\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

GAY PRIDE CAGLIARI: APPROCCI TRANS A UN RAGAZZINO E CHIESA BATTISTA CON BAMBINI

Si pensa di aver toccato il fondo, poi arriva qualcosa che supera il peggio.

Profilo Facebook

Come pubblicato in questo mese anche nell’edizione cartacea di Riforma, la Chiesa Battista di Cagliari, nelle cui foto abbonda la bandiera arcobaleno del movimento gay, ha partecipato e sostenuto il “Pride” di Cagliari. Il “Pride” è il nuovo nome del “Gay Pride”, la giornata dell’orgoglio omosessuale, che vuole includere anche le altre nuove categorie “LGBTQ” ecc. Va detto che in Sardegna non ci sono chiese valdesi, le quali difficilmente si

Dal profilo Facebook della Chiesa Battista di Cagliari

sarebbero lasciate sfuggire la ghiotta occasione, e per questo seguiamo questa vicenda “battista”.

Il “Pride” di Cagliari ha un programma politico ben preciso, reperibile nel sito ufficiale della manifestazione. In esso si chiede, fra l’altro: il matrimonio omosessuale (oggi si chiama “unione civile”), le adozioni per qualunque tipo di “famiglia” associato alla totale liberalizzazione della fecondazione artificiale e dunque utero in affitto, legge contro l’omofobia per la quale chi si oppone al matrimonio tra uomo e uomo o donna e donna è equiparato a chi si oppone a matrimoni tra bianchi e neri, tra “ariani” ed ebrei e dunque punito con il carcere come se incitasse alla discriminazione razziale.

Purtroppo, nulla di nuovo, fino qui. Dal profilo Facebook della Chiesa Battista di Cagliariapprendiamo però che hanno partecipato alla manifestazione con bambini/e e ragazzi/e, i cui volti abbiamo oscurato in questa pagina a loro tutela,

La copertina del video ufficiale del Sardegna Pride

ma sono ben riconoscibili nell’originale. Abbiamo capito bene? Dei genitori mandano i bambini alla scuola biblica (o scuola domenicale) e questi finiscono coinvolti in una manifestazione che chiede le adozioni per le coppie omosessuali e il carcere per chi è contrario?Troviamo la cosa molto triste, soprattutto perché una chiesa ai bambini dovrebbe innanzitutto far conoscere il messaggio evangelico. Questa è una novità. O meglio, è probabilmente già successo, ma è la prima volta che viene dichiarato.

Dal video: così questo personaggio si rivolge al ragazzino

C’è poi un’altra novità, sempre riguardante i bambini. Il protagonista del video ufficiale del Cagliari Pride è un bambino di nove anni, oggetto

Video: il ragazzino è colpito dall’approccio

di espliciti ammiccamenti sessuali da un gruppo “lgbtq”, che – nonostante gli ammonimenti della madre dipinta come una bigotta isterica – finisce per assume atteggiamenti effeminati con sciarpina di piume rosa al collo. Alla fine la scritta: “Diventa gay anche tu!”. Tutto il video è improntato a un’ambigua ironia, poiché alla fine nega che partecipando al “Pride” si diventi gay, affermando che invece si diventa più intelligenti.

La madre “bigotta” dice al bambino di non guardare

Intanto però, “ironicamente”, vediamo un bambino di 9 anni oggetto di gesti sessualmente espliciti, tanto che i produttori del video sono stati

Il bambino “diventa gay” e dice: “E’ bellissimo!”

denunciati per istigazione a pratiche di pedofilia.

Reato o no, le immagini parlano da sole. Non pare proprio il posto dove mandare i bambini, tanto meno quelli della scuola domenicale.

“Insegnaci a pregare” – Culto di domenica 24 luglio 2016

“Insegnaci a pregare” non è oggi la domanda che molti farebbero. Simbolo di debolezza e di dipendenza, l’uomo e la donna moderni rifuggono dalla preghiera autentica perché vogliono essere liberi ed autonomi, ma si ingannano. Preferiscono che qualcuno insegni loro magari la “meditazione trascendentale” o quant’altro ritengono potere essere loro di vantaggio, pompando il loro smisurato ego. Riflettiamo oggi sulla richiesta che i discepoli fanno a Gesù in Luca 1

Domenica 24 Luglio 2016 – Decima Domenica dopo Pentecoste

Salmo da cantare: Salmo 85 [Della Tua gente grande Salvator! (Ginevrino); O Signore, Tu sei stato propizio (Arpa)].

