\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Lo Spirito Santo è… maschio o femmina?

Lo Spirito Santo è un “lui”, una “lei”, o un “esso”, “maschile, femminile, o neutro”?
Non sorprende che Dio, come ha rivelato se stesso attraverso la storia biblica e in modo supremo in Gesù Cristo, venga bistrattato dall’umanità empia e ribelle che, quando non lo nega apertamente, crede di doverlo “adattare” e conformare alle filosofie e religioni di questo mondo perché, così come egli si è rivelato “non gli sta bene”.Com’è esplicitato nel Nuovo Testamento, Dio è Trinità: nella sua unità ed unicità vi sono tre persone in rapporto fra di loro: Dio il Padre, Dio il Figlio e Dio lo Spirito Santo, che si assumono, in perfetta armonia, compiti diversi. I Credo della Chiesa antica, ricevendo e sistematizzando l’insegnamento delle Sacre Scritture, lo hanno egregiamente precisato, stabilendo così, una volta per sempre, il contenuto della fede cristiana. Questo, però, non ha messo a tacere gli oppositori dell’ortodossia che, contraddicendosi fra di loro, continuano a contestarla in un modo o in un altro, mettendo in questione persino la grammatica della lingua che, inevitabilmente, Dio ha scelto di usare per comunicare sé stesso alla creature umane.

Chi o “che cosa” è lo Spirito Santo? Un errore comune è riferirsi allo Spirito Santo” come ad un “esso”, cosa che la maggior parte delle traduzioni bibliche sono attente ad evitare. Lo Spirito Santo è una chiaramente una persona. Porta gli attributi della personalità ed intrattiene rapporti personali. Ha intuizioni (1 Corinzi 2:10-11). Conosce cose, il che implica un intelletto (Romani 8:27). Ha una volontà (1Corinzi 12:11). Convince di peccato (Giovanni 16:8), opera miracoli (Atti 8:39), guida (Giovanni 16:13). Intercede fra le persone (Romani 8:26). Deve essere ubbidito (Atti 10:19-20). È possibile mentirgli (Atti 5:3), resistergli (Atti 7:51), amareggiarlo (Efesini 4:30), bestemmiarlo (Matteo 12:31), persino insultarlo (Ebrei 10:29). Si rapporta agli apostoli (Atti 15:28) e con gli altri membri della Trinità (Giovanni 16:14; Matteo 28:19; 2 Corinzi 13:14). La personalità dello Spirito Santo è presentata incontestabilmente nella Bibbia, ma che dire del suo “genere”?

Linguisticamente è chiaro che la la terminologia teistica maschile domina le Scritture: essa è quella che Dio ha scelto di utilizzare. Sia nell’Antico sia nel Nuovo Testamento ci si riferisce a Dio con pronomi maschili. Nomi specifici di Dio (ad es. Yahweh, Elohim, Adonai, Kyrios, Theos ecc.) sono tutti di genere maschile. A Dio non viene mai dato un nome femminile o in suo riferimento vengono usati pronomi femminili. La cosa sarebbe ben stata teoricamente possibile, visto l’esempio delle religioni circostanti – non si vede il perché la fede ebraica avrebbe dovuto essere maggiormente “maschilista” delle altre. Per tutto il Nuovo Testamento allo Spirito Santo ci si riferisce al maschile, sebbene la parola per “spirito” in sé stessa (pneuma) sia di genere neutro. Il termine ebraico per “spirito” (ruach) è femminile in Genesi 1:2, ma in greco o in ebraico il genere di una parola non ha nulla a che fare con l’identità di genere.

Teologicamente parlando, dato che lo Spirito Santo è Dio, possiamo fare affermazioni su di lui in sintonia con le affermazioni generali che la Bibbia fa di Dio. Dio è spirito, in contrapposizione a ciò che è fisico o materiale. Dio è invisibile ed è spirito (non-corpo) /(Giovanni 4:24; Luca 24:39; Romani 1:20). Ecco perché mai una cosa materiale è stata usata per rappresentare Dio (Esodo 20:4). Se il genere è un attributo del corpo, allora uno spirito non ha un genere. Dio, nella sua essenza, non ha genere.

Le identificazioni di genere nella Bibbia per quanto riguarda Dio non sono univoche. Molti pensano che la Bibbia presenti Dio esclusivamente in termini maschili, ma questo non è il caso. Nel libro di Giobbe è detto che Dio “da alla luce” e si rappresenta come una madre in Isaia. Gesù descrive il Padre come una donna che cerca una moneta perduta in Luca 15 (e sé stesso come una “chioccia” in Matteo 23:37). In Genesi 1:26-27 Dio dice: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina”. L’immagine di Dio comprende il maschio e la femmina – non semplicemente l’uno o l’altro. Questo è ulteriormente confermato in Genesi 5:2, che è tradotto: “li creò maschio e femmina, li benedisse e diede loro il nome di «uomo», nel giorno che furono creati”. Il termine ebraico “adam” significa “essere umano”: il contesto lo mostra chiaramente. Quindi, in qualunque grado l’umanità è fatta ad immagine di Dio, la questione del genere è irrilevante.

Le immagini maschili nella rivelazione, però, non sono prive di significato. La seconda volta che di Dio è detto specificatamente di essere rivelato attraverso un’immagine fisica è quando viene chiesto a Gesù di mostrare il Padre ai suoi discepoli, in Giovanni 14. Egli risponde al versetto 9: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: “’Mostraci il Padre’”? L’apostolo Paolo rende chiaro che Gesù era “Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura” (Colossesi 1:15). Quel versetto è incuneato in una sezione che dimostra la superiorità di Cristo su tutta la creazione. Le religioni più antiche credevano in un panteon – sia déi che dee – degne d’essere adorate. Il carattere distintivo giudeo-cristiano, però, è la sua fede in un Creatore supremo. Il linguaggio maschile si presta meglio al rapporto fra Creatore e creatura. Così come l’uomo entra in una donna dall’esterno per renderla incinta, così Dio crea l’universo dall’esterno piuttosto che dall’interno… Così come una donna non può da sé rendersi incinta, così l’universo non può creare sé stesso. Paolo fa eco di questo in 1 Timoteo 2:12-14 dove fa riferimento all’ordinamento creazionale come un modello per quello della chiesa.

Alla fin fine, qualunque sia la nostra spiegazione teologica, il fatto è che Dio ha scelto di far uso esclusivo di termini maschili per riferirsi a sé stesso persino nelle metafore. Attraverso la Bibbia egli ci insegna a come parlare di lui, e lo fa in termini relazionali maschili. Così, sebbene lo Spirito Santo in essenza non sia né maschio né femmina, a lui ci si riferisce propriamente in termini maschili in virtù del suo rapporto con la creazione ed alla rivelazione biblica. Non c’è assolutamente alcuna base biblica per considerare “femminile” il membro della Trinità Spirito Santo. Tutto il resto sono solo speculazioni e pretesti per avallare ideologie di questo mondo, speculazioni e pretesti per altro basati sulla relativizzazione critica del testo biblico. Se ci si discosta dal principio che tutte le Sacre Scritture ebraiche e cristiane sono Parola di Dio, senza riserve, così come la maggior parte dei cristiani hanno creduto e credono nel corso dei secoli e tutt’oggi, rispettando ed accettando tutto il modo in cui Dio ha scelto di rivelarsi, allora inevitabilmente si partirà per la tangente delle interpretazioni sempre più folli e distanti dal fondamento identitario della fede cristiana.

Paolo Castellina

Il Sinodo valdese approverà il ‘Documento sulla famiglia’. Contro la Bibbia, nell’anno del ‘SOLA SCRIPTURA’

Con il consueto disprezzo per le regole, prima che il Sinodo, massima autorità della

Casa Valdese di Torre Pellice. Qui si svolge il Sinodo

Chiesa (a parte ovviamente Gesù Cristo), abbia votato, abbondano annunci, conferenze stampa e interviste di giubilo per l’avvenuta approvazione del “Documento sulle famiglie”.

Il “Documento sulle famiglie” che il Sinodo sta per approvare è già stato oggetto di  una ampia analisi su questo sito, ma si può riassumere il tutto in poche parole:

-         il Documento sul Matrimonio del 1971 è basato sulla Bibbia;

-         il Documento sulle Famiglie del 2017 è basato su recenti ideologie e sulle mode culturali e sotto culturali di questi anni.

Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro. Ma vale la pena approfondire.

Il documento esordisce affermando che “la Chiesa Valdese da alcuni anni sta affrontando un dibattito inerente la comunione di coppia e la vita familiare”. Di che dibattito stanno parlando? Quello dove il presidente del Sinodo 2010 ha proibito di parlare di un appello firmato da quaranta membri di chiesa tra cui un pastore? Quello dove l’unico organo di informazione che esprime dissenso, cioè valdesi.eu, viene “deplorato” dal Sinodo con un ordine del giorno che dice il falso? Quello dove di quanto hanno detto i pastori delle comunità “etniche” si viene a sapere solo indirettamente, un anno dopo, grazie ad allusioni che scivolano nel razzismo, contenute nella relazione al Sinodo seguente? Quello dove si nega addirittura l’esistenza di un dissenso, e dunque si ammette chiaramente di non aver nessuna intenzione di aprire un dibattito? Quello nel quale non si vuole far sapere che una pastora e professora di teologia ha detto davanti a un milione di telespettatori che avere relazioni sessuali con uomini e donne è un dono di Dio?

E, se anche ci fosse, a che serve un dibattito nel 2017, se fin dal 2007 una pastora

La toga con facciole che indossano i pastori e le pastore

ha pubblicamente dichiarato di benedire le coppie omosessuali e un altro lo ha fatto con tanto di giornalisti che lo hanno – non smentiti – definito “matrimonio” nel 2010, prima che il Sinodo decidesse in merito? Che senso ha approvare nel 2010 le benedizioni e modificare il Documento della famiglia solo nel 2017?

La Commissione che ha elaborato il Documento che – a quanto risulta – il Sinodo non modificherà di una virgola (magari si facesse così nell’affrontare la Parola di Dio), è totalmente composta da persone che in merito hanno le stesse idee e cioè erano fin dall’inizio per un radicale distacco dalle Scritture, e queste persone hanno dialogato anche con persone al di fuori della Chiesa, purché fossero schierate in partenza sulle stesse loro posizioni.

La commissione, del resto, “è stata ridenominata <<famiglie, matrimonio, coppie, genitorialità>>”. Un nome che è tutto un programma e sarebbe interessante sapere chi l’ha rinominata, visto che il testo usa un ambiguo verbo passivo. Il plurale “famiglie” significa che qualunque cosa è famiglia, dunque si cancella quanto scritto nel precedente atto, il Documento sul matrimonio, approvato dal Sinodo del 1971 con ben altre modalità, ad esempio mettendo al centro la Bibbia, ora praticamente accantonata. La parola “coppie” significa che si includono anche coppie non sposate e “genitorialità” dice che si accetta totalmente la disgiunzione tra procreazione e essere genitori per dare alle coppie omosessuali il diritto di privare un bambino di uno dei genitori al fine di farne “il loro figlio”, un vero e proprio sacrificio umano sull’altare del dio “Gender”.

Il Documento, anziché basarsi sulla Bibbia, fa ampio riferimento al Sinodo

Il Sinodo dei vescovi sulla famiglia

straordinario sulla famiglia in ambito cattolico romano”, o meglio, alle interpretazioni più ampie delle tesi più spinte presentate in quel consesso. Nel menzionare le differenze che permangono con i Cattolici, non viene menzionata quella vera, cioè che noi ci basiamo sulla Sola Scriptura (con tutto quel che segue, incluso il fatto che per noi il matrimonio non è un sacramento), di cui ci si dovrebbe ricordare con tutto il parlare dei 500 anni di Lutero, ma che “per noi” il matrimonio parrebbe essere qualsiasi aggregazione sociale “basata su un legame di solidarietà”, come sentiamo tante volte ripetere. Orbene, poiché mai la Scrittura dice né suggerisce questo, mentre sono ben chiare le sue parole contro l’omosessualità, la “colpa” dei cattolici –in questo caso – sarebbe quella di attenersi maggiormente alla Scrittura! Cosa peraltro in declino con l’avanzare del bergoglianesimo.

Il Documento afferma poi che “la famiglia presunta «naturale» è in realtà regolata dallo Stato che definisce per legge quali vincoli affettivi possano dirsi famiglia, ma non bisogna dimenticare che la legislazione è influenzata dai cambiamenti socio-culturali”. Non arriva proprio a dire che la famiglia è stata inventata dallo Stato, ma ci arriva molto vicino. Il fatto che, per natura, solo l’unione uomo-donna sia feconda non conta, né il fatto che la specie umana, avendo dei piccoli che per anni non sono autosufficienti, non sarebbe sopravvissuta senza un rapporto duraturo tra l’uomo e la donna. In nome della celebrazione dell’omosessualità dimenticano persino il tanto vezzeggiato Darwin, le cui teorie generalmente sono considerate dogma.

Il testo aggiunge che “[o]ltre alle leggi, lo Stato interviene a modellare la famiglia anche attraverso le politiche sociali”! Insomma, chi ha un legame di affetto, di attrazione e di fedeltà verso la propria moglie o il proprio marito lo fa perché lo Stato dà le detrazioni fiscali, un certificato di matrimonio e la pensione di reversibilità? Oltre allo statalismo, torna anche un iper-materialismo ideologico!

Segue il decisivo, fortemente ambiguo: “Il protestantesimo invita a concepire ogni famiglia come un nucleo di esistenze imperniate sulla vocazione, sulla formazione di un legame duraturo e sull’alleanza di grazia con Dio. Le nuove forme di famiglia sono a volte percepite come una messa in crisi della cosiddetta «famiglia tradizionale», in realtà possono essere un contributo alla riflessione sulla vocazione dei/ delle credenti: si creano così le condizioni per vivere tutte le forme di famiglia in modo cristiano, senza però «cristianizzarle» ma mantenendo quella distanza critica che consente di relativizzare ogni forma di famiglia.”

Nuovi tipi di “famiglie”

Belle le parole sul legame duraturo e molto suggestive quelle “sull’alleanza di grazia con Dio”, ma dove sta l’alleanza se si fa il contrario di quanto Dio, nella Sua parola, più volte dice? Notevole il tentativo – fallito – di spiegare che le cosiddette “nuove forme di famiglia” non danneggiano la famiglia tradizionale, perché sono “un contributo alla riflessione sulla vocazione dei credenti”: e che significa? Parole parole, finalizzate a “relativizzare ogni forma di famiglia”, cioè “relativizzare” anche la parola di Dio, che nella Scrittura è molto specifica su cosa è famiglia e cosa non lo è: chiamare “famiglia”, ciò che la Bibbia definisce “abominio” è un bell’esempio di relativizzazione. Detto più chiaramente, il punto vero è infischiarsene della parola di Dio e di Dio stesso, ma – per non scandalizzare troppo i contribuenti della Chiesa (non quelli che firmano l’8 per mille che non si scandalizzano per nulla) – lo si fa con frasi nebulose. Del resto, se la Parola di Dio non conta in generale, si può tranquillamente rottamare anche “il tuo parlare sia sì sì, no no”.

Il documento dice anche che per accedere alla benedizione/matrimonio occorre dichiarare la “volontà di vivere l’unione secondo l’insegnamento dell’evangelo”. Una unione omosessuale secondo l’insegnamento dell’evangelo? Evidentemente anche la parola “evangelo” è flessibile e peraltro usata qui in modo anomalo: da nessuna parte nella Confessione di fede valdese si dice o si suggerisce che i quattro Evangeli abbiano una natura diversa, men che meno contrastante, rispetto al resto della Bibbia. E comunque nell’Evangelo di Matteo si dice “Non pensate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; io non sono venuto per abrogare, ma per portare a compimento” (5:17). E nell’Evangelo di Luca: “è più facile che passino il cielo e la terra, piuttosto che cada un sol apice della legge” (16:17).

Nel punto 5 della “Introduzione” si leggono queste parole:

…includendo i rapporti tra persone dello stesso sesso che nelle chiese valdesi e metodiste sono accolte e che, dopo sofferto dibattito causato da una cultura plurisecolare di discriminazione, hanno potuto iniziare un cammino verso il riconoscimento della loro realtà di amore e comprensione reciproca con la richiesta di benedizione della loro unione”.

Qui il Documento potrebbe anche terminare: senza dare neppure l’ombra di una giustificazione scritturale, che infatti non esiste (l’unica brevissima citazione biblica nelle prime tre lunghe pagine in realtà è una citazione del Documento del 1971, e non c’entra nulla con l’omosessualità) dice tre cose molto pesanti.

1)      “Discriminare” in sé può non essere negativo: il giudice deve discriminare il colpevole dall’innocente, il medico deve discriminare il malato dal sano, ma qui è chiaro che si intende una cosa equivalente alla discriminazione razziale. Dunque il Documento sinodale dà qui dei “discriminatori”, nel senso di “razzisti”, a coloro che all’interno della chiesa si sono opposti alle benedizioni per le unioni omosessuali. Si noti che, nonostante la menzogna ripetuta cento volte della “larga maggioranza”, solo il 58% dei membri del Sinodo 2010 votarono a favore di queste benedizioni, dunque il restante 42% è marchiato di “discriminazione” para-razzista. Si noti anche che quell’ordine del giorno lasciava le chiese locali libere di approvarle o meno: ora però il Sinodo 2015 dice che chi non le approva è equiparabile al razzista. Viene fuori un’ipocrisia veramente straordinaria: nel 2010, pur di ottenere l’approvazione delle benedizioni gay si violò uno dei fondamenti dell’ordinamento della Chiesa Valdese (a partire dal patto dell’Unione del 1561, rinnovato con l’Unione delle Valli del 1571, confermato nel 1647 e nel 1658) che assegnano senza ombra di dubbio al Sinodo le decisioni di questa portata. Ma fu solo un meschino compromesso di cui gli artefici stessi non condividevano il contenuto, perché ora si dice chiaramente che chi non si adegua alla nuova dottrina è una persona, o una chiesa locale, indegna. Non era un compromesso, ma un inganno premeditato.

2)      A chi si oppone alla celebrazione liturgica dell’omosessualità non riconosce neppure la dignità di vedere menzionate le proprie motivazioni, magari per dire che sono sbagliate. No: solo il marchio d’infamia di essere equiparati ai razzisti.

3)      La Bibbia è ormai combattuta in modo talmente profondo che una presa di posizione su basi bibliche, in questo caso la contrarietà alla celebrazione liturgica dell’omosessualità, non può neppure più essere definita come tale.

4)      È chiaro che il giudizio di “discriminazione” equiparabile al razzismo non riguarda solo chi si oppone oggi alla celebrazione (si potrebbe quasi dire “adorazione”) dell’omosessualità, ma va esteso a tutti i valdesi del passato. Infatti si dice che è una discriminazione “plurisecolare”, e dunque tutti sono marchiati, fino a Valdo di Lione e a chi c’era prima di lui, e certamente fino all’apostolo Paolo e a Mosè, autore del Levitico. Sparisce dunque anche l’altra finzione ipocrita che giustifica la deriva omosessualista, quella secondo la quale l’evoluzione storica fa sì che oggi l’omosessualità vada considerata in modo diverso dal passato. No, per la nuova religione l’omosessualità è una verità assoluta fin dalla creazione, forse è il “logos” stesso del Vangelo di Giovanni. Dunque il marchio d’infamia va anche a Dio stesso, poiché la Bibbia, compresi i libri di Mosè e le lettere di Paolo, è parola di Dio. Siamo infatti alla bestemmia più radicale. La Parola di Dio è respinta in modo radicale, sostituita dall’ideologia gender-omosessualista. Abiura e apostasia.

