\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Il capo dei gesuiti: “Le parole di Gesù vanno contestualizzate”

“Padre” Arturo Sosa Abascal, da pochi mesi eletto Preposito Generale della Compagnia di Gesù, cioè il capo dei gesuiti, ha detto in un’intervista: “bisognerebbe incominciare una bella riflessione su che cosa ha detto veramente Gesù. A quel tempo nessuno aveva un registratore per inciderne le parole”.

Abascal, in un certo senso, è anche il capo di Jorge Bergoglio, in quanto gesuita.

Il catechismo della chiesa cattolica, al capitolo 81 dice: “La Sacra Scrittura è la Parola di Dio in quanto è messa per iscritto sotto l’ispirazione dello Spirito divino”.

Ma se Abascal non si fida della Scrittura, al punto da dire che “non si sa cosa ha detto veramente Gesù”, è anche giusto e coerente che non si fidi del suo catechismo. In altre parole: se non crede in Gesù, del quale sappiamo cosa ha detto e fatto unicamente dalla Bibbia, alla quale non crede, sarebbe assurdo che credesse alla Chiesa Cattolica, per quanto in essa abbia un ruolo assai importante.

Abascal, che in un certo senso è anche il capo di Jorge Bergoglio, in quanto gesuita dice anche: “nell’ultimo secolo nella chiesa c’è stato un grande fiorire di studi che cercano di capire esattamente cosa volesse dire Gesù. Ciò non è relativismo, ma certifica che la parola è relativa, il Vangelo è scritto da esseri umani, è accettato dalla chiesa che è fatta di persone umane”. Notevole che dica “nell’ultimo secolo”, come se Paolo, Agostino d’Ippona, Tommaso d’Aquino e tutti gli altri si fossero occupati d’altro che non di capire “cosa volesse dire Gesù”. E se bisogna aspettare 1900 anni per capirlo significa che la “ispirazione dello spirito divino” non funziona molto bene. La sostanza è, insomma, piuttosto chiara: “nell’ultimo secolo” c’è stato davvero qualcosa di assai diverso da quello che è accaduto nei diciannove precedenti secoli di cristianesimo, cioè sedicenti “teologi” hanno deciso di saperne più di Paolo, più degli evangelisti… alla fine più di Gesù stesso.

La Chanson del Vaudois, canto valdese probabilmente della fine del XVI secolo, dice, nell’ultima strofa:

Dieu veuille avoir merci de nos pauvres ministres

Qui sont dans le Piémont parmi les Jesuites.

Dieu leur fasse la grâce de pouvoir tenir bon

A chanter Ses louanges et à benir son nom.

Dio voglia aver pietà dei nostri poveri pastori

Che sono nel Piemonte fra i Gesuiti.

Dio faccia loro la grazia di perseverare

Nel cantare le Sue lodi e a benedire il Suo nome.

All’epoca molti pastori valdesi erano prigionieri in varie località del Piemonte e generalmente erano inquisitori gesuiti a tormentarli in ogni modo perché rinunciassero alla loro fede.La preghiera contenuta nel canto fu esaudita e le abiure furono pressoché nulle.

 

Oggi invece è successo addirittura il contrario: molti pastori valdesi hanno preceduto i Gesuiti nell’abbandonare Gesù Cristo.

Nuove sorprese dalla Bibbia, fin “dal principio”. Con tanti saluti ai suoi odiatori

Mentre molti “teologi” si ingegnano ad affossare in ogni modo l’autorevolezza, la dignità e l’importanza della Bibbia, c’è chi invece – prendendola sul serio – fa scoperte straordinarie.