D/R del Catechismo di Heidelberg: Trentaquattresima Domenica

Testi biblici: Osea 2:1-10; Salmo 85; Colossesi 2:6-19; Luca 11:1-13

Preghiera: Signore Iddio, protettore di tutti coloro che si affidato a Te, e che senza di Te non c’é nulla che sia forte e santo, accresci e moltiplica in noi la Tua misericordia; affinché con Te come nostro governatore e guida, noi si passi attraverso ciò che è provvisorio e non si perda nulla di ciò che è eterno; per Gesù Cristo, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo, un solo Dio benedetto in eterno. Amen.

Predicazione: Insegnaci a pregare

Collegamenti:

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Paolo Castellina

“DIO AMA LE DONNE”: MA NON NELLA CHIESA VALDESE UFFICIALE

Qualcuno ha reagito al libro Dio odia le donne di Giuliana Sgrena, ma non come il settimanale valdo-metodista-battista Riforma, che l’ha indecorosamente celebrato. E non è avvenuto in ambito valdese, e neppure in Italia! Grazie fratelli e sorelle riformati di Bellinzona!

“Matrimonio Gay chic e favoloso” nel Tempio di Palermo (2): BACIO OMO SOTTO IL PULPITO – ED ECCO IL “CERTIFICATO DI BENEDIZIONE”

Il “primo matrimonio gay”, che tutti chiamano così, tranne il pastore celebrante che lo definisce “benedizione”, riserva ancora nuove sorprese. Assai più degli articoli dicono le foto, che circolano abbondantemente su Internet. Quella più significativa è pubblicata dalla rivista di moda Elle (che invitiamo a visionare, sempre rispettosi della proprietà delle immagini) ed è estremamente interessante anche se a molti risulterà innanzitutto disturbante. Intanto, nelle poche righe del breve articolo compare ben dodici volte la parola “matrimonio”, dieci volte in italiano, due volte in inglese, “wedding” e mai la parola “benedizione”.

Ma vediamo la foto: l’occhio è inevitabilmente colpito dai due uomini che si baciano sulla bocca con un

Benedizione Papale del matrimonio di Belen Rodriguez

trasporto che raramente le coppie etero esibiscono in un luogo di culto. Peccato non pubblicarla su Riforma a beneficio dei grandi contribuenti della chiesa valdese-di-nome, in gran parte sopra gli ottant’anni e poco esperti di internet! Potrebbero vedere a colpo d’occhio il nuovo corso di quella chiesa, che credono sia la stessa che li accolse e per la quale tanto hanno fatto, e che invece è stata distrutta. Eppure quel bacio non aggiunge nulla: la promozione dell’omosessualità e dell’ideologia ‘gender’ ha ormai sostituito il cristianesimo riformato come centro dell’attività ecclesiastica. Un bacio gay nel tempio non deve stupire più della presenza della statua della Madonna in una chiesa cattolica, ma è la prima volta che viene fotografato e diffuso.

Secondo soggetto di quella foto è il pastore, chiaramente in posa, che guarda l’obiettivo del fotografo, sia pure con uno sguardo un po’ attonito. Ma, a ben guardare, a parte la signora in bianco dietro il pastore, tutti sono in posa: il bacio non è uno slancio spontaneo, è fatto a beneficio dei fotografi. Talmente poco spontaneo che lo “sposo”, scusate!, uno dei due “sposi”, mostra una sorta di diploma che tiene in mano. Si tratta insomma di un bacio militante: il famoso “amore” non c’entra. Non diciamo che non ci sia, ma non è certo alla base del bacio: mai visto bacio d’amore con un cartello esplicativo in mano. Che c’è scritto sul cartello? Andate sul sito di Elle e ingrandite la foto: c’è scritto “Benedizione”, con tanto di insegna valdese con candelabro, stelle e “Lux lucet in Tenebris”. Da quando in qua in chiesa valdese si fanno i certificati delle benedizioni? Chissà se ora, alla fine del culto, che di solito finisce con la benedizione, si può avere un bel certificato? Fino ad oggi la cosa più simile era la benedizione papale, che si può avere (non tutti lo sanno, forse qualcuno è interessato) a un prezzo davvero conveniente: da 13 a 25 euro più spese di spedizione (7-13€) e ricevi la pergamena comodamente a casa nel giro di un mese. Magari, data la distrazione degli uffici vaticani (che hanno scritto al Sinodo Valdese un messaggio da parte del Pontefice, invocando su di esso “l’intercessione della Vergine Maria”), la fanno anche a coppie omosessuali o non valdesi. Puoi richiederla non solo per matrimoni, ma anche per altre ricorrenze, ad esempio compleanni, solo però quelli “importanti” per i 18 anni, i 50, 60 ,70, 80, 90 e 100. Potrebbe rimpinguare un po’ le casse-culto della chiesa valdese, ricca di 8 per 1000 ma povera di offerte. C’è il problema che i compleanni non sono proibiti dalla Bibbia, dunque c’è meno gusto a festeggiarli, ma – insomma – si potrebbe fare.

