\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

RIFLESSIONE SULLA CHIESA VALDESE – Manca la vera evangelizzazione – In cosa si crede?

Questo è solitamente il periodo giusto per fare alcune riflessioni sulla nostra Chiesa, subito dopo il Sinodo Valdese. Purtroppo, ormai da diverso tempo, le conclusioni che possiamo trarre sono ancora una volta fonte di amarezza e delusione. Il Sinodo sembra uscirsene ogni volta con qualche nuova “trovata” (Atto) che allontana sempre più la Chiesa Valdese dalla sana dottrina e dalla Scrittura.

Il primo punto su cui riflettere, che non è certo nuovo, poiché è un male che affligge la Chiesa ormai da molti decenni, è sempre il calo di vocazioni, accompagnato da una pressoché assenza di azioni di evangelizzazione in senso stretto (interna ed esterna), condotte secondo i canoni della Scrittura, e che ben poco hanno a che vedere con i tanti “percorsi di formazione” che vengono invece proposti a tutti i livelli, quali “surrogati” della vera evangelizzazione, quando evangelizzare consiste semplicemente nell’annunciare Gesù Cristo come unico e personale salvatore, come facevano i nostri nonni, quando ancora, essere Evangelico e Valdese (o Metodista), significava credere fermamente nell’opera di Dio nella propria vita attraverso la Parola di Cristo e l’azione dello Spirito Santo. Quest’affermazione è così banale che è anche la sostanza stessa della Chiesa. Così com’è scontato che un ristorante prepari e fornisca dei pasti, così dovrebbe essere che il compito della Chiesa sia di annunciare l’Evangelo di Gesù Cristo, sia pure condito e proposto in differenti salse, ma così, purtroppo non è più stato nella Chiesa Valdese, che negli ultimi trenta/quarant’anni si è occupata di tutto, a quanto pare, salvo proprio che annunciare l’Evangelo.

Il secondo punto che deve coinvolgere la nostra riflessione è altrettanto importante: la teologia. In cosa si crede oggi in casa Valdese? Ormai ci si vergogna della Confessione di Fede del 1655, al punto di non utilizzarla più nemmeno durante la consacrazione dei pastori. Questo è un segnale (preoccupante) di come la deriva della Chiesa abbia ormai raggiunto lidi lontani, sia dalla Riforma del XVI, sia dalla Scrittura stessa. Il “revisionismo” operato dai nostri teologi sull’interpretazione della Scrittura, vuoi per l’uso del metodo storico-critico, vuoi nel puerile quanto vano tentativo di renderla accettevole ai mutati scenari socio-politici della nostra società civile, per giungere fino alle nuove aperture al papismo di Francesco, ha portato ad un sostanziale allontanamento della nostra Chiesa dalla “Sola Scrittura” della Riforma e quindi anche dalla volontà di Dio, come espressa e testimoniata nella Bibbia. Le recenti “aperture” interpretative su temi quali l’etica sessuale, il matrimonio, la famiglia e altre questioni correlate, sono in netto contrasto, sia con la tradizione riformata, sia con la Scrittura rivelata dallo Spirito Santo.

Nikodemos

(prima parte – continua)

IL MODERATORE SMENTISCE, BLANDAMENTE, L’APPOGGIO ALLA LOTTA ARMATA

Il Moderatore, pastore Eugenio Bernardini, ha – sia pure blandamente, sia pure naturalmente ignorandoci – smentito la notizia secondo cui la chiesa valdese negli anni ’70 avrebbe appoggiato la lotta armata di estrema sinistra.

Il 23 agosto, su Radio Blackout esce l’articolo “Una chiesa ‘di sinistra’”, dove si dice “la chiesa valdese si può considerare una sorta di ala sinistra del cristianesimo (negli anni settanta appoggiò in parte la lotta armata in Italia e in America del Sud)”; nella stessa

Concetto di lotta armata

pagina si può ascoltare una intervista a “Manfredo, che per esperienza diretta conosce bene il mondo valdese” il quale ribadisce lo stesso concetto.

Il 25 agosto valdesi.eu rilancia con un tweet la notizia di Radio Blackout;

Il 26 agosto, ore 00:05: Esce il nostro articolo “<<La chiesa valdese negli anni ’70 appoggiò la lotta armata>> – Lo scrive una radio di estrema sinistra”.