I primi cinque libri della Bibbia sono generalmente chiamati con il termine greco “Pentateuco”, che significa “i cinque contenitori”, “i cinque rotoli”, ma il nome ebraico è תורה , che si pronuncia “torà”, di solito si traslittera “torah” e significa “insegnamento, dottrina” più che “legge” come alcuni traducono. Il Pentateuco stesso, altri testi dell’Antico Testamento e Gesù stesso attribuiscono questi 5 libri a Mosè, ma – naturalmente – la cosiddetta critica moderna la pensa diversamente, e spesso concordano con essa anche “teologi” pagati da chiese cristiane (ovviamente anche valdesi) per dare torto

Un complicato schema che spiega la presunta eterogeneità delle varie parti del Pentateuco. Le prime “due tradizioni” sono ritenute separate sulla base del fatto che vengono usati due diverse espressioni per indicare Dio.

a Gesù. L’Enciclopedia Treccani, massimo repertorio di autorità culturale italiana spiega: “Si concorda dunque nel ritenere che la composizione dei libri del Pentateuco avvenne per epoche successive, sovrapponendo e mescolando materiale di stile e mentalità diversi, ma improntato a una sostanziale continuità culturale”. Notevole il “si concorda”,  dove, pur nell’ambiguità del verbo impersonale, si dà ad intendere che sono tutti d’accordo sull’eterogeneità dei cinque libri.

Troverete in giro grandi ragionamenti sul fatto che i termini con cui ci si riferisce a Dio sono diversi nelle varie parti del Pentateuco, il che dimostrerebbe che queste non possono essere state scritte dalla stessa persona. Argomento davvero pregevole perché consente di farsi una bella risata, cosa sempre apprezzabile e che fa bene alla salute. Prendiamo un verso della Commedia di Dante:

“fecemi la divina potestate, la somma sapienza e il primo amore” (Inferno, III, 5)

È la scritta sopra la porta dell’Inferno, dove è la porta stessa a parlare e a dire chi l’ha fatta. È evidente che le tre espressioni, “la divina potestate”, “la somma sapienza” e “il primo amore” indicano tutte Dio. Dobbiamo dunque concludere che quel singolo verso è stato scritto da tre persone diverse? Ovviamente nessuna persona sana di mente o in buona fede direbbe una stupidaggine del genere, che – a parte l’assodata certezza che l’autore dell’opera (figurarsi di un singolo verso)  è uno solo – è assurda già nel concetto astratto e si scontra con un dato di fatto tecnico, e cioè che le tre espressioni contribuiscono a creare un verso di undici sillabe, come tutti i versi della Commedia. Insomma: grazie per il buon umore.

Si dirà che per il Pentateuco non abbiamo prove come quella appena citata sul verso di Dante. Davvero? Vedremo.

Altra osservazione volta a inficiare l’autore Mosè e far propendere per l’ipotesi secondo cui la Torah sarebbe stata appiccicata insieme molto tempo dopo e che solo dopo ancora le sarebbe stato attribuito questo nome e questa caratteristica di “parola di Dio”, è il fatto che la parola “torah” non si trova nella Torah stessa, ma solo in libri successivi e nella tradizione ebraica. Per la verità, in Levitico 10:11 si trova להור (“lehorot”), voce del verbo da cui viene “torah”, pero è effettivamente un po’ poco. Ma la Bibbia va studiata a fondo, e dopo tanti anni non smette di stupirci. Ora, con l’uso dei computer, si possono fare nuove ricerche e trovare cose sorprendenti.

Prendiamo il testo ebraico dei primi versi della Genesi, ricordando che

I primi cinque versi del libro della Genesi, cioè della “Torah”. I cerchietti rossi indicano le quattro lettere della parola “torah”, separate l’una dall’altra da 49 lettere. Il rettangolo verde evidenzia la parola “bereshit” (“in principio”) che costituisce il titolo ebraico del libro.

l’ebraico si legge da destra a sinistra. Cerchiamo la prima ת, cioè “t”: la troviamo già alla fine della prima parola, che significa “nel principio”. Poi saltiamo 49 lettere e troviamo una ו, cioè “o”. Ne saltiamo altre 49 e troviamo una ר, cioè “r”. Saltiamo altre 49 lettere e troviamo una ה, cioè “ah”. Risultato: “torah”! Dunque, la parola “torah” è nella Torah, e proprio all’inizio.

Per oggi chiudiamo qui e diamo tempo ai detrattori della Bibbia di provare a spiegare che si tratta di una coincidenza fortuita, che non significa nulla, che è già stato dimostrato che questo tipo di ricerca dà risultati casuali del tutto inattendibili, che con questo sistema si trova qualunque cosa ecc. ecc.  Torniamo presto con delle sorprese.