(continua)

Riforma: “Dio odia le donne” (1), Bibba e Corano sono uguali, il cristianesimo è “costruito al fine di escludere le donne”, “se possibile – anche dal mondo”. Ormai è odio anti-cristiano.

Un libro intitolato Dio odia le donne scritto da un’atea riceve una recensione di più di mezza pagina sul “settimanale delle chiese battiste, metodiste e valdesi”. Potrebbe anche andare bene: per dire che non è vero, per dire che la donna nella Bibbia ha una dignità altissima, nulla di meno dell’uomo, per dire che Gesù risorto si è mostrato prima a delle donne, per dire che le mogli dei patriarchi dell’antico testamento sono personalità forti e i mariti le onorano grandemente, per dire che non c’è un solo esempio nella Scrittura di sopruso o coercizione su una donna che non sia palesemente esecrato.

Vediamo allora il contenuto dell’articolo pubblicato nel numero dell’8 luglio (e anche nel sito internet), intitolato “Donne: la religione c’entra”, scritto da Claudio Geymonat, il quale sintetizza così la fatica di Giuliana Sgrena: “un libro che è un’analisi di come le tre principali religioni monoteiste, ebraismo, islam e cristianesimo (con un focus netto sul cattolicesimo, senza però rinunciare a uno sguardo verso la realtà del pastorato valdese) siano improntate e costruite al fine di escludere le donne dalla società, se fosse possibile dal mondo, relegandole a un ruolo di comprimarie, concubine, ombre”. A proposito di “ombre”, non c’è ombra di dissociazione da parte del Geymonat rispetto a questa visione, che è totalmente contraria alla realtà storica e biblica.

Equiparare Bibbia e Corano è una vera ignominia sul settimanale di chiese che si dicono evangeliche. Già basterebbe questo a chiedersi che senso abbia ormai la chiesa valdese istituzionale se rinnega radicalmente tutta la sua storia e le sue dottrine. E anche la cultura, di cui taluni ancora si vantano, accusando “gli altri” – di preferenza i cattolici – di essere ignoranti: e questa grossolana equivalenza Bibba-Corano che cos’è? A confronto i litigi calcistici del bar dello sport sono raffinatezze intellettuali. Eppure l’autore non è privo di cultura, scrive molto spesso su Riforma di vari argomenti, dimostrando una buona conoscenza delle cose. Come può accadere a una persona così di scrivere spropositi del genere? La spiegazione è probabilmente un ambiente, per l’appunto culturale, dove il disprezzo per la Bibbia è ormai talmente radicato che chi lo manifesta lo fa con la stessa naturalezza con la quale nella sede degli ultrà del Torino calcio si parla male della Juventus e viceversa.

Eppure in questa frase c’è ancora di peggio: si dice che il cristianesimo (poco importa che sia associato ad altre religioni) “è costruito al fine di escludere le donne dalla società, se fosse possibile dal mondo”.  Dunque il cristianesimo non solo non è veritiero, ma è un vero imbroglio, una mistificazione pianificata a tavolino al fine di eliminare le donne dalla società e dal mondo. Siamo davvero al punto di certa mostruosa propaganda antigiudaica, che attribuiva – e attribuisce – agli Ebrei le più efferate macchinazioni ai danni degli “ariani”. Siamo ormai al limite dell’istigazione all’odio per motivi religiosi.

