\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Il diavolo al Sinodo valdese

Condivido l’articolo di Leonista, appena uscito, sulla predicazione del culto di apertura del Sinodo Valdese 2016. Vorrei però sottolineare – un po’ maliziosamente, un altro aspetto: la presenza del diavolo!

Non in senso cattivo, ma in quanto il pastore Genre ne ha parlato come di una cosa reale, che agisce nella vita delle persone. Anche qui seguendo ciò che dice la Scrittura, e dunque una novità positiva. Ma vorrei fare tre osservazioni.

1)      L’affermazione che c’è del demoniaco in atti come la strage terroristica di Nizza, per di più correttamente definita jihadista, è notevole, coraggiosa… e naturalmente ignorata dai media.

2)      Lascia invece perplessi aver attribuito ad azione demoniaca la Brexit: “mi sembra demoniaco che a decidere il futuro della Gran Bretagna e, in parte dell’Europa, non siano state le giovani generazioni, ma gli anziani, pieni di paure, gli unici che hanno un futuro garantito”. Troppo facile la battuta: ”Il diavolo veste Prada, ma non veste Prodi”. Peraltro, più che “le paure degli anziani” (alcuni di quegli anziani inglesi, che ricordano la Seconda Guerra Mondiale o addirittura l’hanno combattuta quando l’Inghilterra era sola contro Hitler 18 mesi, hanno votato per paura sì, ma paura – magari a torto, per carità – di perdere la democrazia, difesa sui campi di battahglia) è forse demoniaco il fatto che questi giovani, presunti depositari di chissà quale superiore sapienza, in gran parte non si siano disturbati ad andare a votare.

3)      Un’altra azione assai più verosimilmente demoniaca è quella che tiene sì piegate le nostre chiese, ma non è una questione psicologica o di demoralizzazione. È quella di essere troppo spesso lontani – a volte in consapevole opposizione  – proprio a quella parola di Dio, posta al centro della predicazione del pastore Genre.

Beidana

Sinodo Valdese. La parola di Dio al centro della predicazione Ma per Riforma il problema sembra essere “aggiornarsi”

La parola di Dio e la necessità assoluta della Sua opera sono state al centro della predicazione del culto di apertura del Sinodo Valdese 2016: “Al di fuori o aldilà del servizio che dobbiamo rendere a quella Parola e – solo attraverso di essa – al nostro prossimo più in difficoltà, non abbiamo futuro.” Questa ci è parsa la frase più importante di questa domenica sinodale e probabilmente tale era anche nell’intenzione del pastore Gianni Genre, ex moderatore. Gli va reso dunque merito, benché in un qualsiasi culto valdese ciò dovrebbe essere scontato. Ma di questi tempi non lo è di certo. Difficile dire se la scelta di affidare a lui questo importante atto è stata fatta con questa intenzione o no. Forse era solo perché, un anno prima, un anno dopo, “toccava a lui”, certamente uno dei migliori predicatori valdesi in servizio, “benché” non donna, non gay,  non autore di affermazioni estreme, e per di più marito di una sola moglie.

Purtroppo, l’articolo di Riforma su questa predicazione, redatto dall’autorevole mano del direttore Alberto Corsani, non sottolinea questo punto, o lo fa per sottinteso, talmente sottinteso che difficilmente si intende. Addirittura, in una delle prime frasi fa capire esattamente l’opposto: “E questa è la sfida coinvolge da sempre coinvolge le piccole, tenaci chiese evangeliche italiane, che tante vicissitudini hanno passato sopravvivendo. Esse sopravvivono, ma perdono consistenza, e devono saper aggiornare la loro presenza in una società che ha bisogno di interventi di tipo sociale e assistenziale, che riconosce e apprezza quello che gli evangelici italiani mettono in opera (per esempio con i corridoi umanitari attivati da Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Tavola valdese e Comunità di S. Egidio).” Di aggiornamento Genre non ha proprio parlato! Proseguendo la lettura scopriamo che il punto di riscatto dalla condizione di sofferenza, per Riforma, sarebbe il seguente: “le chiese devono saper dire che, nonostante tutto, la vita è bella, in quanto dono di Dio”. Sommessamente, ci pare che le chiese debbano saper dire che la vita è bella se donata a Dio, se vissuta nel suo sentiero e al suo serivizio. E ci pare che questo intendesse anche il pastore Genre. Possiamo pensare che il direttore Corsani abbia voluto sottolineare punti più veicolabili all’esterno, come si vede dalla citazione del messaggio del presidente Mattarella, ma temiamo che, comunque sia, un po’ di torto al predicatore l’abbia fatto.

