\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Abbiamo la Bibbia, e questo ci basta? – Culto di domenica 25 settembre 2016

Persuadere molti dei nostri contemporanei della verità del messaggio evangelico sulla necessità che tutti abbiamo di ravvederci da quello che Dio considera peccato e di affidarci completamente alla Persona ed opera del Signore e Salvatore Gesù Cristo per la nostra salvezza temporale ed eterna, è davvero “un’impresa disperata”. Grazie a Dio, non dipende tanto dalle nostre capacità persuasive, ma dall’opera sovrana dello Spirito di Dio sul cuore e sulla mente di chi ascolta il messaggio. Si potrebbe dire: …ma se solo comparisse loro davanti Gesù stesso o qualche personaggio del passato a dirglielo, ne sarebbero persuasi, o magari se operassimo segni e prodigi meravigliosi… La risposta che dà Gesù stesso può lasciarci perplessi: “No, basta la Bibbia!”. Com’è possibile? Perché? E’ quel che vediamo questa domenica commentando il testo biblico di Luca 16:19-31.

25 Settembre 2016 – 19. Domenica dopo PentecosteSalmo da cantare: 91 [Chi nel riparo del Signor (Ginevrino)].D/R del Catechismo di Heidelberg: Quarantatreesima DomenicaTesti biblici: Geremia 32:1-3a, 6-15; Salmi 91:1-6, 14-16; 1 Timoteo 6:6-19; Luca 16:19-31Preghiera: Oh Dio, Tu dichiari il tuo potere onnipotente soprattutto nel manifestare misericordia e pietà:  Concedici la pienezza della Tua grazia affinché noi, correndo per ottenere le tue promesse, si diventi partecipi dei Tuoi tesori celesti. per Gesù Cristo. nostro Signore, che vive e regna con Te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.Predicazione: Abbiamo la Bibbia, e questo ci basta?Collegamenti:

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Paolo Castellina

Otto per mille: Tavola Valdese in calo, ma sempre di gran lunga prima nel rapporto firme/fedeli

Ci viene segnalata dal lettore Carmelo, che ringraziamo, una tabella sul sito del Messaggero Avventista sull’andamento delle firme dell’8 per mille, il settore nel quale senza alcun dubbio la chiesa valdese istituzionale di oggi eccelle, raccogliendo un numero di firme circa trenta volte superiore a quello dei suoi membri di chiesa.

All’estremo opposto, gli ortodossi, che sarebbero in Italia, sopratutto a causa della recente immigrazione dall’Est Europeo, circa 800mila e raccolgono solo 23mila firme, cioè meno di una per ogni trenta fedeli. La causa è evidentemente, tra le altro, la scarsa informazione in merito degli ortodossi in Italia.

Anche i cattolici e i pentecostali delle Assemblee di Dio in Italia, hanno un numero di firme inferiore agli aderenti, circa un terzo. Apostolici ed ebrei hanno circa una firma ogni due fedeli.

Gli altri hanno più firme che fedeli: battisti tre volte di più, luteranisette volte di più, valdesi – come detto – trenta volte di più. Sembra facile rilevare che in tutti e tre i casi si tratta di firme non basate su condivisione di fede, poiché in parallelo si assiste a una diminuzione dei fedeli, bensì su considerazioni socio-politiche, nella quali la chiesa chiesa valdese istituzionale è indubbiamente emersa. È infatti impressionante considerare che,

Mappa del tesoro. “Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore” Matteo 6:21

grazie al gran numero di firme, lo Stato eroga duemila euro per ogni membro di chiesa valdese. Da notare anche il forte calo delle firme pro-valdesi nell’ultimo anno rilevato: -7%, peraltro superato da altri cali maggiori di luterani, ebrei e avventisti. Tra le cause, ipotizziamo l’accesso di nuove confessioni all’8 per mille i cui aderenti potevano firmare “valdese” per simpatia e una certa usura delle prese di posizioni politico-sociali, che cominciano a fare meno notizia.

Questi dati, peraltro, includono l’effetto-Bergoglio, eletto nel 2013, che può avere portato qualche nuova firma alla chiesa cattolica, a danno di altri, valdesi inclusi. Ma non sappiamo quale è stato l’effetto del nuovo papa nel lungo termine.

