\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Come possono continuare a fare i pastori ?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un invito.

Presentazione del libro: “Ragioni per Dio. La fede nell’era dello scetticismo”

La chiesa evangelica Breccia di Roma è lieta di invitare alla tavola rotonda sul libro di
Tim Keller, sildenafil  Ragioni per Dio. La fede nell’era dello scetticismo, physician  Torino, La Casa della Bibbia 2014, che si terrà

Sabato 17 gennaio 2015, ore 17.00. Accademia di Scienze Umane e Sociali. Viale Manzoni 24/c – Roma

Introduce: Gaspare Mura

Intervengono: Angela Ales Bello, Roberto Cipriani, Eric Noffke, Leonardo De Chirico
_________________________
Tim Keller è stato definito “il C.S. Lewis del XXI secolo” (Newsweek). È uno degli apologeti contemporanei più apprezzabili per sensibilità culturale e profondità spirituale. Vivendo nel contesto di una megalopoli che riflette una cultura decisamente secolarizzata, eppure profondamente religiosa, mostra come la fede cristiana non sia una scelta residuale e azzoppata dalla ragione moderna, ma una proposta “ragionevole” che regge la prova della vita, anche nello spazio pubblico. Autore di numerosi libri tradotti in tante lingue, in italiano è già uscito il volume Il Dio prodigo. Riscoprire il cuore della fede cristiana (2012), imperniato sulla parabola detta del figliol prodigo. In Ragioni per Dio Keller esamina le ricorrenti domandi poste alla fede cristiana, sia quelle suggerite dal dubbio tradizionale sia quelle rinfocolate dalle polemiche del “nuovo ateismo”: perché Dio permette la sofferenza nel mondo? Come può un Dio amorevole essere anche giusto? Perché tutte le religioni non sono tutte uguali? Perché la fede non deve essere lasciata solo alla dimensione privata?

Luca Zacchi
Riceviamo e volentieri pubblichiamo un invito.

Presentazione del libro: “Ragioni per Dio. La fede nell’era dello scetticismo”

La chiesa evangelica Breccia di Roma è lieta di invitare alla tavola rotonda sul libro di
Tim Keller, sildenafil  Ragioni per Dio. La fede nell’era dello scetticismo, physician  Torino, La Casa della Bibbia 2014, che si terrà

Sabato 17 gennaio 2015, ore 17.00. Accademia di Scienze Umane e Sociali. Viale Manzoni 24/c – Roma

Introduce: Gaspare Mura

Intervengono: Angela Ales Bello, Roberto Cipriani, Eric Noffke, Leonardo De Chirico
_________________________
Tim Keller è stato definito “il C.S. Lewis del XXI secolo” (Newsweek). È uno degli apologeti contemporanei più apprezzabili per sensibilità culturale e profondità spirituale. Vivendo nel contesto di una megalopoli che riflette una cultura decisamente secolarizzata, eppure profondamente religiosa, mostra come la fede cristiana non sia una scelta residuale e azzoppata dalla ragione moderna, ma una proposta “ragionevole” che regge la prova della vita, anche nello spazio pubblico. Autore di numerosi libri tradotti in tante lingue, in italiano è già uscito il volume Il Dio prodigo. Riscoprire il cuore della fede cristiana (2012), imperniato sulla parabola detta del figliol prodigo. In Ragioni per Dio Keller esamina le ricorrenti domandi poste alla fede cristiana, sia quelle suggerite dal dubbio tradizionale sia quelle rinfocolate dalle polemiche del “nuovo ateismo”: perché Dio permette la sofferenza nel mondo? Come può un Dio amorevole essere anche giusto? Perché tutte le religioni non sono tutte uguali? Perché la fede non deve essere lasciata solo alla dimensione privata?

Luca Zacchi
Riceviamo e volentieri pubblichiamo un invito.