E ciò può ben essere la fine di questo commento, e non solo di esso.

Sinodo valdese: rinnegata la Confessione di Fede del 1655 – Sostituita con un’altra, non cristiana

Come preannunciato dal breve messaggio del fratello Diego Fiumarella, il Sinodo Valdese, ha – indirettamente ma solennemente – rinnegato la Confessione di fede del 1655, tutt’ora – se ben si cerca – indicata come fondamento della fede della Chiesa Valdese ufficiale. Ciò, oltre che dal sito internet (che nel mondo di oggi è però ciò che maggiormente viene percepito), emerge dal fatto che la Confessione del 1655 è il documento più importante delle Discipline valdesi (purtroppo non disponibili online, ma solo in edizione cartacea).

Le Discipline valdesi sono “una cosuccia”: dicono cos’è e cosa fa (o dovrebbe fare)

Durante le persecuzioni i Valdesi elaborarono la loro Confessione di fede. Per restare coerenti con essa hanno affrontato discriminazioni, saccheggi, torture, morte

la Chiesa Valdese: in particolare l’articolo 2 dice: “La Chiesa professa le dottrine contenute nell’Antico e Nuovo Testamento e formulate nella sua confessione di fede”. Niente confessione di fede, niente chiesa. Anni fa abbiamo scritto: “È perciò un documento fondamentale non solo per regolare la Chiesa, ma definire che cosa la chiesa è e chi fa parte di essa. Senza una confessione di fede condivisa una chiesa non è tale, ma solo un’accozzaglia di gente che si trova nello stesso posto, forse per abitudine, forse perché i propri genitori ne erano parte, o forse per fini che nulla hanno a che fare con una chiesa che si definisce evangelica.”

E non si parla di una qualsiasi confessione di fede ma della sua confessione di fede del 1655 che conferma e articola maggiormente quella del secolo precedente. Entrambe scritte durante terribili persecuzioni per affermare davanti al mondo la ragione per la quale osavano opporsi al loro sovrano politico, più che per chiarirle ai Valdesi, i quali – all’epoca – conoscevano bene le cose di fede e di Scrittura. Quel che più conta, come scrisse il suo estensore, Antonio Leger:

“La confessione della fede nostra essendo tutta cavata dalle Sante Scritture, coloro che la combattono non fanno guerra a noi, ma a Dio”

LA CONFESSIONE DELLA FEDE NOSTRA ESSENDO TUTTA CAVATA DALLE SANTE SCRITTURE, COLORO CHE LA COMBATTONO NON FANNO GUERRA A NOI, MA A DIO.”

La confessione di fede non può essere cambiata nel suo fondamento biblico. Ma, supponendo si potesse cambiare, occorrerebbe farlo nel modo più ufficiale, pubblico possibile, sottoponendola a ogni chiesa locale, a pena dell’invalidità della decisione sulla base del Patto dell’Unione del 1561 che stabilisce come ogni decisione di carattere dottrinario debba avere il consenso di tutte le chiese. Lo stesso papa convocherebbe un concilio o almeno si assumerebbe la responsabilità di innovazioni con un documento ufficiale.

Disprezzo per le regole

Invece, con il consueto ostentato disprezzo per le regole, non è stato fatto proprio nulla di tutto questo e nulla della confessione di fede e dei regolamenti è stato mutato, ma si è passati ai fatti: la confessione di fede del 1655 viene ormai rinnegata in tutti i modi. E ieri, 20 agosto 2017, è stata nuovamente sostituita da un’altra, dichiaratamente non apostolica, dichiaratamente diversa nei contenuti da quella autentica e in sostanza non cristiana. Era già successo l’anno scorso, ma si poteva pensare che si trattasse del desiderio di “sentire una voce nuova”, un piccolo divertimento intellettuale. Ma non era così, tant’è vero che quest’anno la cosa si è ripetuta con lo stesso testo, il che già di per sé è assai significativo. Sarebbe stato meno grave fosse stata un’altra confessione ancora. Invece, ancora quella rifrittura panteista, terzomondista, vittimista, politicamente corretta del pastore e poeta svizzero, Kurt Marti, più noto per il suo impegno politico, per il suo pacifismo a senso unico (proteste su proteste contro la guerra degli Usa in Vietnam, mai una parola su tutte le guerre dell’Unione Sovietica in tutto il mondo, Vietnam compreso), che per le sue argomentazioni teologiche.

Colpo di mano anonimo. Un’assemblea legge solennemente una cosa di cui non sa nulla.

Dunque, quella di Marti (di cui non abbiamo mai udito di rapporti con i valdesi) è

L’assemblea sinodale legge la “sconfessione” di fede

diventata, con un colpo di mano, un fatto compiuto, la confessione di fede di quei valdesi. Peggio ancora dell’anno scorso, anche perché l’assemblea si era ormai seduta e il pastore Ferrario l’ha richiamata a rialzarsi (con ampi e poco decorosi borbottii) e tutti i presenti si sono trovati a leggere collettivamente quelle parole solo perché qualcuno gliele aveva fatte trovare sul foglietto del culto, con quel cantilenare indistinto e scoordinato che spesso sentiamo in altri ambienti ecclesiastici. Ma – va detto chiaro – le formule recitate nella messa cattolica, sono cosa assai meno clericale, assai più “protestante” di quanto è accaduto ieri. Quelle della messa sono cose conosciute da generazioni. Ovviamente c’è sempre il rischio che si ripetano senza grande consapevolezza, ma chi va alla messa sa che si troverà a ripeterle e lo fa consapevolmente. Qui invece un gruppetto di persone che non si sa neppure chi siano hanno preso quella desolante paginetta di Marti e centinaia di valdesi le hanno lette per la prima volta senza alcuna consapevolezza, senza sapere il perché, affermando di credere in esse, che esse sono il fondamento della loro vita! (Se le parole “confessione di fede” hanno un senso.

Per celebrare il Sola Scripura di Lutero, si cancella la confessione di fede fondata sulla Scrittura, sostituendola con una basata sulla politica.

Quanto al carattere teologico del contenuto, abbiamo già detto l’anno scorso: non è coerente con il credo apostolico, nega la divinità di Gesù e dunque nega la Trinità, non parla di Rivelazione e di Bibbia, ha una visione pagana o panteista di Dio, ignora, anzi nega la funzione salvifica e redentrice di Gesù, degradato a un Che Guevara senza sigaro, senza basco con la stella rossa e senza magliette commerciali.

Ormai siamo alla parodia

Il Sinodo “valdese”, nel cantilenare in modo scompostamente rituale questa roba ha affermato chiaramente di non avere nulla a che fare con la vera Chiesa Valdese, fedele alla Scrittura anche di fronte alle più atroci persecuzioni. La chiesa che si riconosce nella “confessione di fede” del signor Kurt Marti, è più lontana dai Valdesi che hanno scritto con il loro sangue l’autentica Confessione di Fede di quanto quei Valdesi lo fossero dai loro persecutori. I Valdesi storici hanno affrontato le sofferenze più atroci, l’uccisione dei loro bambini davanti ai loro occhi (cose che potevano evitare abbracciando il cattolicesimo) per differenze assai meno rilevanti di quelle che ci sono tra la loro fede e quella parodia messa in scena ieri a Torre Pellice.

Raccomandiamo di ascoltare per intero il culto inaugurale del Sinodo Valdese sul sito di Radio Beckwith

Sinodo Valdese flash: ancora un attacco alla confessione di fede?

Oggi sono stato all’apertura sel Sinodo. La canfessione di fede era di una inaudita eresia…

Diego Fiumarella

Al più presto i dettagli. Ricordiamo che già l’anno scorso secoli di buona dottrina furono presi a calci con una confessione di fede “post apostolica”.

Al Sinodo Valdese esordisce “la Spirita Santa”! In quale “vangela” l’hanno trovata?

Chi poi semina gioia nelle nostre anime cupe? Chi se non la tua Spirita Santa?” mi è parso di udire nella preghiera iniziale del culto inagurale del Sinodo Valdese. Poi mi sono detta: “Sei sempre maliziosa! Magari al pastore la ‘o’ è venuta un po’ aperta. Il decano della facoltà di teologia non può dire una cosa da estermista gender come questa. Dài, sii positiva!”

Ma la frase seguente, ha purtroppo confermato le mie orecchie: “Chi, se non lei,  risveglia saggezza e

coraggio anche in tempo scoraggiante?”

E sul “lei” non ci sono dubbi! Ecco i risultati della teologia femminista di cui la Facoltà fa un gran vanto. Pensa che ti ripensa, a dieci ore dai fatti, questa storia della Spirita Santa mi sembra una fesseria straordinaria.

Dove si spingerà questa parodia della teologia? Non voglio fare esempi blasfemi (temo ci penserà qualche dottissimo “teologo”), ma mi chiedo: in quale “vangela” hanno trovato questa idiozia?

E poi fingono di basarsi sul Sola scriptura, tanto per fare un po’ di cinquecentenario di Lutero! Se volevano valorizzare la donna, potevano parlare della sua coraggiosa moglie, Katharina von Bora. No: ci vogliono queste trovate mediatiche da quattro soldi che, per ora, siamo i soli a rilevare: ormai ci si abitua a tutto.

Per noi dissidenti valdesi, Sola scriptura non sono parole, ma una cosa seria, anzi, fondamentale, che i veri Valdesi seguono da prima della Riforma e probabilmente da prima di Vald0.

Sinodo Valdese 2017. I due volti del sermone di apertura: fede e politica

Si è aperto il Sinodo Valdese 2017, con la consueta attenzione mediatica. La predicazione del culto  inaugurale è stata affidata alla massima personalità teologica della chiesa valdese istituzionalizzata, il pastore e decano della Facoltà valdese di teologia prof. Fulvio Ferrario.

Nell‘articolo di Riforma dedicato al culto, vi è un ampio resoconto del suo sermone che appare come fortemente ed esclusivamente imperniato sul tema della conversione al “Dio reale e vicino”. Un sermone, dunque, “pietista”, parrebbe.

Ma il giornalista dell’Ansa, la più importante agenzia di notizie nazionale, deve aver evidentemente sentito un altro sermone perché il titolo del suo breve pezzo è “Sinodo, Vangelo è come guardia costiera”. Ovviamente questo sarà ciò che scriveranno i pochi giornali che si occuperanno del Sinodo, visto che l’operato della guardia costiera italiana e delle ong (organizzazioni non governative) rispetto ai migranti è l’argomento politico più caldo di questa estate e anche il più divisivo. Vero, tutti per ora su internet danno spazio quasi solo al messaggio che Bergoglio ha inviato al Sinodo, ma se diranno anche qualcosa su quanto espresso dai valdesi, l’equivalenza vangelo-guardia costiera sarà al centro di tutto, in chiave filo-governativa, o per meglio dire a sostegno di quella parte di governo particolarmente favorevole ai migranti. Ci sarà anche chi, legittimamente, trarrà l’ulteriore conseguenza: e cioè che “la guardia costiera è come il Vangelo” o, un passettino oltre, che “la guardia costiera è il Vangelo”.

E pensare che il prof. Ferrario si era mostrato scandalizzato perché nel nostro appello alla fedeltà alla confessione di fede noi dissidenti valdesi avevamo scritto che «da tempo la Chiesa Valdese, sola o insieme ad altre, impegna il proprio nome in iniziative, a volte anche lodevoli, almeno nelle intenzioni, che per la loro fallacia creano divisioni e non hanno nulla a che fare con ciò che essa deve essere». Ecco, se le nostre spiegazioni non erano sufficienti, ci ha pensato lui oggi a confermare la nostra affermazione.     

 

Che succede? Cinque nuovi pastori che si presentano con parole ineccepibili – “Non dormiamo… Provate ogni cosa, ritenete il bene”

(Continua dalla prima parte)

Non si può non chiedersi come possano nella stessa facoltà convivere principi e modi di pensare alla Bibbia come quelli che si incontrano nelle presentazioni dei cinque consacrandi pastori nel prossimo Sinodo Valdese con ciò che abbiamo letto ormai da anni provenire dalla Facoltà di Teologia. Come interpretare – ad esempio il granitico sola Scrittura di uno di loro quando la pastora Bonafede da moderatora ha affermato che le benedizioni alle coppie omosessuali sono “bibliche al cento per cento”? Come è possibile   che le stesse persone, cioè i docenti della Facoltà e il corpo pastorale ritengano idonei al pastorato sia chi afferma di fondarsi sul sola Scrittura, sia chi ritiene ineccepibile affermare che Gesù credeva o fingeva di credere a menzogne (e le menzogne sono importantissimi passi biblici) e che brani evangelici sono inventati di sana pianta per ragioni di propaganda?

Insomma: i cinque consacrandi pastore la pensano come nelle loro belle autopresentazioni o no? La domanda, specie oggi nel giorno della loro consacrazione, sembra ed è irriguardosa e avremmo preferito non avere gli elementi per porla. Ma la pone la realtà dei fatti.

In primo luogo: preghiamo perché i candidati pastore che hanno dichiarato amore per Dio e per la sua Parola siano all’altezza delle loro affermazioni.

In secondo luogo: “non dormiamo come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri Provate ogni cosa, ritenete il bene” (I Tessalonicesi 5, 6 e 21).

Una risposta alla nostra domanda può stare nel modo molto particolare di ragionare che troviamo da parte di alcuni teologi. Ci torniamo presto, ma per ora suggeriamo la lettura della risposta del pastore Alessandro Esposito ai nostri articoli sul suo ritenere “ineccepibile” che Gesù crede o finge di credere a menzogne. E suggeriamo anche l’ascolto di una trasmissione radiofonica sull’Antico Testamento, cui partecipava il professor Daniele Garrone, uno dei “big” della Facoltà valdese di teologia.

Temiamo infatti che, in un certo modo di pensare, si possano tranquillamente dire cose “apparentemente” contraddittorie.

(seconda parte – continua)

IL FURTO DEL SECOLO

Pubblichiamo un articolo già uscito su questo sito ben sei anni fa, sempre attuale, benché sia un adattamento del pastore Paolo Castellina di un testo pubblicato in California nel 1967. Ora poi – apprendiamo – è diventato anche un volantino.

“Perché si sono infiltrati fra di voi certi uomini (per i quali già da tempo è scritta questa condanna); empi che volgono in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo” (Giuda 4).

Il più grande furto del secolo è stato commesso nel 20mo secolo, e ha a che fare con le chiese protestanti storiche. Non è stato commesso un furto in chiesa, ma è stata proprio rubata, sottratta, la chiesa stessa.

La chiesa appartiene di diritto a Gesù Cristo. Essa esiste nel Suo nome, e la sua funzione è quella di predicare la Parola di Dio, amministrare i sacramenti, come pure applicare fedelmente una giusta disciplina fra i suoi membri. La chiesa, però, è stata rubata. I ladri sono i liberali, i modernisti, i socialisti, gli umanisti, gli evoluzionisti, gli ecologisti, le femministe, e chi più ne ha più ne metta. Il loro scopo? Trasformare la chiesa in “qualcos’altro”. “Così com’è non va”, dicono. Facendo uso del nome di Cristo, questi ladri molto “religiosi” si sono infiltrati nelle chiese, ne hanno acquisito il controllo, si sono impossessati dei pulpiti e delle sue finanze, stanno usando la chiesa per promuovere i loro propositi anti-cristiani. Invece che proclamare Cristo, la chiesa ora predica l’ideologia umanista e ne finanzia le attività.

In primo luogo, la chiesa è stata rubata dalle mani di Gesù Cristo. In secondo luogo, la chiesa è stata sottratta al popolo di Dio, ai cristiani fedeli. In numerosi casi, i cristiani fedeli, il cui denaro ha edificato la chiesa e sostenuto i pastori, si sono visti imporre predicatori compiacenti che si oppongono alle dottrine bibliche, predicano dubbi al riguardo di Cristo, promuovono un’etica non cristiana ed emarginano fino ad espellere dalla chiesa la stessa gente la cui fede, opera e denaro, ha contribuito ad edificarla. Questi cristiani sono stati derubati: la chiesa è stata loro sottratta. Quando protestano per questo furto, questi fedeli credenti sono denunciati come dei piantagrane, dei “fondamentalisti”! Fa meraviglia che le chiese che sono sorte dal risveglio biblico della Riforma, siano ora praticamente irriconoscibili e motivo di scandalo per molti che le osservano?

 Che si può fare? Per rispondere a questa domanda è necessario considerare realisticamente questa situazione. Due cose sono attaccate: in primo luogo il Cristianesimo, in secondo luogo le proprietà della chiesa. Le proprietà della chiesa sono state alienate e i tribunali sostengono la legalità di quest’operazione.

La questione più importante è se essi abbiano catturato anche noi e se distruggeranno del tutto la fede cristiana. Essi non ci possono catturare se rifiutiamo di essere parte di loro, se usciamo dalle loro chiese anti-cristiane e ritorniamo a mettere altrove le antiche fondamenta della vera fede. Inoltre, essi non possono distruggere la fede cristiana, perché essa non è dall’uomo, ma da Dio, non è una forza naturale, ma una forza soprannaturale. Al contrario, Dio, a suo tempo, li giudicherà e li distruggerà, e noi faremmo bene ad evitare queste chiese che stanno per essere severamente giudicate.

Siamo in guerra, una guerra spirituale, e faremmo bene a rendercene conto ed agire di conseguenza. “Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere” (Ef. 6:13). Come potremmo fare questo se continuiamo ad associarci con questi ladri e a sostenerli?

La chiesa deve essere ricostruita, non nei termini dei desideri umani, ma nei termini della Parola di Dio. Se dev’essere la chiesa di Cristo, essa non potrà che essere governata dalla Parola di Dio e dai propositi salvifici di Cristo. Oggi ci vien detto che la chiesa deve essere “al servizio della società”. Non è questo il suo scopo. Era stata chiamata all’esistenza da Gesù Cristo per essere la comunità dei redenti, la luce del mondo, e il sale della terra. Questo può essere realizzato solo con la fedeltà a Gesù Cristo.

(Tratto dal libro del Movimento Ecclesiale Sentieri Antichi Valdesi: “COSA E’ LA CHIESA VALDESE OGGI” , pag. 343)

Che succede? Cinque nuovi pastori che si presentano con parole ineccepibili

Nel culto inaugurale del prossimo Sinodo Valdese, il 20 agosto 2017, verranno consacrati ben cinque nuovi pastori. Forse un record, che contrasta con la continua e rilevante diminuzione dei membri di chiesa.

Com’è d’uso, ciascuno dei cinque candidati si è presentato sul settimanale

Culto inaugurale di un recente Sinodo

Riforma. Con le cose che in questi anni abbiamo letto di docenti della facoltà di teologia o di altri “teologi” che vanno per la maggiore nell’ambito dell’unione valdo-metodista, o semplicemente di pastori consacrati negli scorsi anni, ci si poteva aspettare una serie di spropositi, uno studio della Bibbia volto a stravolgerne il senso alla luce (o piuttosto “alle tenebre”) delle recenti mode ideologiche e etiche, un prevalere di istanze del tutto mondane rispetto al vero messaggio dell’Evangelo e così via.

E invece no: si tratta di presentazioni brevi e, per la verità, ineccepibili, o quasi.

Il primo, Stanislao Calati, ha 61 anni, ha trovato la fede solo negli ultimi venti anni, ma ha mostrato una grande determinazione negli studi teologici, essendosi “dedicato personalmente allo studio e poi all’insegnamento delle lingue bibliche: latino, greco biblico, ebraico biblico, aramaico e siriaco, alle quali s’è aggiunto l’etiopico classico, all’approfondimento delle discipline tecniche di analisi del testo e all’esegesi, continuando a servire come predicatore locale”. Cura dal 2009 la chiesa metodista di Vercelli, pur essendo insegnante. Esemplare la conclusione del suo scritto: “Desidero e confido di servire, per il tempo che il Signore vorrà e secondo le forze che mi saranno concesse, la Chiesa e il Vangelo; quello che ho non è molto, ma lo metto tutto a disposizione.”

