che la relazione umana d’amore, vissuta in piena reciprocità e libertà, sia sostenuta dalla promessa di Dio”. Allora, se c’è un padre di famiglia che ha una “relazione umana d’amore, vissuta in piena reciprocità e libertà” con una persona che non è sua moglie, e magari è sposata anch’essa, o la “relazione umana d’amore ecc.” si è stabilita fratello e sorella, tra padre e figlia, tra madre e figlio, o – perché no ? – tra padre e figlio, o fra tre o più persone, non c’è motivo alcuno per negare loro una benedizione con abiti bianchi, decine di fotografi, telecamere, violini, addobbi floreali ecc. come già si è fatto nei nostri templi. Se si dice di no, si compie una discriminazione. Vorremmo forse negarglielo sulla base delle norme del Levitico, che però vietano l’omosessualità ? Da chi prende le decisioni a nome della “chiesa del dialogo” aspettiamo da 13 mesi una risposta, e abbiamo solo ricevuto una “scomunica”.

L’unica ragione per cui non si benedicono le unioni adulterine, incestuose o poligamiche è che oggi, secondo i mutevoli dogmi del politicamente corretto, adulterio e incesto non sono sufficientemente alla moda. Quanto alla poligamia qualche spiraglio c’è in quanto diffuso in altre culture, verso le quali “l’accoglienza” – a differenza di quella verso i fratelli in fede che la pensano in modo diverso – è d’obbligo.

Quanto al riscaldamento globale, indipendentemente da quanto pensa il fratello Lucio Malan, è chiaro che stili di vita più sobri e rispetto dell’ambiente possono trovare l’accordo di tutti. Ma chi ha scritto l’ordine del giorno approvato dal Sinodo è stato ben attento a non avere questo approccio, che avrebbe potuto trovare tutti concordi, ma ha precisato che i cambiamenti climatici sono “causati dallo sviluppo industriale umano” e che l’obiettivo non è la sobrietà ecc. ma “la riduzione delle emissioni di CO2”. Il Sinodo si è così espresso su basi ideologiche di parte, abbracciando una tesi scientifica dalla quale dissentono oltre mille scienziati di livello internazionale . Qual è la differenza con coloro che costrinsero Galileo a rinnegare le proprie convinzioni scientifiche ? Dal punto di vista pratico, gli apprendisti scienziati sinodali non hanno il potere degli scienziati papali del Seicento e non possono costringere a nulla (grazie al Cielo!). Dal punto di vista ecclesiastico, si può invece che:

  1. in entrambi i casi una chiesa ha preso una posizione su un punto scientificamente dibattuto, facendo proprie le posizioni più conformiste (che nondimeno potrebbero rivelarsi corrette un giorno);
  2. all’epoca di Galileo, l’opposizione alle teorie astronomiche “ortodosse” era assai inferiore a quello che c’è oggi nei confronti del dogma del “riscaldamento globale causato dall’uomo”;
  3. a posizione della Chiesa Cattolica del ‘600 era basata sulla Bibbia, se pure malissimo interpretata; infatti, mai le Scritture dicono che il Sole ruota intorno alla Terra e le famose parole “il sole si fermò e la luna si arrestò” di Giosué 10:13, sono chiaramente una descrizione di carattere relativo (ancora oggi diciamo “il Sole tramonta” e non “la Terra ruota in modo tale che i monti a occidente coprono il Sole”), in cui verosimilmente si descrive l’impressione che il giorno durasse più del normale; semmai, dalle parole di Giosué si capisce proprio che ordinariamente è la Terra a muoversi, non il Sole, altrimenti non si vede che bisogno c’era di fermare anche la Luna dato che il punto era prolungare la luce del giorno;
  4. la posizione fatta propria dalla Chiesa Valdese di oggi è invece basata sul conformismo ai dogmi del politicamente corretto;
  5. la Chiesa Cattolica ha rivisto il processo e riabilitato Galileo.

Ringraziamo molto per l’augurio di sentire la Chiesa Valdese come propria casa, che sentiamo sincero e fraterno. Per questo preghiamo in tanti.

La Redazione

Mi sono sforzato di leggere le vostre motivazioni e non solo non mi hanno convinto ma vi ho colto uno spirito polemico, order un’acrimonia, physician una specie di rancore mal celato, quasi che vi voleste vendicare di un torto subito da decenni.