(prima parte – segue)

Architettura spirituale – Culto del 19 febbraio 2017

Nel corso della storia ed anche oggi esperti architetti seducono le comunità cristiane proponendo loro la costruzione di “grandi cattedrali” all’apparente gloria di Dio, belle ma spesso discutibili da molti punti di vista. Abbiamo certo bisogno di locali per svolgere le attività cristiane, ma non sono quelle le chiese di cui parla il Nuovo Testamento. Gli apostoli erano esperti architetti e costruttori non di edifici, ma di templi fatti di “pietre viventi”, comunità di cristiani chiamati a testimoniare al mondo la presenza fra di loro di Dio. Il testo biblico di oggi, 1 Corinzi 3:9-15 ci parla delle vere “architetture spirituali” che dobbiamo edificare.

19 Febbraio 2017 – Settima Domenica dopo l’Epifania

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.  Domanda 12: Quale speciale atto di Provvidenza Dio ha esercitato verso l’Uomo nello stato in cui era stato creato?

Testi biblici: Levitico 19:1-2,9-18; 1 Corinti 3:10-11,16-23; Matteo 5:38-48; Salmi 119:33-40

Salmo da cantare: Salmo 119 [Beato l'uomo che con giusto piè (Ginevrino); Insegnami, o Signore (Arpa, Salmo 119:33-40)].

Preghiera: O Signore, Tu ci hai insegnato che senza amore ttto ciò che facciamo non vale nulla. Manda il Tuo Spirito Santo e riversa nei nostri cuori il Tuo più grande dono, l’amore, vero vincolo di pace e d’ogni virtù, senza il quale chiunque vive è da Te considerato come morto. Concedici questo per amore del Tuo unico Figlio Gesù Cristo, che vive e regna con Te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.

Predicazione: Architettura spirituale

Versione video: https://youtu.be/Xi9zGeS_QKg

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Paolo Castellina

Il nostro 17 febbraio: DICHIARAZIONE S.A.V. 17 FEBBRAIO 2014 – La Parola di Dio fonte della nostra vita, No al relativismo dottrinale

Mentre coloro che portano il nome di Chiesa Valdese festeggiano il 17  febbraio insieme alle organizzazioni LGBT, mentre ai cristiani perseguitati fanno sì e no qualche velato accenno, noi vogliamo ricordare per che cosa noi Valdesi abbiamo combattuto e cercato la libertà: per professare la fede in Gesù Cristo secondo i principi biblici esplicitati dalla Riforma ed espressi nella nostra Confessione di Fede.

Preghiamo il Signore perché di questa libertà facciamo buon uso nella ricerca di quella verità, che sola ci fa liberi (Giovanni (8:32).

Preghiamo il Signore perché aiuti tutti, e in particolare coloro che si professano cristiani, riformari, valdesi, a tenersi lontani da tutto ciò che nega e combatte Dio.

Preghiamo il Signore per coloro che oggi soffrono e sono perseguitati per la loro fede cristiana e perché non accada lo stesso a noi che abitiamo in paesi liberi ma dove vivere il cristianesimo è sempre più difficile.

E ripubblichiamo il nostro documento di tre anni fa sulla Parola di Dio fonte della nostra fede della nostra vita.

Crediamo:

- che la vita e la pratica del popolo di Dio e di ciascun credente ha bisogno di confrontarsi continuamente con la Parola di Dio e questo per conformare effettivamente ad essa ogni aspetto della via;

- che costante sia la necessità per la chiesa di “correggere la rotta” per evitare la deriva morale e spirituale in cui incorre chi non si attiene all’insegnamento biblico così com’è definito con precisione dalle Confessioni di fede e dai Catechismi della Riforma.

Ci opponiamo:

- alle innovazioni della “chiesa liberal”, alla revisione e all’allontanamento dell’ortodossia confessionale in nome di una presunta “evoluzione del pensiero” o “cambiamento delle circostanze”;

- al relativismo dottrinale essendo esso quanto di più lontano ed incoerente vi possa essere con i presupposti identitari della fede riformata storica, rivelando, di fatto, come il pensiero della “chiesa liberal” sia pesantemente condizionato dalla filosofia evoluzionista.