Particolarmente toccante la storia di Noemi Falla, una serie di eventi, anche assai dolorosi, nella sua vita, che l’hanno riportata al Signore: “sentire la Sua presenza fece crescere forte in me il desiderio di voler fare qualcosa per ringraziarlo della salvezza operata nella mia vita”, “ho imparato a coltivare la mia spiritualità e a conoscermi di più, rafforzando il mio rapporto con il Signore e imparando a riconoscere i segni della sua grazia nella mia vita”. La sua presentazione si chiude con il Salmo 116: «Che potrò – quindi – ricambiare al SIGNORE per tutti i benefici che mi ha fatti? Scioglierò i miei voti al SIGNORE e lo farò in presenza di tutto il suo popolo».

L’articolo di Stefano Giannatempo, è stato intitolato “vivere in Dio donandomi agli altri”. Dice di ispirarsi a Marco 3, 14-15a: «Ne scelse dodici perché stessero con lui e per mandarli a predicare». Dopo un’esperienza in seminario cattolico, ora vuole impegnarsi in particolare “nella catechesi giovanile, nella liturgia e nell’ecumenismo”.

Ilenya Goss, sarà uno dei pochi pastori che porta un antico cognome valdese. Laureata in filosofia e medicina ed aveva intrapreso la carriera accademica. Ha studiato pianoforte e canto ed è nota la sua attività concertistica, in particolare le sue esecuzioni di cantate di Bach, che sono di carattere sacro. Nonostante provenga per parte di padre dalla comunità valdese di Luserna San Giovanni, fino a qualche anno fa la più grande fra tutte, dal suo articolo pare abbia deciso di diventare membro di chiesa solo dopo i suoi ampi studi. “Ogni aspetto della vita trova un nuovo ordine intorno a un centro dato dalla Parola di Dio, nell’annuncio, nell’insegnamento, nella cura pastorale, nella ricerca e nello studio posti al servizio della chiesa e del mondo”. Come non condividere?

Francesco Marfé, prima cattolico, ha frequentato i pentecostali, ha infine aderito al “protestantesimo storico” e alla Chiesa Valdese in nome del sola Scrittura. Parla della sua passione per le due declinazioni della fede: teologia e chiesa. In proposito cita Romani 10:14: «Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare, se non c’è chi lo annunci?». Vuole essere “un fratello al servizio degli altri con il compito di accompagnare la comunità e i singoli membri affinché possano tenere viva la propria relazione con Dio mediante la sua Parola”.

Chi non vorrebbe pastori così?

(prima parte – continua)