La tabella, che non sappiamo quanto fondata, poiché da qualche anno il Governo non rende più note le cifre, non include i dati su buddisti e induisti, che dal 2013 accedono anch’essi all’8 per mille.

L’intraprendenza che Gesù loda – Culto di domenica 18 settembre 2016

Vi sono persone molto abili e di successo che sanno destreggiarsi molto bene nel mondo degli affari e che sanno come «fare soldi», «produrre ricchezza», arricchire e diventare «potenti» in breve tempo. Sono persone che, come si dice, «hanno grandi capacità imprenditoriali». Per raggiungere i loro obiettivi utilizzano spesso metodi moralmente discutibili, ma è indubbio che «arrivano dove vogliono arrivare». Gesù stesso, promuove quelle che abbiamo chiamato «capacità imprenditoriali»? Sì, se leggiamo una controversa Sua parabola: Luca 16:1-9. L’onesta intraprendenza finalizzata alla gloria di Dio ed all’avanzamento del Suo regno è ciò che Gesù raccomanda. Vediamo come.

18 Settembre 2016 – 18. Domenica dopo Pentecoste

Salmo da cantare: 79 [La casa Tua, Signor, han profanato (Ginevrino); Dio, le nazioni sono entrate (PC)].

D/R del Catechismo di Heidelberg: Quarantaduesima Domenica

Testi biblici: Geremia 8:18-9:1; Salmi 79:1-9; 1 Timoteo 2:1-7; Luca 16:1-13

Preghiera: Concedici, o Signore, di non essere in ansia per le cose terrene ma ad amare quelle celesti; e ora stesso, pur essendo stati posti fra cose che passano, ci teniamo stretti a quelle che dureranno; per Gesù Cristo. nostro Signore, che vive e regna con Te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.

Predicazione: L’intraprendenza che Gesù loda (Luca 16:1-9).

Collegamenti:

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Paolo Castellina

La Tavola Valdese raccomanda di non benedire le coppie eterosessuali (3) – “Fino a quando esisterà la chiesa valdese ?”

Ecco la terza e ultima parte di questo articolo molto interessante e importante. In questi link trovarte la prima parte e la seconda parte.

Un Atto del Sinodo che manca, o meglio che è stravolto dalla Tavola e utilizzato in modo del tutto arbitrario. Come sappiamo gli Atti del Sinodo sono vincolanti per tutte le Chiese Valdesi e Metodiste e non certo discrezionali per alcune, come lo era la facoltà di celebrare o meno delle “benedizioni liturgiche omo affettive” non aventi alcun valore legale, né tantomeno generale per tutte le Chiese locali, lasciate libere di aderirvi o meno in base alla loro raggiunta maturità di consenso.

Credo che la Tavola e il Moderatore siano incorsi un evidente “arbitrio” e sarebbero auspicabili le loro dimissioni, cosa che però non avverrà, come da tradizione italiana.

Resta il fatto che, usando un vecchio detto “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”, assistiamo ancora una volta alle conseguenze negative derivanti dalla poco avveduta scelta fatta dalla nostra Chiesa in materia di famiglie e rapporti omo affettivi.

Suggerisco questa volta di leggere due interessanti articoli di Riforma di questa settimana, il primo pubblicato sul sito web dov’è detto: “La Chiesa evangelica luterana di Finlandia… ha pubblicato alcune linee guida per i pastori secondo le quali la nuova legge nazionale – che dal 1° marzo 2017 consentirà alle coppie gay di sposarsi – «non avrà alcun effetto sui diritti dei pastori di officiare matrimoni in chiesa»”, da cui la nostra Chiesa Valdese non ha evidentemente tratto ispirazione, con le conseguenze che vediamo, ben espresse da un secondo articolo a firma di Marco Rostan su Riforma del 09 set “Numeri ancora in calo…” che evidenzia come i membri di chiesa siano calati di 865 unità nel 2014, per arrivare a soli 17.096 e conclude con un’analisi lucida che solo chi vuole essere cieco (come le nostre attuali guide, Tavola in testa) non vedono: “Giustamente si dedica la serata pubblica (del Sinodo) a Mediterranean Hope, giustamente si esaminano i tanti progetti della Csd sostenibili solo con l’otto  per mille, ma non c’è molto spazio per quello che per me è il vero interrogativo: fino a quando esisterà la Chiesa Valdese? Non è una questione organizzativa, non è una questione solo finanziaria, è una questione spirituale, di fede o mancanza di fede in Gesù Cristo”.