26 agosto, ore 10:43: il Moderatore, sempre su Twitter scrive, replicando a “Hysteron Proteron” e ad altri, ma non a valdesi.eu: “grazie per la segnalazione. Le provocazioni (specie se prive di senso/fondamento) non mancano mai…”.

Non si capisce con certezza se la “provocazione” sia quella di Radio Blackout che ha pubblicato l’accusa, o quella di valdesi.eu che ne ha sottolineato la gravità. Di certo, su Radio Blackout l’articolo c’è ancora ed è a quella testata che andrebbero indirizzate delle smentite? Il Moderatore l’ha fatto e la radio non ha pubblicato o non l’ha proprio fatto? Sarebbe interessante saperlo. In ogni caso, Radio Blackout non voleva chiaramente fare una provocazione, anzi, dal loro punto di vista si trattava di un complimento. Proprio per questo occorrerebbe una smentita vera.

E sarebbe interessante sapere dal Manfredo, intervistato da Radio Blackout quali sono le fonti di quelle sue affermazioni.

Il sito del Centro Ecumenico di Agape parlava di corsi sul marxismo nella prima parte degli anni ’70. Francesca Spano (1950-2007), tra i maggiori protagonisti della vita di Agape in quel periodo, in un testo della Fondazione Valdese scrive, parlando del centro ecumenico: “Poi abbiamo l’incontro col marxismo, non tanto col partito comunista, verso cui i valdesi hanno sempre preso le distanze, ma con l’elaborazione del pensiero marxista di gruppi politici più liberi e minoritari spesso ai limiti dell’eresia.” Certo, leggere un elenco dei relatori di quegli anni consentirebbe di capire cosa si intende per “gruppi politici ai limiti dell’eresia”, anzi cosa si intende per “eresia” in questa frase. Forse qualcosa di simile a ciò di cui parla Radio Blackout.

 

Culto Sentieri Antichi Valdesi – Essere nella stessa squadra dei campioni della fede

Si è tenuto il culto di agosto di Sentieri Antichi Valdesi presso l ex scuola rurale valdese Emilio Talmon di Vilar Pellice. Ha presieduto il culto il pastore Paolo Castellina, predicando su due passi molto toccanti:

Geremia 2: “Così dice l’Eterno: «Che cosa hanno trovato di ingiusto in me i vostri padri, per allontanarsi da me, andare dietro alla vanità e diventare essi stessi vanità? … I sacerdoti non hanno detto: “Dov’è l’Eterno?”, quelli che si occupano della legge non mi hanno conosciuto, i pastori si sono ribellati contro di me, i profeti hanno profetizzato per Baal e hanno seguito cose che non giovano a nulla… Ha mai una nazione cambiato i suoi dèi, anche se non sono dèi? Ma il mio popolo ha cambiato la sua gloria per ciò che non giova a nulla. Stupitevi, o cieli, di questo; inorridite e siate grandemente desolati», dice l’Eterno. «Poiché il mio popolo ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente di acqua viva.”
Ebrei 13: Continuate nell’amore fraterno. Non dimenticate l’ospitalità, perché alcuni, praticandola, hanno ospitato senza saperlo degli angeli. Ricordatevi dei carcerati come se foste loro compagni e di quelli che sono maltrattati, sapendo che anche voi siete nel corpo. Sia il matrimonio tenuto in onore da tutti e il letto coniugale sia incontaminato, poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri. Nel vostro comportamento non siate amanti del denaro e accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò». Così possiamo dire con fiducia: «Il Signore è il mio aiuto, e io non temerò. Che cosa mi potrà fare l’uomo?». Ricordatevi dei vostri conduttori, che vi hanno annunziato la parola di Dio e, considerando il risultato della loro condotta, imitate la loro fede. Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno. Non lasciatevi trasportare qua e là da varie e strane dottrine, perché è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia e non da cibi, da cui non ebbero alcun giovamento quelli che ne fecero uso.”
Il pastore non l’ha mai detto, ma certo questi passi sono suonati assai attuali ai presenti. Prendendo lo spunto dai recenti Giochi Olimpici la predicazione ha prospettato il paragone della vita cristiana all’impegno sportivo. Occorre innanzitutto non limitarsi ad essere spettatori, ma prendere parte alle gare e prepararsi con serietà e costanza ad esse. Noi siamo insufficienti al compito, ma Dio ci dà gli strumenti necessari e ci sostiene nel cimento. E noi siamo chiamati all’onore di vestire la stessa maglia, di entrare nella stessa squadra dei grandi della fede, dei maggiori campioni del cristianesimo. Noi non ne siamo all’altezza, ma è Cristo che ci chiama in quella squadra.
Queste parole, nella Val Pellice, non possono che richiamare alla memoria i secoli di straordinario esempio di fede degli antichi valdesi, che non sono venuti meno alla loro fede di fronte alle persecuzioni, i rapimenti di bambini, le vessazioni, le discriminazioni.
Poi, più che le armi e le leggi, hanno potuto le lusinghe delle ideologie…