CRONOLOGIA VALDESE – Una straordinaria storia valdese di fede

Questa cronologia, una breve storia, nasce dal proposito di dare un’idea della lunghissima storia valdese nella sua continuità. Centinaia di libri sono stati scritti, spesso di alto livello accademico, ma – proprio per la loro accuratezza – di solito dedicati a singoli fatti o periodi specifici. Non è dunque strano che persino molti valdesi “etnici” e conoscitori della loro storia abbiano difficoltà ad abbracciare concettualmente l’intero soggetto. Vi sono anche storie valdesi abbreviate o abbreviatissime, che però non danno conto che di pochi fatti, inevitabilmente filtrati secondo sensibilità molto particolari, in particolare in questi ultimi decenni. Con un po’ di faccia tosta tentiamo di mettere insieme il tutto, senza pretese accademiche, e rendendoci conto che accosteremo fatti importantissimi con altri di assai minore rilevanza, specie quando ci avvicineremo al presente. Crediamo che comunque questa cronologia sia un utile strumento di consultazione.
Dobbiamo anche aggiungere che ne avevamo abbastanza di non sapere che cosa consigiare a chi ci chiedeva cosa leggere per saperne di più sulla storia dei Valdesi: l’ideale sarebbe “Israël des Alpes”, ma non è mai stato tradotto in italiano, è comunque introvabile e… risale a più di un secolo e mezzo fa. Le opere più recenti si confanno tutte al dogma del “nulla prima di Valdo” e sull’ultimo secolo sono reticenti su molti punti, edulcorate o addirittura menzognere, descrivendo una realtà dove tutti i valdesi concordano su tutte le derive politiche, ideologiche e teologiche, che invece sono state condivise solo da una minoranza, che le ha addirittura nascoste alla maggioranza del popolo valdese.  Preghiamo i lettori di segnalarci errori o altri fatti e date che andrebbero aggiunti.
Una nota particolare merita il problema di dove iniziare questa cronologia. Dopo tutto quello che abbiamo scritto sui Valdesi prima di Valdo, non potevamo iniziare con la conversione del mercante lionese, bensì almeno con il vescovo Claudio. Molte antiche fonti parlano però di una specificità valdese o pre-valdese assai più antica, citando quel Leone del tempo dell’imperatore Costantino, e persino l’apostolo Giacomo. Insomma, ci siamo detti: partiamo dal capo della Chiesa Universale: Gesù di Nazaret. Il quale è il compimento della promessa fatta ad Abramo, e così partiamo dalla nascita di quest’ultimo, usando le datazioni bibliche. Non è questione di megalomania, ma di logica. I Valdesi non hanno senso senza Gesù, capo e fondatore della Chiesa. E Gesù spiegava ai suoi discepoli chi lui fosse, in quanto compimento delle Scritture. Insomma: la storia è una sola.
Inoltre, abbiamo incluso le date di nascita e di morte, ove conoscibili, dei personaggi più grandi rispetto alla nostra storia, a nostro fallibile giudizio, fermandoci a Charles Beckwith.Infine: le Valli di più stabile permanenza valdese sono denominate “Valli”, e non “Valli Valdesi”, sia per brevità, sia in omaggio alla spiegazione di Jean Léger, secondo il quale la stessa parola  “valdesi” deriva da “valli”.
2166 a.C. Nascita di Abramo (datazione biblica, come le seguenti)
2091 a.C. Vocazione di Abramo: “Farò di te una grande nazione e tu sarai una benedizione”
2066 a.C. Nascita di Isacco
2054-2030 a.C. Offerta di Isacco: Dio promette ad Abramo che ” nella tua discendenza ogni nazione della Terra sarà benedetta”.
2006 a.C. Nascita di Giacobbe e Esaù
1991 a.C. Morte di Abramo
1916 a.C. circa Nascita di Giuseppe
1885 a.C. Giuseppe governa l’Egitto
1876 a.C. Giacobbe e la famiglia si trasferiscono in Egitto
1806 a.C. Morte di Giuseppe
1526 a.C. Nascita di Mosé
Pasqua 1446 a.C. Il popolo d’Israele, liberato dalla schiavitù, esce dall’Egitto
1446 a.C. I Dieci Comandamenti sono dati al popolo d’Israele
1406 a.C. Morte di Mosé, il popolo d’Israele passa il Giordano ed entra nella sua terra sotto la guida di Giosuè. Presa di Gerico
1040 a.C. circa Nascita di Davide
1010 a.C. circa Davide re
1003 a.C. circa Davide re di tutta la terra d’Israele
997 a.C. circa Dio promette a Davide un discendente, il cui regno durerà per sempre. “Io sarò per lui un padre ed egli sarà per me un figlio”
970 a.C. circa Morte del re Davide
730 a.C. circa Isaia profetizza “un bambino ci è nato, sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace. Non ci sarà fine all’incremento del suo impero e pace sul trono di Davide e sul suo regno”.
473 a.C. Complotto di Haman per sterminare gli Ebrei, sventato dalla regina Ester. Editto del re Serse a favore degli Ebrei.
4-3 a.C. Nascita di Gesù, discendente del re Davide (ipotesi di datazione storico-biblica, come le seguenti)
gennaio 28 Battesimo di Gesù
febbraio 29 Gesù invia i discepoli a predicare
15 ottobre 29 Festa dei Tabernacoli (Succoth): Gesù nel Tempio proclama la sua missione
31 marzo 30 Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme
2 aprile 30 Ultima Cena (viene qui riportata l’ipotesi di crocifissione di mercoledì, prima dei giorni festivi di Pasqua, con Gesù morto “per tre giorni e tre notti”, secondo le Scritture)
3 aprile 30 Processo, crocifissione e morte di Gesù
6 aprile 30 Verso sera. Gesù risorge.
7 aprile 30 Mattino. Le donne e i discepoli trovano la tomba vuota
16 maggio 30 Gesù ascende al Padre
26 maggio 30 Pentecoste: lo Spirito Santo discende sugli apostoli a Gerusalemme
33 Uccisione di Stefano
35 Conversione di Saulo/Paolo sulla via di Damasco
35-44 Paolo predica in Arabia e Siria
46-48 Viaggio missionario di Paolo in Asia Minore (odierna Turchia)
49 circa Concilio di Gerusalemme, presieduto da Giacomo, alla presenza di Pietro, Paolo e degli altri maggiori apostoli. Stabilisce che non è necessaria l’adesione all’ebraismo per i convertiti a Cristo
50-52 Viaggio missionario di Paolo in Siria, Asia Minore e Grecia
51 Secondo una tradizione, Barnaba, amico dell’apostolo Paolo, fonda la chiesa di Milano. In questo stesso periodo, secondo un’altra tradizione, l’apostolo Giacomo – nel corso del viaggio verso la Penisola Iberica – sarebbe passato nelle Valli, portandovi l’autentico Evangelo
53-57 Terzo viaggio di Paolo: ancora Asia Minore, poi Macedonia
57-60 Paolo arrestato nel Tempio di Gerusalemme, prigioniero a Cesarea, portato a Roma per mare, dopo un naufragio a Malta
62 Uccisione di Giacomo
63 Possibile viaggio di Paolo in Spagna e passaggio nelle Valli del Piemonte
64-65 Viaggio missionario di Paolo a Efeso, Creta e Macedonia
67 Uccisione di Paolo a Roma
II secolo Secondo alcuni studiosi, giungono nel Nord Italia dall’Asia Minore testi particolarmente accurati dei libri del Nuovo Testamento, esenti dall’eresia gnostica (che fiorisce in seguito con centro ad Alessandria d’Egitto e influisce sulle versioni oggi preferite), nonché dall’influenza della chiesa romana istituzionalizzatasi con Costantino. Ciò favorirà una lunga autonomia dottrinaria di questa area rispetto a Roma
III-IV secolo Epopea dei Bagaudi, celti ribelli a Roma che a lungo controllano vasti territori dell’odierna Francia. Lo storico Roger Morrice, che scrive in Inghilterra tra il 1677 e il 1691, riporta la convinzione che da essi siano discesi i Valdesi
286-302 Secondo, militare romano di origine greco-egiziana, è ucciso in Piemonte per la sua fede cristiana. Da lui prende il nome il comune di San Secondo presso PInerolo, al confine dell’area valdese. Secondo Alexis Muston è la prova che almeno da quest’epoca le Valli erano cristianizzate. In realtà, la tradizione afferma che Secondo fu messo a morte a Salussola,  cento chilometri a Nord Est di San Secondo, ma anche che si rifiutò di partecipare a un’azione contro i bagaudi perché cristiani come lui.
21 ottobre 309 Muore Papa Eusebio, l’ultimo a non conoscere le lusinghe del potere imperiale
gennaio 313 L’imperatore Costantino emana l’editto di Milano: il cristianesimo è accettato nell’Impero
31 gennaio 314 Eletto Papa Silvestro I
7 marzo 321 Un editto dell’imperatore Costantino riconosce la domenica come giorno festivo. Diverse fonti riportano che ancora nel Medioevo i Valdesi osservavano il sabato
31 dicembre 335 Muore Papa Silvestro I. Durante il suo pontificato la Chiesa di Roma riceve poteri e ricchezze dall’imperatore Costantino. Secondo un’antica tradizione, Leone, amico di Silvestro, prevedute le gravi conseguenze del potere e della ricchezza per la Chiesa, lascia Roma e raggiunge le valli del Piemonte. Per questo i Valdesi furono anche chiamati Leonisti.
Di certo, da allora la Chiesa di Roma ha ricevuto grandi ricchezze, è stata sempre più coinvolta in questioni politiche e di potere ed ha apertamente accolto un gran numero di tradizioni e riti pagani, visibili anche nel culto mariano, simile a quello di Iside o altre divinità femminili antiche, nella sovrapposizione di feste cristiane ad altre pagane, e nel titolo di pontefice massimo, carica religiosa-politica dell’antica Roma, assunto dal vescovo di Roma. Una situazione ben diversa da quella di luoghi economicamente e politicamente più marginali, come le Valli, dove il cristianesimo rimaneva, quanto meno per ragioni pratiche, più semplice, più attento agli aspetti spirituali e sostanziali, meno a quelli esteriori e formali, legato alle Scritture e non a tradizioni aggiunte. In questo contesto, nonostante ciò disturbi gli storici degli ultimi 150 anni, è verosimile che nelle Valli ci si sia progressivamente sentiti diversi e altri rispetto ai fasti e al potere delle alte gerarchie cattolico romane.
22 maggio 337 Morte di Costantino a Nicomedia
27 febbraio 380 L’imperatore Teodosio promulga l’editto di Tessalonica: il cristianesimo, come definito dal Concilio di Nicea, è religione dell’Impero
385 Priscilliano, vescovo di Avila, è messo al rogo: è il primo giustiziato per eresia
12 marzo 604 Muore Papa Gregorio I (Magno). Secondo Calvino è l’ultimo buon papa
25 marzo 717 Leone III diventa Imperatore d’Oriente
726 L’imperatore Leone III ordina la distruzione delle immagini sacre in tutto l’impero
754 Il V concilio di Costantinopoli (Hieria), convocato dall’imperatore Costantino V, condanna il culto delle immagini come idolatria e eresia
8 settembre 780 Muore l’imperatore Leone IV, contrario al culto delle immagini
780 circa Claudio nasce in Spagna
786 Si riunisce il VII Conciio Ecumenico a Costantinopoli: la maggior parte dei vescovi presenti è contraria al culto delle immagini. Il concilio è interrotto da un’irruzione dell’esercito
28 settembre 787 Irene, reggente dell’imperatore Costantino VI, dopo aver epurato l’esercito e tenuti lontani i vescovi contrari al culto delle immagini, fa riprendere il Concilio a Nicea
23 ottobre 787 Si conclude il II Concilio di Nicea che introduce l’obbligo del culto delle immagini. Papa Adriano I accetta la decisione
794 Il Sinodo di Francoforte, convocato da Carlo Magno, alla presenza dei legati papali rifiuta le conclusioni del II conciio di Nicea
798-799 Claudio si stabilisce a Lione
25 dicembre 800 Papa Leone III incorona Carlo Magno Imperatore dei Romani, togliendo il titolo all’imperatore di Costantinopoli, che non accettava la sua supremazia
809 circa Claudio scrive il commentario alla Genesi, primo di una lunga serie di commentari biblici in cui si oppone alle novità recentemente introdotte dal Papa, tra cui il culto delle immagini e la venerazione della croce
28 gennaio 814 Muore Carlo Magno, gli succede Ludovico il Pio
815 circa L’imperatore Ludovico il Pio nomina Claudio vescovo di Torino
25 gennaio 817 Eletto Papa Pasquale I
817 Nel commentario a Matteo, Claudio scrive che è apostolico chi segue la dottrina degli apostoli, non chi siede sulla cattedra di Pietro
821 Claudio ha il comando della mobilitazione militare contro le incursioni dei saraceni in Liguria
823 I teologi della Scuola Palatina di Aquisgrana rifiutano di condannare come eretici gli scritti di Claudio, che fanno anzi diffondere in molte copie
825 Il Sinodo di Parigi affronta nuovamente la questione del culto delle immagini e nomina una nuova commissione per esaminare gli scritti di Claudio, che la definisce “una congrega di asini”
827 Claudio ha il comando della nuova mobilitazione militare contro le incursioni dei saraceni in Liguria
inizio gennaio 828 Muore il vescovo Claudio
6 giugno 840 Muore Agobardo, vescovo di Lione, come Claudio contrario al culto delle immagini. A differenza di Claudio, le faceva distruggere, era fortemente anti-ebraico e fu proclamato santo
marzo 843 Il Sinodo di Costantinopoli legittima definitivamente il culto delle immagini
924 Attone è nominato vescovo di Vercelli. Afferma che la Chiesa si fonda sulla confessione di fede e non sulla gerarchia. Sostiene il diritto dei laici a partecipare all’elezione dei vescovi
928 Il belga Raterio è nominato vescovo di Verona. Rifiuta apertamente l’autorità del Papa, che definisce “Sommo (quanto a malvagità) Pontefice”, ritenendo le sue scomuniche “carte comprate”
963 L’imperatore Ottone convoca un sinodo a Roma che definisce Papa Giovanni XII “scelleratissimo e mostro”
16 luglio 1054 Papa Leone IX scomunica il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Michele Cerulario che non accetta il celibato dei preti, la tonsura della barba e l’eucaristia con il pane azzimo. Michele risponde con la scomunica al Papa. E’ il cosiddetto Scisma d’Oriente, che gli orientali chiamano Scisma d’Occidente
22 aprile 1073 Eletto papa Ildebrando da Soana che prende il nome di Gregorio VII. Durante i dodici anni di pontificato introduce la supremazia papale su ogni altra autorità: solo a lui spetta nominare e revocare i vescovi, modificare i territori delle diocesi, portare le insegne imperiali, deporre l’imperatore, riformare qualunque sentenza. Stabilisce che la Chiesa Romana non ha mai errato né mai errerà, che il Papa validamente eletto è indubitabilmente santo, che tutti i principi gli debbano baciare i piedi, che non si possa condannare chi si appella a lui, che non si possa considerare cattolico chi non è in comunione con lui
1101 Datazione tradizionale del poemetto valdese “Nobla Leyczon”, che espone una sintesi della dottrina cristiana, esorta alla preghiera e alla temperanza, loda la vera chiesa cristiana, cioè quella rimasta fedele, attribuisce la persecuzione dei valdesi (definiti come coloro che non mentono, non giurano e non derubano il prossimo) alla corruzione del clero
1137 circa Nasce Valdo di Lione (o Pietro Valdo, o Valdesio)
primavera 1173 (o 1174) Conversione di Valdo: distribuisce i suoi beni ai poveri e predica nelle strade e nella piazze, vedendo che il clero non lo fa
1177 Valdo e i suoi sono cacciati da Lione
5 marzo 1179 Si apre il Terzo Concilio Ecumenico Lateranense. Alcuni seguaci di Valdo, e forse Valdo stesso, sono presenti e ottengono l’autorizzazione a predicare, se pure con limitazioni
1180 Il legato pontificio Henri de Marci, a Lione per una campagna contro i Catari, certifica l’ortodossia dotrinaria di Valdo
aprile 1183 Giovanni Bellemani, ostile ai Valdesi, si insedia vescovo di Lione
4 novembre 1184 Papa Lucio III promulga la costituzione ‘Ad abolendam diversarum heresium pravitatem’ con anatema contro coloro che disobbediscono alla Chiesa, come “coloro che si fingono Poveri di Lione” (cioè valdesi)
1185 circa Valdo e suoi vengono scomunicati dal vescovo Bellemani per aver predicato senza autorizzazione
1199 Papa Innocenzo III raccomanda al clero e ai fedeli di Metz di non consentire che laici diffondano le Sacre Scritture in lingua volgare
1206 circa Morte di Valdo secondo gli storici
14 dicembre 1215 IV Concilio Laterano: dichiara eretici Catari e Valdesi, stabilisce l’uso della forza per reprimerli, introduce gravi discriminazioni per gli Ebrei, il primato del Papa, l’impossibilità per i laici di attribuire cariche ecclesiastiche, l’obbligo della confessione annuale
1217 Secondo una tradizione, Valdo muore in Boemia
22 novembre 1220 Il giorno della sua incoronazione l’imperatore Federico II promulga una costituzione contro gli “eretici”, inclusi i “Leonistas”, cioè i Valdesi
1220 Gli Statuti di Pinerolo condannano a una multa di dieci soldi chi ospita un valdese
Il fatto che così pochi anni dopo la predicazione di Valdo ci fossero valdesi nell’area delle Valli e che in vaste parti di esse fossero la totalità della popolazione avvalora l’ipotesi “antica” dell’origine valdese. Solo nel XVIII secolo, infatti, in ogni villaggio valdese fu istituita artificialmente una “parrocchia” cattolica, spesso costituita dal solo prete con una persona di servizio. Come scrivevano gli storici valdesi un tempo, Valdo sarebbe dunque stato il più grande, non certo il più antico dei Valdesi. Come si spiegherebbe altrimenti l’adesione immediata e totale di popolazioni montanare, in aree geograficamente vaste, con difficili collegamenti interni, a una “nuova” religione e che di ciò non resti traccia né nella memoria valdese né in quella della gerarchia cattolica, che all’epoca non avrebbe certamente potuto ignorare la cacciata o la conversione di qualche decina di preti ad opera dei loro parrocchiani “diventati valdesi”? Altrettanto improbabile si sia trattato dell’insediamento di gente giunta dal lionese dopo la cacciata da Lione, poiché non spiega che sorte avrebbero avuto gil abitanti originali né il fatto che le più antiche opere valdesi ritrovate siano siano in una lingua alpina e non in quella di Lione. Molto più probabile che la gente delle Valli abbia accolto Valdo, o più probabilmente la sua predicazione, come una conferma, un rafforzamento di ciò che essi avevano sempre pensato e creduto, analogamente a quanto avverrà con la Riforma.
Va ricordato che lo storico Jean Léger (XVII sec.) riteneva che Valdo, spesso citato come Pietro Valdo, fosse in realtà un soprannome: PIetro, chiamato Valdo perché valdese, e che la parola “valdese” indicasse in origine i cristiani delle Valli. Solo in seguito, all’epoca della repressione, la parola prese ad indicare, anche genericamente, persone eretiche. Il successo dell’opera di Valdo ebbe certamente l’effetto di attirare l’attenzione delle gerarchie non solo sulle nuove aree di espansione, ma anche sulle Valli, fino ad allora ignorate.
1226-1235 Emanati divieti di lettura di traduzioni della Bibbia in lingua volgare a Tolosa, Narbonne, Trèves, Béziers, Mayence, Tarragona, Arles, Avignone
13 gennaio 1228 Un decreto del podestà di Milano dimostra la presenza in città di ‘Poveri di Lione’, cioè valdesi
1233 I Signori di Luserna si sottomettono ai Savoia a condizione di mantenere propri privilegi e il libero esercizio del culto per i Valdesi. Difficile spiegare questa condizione se il valdismo fosse una novità recente
XIII secolo Diffusione dei Valdesi in Provenza, Delfinato, Alsazia, Lorena, Spagna, Svizzera, Italia fino alla Calabria, Germania, Ungheria, Polonia, Boemia
1250 L’inquisitore Raynerus Sacconi nella ‘Summa de Catharis et Leonistis sive de Pauperibus de Lugduno’ riporta le dottrine dei ‘Leonisti’ o ‘Poveri di Lione’: giurare è peccato, anche un laico, anche una donna, possono celebrare l’eucaristia, la chiesa Romana è la bestia e la prostituta dell’Apocalisse, non è peccato mangiare carne in quaresima e il venerdì, i bambini possono essere salvati anche una senza battesimo, la chiesa è l’insieme dei credenti
15 maggio 1252 Con la bolla ‘Ad extirpandam’ Papa Innocenzo IV autorizza l’uso della tortura per ottenere la confessione dagli eretici
1289 Persecuzione contro i Valdesi dell’area di Embrun e Briançon
1312 Una donna è messa al rogo a Pinerolo accusata di essere valdese
1315 Proprietari terrieri dell’area di Cosenza offrono ai Valdesi terre esenti da obblighi feudali. Centinaia di valdesi delle Valli accettano e mantengono per secoli la loro religione. La loro lingua occitana sopravvive ancora oggi.
23 luglio 1332 Papa Giovanni XXII è informato della diffusione dei valdesi: in Val d’Angrogna si tengono sinodi cui partecipano 500 persone. Nuova persecuzione contro i Valdesi dell’area di Embrun e Briançon
1425 circa Datazione oggi prevalente, ma discutibile, della “Nobla Leyczon”
30 maggio 1431 Giovanna d’Arco, che da famiglia contadina è arrivata a comandare armate dell’esercito francese cogliendo diverse importanti vittorie, è bruciata sul rogo a Rouen, colpita da varie accuse, soprattutto di essere eretica, e pertanto “valdese”, come risulta dagi atti del processo.
1450 L’intera Val Pellice è accusata di resistenza alle autorità per l’incontrastata presenza valdese
6 marzo 1458 Il barba (predicatore) valdese Frederich Reiser arso sul rogo a Strasburgo. Tedesco, operò in Germania, Svizzera, Boemia e Polonia
1475 La Duchessa Iolanda di Savoia, reggente per il figlio, Duca Filiberto I, ordina alle autorità ducali di appoggiare l’Inquisizione contro i Valdesi. Viene multato lo stesso Conte di Luserna
23 gennaio 1476 Iolanda di Valois, vedova del duca Amedeo IX di Savoia, reggente
29 agosto 1484 Eletto Papa Innocenzo VIII. Subito esorta a combatere gli “eretici”