Nikodemos

Dalla laicità all’ateismo obbligatorio

Negli Stati Uniti il Primo Emendamento alla Costituzione dice che il “Parlamento non può approvare alcuna legge che costituisca instaurazione di una religione o che ne proibisca il libero esercizio”. L’emendamento impedisce al governo federale di creare o favorire una specifica entità religiosa o un sistema di credenze.

I gruppi di pressione ateistici hanno interpretato la prima parte di questo enunciato in modo molto estensivo. Alcune organizzazioni, in nome della laicità, intentano cause contro governi locali o enti pubblici per aver disposto delle croci in certe località o immagini nella Natività per il Natale. Affermano che tali atti costituiscono sostegno a uno specifico punto di vista religioso e dunque violano la Costituzione.

Simili accuse sono state portate avanti anche nel sistema scolastico dove sono stati stroncati tentativi di illustrare anche le criticità dei modelli evoluzionistici neo-darwiniani, oppure la teoria del “disegno intelligente”. Tale teoria viene contestata in quanto “religiosa” e gli istituti pubblici dove la si insegna sono accusati di violare il Primo Emendamento.

In Italia, la Costituzione non contiene affermazioni come quella contenuta nel Primo Emendamento, ma all’articolo 8 stabilisce che tutte le confessioni sono egualmente libere davanti alla legge e, all’articolo 19, che tutti hanno il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma. Eppure emergono, o in nome della “laicità dello Stato”, concetto non contenuto nella Costituzione ma introdotto dalla Corte Costituzionale, o in nome del “rispetto per le altre culture”, specialmente in riferimento ai tanti immigrati musulmani, posizioni molto simili.

Interessante è l’esempio del Natale dove sempre più c’è ostilità o timidezza per tutto quanto faccia riferimento alla realtà del Natale. Ben maggiore tolleranza c’è invece per tutta la paccottiglia “natalizia” che nulla ha a che fare con il vero Natale: dunque il bambinello Gesù no, ma Babbo Natale sì, Giuseppe e Maria no, ma spumante e panettone sì, angeli no, ma renne e slitte sì.

Un atteggiamento, oltre a tutto il resto, anche ridicolo.

Ma è la stessa cosa che avviene in generale in ambito culturale. In realtà, non viene bandito qualsiasi convincimento non dimostrato, ma solo una visione che preveda l’esistenza e l’opera di un dio. Credere che Dio non esiste e che tutto è creato dal caso, senza una ragione e senza un fine, è un atto di “fede” almeno tanto quanto ritenere l’opposto.

In realtà, molti presunti principi enunciati da certi intellettuali, politici o religiosi non sono altro che uno strumento di potere per far prevalere se stessi o i propri convincimenti rispetto agli altri. Sono sostitutivi della prevaricazione attraverso l’uso della forza, senza avere una forza logica maggiore.

Si prende un valore, si pretende di interpretarlo o impersonarlo, e lo si usa come mero strumento di potere o prevaricazione. È stato fatto, e viene fatto tuttora, con tante cose, alcune anche in sé condivisibili: dalla “Patria” al “bene comune”, dal “riscatto del proletariato” al “progresso”.

È stato fatto anche con la religione, anche quella cristiana, non senza gravi crimini, spesso di cristiani contro cristiani, come ben sappiamo noi Valdesi. Non è una buona ragione per subire atteggiamenti del genere in nome della “laicità”, quando questa è semplicemente un imbroglio per imporre l’ateismo di Stato, a spese dei cittadini e addirittura per obbligo di legge al quale i bambini non possono essere sottratti. Nelle scuole statali non si deve imporre una religione ai bambini e ai ragazzi, ma neppure un atesimo di stato degno dell’era sovietica o una censura del fenomeno religioso. Insegnare che Dio non esiste e solo la materia esiste (e dopo Einstein sappiamo che la definizione di “materia” è molto in evoluzione) e poi dire che ci sono certi individui ingenui che hanno una religione e vanno benevolmente tollerati purché si tengano le loro convinzioni a casa loro e non ne parlino in ambito scolastico o politico, non è laicità, è ateismo di stato condito da ipocrita “tolleranza”. Ma è ciò che succede ormai regolarmente anche in Europa e certe chiese collaborano, in nome della dea Laicità. Appunto una religione che dice ipocritamente di non essere religione.