Capisco che il sentirsi minoranza di una minoranza può mettere a disagio, tuttavia vorrei segnalarvi un errore, piuttosto comune, che credo voi commettiate e che commettono, purtroppo in tanti, soprattutto cattolici.

Voi dite che se si benedicono le coppie omosessuali, come si potrà, poi, negare la benedizione alle coppie di fatto, alle coppie adultere e via di seguito.

La Chiesa Cattolica dice che se si permette che la volontà della persona sia rispettata anche rifiutando alimentazione e idratazione come avviene in tantissime parti del mondo questo darà via libera all’eutanasia, all’eugenetica e chissà quale altra pratica.

Questo tipo di sillogismo ha conseguenze vagamente comiche, ad esempio in alcuni ambienti cattolici integralisti è forte la posizione negazionista rispetto ai cambiamenti climatici perché si pensa, a torto, che la necessità di ridurre i consumi di combustibili fossili comporti un problema di mancata produzione agricola e quindi il progredire di posizioni favorevoli al contenimento delle nascite, cioè contraccezione e aborto.

Anche il senatore Malan è su posizioni scettiche riguardo alla teoria dei cambiamenti climatici e rimprovera alla Chiesa Valdese di essere, al contrario, attiva da questo punto di vista ma, mi pare, anche non essendo uno scienziato, che proporre stili di vita più sobri, attenti all’uso delle risorse, rispettosi dell’ambiente, sia sotto tutti i punti di vista auspicabile.

L’errore, in pratica consiste nell’utilizzo del seguente artifizio retorico:

Se si decide A poi si finisce per fare B e C ma siccome B e soprattutto C sono cose deprecabili A è deprecabile.
Fermatevi ad A e tutto sarà più semplice e comprensibile, se poi qualcuno proporrà di benedire “una relazione adulterina o incestuosa” (citazione da un vostro articolo) avrete e avrò anche io, modo di oppormi a tale scellerata decisione.

Vi auguro di sentire anche voi, come me, nella Chiesa Valdese la propria casa.

Savino Curci – Milano

 

POLEMICA Sì, CENSURA NO

Gentile fratello Curci,

lo spirito polemico nei confronti di ciò che contraddice i fondamenti della Chiesa non ci pare fuori luogo. Dall’acrimonia e dal rancore cerchiamo di tenerci lontani. Può darsi che non sempre ci riusciamo, ma – a differenza di coloro nei quali, immaginiamo, non riscontra né acrimonia né rancore – noi non censuriamo nessuno, noi rispondiamo a tutti, anche a chi ci insulta, noi non lanciamo accuse false, né attacchi personali. Se dall’altra parte trovassimo altrettanta “acrimonia” e “rancore”, ma non fossimo censurati, diffamati, insultati saremmo più contenti.

Noi valdesi dovremmo essere abituati ad essere minoranza. Per quello ci stupisce l’intolleranza da parte di coloro ce ci trattano da nemici.

E veniamo all’ errore logico che ci imputa. I due ragionamenti che lei accosta sono ben diversi. Sulla connessione tra il rifiuto dell’idratazione in determinati casi estremi e l’eutanasia è come dice lei: si tratta di dire no a A, per paura che poi si passi a B e C (anche se ufficialmente la Chiesa Cattolica oggi sostiene che persino il rifiuto dell’idratazione in sé è male). Nel caso invece di coppie omosessuali e coppie adulterine o incestuose, invece, c’è assoluta identità. Infatti, il Documento sull’omosessualità della IV sessione congiunta dell’Assemblea generale dell’UCEBI e del Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste (3 – 4 novembre 2007), cui vediamo si dà molta più autorità che alle Scritture (che invece vanno “interpretate”, “liberate dalle incrostazioni” ecc.), tanto da essere la base della decisione del Sinodo 2010 sulle benedizioni, sostiene “che la relazione umana d’amore, vissuta in piena reciprocità e libertà, sia sostenuta dalla promessa di Dio”. Allora, se c’è un padre di famiglia che ha una “relazione umana d’amore, vissuta in piena reciprocità e libertà” con una persona che non è sua moglie, e magari è sposata anch’essa, o la “relazione umana d’amore ecc.” si è stabilita fratello e sorella, tra padre e figlia, tra madre e figlio, o – perché no ? – tra padre e figlio, o fra tre o più persone, non c’è motivo alcuno per negare loro una benedizione con abiti bianchi, decine di fotografi, telecamere, violini, addobbi floreali ecc. come già si è fatto nei nostri templi. Se si dice di no, si compie una discriminazione. Vorremmo forse negarglielo sulla base delle norme del Levitico, che però vietano l’omosessualità ? Da chi prende le decisioni a nome della “chiesa del dialogo” aspettiamo da 13 mesi una risposta, e abbiamo solo ricevuto una “scomunica”.