fine 1484 Il Duca Carlo I di Savoia lancia una persecuzione contro i Valdesi, che si difendono con efficacia. Solo a Rocciamaneoud (Angrogna) i soldati hanno la meglio sui difensori e la gente del posto invoca l’aiuto di Dio; il gigantesco capitano dei persecutori, chiamato il “Nero di Mondovì” si fa beffe di loro, alza la celata dell’elmo e subito viene colpito tra gli occhi da una freccia scagliata con vigore da Pierino Revel, un ragazzo valdese. I combattenti valdesi si gettano sui soldati rimasti senza comandante, uccidendone numerosi e mettendo in fuga gli altri. La storia, declassata a “leggenda” ispirata alla storia di Davide e Golia dagli storici nei secoli XIX e XX, è stata recentemente confermata da fonti cattoliche dell’epoca. Il giorno dopo un contingente che tentava di espugnare Pra del Torno passando dal fondovalle viene annientato grazie a una nebbia improvvisa e alla prontezza dei valdesi nell’attaccare, prima facendo rotolare massi sui nemici e poi attaccandoli con le spade
1487-1489 Il legato pontificio Alberto Cattaneo lancia una persecuzione contro i Valdesi di Francia
marzo 1488 I persecutori francesi occupano la Val Pragelato. I Valdesi rispondono con una Dichiarazione di Fede che termina: “Vogliamo piacere a Dio e non agli uomini”. La popolazione valdese di Prali respinge le truppe del conte Ugo La Palud
1490-1520 Circa 6000 valdesi delle Valli si trasferiscono nel villaggio di Mérindol, nel Luberon (Francia), disabitato da un secolo a causa di un sanguinoso assedio
1492 Arrestato in Val Chisone e arso sul rogo “barba Martino”, Francesco di Girundino
1500 Nasce Martin Gonin ad Angrogna
10 luglio 1509 Nasce Giovanni Calvino a Noyon
31 ottobre 1517 Martin Lutero affigge le sue 95 tesi alla porta del Duomo di Wittenberg, dando l’avvio alla Riforma protestante
3 gennaio 1521 Papa Leone X scomunica Martin Lutero
25 maggio 1521 La Dieta di Worms dichiara fuorilegge Lutero, che non ha ritrattato le sue tesi
estate 1526 Il Sinodo Valdese tenuto a Laux, val Pragelato, decide di inviare i barba Giorgio di Calabria e Martin Gonin di Angrogna in Svizzera a prendere contatti con i Riformati. Incontreranno Guglielmo Farel
1530 Offensiva dell’inquisitore Jean de Roma contro i valdesi di Mérindol e nel resto del Luberon. Il re Francesco I, informato che il frutto dei saccheggi era incamerato dall’inquisitore, ferma le persecuzioni. Un’assemblea di barba del Delfinato decide l’invio di Morel di Freyssinières e Masson di Borgogna in Svizzera e Germania, dove incontrano Farel, Ecolampadio e Butzer
Nell’ambito dei contatti tra i Valdesi e i riformati, viene redatta una relazione su come – da tempo immemorabile – funziona la chiesa valdese. I predicatori, denominati “barba” (“zio” nella lingua locale), erano istruiti presso Pra del Torno, mandavano a memoria vaste parti del Nuovo Testamento, e specialmente Matteo, Giovanni e varie epistole, imparavano il latino, l’italiano e la lingua locale. Dopo due o tre anni di istruzione durante l’inverno e un periodo di ritiro venivano consacrati al loro ministero con l’imposizione delle mani. Erano sostenuti con offerte volontarie dei fedeli, che andavano per un terzo ai poveri, e apprendevano una professione in modo da potersi comunque mantenere. Quando andavano in missione, viaggiavano due a due, un anziano e un giovane. Di solito non si sposavano a causa dei loro viaggi e dei gravi rischi che affrontavano. Tenevano già allora un sinodo annuale nelle Valli che eleggeva un dirigente denominato presidente o moderatore.
La dottrina dei valdesi, anche prima dell’adesione alla Riforma, si fondava sull’autorità assoluta della Bibbia, la trinità di Dio, la consapevolezza del peccato dell’uomo, la salvezza per grazia attraverso Gesù Cristo, la fede in atto attraverso le opere caritatevoli. Non si ponevano il problema del numero dei sacramenti poiché tale parola non compare nella Scrittura, praticavano la confessione sottolineando che è fondamentale quella fatta a Dio dal profondo del cuore, mentre quella con un pastore o un fratello serve ad avere buoni consigli ma se resta solo formale porta alla perdizione. La penitenza era ammessa come espressione di pentimento, non come strumento di espiazione. Ritenevano idolatria invocare intercessione di preti e santi e negavano l’esistenza del purgatorio. Come dice la Nobla Leyczon: “se qualcuno non maledice, non giura, non mente, non commette ingiustizie e ruberie, non si dà alla dissolutezza e non si vendica dei nemici, lo chiamano Valdese e dicono che va messo a morte”.
12 settembre 1532 Il Sinodo Valdese, riunito a Chanforan, Val Pellice, decide di aderire alla Riforma
fine 1532 Due barba del Delfinato, Daniel di Valenza e Jean di Molines, si oppongono alla decisione di Chanforan e cercano appoggi in Boemia
estate 1533 Il Sinodo Valdese di Prali conferma l’adesione alla Riforma
1534 Il Re d’Inghilterra Enrico VIII fonda la Chiesa d’Inghilterra
29 gennaio 1535 Editto del Re di Francia Francesco I contro tutti i protestanti. I Valdesi del Luberon prendono le armi e conquistano diverse piazzeforti, facendo base nelle foreste
4 giugno 1535 Pubblicata a Neuchatel la traduzione in francese di Olivetano della Bibbia, richiesta dai Valdesi
agosto 1535 Pantaleone Bersore, signore di Miradolo attacca i Valdesi in Val d’Angrogna con 500 armati, ma è sconfitto. Poche settimane dopo, un editto del Duca proibisce di attaccare o molestare i Valdesi
giugno 1536 I cittadini di Ginevra decidono di aderire alla Riforma
1536 Il barba Martin Gonin è arrestato sul Colle d’Orsières con l’accusa di spionaggio. Portato a Grenoble, è assolto da questa accusa ma, trovato in possesso di scritti protestanti, è condannato a morte per eresia. Le autorità evitano una esecuzione pubblica, lo fanno strangolare e gettare nel fiume Isère
18 novembre 1540 Dopo che, in reazione alla messa al rogo di un mugnaio di Mérindol e alla confisca del suo mulino, i valdesi del posto hanno preso le armi in una ribellione, il Re di Francia Francesco I emana l’Editto di Mérindol con cui condanna a morte 19 capi valdesi, bandisce le loro famiglie e ordina di radere al suolo il villaggio, tagliarne le foreste e sradicare gli alberi da frutto. Ma di fronte all’atteggiamento dei valdesi e all’intervento dei principi protestanti tedeschi suoi alleati, il Re concede l’amnistia
1541 Calvino pubblica a Basilea ‘Istituzione della Religione Cristiana’
1544 L’arcivescovo di Arles, il vescovo di Aix-en-Provence e altri prelati, riuniti ad Avignone, chiedono al Re, “per la salvezza della sua anima”, di revocare l’amnistia per i valdesi del Luberon, affermando che erano in grado di arruolare quindicimila uomini e attaccare Aix o Marsiglia, e che erano in stretto rapporto con la Svizzera
1° gennaio 1545 Nuovo editto di Francesco I contro i Valdesi di Francia
13-18 aprile 1545 Un piccolo esercito, radunato dal barone di Oppède, attacca uno per uno i villaggi valdesi del Luberon, distruggendoli completamente e uccidendo tutti gli abitanti su cui riescono a mettere le mani
20 maggio 1553 Il Sant’Uffizio affida al vicario dell’arcivescovo di Napoli il compito di combattere l’eresia nel Sud Italia
17 aprile 1555 I pastori riformati ginevrini Jean Vernou e Jean Lauvergeat tengono il culto pubblico a Fenestrelle
25 settembre 1555 Pace di Augusta. Stabilito il principio ‘Cuius regio eius religio’: in base ad eso i Valdesi dovrebbero abbracciare la religione cattolica del Duca di Savoia o andare in esilio
1555 Si inaugura il culto pubblico nel Tempio del Ciabas, Val Pellice
4 maggio 1557 Il pastore Nicolò Sartoris di Chieri, figlio del notaio Leonard arrestato e morto in carcere, è arso vivo ad Aosta per eresia
giugno 1557 Bartolomeo Héctor è strangolato e arso in piazza Castello a Torino, per la sua fede protestante
1557 Almeno da quest’epoca dodici pastori a tempo pieno curano le chiese delle Valli
29 marzo 1558 Il pastore valdese Goffredo Varaglia strangolato e bruciato in piazza Castello a Torino, dopo aver perdonato il boia
2 maggio 1559 Il pastore valdese Gian Luigi Pascale, giunto l’anno prima da Cuneo, è arrestato a Guardia Piemontese, Calabria
15 febbraio 1560 Editto del Duca Emanuele Filiberto di Savoia: è vietato ascoltare le prediche dei Valdesi. Mentre i protestanti di Ginevra consigliano la resa, Valdesi disobbediscono
maggio 1560 Approvata la prima Confessione di fede valdese, preparata dal pastore di San Giovanni Pellice Scipione Lentolo, sulla base della Confessione Gallicana dell’anno precedente. In precedenza non si era sentito il bisogno di mettere per iscritto in un testo sistematico le dottrine della Chiesa Valdese, che – si affermava – erano immutate da tempo immemorabile. Ora c’è però l’esigenza di sottoporle al Duca Emanuele Filiberto affinché possa verificare “se noi neghiamo Dio, Giesu Christo, la Virginità della madre del Signore, il Paradiso, e l’Inferno: se vogliamo vivere una vita licenziosa e scelerata, e se cerchiamo di ribellarci a i superiori… sì come gli avversari nostri ci calunniano”.
16 settembre 1560 Il pastore Gian Luigi Pascale è messo al rogo a Roma senza aver abiurato, nonostante prigionia e torture. Intanto in Calabria, su sollecitazione di “San” Carlo Borromeo, segretario di Stato del Papa, si inaspriscono le vessazioni contro i Valdesi, costretti all’abiura (che però, lamentano gli inquisitori, restava solo esteriore), vengono eseguite varie condanne, le case dei loro presunti capi sono rase al suolo, molti di loro scappano altrove
settembre 1560 Il Duca di Savoia, soppressa con la forza la presenza valdese in pianura, tentato senza successo di persuadere i valdesi di montagna all’abiura col gesuita Antonio Possevino, contrastato dal pastore di San Giovanni Scipione Lentolo, nomina Giorgio Costa comandante della guarnigione destinata a colpire i Valdesi. All’arrivo delle truppe in Val Pellice, molte famiglie cattoliche mandano le giovani donne a rifugiarsi tra i Valdesi, temendo la condotta “licenziosa” della soldataglia
21 gennaio 1561 A Puy le chiese delle Valli Pragelato, Chisone e Luserna approvano il Patto dell’Unione, “perpetua et inviolabile confederatione” militare e teologica che le vincola a non accettare novità dottrinarie o liturgiche se non unanimemente. Subito dopo, i Valdesi attaccano guarnigioni ducali e saccheggiano la Chiesa Cattolica di Bobbio Pellice
9 febbraio 1561 Decreto del Sant’Uffizio contro i Valdesi di Calabria: ai funerali non possono presenziare più di sei persone, divieto di parlare occitano, obbligo di partecipare alla Messa ogni mattina, obbligo di istruzione cattolica dall’età di 5 anni, divieto di intrattenere rapporti con il Piemonte e con Ginevra, divieto ai Valdesi di sposarsi fra di loro, obbligo di pagare le luci davanti al Sacramento, demolizione delle case che ospitano predicatori. I Valdesi reagiscono con la resistenza passiva o con la fuga nelle foreste dove mantengono la loro religione
14 febbraio 1561 Piemonte. I Savoia attaccano i Valdesi
marzo/aprile 1561 Le truppe savoiarde, forti di 7000 uomini, sono più volte respinte nei loro tentativi di espugnare Pra del Torno. La tradizione riporta innumerevoli episodi di straordinario valore militare dei Valdesi e di provvidenziali episodi in loro aiuto. Carlo Trucchietti di Perrero, valente capitano dei persecutori, è abbattuto da un contadino. La guerra del 1561 è la più grande vittoria bellica dei Valdesi
3 maggio 1561 Papa Pio IV affida la risoluzione definitiva del problema dei Valdesi di Calabria agli arcivescovi di Reggio Calabria e Cosenza
20 maggio 1561 Calabria: il barone di Castagneto e il vescovo di Cosenza si danno al rastrellamento del villaggio di San Sisto, si gettano all’inseguimento di alcuni valdesi e cadendo così in una imboscata dove cinquanta persecutori e lo stesso Castagneto vengono uccisi
29 maggio 1561 Calabria: il marchese di Bucchianico e altri nobili, radunate truppe spagnole e del Sud Italia, insieme a criminali comuni arruolatisi per ottenere l’amnistia, attaccano i Valdesi, su ciascuno dei quali era stata posta una taglia. A San Sisto saccheggiano e incendiano le case, uccidono gli uomini e violentano le donne, poi inseguono nelle foreste i fuggiaschi con cani mastini. Molti altri sono uccisi, a centinaia sono incarcerati. Alcuni si rifugiano a La Guardia (oggi Guardia Piemontese)
5 giugno 1561 In Piemonte trattato di Cavour tra i Valdesi e il Duca di Savoia. Perdono e assoluzione ai Valdesi per tutti gli atti commessi durante la guerra, autorizzazione a tenere i culti in determinate aree delle Valli. È la prima eccezione in Europa al ‘Cuius regio eius religio’ e il primo riconoscimento di diritto alla libertà religiosa e a difenderla con le armi
5 giugno 1561 Calabria: le soldataglie entrano a Guardia Piemontese con l’inganno, catturano molte centinaia di valdesi
11 giugno 1561 In un luogo di Guardia PIemontese chiamato da allora “Porta del Sangue” il boia sgozza 88 valdesi. In tutto i valdesi uccisi in Calabria in quei giorni sono da 600 a 6000, a seconda delle stime. Il supplizio di cento donne, che dovevano essere torturate e uccise è sospeso per l’ammirazione suscitata dai Valdesi in due gesuiti per le loro virtù morali e il fatto che mai bestemmiano o litigano fra di loro. Molti sono deportati a remare sulle galee spagnole, le donne e i bambini venduti come schiavi, gli altri costretti all’abiura e lasciati liberi ma con l’obbligo di vestire l’abito del penitente. Alcuni riescono a raggiungere le Valli o Ginevra
1562 I pochi Valdesi di Francia sopravvissuti alle persecuzioni aderiscono alla Chiesa Riformata
27 maggio 1564 Muore Giovanni Calvino a Ginevra
13 settembre 1565 Muore Guglielmo Farel presso Neuchatel
11 novembre 1571 Il Sinodo conferma e aggiorna il Patto dell’Unione con l’Unione delle Valli
1572 Si fondono gli ordini di San Maurizio e di San Lazzaro per lottare “contro i Turchi e contro i Valdesi”.
1573 Pramollo abbraccia ufficialmente la Riforma attraverso la Chiesa Valdese dopo una disputa tra il pastore e i prete.
15 ottobre 1582 Da questa data in poi, nei paesi cattolici e in questa cronologia viene usato (salvo errori) il calendario gregoriano, benché a lungo i paesi protestanti abbiano ancora mantenuto il calendario giuliano. Ad esempio, al momento del giuramento di Sibaud, i Valdesi – che venivano dalla protestante Ginevra e avevano contatti con Paesi Bassi e Inghilterra – ritenevano fosse il 1° settembre 1689, mentre i loro nemici erano al giorno 11. Tornati in pace con il Duca di Savoia, si adattarono anch’essi al calendario gregoriano
1583 Per contrastare i Valdesi, stabiliscono loro sedi in Val Luserna i Cappuccini a Torre Pellice, Villar Pellice e Bobbio Pellice e i Gesuiti a Luserna
1594 Nasce Antoine Léger a Villasecca
1598 Con l’editto di Nantes, Enrico IV Re di Francia garantisce la tolleranza agli Ugonotti e ai protestanti in generale
25 aprile 1599 Nasce a Huntingdon Oliver Cromwell
2 febbraio 1615 Nasce a Villasecca Jean Léger, nipote di Antoine
1616 Esce in Olanda il libro ‘Waldensia’ che rivendica l’antichità e la continuità apostolica delle dottrine della Riforma, testimoniata dalla storia dei Valdesi
1617 Nasce Giosuè Gianavello a Liorato, presso Luserna
1629 Jean Léger va a studiare teologia a Ginevra
maggio 1630 Primo caso di peste a San Germano Chisone
giugno 1630 La peste si diffonde in Val Pellice: circa 9000 valdesi muoiono, solo due pastori sopravvivono. I Valdesi chiedono nuovi pastori a Ginevra, il francese soppianta l’italiano come lingua ufficiale della Chiesa Valdese
1636 Il prefetto papale Teodoro Belvedere, missionario presso le Valli, pubblica un libro in cui afferma che “le eresie dei Valdesi e degli Albigesi sono sempre state presenti in Val d’Angrogna”
7 ottobre 1637 Muore a Vercelli il Duca Vittorio Amedeo I di Savoia. Inizia la lunga reggenza della vedova Maria Cristina di Borbone-Francia, prima con il figlio Francesco Giacinto, poi, alla morte di questo nel 1638 a sei anni, con l’altro figlio Carlo Emanuele II, di quattro anni. Le venne attribuita condotta licenziosa, poi trasformatasi in fanatica devozione religiosa. In entrambe le fasi si adoperò a ridurre il territorio e i diritti dei Valdesi, in violazione della Pace di Cavour
27 giugno 1638 Muore il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Cirillo Lucaris, cui il pastore valdese Antonio Léger, cappellano dell’ambasciata olandese, aveva fatto conoscere i principi della Riforma, tentando di farli applicare nel mondo ortodosso. Léger torna alle Valli
1639 Jean Léger consacrato pastore
30 settembre 1641 Nasce a Embrun Henri Arnaud
1643 Il valdese Pietro Gilles pubblica in francese, dopo averla scritta in italiano, “Storia ecclesiastica delle chiese riformate un tempo chiamate valdesi”, aggiornamento di “Storia dei Valdesi e degli Albigesi” del pastore francese Perrin. In essa scrive che “la Religione riformata professata nelle Valli è la vera dottrina Apostolica, che Dio per sua grazia vi ha sempre conservato” e che i seguaci di Valdo arrivati da Lione “vi hanno trovato la vera semenza della religione”
estate 1643 Jean Léger eletto moderatore. Succede ad Antoine che, accusato di lesa maestà, era riparato a Ginevra
1644 Pietro Gilles scrive “150 Sacri Salmi”, ultimo testo valdese in Italiano per 200 anni
1646 Jean Léger riceve dal Sinodo l’incarico di continuare l’opera storica di Gilles
1650 Editto ducale impone ai Valdesi di lasciare ogni località, tranne quelle più montane: Angrogna, Bobbio Pellice, Villar Pellice e Rorà. Di fronte alla resistenza valdese, l’editto di fatto non è applicato.
14 novembre 1650 Nasce Guglielmo d’Orange, futuro Stadtholder delle Province Unite e re Guglielmo III d’Inghilterra
26 dicembre 1653 Oliver Cromwell diventa Lord Protettore d’Inghilterra
15 gennaio 1655 L’editto del 1650 viene nuovamente imposto
febbraio 1655 Gianavello raccoglie uomini per resistere con le armi a prevedibili mosse dei persecutori
17 aprile 1655 Il Marchese di Pianezza, forte di almeno 4000 uomini, soldati, criminali comuni perdonati, alcuni irlandesi esiliati da Cromwell per aver massacrato protestanti nei loro paesi, lancia l’attacco ai Valdesi a Torre Pellice. I valdesi riescono a rompere l’accerchiamento e fuggono verso le montagne. Nella bassa Val Pellice, il marchese incendia i templi, poi insegue i fuggitivi. Va perduto il lavoro di Jean Léger sulla storia valdese
19-20 aprile 1655 Il Pianezza attacca San Giovanni, Angrogna, Bricherasio e Tagliaretto ma è sempre respinto.
21 aprile 1655 Il marchese di Pianezza convoca i rappresentanti valdesi e afferma che gli attacchi non erano voluti da lui ma dovuti all’indisciplina dei soldati. Propone di acquartierarli in piccoli gruppi in tutti i villaggi della valle per controllarli meglio. I Valdesi, tranne Léger e Gianavello, accettano.
24 aprile 1655 Vigilia di Pasqua: gli uomini del Pianezza attaccano in tutta la valle, massacrano, stuprano, uccidono e rapiscono bambini. Innumerevoli atti di ferocia gratuita in cui si distinguono gli irlandesi. In breve tempo, controllano tutta la Val Pellice, tranne Rorà, difesa da Gianavello. I Valdesi superstiti si rifugiano in gran parte in Val Chisone e Queyras (Francia)
27 aprile 1655 I pastori stendono a Pinasca la cronaca della persecuzione in atto e la inviano ai pastori di Ginevra
2 maggio 1655 Jean Léger si reca a Parigi per suscitare sdegno e pressione diplomatica contro le atrocità perpetrate contro i Valdesi
8 maggio 1655 Grazie a Jean Léger la ‘Gazette’ di Parigi pubblica la cronaca delle persecuzioni, che diventano così un caso internazionale. Il grande poeta inglese John Milton, segretario di Oliver Cromwell, scrive un sonetto: “Vendica, o Signore, i tuoi santi massacrati… che mantennero pura la tua verità, quando i nostri padri veneravano ceppi e pietre”.
23 maggio 1655 Le autorità savoiarde pongono sulla testa di Jean Léger una taglia di 600 ducatoni, una somma sufficiente a comprare parecchi ettari di buona terra
18 giugno 1655 Battaglia del Verné: l’esercito sabaudo è respinto dai valdesi di Gianavello, pur in assenza del grosso dei combattenti. Gianavello è colpito da una fucilata al petto
23 luglio 1655 Gianavello, guarito, torna a combattere
3 agosto 1655 Iniziano i negoziati tra valdesi e rappresentanti del Duca di Savoia
18 agosto 1655 Per le pressioni della Svizzera, della Francia con la quale Cromwell minacciava di rompere l’alleanza, e per le minacce di Cromwell di attaccare le coste sabaude con la sua potente flotta, il Duca di Savoia concede la ‘Patente di Grazia’ che conferma la pace di Cavour del 1561 e consente il rientro di Jean Léger
fine 1655 Moglie e figlia maggiore di Gianavello si riuniscono a Giosuè, dopo essere state rapite, e imprigionate a Torino
1656 Arnaud, inviato a studiare a Torre Pellice, incontra il moderatore Jean Léger e Gianavello
3 settembre 1658 Oliver Cromwell muore a Whitehall
fine 1658 Riprende la resistenza armata nelle Valli (la “guerra dei banditi”) alle nuove vessazioni delle autorità
23 settembre 1661 L’assemblea delle chiese delle Valli stende una difesa di Jean Léger e l’invia ai delegati del Duca
5 ottobre 1661 Lettera di Antonio Léger ai Valdesi per presentare la Confessione di Fede, tutt’ora vigente, benché violata nei fatti
fine 1661 Muore a Ginevra Antoine Léger, pochi giorni prima dell’arrivo di Jean, fuggito dalle Valli per una serie di accuse contro di lui dalle autorità ducali
febbraio 1662 Jean Léger è condannato a morte in contumacia, la sua casa distrutta, egli stesso giustiziato in effigie
22 aprile 1662 I Valdesi presentano al Duca una memoria sulla violazione della ‘Patente di Grazia’
1662 Arnaud si iscrive al Collegio di Erasmo di Basilea per studiare teologia
25 giugno 1663 Editto del Duca che impone ai Valdesi di cessare ogni sostegno ai “banditi”, cioè gli uomini di Gianavello