Ciò che conta, però, è ciò che il pastore ha affermato con chiarezza.

Al di là di chi vuole qualcosa di diverso, voglia Iddio che la centralità della Sua parola si affermi nella vita della Chiesa e di tutti noi credenti e non solo in qualche affermazione.

Leonista

SI APRE IL SINODO VALDESE – LA NOSTRA PRIORITÀ: GESÙ CRISTO – LE ”LORO” PRIORITÀ: IMMIGRATI, GAY, “FEMMINICIDIO”, EUTANASIA E ENTUSIASMO BERGOGLIANO

Domani si apre il Sinodo Valdese a Torre Pellice. Il giorno di massima visibilità dei Valdesi a livello nazionale. Anche per la scarsità delle notizie di altro tipo, i principali organi di informazione italiani daranno qualche spazio a una sempre più sparuta minoranza religiosa, circa 0,03% della popolazione del Paese.

Già sappiamo su che cosa la nomenklatura “valdese” insisterà (non abbiamo fonti segrete, ma tiriamo facilmente a indovinare). Al primo posto ci sarà la “accoglienza” degli immigrati, finanziata con l’8 per mille,  essendo una notizia di grande attualità. Quello che ormai è diventata la adorazione dell’omosessualità sarà probabilmente solo al secondo posto, perché nonostante il gran baccano mediatico, le coppie che si sono sposate (il termine sarebbe “unite civilmente”, ma è la stessa cosa) sono pochissime e le loro immagini non hanno davvero fatto fortuna nel mercato dell’informazione: un paio di signori attempati e giusto un po’ “originali” non fanno vendere, meno ancora le coppie di solide mature signore. Dunque, solo secondo posto. Al terzo posto quasi certamente il “femminicidio”, che – come abbiamo visto – è usato come pretesto per insegnare, preferibilmente a bambini indifesi, che il maschio non gay è, specialmente se legge la Bibbia, tendenzialmente manesco e prevaricatore, potenzialmente assassino. Non mancheranno siparietti per il cosiddetto “fine vita”, eufemismo usato purtroppo più per sostenere l’eutanasia che per difendere la dignità delle persone contro l’accanimento terapeutico. E poi, una bella botta di ecumenismo cercando di dare un colpo al cerchio dell’entusiasmo filo-bergogliano e uno alla botte del sussiego nei confronti dei cattolici e della loro “ignoranza”, che però di certo non toccherà il recente stravolgimento della Bibbia sulla sorte della città di Sodoma da parte di monsignor Galantino, segretario dei vescovi italiani.

Noi invece veri valdesi continuiamo a pensare che l’unica priorità della nostra chiesa sia l’annuncio dell’Evangelo di Gesù Cristo, secondo quanto contenuto nella Bibbia, cioè “professare le dottrine contenute nell’Antico e nel Nuovo Testamento e formulate nella sua

Anche quest’anno i membri del Sinodo potrenno vedere questo monito nell’Aula Sinodale – Qualcuno si chiederà che significa

Confessione di fede” come mirabilmente scritto all’articolo 2 delle Discipline Valdesi. In un’epoca in cui le nazioni che si dicevano cristiane, a cominciare da quelle protestanti, sono impegnate nella più radicale negazione del cristianesimo e di tutto ciò che esso comporta, questo è il compito che spetta ai Valdesi, assai più antichi della Riforma protestante. Se poi si fa tutt’altro, ne verrà chiesto conto.

