\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Qual (buon) vento ti porta? – Culto di domenica 23 luglio 2017

Settima Domenica dopo Pentecoste

“Qual buon vento ti porta?”: cosÌ dice chi riceve la visita di qualcuno che non vedeva da tempo. E’ un modo di dire. Di fatto, però, vi sono diversi tipi di “venti” o pulsioni che guidano l’essere umano, sia interiori che quelle che provengono dall’esterno. Dove spingono queste pulsioni? Verso la sicurezza di un porto, oppure verso le rocce sulle quali la nostra barca si sfracellerà? Verso ciò che è bene o ciò che è male? È ciò che esamineremo quest’oggi sulla base del testo di Romani 8:12-17.

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 34 Che cos’è l’adozione?

Testi biblici: Genesi 28:10-19; Salmi 139: 1-11, 22-23; Romani 8:12-25; Matteo 13:24-30,36-43

Salmo da cantare: 139 [Or Tu mi conosci o mio Signor (Ginevrino)].

Preghiera: Onnipotente Iddio, fonte di ogni sapienza, tu conosci quali che siano le nostre necessità prima ancora che te le esponiamo e la nostra ignoranza nel chiederti ciò che maggiormente avremmo bisogno, abbi compassione della nostra debolezza e, nella tua misericordia, dacci quelle cose che noi, nella nostra indegnità, non osiamo chiederti e che nella nostra cecità non ti chiediamo; per la dignità del tuo Figlio Gesù Cristo, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.

Predicazione: Qual buon vento ti porta?

Versione video: https://youtu.be/d_UyYGVSchk

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Paolo Castellina

Non parole impotenti ma efficaci – Culto di domenica 16 luglio 2017

Sesta Domenica dopo Pentecoste

Da troppi pulpiti si sentono solo banalità inconcludenti e luoghi comuni, parole magari belle e altisonanti di buoni propositi umanistici ma del tutto impotenti a smuovere la gente e cambiare veramente le cose. Sono discorsi che non sanno impartire la forza interiore necessaria per metterli in pratica, per far cambiare mentalità e condotta. Rimangono parole al vento, formalità, esercizi retorici che illudono chi li fa e chi li ascolta.  Il vangelo autentico di Gesù Cristo è ben altro: è mettere in contatto chi lo ascolta con la forza rigenerante di Dio in Cristo, la sola che porta al ravvedimento ed all’azione. Lo esaminiamo quest’oggi attraverso l’esperienza di cui parla l’apostolo Paolo in: Romani 8:1-11.Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 33 Che cos’è la giustificazione?

Testi biblici: Genesi 25:19-34; Salmi 119:105-112; Romani 8:1-11; Matteo 13:1-9,18-23Salmo da cantare: Salmo 119:19-34 [Beato l'uomo che con giusto piè (Ginevrino)].Preghiera: O Signore, ricevi misericordiosamente le preghiete del tuo popolo che ti invoca e concedi che esso possa conoscere e comprendere le cose che deve fare, come pure che possa avere la grazia e la potenza di compierle fedelmente; per Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.Predicazione: Non parole impotenti ma efficaci (Romani 8:1-11)Versione video: Questa settimananon ho prodotto la versione video della mia predicazione. Avrebbe superato molto la mezz’ora, ma non ho voluto accorciarla, credendo che sia tutta importante!Collegamenti:

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Paolo Castellina

In un video degli avventisti, una storia valdese dal 321 al 1848

Si intitola “Israel of the Alps” e in tre parti di meno di mezz’ora ciascuna racconta la storia valdese, dalle origini a quando “molto della loro antica eredità apostolica è andato perduto e molte loro credenze erano compromesse” e “sono stati coinvolti in un’ondata di ecumenismo che li ha indotti a rinunciare alla loro totale dipendenza dalla Bibbia e il loro zelo misionario nel diffondere la verità di Dio”, cosa che collocano a metà dell’Ottocento. Questi avventisti vedono se stessi come i continuatori della fedeltà valdese alle Scritture, abbandonata dai valdesi stessi e sottolineano il fatto che i Valdesi, prima dell’adesione alla Riforma, osservavano il sabato e non la domenica come “giorno del riposo”. Infine, fanno coincidere il declino dei Valdesi con il sorgere della Chiesa Avventista e dunque intorno allametà del XIX secolo.

Il video prende il titolo dal libro Israël des Alpes di Alexis Muston, e ne accetta anche la tesi “tradizionale”, secondo cui i Valdesi traggono origine dall’epoca dell’imperatore Costantino (inizio IV secolo) mantenendo pura la loro dottrina apostolica mentre la chiesa di Roma si stava compromettendo con il morente paganesimo e con il potere imperiale. Una visione interessante per chi non ha difficoltà con la lingua inglese. Assai opinabile la parte finale con la curiosa sostituzione dei Valdesi con gli Avventisti, ma che ci sia un declino in atto è fin troppo evidente.