E, tocca ripeterlo, non è, o non è solo il pensiero dell’autrice del libro, ma dell’autore dell’articolo, uno dei principali redattori di Riforma.

Sembra sempre di aver toccato il fondo e invece c’è sempre chi va oltre.

(prima parte – continua, purtroppo!)

Sappiamo distinguere ciò che davvero più conta? – Culto di domenica 17 luglio 2016

Sappiamo mettere in ordine gerarchico di importanza le cose di cui noi ci occupiamo? Senza considerare ora quelle cose inutili che facciamo e che ci fanno solo perdere tempo prezioso, ci sono sicuramente tante cose buone e utili che noi possiamo e dobbiamo fare. Qual é, però, fra di esse, quella più importante in assoluto, i cui risultati non ci verranno mai tolti? Ciò che ci indica il testo biblico di questa settimana, Luca 10:38-42 potrebbe non essere quel che supponiamo.

Domenica 17 Luglio 2016 – Nona Domenica dopo Pentecoste

Salmo da cantare: 52 [Perché, prepotente, ti vanti (Ginevrino)].

D/R del Catechismo di Heidelberg: Trentatreesima Domenica

Testi biblici: Amos 8:1-12; Salmi 52; Colossesi 1:15-28; Luca 10:38-42

Preghiera: Onnipotente Iddio, fonte di ogni sapienza, Tu conosci le nostre necessità prima ancora che ti chiediamo di rispondervi come pure la nostra incapacità di pregarti come si conviene; abbi compassione della nostra debolezza e misericordiosamente dacci quelle cose che noi non osiamo chiederti a causa della nostra indegnità e per la nostra cecità non Ti chiediamo; per il valore del Tuo Figlio Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna con Te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.

Predicazione: Sappiamo distinguere ciò che davvero più conta?

Collegamenti:

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Paolo Castellina

“Chic e favoloso il primo matrimonio [valdese] gay in Sicilia”

Una cerimonia ha avuto luogo nel tempio valdese di Palermo: protagonisti due uomini di 38 e 25 anni, elegantissimi, accompagnati da “testimoni” con i fiocchetti arcobaleno e riparati dal sole – all’uscita sotto un incantevole arco floreale, tempestati dal lancio di fiori – da un ombrello arcobaleno, fiori e decorazioni in bianco, invitate fasciate in splendidi abiti. Celebra il tutto il pastore Peter Ciaccio, con tanto di toga nera e facciole bianche.

I mezzi di informazione – alcuni evidentemente presenti viste le numerose fotografie che riportano del memorabile avvenimento – definiscono la cosa “matrimonio” (“chic e favoloso” secondo la rivista Glitter, che significa “luccichio”), “nozze” e i due uomini “sposi”. Ecco qualche altro titolo “Matrimonio gay nella chiesa valdese” (Live Sicilia),   Matrimonio gay in chiesa valdese – Palermo è il titolo dell’autorevole agenzia Ansa, Blog Sicilia dice “Prime nozze gay in Sicilia – Roberto e Giovanni oggi sposi”, per Palermomania.it “Roberto e Giovanni oggi sposi – Celebrate le prime nozze gay a Palermo”. Peraltro, navigando nella rete si scopre che di “primi matrimoni gay” in Sicilia ne sono stati celebrati parecchi: gia nel 2012 una presunta sacerdotessa anglicana aveva “unito in matrimonio” due uomini… cattolici.

Curiosamente, solo su Riforma non si parla di matrimoni, nozze ecc.,  ma il pastore Ciaccio manifesta la sua gioia per la “benedizione” della coppia. Nell’articolo si tiene a precisare che la cosa “non sarebbe neanche una notizia” e che non è “nulla di insolito”, ma intanto per diversi giorni il pezzo era nell’apertura del sito. Chissà se altrettanto rilievo sarà dato anche nell’edizione cartacea, quella che va in casa degli ottantenni che (8 per mille a parte) sono i più grandi contribuenti della chiesa valdese? Ne dubitiamo fortemente! Intanto il numero datato 15 luglio, cioè cinque giorni dopo il fatto, non ne reca traccia.

Allora: tutti parlano di matrimonio, ma secondo il pastore Ciaccio era una “non insolita” benedizione e mostra stupore perché questo fatto “normale” “sia vissuto come straordinario, rivoluzionario, bizzarro”.