Sinodo Valdese. Clamoroso! Nuova Rivelazione al Moderatore – Così scrive Riforma

Grandi notizie dal Sinodo Valdese: secondo un articolo di Riforma , il moderatore, pastore Eugenio Bernardini, “ha riaffermato alla stampa in questi giorni [che] Dio accoglie nella sua immensa grazia tutte le forme di famiglia”.

Apocalisse (Rivelazione) a Giovanni

Un fatto straordinario, che va ben al di là della ritrita questione delle “famiglie” omosessuali in sé, ma che implica una nuova Rivelazione. Secondo l’articolo 2 della Confessione di Fede della Chiesa Valdese (intitolato appunto Rivelazione), a suo tempo solennemente sottoscritta anche dal pastore Bernardini, infatti, “Iddio si è manifestato agli uomini nelle sue opere della Creazione e della Providenza, di più nella sua Parola rivelata dal principio con oracoli in diverse maniere, poi messa in iscritto ne’ libri chiamati la Scrittura Santa.”

Mosè riceve i Comandamenti

Orbene, nella Scrittura non vi è traccia di questa accoglienza di tutte le forme di famiglia, vi è piuttosto traccia del contrario, con una specifica menzione della pratica omosessuale definita “cosa abominevole”, in Levitico 18, passaggio avvalorato da parecchi altri, anche nel Nuovo Testamento, e contraddetto da nessuno.

L’affermazione attribuita al Moderatore, dunque, non può che provenire da una nuova Rivelazione. Attendiamo di conoscere i dettagli: sarà stato come con Mosé, con il quale Dio parlò faccia a faccia (Deuteronomio 5:4), o come con Paolo di Tarso, cui apparve una luce folgorante dal cielo (Atti 9:3), oppure è stata una visione come per Isaia (Isaia 1) oppure ancora in modo colloquiale come nel caso di

Paolo folgorato sulla via di Damasco

Geremia (Geremia 1)?

Non smorzi l’entusiasmo il fatto che per ora non si trovi traccia di questa affermazione del moderatore Bernardini su internet, bensì solo varie dichiarazione sul fatto che la chiesa valdese accoglie tutti quanti, senza citare però né Dio né la Bibbia. Se l’autorevole antropologa Paola Schellenbaum, componente della famigerata commissione “famiglie, matrimonio, coppie, genitorialità”, lo dice sarà pur vero. Ed è notevole che lo faccia lei, persona non certo propensa al misticismo, che ha più volte individuato la ragione di questa accoglienza in tutt’altra cosa, cioè in documenti di organismi politici internazionali. Deve aver capito che c’è qualcosa al di sopra degli stati, e questa cosa non è l’Unione Europea o l’Onu. Del resto, non dimentichiamo che Gesù risorto si manifestò in primo luogo a delle donne.

Insomma: siamo di fronte a fatti più che eccezionali, che si verificano una volta ogni parecchie decine di generazioni. Ci auguriamo che presto questa Rivelazione venga messa per iscritto per poterla includere nelle nuove Bibbie. Il nome del nuovo libro potrebbe essere quello del Profeta che ha ricevuto la Parola oppure, più sobriamente, “Apocalisse 2″, ricordando che questa parola vuol appunto dire “rivelazione”, in modo che cominci tre versetti dopo quello che dice: “Io dichiaro ad ognuno che ode le parole della profezia di questo libro che, se qualcuno aggiunge a queste cose, Dio manderà su di lui le piaghe descritte in questo libro”.