Infine, è bello che qualcuno ricordi la straordinaria figura di Alexis Muston, uno dei più grandi valdesi di ogni tempo, oggi snobbato: il suo libro principale, Israël des Alpes, non è mai stata tradotta in italiano e

Alexis Muston (1810-1888)

oggi non è più stampata da molto tempo. Apprezzata dai grandi storici dell’epoca, tanto da dare al Muston una fama straordinaria, è stata ben presto messa da parte perché ha la “colpa” di non accettare ciò che è ormai diventato un dogma storiografico: cioè che la popolazione di quella vasta area delle Alpi a lungo dominata dai Valdesi, prima di Valdo di Lione fosse rigidamente osservante delle novità introdotte dal papato romano e poi si sia convertita in massa alla “nuova” dottrina dei seguaci del lionese. Al di là dei giudizi storiografici, Israël des Alpes riporta con grande trattazione delle fonti, ciò che i Valdesi hanno creduto di essere “da tempo immemorabile” fino a poco più di cento anni fa.

 

 

La conoscenza che più vale – Culto di domenica 9 luglio 2017

Domenica 9 luglio 2017 – Quinta Domenica dopo Pentecoste

A giudicare dai mezzi di informazione di cui disponiamo, potremmo dire di essere la generazione più informata che vi sia mai stata nella storia dell’umanità. Ciononostante, la conoscenza di ciò che come singoli e società ci potrebbe salvare, la conoscenza di ciò che ci è rivelato in Gesù Cristo e nella Bibbia, sia relativamente rara, anzi, largamente disprezzata e sottovalutata. A questo riguardo Gesù, nel testo biblico che oggi consideriamo (Matteo 11:25-29), fa “una riflessione ad alta voce”. Ci parla delle sapienti discriminazioni che Dio opera; la fonte della conoscenza che più conta, chi conosce come stiano le cose in realtà; e infine un invito a deporre tutto fiduciosamente alla sua cura.

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 32 Quali benefici conseguono in questa vita coloro che sono chiamati efficacemente?

Testi biblici: Genesi 24:34-38, 42-49, 58-67; Salmi 45: 11-18; o Cantico 2:8-13; Romani 7:15-25; Matteo 11:16-19, 25-30

Salmo da cantare: 45 [Voglio narrar (Ginevrino)]

Preghiera: Dio, ci hai insegnato ad osservare i tuoi comandamenti amando te ed il nostro prossimo. Concedici la grazia del tuo Santo Spirito, affinché possiamo a essere a te consacrati con tutto il nostro cuore, e uniti l’uno all’altro con puro affetto; per Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, nei secoli dei secoli. Amen.

Predicazione: La conoscenza che più vale.

Versione video: https://youtu.be/p_0Adnc6Uck

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Paolo Castellina

Fare esperienza di Colui che provvede – Culto di domenica 2 luglio 2017

Essere cristiani significa aver ricevuto la grazia di essere innestati come membri del popolo eletto di Dio, la cui storia risale fino alle antichità più lontane. La Bibbia registra quali sono i personaggi e gli avvenimenti più importanti e fondanti di questo popolo. È il nostro prezioso “libro di famiglia” che, oltre a parlarci del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, presenta personaggi emblematici come Abramo, modello per noi di fede e di impegno. Il testo biblico di questa settimana ci parla della prova di fede a cui era stato sottoposto Abramo in Genesi 22:1-14. Che cosa può insegnarci per il nostro cammino di fede? Vediamo.

Domenica 2 luglio 2017 – Quarta Domenica dopo Pentecoste

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 31 Che cos’è la vocazione efficace?

Testi biblici: Genesi 22:1-14; Salmi 13; Romani 6:12-23; Matteo 10:40-42

Salmo da cantare: Salmo 13 – O mio Signor, per quanto ancor (Ginevrino).

Preghiera: Iddio onnipotente, hai edificato la tua Chiesa sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendone Gesù Cristo stesso la pietra angolare: Concedici di essere tanto legati strettamente nell’unità dello Spirito con il tuo insegnamento, affinché noi diventiamo un tempio santo che ti sia accettevole; per Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo.

Predicazione: Fare esperienza di Colui che provvede.

Versione video: https://youtu.be/WHtrzrKdwCY

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Paolo Castellina

I “Valdesi” comandano Bergoglio o viceversa?