17 dicembre 1663 Iniziano nuovi negoziati tra Valdesi e rappresentanti del Duca di Savoia
14 febbraio 1664 Editto del Duca che garantisce la libertà religiosa ai Valdesi, pur vietando il culto nell’area di San Giovanni e imponendo l’esilio dei valdesi del quartiere di Liorato, Gianavello compreso, il quale si rifugia a Ginevra
1664 Arnaud si arruola in un reggimento olandese; vi conosce Guglielmo d’Orange
1666 Arnaud si iscrive all’Università di Calvino a Ginevra
1669 Pubblicata a Leida la ‘Histoire Générale des Eglises Evangéliques des vallées de Piemont ou Vaudoises’ di Jean Léger, che si propone di “[f]ar toccare con mano la loro Successione Apostolica senza interruzione, provando in modo invincibile che in diversi luoghi delle Valli mai gli abitanti aderirono alle Tradizioni Papali”
1670 Muore Jean Léger a Leida. Esce in fiammingo la sua ‘Histoire Générale’. Arnaud si laurea in teologia e diventa pastore di Maniglia-Massello
14 luglio 1683 Inizia l’assedio turco a Vienna
11/12 settembre 1683 Un esercito di austriaci, polacchi e tedeschi sconfigge i Turchi presso Vienna. La guerra austro-turca dura fino al 1699. I turchi sono di fatto alleati di Luigi XIV
18 ottobre 1685 Luigi XIV, Re di Francia, con l’editto di Fontainbleau, revoca l’editto di Nantes. Riprendono le persecuzioni contro i Protestanti
novembre 1685 Prima stesura delle “Istruzioni militari” di Gianavello. Saranno applicate durante il Glorioso Rimpatrio e studiate da Napoleone. Si tratta di consigli pratici di carattere sia militare sia spirituale, sintetizzabili nel suo motto: “Nulla sia più forte della vostra fede”.
7 febbraio 1686 E’ affisso nelle Valli l’editto ducale di soppressione della religione valdese. Gli ambasciatori svizzeri offrono ai Valdesi la possibilità di rifugiarsi nel loro paese
24 marzo 1686 In un’assemblea dei Valdesi, i rappresentanti dei cantoni svizzeri tentano di persuaderli all’esilio presso di loro
2 aprile 1686 Nuova assemblea: solo un terzo dei Valdesi, Angrogna, Bobbio, San Giovanni e Torre Pellice sono favorevoli alla resistenza ad oltranza. Gli altri sono disposti all’esilio.
9 aprile 1686 Nuovo editto del Duca che ingiunge ai Valdesi di deporre le armi e proibisce loro di riunirsi. Su pressione dei cantoni svizzeri il Duca concede la possibilità dell’esilio, ma solo dopo aver deposto le armi ed essersi consegnati
14 aprile 1686 Minacciati da 5000 soldati francesi giunti a San Secondo e da altrettanti piemontesi in Val Pellice, i Valdesi tengono un’assemblea a Roccapiatta per decidere che fare. La maggior parte dei pastori è per la resa, ma la perorazione di Arnaud e le pesantissime condizioni poste dal Duca portano alla decisione opposta. La riunione termina con la preghiera: “Signore Gesù! Tu che tanto soffristi e che per noi moristi, concedici la grazia di poter soffrire e di sacrificare la nostra vita per Te! Ognuno di noi esclami con l’Apostolo: Io tutto posso in Cristo che mi fortifica!”
23 aprile 1686 Inizia l’offensiva militare contro i Valdesi, che a San Germano Chisone, sotto il comando di Arnaud, respingono con successo il primo attacco. Ma ben presto hanno la peggio dappertutto
7 maggio 1686 Cade la Grande Guglia, ultima resistenza valdese
giugno 1686 I Valdesi sono sconfitti. Almeno 2000, incluso donne vecchi e bambini, sono massacrati sul posto nei modi più orrendi, circa 8000 si “affidano alla clemenza del Duca” e sono imprigionati a Miolans, Verrua, Ceva, Mondovì, Torino, Carmagnola, Asti, Trino, Vercelli, Cherasco, Fossano e Saluzzo, dove circa 5500 di loro moriranno nei mesi seguenti. Ciascuno potrebbe evitare imprigionamento e peggio con la conversione al cattolicesimo, strada scelta da altri 3000. Alcuni, tra cui Arnaud, riescono a fuggire in Svizzera, circa 200, gli “Invincibili”, resistono sulle alture tra la Val Pellice e la Val Germanasca, da dove fanno incursioni contro coloro che si sono impadroniti delle loro terre
18 ottobre 1686 Grazie alle pressioni svizzere e alle azioni degli Invincibili, l’emissario del Duca concede che i sopravvissuti alla prigionia possano partire per la Svizzera. Agli Invincibili, circa 460 famiglie, consentito di tenersi le armi e vengono loro consegnati ostaggi in garanzia della loro incolumità finché non giungono oltre confine. Gli Svizzeri si impegnano a impedire tentativi di rientro
22 gennaio 1687 I primi esuli valdesi liberati dalle carceri piemontesi  giungono a Ginevra. Altri 3700 accettano la conversione al cattolicesimo e la deportazione nel vercellese
10 marzo 1687 Gli ultimi dei 2450 esuli valdesi giungono a Ginevra. Per la prima volta da tempo immemorabile non ci sono valdesi in Piemonte. Circa 300 sono invece morti di freddo e fatica durante il viaggio per le pessime condizioni in cui sono stati liberati dalle fortezze dei Savoia
giugno 1687 Alcune centinaia di valdesi si riuniscono a Ouchy per attraversare il lago di Ginevra e intraprendere il ritorno. Sono fermati dal balivo di Losanna
24 giugno 1688 Circa 700 valdesi di riuniscono a Bex sul Rodano per tentare il rimpatrio nelle Valli. Il balivo di Aigle li convince e desistere. Arnaud incoraggia a sperare in tempi più adatti: “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno” (Luca 12). A seguito di questo episodio centinaia di valdesi vengono allontanati verso la Germania
estate 1688 Arnaud ottiene l’appoggio di Guglielmo d’Orange, reggente d’Olanda, per un nuovo e più organizzato tentativo di ritorno
5 novembre 1688 Glorious Revolution in Inghilterra: Guglielmo d’Orange sbarca in Inghilterra alla testa di un esercito olandese sostenuto dai protestanti inglesi contro il re cattolico Giacomo II, proclamando “le libertà d’Inghilterra e la religione Protestante”
febbraio 1689 Secondo lo storico inglese Thomas Newton (1707-1782), in uno di questi mesi, tale vescovo anglicano Lloyd, che ospitava un pastore valdese rifugiato, esortò quest’ultimo a riunisrsi ai suoi poiché, sulla base delle Scritture, in particolare Apocalisse 12, riteneva che in capo a tre anni e mezo i Valdesi sarebbero tornati nella loro patria.
marzo 1689 Giacomo II, già scacciato dall’Inghilterra, sbarca in Irlanda protetto da truppe francesi
11 aprile 1689 Guglielmo d’Orange e la moglie Maria incoronati Re e Regina d’Inghilterra
maggio 1689 Luigi XIV attacca il Palatinato e distrugge Heidelberg e Mannheim. Molti valdesi che erano stati mandati nell’area si rifugiano in Svizzera: grazie a questo alcuni di essi parteciperanno al Rimpatrio
giugno 1689 Il Duca di Savoia mette una taglia di 300 doppie per chi uccida Arnaud, per chi lo consegni vivo 600, cioè 3 milioni e mezzo di denari dell’epoca (molto approssimativamente 2 milioni di euro). Vista inutile questa mossa, assolda dei sicari di vari paesi, i cui agguati falliscono uno dopo l’altro
23 agosto 1689 Un esercito inglese sbarca in Irlanda per fare fronte a Giacomo II. L’esercito comprende due reggimenti di profughi ugonotti francesi
25 agosto 1689 Presso Nyon, sul Lago di Ginevra, iniziano a radunarsi 972 uomini di cui circa 600 valdesi, 300 ugonotti e altri protestanti per rientrare con le armi nelle Valli, distanti 300 chilometri, tutti da percorrere in territorio nemico: ciò che, nella speranza di imitare la Gloriosa Rivoluzione inglese, è definito il Glorioso Rimpatrio. Il comandante Bourgeois non riesce a raggiungere il luogo ed è sostituito dal capitano Turel
26 agosto 1689 Prima dell’imbarco Arnaud ricorda che chi non è disposto ad affrontare la morte e le torture per la salvezza dell’anima può tornare indietro. Gli altri giurano di mai chiedere e concedere quartiere e di combattere fino alla morte se necessario
27 agosto 1689 I Valdesi, attraversato da Prangins il Lago di Ginevra, sbarcano a Yvoire. Superano Boëge e St Jeoire e, dopo una breve sparatoria, arrivano a Corman
28 agosto 1689 Sotto la pioggia, attraversano Cluses fra i cittadini armati,  superano Sallanches, e giungono a Combloux
29 agosto 1689 Sotto la pioggia incessante passano il col du Very e il colle delle Finestre e giungono a Plan Jovet. Marciano “come il popolo d’Israele nel deserto, tutto proteso alla terra promessa”, scrive uno di loro
30 agosto 1689 I Valdesi superano i 2448 m del Col du Bonhomme, inaspettatamente non presidiato da soldati, e giugono a Sciez
31 agosto 1689 Giungono a Val de Tigne
1 settembre 1689 Superano il Col d’Iseran (2769 m) e giungono a La Maddalena di Bessans
2 settembre 1689 Passano il Colle Moncenisio (2184 m), dove bloccano i corrieri postali perché non diano la notizia, ntrano in Val di Susa, sconfiggono un piccolo presidio e giungono a Molaretto
3 settembre 1689 I Valdesi sono bloccati dalle truppe sabaude presso il Giaglione. Cade il capitano Pellenc. Costretti a cercare il passaggio più a ovest, incalzati dalle truppe sabaude e francesi, perdono diversi uomini, caduti o prigionieri. Inseguiti dal nemico alle spalle, non hanno altra scelta che dare l’assalto, ridotti a 800, al ponte di Salbertrand, presidiato da 2500 soldati francesi. Lo scontro è durissimo, i valdesi sono bersagliati dalla fucileria francese. Qualcuno grida: “Il ponte è preso”. La notizia non è vera ma tutti i Valdesi, pensando che sia urgente approfittare del possesso del ponte per superarlo il più presto possibile, attaccano con un tale impeto che, sotto fitte scariche di fucileria, travolgono il nemico, superano la Dora Riparia, saccheggiano e devastano l’accampamento francese e uccidono molti nemici. Lo stesso comandante francese, Marchese di Larray, si salva a stento
4 settembre 1689 I Valdesi rivedono dopo 3 anni le loro montagne, superano il Chisone e giungono Joussaud già pronti a un nuovo scontro con i sabaudi che presidiano il Colle del Pis
5 settembre 1689 I savoiardi al Pis si concentrano su uno solo dei due passaggi, lasciando sull’altro poche decine di soldati. I Valdesi non possono saperlo, ma è qui che varcano lo spartiacque, disperdendo i pochi nemici. La nebbia li nasconde alla vista del grosso del nemico che viene così aggirato. Giungono a Balsiglia e Massello, catturano e uccidono 46 miliziani. L’impresa impossibile del Rimpatrio è per ora riuscita, ma ora francesi e sabaudi sanno dove sono e organizzano le truppe per annientarli definitivamente
6 settembre 1689 Nel Tempio di Ghigo di Prali, sgomberato dagli arredi cattolici, i Valdesi tengono il primo culto nella loro terra dopo tre anni, presieduto dal pastore Arnaud
7 settembre 1689 I Valdesi sconfiggono i soldati sabaudi al Colle Giuliano e a Serre Cruel e giungono in Val Pellice, Ducato di Savoia
11 settembre 1689 A Sibaud, Bobbio Pellice, i Valdesi giurano di restare uniti ed essere fedeli fino all’ultima goccia del loro sangue, quand’anche fossero ridotti a tre o quattro
21 settembre 1689 Il capitano Bourgeois, il mancato comandante del rimpatrio, attraversa il Lago di Ginevra alla testa di un migliaio di svizzeri e francesi con l’intezione di raggiungere i Valdesi.
25 settembre 1689 Dopo le prime scaramucce con i soldati sabaudi, Bourgeois decide la ritirata
21 ottobre 1689 I Valdesi sono ridotti a 400 uomini per le perdite, alcune diserzioni e la partenza di una trentina di ugonotti tra i quali Turel, che, catturato dai francesi, sarà suppliziato sulla ruota a Embrun. Consiglio di guerra dei piemontesi sotto il comando del Marchese di Parella. Benché siano forti di 3470 uomini, rinunciano ad attaccare in attesa di rinforzi, ritenendosi non abbastanza forti per affrontare i 400 valdesi che fino ad ora hanno sconfitto pesantemente loro e i francesi
novembre 1689 I Valdesi sopravvivono per tutto l’inverno grazie al grano e all’orzo trovati intatti sotto la neve (fatto che i Valdesi senza esitazioni ritengono intervento divino) e ai saccheggi di bestiame durante le scorrerie, spesso cruente, volte anche ad allontanare i cattolici che si erano insediati nelle loro terre
6 dicembre 1689 I Valdesi, riuniti a Villasecca, per rispondere ai protestanti d’Europa che, pur sostenendoli, avevano remore morali e legali rispetto alla ribellione al loro principe, diffondono una “dichiarazione e manifesto” a tutti i prìncipi e popoli cristiani in cui affermano di aver “goduto initerrottamente del possesso delle Valli” da tempo immemorabile e di aver “professato la stessa nostra attuale religione senza alcuna alterazione degna di nota” e che “ci siamo sottoposti al dominio della Casa di Savoia” a condizione della “sicurezza per la nostra religione e delle nostre libertà”, condizioni più volte riconfermate nel corso dei secoli. Dichiarano pertanto “nostro dovere rivendicare e difendere la nostra religione e le nostre proprietà con la spada… e di non deporre le armi finché non ci saremo procurati il libero e pacifico possesso del nostro paese, dei nostri beni, vite, religione e delle nostre libertà”, promettendo di essere devoti sudditi del Duca di Savoia, una volta che tali obiettivi saranno raggiunti. Meno di quattrocento uomini, isolati, senza rifornimenti, dichiarano così guerra a uno dei più potenti sovrani d’Europa
febbraio 1690 I Valdesi si spostano da Rodoretto alla Balziglia e fortificano l’altura che sovrasta la borgata
15 marzo 1690 Giosuè Gianavello, che ha avuto notizia dei precari successi militari ottenuti, muore a Ginevra
22 marzo 1690 Il capitano Bourgeois, processato dalle autorità svizzere per ribellione a causa della sua tentata spedizione, è decapitato a Nyon. Cessa ogni possibilità di rinforzi ai Valdesi nelle Valli
27 aprile 1690 In risposta a vari messaggi fatti giungere ai Valdesi anche da loro parenti catturati o convertiti al cattolicesimo perché si arrendano prima del loro sterminio, reso inevitabile dall’arrivo di un grande esercito francese e piemontese, Arnaud scrive al Duca dicendo che l’intento dei Valdesi è di abitare le loro Valli con le famigie ed essere buoni sudditi e dunque non si arrendono
1 maggio 1690 3700 soldati francesi attaccano i Valdesi alla Balziglia, ridotti a meno di 300
2 maggio 1690 Grazie anche alla posizione e alle semplici ma efficaci fortificazioni, i Valdesi respingono l’attacco, catturano il colonnello Parat e uccidono oltre 400 nemici, senza avere fra di loro né un morto né un ferito
3 maggio 1690 Arnaud dà l’ordine di mettere le teste dei nemici uccisi sulle palizzate difensive per impaurire i persecutori e mostrare la determinazione dei Valdesi
10 maggio 1690 I francesi completano l’accerchiamento dei Valdesi da ogni lato
21 maggio 1690 Su ordine del maresciallo di Catinat, Feuquières sferra un nuovo attacco con 4000 uomini, senza successo
22 maggio 1690 I francesi offrono denaro come riscatto per il colonnello Parat. Arnaud chiede invece la liberazione di alcuni valdesi. Al rifiuto dei francesi Arnaud scrive loro: “Con l’aiuto del Dio degli eserciti, speriamo di vivere e morire nei possedimenti trasmessici fin dai tempi più remoti dai nostri padri. Se il vostro cannone spara le nostre rocce non ne saranno impaurite e noi l’udiremo tuonare.”
24 maggio 1690 I cannoni issati dai francesi colpiscono 114 volte le difese dei Valdesi, che sono costretti a rifugiarsi nel punto estremo della loro altura. Alle 18 il comandante francese Feuquières scrive al maresciallo Catinat, che si trova a Pinerolo: “A meno che l’ippogrifo li porti via non vedo come possano scappare, circondati a portata di pistola dalle nostre trincee.”
25 maggio 1690 I Valdesi – mentre a Pinerolo i boia approntano le corde per impiccarli e i soldati francesi preparano l’ultimo assalto all’altura sopra la Balziglia – sono avvistati a giorno fatto ormai lontani ore di cammino sul Colle del Ghinivert, al lato opposto della valle. Nella notte, con il favore di una improvvisa nebbia, guidati dal capitano Tron Poulat, che conosce i luoghi alla perfezione per averci pascolato le capre da ragazzo, erano passati tra due posti di guardia dei francesi in un punto giudicato da questi del tutto impercorribile
27 maggio 1690 I Valdesi attaccano Pramollo, annientano la guarnigione, catturano gli ufficiali
28 maggio 1690 I Valdesi entrano in Val d’Angrogna (Ducato di Savoia). Avvistano dei savoiardi e si preparano a un ennesima battaglia, ma si tratta degli emissari del Duca Vittorio Amedeo II che offrono loro pace ed amicizia. In cambio il Duca chiede di unirsi a lui per combattere contro i Francesi cui stava per dichiarare guerra. Ben presto i Valdesi, ringraziato il Signore per il sorprendente aiuto ricevuto, accettano.
1 giugno 1690 Battaglia di Boyne in Irlanda: Guglielmo III sconfigge Giacomo II, che fugge in Francia
4 giugno 1690 Il Duca Vittorio Amedeo II di Savoia firma un passaporto che autorizza tutti i Valdesi, che da quel momento combattono al suo fianco contro i Francesi, e i riformati che saranno con loro a circolare liberamente per le sue terre e invita i suoi sudditi a rifornirli a prezzi ragionevoli. Altri valdesi giungono dal Brandenburgo, quelli ancora nelle carceri piemontesi sono rilasciati
10 giugno 1690 I Valdesi, comandati da Arnaud, conquistano Perosa, altri si avvicinano a Pinerolo, devastano la Val Pragelato, occupano il passo per Briançon (all’epoca queste località erano territorio francese)
fine giugno 1690 Altri Valdesi giungono a Milano dalla Germania. Valdesi e milizie di Mondovì conquistano il Queyras, respingono attacchi francesi in Val Luserna. Nel complesso, sono migliaia i soldati francesi caduti sotto i loro colpi
3 luglio 1690 Arnaud, in uniforme da colonnello, incontra il Duca a Moncalieri
1690 Esce in Inghilterra il libro dell’ugonotto Peter Allix “Some Remarks upon the Ecclesiastical History of the Ancient Church of Piedmont”, in cui si ribadisce la continuità apostolica dei Valdesi
23 maggio 1694 Editto di tolleranza del Duca Vittorio Amedeo II nei confronti dei Valdesi
3 giugno 1694 Primo Sinodo valdese di cui resta la documentazione. I pastori sono 11, i deputati eletti 18, il 62%. Oggi gli eletti sono meno del 48%
1698 A causa del riavvicinamento del Duca alla Francia, i valdesi di origine francese sono costretti all’esilio. Fra questi, Arnaud, che si trasferisce in Germania
8 marzo 1702 Muore Guglielmo III
1704 Con il Duca in guerra contro Luigi XIV, Arnaud torna in Piemonte
1710 Arnaud, nuovamente in Germania, pubblica il suo libro sul Glorioso Rimpatrio
8 settembre 1721 Arnaud muore a Schönenberg
1730 I valdesi della Val Pragelato sono costretti dalle autorità a convertirsi al cattolicesimo. Per evitarlo, parecchi emigrano in Germania dove fondano villaggi con i nomi dei loro paesi d’origine
1739 Costituita a Torino una Reale Società per l’acquisto di terre dai Valdesi allo scopo di restringerne il territorio. Non vendere i propri immobili ad estranei diventa una sorta di obbligo morale per i Valdesi
1743 Costruita a Pinerolo la Casa dei Catecumeni destinata ad accogliere valdesi dai 14 anni se maschi o dai 12 se femmine che “spontaneamente” (spesso dopo un rapimento) decidono di abbracciare il cattolicesimo
19 luglio 1747 Battaglia dell’Assietta. 7400 piemontesi, tra cui un reggimento “valdese”, respingono l’attacco di 40mila francesi, che lasciano sul campo 5000 caduti. Solo 219 piemontesi perdono la vita
1748 Pinerolo è eretta in diocesi, con il compito di aprire una chiesa in ogni villaggio valdese
1750 Esce in tedesco la ‘Histoire Générale” di Jean Léger
16 maggio 1755 Muore a Cuneo il barone Friederich von Leutrum (“Baron Litron” in piemontese), governatore di Cuneo. Nonostante le continue lusinghe del Re per convertirsi al cattolicesimo, resta protestante fino alla fine e chiede di essere sepolto nel Tempio Valdese del Ciabas. I suoi resti furono poi spostati nel Tempio dei Bellonatti
23 dicembre 1777 Nasce il futuro Zar Alessandro I
2 ottobre 1789 Charles Beckwith nasce a Halifax, Canada
estate 1791 Al culto inaugurale del Sinodo il pastore David Mondon si esprime in modo favorevole alla rivoluzione francese e viene sospeso per un anno dalle sue funzioni
24 maggio 1794 Ultimo tentativo di sterminio dei Valdesi in Val Pellice, ordito da alcuni fanatici che volevano approfittare dell’assenza degli uomini, impegnati a difendere la frontiera del Regno contro i soldati di Napoleone. Un capitano e un prete cattolici informano gli uomini valdesi che riescono a tornare a Torre Pellice prima che i congiurati, ostacolati da un furioso temporale, possano agire
1805 Il moderatore Peyran, in qualità di sottoprefetto, incontra Napoleone e alla domanda su quando i Valdesi siano diventati una chiesa indipendente, risponde: “Dai tempi del vescovo Claudio.”
 1806 Inaugurazione del Tempio dei Bellonatti, a San Giovanni, la cui costruzione è autorizzata dalle autorità napoleoniche. Nello stesso periodo chiude la “Casa dei Catecumeni” di Pinerolo, dove venivano portati gli adolescnenti valdesi “convertiti”
11 febbraio 1810 Nasce a Torre Pellice Alexis Muston, futuro pastore, medico  e storico valdese, autore dell’Inno “Le serment de Sibaud” sul celebre giuramento
maggio 1814 Editto del Re di Sardegna Vittorio Emanuele I per la demolizione del Tempio dei Bellonatti. Grazie agli ambasciatori di Inghilterra e Svizzera non è attuato, ma viene eretta una palizzata che consente ai pochi fedeli della chiesa cattolica situata sull’altro lato del torrente, di non essere disturbati dalla vista degli “eretici”
18 maggio 1815 Nella battaglia di Waterloo, il colonnello inglese Charles Beckwith perde la gamba sinistra ed è costretto ad abbandonare l’esercito