Fuori dall’ironia, dobbiamo constatare la incredibile leggerezza, o superbia, nel dichiarare con tanta facilità che cosa Dio vuole o non vuole, accoglie o non accoglie. Se si prendesse sul serio quel che la Chiesa Valdese ha sempre affermato e in teoria afferma, quanto esposto sopra non è una parodia, dovrebbe essere esattamente quanto si ritiene stia avvenendo. Tutto ciò ricorda il peggio della Chiesa Cattolica Romana, quando taluni suoi capi si arrogavano (o si arrogano) il diritto di parlare e agire a nome di Dio, senza altro fondamento che il proprio parere, il proprio gusto, la propria convenienza. Ciascuno sostenga le proprie opinioni quanto gli (o le) pare. Ma, senza fondamento biblico, si astenga dal tirare in ballo Colui che non si deve: “Non userai il nome dell’Eterno, il tuo DIO, invano, perché l’Eterno non lascerà impunito chi usa il suo nome invano.” (Esodo 20:7)

“La chiesa valdese negli anni ’70 appoggiò la lotta armata” – Lo scrive una radio di estrema sinistra

Una nostra lettrice, Michaela, che ringraziamo, ci segnala un articolo del 23 agosto sul sito di Radio Blackout, una radio di estrema sinistra, nata nel 1992, ma evidentemente con radici ideologiche e storiche nei decenni precedenti. L’emittente è collegata a gruppi come la Pantera, di pochi anni prima, poi ai siti “okkupati” e ai centri sociali. Oggi è anche impegnata sul fronte dell’animalismo e della sessualità.

Si tratta di un articolo sul Sinodo Valdese, dal titolo <<Una chiesa “di sinistra”: in corso il sinodo annuale valdese>>. L’interesse non viene tanto dall’affermazione del titolo. Niente di strano: l’impegno politico della chiesa valdese degli ultimi decenni è notissimo e fu oggetto della petizione del 1976, quando oltre 3300 membri di chiesa lanciarono l’allarme su di essa chiedendo che ci si attenesse invece all’Evangelo. E se si entra nella contesa politica ci si schiera, e la scelta dei dirigenti valdesi a favore della sinistra è ben conosciuta.

No, il punto è questo passaggio dell’articolo: “la chiesa valdese si può 

La foto simbolo della lotta armata degli anni ’70: l’uomo con la pistola P38

considerare una sorta di ala sinistra del cristianesimo (negli anni settanta appoggiò in parte la lotta armata in Italia e in America del Sud)”.

Il concetto è ribadito anche

Estremisti esibiscono il “segno della P38″

nell’intervista a “Manfredo, che per esperienza diretta conosce bene il mondo valdese:”, nella stessa pagina, dove si sente che “negli anni settanta i Valdesi sono stati molto vicini alla scelta della lotta armata”. La cosa interessante è che Radio Blackout mostra di vedere la cosa positivamente, non si tratta di attacco o di maldicenza: proprio il contrario.

La “lotta armata” degli anni ’70, è quella delle Brigate Rosse, di Prima Linea, dei Nuclei Armati Proletari e di

Renato Curcio

altre formazioni terroristiche, che si sono macchiate di diverse decine di omicidi, sequestri di persona e numerosi altri reati.

Ci dovremmo attendere smentite da parte della dirigenza valdese. Certo, non è un mistero il legame di Renato Curcio, il leader storico delle Brigate Rosse,

Mara Cagol

con la Valpellice. In valle è molto diffusa l’opinione che nel periodo trascorso tra la sua liberazione dal carcere di Asti, ottenuta con un audace incursione della moglie Mara Cagol nel febbraio 1975 e il suo nuovo arresto l’anno seguente, l’abbia in gran parte trascorso a Villar Pellice. In precedenza, l’8 settembre 1974 era stato arrestato per la prima volta poco distante, a Pinerolo.

Ma un legame della chiesa valdese con il terrorismo non era mai stato menzionato in modo così esplicito, per di più da posizione di simpatia verso quella pagina della storia d’Italia.

Attendiamo smentite, chiarimenti. O vorranno far finta di niente, avvalorando quanto dice Radio Blackout?

SINODO VALDESE: UNA CONFESSIONE DI FEDE POST-APOSTOLICA SOSTITUISCE L’AUTENTICA CONFESSIONE DI FEDE VALDESE

Nel culto inaugurale di domenica 21, dopo l’annunzio del perdono e prima delle letture bibliche che hanno preceduto la predicazione, il Sinodo Valdese ha ascoltato, in piedi come dice il foglio dell’Ordine del Culto per i momenti più solenni, la “Confessione di fede”. Bene! Non può che essere la confessione di fede del 1655, che tutti i pastori sottoscrivono al momento della consacrazione e che non è mai stata cambiata negli ultimi 361 anni, e peraltro ne ricalca altre del secolo precedente.