Presentazione del libro: “Ragioni per Dio. La fede nell’era dello scetticismo”

La chiesa evangelica Breccia di Roma è lieta di invitare alla tavola rotonda sul libro di
Tim Keller, buy more about  Ragioni per Dio. La fede nell’era dello scetticismo, Torino, La Casa della Bibbia 2014, che si terrà

Sabato 17 gennaio 2015, ore 17.00. Accademia di Scienze Umane e Sociali. Viale Manzoni 24/c – Roma

Introduce: Gaspare Mura

Intervengono: Angela Ales Bello, Roberto Cipriani, Eric Noffke, Leonardo De Chirico
_________________________
Tim Keller è stato definito “il C.S. Lewis del XXI secolo” (Newsweek). È uno degli apologeti contemporanei più apprezzabili per sensibilità culturale e profondità spirituale. Vivendo nel contesto di una megalopoli che riflette una cultura decisamente secolarizzata, eppure profondamente religiosa, mostra come la fede cristiana non sia una scelta residuale e azzoppata dalla ragione moderna, ma una proposta “ragionevole” che regge la prova della vita, anche nello spazio pubblico. Autore di numerosi libri tradotti in tante lingue, in italiano è già uscito il volume Il Dio prodigo. Riscoprire il cuore della fede cristiana (2012), imperniato sulla parabola detta del figliol prodigo. In Ragioni per Dio Keller esamina le ricorrenti domandi poste alla fede cristiana, sia quelle suggerite dal dubbio tradizionale sia quelle rinfocolate dalle polemiche del “nuovo ateismo”: perché Dio permette la sofferenza nel mondo? Come può un Dio amorevole essere anche giusto? Perché tutte le religioni non sono tutte uguali? Perché la fede non deve essere lasciata solo alla dimensione privata?

Luca Zacchi
Come abbiamo già scritto, page il pastore valdese Alessandro Esposito tiene un blog sulla rivista intellettuale MicroMega, del grande gruppo editoriale Espresso/Repubblica. Come in ogni blog, ci sono degli interventi di lettori che commentano gli scritti dell’autore, il quale, dialogante e garbato (purché non lo si contraddica), spesso risponde. Una certa Ivana, gli ha strappato questa entusiastica replica:

Che dire, cara Ivana? Come di consueto il suo intervento si dimostra esaustivo, puntuale, ineccepibile. Lei ha il dono di rendere perfettamente comprensibili questioni complesse, che sovente gli “addetti ai lavori” provvedono a complicare ulteriormente. La sua costante partecipazione a questo blog lo rende più interessante e fruibile, accrescendone sensibilmente la qualità dei contenuti, della riflessione e del dialogo. Non posso fare altro, dunque, che ringraziarla per l’ennesima volta.

Con profonda stima

Alessandro Esposito

Che cosa il pastore ha definito “esaustivo, puntuale, ineccepibile”? Invitiamo i lettori a leggere tutta la pagina su MicroMega, ma alcune espressioni val la pena sottolinearle:

Qualunque interpretazione letterale dogmatica di testi ritenuti sacri è puro fondamentalismo. Per quanto riguarda la bibbia, è ormai tempo di superare la sudditanza nei suoi confronti. Il valore di «libro sacro» che questo testo ha per il Giudaismo e per il Cristianesimo, è stato di ostacolo, fino a tempi recenti, all’uso critico dei documenti.” A proposito della questione dell’autore del Pentateuco, la “ineccepibile” Ivana scrive: “Il fatto poi che Gesù nei vangeli citi Mosè, o che nell’episodio della “trasfigurazione” questi appaia agli apostoli insieme ad Elia non prova nulla circa l’esistenza del personaggio in questione. Evidentemente Gesù credeva, come i suoi correligionari, o mostrava di credere all’esistenza storica di Mosè. Che Gesù poi riferisca a sé il contenuto del versetto di Dt 18,15, è da attribuirsi a una sua tarda lettura in epoca giudaica e cristiana in senso messianico. Riguardo infine all’apparizione di Mosè in Mc 9 2-13, si tratta chiaramente di un artificio letterario adoperato dall’evangelista il quale doveva presumibilmente trovarsi alle prese con dei problemi della sua comunità che, pur avendo accettato il messaggio di Gesù, faceva difficoltà a rinunciare al patrimonio della Torah, della Legge, rappresentata appunto da Mosè.