Papa Bergoglio in adorazione di una statua di legno della “Nostra Signora del Rosario di Fatima”

La consonanza fra la Chiesa “Valdese” istituzionale e Papa Bergoglio è più che mai forte in questi giorni. Viene da chiedersi chi dei due soggetti comandi l’altro. L’unica cosa certa è che l’unico capo della Chiesa è Gesù Cristo. Né lui né i suoi discepoli fecero mai della cittadinanza romana una battaglia. Eppure, se Gesù (o Stefano) avesse avuto la cittadinanza romana, come l’aveva l’apostolo Paolo, non avrebbe potuto essere né flagellato prima di essere condannato, né condannato a morte prima di essere portato a Roma, come appunto accadde a Paolo. Però, “stranamente”, Gesù, Paolo, Stefano e i loro seguaci si occuparono di altre cose: diffondere la Buona Novella, esortare alla conversione e ad investigare le Scritture.

Conosci il vero Dio? – Culto di domenica 18 giugno 2017

 Il nostro mondo è un vero “supermercato delle religioni”. Ce n’è per tutti i gusti e preferenze. Popolari sono pure le “scatole di montaggio” per farci noi stessi i nostri idoli, quelli che meglio rispondono alle nostre aspirazioni. Lo stesso c’era nel mondo antico, come quando l’apostolo Paolo aveva visitato la città di Atene e predicatovi l’Evangelo di Cristo. Paolo, però, non si compiace di tanta religione, anzi, ne attacca frontalmente la fallacia. È ciò che deve udire anche la nostra generazione. Esaminiamolo dal testo di Atti 17:15-34.

Domenica 18 giugno 2017 – Seconda Domenica dopo Pentecoste

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 29 Come possiamo arrivare a godere dei benefici risultanti dalla redenzione operata da Cristo?

Testi biblici: Genesi 18:1-15; Salmi 116:1-2, 12-19; Romani 5:1-8; Matteo 9:35-10:8,9-23

Salmo da cantare: 115 [No, non a noi (Ginevrino)]

Preghiera: O Signore, che mai manchi di soccorrere e governare coloro che porti a temerti e ad adorati: Preservaci, te ne preghiamo, sotto la protezione della tua buona provvidenza, e fa sì che abbiamo in perpetuo timore ed amore per il tuo santo nome; per Gesù Cristo, nostro Signore. Amen.

Predicazione: Conosci il vero Dio?

[Non segue le letture del lezionario]

Versione video: https://youtu.be/vl_OSYtqi4s

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Paolo Castellina

Coinvolti nella straordinaria ricchezza di Dio – Culto di domenica 11 giugno 2017

Per noi cristiani Dio non è un concetto astratto o un’entità lontana ma, così come si rivela in Cristo e attraverso tutta la Bibbia, è una realtà di infinita ricchezza che ci arricchisce senza misura. Di questa esperienza è segno il Battesimo, amministrato nel Nome di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, cioè nella pregnanza della Sua santissima Trinità: tre Persone in un solo Dio. La fede in Dio in quanto Trinità distingue la fede cristiana da qualunque altra ed ha profonde implicazioni sulla nostra vita. Oggi vediamo come, a partire da Matteo 28:19-20.

Domenica 11 giugno 2017 – Domenica della Trinità

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 28 In che cosa consiste l’esaltazione di Cristo?

Testi biblici: Genesi 1:1–2:4; Salmi 8; 2 Corinzi 13:11–13; Matteo 28:16-20

Salmo da cantare: Salmo 8 – Nostro Signor, noi tutti t’adoriamo (Ginevrino).

Preghiera: Onnipotente ed eterno Dio, che hai dato ai Tuoi servi la grazia, mediante la confessione di una vera fede, di riconoscere la gloria dell’eterna Trinità e, nella potenza della tua divina maestà, di adorarne l’unità, ti imploriamo di mantenerci perseveranti in questa fede e sempre di più difenderci da ogni avversità, tu che vivi e regni, un solo Dio, nei secoli dei secoli. Amen.

Predicazione: Coinvolti nella straordinaria ricchezza di Dio (Matteo 28:19-20).

Versione video: https://youtu.be/BDLRNTvZNPI

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Paolo Castellina

La risposta alla nostra perenne insoddisfazione – Culto della domenica di Pentecoste 4 giugno 2017

. L’acqua è un elemento essenziale per la nostra vita. il nostro corpo ne ha bisogno di molta e di pulita per poter vivere sano. Molte sono oggi le popolazioni che hanno grande carenza di acqua e per l’acqua vi combattono anche guerre. Aver sete  però, è anche simbolo di una vita priva di soddisfazioni. I beni di questo mondo non hanno mai soddisfatto né soddisferanno mai veramente. Il Salvatore Gesù Cristo, nel testo biblico che esaminiamo quest’oggi (Giovanni 7:37-39), dice: “Se qualcuno ha sete, venga a me e beva”. Che cosa intende dire e perché egli è l’unico che veramente possa soddisfare la vita umana?