Davanti a una Chiesa Cattolica Romana che, senza aver modificato gli aspetti più chiaramente anti-biblici della sua dottrina (basti pensare all’annuncio di Jorge Bergoglio, appena eletto vescovo di Roma, di voler andare presto “a trovare la Madonna”, nel senso di adorare una sua statua), ha ormai sposato le più scontate ideologie mondane di oggi, dal politicamente corretto all’atteggiamento che “tutte le religioni sono uguali”, dovremmo ricordare con quale costanza e coraggio i nostri antenati hanno saputo non farsi trascinare nelle eresie di tanti suoi predecessori, anch’essi ansiosi di compiacere il mondo o di avere potere politico in esso.

Il compito pare del tutto sproporzionato alle nostre possibilità e lo è. Ma non lo è per Dio. Il monito di Gianavello è sempre attuale: “Nulla sia più forte della vostra fede”.

 

Il numero 2 dei vescovi italiani falsifica (o non conosce) la Bibbia – Che significa per noi veri Valdesi

Nella solenne occasione della Giornata Mondale della Gioventù organizzata a Cracovia dalla Chiesa Cattolica Romana monsignor Nunzio Galantino, 67enne segretario della Conferenza Episcopale Italiana, ha affermato che “la sua (cioè di Abramo) preghiera di intercessione e la sua voglia di osare salvano Sodoma. La città è salva perché ci sono i giusti, anche se pochi; ma la città è salva

Monsignor Galantino e il ministro dell’istruzione Stefania Giannini

soprattutto perché c’è Abramo, uomo di preghiera, che non fa da accusatore implacabile, non parla contro ma parla a favore”. Lo riporta il quotidiano della stessa conferenza episcopale, Avvenire, in un articolo dove non si batte ciglio sull’incredibile strafalcione del prelato. Molti hanno parlato di ignoranza di Galantino, ma su questo abbiamo più di un dubbio.

La distruzione di Sodoma è menzionata in diciannove diversi capitoli della Bibbia, tra cui Genesi, naturalmente, Deuteronomio, Isaia e Geremia. Otto di questi capitoli sono nel Nuovo Testamento: i vangeli di Matteo, Marco e Luca, la lettera a Romani, la seconda lettera di Giuda e l’Apocalisse. È pensabile che monsignor Galantino se li sia dimenticati tutti? Si può essere ironici fin che si vuole sull’ignoranza di tanti cattolici, ma riesce difficile pensare che un uomo come lui, non solo laureato in teologia com’è obbligo di ogni sacerdote cattolico, ma anche per una ventina d’anni docente presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, (lasciamo stare i tanti libri scritti, attività che spesso ruba il tempo di leggere l’essenziale) sia così apertamente sprovveduto su uno dei passi più noti della Scrittura, riprodotto persino nei film come appunto La Bibbia? Molto più probabile la “pia” menzogna, per qualche fine ritenuto così buono da indurre a un fatto abominevole come lo stravolgimento della Parola di Dio, secondo il celebre principio del “fine che giustifica i mezzi”. Principio che i gesuiti hanno ampiamente praticato, ma con tale “machiavellismo” da attribuirlo falsamente, appunto, a Niccolò Machiavelli.

E quale sarebbe il nobile fine dello stravolgere la Bibbia e prendere per fessi milioni di fedeli che oggi l’hanno a portata di clic sul loro telefonino? E non c’è neppure bisogno di addentrarsi nel vasto testo biblico visto che Wikipedia scrive che la città fu distrutta nella terza riga della voce ad essa dedicata. Un interrogativo cui è difficile rispondere e che è comunque inquietante.

Ecco come la rivista ‘Elle’ dà la notizia della ‘benedizione’ nel termpio di Palermo

Quel che è certo è che noi Valdesi avremmo l’autorità e il prestigio storico per contrapporci a una tale deriva, visto che da almeno otto secoli ci atteniamo alla Scrittura e non a qualsivoglia gerarchia, e ciò a gran prezzo di sangue, discriminazioni e persecuzioni.