L’unica ragione per cui non si benedicono le unioni adulterine, incestuose o poligamiche è che oggi, secondo i mutevoli dogmi del politicamente corretto, adulterio e incesto non sono sufficientemente alla moda. Quanto alla poligamia qualche spiraglio c’è in quanto diffuso in altre culture, verso le quali “l’accoglienza” – a differenza di quella verso i fratelli in fede che la pensano in modo diverso – è d’obbligo.

Quanto al riscaldamento globale, indipendentemente da quanto pensa il fratello Lucio Malan, è chiaro che stili di vita più sobri e rispetto dell’ambiente possono trovare l’accordo di tutti. Ma chi ha scritto l’ordine del giorno approvato dal Sinodo è stato ben attento a non avere questo approccio, che avrebbe potuto trovare tutti concordi, ma ha precisato che i cambiamenti climatici sono “causati dallo sviluppo industriale umano” e che l’obiettivo non è la sobrietà ecc. ma “la riduzione delle emissioni di CO2”. Il Sinodo si è così espresso su basi ideologiche di parte, abbracciando una tesi scientifica dalla quale dissentono oltre mille scienziati di livello internazionale . Qual è la differenza con coloro che costrinsero Galileo a rinnegare le proprie convinzioni scientifiche ? Dal punto di vista pratico, gli apprendisti scienziati sinodali non hanno il potere degli scienziati papali del Seicento e non possono costringere a nulla (grazie al Cielo!). Dal punto di vista ecclesiastico, si può invece che:

  1. in entrambi i casi una chiesa ha preso una posizione su un punto scientificamente dibattuto, facendo proprie le posizioni più conformiste (che nondimeno potrebbero rivelarsi corrette un giorno);
  2. all’epoca di Galileo, l’opposizione alle teorie astronomiche “ortodosse” era assai inferiore a quello che c’è oggi nei confronti del dogma del “riscaldamento globale causato dall’uomo”;
  3. a posizione della Chiesa Cattolica del ‘600 era basata sulla Bibbia, se pure malissimo interpretata; infatti, mai le Scritture dicono che il Sole ruota intorno alla Terra e le famose parole “il sole si fermò e la luna si arrestò” di Giosué 10:13, sono chiaramente una descrizione di carattere relativo (ancora oggi diciamo “il Sole tramonta” e non “la Terra ruota in modo tale che i monti a occidente coprono il Sole”), in cui verosimilmente si descrive l’impressione che il giorno durasse più del normale; semmai, dalle parole di Giosué si capisce proprio che ordinariamente è la Terra a muoversi, non il Sole, altrimenti non si vede che bisogno c’era di fermare anche la Luna dato che il punto era prolungare la luce del giorno;
  4. la posizione fatta propria dalla Chiesa Valdese di oggi è invece basata sul conformismo ai dogmi del politicamente corretto;
  5. la Chiesa Cattolica ha rivisto il processo e riabilitato Galileo.

Ringraziamo molto per l’augurio di sentire la Chiesa Valdese come propria casa, che sentiamo sincero e fraterno. Per questo preghiamo in tanti.

Mi sono sforzato di leggere le vostre motivazioni e non solo non mi hanno convinto ma vi ho colto uno spirito polemico, cure un’acrimonia, cheapest una specie di rancore mal celato, for sale quasi che vi voleste vendicare di un torto subito da decenni. Capisco che il sentirsi minoranza di una minoranza può mettere a disagio, tuttavia vorrei segnalarvi un errore, piuttosto comune, che credo voi commettiate e che commettono, purtroppo in tanti, soprattutto cattolici.