Contestiamo:

l’affermazione di chi dice: ” Come potrebbero mai le confessioni e i catechismi scritti nel XII e nel XVII secolo guidare la nostra dottrina, vita e culto del XXI secolo?” che sorge da chi equivoca l’origine e la funzione dei canoni dottrinali della Riforma, alterandone sostanzialmente i presupposti stessi della fede cristiana storica sui quali essa è stata fondata, vale a dire le Sacre Scritture come espressione immutabile della Parola di Dio e interpreti di sé stesse.

- La pretesa di chi propone innovazioni dottrinali e morali sulla basa di una “nuova luce” acquisita sul testo biblico che sorge da concetti che, a tutti gli effetti, alterano, sovvertono e relativizzano l’autorità della stessa Bibbia.

- La pretesa dogmatica che il moderno approccio critico e “scientifico” sia tale da “ridimensionare” l’autorità della Bibbia, quella che si era da sempre ritenuta tale.

Affermiamo:

Che il risultato finale di questi “aggiornamenti” e “progressi” non siano una riforma, ma una radicale ridefinizione ed alterazione della fede cristiana, operate sulla base di presupposti alieni alla fede millenaria del popolo di Dio; non riforma dunque, ma revisione sostanziale. Tutto questo in nome del “progresso” o persino dell’azione dello “Spirito”.

La S.A.V. (Sentieri Antichi Valdesi) si propone dunque:

di non calcare il “sentiero liberale”, né conservatore, ma quello radicale, nel senso del tornare alle radici, essendone il “Sola Scriptura” il riflesso. S.A.V non ha interesse nel cambiamento fine a sé stesso, ma fa appello al ristabilimento del Cristianesimo apostolico, credendo che la Chiesa venga sempre riformata dallo Spirito di Dio attraverso la Parola di fronte alla deriva e alla degenerazione.

La S.A.V. si orienta verso la Parola di Dio che è la fonte della nostra vita.

La nostra fedeltà ultima non è al passato come tale, o al presente o al futuro, ma a quella Parola che, come disse Martin Lutero in un suo inno, sta al di sopra delle potenze terrene.

Non dietro a noi, né davanti a noi, ma al di sopra di noi, regna il nostro sovrano Signore sul suo corpo in ogni luogo e tempo. Amen.

Villar Pellice, il 17 febbraio 2014

Molto più che non uccidere – Culto di domenica 12 febbraio 2017

Dopo “Non avere altri dèi oltre a me”, il comandamento “Non uccidere” è in assoluto il più trasgredito della storia. Il Signore Gesù Cristo lo ribadisce e ne intensifica il significato oltre ogni (umano) limite. Così facendo non solo condanna l’umanità (e spesso chi pretende di servire Dio) ma chiama il Suo popolo a testimoniare con impegno l’etica del Suo Regno. Vediamo come, riflettendo sul testo di Matteo 5:22-26.

12 Febbraio 2017 – Sesta Domenica dopo l’Epifania

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster.  Domanda 11: Quali sono le opere della divina Provvidenza?

Testi biblici: Deuteronomio 30:15-20; 15:15-20; 1 Corinzi 3:1-9; Matteo 5:21-37; Salmo 119:1-8

Salmo da cantare: Salmo 119 [Beato l'uomo che con giusto piè (Ginevrino); Beati quei ch’interi son di via (Arpa)].

Preghiera: O Dio, che sei la forza di tutti coloro che si confidano in te: accetta misericordiosamente le nostre preghiere. A causa della nostra debolezza non possiamo fare nulla di buono senza di te: dacci l’aiuto della tua grazia affinché, nell’osservare i tuoi comandamenti, possiamo compiacerti sia nel volere che nell’agire; per Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, nei secoli dei secoli. Amen.