9-14 ottobre 1821 Il quacchero William Allen riferisce al Congresso della Santa Alleanza a Verona delle misere condizioni e dell’alta dignità dei Valdesi, cosa che spinge lo Zar Alessandro I a donare loro una grossa somma per la costruzione del loro ospedale in Torre Pellice, promossa da Carlotta Peyrot con il marito Pietro Geymet, appoggiata dalla Tavola, e “tollerata” dal Re
5 gennaio 1823 William Stephen Gilly giunge a Torino dall’Inghilterra per una visita alle Valli e ai Valdesi, che riporterà in un celebre libro pubblicato l’anno stesso
1825 Visita del pastore ginevrino Felix Neff in Val Pellice. Nasce il movimento del Risveglio nell’area
1825 William Stephen Gilly giunge a Torino dall’Inghilterra per una visita alle Valli e ai Valdesi, che riporterà in un celebre libro pubblicato l’anno stesso
1826 Inaugurazione dell’Ospedale Valdese di Torre Pellice, finanziato dai doni dei Valdesi e di benefattori esterni, tra i quali soprattutto i 60.000 franchi dello Zar Alessandro I
estate 1827 Beckwith legge per caso il libro di Gilly sul suo viaggio tra i Valdesi. Nell’inverno seguente fa la sua prima visita in Val Pellice
1828 Inaugurazione dell’Ospedale Valdese di Pomaretto
1831 Fondazione del Collegio Valdese di Torre Pellice, su impulso di Gilly, con il nome di Holy Trinity College. I giovani valdesi possono ora studiare poiché l’accesso a ogni altra scuola è loro vietato
1831 A San Giovanni scontro fra l’anziano David Lantaret “risvegliato” e il pastore David Mondon. La Tavola rimuove Lantaret dalla sua carica. Ne segue una scissione nella comunità che dura alcuni anni
20 gennaio 1834 Andrea Charvaz è nominato vescovo di Pinerolo. Nei 13 anni di episcopato contrasterà fortemente i Valdesi, contestando la loro origine apostolica (con gli stessi argomenti della storiografia ufficiale di oggi), tenterà di trasformare Torre Pellice in un borgo cattolico con la costruzione di una grande chiesa, delle  scuole e delle strutture dell’Ordine Mauriziano
1834 Alexis Muston pubblica a Strasburgo e Parigi “Histoire des Vaudois des Vallées du Piemont et de leurs colonies”. Benché l’autore abbia solo 23 anni (l’opera è un ampliamento delle tesi presentate durante i suoi studi a Losanna e Parigi), riceve vasto apprezzamento dai più famosi storici dell’epoca. Muston ebbe vasto prestigio, conobbe Victor Hugo, Alexandre Dumas, Chateaubriand. Con altri, come Zola e Garibaldi, fu in corrispondenza epistolare. Muston sostiene fortemente la tesi tradizionale, all’epoca oggetto di obiezioni da parte di diversi storici, secondo cui “i Valdesi delle Alpi sono dei cristiani primitivi o eredi della Chiesa primitiva, conservatisi al riparo delle alterazioni successivamente introdotte dalla Chiesa Romana”
9-10 gennaio 1835 Fuga notturna da Bobbio Pellice attraverso il Colle della Croce di Alexis Muston, in visita ai genitori. Le autorità sabaude volevano arrestarlo per aver pubblicato all’estero la sua tesi di laurea senza l’autorizzazione preventiva della loro censura. Le accuse andarono in prescrizione entro i seguenti sette anni.
settembre 1839 Il Sinodo valdese approva la ‘Disciplina ecclesiastica’ che conferma la Confessione di fede del 1655
17 febbraio 1848 Re Carlo Alberto riconosce ai Valdesi i diritti civili. Ancora oggi i Valdesi considerano il 17 febbraio una festa civile e in molte località accendono falò in ricordo di quando ciò fu fatto per annunciare la firma del Re.
1848 Bartolomeo Malan e Paolo Geymonat si recano in Toscana a sostegno delle nascenti comunità evangeliche, ma sono cacciati dalle autorità del Granducato
27 settembre 1849 La Tavola Valdese rifiuta la concessione di taluni privilegi da parte del Regno, in cambio di controlli statali
27 ottobre 1850 Il missionario mormone Lorenzo Snow battezza nel torrente Angrogna i primi valdesi convertitisi alla sua religione
1850 Il pastore Jean-Pierre Meille fonda a Torino la prima chiesa valdese in lingua italiana
1850 Beckwith si trasferisce definitivamente in Val Pellice. Per suo impulso verranno aperte 170 scuole, in ogni quartiere e borgata delle Valli. Da allora l’analfabetismo è del tutto scomparso in ambito valdese, dove già era limitato per l’importanza che si dava alla lettura della Bibbia, mentre era sopra l’85% nel resto d’Italia
1851 Dopo anni di accurate ricerche sulle fonti in diversi paesi d’Europa, Alexis Muston pubblica a Parigi l’ampliamento della sua opera storica, con il titolo “Israël des Alpes – Première histoire complète des Vaudois des Vallées du Piemont et de leurs colonies”. Il suo prestigio di storico cresce ulteriormente. L’opera sarà tradotta anche in inglese e tedesco, mai in italiano. Attualmente non è pubblicata. In essa Muston risponde punto per punto a tutti coloro che fanno risalire i  Valdesi unicamente a Valdo di Lione, negando una loro precedente presenza sulle Alpi o altrove. Ancora oggi molte delle tesi di Muston, essendo difficili da controbattere, vengono ignorate da chi assume come verità assoluta che tutto il movimento nasca dal nulla con Valdo.
1853 Un gruppo di circa 70 valdesi convertiti al mormonismo lascia la Val Pellice per lo Utah. È il più grande passaggio spontaneo di valdesi ad altra religione
15 dicembre 1853 Inaugurazione del Tempio di Torino
1855 Nasce la casa editrice valdese Claudiana, che prende il suo nome dal vescovo Claudio. Nasce la Facoltà di Teologia Valdese a Torre Pellice
novembre 1856 J.P. Baridon e altri 10 valdesi di Villar Pellice costituiscono il primo insediamento valdese in Uruguay
1857-1877 I valdesi emigrati costituiscono varie chiese in Uruguay e Argentina
24 giugno 1859 Il pastore valdese Giorgio Appia contribuisce alla fondazione della Croce Rossa a seguito della carneficina della battaglia di Solferino
1860 La Facoltà Valdese di Teologia si sposta da Torre PellIce a Firenze
22 luglio 1862 Charles Beckwith muore a Torre Pellice
1863 Alexis Muston pubblica “Valdésie” poema sulla storia valdese
1870 Subito dopo la battaglia con cui Roma entra a far parte del Regno d’Italia, un colportore valdese introduce le sue bibbie nella città. Dopo pochi mesi, il pastore Prochet tiene il primo culto in una stanza d’albergo
1877-1955 Secondo periodo di espansione della presenza valdese in Uruguay e Argentina
1879 Apre il Tempio di Coazze
1880 Apre il Tempio di Verona
1881 Aprono i templi di Milano e Napoli. Nei decenni seguenti, parecchie altre chiese nascono in tutta Italia
1887 Il pastore e storico valdese Emilio Comba pubblica “Histoire des vaudois d’Italie depuis leur origine jusqu’à nos jours” dove si nega che le origini dei Valdesi siano più antiche di Valdo di Lione. E’ oggi la teoria abbracciata da quasi tutti gli studiosi
6 aprile 1888 Alexis Muston muore a Bourdeaux
1889 Nel duecentesimo anniversario del Glorioso Rimpatrio, si inaugura a Torre Pellice la Casa Valdese, dove tutt’ora di riuniscono il Sinodo e la Tavola Valdese
29 maggio 1893 Un primo gruppo di Valdesi giunge nella contea Burke, North Carolina. Entro l’anno giungerà un totale di 427 valdesi, che fondano una città col nome di Valdese
1894 Apre l’Asilo per Anziani di San Germano Chisone
1895 Apre l’Asilo per Anziani di Luserna San Giovanni
1908 Nasce il settimanale “dedicato alla famiglia valdese” ‘La Luce’ “, predecessore diretto dell’attuale “Riforma”
Dal 24 maggio 1915 al 4 novembre 1918 L’Italia partecipa alla Prima Guerra Mondiale. Oltre 100 caduti tra i Valdesi
1915 Inaugurazione del Tempio Valdese di piazza Cavour a Roma
1920 Primo incontro di rappresentanti di tutti gli evangelici italiani a Roma
1921 La Facoltà Valdese di Teologia si sposta da Firenze a Roma
1938 Il regime fascista proibisce ai Valdesi di tenere culti in francese
1939 Il regime esclude i Valdesi dalle cariche di podestà e segretario del fascio
settembre 1943 Il pastore Vittorio Subilia, futuro professore di teologia, presenta con altri al Sinodo un ordine del giorno  che chiede “alla Chiesa valdese di umiliarsi davanti a Dio per non aver saputo annunciare l’Evangelo in ogni circostanza”, con chiaro riferimento al fascismo e alla guerra. Per evitare spaccature, ritira il documento prima del voto
1945-1946 La Chiesa Valdese, forte della partecipazione di molti valdesi alla Resistenza, ha l’opportunità di chiedere un particolare riconoscimento nella Costituzione. C’è chi parla di regione autonoma. La scelta della dirigenza è non chiederla, “per non auto-ghettizzarsi”.
1951 Inaugurazione del Centro Ecumenico di Agape, presso Prali
settembre 1962 Il Sinodo decide, con soli 5 voti di scarto, di estendere la consacrazione dei pastori alle donne
1965 Secondo incontro degli evangelici italiani.
1965 Le chiese valdesi di Argentina e Uruguay sono autorizzate dal Sinodo di Torre Pellice ad avere un loro Sinodo
1967 Si costituisce la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, il cui principale fondatore è la Chiesa Valdese
1967 A Valdese, North Carolina, iniziano le rappresentazioni di “From This Day Forward” (“Da oggi in poi”) dramma teatrale sulla storia dei Valdesi.
1969 Si costituisce la FGEI – Federazione Giovanile Evangelica Italiana, dalla Federazione delle Unioni giovanili Valdesi e altri soggetti Evangelici. La stessa FGEI afferma che pone al centro il rapporto tra fede e impegno politico
1970-1975 Ad Agape si tengono parecchi incontri e “campi ecumenici” incentrati sul marxismo. In un corso di storia valdese del pubblicato dalla Fondazione Valdese 1994 si dice che in quegli anni c’è stato l’incontro “con l’elaborazione del pensiero marxista di gruppi politici più liberi e minoritari spesso ai limiti dell’eresia”. Non è chiaro cosa si intenda di preciso, ma nel 2016 Radio Blackout parlerà di appoggio alla lotta armata.
estate 1971 Il Sinodo approva il Documento sul Matrimonio, basato sulla Scrittura, in cui si afferma che la famiglia sorge quando in un matrimonio c’è la presenza di figli, anche nati fuori dal matrimonio o adottivi. Il divorzio non è neppure preso in considerazione
estate 1972 Il Sinodo decide che i pastori con diritto di voto non possano essere più numerosi dei “laici” includendo fra questi ultimi anche i membri di diritto, quali i membri della Tavola e un diacono ogni sette. Fino al 1848 gli eletti erano sempre stati circa i due terzi dei membri del Sinodo. Negli ultimi anni precedenti il 1972 i pastori costituivano oltre la metà dell’assemblea
16 marzo 1973 Approvato a Leuenberg “Atto di concordia” tra chiese europee luterane, riformate, unite ed altre, volto alla comunione ecclesiale fra di esse. Poiché nell’atto il fondamento biblico è citato in modo meno perentorio che nella Confessione di fede del 1655, nei decenni successivi è preso a pretesto per una “interpretazione” sempre più “libera” della Scrittura
1974 Primo campo femminista ad Agape
agosto 1975 Patto di integrazione fra le chiese valdesi e metodiste in Italia
inverno 1975/1976 Un gruppo di Valdesi che si definiscono scherzosamente “carbonari” si ritrova periodicamente, di solito in una casa all’imbocco della Val Pellice, per discutere come contrastare l’allontamento della Chiesa Valdese dall’Evangelo
aprile 1976 I valdesi “carbonari” lanciano una petizione al Sinodo in cui “manifestano profondo dolore perché l’impegno socio-politico di una parte della Chiesa Valdese, della Federazione delle Chiese Evangeliche e dei mezzi informazione, non solo si risolve in propaganda per determinati partiti, ma giunge a modificare il concetto scritturale della Chiesa, chiedono che il Sinodo consideri la reale, anche se non dichiarata, divisione prodottasi nella Chiesa e affermi che la Chiesa è la casa di tutti e che pertanto la sua conduzione, a tutti i livelli, non può essere influenzata da ideologie politiche, ma ispirata esclusivamente dall’Evangelo.”
22 agosto 1976 La petizione, sottoscritta da 3338 membri di chiesa, viene consegnata alla presidenza del Sinodo da Giorgio Mathieu
23-26 agosto 1976 Il Sinodo, in risposta alla petizione, approva un ordine del giorno che ne stravolge a tal punto il contenuto che i deputati firmatari votano contro o si astengono
24 ottobre 1976 In reazione al pessimo trattamento dalla petizione, i suoi sostenitori organizzano un “Culto di risveglio” a Torre Pellice con la partecipazione di 500 persone, sermone su Geremia 17:5 di Adriano Donini. Da quel culto nasce il movimento Testimonianza Evangelica Valdese
autunno 1978 Oltre trecento studiosi riuniti a Chicago redigono una Dichiarazione sull’inerranza biblica in 25 articoli, di cui il primo è “L’autorità di Cristo e quella delle Scritture sono inseparabili”
1980 La Fgei si impegna contro l’installazione dei missili nucleari americani a Comiso. Lo stesso sito della FGEI non ricorda iniziative contro gli analoghi missili sovietici puntati contro l’Italia
agosto 1983 Il Sinodo esamina diversi ordini del giorno sull’installazione dei missili nucleari americani in Sicilia. Nessuno viene approvato: quello Giorgio Spini-Malan che, ribadita la necessità di lavorare per la pace, chiede di sospendere il giudizio perché si tratta di questione squisitamente di parte politica, è bocciato a larga maggioranza; quello principale, che chiede la rimozione delle armi americane, è ritenuto troppo morbido dai deputati e dai pastori più politicizzati, i quali ne presentano un altro, che però non raggiunge la maggioranza
21 febbraio 1984 Il moderatore Giorgio Bouchard e il Presidente della Repubblica  Sandro Pertini firmano l’intesa tra Tavola Valdese e Repubblica Italiana
1984 Primo “Campo Gay” al Centro Ecumenico valdese di Agape
11 agosto 1984 Promulgazione della legge che approva l’intesa tra Repubblica Italiana e Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi
21 febbraio 1988 Il professore di teologia Vittorio Subilia scrive al pastore Pietro Valdo Panascia sulla situazione valdese: “Si è perduto il centro, i riferimenti biblici sono caduti, non ci si occupa che di un ecumenismo falso e livellatore, del terzo mondo, di ecologia, di conformismo ai problemi sociali. Dal 1700 non si era prodotta una situazione di una simile gravità.”
estate 1993 L’uomo politico Jimmy Jacumin, in occasione del centesimo anniversario della fondazione della sua città, Valdese, North Carolina, visita le Valli e resta impressionato dalla storia valdese e dai luoghi storici. Nasce l’idea di riprodurli a Valdese
5 ottobre 1993 Promulgata la legge che, su richiesta della Tavola Valdese, le assegna la quota dell’8 per 1000 dell’imposta sui redditi, limitatamente a una quota proporzionale a quanti effettuano realmente la scelta
31 dicembre 1997 Il debito degli ospedali valdesi del Piemonte supera in un solo anno l’intero bilancio della Chiesa arrivando a 11 miliardi di lire
4 luglio 1998 Dopo 4 anni di lavori, si inaugura a Valdese, North Carolina, il “Sentiero della Fede” (“Trail of Faith”), che riproduce i luoghi storici della Valli, voluto e progettato dal senatore dello stato, Jimmy Jacumin
Sinodo 1998 Né il Sinodo né gli altri organismi ecclesiastici affrontano il problema del debito degli ospedali
31 dicembre 1998 Il debito degli ospedali valdesi del Piemonte arriva a 22 miliardi di lire, più di quanto è stimato l’intero patrimonio immobiliare della Chiesa
1999 In una data imprecisata la Tavola garantisce con gli immobili della Chiesa l’enorme debito degli ospedali. La cosa non viene menzionata nella relazione al Sinodo
Sinodo 1999 La CIOV (commissione che si occupa degli ospedali valdesi) nella relazione al Sinodo dà conto di un aumento del debito degli ospedali di solo 4 miliardi anziché degli 11 reali. Il Sinodo non prende provvedimenti, nonostante il debito totale sia il triplo dell’intero bilancio della chiesa
1999 L’editrice valdese Claudiana pubblica il libro “Omosessualità” della pastora valdese Gabriella Lettini, in cui si afferma: “Chi proclama che uomini e donne omosessuali sono malati o peccatori ha il diritto di esprimere la propria opinione con lo stesso ‘diritto’ dei razzisti di disprezzare le persone che non appartengono alla razza bianca, o dei naziskin di insultare gli ebrei… La tradizione cristiana è complice in ogni episodio di violenza e discriminazione nei confronti di uomini e donne omosessuali. Finché i cristiani non diventeranno parte della soluzione a questo stato di cose, il cristianesimo sarà parte del problema.”
2000 Il debito degli ospedali valdesi del Piemonte supera i 30 miliardi di lire
estate 2001 La Federazione delle Chiese Evangeliche della Liguria e del Piemonte Meridionale, la Chiesa Evangelica Valdese di Genova-Sampierdarena, il Centro Ecumenico di Agape (della Chiesa Valdese) aderiscono al Genoa Social Forum, organizzatore delle manifestazioni contro il vertice G8 di Genova, che sfoceranno anche in gravi disordini e devastazioni. Tra gli aderenti, varie associazioni come Antagonismo Gay, Arcigay, Arcilesbica, Diavolo Rosso, Azione Gay e Lesbica, Collettivo Femminista Streghe Rosse, 15 “centri sociali okkupati”, diversi collettivi anarchici, il collettivo “ilFuorilegge”, il collettivo autonomo Molotov, il Comitato contro il McDonald’s di Bisceglie, i tifosi ultras Fighters Juventini di Roma, 35 gruppi comunisti, il Partito Marxista Leninista, il “seminario contro la proibizione della canapa indiana”, l’associazione Stato di Allucinazione
2001 Il debito degli ospedali valdesi supera i 40 miliardi di lire. Gli amministratori tornano a chiedere alla Regione Piemonte di aumentare le tariffe per remunerare i servizi, ma non procedono ad accorpare servizi dei tre istituti, mantengono un numero di personale amministrativo che il sistema sanitario regionale giudicherà il triplo del necessario, e contratti di ‘service’ a Torino vantaggiosissimi per i soggetti esterni e onerosissimi per l’ospedale
gennaio 2002 Mentre il debito degli ospedali è oltre i 30 milioni di euro (60 miliardi di lire), sette volte l’intero bilancio annuale della Chiesa, molto oltre il valore di tutti gli immobili posseduti, templi e luoghi storici inclusi, la Tavola comincia a lanciare l’allarme sulla situazione, affermando che l’unica causa è il mancato aumento della remunerazione dei servizi da parte della Regione
2002 Primo “Campo Lesbico” al Centro Ecumenico valdese di Agape
2003 Il debito degli ospedali valdesi supera i 40 milioni di euro, oltre 80 miliardi di lire. Senza un intervento esterno tutto il patrimonio immobiliare valdese, inclusi, templi, presbiteri, luoghi storici (il cui valore è stimato meno di 20 milioni), passerebbe alle banche creditrici, gli ospedali sarebbero chiusi, i 550 dipendenti perderebbero il lavoro, e alla Chiesa resterebbero ancora parecchi milioni di debito da pagare. Una mediazione politica di Giorgio Mathieu, Lucio Malan ed Emilio Bolla ottiene l’impegno di Enzo Ghigo, presidente della Regione, a promuovere una legge regionale perché essa si accolli tutti i debiti e incorpori gli ospedali, dipendenti inclusi, nel sistema sanitario regionale. E’ così sventato il pericolo che la Chiesa Valdese perda l’intero suo patrimonio, immobibliare e non. Perde però gli ospedali
18 maggio 2004 Approvata la Legge Regionale che accolla alla Regione Piemonte i debiti degli ospedali valdesi, i quali passano al servizio sanitario regionale con i loro 550 dipendenti. La somma stanziata è 40 milioni di euro
8 febbraio 2007 La pastora valdese Letizia Tomassone sul “Corriere della Sera” afferma di aver celebrato liturgicamente matrimoni di coppie dello stesso sesso. Nessun provvedimento disciplinare verrà mai preso nei suoi confronti
8 giugno 2009 Promulgata la legge che, su richeista della Tavola Valdese, le assegna per intero la quota dell’8 per 1000
27 marzo 2010 Durante una trasmissione televisiva su Rai Due, la pastora valdese e professora di teologia Letizia Tomasone, afferma: “Questo in realtà nella mia vita è stato ed è una grande ricchezza, cioè la possibilità di sperimentare relazioni molto significative, anche di lungo termine, con donne e con uomini, mentre il cristianesimo classico tradizionale in tutte le sue forme tende a far sentire in colpa se non sei adeguatamente eterosessuale. Quindi io, più che un problema, lo vedo come la scoperta della possibilità, della gioia di diventare interamente ciò che si è, e di riconoscere che in questo c’è anche un dono di Dio.”
11 aprile 2010 Inizia la raccolta delle firme per il referendum denominato dai suioi promotori “per l’acqua pubblica”, ma ufficialmente per  “l’abrogazione della norma che consente di affidare la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica a soggetti scelti a seguito di gara ad evidenza pubblica, consentendo la gestione in house solo ove ricorrano situazioni del tutto eccezionali, che non permettono un efficace ed utile ricorso al mercato”. Del comitato promotore, organo di rilevanza costituzionale, entra a far parte la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, e dunque anche la Chiesa Valdese, senza alcun coinvolgimento preventivo del Sinodo, accanto a centinaia di associazioni, prevalentemente politiche di sinistra ed estrema sinistra. Al Senato, il relatore del provvedimento di cui si richiede l’abrogazione è stato il valdese Lucio Malan
aprile 2010 Il pastore valdese Alessandro Esposito celebra, presso e come pastore della Chiesa di Trapani e Marsala, la solenne benedizione liturgica dell’unione fra due donne (che i media, non smentiti, definiscono “matrimonio”) senza alcuna decisione sinodale che autorizzi un tale atto, mentre il vigente Documento sul matrimonio lo esclude radicalmente