Voi dite che se si benedicono le coppie omosessuali, come si potrà, poi, negare la benedizione alle coppie di fatto, alle coppie adultere e via di seguito. La Chiesa Cattolica dice che se si permette che la volontà della persona sia rispettata anche rifiutando alimentazione e idratazione come avviene in tantissime parti del mondo questo darà via libera all’eutanasia, all’eugenetica e chissà quale altra pratica. Questo tipo di sillogismo ha conseguenze vagamente comiche, ad esempio in alcuni ambienti cattolici integralisti è forte la posizione negazionista rispetto ai cambiamenti climatici perché si pensa, a torto, che la necessità di ridurre i consumi di combustibili fossili comporti un problema di mancata produzione agricola e quindi il progredire di posizioni favorevoli al contenimento delle nascite, cioè contraccezione e aborto.

Anche il senatore Malan è su posizioni scettiche riguardo alla teoria dei cambiamenti climatici e rimprovera alla Chiesa Valdese di essere, al contrario, attiva da questo punto di vista ma, mi pare, anche non essendo uno scienziato, che proporre stili di vita più sobri, attenti all’uso delle risorse, rispettosi dell’ambiente, sia sotto tutti i punti di vista auspicabile. L’errore, in pratica consiste nell’utilizzo del seguente artifizio retorico:

Se si decide A poi si finisce per fare B e C ma siccome B e soprattutto C sono cose deprecabili A è deprecabile.
Fermatevi ad A e tutto sarà più semplice e comprensibile, se poi qualcuno proporrà di benedire “una relazione adulterina o incestuosa” (citazione da un vostro articolo) avrete e avrò anche io, modo di oppormi a tale scellerata decisione.

Vi auguro di sentire anche voi, come me, nella Chiesa Valdese la propria casa.

Savino Curci – Milano

 
Rispondiamo

Polemica sì, censura no

Gentile fratello Curci,

lo spirito polemico nei confronti di ciò che contraddice i fondamenti della Chiesa non ci pare fuori luogo. Dall’acrimonia e dal rancore cerchiamo di tenerci lontani. Può darsi che non sempre ci riusciamo, ma – a differenza di coloro nei quali, immaginiamo, non riscontra né acrimonia né rancore – noi non censuriamo nessuno, noi rispondiamo a tutti, anche a chi ci insulta, noi non lanciamo accuse false, né attacchi personali. Se dall’altra parte trovassimo altrettanta “acrimonia” e “rancore”, ma non fossimo censurati, diffamati, insultati saremmo più contenti.

Noi valdesi dovremmo essere abituati ad essere minoranza. Per quello ci stupisce l’intolleranza da parte di coloro ce ci trattano da nemici.

E veniamo all’ errore logico che ci imputa. I due ragionamenti che lei accosta sono ben diversi. Sulla connessione tra il rifiuto dell’idratazione in determinati casi estremi e l’eutanasia è come dice lei: si tratta di dire no a A, per paura che poi si passi a B e C (anche se ufficialmente la Chiesa Cattolica oggi sostiene che persino il rifiuto dell’idratazione in sé è male). Nel caso invece di coppie omosessuali e coppie adulterine o incestuose, invece, c’è assoluta identità. Infatti, il Documento sull’omosessualità della IV sessione congiunta dell’Assemblea generale dell’UCEBI e del Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste (3 – 4 novembre 2007), cui vediamo si dà molta più autorità che alle Scritture (che invece vanno “interpretate”, “liberate dalle incrostazioni” ecc.), tanto da essere la base della decisione del Sinodo 2010 sulle benedizioni, sostiene “che la relazione umana d’amore, vissuta in piena reciprocità e libertà, sia sostenuta dalla promessa di Dio”. Allora, se c’è un padre di famiglia che ha una “relazione umana d’amore, vissuta in piena reciprocità e libertà” con una persona che non è sua moglie, e magari è sposata anch’essa, o la “relazione umana d’amore ecc.” si è stabilita fratello e sorella, tra padre e figlia, tra madre e figlio, o – perché no ? – tra padre e figlio, o fra tre o più persone, non c’è motivo alcuno per negare loro una benedizione con abiti bianchi, decine di fotografi, telecamere, violini, addobbi floreali ecc. come già si è fatto nei nostri templi. Se si dice di no, si compie una discriminazione. Vorremmo forse negarglielo sulla base delle norme del Levitico, che però vietano l’omosessualità ? Da chi prende le decisioni a nome della “chiesa del dialogo” aspettiamo da 13 mesi una risposta, e abbiamo solo ricevuto una “scomunica”.