Predicazione: Molto più che non uccidere

Versione video: https://youtu.be/PQcE7LUJcbk

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Paolo Castellina

Le “beatitudini LGBT” – Omosessuali & C sono ormai “vicari di Cristo”

I due principali siti LGBT “evangelici”, Gionata e Refo, pubblicano “le beatitudini LGBT”:

Beati voi, fratelli e sorelle gay, lesbiche, etero, bisessuali e transessuali: ognuno di voi è unico ed è il riflesso glorioso dell’amore di Dio e della Sua stupefacente creatività.
Beati voi quando avete il coraggio di portare nelle relazioni affettive la verità di chi siete: voi sanate e rafforzate il corpo di Cristo!
Beati voi che sfidate gli stereotipi e le caricature: voi portate luce al mondo!
Beati voi che denunciate le ipocrisie della religione: voi contribuite all’affermarsi della pace e della giustizia!

Beati voi quando lottate per la piena uguaglianza ed inclusione: voi rendete onore alla sacralità di ogni persona!

Beati voi quando formate nuovi tipi di famiglia fondati sull’amore più che sulla legge: voi incarnate la verità che tutti gli uomini sono una grande famiglia!

Beati voi che aspirate ad adorare in Spirito e Verità, che fate sorgere le vostre preghiere da un cuore umile: lo Spirito Santo vi guiderà e darà ispirazione!

Beati voi che date da mangiare agli affamati, offrite conforto ai morenti, cure agli infermi, ospitalità ai senza tetto, vicinanza a chi è da solo, fiducia a chi è senza speranza: voi siete Vangelo, siete la Buona Notizia che questo mondo ferito ha un disperato bisogno di ascoltare.
Beati voi che siete umiliati e perseguitati, e nonostante tutto perseverate nella Fede, nella Speranza e nella Carità! Rallegratevi e siatene fieri, perché Dio si manifesta in voi!

Si è così arrivati alla santificazione degli omosessuali, sostanzialmente visti come “vicari di Cristo”, come il Papa per i cattolici.

… per ristabilire la legge! – Culto di domenica 5 febbraio 2017

 In un’epoca come la nostra, allergica a vincoli e confini, una “religione liberale” è oggi l’unica che, in quanto tale, sembra essere tollerabile. Le “vecchie religioni” devono adeguarvisi e verso di essa “incoraggiate” ad “evolvere”. Lungi dall’essere oppressiva, però, la fede cristiana proclamata e definita dal Nuovo Testamento, comporta giuste regole e giusti e precisi confini, garanzia essi stessi di libertà autentica. Nel testo biblico che esaminiamo quest’oggi Gesù infatti afferma: “Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento” (Matteo 5:17). Che cosa intende?

5 Febbraio 2017 – Quinta Domenica dopo l’Epifania

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster. Decima domanda: In che modo Dio creò l’Uomo?

Testi biblici: Isaia 58:1-9; 1 Corinti 2:1-12; Matteo 5:13-20; Salmo 112:1-9

Salmo da cantare: Salmo 112 [Beato l'uom che teme Iddio (Salmo 112); Alleluia, beato è colui (Arpa)].

Preghiera: Liberaci, o Dio, dall’asservimento ai nostri peccati, e dacci lalibertà di quella vita abbondante che tu ci hai fatto conoscere nel tuo Figlio e Salvator nostro Gesù Cristo, che vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.

Predicazione: …per ristabilire la legge (Matteo 5:17-20)

Versione video: https://youtu.be/BI8zNkfVhgs

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Paolo Castellina

Di che colore è il vostro cuore ? – Culto di domenica 29 gennaio 2017

Noi tutti siamo soliti riferirsi a diverse parti del nostro corpo come simbolo del carattere di una persona o dei sentimenti umani. Si intende “una persona di cuore” una persona generosa e capace di esprimere amore in maniera intensa. Più spesso “il cuore” indica il centro del nostro essere, il “centro nevralgico” della nostra persona. Nel Sermone sul monte Gesù afferma: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Matteo 5:8). Perché è importante che il nostro cuore sia prima purificato per poter vedere Dio ed accedere alla Sua presenza? È ciò che consideriamo questa settimana.

Domenica 29 Gennaio 2017 – Quarta Domenica dopo l’Epifania

Confessione di fede: Catechismo minore di Westminster. Nona domanda: Che cos’è l’opera della creazione?

Testi biblici: Michea 6:1-8; 1 Corinzi 1:18-31; Matteo 5:1-12; Salmi 15

Salmo da cantare: Salmo 15 [Dentro i tuoi tabernacoli (Arpa); O gran Signore chi potrà (Ginevrino)].

