\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

I “Valdesi” comandano Bergoglio o viceversa?

Papa Bergoglio in adorazione di una statua di legno della “Nostra Signora del Rosario di Fatima”

La consonanza fra la Chiesa “Valdese” istituzionale e Papa Bergoglio è più che mai forte in questi giorni. Viene da chiedersi chi dei due soggetti comandi l’altro. L’unica cosa certa è che l’unico capo della Chiesa è Gesù Cristo. Né lui né i suoi discepoli fecero mai della cittadinanza romana una battaglia. Eppure, se Gesù (o Stefano) avesse avuto la cittadinanza romana, come l’aveva l’apostolo Paolo, non avrebbe potuto essere né flagellato prima di essere condannato, né condannato a morte prima di essere portato a Roma, come appunto accadde a Paolo. Però, “stranamente”, Gesù, Paolo, Stefano e i loro seguaci si occuparono di altre cose: diffondere la Buona Novella, esortare alla conversione e ad investigare le Scritture.

Conosci il vero Dio? – Culto di domenica 18 giugno 2017

 Il nostro mondo è un vero “supermercato delle religioni”. Ce n’è per tutti i gusti e preferenze. Popolari sono pure le “scatole di montaggio” per farci noi stessi i nostri idoli, quelli che meglio rispondono alle nostre aspirazioni. Lo stesso c’era nel mondo antico, come quando l’apostolo Paolo aveva visitato la città di Atene e predicatovi l’Evangelo di Cristo. Paolo, però, non si compiace di tanta religione, anzi, ne attacca frontalmente la fallacia. È ciò che deve udire anche la nostra generazione. Esaminiamolo dal testo di Atti 17:15-34.

Domenica 18 giugno 2017 – Seconda Domenica dopo Pentecoste

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 29 Come possiamo arrivare a godere dei benefici risultanti dalla redenzione operata da Cristo?

Testi biblici: Genesi 18:1-15; Salmi 116:1-2, 12-19; Romani 5:1-8; Matteo 9:35-10:8,9-23

Salmo da cantare: 115 [No, non a noi (Ginevrino)]

Preghiera: O Signore, che mai manchi di soccorrere e governare coloro che porti a temerti e ad adorati: Preservaci, te ne preghiamo, sotto la protezione della tua buona provvidenza, e fa sì che abbiamo in perpetuo timore ed amore per il tuo santo nome; per Gesù Cristo, nostro Signore. Amen.

Predicazione: Conosci il vero Dio?

[Non segue le letture del lezionario]

Versione video: https://youtu.be/vl_OSYtqi4s

Collegamenti:

———
Paolo Castellina

Coinvolti nella straordinaria ricchezza di Dio – Culto di domenica 11 giugno 2017

Per noi cristiani Dio non è un concetto astratto o un’entità lontana ma, così come si rivela in Cristo e attraverso tutta la Bibbia, è una realtà di infinita ricchezza che ci arricchisce senza misura. Di questa esperienza è segno il Battesimo, amministrato nel Nome di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, cioè nella pregnanza della Sua santissima Trinità: tre Persone in un solo Dio. La fede in Dio in quanto Trinità distingue la fede cristiana da qualunque altra ed ha profonde implicazioni sulla nostra vita. Oggi vediamo come, a partire da Matteo 28:19-20.

Domenica 11 giugno 2017 – Domenica della Trinità

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 28 In che cosa consiste l’esaltazione di Cristo?

Testi biblici: Genesi 1:1–2:4; Salmi 8; 2 Corinzi 13:11–13; Matteo 28:16-20

Salmo da cantare: Salmo 8 – Nostro Signor, noi tutti t’adoriamo (Ginevrino).

Preghiera: Onnipotente ed eterno Dio, che hai dato ai Tuoi servi la grazia, mediante la confessione di una vera fede, di riconoscere la gloria dell’eterna Trinità e, nella potenza della tua divina maestà, di adorarne l’unità, ti imploriamo di mantenerci perseveranti in questa fede e sempre di più difenderci da ogni avversità, tu che vivi e regni, un solo Dio, nei secoli dei secoli. Amen.

Predicazione: Coinvolti nella straordinaria ricchezza di Dio (Matteo 28:19-20).