Invece no! Si tratta di tutt’altro. È la “confessione di fede” scritta da un “pastore e poeta” svizzero di nome Kurt Marti. Il pastore ovviamente non è valdese e la confessione non è mai stata discussa da nessun organo valdese, ma – nel progressivo e finora inarrestabile attacco alla vera confessione di fede – viene tranquillamente solennizzata nel momento più visibile e partecipato della vita valdese.

La vera confessione di fede viene sempre più relegata, in altre parole sconfessata, ovvero abiurata. Abbiamo già osservato come è stata subdolamente accantonata negli altri Sinodi nell’unica circostanza in cui ancora compariva, la consacrazione dei pastori:

- fino al 2011 i comunicati stampa menzionavano la sottoscrizione della Confessione di Fede Valdese da parte dei pastori consacrati;

- 2012 e 2013: la sottoscrizione non è più menzionata tra gli adempimenti dei pastori consacrati; essa peraltro avviene “in privato” e non se ne dà conto ai presenti;

- 2015: non viene menzionato alcun adempimento relativo alla consacrazione dei pastori;

- 2016: non avviene alcuna consacrazione e durante il culto viene introdotta una nuova confessione di fede.

Per evitare di contaminarsi troppo, la Confessione è anche stata quasi occultata nel sito ufficiale della chiesa.

Quanto alla confessione solennemente letta quest’anno nel culto sinodale, potrebbe essere oggetto di una analisi più ampia. Ma dall’ambiguità e genericità del testo alcune cose emergono chiare:

1)      Come essa stessa dice, non è coerente con il credo apostolico, riconosciuto da gran parte

Dopo la nuova confessione di fede è questo il nuovo stemma?

delle chiese cristiane, a cominciare da quelle riformate, da quella cattolica, da molte chiese ortodosse.

2)      I primi quattro articoli della Confessione di Fede Valdese – insieme a molti altri – sono del tutto ignorati: sciocchezzuole come Trinità, Rivelazione, Sacra Scrittura, Lettura biblica.

3)      Gesù NON è Figlio di Dio, ma “il messia (minuscolo nel testo) dei tormentati e degli oppressi” (chi non si sente oppresso e tormentato cerchi altrove oppure veda di diventare più vittimista), e – sia chiaro – è solo un “essere umano”. Infatti , secondo Marti e il Sinodo, è parola di Dio fatta uomo, non Dio fatto uomo.

4) Verrà un giorno in cui “Dio sarà tutto in tutto”. Dichiarazione palesemente panteistica, e il panteismo può essere molte cose ma di certo non è cristianesimo e il cristianesimo non è panteista.

5)      Gesù non è “morto per i nostri peccati” come dice la nostra confessione di fede nel titolo dell’articolo 14, ma “per avere annunciato il Regno di Dio”. Dunque, le responsabilità e il peso della sua crocefissione e dei suoi patimenti è tutta circoscritta a quella lontana epoca. Insomma, in piena coerenza con il bergoglianesimo, la colpa della crocifissione di Gesù come di ogni altra cosa è “degli altri”, e i nostri peccati non c’entrano e sono tranquillamente perdonati, perché il perdono è un diritto acquisito, anche se non si sa perché.

6) Gesù non è il Salvatore, ma giusto giusto un brav’uomo, un bell’esempio.

7)      Lo Spirito santo è una sorta di coscienza di classe marxista o post-marxista che ti rende compagno di lotta con tanti altri.

8)     Per la pace sulla terra ha senso la vorare. Per altre cose, come la diffusione della Buona Novella, non si sa. Probabilmente no.

9)    Non si crede nella resurrezione, ma in un “compimento della vita oltre la nostra vita” cioè in uno scopo del tutto terreno, quella “pace per la quale ha senso la vorare”, un ideale socio-politico più grande delle nostre vite, che è tutt’altra cosa.

Una confessione di fede che, più che post-apostolica, è post-cristiana. Detto più schiettamente: non è cristiana.

Il diavolo al Sinodo valdese

Condivido l’articolo di Leonista, appena uscito, sulla predicazione del culto di apertura del Sinodo Valdese 2016. Vorrei però sottolineare – un po’ maliziosamente, un altro aspetto: la presenza del diavolo!