L’unica ragione per cui non si benedicono le unioni adulterine, incestuose o poligamiche è che oggi, secondo i mutevoli dogmi del politicamente corretto, adulterio e incesto non sono sufficientemente alla moda. Quanto alla poligamia qualche spiraglio c’è in quanto diffuso in altre culture, verso le quali “l’accoglienza” – a differenza di quella verso i fratelli in fede che la pensano in modo diverso – è d’obbligo.

Quanto al riscaldamento globale, indipendentemente da quanto pensa il fratello Lucio Malan, è chiaro che stili di vita più sobri e rispetto dell’ambiente possono trovare l’accordo di tutti. Ma chi ha scritto l’ordine del giorno approvato dal Sinodo è stato ben attento a non avere questo approccio, che avrebbe potuto trovare tutti concordi, ma ha precisato che i cambiamenti climatici sono “causati dallo sviluppo industriale umano” e che l’obiettivo non è la sobrietà ecc. ma “la riduzione delle emissioni di CO2”. Il Sinodo si è così espresso su basi ideologiche di parte, abbracciando una tesi scientifica dalla quale dissentono oltre mille scienziati di livello internazionale . Qual è la differenza con coloro che costrinsero Galileo a rinnegare le proprie convinzioni scientifiche ? Dal punto di vista pratico, gli apprendisti scienziati sinodali non hanno il potere degli scienziati papali del Seicento e non possono costringere a nulla (grazie al Cielo!). Dal punto di vista ecclesiastico, si può invece che:

  1. in entrambi i casi una chiesa ha preso una posizione su un punto scientificamente dibattuto, facendo proprie le posizioni più conformiste (che nondimeno potrebbero rivelarsi corrette un giorno);
  2. all’epoca di Galileo, l’opposizione alle teorie astronomiche “ortodosse” era assai inferiore a quello che c’è oggi nei confronti del dogma del “riscaldamento globale causato dall’uomo”;
  3. a posizione della Chiesa Cattolica del ‘600 era basata sulla Bibbia, se pure malissimo interpretata; infatti, mai le Scritture dicono che il Sole ruota intorno alla Terra e le famose parole “il sole si fermò e la luna si arrestò” di Giosué 10:13, sono chiaramente una descrizione di carattere relativo (ancora oggi diciamo “il Sole tramonta” e non “la Terra ruota in modo tale che i monti a occidente coprono il Sole”), in cui verosimilmente si descrive l’impressione che il giorno durasse più del normale; semmai, dalle parole di Giosué si capisce proprio che ordinariamente è la Terra a muoversi, non il Sole, altrimenti non si vede che bisogno c’era di fermare anche la Luna dato che il punto era prolungare la luce del giorno;
  4. la posizione fatta propria dalla Chiesa Valdese di oggi è invece basata sul conformismo ai dogmi del politicamente corretto;
  5. la Chiesa Cattolica ha rivisto il processo e riabilitato Galileo.

Ringraziamo molto per l’augurio di sentire la Chiesa Valdese come propria casa, che sentiamo sincero e fraterno. Per questo preghiamo in tanti.

La Redazione

… che tenga in alto il nome e la Storia valdese e prenda ufficialmente le distanze dalle posizioni inaccettabili della dirigenza della Chiesa valdese

Il successo dell’iniziativa dipende anche da te, purchase che leggi queste righe

Noi crediamo che non si possa più accettare passivamente quanto sta accadendo nella Chiesa Valdese:

  • la Bibbia esplicitamente ritenuta secondaria rispetto a “interpretazioni” alla moda che ne rovesciano il messaggio;
  • la Confessione di Fede sottoscritta con solennità, thumb contraddetta con protervia;
  • emarginazione, censura e attacchi a chi vuole essere fedele alla Bibbia e alla Confessione di Fede;
  • trasparenza e meccanismi democratici in declino;
  • prese di posizioni politiche che suscitano ulteriore divisione e coinvolgono la Chiesa e tutti i suoi membri in diatribe che nulla hanno a che fare con la sua missione.

Chi non reagisce, inevitabilmente rafforza le posizioni prese da un vertice che non lo ascolta. Occorre prendere chiaramente le distanze dagli atti e dalle parole che riteniamo inaccettabili, e impegnarsi per ciò in cui si vuole continuare a credere.