 

LA FOLLIA DI CHI SI INVENTA UN GESÙ NON BIBLICO

Il mondo di oggi non soffre soltanto di un ateismo dilagante, spesso mascherato sotto la formula di una “laicità” contraffatta, che in realtà si manifesta nello sposare al 100% tutte le tesi ateistiche salvo manifestare “tolleranza” nei confronti delle religioni, dove le più ridicole superstizioni vengono messe sullo stesso piano del cristianesimo in quanto tutte egualmente false. Ma c’è anche – ancora più fuorviante – il falso cristianesimo, quello che prospetta un Gesù del tutto diverso da quello biblico. Il Gesù “che perdona tutti” a priori, il Gesù che – soprattutto “mi perdona tutto”, il Gesù che ama il peccato insieme ai peccatori, il Gesù che ti ama “cosi come sei” (nei volantini per le campagne “evangelizzazione valdese” di questi anni) e non vuole che tu cambi, ma anche il Gesù leader politico (della confessione di fede/credo adottata dal Sinodo Valdese 2016), il Gesù filosofo o il Gesù che perdona tutti tranne quelli che mi sono antipatici, e infine il Gesù che “è come Maometto, Buddha e Gandhi” e magari anche come Che Guevara.

Ebbene, che queste rappresentazioni di Gesù siano false non sono questione di opinione, ma sono oggettivamente dei falsi. Da dove infatti abbiamo notizie su Gesù? Solo dagli evangeli. Senza di essi ci sarebbe solo qualche striminzito passaggio di autori pagani o di testi ebraici e a stento il suo nome sarebbe registrato nella storia umana.

“Non avrai altri dèi davanti a me” Esodo 20:3

Dunque l’unico Gesù conoscibile è quello descritto in quei libri. Se si ritiene che i vangeli mentono non resta che cercarsi qualcun altro perché solo dai Vangeli abbiamo notizie su di lui.

I vangeli cosiddetti apocrifi sono probabilmente tardivi, almeno cento anni dopo Gesù. Resta, secondo la Chiesa Cattolica, la “tradizione”: non è impossibile che fatti reali della vita e dell’opera di Gesù, non inclusi nei Vangeli, siano stati trasmessi per via orale, ma la stessa chiesa di Roma ritiene inattendibile qualunque dottrina non sia stata sempre presente nella chiesa: altrimenti che tradizione è?

In ogni caso, quei falsi Gesù non trovano alcun fondamento né nei vangeli canonici, né nelle fonti non cristiane, né nei vangeli apocrifi, né in qualsiasi tradizione. Sono semplicemente un imbroglio, falsi dei, un parassitismo che approfitta della popolarità del personaggio. Sarebbe come approfittare della popolarità di Alessandro Magno e inventarsi che era un pacato pacifista, o fare di Gandhi un seduttore alla George Clooney, per renderli più appetibili all’odierno mondo della comunicazione.

Se non credi al Gesù biblico vuol dire che non credi in Gesù e basta. Chi se ne inventa un altro, compie un falso. Anziché inventarsi il Gesù-Socrate, il Gesù-Maometto, il Gesù-Che Guevara, il Gesù-che-mi-fa-comodo, siano onesti e si tengano Socrate, Maometto, Che Guevara e la venerazione per se stessi.

La Tavola Valdese raccomanda di non benedire le coppie eterosessuali (2) – Le benedizioni omosessuali equiparate al matrimonio: distorta la decisione Sinodo 2010

Ora appaiono fin troppo evidenti le incongruenze e l’assurdità di questa posizione che, oltre ad essere teologicamente molto discutibile come più volte sottolineato in questo sito e nelle comunicazioni di Sentieri Antichi Valdesi, appare anche in evidente contrasto con il nostro ordinamento Valdese e Metodista.