Insomma, per un pastore valdese, non contraddetto finora da alcuno dei suoi colleghi (lo scritto di Esposito è del 26 novembre 2013), è ineccepibile ed esaustivo che: 

1) la Bibbia non è affidabile come fonte (un problema non da poco per chi afferma il principio della “Sola Scriptura”, come autorità dottrinale e di fede);

2) Mosè probabilmente non è esistito e certamente non ha scritto il Pentateuco;

3) nella migliore delle ipotesi Gesù “crede” a menzogne (quale sarebbe l’affermazione che Mosè ha scritto il Pentateuco), per cui, ben lontano da essere “vero Dio” come dice la Confessione di Fede Valdese, non è neppure un gran che come profeta; i musulmani ne hanno un’opinione assai migliore;

4) nella peggiore delle ipotesi (ma il solo fatto di proporla è ampiamente indicativo) “mostrava di credere” a una cosa che sapeva essere falsa, per cui era un ipocrita che trae in inganno i suoi seguaci, presumibilmente per non perderne scandalizzandoli, al pari di un demagogo da quattro soldi;

5) l’accenno negativo alla “tarda lettura messianica” ci dice che Ivana, e dunque il pastore Esposito che la ritiene “ineccepibile ed esaustiva”, non crede neppure che Gesù sia il Messia, che in italiano si dice alla greca “il Cristo”;

6) l’episodio della trasfigurazione è una invenzione dell’evangelista (sempre che sia esistito, si presume!) per imbrogliare gli Ebrei cui Gesù era piaciuto: avete paura che Gesù sia in contrasto con Mosè e i profeti? mi invento che Mosè e Elia sono apparsi insieme a Gesù, così veri che – pensate ! – Pietro voleva preparare loro una tenda, così li frego!

Sei punti su cui riflettere, e sui quali dovrebbero riflettere i colleghi del pastore Esposito e tutti coloro che li seguono.

 
Come abbiamo già scritto, information pills il pastore valdese Alessandro Esposito tiene un blog sulla rivista intellettuale MicroMega, clinic del grande gruppo editoriale Espresso/Repubblica. Come in ogni blog, ci sono degli interventi di lettori che commentano gli scritti dell’autore, il quale, dialogante e garbato (purché non lo si contraddica), spesso risponde. Una certa Ivana, gli ha strappato questa entusiastica replica:

Che dire, cara Ivana? Come di consueto il suo intervento si dimostra esaustivo, puntuale, ineccepibile. Lei ha il dono di rendere perfettamente comprensibili questioni complesse, che sovente gli “addetti ai lavori” provvedono a complicare ulteriormente. La sua costante partecipazione a questo blog lo rende più interessante e fruibile, accrescendone sensibilmente la qualità dei contenuti, della riflessione e del dialogo. Non posso fare altro, dunque, che ringraziarla per l’ennesima volta.

Con profonda stima

Alessandro Esposito

Che cosa il pastore ha definito “esaustivo, puntuale, ineccepibile”? Invitiamo i lettori a leggere tutta la pagina su MicroMega, ma alcune espressioni val la pena sottolinearle.