Versione video: https://youtu.be/BDLRNTvZNPI

Collegamenti:

———
Paolo Castellina

La risposta alla nostra perenne insoddisfazione – Culto della domenica di Pentecoste 4 giugno 2017

. L’acqua è un elemento essenziale per la nostra vita. il nostro corpo ne ha bisogno di molta e di pulita per poter vivere sano. Molte sono oggi le popolazioni che hanno grande carenza di acqua e per l’acqua vi combattono anche guerre. Aver sete  però, è anche simbolo di una vita priva di soddisfazioni. I beni di questo mondo non hanno mai soddisfatto né soddisferanno mai veramente. Il Salvatore Gesù Cristo, nel testo biblico che esaminiamo quest’oggi (Giovanni 7:37-39), dice: “Se qualcuno ha sete, venga a me e beva”. Che cosa intende dire e perché egli è l’unico che veramente possa soddisfare la vita umana?

Domenica 4 giugno 2017 – Pentecoste

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 27. In che cosa consiste l’umiliazione di Cristo?

Testi biblici: Atti 2:1-21; Salmi 104:24-34, 35; 1 Corinzi 12:3b-13; Giovanni 7:37–39

Salmo da cantare: 104 [L'anima mia l'Eterno loderà (Ginevrino)].

Preghiera: Signore Iddio, che in questo tempo hai istruito i cuori del tuo popolo fedele mandando loro la luce del tuo Spirito Santo, concedici, tramite lo stesso Spirito, di avere in ogni cosa un retto giudizio, e sempre di pù di rallegrarci nella tua santa consolazione; per i meriti di Gesù Cristo, nostro salvatore, che vive e rega con Te nell’unità dello stesso spirito, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.

Predicazione: La risposta alla nostra perenne insoddisfazione (Giovanni 7:37-39).

Versione video: https://youtu.be/jcquTi34CH4

Collegamenti:

———
Paolo Castellina

Chiesa Valdese e Metodista: le origini della crisi (2). Una unione senza successo

Proseguiamo la pubblicazione dell’articolo di Giuseppe Rai

Ricordiamo tutti la promessa fatta da Dio ad Abraamo, di fare di lui il padre di una discendenza così numerosa da non potersi contare. Però Abraamo, che era ormai vecchio e che col passare del tempo stava perdendo la fiducia nella promessa di Dio, pensò di dovere (o potere) lui fare qualcosa per salvare la situazione, così visto che sua moglie Sara era già avanti con gli anni e incapace di procreare, pensò di concepire un figlio con Agar, la sua giovane serva, e dopo un po’ ecco che nasce Ismaele, il figlio della carne. Dio però aveva ben altri progetti e dopo aver lasciato che Abraamo si rendesse conto del suo ingenuo errore o della sua mancanza di fede, ribadisce che il figlio della promessa doveva nascere da Sara, sua moglie, e non dalla serva. A tempo debito nacque Isacco, il figlio della promessa, anche se Ismaele rimase e Dio, per amore di Abraamo, riservò anche a lui un futuro.

Possibile ritratto di Claudio, vescovo di Torino (775?-840?) considerato dai valdesi, fino almeno al XIX secolo, parte della storia valdese. Di qui il nome dell’editrice valdese Claudiana

Quanto oltre mezzo secolo fa le due Chiese (Valdese e Metodista) cominciarono a rendersi conto che il loro futuro era incerto a causa del calo di vocazioni, sentivano di dover trovare una soluzione, ma quella che hanno poi trovato, il Patto d’Integrazione, era tutta umana, come quella di Abraamo con Agar, e il Patto che ne è nato ha generato Ismaele e non Isacco!

La Chiese Valdese e quella Metodista, pur condividendo alcuni aspetti, in altri sono molto diverse e sono proprio queste diversità che lungi dall’arricchire le due chiese, come sperato gli autori del Patto, hanno invece finito per contribuire a spegnere entrambe, condannandole ad una lenta e inesorabile agonia.

La Chiesa Valdese, la più antica Chiesa Evangelica, che ha aderito alla Riforma, ma che di fatto l’ha preceduta di tre secoli, è sempre stata una “Chiesa di popolo”; la potremmo definire un Israele in chiave Cristiano-protestante; perseguitata, peregrina tra Italia, Svizzera e Francia, ha la sua forza proprio nella sua identità di Popolo-Chiesa. L’evangelizzazione non è mai stata una delle sue principali vocazioni, anche se ci sono state conversioni nel corso dei secoli, i Valdesi erano assai più attenti a conservare la loro fede/identità di piccolo popolo eletto. Potremo dire che Valdesi si nasce… la sua teologia è quella Calvinista, e con questo abbiamo spiegato chi sono i Valdesi.