Viene da chiedersi: i presenti sono stati disattenti o il pastore è stato poco chiaro? Possibile che il pastore non abbia visto tutti i titoli sul “matrimonio”? E se li ha visti, perché non ha smentito?

Poi vediamo l’inizio dell’estratto della “predicazione del pastore”, pubblicato su Riforma (dunque la “benedizione” era un fatto piuttosto complesso, se c’era anche la “predicazione”: insomma era un culto; chissà, forse c’era anche la Santa Cena, oppure no, per paura di macchiare le candide decorazioni, simbolo di purezza): “L’amore sia senza ipocrisia”. Ah, ecco!

Non “amoresimo” ma Cristo – Culto di domenica 10 luglio 2016

 Quanto discorsi oggi sul dovere della solidarietà e dell’amore. Solo l’azione di Cristo nel cuore di una persona, però, la può mobilitare, con sapienza e discernimento, a prendersi cura degli altri. La parabola, per altro inflazionata ed abusata, del Buon Samaritano (Luca 10:25-37), è il testo biblico che rileggiamo e sul quale rifletteremo questa domenica.

Domenica 10 Luglio 2016 – Ottava Domenica dopo PentecosteSalmo da cantare: 82 [Sopra gli dei c’é Dio potente (Ginevrino)].D/R del Catechismo di Heidelberg: Trentaduesima DomenicaTesti biblici: Amos 7:7-17; Salmo 82; Colossesi 1:1-14; Luca 10:25-37Preghiera: O Signore, misericordiosamente ricevi le preghiere del Tuo popolo che Ti invoca, e concedi che essi possano conoscere e comprendere le cose che deve fare, come pure avere la grazia e la forza di compierle fedelmente; per Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna con Te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.Predicazione: Non “amoresimo” ma Cristo (Luca 10:25-37)Collegamenti:

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Paolo Castellina

Riflessione sulla famiglia (3) – Una minoranza ha scritto un documento non condiviso dalla maggioranza dei valdesi

Devo confessare che è facile rimanere ingannati da questa “falsa dottrina dell’amore cristiano” che prevale su tutto il resto, anche sulla volontà espressa da Dio attraverso la Scrittura, e che anch’io per un tempo ho condiviso, sedotto dai falsi profeti dell’ideologia gender, ma da cui (ringrazio Dio che mi ha aperto gli occhi, la mente e il cuore), mi sono liberato. Oggi la nostra Chiesa Valdese (che vuole essere inclusiva di tutto e di tutti) ha aperto le porte alle benedizioni omo-affettive e alla famiglia gender, in attesa (temo) di celebrare anche nozze omo/lesbo, batte sul tasto dell’amore di Dio per giustificare teologicamente queste posizioni sul nuovo modello di famiglia (purtroppo condivise anche da altre Chiese Evangeliche Storiche Europee e Nord Americane). È facile, come dicevo, essere ingannati da questi falsi profeti che distorcono la verità biblica con ragionamenti filosofici che nulla hanno a che vedere con la Bibbia, facendo leva su un mal inteso senso dell’amore per tutti.

Oggi avviene che alcune persone, dichiaratamente omosessuali, si avvicinano alla Chiesa Valdese, spesso non perché realmente interessati ad accogliere la fede cristiana e chiedere l’aiuto di Dio affinché li liberi dalla loro condizione di peccato, ma solo perché nella nostra chiesa trovano quell’appoggio all’ideologia gender che la società civile in gran parte ancora rifiuta. Di fronte a queste persone, di sicuro bisognose di aiuto e accoglienza (come tutti i peccatori che si avvicinano alla fede) la reazione delle nostre Chiese è quella di vedere in loro solo dei “perseguitati ingiustamente” a causa della loro condizione, e invece di pregare per la loro salvezza, accogliendoli quali fratelli e sorelle che vogliono allontanarsi dal loro peccato con l’aiuto di Dio e dei fratelli della comunità (come avviene per tutti i peccatori che, riconoscendosi tali, ottengono il perdono di Dio), le nostre Chiese invece tengono un atteggiamento per lo meno bizzarro, e sicuramente contrario al dettato biblico e al volere di Dio, giustificando e benedicendo il peccato, anziché aiutare il peccatore a liberarsi da esso!