Non in senso cattivo, ma in quanto il pastore Genre ne ha parlato come di una cosa reale, che agisce nella vita delle persone. Anche qui seguendo ciò che dice la Scrittura, e dunque una novità positiva. Ma vorrei fare tre osservazioni.

1)      L’affermazione che c’è del demoniaco in atti come la strage terroristica di Nizza, per di più correttamente definita jihadista, è notevole, coraggiosa… e naturalmente ignorata dai media.

2)      Lascia invece perplessi aver attribuito ad azione demoniaca la Brexit: “mi sembra demoniaco che a decidere il futuro della Gran Bretagna e, in parte dell’Europa, non siano state le giovani generazioni, ma gli anziani, pieni di paure, gli unici che hanno un futuro garantito”. Troppo facile la battuta: ”Il diavolo veste Prada, ma non veste Prodi”. Peraltro, più che “le paure degli anziani” (alcuni di quegli anziani inglesi, che ricordano la Seconda Guerra Mondiale o addirittura l’hanno combattuta quando l’Inghilterra era sola contro Hitler 18 mesi, hanno votato per paura sì, ma paura – magari a torto, per carità – di perdere la democrazia, difesa sui campi di battahglia) è forse demoniaco il fatto che questi giovani, presunti depositari di chissà quale superiore sapienza, in gran parte non si siano disturbati ad andare a votare.

3)      Un’altra azione assai più verosimilmente demoniaca è quella che tiene sì piegate le nostre chiese, ma non è una questione psicologica o di demoralizzazione. È quella di essere troppo spesso lontani – a volte in consapevole opposizione  – proprio a quella parola di Dio, posta al centro della predicazione del pastore Genre.

Beidana

Sinodo Valdese. La parola di Dio al centro della predicazione Ma per Riforma il problema sembra essere “aggiornarsi”

La parola di Dio e la necessità assoluta della Sua opera sono state al centro della predicazione del culto di apertura del Sinodo Valdese 2016: “Al di fuori o aldilà del servizio che dobbiamo rendere a quella Parola e – solo attraverso di essa – al nostro prossimo più in difficoltà, non abbiamo futuro.” Questa ci è parsa la frase più importante di questa domenica sinodale e probabilmente tale era anche nell’intenzione del pastore Gianni Genre, ex moderatore. Gli va reso dunque merito, benché in un qualsiasi culto valdese ciò dovrebbe essere scontato. Ma di questi tempi non lo è di certo. Difficile dire se la scelta di affidare a lui questo importante atto è stata fatta con questa intenzione o no. Forse era solo perché, un anno prima, un anno dopo, “toccava a lui”, certamente uno dei migliori predicatori valdesi in servizio, “benché” non donna, non gay,  non autore di affermazioni estreme, e per di più marito di una sola moglie.

Purtroppo, l’articolo di Riforma su questa predicazione, redatto dall’autorevole mano del direttore Alberto Corsani, non sottolinea questo punto, o lo fa per sottinteso, talmente sottinteso che difficilmente si intende. Addirittura, in una delle prime frasi fa capire esattamente l’opposto: “E questa è la sfida coinvolge da sempre coinvolge le piccole, tenaci chiese evangeliche italiane, che tante vicissitudini hanno passato sopravvivendo. Esse sopravvivono, ma perdono consistenza, e devono saper aggiornare la loro presenza in una società che ha bisogno di interventi di tipo sociale e assistenziale, che riconosce e apprezza quello che gli evangelici italiani mettono in opera (per esempio con i corridoi umanitari attivati da Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Tavola valdese e Comunità di S. Egidio).” Di aggiornamento Genre non ha proprio parlato! Proseguendo la lettura scopriamo che il punto di riscatto dalla condizione di sofferenza, per Riforma, sarebbe il seguente: “le chiese devono saper dire che, nonostante tutto, la vita è bella, in quanto dono di Dio”. Sommessamente, ci pare che le chiese debbano saper dire che la vita è bella se donata a Dio, se vissuta nel suo sentiero e al suo serivizio. E ci pare che questo intendesse anche il pastore Genre. Possiamo pensare che il direttore Corsani abbia voluto sottolineare punti più veicolabili all’esterno, come si vede dalla citazione del messaggio del presidente Mattarella, ma temiamo che, comunque sia, un po’ di torto al predicatore l’abbia fatto.