Qualunque interpretazione letterale dogmatica di testi ritenuti sacri è puro fondamentalismo. Per quanto riguarda la bibbia, è ormai tempo di superare la sudditanza nei suoi confronti. Il valore di «libro sacro» che questo testo ha per il Giudaismo e per il Cristianesimo, è stato di ostacolo, fino a tempi recenti, all’uso critico dei documenti.” A proposito della questione dell’autore del Pentateuco, la “ineccepibile” Ivana scrive: “Il fatto poi che Gesù nei vangeli citi Mosè, o che nell’episodio della “trasfigurazione” questi appaia agli apostoli insieme ad Elia non prova nulla circa l’esistenza del personaggio in questione. Evidentemente Gesù credeva, come i suoi correligionari, o mostrava di credere all’esistenza storica di Mosè. Che Gesù poi riferisca a sé il contenuto del versetto di Dt 18,15, è da attribuirsi a una sua tarda lettura in epoca giudaica e cristiana in senso messianico. Riguardo infine all’apparizione di Mosè in Mc 9 2-13, si tratta chiaramente di un artificio letterario adoperato dall’evangelista il quale doveva presumibilmente trovarsi alle prese con dei problemi della sua comunità che, pur avendo accettato il messaggio di Gesù, faceva difficoltà a rinunciare al patrimonio della Torah, della Legge, rappresentata appunto da Mosè.

Insomma, per un pastore valdese, non contraddetto finora da alcuno dei suoi colleghi (lo scritto di Esposito è del 26 novembre 2013), è ineccepibile ed esaustivo che: 

1) la Bibbia non è affidabile come fonte (un problema non da poco per chi afferma il principio della “Sola Scriptura”, come autorità dottrinale e di fede);

2) Mosè probabilmente non è esistito e certamente non ha scritto il Pentateuco;

3) nella migliore delle ipotesi Gesù “crede” a menzogne (quale sarebbe l’affermazione che Mosè ha scritto il Pentateuco), per cui, ben lontano da essere “vero Dio” come dice la Confessione di Fede Valdese, non è neppure un gran che come profeta;

4) nella peggiore delle ipotesi (ma il solo fatto di proporla è ampiamente indicativo) “mostrava di credere” a una cosa che sapeva essere falsa, per cui era un ipocrita che trae in inganno i suoi seguaci, presumibilmente per non perderne scandalizzandoli, al pari di un demagogo da quattro soldi;

5) l’accenno negativo alla “tarda lettura messianica” ci dice che Ivana, e dunque il pastore Esposito che la ritiene “ineccepibile ed esaustiva”, non crede neppure che Gesù sia il Messia, che in italiano si dice alla greca “il Cristo”;

6) l’episodio della trasfigurazione è una invenzione dell’evangelista (sempre che sia esistito, si presume!) per imbrogliare gli Ebrei cui Gesù era piaciuto: avete paura che Gesù sia in contrasto con Mosè e i profeti? mi invento che Mosè e Elia sono apparsi insieme a Gesù, così vero che Pietro voleva preparare loro una tenda, così li frego!

Sei punti su cui riflettere, e sui quali dovrebbero riflettere i colleghi del pastore Esposito e tutti coloro che li seguono.

 
Come abbiamo già scritto, unhealthy il pastore valdese Alessandro Esposito tiene un blog sulla rivista intellettuale MicroMega, ampoule del grande gruppo editoriale Espresso/Repubblica. Come in ogni blog, ci sono degli interventi di lettori che commentano gli scritti dell’autore, il quale, dialogante e garbato (purché non lo si contraddica), spesso risponde. Una certa Ivana, gli ha strappato questa entusiastica replica:

Che dire, cara Ivana? Come di consueto il suo intervento si dimostra esaustivo, puntuale, ineccepibile. Lei ha il dono di rendere perfettamente comprensibili questioni complesse, che sovente gli “addetti ai lavori” provvedono a complicare ulteriormente. La sua costante partecipazione a questo blog lo rende più interessante e fruibile, accrescendone sensibilmente la qualità dei contenuti, della riflessione e del dialogo. Non posso fare altro, dunque, che ringraziarla per l’ennesima volta.