Purtroppo la chiesa “valdese” ufficiale fa oggi – se possibile – di peggio e anche proprio su quel passo biblico. Si pubblicano libri dove Dio è definito “fascista”, in cui gli abitanti di Sodoma sono modelli di accoglienza, la moglie di Lot è unica meritevole in famiglia perché “si volge pensando alle vicine di casa” e si ribella al “divino percepito come fascista”. Si scrive che Genesi 19 è una delle dimostrazione della omofobia della Bibbia nel momento di cui si sostiene il ddl Scalfarotto che punisce l’omofobia con il carcere. Si incoraggia una “Bibbia” che fa passare il peccato dei sodomiti per un problema di mancato consenso degli angeli, ché altrimenti andava benissimo, interpretazione spesso sostenuto da vari “teologi”. E tali concetti vengono ampiamente messi pratica!

Ecco perché, per quanto piccola, emarginata, censurata anche in senso ufficiale dal Sinodo stesso, è importante la presenza di Sentieri Antichi Valdesi, che anche in questo agosto 2016, si ritrova affinché la sua umile fiammella inveri il motto secolare valdese “LUX LUCET IN TENEBRIS”.

Leonista  

 

Abbattere e ricostruire – Culto di domenica 21 agosto 2016

Tutte le cose in questo mondo inevitabilmente si deteriorano, si corrompono, si consumano, così come succede per il nostro stesso corpo. Lo stesso avviene per istituzioni come l’antico Israele, oppure la chiesa cristiana: col tempo accumulano scorie considerevoli, si appesantiscono, si guastano e si corrompono. Non sono più quel che dovrebbero essere. Se un antico edificio si può restaurare, spesso è così malandato che non ne vale la pena di ripararlo, deve essere demolito e rifatto da capo. Per garantire la continuità dei Suoi propositi nel mondo, Dio ha mandato e continua a mandare profeti e riformatori il cui compito è non quello di riparare o aggiornare, ma demolire e poi riedificare sulla base del progetto originario, così come è espressamente comandato al profeta Geremia, di cui leggeremo 1:4-10. Sempre di grande attualità.

Domenica 21 Agosto 2016 – Quattordicesima Domenica dopo Pentecoste

Salmo da cantare: 71 [In Te confido (Ginevrino); O Dio non mi lasciar (CDU)].

D/R del Catechismo di Heidelberg: Trentottesima Domenica

Testi biblici: Geremia 1:4-10; Salmi 71:1-6; Ebrei 12:18-29; Luca 13:10-17

Preghiera: Concedi, o misericordioso Iddio, che la Tua Chiesa, essendo riunita assieme nell’unità dal Tuo Santo Spirito, possa manifestare la Tua potenza fra tutti i popoli, alla gloria del Tuo Nome; per Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna con Te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, nei secoli dei secoli. Amen.

Predicazione: Abbattere e ricostruire.

Collegamenti:

———
Paolo Castellina

Per il Moderatore la Scrittura è fondamentale per la Chiesa. Ma il Documento sulle famiglie la nega radicalmente. Vuole spiegare la contraddizione?

“Come sta la nostra fede?”

L’intervista al moderatore, pastore Eugenio Bernardini, pubblicata nell’ultimo numero di Riforma prima della pausa di agosto, per alcuni giorni consultabile anche online, con il titolo che abbiamo ripreso in capo a questo articolo, lascia straniti. Da un lato c’è un richiamo all’importanza del ritorno alla spiritualità, del tutto condivisibile, dall’altro sembra che il moderatore viva in un altro mondo e non si renda conto di quanto la struttura stessa della chiesa di cui è rappresentante faccia esattamente l’opposto, e non in qualche frangia marginale ma nei suoi più (auto)celebrati documenti.