La Chiesa Metodista, nata nel settecento da una costola della Chiesa

John Wesley (1703-1791), fondatore della Chiesa Metodista, benché la sua intenzione fosse quella di dare nuovo vigore a quella anglicana

Anglicana, in Italia è arrivata come chiesa missionaria nell’ottocento; evangelizzare gli ultimi è stato da sempre la sua missione e la sua forza. Quella Metodista è una tipica chiesa del risveglio e anche la sua teologia originaria risente molto del percorso di santificazione individuale e della grazia, nel senso Arminiano del termine.

In sostanza la storia delle due chiese ha ben poco in comune, se non il fatto che entrambe in Italia sono state unite dal comune antipapismo di risorgimentale memoria, e da uno schieramento politico dei loro membri nelle correnti massoniche nell’anteguerra e nella sinistra italiana nel secondo dopoguerra.

Un abbraccio che ci assicura per sempre – Culto di domenica 28 maggio 2017

Mangiare assieme celebra e rinsalda la comunione di famigliari ed amici. Per i cristiani esso assume un particolare significato perché celebra e rinsalda la nostra comunione con il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e fra di noi come suo corpo. Prima della sua sofferenza e morte Gesù fa un’ultima cena con i suoi discepoli celebrando e rinsaldando il suo amore per loro che giunge fino a dare per loro la sua vita stessa. In quell’occasione Gesù prega Dio Padre affinché egli li protegga per il tempo e l’eternità. Dal testo di Giovanni 17:1-11 scopriamo come non solo quella preghiera riguardi anche noi ma come ci insegni quattro verità fondamentali.

Domenica 28 Maggio 2017 – Settima Domenica di Pasqua

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 26 In che modo Cristo esegue il compito di Re?

Testi biblici: Atti 1:6-14; 1 Pietro 4:12-14; 5:6-11; Giovanni 17:1-11; Salmi 68:1-10, 33-36

Salmo da cantare: 68 [Che Dio si levi (Ginevrino)].

Preghiera: O Dio, Re di gloria, tu hai esaltato tuo Figlio Gesù Cristo facendolo trionfare ed entrare nel tuo regno in cielo. Non lasciarci privi di conforto, ma manda il Tuo Spirito Santo a rafforzarci, per esaltarci alla fine là dove il Salvatore Gesù Cristo ci ha preceduto; lui che vive e regna con te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, nella gloria eterna. Amen.

Predicazione: Un abbraccio che ci assicura per sempre (Giovanni 17:1-11).

Versione video: https://youtu.be/fyvgxJUUvVw

Collegamenti:

———
Paolo Castellina

​Navigando verso la meta sospinti dal “vento giusto” – Culto di domenica 21 maggio

Dove sta andando la storia umana? Verso un inarrestabile progresso? Verso il caos e l’autodistruzione? In corsi e ricorsi sempre uguali?  Da nessuna parte? No, la storia umana segue il corso stabilito da Dio e si muove verso gli obiettivi che Egli ha stabilito. Di questi piani Egli ne ha dato intelligenza al suo popolo. Ce ne parla il testo biblico di questa settimana: Giovanni 16:13-15.

Domenica 14 Maggio 2017 – Quinta Domenica di Pasqua

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 25 In che modo Cristo esegue il compito di Sacerdote?

Testi biblici: Atti 17:22-31; 1 Pietro 3:13-22; Giovanni 14:15-21; Salmi 66:7-18

Salmo da cantare: 66 [Popoli in coro, orsù lodate (Ginevrino).

Preghiera: Oh Dio, che hai preparato per coloro che ti amano cose che vanno ben oltre la nostra comprensione: riversa nel nostro cuore un tale amore verso di Te che noi, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa, si ottenga ciò che Tu prometti, che va ben oltre a quanto noi si potrebbe desiderare; per Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, nei secoli dei secoli. Amen.

Predicazione: Navigando verso la meta sospinti dal “vento giusto” (Giovanni 16:13-15)

Versione video: https://youtu.be/rQIH39viQuE

Collegamenti:

———
Paolo Castellina

Chiesa Valdese e Metodista: le origini della crisi

di Giuseppe Rai

Giuseppe Rai ha già scritto su questo sito, sia pure sotto pseudonimo. Lo ringraziamo per questo nuovo contributo, questa volta con il suo nome, che pubblichiamo in diverse parti, data la sua lunghezza.