Con profonda stima

Alessandro Esposito

Che cosa il pastore ha definito “esaustivo, puntuale, ineccepibile”? Invitiamo i lettori a leggere tutta la pagina su MicroMega, ma alcune espressioni val la pena sottolinearle:

Qualunque interpretazione letterale dogmatica di testi ritenuti sacri è puro fondamentalismo. Per quanto riguarda la bibbia, è ormai tempo di superare la sudditanza nei suoi confronti. Il valore di «libro sacro» che questo testo ha per il Giudaismo e per il Cristianesimo, è stato di ostacolo, fino a tempi recenti, all’uso critico dei documenti.” A proposito della questione dell’autore del Pentateuco, la “ineccepibile” Ivana scrive: “Il fatto poi che Gesù nei vangeli citi Mosè, o che nell’episodio della “trasfigurazione” questi appaia agli apostoli insieme ad Elia non prova nulla circa l’esistenza del personaggio in questione. Evidentemente Gesù credeva, come i suoi correligionari, o mostrava di credere all’esistenza storica di Mosè. Che Gesù poi riferisca a sé il contenuto del versetto di Dt 18,15, è da attribuirsi a una sua tarda lettura in epoca giudaica e cristiana in senso messianico. Riguardo infine all’apparizione di Mosè in Mc 9 2-13, si tratta chiaramente di un artificio letterario adoperato dall’evangelista il quale doveva presumibilmente trovarsi alle prese con dei problemi della sua comunità che, pur avendo accettato il messaggio di Gesù, faceva difficoltà a rinunciare al patrimonio della Torah, della Legge, rappresentata appunto da Mosè.

Insomma, per un pastore valdese, non contraddetto finora da alcuno dei suoi colleghi (lo scritto di Esposito è del 26 novembre 2013), è ineccepibile ed esaustivo che: 

1) la Bibbia non è affidabile come fonte (un problema non da poco per chi afferma il principio della “Sola Scriptura”, come autorità dottrinale e di fede);

2) Mosè probabilmente non è esistito e certamente non ha scritto il Pentateuco;

3) nella migliore delle ipotesi Gesù “crede” a menzogne (quale sarebbe l’affermazione che Mosè ha scritto il Pentateuco), per cui, ben lontano da essere “vero Dio” come dice la Confessione di Fede Valdese, non è neppure un gran che come profeta; i musulmani ne hanno un’opinione assai migliore;

4) nella peggiore delle ipotesi (ma il solo fatto di proporla è ampiamente indicativo) “mostrava di credere” a una cosa che sapeva essere falsa, per cui era un ipocrita che trae in inganno i suoi seguaci, presumibilmente per non perderne scandalizzandoli, al pari di un demagogo da quattro soldi;

5) l’accenno negativo alla “tarda lettura messianica” ci dice che Ivana, e dunque il pastore Esposito che la ritiene “ineccepibile ed esaustiva”, non crede neppure che Gesù sia il Messia, che in italiano si dice alla greca “il Cristo”;

6) l’episodio della trasfigurazione è una invenzione dell’evangelista (sempre che sia esistito, si presume!) per imbrogliare gli Ebrei cui Gesù era piaciuto: avete paura che Gesù sia in contrasto con Mosè e i profeti? mi invento che Mosè e Elia sono apparsi insieme a Gesù, così veri che – pensate ! – Pietro voleva preparare loro una tenda, così li frego!

Sei punti su cui riflettere, e sui quali dovrebbero riflettere i colleghi del pastore Esposito e tutti coloro che li seguono.

 
Come abbiamo già scritto, seek il pastore valdese Alessandro Esposito tiene un blog sulla rivista intellettuale MicroMega, story del grande gruppo editoriale Espresso/Repubblica. Come in ogni blog, ci sono degli interventi di lettori che commentano gli scritti dell’autore, il quale, dialogante e garbato (purché non lo si contraddica), spesso risponde. Una certa Ivana, gli ha strappato questa entusiastica replica:

Che dire, cara Ivana? Come di consueto il suo intervento si dimostra esaustivo, puntuale, ineccepibile. Lei ha il dono di rendere perfettamente comprensibili questioni complesse, che sovente gli “addetti ai lavori” provvedono a complicare ulteriormente. La sua costante partecipazione a questo blog lo rende più interessante e fruibile, accrescendone sensibilmente la qualità dei contenuti, della riflessione e del dialogo. Non posso fare altro, dunque, che ringraziarla per l’ennesima volta.