Come non concordare con il moderatore quando parla delle generazioni di valdesi “che hanno saputo dare alla vita un senso più profondo del contingente”, quando dice che occorre ritornare alle fonti, e indica come fonti per noi Valdesi “la Scrittura e l’insegnamento di Gesù”? Noi di Sentieri Antichi Valdesi ci siamo presi una “deplorazione sinodale” per aver detto questo, deplorazione che abbiamo poi scoperto essere inappellabile per cavilli regolamentari, peraltro assai fragili. Facciamo del moderatore un socio onorario di S.A.V.? O, più umilmente, dovremmo dargli una mano dentro la chiesa stessa per affermare questi principi?

Poi però vediamo che Bernardini parla tranquillamente, senza neppure accennare al contrasto con le sue importanti affermazioni sulla necessità di attenersi alla Scrittura, dello sciagurato “Documento sulla famiglia”, basato sulla radicale negazione dell’autorità biblica? Saremmo grati al Moderatore se volesse spiegarci o – non pretendendo che dialoghi con chi il Sinodo ha deplorato – spiegasse a tutti questa gravissima contraddizione.

Circolare Sentieri Antichi Valdesi di Agosto – “Un compito da svolgere”

Ecco il nuovo numero della circolare di Sentieri Antichi Valdesi. È la numero 41 e comprende i mesi di luglio ed agosto 2016. Apre questo numero una riflessione “Un compito da svolgere”. Parte dal presupposto che ciascun cristiano, salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù ha “una missione” da svolgere, un compito preciso da assolvere nella sua vita che Dio gli ha predisposto alla Sua gloria. Nessuno è inutile! Se non conosciamo esattamente ciò al quale specificatamente Dio ci chiama, dobbiamo chiedere al Signore in preghiera di poterne prendere coscienza per svolgere quel compito diligentemente con le risorse che Dio mette sempre a nostra disposizione (sennò non ci avrebbe chiamati!). Il secondo contributo ha per titolo: “Un autentico risveglio è fondato su una robusta teologia”, di R. C. Sproul. “In certi ambienti spesso si parla della necessità di un risveglio nella chiesa e per promuoverlo si pensa spesso solo alla promozione di una spiritualità basata sull’emozionalismo e sul sentimentalismo. Il che viene tipicamente attuato mediante l’uso di disoneste tecniche manipolatorie fatte passare per l’opera dello Spirito Santo. Il vero risveglio, che solo è opera sovrana di Dio, però, si poggia sulle basi di una robusta e chiara teologia biblica che promuove l’Evangelo biblico”. Termina il numero un invito al culto organizzato dalla SAV che avremo a Villar Pellice Venerdì 26 agosto, per il quale vorremmo incoraggiarvi a partecipare, se potete. Potrete scaricare la circolare dall’indirizzo web: http://www.riforma.net/sav/circolari/bolsav41.pdf Ogni bene nel Signore.

La segreteria SAV

Culto SAV 26 agosto 2016 – Villar Pellice

 

Ritornare perché siamo lontani (2)

Pubblichiamo la seconda parte di questa lettera, non pubblicata, a Riforma.

Infine l’intervista a briglie sciolte sul tema “Una chiesa in torpore?” di Federica Tourn è ancora più pertinente per le risposte che hanno dato Giorgio Tourn e Paolo Ricca, ottantenni avanzati alla cui voce i giovani evangelici valdo-metodisti dovrebbero prestare molta attenzione.