Non ci sono più dubbi ormai, dentro la Chiesa lo ammettono da più parti; la Chiesa Valdese (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi) è in crisi! Una crisi che coinvolge diversi aspetti della vita ecclesiale, dei quali quello numerico, con un progressivo ed inarrestabile calo dei membri, è soltanto il più evidente, la punta dell’iceberg di una crisi molto più vasta e profonda.

Fino a pochi anni fa, di fronte ad un progressivo declino dei numeri, la risposta che l’establishment si e ci dava, era soltanto quella di “ignorare il problema” o tuttalpiù di consolarsi con il fatto che anche le altre Chiese (storiche) soffrivano dello stesso fenomeno; adesso però i numeri, i maledetti numeri (membri di Chiesa e contribuzioni) costringono tutti, a cominciare dai Pastori e dal resto dell’establishment, ad affrontare il problema, senza più nascondere la testa sotto la sabbia.

Che cos’è che non va nella Chiesa Valdese? Qual è la causa del suo progressivo “svuotamento”?

Dare una risposta non è facile, o meglio lo è, però così facendo si corre il rischio di banalizzare. Se sottoponessimo tutta la questione ad un gruppo di fedeli di un’altra Chiesa Cristiana, tra quelle che invece di essere in crisi sono in espansione, e nel giro di pochi giorni ci direbbero subito quali sono le cose che non vanno da noi, facendo un semplice confronto con la loro realtà.

Senza scomodare questi fratelli però, possiamo anche noi fare un’analisi interna per cercare le radici dei mali che ci affliggono.

Il nostro “male” non è cosa recente, ma ha origini lontane, almeno mezzo secolo, se non oltre, e se oggi si è cronicizzato, è solo perché durante gli ultimi cinquant’anni non si è voluto trovare una cura adeguata (poi vedremo anche il perché).

Cominciamo dal cd “Patto d’integrazione” di cui si è recentemente ricordato il quarantennale; Valdesi e Metodisti nel 1975 hanno deciso di trovare una via comune di testimoniare l’Evangelo in Italia. Durante le celebrazioni dell’anniversario si è più volte sottolineato come questo Patto abbia funzionato bene e come le sue origini siano state dettate dai molti punti di comunione che già allora legavano le due Chiese, Valdesi e Metodiste.

Non c’è dubbio che, al di là delle differenze teologiche delle due confessioni, che non pregiudicavano una comune azione di testimonianza, a giocare a favore del Patto sono state, da un lato la convergenza su molti temi etico-sociali e dall’altro la necessità di ottimizzare le forze (esigue) nella testimonianza. Questa seconda motivazione, però, denotava già allora la consapevolezza da parte dell’establishment delle due Chiese, dello stato di difficoltà che entrambe stavano attraversando già da diverso tempo (calo di vocazione e difficoltà di evangelizzare in una società sempre più laica e secolare). Unire le forze è quindi sembrata la soluzione più ovvia, ma purtroppo anche quella più “a buon mercato”, e come si sa, le soluzioni a buon mercato, o in termini biblici, quelle dettate dall’umano discernimento, che però non tengono veramente conto dell’opinione di Dio, produco molto spesso dei risultati deludenti, se non addirittura controproducenti a lungo andare.

(prima parte – continua)

Una predicazione che innesca una rivoluzione? – CULTO DI DOMENICA 14 MAGGIO 2017

La predicazione cristiana può suscitare in chi l’ascolta reazioni violente? Il più delle volte oggi, tutto quello che suscita sono spesso solo sbadigli ed attacchi di sonno per la noia di dover udire banalità inconcludenti che, in ogni caso, non turbano nessuno. Non così la predicazione fedele dell’Evangelo animata dallo Spirito Santo. È quello che succede dopo la predicazione di Stefano la cui risposta esaminiamo quest’oggi nel testo biblico di Atti 7:54-60.

Domenica 14 Maggio 2017 – Quinta Domenica di Pasqua

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 24. In che modo Cristo adempie al compito di Sacerdote?

Testi biblici: Atti 7:55-60; 1 Pietro 2:2-10; Giovanni 14:1-14; Salmi 31:1-5, 15-16

Salmo da cantare: 31 [Signor, fa' si ch'io non sia confuso (Ginevrino)].

Preghiera: Onnipotente Iddio, che vita eterna è conoscerti veramente: Concedici di conoscere Tuo figlio così perfettamente come via, verità e vita, che noi si possa perseveranti seguire i Suoi passi sulla via che conduce a vita eterna; per Gesù Cristo, Tuo figlio, nostro Signore, che vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo, un solo Dio, nei secoli dei secoli. Amen.