Con profonda stima

Alessandro Esposito

Che cosa il pastore ha definito “esaustivo, puntuale, ineccepibile”? Invitiamo i lettori a leggere tutta la pagina su MicroMega, ma alcune espressioni val la pena sottolinearle.

Qualunque interpretazione letterale dogmatica di testi ritenuti sacri è puro fondamentalismo. Per quanto riguarda la bibbia, è ormai tempo di superare la sudditanza nei suoi confronti. Il valore di «libro sacro» che questo testo ha per il Giudaismo e per il Cristianesimo, è stato di ostacolo, fino a tempi recenti, all’uso critico dei documenti.” A proposito della questione dell’autore del Pentateuco, la “ineccepibile” Ivana scrive: “Il fatto poi che Gesù nei vangeli citi Mosè, o che nell’episodio della “trasfigurazione” questi appaia agli apostoli insieme ad Elia non prova nulla circa l’esistenza del personaggio in questione. Evidentemente Gesù credeva, come i suoi correligionari, o mostrava di credere all’esistenza storica di Mosè. Che Gesù poi riferisca a sé il contenuto del versetto di Dt 18,15, è da attribuirsi a una sua tarda lettura in epoca giudaica e cristiana in senso messianico. Riguardo infine all’apparizione di Mosè in Mc 9 2-13, si tratta chiaramente di un artificio letterario adoperato dall’evangelista il quale doveva presumibilmente trovarsi alle prese con dei problemi della sua comunità che, pur avendo accettato il messaggio di Gesù, faceva difficoltà a rinunciare al patrimonio della Torah, della Legge, rappresentata appunto da Mosè.

Insomma, per un pastore valdese, non contraddetto finora da alcuno dei suoi colleghi (lo scritto di Esposito è del 26 novembre 2013), è ineccepibile ed esaustivo che: 

1) la Bibbia non è affidabile come fonte (un problema non da poco per chi afferma il principio della “Sola Scriptura”, come autorità dottrinale e di fede);

2) Mosè probabilmente non è esistito e certamente non ha scritto il Pentateuco;

3) nella migliore delle ipotesi Gesù “crede” a menzogne (quale sarebbe l’affermazione che Mosè ha scritto il Pentateuco), per cui, ben lontano da essere “vero Dio” come dice la Confessione di Fede Valdese, non è neppure un gran che come profeta;

4) nella peggiore delle ipotesi (ma il solo fatto di proporla è ampiamente indicativo) “mostrava di credere” a una cosa che sapeva essere falsa, per cui era un ipocrita che trae in inganno i suoi seguaci, presumibilmente per non perderne scandalizzandoli, al pari di un demagogo da quattro soldi;

5) l’accenno negativo alla “tarda lettura messianica” ci dice che Ivana, e dunque il pastore Esposito che la ritiene “ineccepibile ed esaustiva”, non crede neppure che Gesù sia il Messia, che in italiano si dice alla greca “il Cristo”;

6) l’episodio della trasfigurazione è una invenzione dell’evangelista (sempre che sia esistito, si presume!) per imbrogliare gli Ebrei cui Gesù era piaciuto: avete paura che Gesù sia in contrasto con Mosè e i profeti? mi invento che Mosè e Elia sono apparsi insieme a Gesù, così vero che Pietro voleva preparare loro una tenda, così li frego!

Sei punti su cui riflettere, e sui quali dovrebbero riflettere i colleghi del pastore Esposito e tutti coloro che li seguono.

 
Alessio Rando ci ha inviato questo commento, seek all’articolo precedente.