Ciò che conta, però, è ciò che il pastore ha affermato con chiarezza.

Al di là di chi vuole qualcosa di diverso, voglia Iddio che la centralità della Sua parola si affermi nella vita della Chiesa e di tutti noi credenti e non solo in qualche affermazione.

Leonista

SI APRE IL SINODO VALDESE – LA NOSTRA PRIORITÀ: GESÙ CRISTO – LE ”LORO” PRIORITÀ: IMMIGRATI, GAY, “FEMMINICIDIO”, EUTANASIA E ENTUSIASMO BERGOGLIANO

Domani si apre il Sinodo Valdese a Torre Pellice. Il giorno di massima visibilità dei Valdesi a livello nazionale. Anche per la scarsità delle notizie di altro tipo, i principali organi di informazione italiani daranno qualche spazio a una sempre più sparuta minoranza religiosa, circa 0,03% della popolazione del Paese.

Già sappiamo su che cosa la nomenklatura “valdese” insisterà (non abbiamo fonti segrete, ma tiriamo facilmente a indovinare). Al primo posto ci sarà la “accoglienza” degli immigrati, finanziata con l’8 per mille,  essendo una notizia di grande attualità. Quello che ormai è diventata la adorazione dell’omosessualità sarà probabilmente solo al secondo posto, perché nonostante il gran baccano mediatico, le coppie che si sono sposate (il termine sarebbe “unite civilmente”, ma è la stessa cosa) sono pochissime e le loro immagini non hanno davvero fatto fortuna nel mercato dell’informazione: un paio di signori attempati e giusto un po’ “originali” non fanno vendere, meno ancora le coppie di solide mature signore. Dunque, solo secondo posto. Al terzo posto quasi certamente il “femminicidio”, che – come abbiamo visto – è usato come pretesto per insegnare, preferibilmente a bambini indifesi, che il maschio non gay è, specialmente se legge la Bibbia, tendenzialmente manesco e prevaricatore, potenzialmente assassino. Non mancheranno siparietti per il cosiddetto “fine vita”, eufemismo usato purtroppo più per sostenere l’eutanasia che per difendere la dignità delle persone contro l’accanimento terapeutico. E poi, una bella botta di ecumenismo cercando di dare un colpo al cerchio dell’entusiasmo filo-bergogliano e uno alla botte del sussiego nei confronti dei cattolici e della loro “ignoranza”, che però di certo non toccherà il recente stravolgimento della Bibbia sulla sorte della città di Sodoma da parte di monsignor Galantino, segretario dei vescovi italiani.

Noi invece veri valdesi continuiamo a pensare che l’unica priorità della nostra chiesa sia l’annuncio dell’Evangelo di Gesù Cristo, secondo quanto contenuto nella Bibbia, cioè “professare le dottrine contenute nell’Antico e nel Nuovo Testamento e formulate nella sua

Anche quest’anno i membri del Sinodo potrenno vedere questo monito nell’Aula Sinodale – Qualcuno si chiederà che significa

Confessione di fede” come mirabilmente scritto all’articolo 2 delle Discipline Valdesi. In un’epoca in cui le nazioni che si dicevano cristiane, a cominciare da quelle protestanti, sono impegnate nella più radicale negazione del cristianesimo e di tutto ciò che esso comporta, questo è il compito che spetta ai Valdesi, assai più antichi della Riforma protestante. Se poi si fa tutt’altro, ne verrà chiesto conto.

Davanti a una Chiesa Cattolica Romana che, senza aver modificato gli aspetti più chiaramente anti-biblici della sua dottrina (basti pensare all’annuncio di Jorge Bergoglio, appena eletto vescovo di Roma, di voler andare presto “a trovare la Madonna”, nel senso di adorare una sua statua), ha ormai sposato le più scontate ideologie mondane di oggi, dal politicamente corretto all’atteggiamento che “tutte le religioni sono uguali”, dovremmo ricordare con quale costanza e coraggio i nostri antenati hanno saputo non farsi trascinare nelle eresie di tanti suoi predecessori, anch’essi ansiosi di compiacere il mondo o di avere potere politico in esso.

Il compito pare del tutto sproporzionato alle nostre possibilità e lo è. Ma non lo è per Dio. Il monito di Gianavello è sempre attuale: “Nulla sia più forte della vostra fede”.