I temi dell’intervista toccano: la non cancellazione dei membri di chiesa che non contribuiscono; membri di chiesa che vanno curati, assistiti e ascoltati; di una chiesa valdese “gravemente ammalata”; di una chiesa che non canta più la sua fede perché non sa esprimerla oggi; che manca una teologia; che non si raduna più insieme; c’è la confessione di non aver saputo trasmettere la nostra fede; una presenza nel politico e, come rovescio della medaglia un assenza di spiritualità; una pietà apparente perché non vissuta; investimenti sbagliati nella testimonianza esterna; una perdita flagrante degli ospedali; una generazione che non ha preso il testimone ed ha vissuto per delega; l’equivoco della diaconia; l’uso dell’8 per mille che risponde all’amore del prossimo, ma non a quello di Dio… ed è una catastrofe, un atto di non fede; esso è adoperato male anche se correttamente; fuori del sociale siamo muti; non riusciamo a formulare in termini comprensibili che è l’incontro con Cristo che determina la nostra vita, e che vuol dire, invece, che siamo muti. Itemi dei vecchi pastori e della conversione rimangono argomenti non risolti. Si auspica che il Sinodo riconosca la situazione di malattia della chiesa e non solo un torpore passeggero. Siamo lontani dal Signore; onoriamo Dio con le labbra ma non col cuore… Dobbiamo tornare a Dio (non è questa una conversione?).

Questa è la diagnosi “fuor dai denti” di due colonne della Chiesa valdese. È vera e giusta, ma, a circa due anni dalla loro pubblicazione, mi sembra che sia come se ci fossimo guardati allo specchio e, come dice Giacomo1: 24 ci “si è guardati e ce ne siamo andati, e subito abbiamo dimenticato come eravamo”.  La prova (non la sola) è che il periodico “Riforma” (altro specchio della vita delle chiese) da più importanza a ciò che è periferico e del mondo (commento al Corano e avvenimenti politici, sociali, etici, economici, ecc.) e non essenziale alla vita delle chiese. La vita di Dio, del Signore, del nostro Salvatore, di Cristo risorto e vivente alla destra del Padre celeste, non è né prioritaria, né indicatrice della strategia di Dio per la salvezza del “mondo che ha tanto amato”, come avrebbero fatto i vari Valdo e tutti coloro che, dopo di lui,  hanno dato la loro vita per Cristo. Il periodico Riforma, come la vita della chiesa, non si distingue dal mondo: forse perché ce ne vergogniamo? O vogliamo competere con le ideologie del mondo invece di ricercare, capire, conoscere e compiere la volontà di Dio?

Davanti a queste constatazioni, è vero, sono indignato e soffro (e penso di non essere il solo) per la nostra chiesa e per i messaggi ambigui che da qualche anno Riforma pubblica, ma prego, come ho detto, che si levino dei nuovi Gedeone, Debora, Geremia, Giovanni Battista, e nuovi riformatori al più presto anche se, come è successo in passato, ci saranno degli oppositori. Meglio gli oppositori che gli indifferenti!

Non mi posso impedire di sperare ed ho fiducia che il Signore ascolterà tutte le preghiere di chi soffre di questa situazione e spero che non siano pochi.

È questa sofferenza che mi fa pensare all’appello della lettera di Giovanni alla chiesa di Efeso dove lo Spirito di Dio invita quella e tutte le chiese, e mi fa pensare a Apocalisse 2: “Ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore. Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi le opere di prima; altrimenti verrò presto da te e rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi.”

Perché questo appello non rimanga solo teoria morta,  chiedo alla Tavola che al prossimo Sinodo, si dedichi un tempo congruo alla preghiera e alla confessione di peccato sui problemi che affliggono la chiesa e che sono stati evidenziati nel 2015 perché il pentimento davanti al Signore della Chiesa sia coerente con quanto si è detto fino ad ora.

In passato la chiesa valdese (a partire dalla sua nascita con i “poveri di Lione”) è stato un esempio per tutti i veri credenti. Non lo potrebbe essere ancora oggi, ritornando umilmente a Cristo?

Sergio Rastello 

(seconda e ultima parte)

CULTO VALDESE SAV 26 AGOSTO A VILLAR PELLICE

Movimento ecclesiale Sentieri Antichi Valdesi

CULTO SECONDO L’ANTICA LITURGIA VALDESE

Venerdì 26 agosto 2016, ore 20,30

Scuola Valdese Talmon

Località Piantà-Subiasco – Villar Pellice

(oltre Villar, poco prima di Bobbio Pellice svoltare a destra)

 

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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