Io non capisco e non comprendo come dei cosiddetti «pastori» possano appoggiare tali menzogne e continuare a fare i pastori. Come possono la domenica mattina predicare nel nome di un personaggio per loro inventato!? Se per loro il Vangelo è solo una menzogna, online allora perché non si dimettono e non si cercano un altro lavoro e lascino fare il pastore ad una persona consacrata che crede nella verità dell’Evangelo? Se ciò che dice la Bibbia per loro è falso, perché continuano a perdere tempo a studiarla e a predicarla? Facessero qualcos’altro, in cui credono!

3 Responses to “Come possono continuare a fare i pastori ?”

  1. “Possono” essere pastori, come ne ho incontrati tanti, perché, di fatto, interpretano il cristianesimo come una tappa, un ramo (utile per noi), dell’evoluzione filosofico, religiosa e culturale dell’umanità verso il mondo “adulto”, privo di religione (senza più “miti religiosi”, “senza più né paradisi né inferni”, dove l’essere umano confida in sé stesso e nelle proprie “migliori risorse” per gestire alla meglio la propria vita personale e collettiva, costruendo i propri principi etici su “diritti”, “bene comune”, ecc. guidati dalla scienza… E’ “l’ideale” dell’illuminismo, della massoneria, dell’ONU, dell’umanismo religioso. “Che bello”, si direbbe… Lo sognavano i filosofi ed i teologi tedeschi (a cui bevono a piene mani), lo sognava Bonhoeffer quando, “precorrendo i tempi” parlava in positivo del “cristianesimo secolarizzato”, seguito da Harvey Cox ed altri. E’ il mondo dove “tutte le religioni” si danno “ecumenicamente” la mano e collaborano per edificare l’umanità …di Star Trek o quella cantata da John Lennon in “Imagine”, superando i propri “settarismi” e reinterpretando i propri “miti” secondo i principi dell’umanismo. Sì, “che bello…”, direbbero tanti (che non hanno mai conosciuto un’autentica conversione al Cristo delle Scritture). E’ logico che di fronte a tutti questi “grandi ideali” noi saremmo solo dei reazionari, degli antidiluviani, ostinati sostenitori di idee superate e che andrebbero “reinterpretate”… Solo che il mondo che loro sognano sono le chimere, le illusioni, di un mondo senza più déi dove l’essere umano è Dio e legge a sé stesso. Non è né più né meno che l’antico inganno di Satana, “sarete come Dio”. Se ci pensate bene, tutte le loro idee (non importa con quale nome, teologo o filosofo le definiscono) sono espressione solo del grande antico inganno del passato, riciclate e reimbellettate in ogni nuova generazione. Per noi è “roba già vista e sentita”, per loro (ingannati) sono “l’ultima novità”, “l’apice dell’evoluzione”. I loro non solo sono inganni, ma anche fallimenti, come il fallimento degli ideali socialisti e comunisti che un tempo abbracciavano. Di fronte a quei fallimenti e al fallimento costante dell’umanesimo ottimista oggi, frustrati non sanno più dove aggrapparsi solo per essere l’inevitabile vittima di nuove tirannie (magari quella islamica). Poveretti, poveri illusi, ingannati e autoingannati, che brancolano nel buio delle loro filosofie, aspettando che qualche nuovo filosofo o scienziato li salvi con qualche altra “nuova idea”: “Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo” (Colossesi 2:8).

  2. Luca Zacchi scrive:

    Condivido appieno quanto scrive Paolo

Leave a Reply

*

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

Link Consigliati

                 

Visitatori 2010 : 43.446

Visitatori 2011 : 81.694

Visitatori 2012(fino a al 13 Novembre) : 85.636

Statistiche visitatori dal 14-11-2012

  • 2056523Totale Visitatori:
  • 113Oggi:
  • 935Ieri:
  • 5498Ultimi 7 giorni:
  • 18194Questo mese:

Visitatori Online

Articoli Recenti