 

Il numero 2 dei vescovi italiani falsifica (o non conosce) la Bibbia – Che significa per noi veri Valdesi

Nella solenne occasione della Giornata Mondale della Gioventù organizzata a Cracovia dalla Chiesa Cattolica Romana monsignor Nunzio Galantino, 67enne segretario della Conferenza Episcopale Italiana, ha affermato che “la sua (cioè di Abramo) preghiera di intercessione e la sua voglia di osare salvano Sodoma. La città è salva perché ci sono i giusti, anche se pochi; ma la città è salva

Monsignor Galantino e il ministro dell’istruzione Stefania Giannini

soprattutto perché c’è Abramo, uomo di preghiera, che non fa da accusatore implacabile, non parla contro ma parla a favore”. Lo riporta il quotidiano della stessa conferenza episcopale, Avvenire, in un articolo dove non si batte ciglio sull’incredibile strafalcione del prelato. Molti hanno parlato di ignoranza di Galantino, ma su questo abbiamo più di un dubbio.

La distruzione di Sodoma è menzionata in diciannove diversi capitoli della Bibbia, tra cui Genesi, naturalmente, Deuteronomio, Isaia e Geremia. Otto di questi capitoli sono nel Nuovo Testamento: i vangeli di Matteo, Marco e Luca, la lettera a Romani, la seconda lettera di Giuda e l’Apocalisse. È pensabile che monsignor Galantino se li sia dimenticati tutti? Si può essere ironici fin che si vuole sull’ignoranza di tanti cattolici, ma riesce difficile pensare che un uomo come lui, non solo laureato in teologia com’è obbligo di ogni sacerdote cattolico, ma anche per una ventina d’anni docente presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, (lasciamo stare i tanti libri scritti, attività che spesso ruba il tempo di leggere l’essenziale) sia così apertamente sprovveduto su uno dei passi più noti della Scrittura, riprodotto persino nei film come appunto La Bibbia? Molto più probabile la “pia” menzogna, per qualche fine ritenuto così buono da indurre a un fatto abominevole come lo stravolgimento della Parola di Dio, secondo il celebre principio del “fine che giustifica i mezzi”. Principio che i gesuiti hanno ampiamente praticato, ma con tale “machiavellismo” da attribuirlo falsamente, appunto, a Niccolò Machiavelli.

E quale sarebbe il nobile fine dello stravolgere la Bibbia e prendere per fessi milioni di fedeli che oggi l’hanno a portata di clic sul loro telefonino? E non c’è neppure bisogno di addentrarsi nel vasto testo biblico visto che Wikipedia scrive che la città fu distrutta nella terza riga della voce ad essa dedicata. Un interrogativo cui è difficile rispondere e che è comunque inquietante.

Ecco come la rivista ‘Elle’ dà la notizia della ‘benedizione’ nel termpio di Palermo

Quel che è certo è che noi Valdesi avremmo l’autorità e il prestigio storico per contrapporci a una tale deriva, visto che da almeno otto secoli ci atteniamo alla Scrittura e non a qualsivoglia gerarchia, e ciò a gran prezzo di sangue, discriminazioni e persecuzioni.

Purtroppo la chiesa “valdese” ufficiale fa oggi – se possibile – di peggio e anche proprio su quel passo biblico. Si pubblicano libri dove Dio è definito “fascista”, in cui gli abitanti di Sodoma sono modelli di accoglienza, la moglie di Lot è unica meritevole in famiglia perché “si volge pensando alle vicine di casa” e si ribella al “divino percepito come fascista”. Si scrive che Genesi 19 è una delle dimostrazione della omofobia della Bibbia nel momento di cui si sostiene il ddl Scalfarotto che punisce l’omofobia con il carcere. Si incoraggia una “Bibbia” che fa passare il peccato dei sodomiti per un problema di mancato consenso degli angeli, ché altrimenti andava benissimo, interpretazione spesso sostenuto da vari “teologi”. E tali concetti vengono ampiamente messi pratica!

Ecco perché, per quanto piccola, emarginata, censurata anche in senso ufficiale dal Sinodo stesso, è importante la presenza di Sentieri Antichi Valdesi, che anche in questo agosto 2016, si ritrova affinché la sua umile fiammella inveri il motto secolare valdese “LUX LUCET IN TENEBRIS”.

Leonista  

 

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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