Predicazione: Una predicazione che innesca una rivoluzione?

Versione video: https://youtu.be/AZtHJLWvYqg

Collegamenti:

———
Paolo Castellina

Nuove sorprese dalla Bibbia, fin “dal principio” (6). Un messaggio dal Pentateuco, nascosto per più di 3mila anni

Come abbiamo detto nelle parti precedenti (la prima, la seconda, la terza, la quarta, la quinta), esattamente all’inizio di Genesi e Esodo si trova la parola תורה , cioè “torah”, nome ebraico del Pentateuco, scritto nel modo normale, cioè da destra a sinistra, saltando 49 lettere dalla prima “t”, e – molto vicino all’inizio di Numeri e Deuteronomio, la si trova scritta a rovescio, saltando rispettivamente 49 e poi 48 lettere. Come avevamo già anticipato, in Levitico non si osserva questo fenomeno. Ma qualcuno ha cercato e cercato, come dice l’apostolo Paolo ha investigato le scritture, e nel terzo libro del Pentateuco ha trovato qualcos’altro. Ha trovato il nome di Dio nell’Antico Testamento, il “quadrilittero sacro”, quella parola, che si scrive יהוה , che gli Ebrei non leggono, dicendo invece

Il primo verso del Levitico. Nei cerchietti rossi, la parola “Yahwe”, con sette lettere di intervallo tra una lettera e l’altra

“Adonai”, cioè “il mio signore” quando la incontrano. Se pronunciata come si scrive dovrebbe essere “yahwe”, la stessa parola da cui i Testimoni di Geova prendono il nome. E dove si trova questa parola? Partendo dalla prima “y” del primo capitolo, poi saltando sette lettere ogni volta fino ad arrivare a alle quattro lettere della parola, come si vede nell’immagine qui a fianco. È evidente che l’intervallo di sette lettere è molto significativo. Sette è il numero biblico per eccellenza e 49, l’intervallo che si è riscontrato in Genesi, Esodo e Numeri, è sette volte sette. In Deuteronomio troviamo un intervallo di 48 lettere, ma questo vuol dire che ogni volta si deve leggere la quarantanovesima (7 volte 7).

Il messaggio è fortissimo: come proviamo a evidenziare nella figura qui a fianco, ci sono quattro dei cinque libri del Pentateuco convergono a indicare quello centrale. In altre parole al centro dell’insegnamento (questo è il significato proprio di “torah”, che molti traduttori rendono con “legge”; in entrambi i casi la cosa funziona benissimo), c’è Dio.

Vediamo quante probabilità ci sono che si tratti di un’ulteriore coincidenza. Proviamo ad essere il più severi possibile e diciamo che la parola “yahwe” che si trova in Levitico non è l’unica che possiamo immaginare, in quella posizione, anche se è difficile pensarne una più appropriata. Potrebbe forse esserci “elohim”, altra parola usata per indicare Dio, o un’altra parola ancora. E aggiungiamo che l’intervallo di 7 lettere è una possibilità in più rispetto a 49: in altre parole, se l’intervallo fosse stato di 49 lettere l’avremmo considerato lo stesso significativo. Nonostante questo, la probabilità che si verifichino le quattro particolarità che abbiamo visto nei precedenti capitoli in Genesi, Esodo, Numeri e Deuteronomio, e in più quella illustrata in questa parte a proposito del Levitico, è una su 3200 trilioni (una su 3.200.000.000.000.000). Che tu compri un solo biglietto della Lotteria d’Italia e vinca, e poi tu faccia la stessa cosa l’anno prossimo è 12 volte più probabile che accada rispetto a questo.

Insomma: NON È UN CASO. È chiaramente un fatto voluto. Rimasto nascosto migliaia di anni, finché un gruppo di studiosi l’ha scoperto circa 70 anni fa.

Nella prossima e ultima puntata vedremo quali sono le implicazioni di questo.

(sesta e penultima puntata)

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

Link Consigliati

                 

Visitatori 2010 : 43.446

Visitatori 2011 : 81.694

Visitatori 2012(fino a al 13 Novembre) : 85.636

Statistiche visitatori dal 14-11-2012

  • 1290152Totale Visitatori:
  • 337Oggi:
  • 1797Ieri:
  • 8831Ultimi 7 giorni:
  • 35987Questo mese:

Visitatori Online

Articoli Recenti