Preghiera: Onnipotente ed eterno Iddio, Tu governi ogni cosa sia in cielo che sulla terra: ascolta misericordiosamente le suppliche del Tuo popolo, e nel nostro tempo concedici la Tua pace; per Gesù Cristo, che vive e regna con Te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, nei secoli dei secoli. Amen.

Predicazione: Di che colore è il tuo cuore? (Matteo 5:8)

Versione video: https://youtu.be/B5PwDmr4CgA

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Paolo Castellina

Il pesce che rifiuta l’acqua

Uno che si dica cristiano e non accetti la Bibbia è come un pesce che rifiuti l’acqua pensando di poter trovare altrove un luogo adatto a vivere.

Pesci del genere non esistono. Anche di cristiani del genere non ne esistono: semplicemente non sono cristiani.

 

Il “fatto terribile” di dare retta alla Bibbia – Platone “rende decente un libro infame”, dice un commento

Il commento di Giorgio Modolo di poche ore su Twitter ci permette di recuperare una preziosa perla del pastore valdese (oggi risparmiamo sulle virgolette) Giuseppe Platone, ben noto in questo sito. Scopriamo così, con nessuna sorpresa purtroppo, che poco meno di un anno fa il pastore Platone, figura di spicco nella chiesa valdese istituzionale, ha dichiarato al Fatto Quotidiano, tra le altre cose: “Ma nei testi sacri si parla soprattutto di ciò che costituisce il matrimonio e cioè l’amore tra due persone. Inoltre credo che la lettura dei testi vada contestualizzata nel nostro tempo. Nei testi sacri bisogna cogliere lo spirito. In questa Italia clericale c’è qualcuno che sta cavalcando una visione delle cose lontana dalla realtà che non ha neanche radici bibliche.”

Abbiamo già molte volte ampiamente confutato queste tesi, ma due parole le aggiungiamo.

1)      Il solito imbroglio dell’ “amore”. Potremmo dire “Terribile che l’amore sia usato come feticcio contro la Bibbia”. Ovvio che l’amore è importantissimo nel matrimonio, specie per il cristiano cui è comandato di amare persino i propri nemici, ma non tutto ciò che è amore è matrimonio. L’amore tra marito e moglie è particolare: “Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei” (Efesini 5:25). È amore nella diversità, nella complementarietà. L’amore di Cristo per la chiesa non è come un altro amore. Cristo ama la chiesa non un altro dio, e la chiesa deve amare Cristo non un’altra chiesa.

2)      Particolarmente ridicola l’affermazione secondo cui la lettura della Bibbia va “contestualizzata nel nostro tempo”. La filologia, cioè la scienza di comprendere i testi, insegna se mai a contestualizzare i testi nel loro tempo, per comprendere a fondo che cosa l’autore intendesse. Che senso mai potrebbe avere dire: “Dobbiamo contestualizzare l’Odissea nel XXI secolo”? Nessuno.

3)      Platone definisce “clericale” prendere sul serio la Bibbia, mentre si arroga il diritto – in quanto “chierico” – di cambiare la Bibbia stessa, ignorando i numerosi passi contro l’omosessualità. I cattolici si sono presi la libertà di affiancare la “tradizione” alla Bibbia, questi “valdesi”, indegni dei veri Valdesi, fanno molto di più: cambiano la Bibbia a loro piacimento.

La conclusione più “logica” sulla posizione di Platone, e purtroppo dell’intera chiesa “valdese” istituzionale, è quella di un commentatore al citato articolo del Fatto Qutidiano, che peraltro difende Platone contro chi lo accusa di tradire la Bibbia. Costui, che si denomina “Cinico” e che parla del Dio della Scrittura come “inventato da pastori analfabeti mediorientali”, dice, nello stesso commento, che la Bibbia è un libro infame, e che solo i valdesi interpretano correttamente il “messaggio evangelico”. Come se il “messaggio evangelico” venisse da qualcosa che non è la Bibbia! Nella sua ignoranza, però, “Cinico” dice una cosa vera: quei “valdesi” stanno contraffacendo la Bibbia.

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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