Domenica 4 giugno 2017 – Pentecoste

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.

D/R 27. In che cosa consiste l’umiliazione di Cristo?

Testi biblici: Atti 2:1-21; Salmi 104:24-34, 35; 1 Corinzi 12:3b-13; Giovanni 7:37–39

Salmo da cantare: 104 [L'anima mia l'Eterno loderà (Ginevrino)].

Preghiera: Signore Iddio, che in questo tempo hai istruito i cuori del tuo popolo fedele mandando loro la luce del tuo Spirito Santo, concedici, tramite lo stesso Spirito, di avere in ogni cosa un retto giudizio, e sempre di pù di rallegrarci nella tua santa consolazione; per i meriti di Gesù Cristo, nostro salvatore, che vive e rega con Te nell’unità dello stesso spirito, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.

Predicazione: La risposta alla nostra perenne insoddisfazione (Giovanni 7:37-39).

Versione video: https://youtu.be/jcquTi34CH4

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Paolo Castellina

Chiesa Valdese e Metodista: le origini della crisi (2). Una unione senza successo

Proseguiamo la pubblicazione dell’articolo di Giuseppe Rai

Ricordiamo tutti la promessa fatta da Dio ad Abraamo, di fare di lui il padre di una discendenza così numerosa da non potersi contare. Però Abraamo, che era ormai vecchio e che col passare del tempo stava perdendo la fiducia nella promessa di Dio, pensò di dovere (o potere) lui fare qualcosa per salvare la situazione, così visto che sua moglie Sara era già avanti con gli anni e incapace di procreare, pensò di concepire un figlio con Agar, la sua giovane serva, e dopo un po’ ecco che nasce Ismaele, il figlio della carne. Dio però aveva ben altri progetti e dopo aver lasciato che Abraamo si rendesse conto del suo ingenuo errore o della sua mancanza di fede, ribadisce che il figlio della promessa doveva nascere da Sara, sua moglie, e non dalla serva. A tempo debito nacque Isacco, il figlio della promessa, anche se Ismaele rimase e Dio, per amore di Abraamo, riservò anche a lui un futuro.

Possibile ritratto di Claudio, vescovo di Torino (775?-840?) considerato dai valdesi, fino almeno al XIX secolo, parte della storia valdese. Di qui il nome dell’editrice valdese Claudiana

Quanto oltre mezzo secolo fa le due Chiese (Valdese e Metodista) cominciarono a rendersi conto che il loro futuro era incerto a causa del calo di vocazioni, sentivano di dover trovare una soluzione, ma quella che hanno poi trovato, il Patto d’Integrazione, era tutta umana, come quella di Abraamo con Agar, e il Patto che ne è nato ha generato Ismaele e non Isacco!

La Chiese Valdese e quella Metodista, pur condividendo alcuni aspetti, in altri sono molto diverse e sono proprio queste diversità che lungi dall’arricchire le due chiese, come sperato gli autori del Patto, hanno invece finito per contribuire a spegnere entrambe, condannandole ad una lenta e inesorabile agonia.

La Chiesa Valdese, la più antica Chiesa Evangelica, che ha aderito alla Riforma, ma che di fatto l’ha preceduta di tre secoli, è sempre stata una “Chiesa di popolo”; la potremmo definire un Israele in chiave Cristiano-protestante; perseguitata, peregrina tra Italia, Svizzera e Francia, ha la sua forza proprio nella sua identità di Popolo-Chiesa. L’evangelizzazione non è mai stata una delle sue principali vocazioni, anche se ci sono state conversioni nel corso dei secoli, i Valdesi erano assai più attenti a conservare la loro fede/identità di piccolo popolo eletto. Potremo dire che Valdesi si nasce… la sua teologia è quella Calvinista, e con questo abbiamo spiegato chi sono i Valdesi.

La Chiesa Metodista, nata nel settecento da una costola della Chiesa

John Wesley (1703-1791), fondatore della Chiesa Metodista, benché la sua intenzione fosse quella di dare nuovo vigore a quella anglicana

Anglicana, in Italia è arrivata come chiesa missionaria nell’ottocento; evangelizzare gli ultimi è stato da sempre la sua missione e la sua forza. Quella Metodista è una tipica chiesa del risveglio e anche la sua teologia originaria risente molto del percorso di santificazione individuale e della grazia, nel senso Arminiano del termine.

In sostanza la storia delle due chiese ha ben poco in comune, se non il fatto che entrambe in Italia sono state unite dal comune antipapismo di risorgimentale memoria, e da uno schieramento politico dei loro membri nelle correnti massoniche nell’anteguerra e nella sinistra italiana nel secondo dopoguerra.

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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