23 maggio 2010 Il pastore e teologo valdese Paolo Ricca celebra nel Tempio di Roma, via IV novembre, il battesimo di due bambini, definendo “genitori” i due uomini che li presentano: il padre biologico e il suo compagno
15 giugno 2010 Nasce il sito “dissidente” valdesi.eu che chiede di attenersi alla Confessione dei Fede del 1655
28 luglio 2010 Con una inserzione a pagamento sul settimanale ‘Riforma’, cinque valdesi lanciano un Appello per la Fedeltà alla Confessione di Fede, anche in relazione alla prevista discussione sinodale sulle benedizioni liturgiche alle coppie dello stesso sesso: Ivan Caradonna, Fabrizio Malan, Lucio Malan, Sergio Malan e Giorgio Mathieu.
22 agosto 2010 Inizia il Sinodo cui l’Appello per la Fedeltà alla Confessione di Fede è rivolto
25 agosto 2010 Il presidente del Sinodo Marco Bouchard vieta all’ex moderatopre Gianni Genre di parlare dell’Appello
27 agosto 2010 Il Sinodo approva con 105 voti favorevoli, 9 contrari, 29 astenuti e 37 non votanti un ordine del giorno che consente alle singole chiese di decidere se celebrare benedizioni liturgiche per le coppie dello stesso sesso. Valdesi.eu ricorda che non solo la benedizione delle coppie omosessuali è contraria alla Confessione di fede del 1655, ma che il fatto di affidare alle chiese locali la decisione su aspetti liturgici e dottrinali è anche contraria al Patto dell’Unione del 1561, sempre confermato nei secoli seguenti, il quale prevede che per tali questioni occorra l’unanimità di tutte le chiese
30 agosto 2010 L’Alleanza Evangelica Italiana esprime solidarietà allla minoranza valdese che si è espressa contro le benedizioni alle coppie omosessuali. Seguiranno analoghe prese di posizione da parte della Federazione delle Chiese Pentecostali e altre deominazioni evangeliche
24 dicembre 2010 Il pastore valdese Aldo Comba scrive su ‘Riforma’: “Nel sottoscrivere la confessione di fede Valdese del 1655 i pastori valdesi si impegnano a esercitare il loro ministero nella linea della tradizione teologica riformata, ma non ad aderire ad ogni singola formulazione del documento.” Nonostante le numerose richieste di valdesi.eu, nessun pastore ha mai smentito tale affermazione, che in pratica indica che i pastori sottoscrivono solennemente un documento che non condividono e non metteranno in pratica
23 maggio 2011 Lucio Malan chiede al Concistoro della Chiesa di Luserna San Giovanni, di cui è membro, di essere espulso in quanto la Chiesa Valdese, come tale, si è costituita promotore del referendum per abrogare la norma sui servizi pubblici locali, di cui lui è il principale responsabile politico: o la Chiesa non doveva schierarsi perché non è questione di fede, o lo è e dunque va espulso. Il Concistoro respingerà la richiesta in nome della “libertà di dissentire”
26 giugno 2011 La Chiesa Valdese di Milano celebra con due pastori, alla presenza di operatori televisivi, giornalisti e fotografi, la prima benedizione liturgica a una coppia di uomini dall’approvazione sinodale del 2010
28 giugno 2011 Il pastore valdese Domenico Maselli, già presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, in una lettera al quotidiano ‘il Tirreno’ afferma di non aver benedetto coppie gay e di non avere intenzione di farlo
8 luglio 2011 L’Alleanza Evangelica Italiana afferma che la benedizione di Milano è contro l’Evangelo. Seguono analoghe prese di posizione delle Chiese Battiste Italiane e altre denominazioni
8 luglio 2011 In una intervista al settimanale “l’Espresso”, il pastore Platone afferma che l’opposizione alle benedizioni alle coppie omosessuali è solo tra i pentecostali
luglio 2011 Il gruppo di valdesi.eu pubblica inserzioni a pagamento sul settimanale di Pinerolo “l’eco del Chisone”e il quotidiano “La Stampa” di Torino, precedentemente rifiutate dal settimanale valdese Riforma. In esse si ribadisce il dissenso di molti valdesi sulla politicizzazione della Chiesa e l’allontanamento dalla Scrittura, lamentando la censura subita
22 luglio 2011 Il teologo valdese Paolo Ricca, in un ampio articolo su ‘Riforma’, afferma che le benedizioni alle coppie dello stesso sesso sono fuori dalla scrittura e sbagliate
fine luglio 2011 In una intervista a ‘Riforma’ la Moderatora Maria Bonafede definisce “ampia maggioranza” il 58% dei voti sinodali che ha approvato le benedizioni alle coppie dello stesso sesso, afferma che “l’accoglienza piena e senza incertezze” (delle coppie dello stesso sesso attraverso la loro benedizione) “è biblica al cento per cento”, che “la discussione sul tema della benedizione nella Bibbia è secondaria” e rivela che le chiese valdesi multietniche si sono opposte, cosa mai riportata dai mezzi di informazione valdesi
21 agosto 2011 Si apre il Sinodo. Nella relazione consegnata a tutti i membri si afferma che nelle chiese etniche che si oppongono alla benedizione alle coppie dello stesso sesso “non c’è una argomentazione specifica, ma un’ancestrale omofobia derivante (…) dalla Bibbia”. La stessa relazione rivela che la questione ha portato a “minacce di divisione”
21 agosto 2011 Per la prima volta nella storia, e contro il regolamento, ai membri di chiesa non è consentito assistere ai lavori del Sinodo, ma solo vederne le riprese televisive. I voti diventano così di fatto segreti. La cosa si ripeterà in tutti i sinodi seguenti, inficiandone la regolarità
26 agosto 2011 Ore 11 circa. Il Sinodo boccia un ordine del giorno a favore dei cristiani perseguitati
26 agosto 2011 Ore 11.15 circa. Il Sinodo approva con 109 sì, 9 no, 9 astenuti e 53 non votanti un ordine del giorno di deplorazione contro il sito internet valdesi.eu promotore dell’Appello per la fedeltà alla Confessione di Fede. In tutta la storia dei sinodi non si ricorda alcuna deplorazione formale di alcuno, neppure dei persecutori. Nel documento si accusa il sito di condurre una “campagna di denigrazione”, di usare abusivamente il nome “valdese”, di pubbicare video non autorizzati dei lavori sinodali (cosa non vera), e di fare attacchi personali a pastori.
29 agosto 2011 Valdesi.eu ribatte punto per punto alle pur generiche accuse contenute nell’ordine del giorno sinodale e chiede, anche con lettere a tutti i pastori di specificare qualche caso specifico di denigrazione o di attacchi personali. Alcuni rispondono, o dissociandosi dall’ordine del giorno sinodale o citando cose che nulla hanno a che fare con la denigrazione o con attacchi personali
autunno 2011 La Federazione delle Chiese Pentecostali interrompe, dopo oltre 10 anni, il dialogo con la Chiesa Valdese a causa delle benedizioni alle coppie dello stesso sesso
26-31 agosto 2012 Il Sinodo, ancora a porte chiuse contro il regolamento, decide di modificare il Documento sul matrimonio del 1971. Non è ancora conosciuto il testo approvato, ma l’impostazione è chiara: “Non esiste un concetto statico e immutabile di matrimonio, né un nesso imprescindibile tra famiglia e matrimonio o tra famiglia e filiazione”
31 agosto 2012 Conferenza stampa a proposito della decisione sinodale sulla famiglia. Il pastore Paolo Ribet definisce “famiglia” il fatto che “due si mettono insieme” e afferma che il Documento del 1971 è superato perché da allora sono cambiate molte cose. Il pastore Platone afferma che “non abbiamo mai avuto un’idea così fissista del matrimonio, siamo piuttosto persone che addivengono a dei patti, che sono transitori, che non sono indissolubili”. Il professore di teologia pratica della Facoltà Valdese di Teologia, pastore Enrico Benedetto, aggiunge che “in una prospettiva protestante il matrimonio non esiste” e conclude: “Usciamo dal buono e dal cattivo, proviamo a vivere con uno sguardo di benevolenza, che è lo sguardo del Vangelo, le situazioni di vita, che non sempre ci è dato scegliere, che incontriamo. Investiamo ciò che incontriamo di un impulso che non sia un impulso giudicante. L’Evangelo, se non è questo, ma che cosa sarà mai?”
3 settembre 2012 La presidente del Sinodo, Marcella Tron Bodmer, risponde alla richiesta di cancellare la deplorazione sinodale del 2011 contro valdesi.eu, affermando che non si è potuta esaminare per questioni procedurali
21 dicembre 2012 Secondo bizzarre teorie basate sul calendario dei Maya, ampiamente riportate dai mezzi di informazione, in questo giorno doveva avere luogo la fine del mondo. Secondo la versione inglese di Wikipedia, solo tre villaggi sarebbero scampati alla catastrofe. Tra questi, Pra del Torno, roccaforte valdese ai tempi delle persecuzioni, i Valdesi vi avrebbero custodito per un breve periodo il “Sacro Graal”.
13 gennaio 2013 Il settimanale ‘Riforma’ cerca di far passare per “dialogo con la realtà pentecostale sull’omosessualità” un convegno cui ha partecipato anche un pastore di una piccola frazione pentecostale cui aderisce non più dell’1% dei pentecostali italiani
26 maggio 2013 A Roma si celebra la prima benedizione di una coppia di lesbiche dopo l’autorizzazione del Sinodo nel 2010
14 giugno 2013 La Federazione dei Giovani Evangelici Italiani (valdesi ed altri) partecipa ufficialmente al Gay Pride di Roma
26 luglio 2013 Sul settimanale ‘Riforma’ un pastore valdese già membro della Tavola scrive che ci sono “brani biblici affetti da omofobia”. Nello stesso numero del settimanale, un altro pastore esprime sostegno alla proposta di legge che punisce la “omofobia” con il carcere
2 e 5 agosto 2013 Valpellice: prime “Giornate di Sentieri Antichi Valdesi”, su iniziativa di “Daniela Valdese” (Daniela Michelin Salomon), autrice dell’omonimo blog, del pastore Paolo Castellina (riforma.net) e di valdesi.eu.
agosto 2013 La presidenza del Sinodo respinge il ricorso contro la deplorazione del 2011 nei confronti di valdesi.eu perché essa non sarebbe un “provvedimento” specifico contro il quale si possa ricorrere al Sinodo. Curiosamente il Sinodo ha trattato casi come ricorsi riguardanti soldi da dare a ex dipendenti, ma la deplorazione per ragioni di fede non sarebbe degna di poter essere discussa in tale sede
ottobre 2013 Esce il libro di Paolo Castellina “La confessione di fede valdese del 1655″.
15 novembre 2013 “Riforma” rivela che negli ultimi 10 anni i membri di chiesa valdese sono diminuiti del 9,2%
2 dicembre 2013 Nasce il movimento ecclesiale Sentieri Antichi Valdesi
12 gennaio 2014 Dichiarazione Sentieri Antichi Valdesi sulla famiglia. Ecco l’esordio: “la famiglia è il nucleo fondamentale della società, stabilita fermamente dalla Parola di Dio”
17 febbraio 2014 Dichiarazione Sentieri Antichi Valdesi: “La Parola di Dio fonte della nostra vita. No al relativismo dottrinale”
6 maggio 2014 La casa editrice valdese Claudiana pubblica un libro il cui titolo è una bestemmia, scritto dalla “teologa” Marcella Althaus-Reid con prefazione di totale adesione redatta dalla pastora e professora di teologia valdese Letizia Tomassone. Anche molti dei titoli dei capitoli contenuti nell’indice sono bestemmie a sfondo sessuale. Il libro contiene, tra l’altro, la “rilettura” del racconto biblico della distruzione di Sodoma, dove i “buoni” sono “gli accoglienti sodomiti” e la moglie di Lot, mentre Lot stesso e Dio (definito “fascista”) sono i “cattivi”
18-19 agosto 2014 Valpellice: seconda edizione delle “Giornate di Sentieri Antichi Valdesi”
24 agosto 2014 Per la prima volta il Papa, Francesco I, invia un messaggio augurale al Sinodo Valdese, ma, grazie alla comunicazione su internet di uno dei deputati, trapela che nel testo si invoca l’intercessione della Vergine Maria, cosa che viene rilevata solo da valdesi.eu e poi ammessa ma minimizzata anche da “Riforma”. Il testo del messaggio non verrà mai pubblicato dagli organi valdesi ufficiali, ma solo dal Vaticano e da valdesi.eu
25 agosto 2014 Il Sinodo respinge con 77 voti contro 71 un ordine del giorno della Commissione d’Esame che chiede ai pastori di rendere conto del proprio lavoro a consigli di chiesa e concistori
29 agosto 2014 Il Sinodo approva un odine del giorno a favore dei cristiani perseguitati, migliaia di morti ogni anno, la cui situazione viene paragonata alle vittime dell’omofobia in Italia
2014 La quota dell’8 per 1000 sull’imposta sui redditi spettante alla Tavola Valdese raggiunge i 41 milioni di euro
22 giugno 2015 Papa Francesco visita il Tempio Valdese e davanti al Moderatore dice: “Vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi. In nome del Signore Gesù Cristo, perdonateci!”. Sentieri Antichi Valdesi, pur notando che i vertici ufficiali valdesi di oggi hanno poco titolo per parlare a nome dei Valdesi perseguitati fedeli alla Scrittura, esprime apprezzamento per la richiesta di perdono e la accoglie.
agosto Nasce il sito Old Waldensian Paths, in lingua inglese, che fin dall’inizio precisa di non sostenere né lavorare per la Chiesa Valdese ufficiale, ma per la teologia dei veri antichi Valdesi
16 agosto 2015 Esce il libro che raccoglie i principali articoli usciti sul sito valdesi.eu con il titolo “Che cosa è la Chiesa Valdese oggi”
23 agosto 2015 Il Sinodo valdese esamina la richiesta di perdono di Papa Francesco e formula una risposta così involuta che i giornali intitolano: “I Valdesi dicono di non poter perdonare”. Da parte valdese occorreranno ulteriori precisazione per spiegare che in realtà si voleva perdonare.
26 agosto 2015 Presentato al Sinodo il “Documento sulle famiglie”, in sostituzione di quello del 1971, basato sulla Bibbia. In esso viene in diversi modi affermata la totale accettazione dell’omosessualità, affermando, senza neppure tentare di dimostrarlo che i “rapporti omosessuali che sono condannati nella Bibbia non hanno nulla in comune con una relazione d’amore tra persone dello stesso sesso come viene comunemente oggi riconosciuta nelle nostre società moderne”.  Le relazioni omosessuali sono in tutto equiparate al matrimonio. Le pochissime citazioni bibliche sono del tutto fuori contesto: il detto di Gesù “ciò che Dio ha unito l’uomo non sciolga” viene usato per affermare che “siamo tutti e tutte chiamate all’amore del prossimo e alla giustizia, non a uno specifico modello di relazione”. I versetti di Genesi sulla creazione della donna vengono citati per sostenere che “la diversità può sussistere anche tra persone dello stesso sesso” dunque le relazioni omosessuali sono volontà di Dio tanto quanto quelle tra uomo e donna, “consapevoli che l’amore di Dio è capace di un amore che non si consuma”. Il documento afferma anche che la forma di famiglia è determinata dalle leggi.
28 agosto 2015 Il Sinodo Valdese approva un ordine del giorno “per la piena integrazione dei fratelli e delle sorelle omosessuali, invita le chiese a intraprendere e proseguire il cammino fin qui svolto, esprime preoccupazione perché ancora settori ampi, benché minoritari, dell’opinione pubblica italiana mantengono atteggiamenti di chiusura e di discriminazione omofobica, talvolta invocando a sostegno delle proprie posizioni anche una visione distorta dell’Evangelo, invita le Chiese a contrastare con forza ogni forma di discriminazione verso i fratelli e le sorelle omosessuali nonché di strumentalizzazione della Parola di Dio a questi fini”. In pratica, dopo che nel 2010 si erano lasciate libere le chiese locali di praticare o no le benedizioni alle coppie omosessuali, ora cessa la libertà e chi non accetta la nuova pratica è accusato di “discriminazione”.
novembre 2015 Un gruppo di aderenti esce da Sentieri Antichi Valdesi e dà vita a un gruppo denominato “Risveglio Valdese – Antichi Sentieri”
29 gennaio 2016 Roma. I rappresentanti di 24 denominazioni evangeliche, tra cui Sentieri Antichi Valdesi, approvano il documento “Quale famiglia per quale testimonianza evangelica?”, per ribadire che “Nella Bibbia il matrimonio, e per estensione la famiglia su esso fondata, è un’istituzione stabilita fin dal principio a coronamento della bontà della creazione”, e i suoi soggetti sono un uomo e una donna, complementari l’uno all’altro (Genesi 2:18), visione “totalmente accettata nell’insegnamento di Gesù”. “La famiglia rappresenta un dato pregiuridico e prepolitico stabilito da Dio”. Il testo definisce il “Documento sulle famiglie” presentato al Sinodo Valdese del 2015 come “appiattito sulle tendenze della società contemporanea più che orientato dalle convinzioni bibliche”.  “Quale famigia” esorta i” soggetti all’interno delle chiese protestanti storiche a far sentire la loro voce di dissenso, smarcandosi da posizioni che cozzano contro l’Evangelo”.
6 febbraio 2016 Inizia una serie di culti regolari di Sentieri Antichi Valdesi secondo l’antica liturgia valdese. Il primo si tiene in una sala in via Generale Martinat a Torre Pellice
11 aprile 2016 Il sito valdesi.eu, collegato a Sentieri Antichi Valdesi, raggiunge il milione di visitatori
17 maggio 2016 “Sentieri Antichi Valdesi” condanna come falsamente evangeliche le partecipazioni di valdesi e altri evangelici agli eventi della “giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia” . Un’azione “che corrompe e sovverte l’antropologia biblica e l’evangelo stesso”.
8 luglio 2016 In un articolo di ‘Riforma’ si afferma l’evidenza che “le tre principali religioni monoteiste, ebraismo, islam e cristianesimo, siano improntate e costruite al fine di escludere le donne dalla società, se fosse possibile dal mondo, relegandole a un ruolo di comprimarie, concubine, ombre”. La Bibbia dimostra il contrario, per quel che riguarda ebraismo e cristianesimo.
10 luglio 2016 “Matrimonio” di due uomini al Tempio Valdese di Palermo. Tale viene definito in tutti i giornali. Gli “sposi” esibiscono nelle foto un “certificato di benedizione”.
21 agosto 2016 Culto inaugurale del Sinodo Valdese. L’Assemblea ascolta in piedi la lettura di ciò che anche il foglio della liturgia definisce “Confessione di fede”, il cui titolo è “Credo post-apostolico”. Si tratta infatti di un testo “non apostolico”, in cui i concetti dei primi quattro articoli della Confessione di Fede ufficiale (quelli sulla Scrittura) sono ignorati, Gesù è il messia solo “dei tormentati e degli oppressi”, non è morto per i nostri peccati ma “per aver annunciato il Regno di Dio”, risorto per agire affinché un giorno “Dio sia tutto in tutto”, lo Spirito santo “ci rende compagni e compagne del risorto” e si crede nella “pace sulla terra per la quale ha senso lavorare”. Dopo averla contraddetta tante volte nei fatti, è la prima volta che l’autentica Confessione di fede valdese del 1655 viene rinnegata formalmente. Infatti, anche quest’anno la sua sottoscrizione da parte dei consacrandi pastori non è menzionata nei comunicati ufficiali, pur essendo ancora richiesta dalle discipline.
23 agosto 2016 Il sito di estrema sinistra ‘Radio Blackout’ pubblica un articolo in cui si afferma che negli anni ’70 la chiesa valdese appoggiò la lotta armata, cioè gruppi come le Brigate Rosse.
26 agosto 2016 Il sito valdesi.eu dà notizia dell’articolo di Radio Blackout
24 agosto 2016 Il moderatore, pastore Eugenio Bernardini, afferma, secondo un articolo di ‘Riforma’, che “Dio accoglie nella sua immensa grazia tutte le forme di famiglia”.  Ciò, non essendo riportato in alcuna parte della Bibbia, implica una nuova Rivelazione, ricorda il sito valdesi.eu
29 agosto 2016 Il moderatore Eugenio Bernardini smentisce ufficialmente l’affermazione di Radio Blackout definendola “fuorviante imprecisione”, dichiarando “non abbiamo mai dato appoggio – come chiesa – a nessun movimento, ancor meno se pronto a imbracciare le armi”.
agosto 2016 In una lettera alle chiese valdesi, il moderatore raccomanda di impartire benedizioni liturgiche solo alle copppie omosessuali e non a quelle eterosessuali. Afferma che va rianalizzata tutta la questione alla luce dell’entrata in vigore della legge italiana sulle unioni civili.
9 settembre 2016 Un articolo di ‘Riforma’ rivela che i membri di chiesa valdese sono scesi a 17.096, con un calo di 2502 in nove anni
22 ottobre 2016 In occasione del Waldensian Day, il comitato britannico di sostegno alla Chiesa Valdese (English committee in aid of the Waldensian Church Missions) promuove un libro celebrativo di Papa Bergoglio, “The promise of Francis”.
20 agosto 2017 Culto inaugurale del Sinodo Valdese. L’Assemblea legge in piedi di ciò che anche il foglio della liturgia definisce “Confessione di fede”, il cui titolo è “Credo post-apostolico”. E’ lo stesso dell’anno precedente, in profondo contrasto con l’autentica confessione di fede del 1655, è totalmente staccato dalla Bibbia, è idoelogico, panteista, anti trinitario, insomma: non è cristiano. La sostituzione di fatto della vera confessione di fede è ormai consumata, la decisione avvenuta non si sa dove, non si sa chi l’ha presa. In pratica il Sinodo ammette di non aver più nulla a che fare con la Chiesa Valdese storica.
2017-??? Il futuro del movimento valdese dipende da chi condivide il nostro intento di tenere alta la luce che risplende nelle tenebre, e che tra mille pericoli ha proclamato il vero Evangelo contro ogni contraffazione, contro ogni sopraffazione, contro ogni tentativo di farne ciò che non è. Chi vuole fondare una Chiesa Valdese Riformata? “Riformata” nel duplice senso di aderente alla Riforma protestante e di ri-formata, dopo la devastazione portata in quella oggi ufficiale da ideologie, apostasia e odio per la Bibbia. Gli interessati possono scrivere a lettere@valdesi.eu

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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