Arrivando al documento sulle famiglie del Sinodo Valdese 2015, è fin troppo evidente che lo stesso risulta essere il prodotto di un ristretto gruppo di persone che all’interno delle nostre Chiese hanno sposato l’ideologia “gender” e che tale documento non rifletta la posizione della maggioranza dei membri della Chiesa Valdese (già in passato ho sottolineato come la composizione del Sinodo Valdese, che lo ha votato, è tutto tranne che democratica). Nondimeno, pochi osano contraddire la linea ufficiale imposta da questo piccolo gruppo, per timore di essere accusati di “mancanza d’amore e di discriminazione nei confronti degli omosessuali” e quindi, sentendosi colpevoli, tacciono, quando invece con l’aiuto di Dio dovrebbero avere il coraggio di affermare ciò che è scritto nella Bibbia, (cosa che per inciso hanno il coraggio di fare i fratelli e le sorelle dei SAV e che per questo sono stati “condannati” da un Atto del Sinodo 2011).

Da parte mia sono convinto che il vero amore, quello che ci lega al nostro Signore Gesù Cristo e ai nostri fratelli ci indicherà la giusta strada da seguire e porterà molti altri fratelli e sorelle ad “aprire gli occhi e il cuore” sul pericolo che comporta questa nuova deviazione dai principi fondamentali che Dio ci ha dato, primo fra tutti quello che la famiglia è composta soltanto da un uomo, una donna e dai loro figli. Mi sento quindi di rivolgere un accorato e fraterno appello a tutti i membri di Chiesa e ai Pastori che fino ad oggi hanno “simpatizzato” per le posizioni assunte dalla nostra Chiesa sulla famiglia attraverso il documento del Sinodo 2015, perché “spinti” da sinceri sentimenti di amore verso il prossimo. Prego che possano aprire veramente il loro cuore al Signore, ritornando a vedere nella Scrittura, così come ci è stata trasmessa, l’unico punto di riferimento e l’unica guida che possa indicarci la volontà del Signore, abbandonando il sentiero ideologico-gender su cui si sono incamminati, per riaccogliere la Parola (Sola Scrittura) così come ci è stata trasmessa dagli Apostoli e riproposta dai Padri della Riforma cinque secoli fa. Il Nostro Padre Celeste è misericordioso e accogliente ed è pronto ad aprire le braccia a tutti i suoi figli che, dopo aver errato sulle vie del male, ritornano a lui pentiti e desiderosi di ritrovare la comunione con Cristo.

Nikodemos

(terza e ultima parte)

Il “Documento sulle famiglie Sinodo Valdese 2015 (7) – L’opposizione all’omosessualità nella chiesa è “discriminazione” – Abiura e apostasia

Nel punto 5 della “Introduzione” (pag 3) si leggono queste parole:

…includendo i rapporti tra persone dello stesso sesso che nelle chiese valdesi e metodiste sono accolte e che, dopo sofferto dibattito causato da una cultura plurisecolare di discriminazione, hanno potuto iniziare un cammino verso il riconoscimento della loro realtà di amore e comprensione reciproca con la richiesta di benedizione della loro unione”.

Qui il Documento potrebbe anche terminare: senza dare neppure l’ombra di una giustificazione scritturale, che infatti non esiste (l’unica brevissima citazione biblica nelle prime tre lunghe pagine in realtà è una citazione del Documento del 1971, e non c’entra nulla con l’omosessualità) dice tre cose molto pesanti.

1)      “Discriminare” in sé può non essere negativo: il giudice deve discriminare il colpevole dall’innocente, il medico deve discriminare il malato dal sano, ma qui è chiaro che si intende una cosa equivalente alla discriminazione razziale. Dunque il Documento sinodale dà qui dei “discriminatori”, nel senso di “razzisti”, a coloro che all’interno della chiesa si sono opposti alle benedizioni per le unioni omosessuali. Si noti che, nonostante la menzogna