 

Oltre alle adesioni, abbiamo ricevuto numerose domande che chiedono chiarimenti. Cerchiamo di rispondere:

A COSA SERVE ADERIRE?

L’adesione non è impegnativa. Significa semplicemente manifestare il desiderio di reagire in qualche modo allo snaturamento della Chiesa Valdese da parte di chi attualmente la dirige. Lo scopo è sapere chi è interessato a questa iniziativa per poter decidere insieme che cosa fare. Può darsi – speriamo di no – che qualcuno non si troverà d’accordo su quello che la maggioranza di coloro che aderiranno deciderà di fare e non vorrà più collaborare. Per questo che non intendiamo per ora pubblicare i nomi. ADERIRE È INDISPENSABILE PER INIZIARE. Non è questione di numeri: se uno non intende muoversi per ciò in cui crede forse non ci crede per davvero. Indipendentemente dal fatto che sia uno dei tre o uno dei tremila.

 

CHI PUÒ ADERIRE?

Chi si riconosce nella Confessione di Fede della Chiesa Valdese del 1655, scritta e approvata mentre infuriava una feroce persecuzione armata di francesi e piemontesi che miravano all’annientamento dei Valdesi. È una confessione evangelica riformata tutt’ora formalmente in vigore nella Chiesa Valdese, tanto che è quella che ancora oggi i pastori sottoscrivono al momento della consacrazione.

 

PUÒ ADERIRE CHI NON È MEMBRO DI CHIESA VALDESE?

Certamente sì. La Chiesa e la Storia Valdese di fedeltà sono un patrimonio di tutti gli evangelici e persino per tutti i cristiani. Nel Medioevo con il nome di Valdesi venivano indicate persone assai diverse fra loro, che avevano in comune una ricerca personale di fedeltà a Cristo, fuori dalle gerarchie papali. I protestanti di tutta Europa, fino almeno a metà del XIX secolo ritenevano che i Valdesi fossero portatori di una continuità apostolica di fedeltà al messaggio cristiano originale e da qui traevano una sorta di ulteriore legittimazione all’intera Riforma e a tutte le chiese protestanti. Solo in seguito è prevalsa, anche un po’ dogmaticamente, l’idea secondo cui i Valdesi sarebbero spuntati dal nulla alla fine del XII secolo e che per un caso le popolazioni delle Valli Valdesi si sarebbero convertite in massa alla predicazione dei seguaci di Valdo di Lione, benché sia chiaro che già duecento anni dopo, di questo ipotetico episodio non restava alcuna memoria, anzi, si affermava con certezza di essere fedeli al puro Vangelo “da tempo immemorabile”. Essere Valdesi è perciò rivendicare la fedeltà al Vangelo. L’affossamento del nome di Valdesi è un danno per tutti e tutti hanno il diritto (e forse il dovere) di difenderlo. Il nostro gruppo non vuole in nessun modo essere una chiesa ed è perciò perfettamente compatibile con l’appartenenza a una chiesa, valdese o no. 

 

COSA CAMBIA L’ADESIONE PER UN MEMBRO DI CHIESA VALDESE?

Nulla, se così vuole. Il suo impegno nella Chiesa, se c’è, non ha ragioni per cambiare. Molto, se vuole: potrà finalmente dire chiaro che è un Valdese che non si riconosce nella attuali degenerazioni, non presentandosi come un poveretto isolato ed emarginato, ma come parte di un gruppo riconoscibile. Potrà aumentare il proprio impegno per far valere le proprie opinioni, sapendo di non essere il solo a non volere andare al traino di altri di cui non condivide le idee.

 

CHI GUIDA QUESTO GRUPPO?

Nessuno. I nomi che accade di trovare in questo sito sono semplicemente quelli di coloro che hanno intrapreso o aderito a qualche iniziativa. Se ci sarà la necessità di nominare qualche figura di riferimento, secondo la lunghissima tradizione valdese, lo si farà con la regola della maggioranza e mantenendo questa figura come prima inter pares, temporanea e sotto il controllo degli altri aderenti.

 

QUAL’È IL NOME DI QUESTO GRUPPO?

Lo decideranno, a maggioranza e se possibile all’unanimità, gli aderenti. L’unica cosa che pare evidente è che il nome dovrà includere la parola “Valdesi”.

 

 

ORA LA DECISIONE È TUA. Scrivici.