Tempio “valdese” di Roma. Il simbolo omosessualista supera e trionfa su ogni altra cosa, inclusa la croce

ripetuta cento volte della “larga maggioranza”, solo il 58% dei membri del Sinodo 2010 – presumibilmente soprattutto non eletti – votarono a favore di queste benedizioni, dunque il restante 42% è marchiato di “discriminazione” para-razzista. Si noti anche che quell’ordine del giorno lasciava le chiese locali libere di approvarle o meno: ora però il Sinodo 2015 dice che chi non le approva è equiparabile al razzista. Viene fuori un’ipocrisia veramente straordinaria: nel 2010, pur di ottenere l’approvazione delle benedizioni gay nel 2005 si violò uno dei fondamenti dell’ordinamento della Chiesa Valdese (a partire dal patto dell’Unione del 1561, rinnovato con l’Unione delle Valli del 1571, confermato nel 1647 e nel 1658) che assegnano senza ombra di dubbio al Sinodo le decisioni di questa portata. Ma fu solo un meschino compromesso di cui gli artefici stessi non condividevano il contenuto, perché ora si dice chiaramente che chi non si adegua alla nuova dottrina è una persona, o una chiesa locale, indegna. Non era un compromesso, ma un inganno premeditato.

2)      A chi si oppone alla celebrazione liturgica dell’omosessualitànon riconosce neppure la dignità di vedere menzionate le proprie motivazioni,

Il re fece due vitelli d’oro e disse al popolo: «O Israele, ecco i tuoi dèi che ti hanno fatto uscire dal paese d’Egitto!» 1 Re 12.28

magari per dire che sono sbagliate. No: solo il marchio d’infamia di essere equiparati ai razzisti. Non è la prima volta che viene usato questo metodo da regime totalitario: agli oltre tremila valdesi che nel 1976 firmarono l’appello contro l’inquinamento politico e partitico in atto del messaggio evangelico viene attribuita, anche in un libro, la finalità – del tutto diversa – di condannare la candidatura (vedi qui, punto 8 della risposta) di un pastore al Senato sotto l’insegna del Partito Comunista, cosa ben diversa, cui invece l’appello neppure accennava. Sarebbe come se nei libri si scrivesse che i valdesi contrari all’adesione alla Riforma nel 1532, erano motivati dal razzismo verso i tedeschi o dalla volontà di aderire al cattolicesimo. Un’infamia, appunto.

3)      La Bibbia è ormai combattuta in modo talmente profondo che una presa di posizione su basi bibliche, in questo caso la contrarietà alla celebrazione liturgica dell’omosessualità, non può neppure più essere definita come tale. Può darsi persino che ci sia una forma di “buona fede” in questo. Per costoro, seguire ciò che dice la Bibbia è peggio che sbagliato: è impensabile, è insensato. Dunque devono cercare un’altra spiegazione! Questo sì che è biblico: coloro che vedevano i seguaci di Gesù parlare in lingue il giorno della Pentecoste, non potevano pensare all’opera dello Spirito Santo, e dunque pensavano fossero “pieni di vin dolce”! O coloro che vedevano Gesù cacciare i demoni (Matteo 12.24), non volevano credere che potesse farlo in quanto Figlio di Dio, ma perché aveva l’aiuto di Belzebù. Pare essere questo la bestemmia imperdonabile: quella contro lo Spirito Santo di Marco 3:29.

4)      È chiaro che il giudizio di “discriminazione” equiparabile al razzismo non riguarda solo chi si oppone oggi alla celebrazione (si potrebbe quasi dire “adorazione”) dell’omosessualità, ma va esteso a tutti i valdesi del passato. Infatti si dice che è una discriminazione “plurisecolare”, e dunque tutti sono marchiato, fino a Valdo di Lione e a chi c’era prima di lui, e certamente fino all’apostolo Paolo e a Mosè, autore del Levitico. Sparisce dunque anche l’altra finzione ipocrita che giustifica la deriva omosessualista, quella secondo la quale l’evoluzione storica fa sì che oggi l’omosessualità vada considerata in modo diverso dal passato. No, per la nuova religione l’omosessualità è una verità assoluta fin dalla creazione, forse è il “logos” stesso del Vangelo di Giovanni. Dunque il marchio d’infamia va anche a Dio stesso, poiché la Bibbia, compresi i libri di Mosè e le lettere di Paolo, è parola di Dio. Siamo infatti alla bestemmia più radicale. La Parola di Dio è respinta in modo radicale, sostituita dall’ideologia gender-omosessualista. Abiura e apostasia.

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

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