Si tratta di benedizioni omo affettive o di veri e propri matrimoni? La Chiesa e il Sinodo

Dalla rivista Elle – Coppia “benedetta” o sposi? Una imbarazzante ambiguità

hanno sempre parlato di “semplice benedizione”, come si evince all’Atto SI 2010 sopra citato, il che implica che la stessa abbia una valenza puramente liturgica e possa essere impartita soltanto laddove la comunità abbia maturato un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni, ben potendo ogni singola chiesa locale rifiutare un tale atto, che non riveste alcun valore legale. Così si era inteso, prima che la legislazione civile italiana regolasse la materia, ora però con questa lettera e questo “Atto di benedizione” da rilasciare alla coppia dopo la celebrazione, sembra la Tavola voglia attribuire a queste benedizioni liturgiche un valore pari al matrimonio, prevaricando la decisione sinodale per “agganciare” in qualche modo la legislazione civile, stando però ben attenti che queste benedizioni non siano date a coppie eterosessuali (della serie: Dio ora benedice soltanto gli omosessuali ma non gli etero?!).

Nikodemos

(seconda parte – continua)

La Tavola Valdese raccomanda di non benedire le coppie eterosessuali!

Promessi Sposi: i bravi intimano a Don Abbondio di non celebrare il matrimonio di Renzo e Lucia

È di questi giorni l’arrivo di una lettera della Tavola che accompagna un foglio dal titolo “Atto di benedizione delle copie dello stesso sesso”. Nella lettera si specifica che la Commissione Discipline, ha osservato che l’entrata in vigore in Italia della legge 20 mag. 2016 n. 76, (conosciuta come legge Cirinnà – NdR) che regolamenta le unioni civili tra le persone dello stesso sesso: “rende indispensabile un ripensamento di tutta la materia da parte delle commissioni che si occupano dell’argomento -famiglie- e delle liturgie conseguenti…” e in particolare la suddetta Commissione si dice preoccupata che: “…potrebbero crearsi incongruenze non solo in rapporto a situazioni riguardanti la benedizione di copie omo affettive ma anche con riguardo ad altre fattispecie di convivenza…”.

Nel proseguo della lettera (a firma del Moderatore Eugenio Bernardini) la Tavola richiama i ministri e le chiese ad attenersi a quanto deciso dal Sinodo 2010 (riportato) che tra l’altro dice: “…invitando in ogni caso al rispetto delle diverse sensibilità dei membri di chiesa, …consapevole del fatto che la benedizione, nel contesto esclusivamente liturgico e pastorale delle nostre chiese, testimonia un riconoscimento e una condivisione

annunciata e proclamata della Grazia di Dio, …chiede di conseguenza alle chiese che, ove fratelli e sorelle membri della nostra Chiesa o appartenenti ad una Chiesa evangelica richiedano una benedizione di una unione omosessuale si proceda nel cammino di condivisione e testimonianza e, laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni, essa di senta libera di prendere le decisioni conseguenti…

La lettera del Moderatore conclude poi raccomandando di attenersi ad alcune precisazioni quali: l’appartenenza di almeno uno dei due richiedenti alla Chiesa Valdese o altra Chiesa evangelica (certificata per iscritto), dallo stato libero dei due richiedenti, dal “consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni” nella chiesa locale dove si celebra la benedizione, espressa con delibera del Concistoro o del Consiglio di Chiesa, da una corretta informazione all’interno e all’esterno della chiesa con particolare cura verso i mezzi di comunicazione e i social network!

La Tavola, infine, raccomanda di astenersi dal benedire unioni civili di copie eterosessuali fino a quando non vi sarà una decisione specifica da parte del Sinodo.”

Nikodemos

(prima parte – continua)

L’articolo proseguirà presto con alcuni commeni, quanto mai doverosi, a quanto leggiamo oggi.

In North Carolina si celebra ogni anno il Glorioso Rimpatrio

Il Glorioso Rimpatrio nel 1689 dei Valdesi nelle Valli, seguito dagli eventi bellici del 1690, fu definito da Napoleone una delle più notevoli imprese militari di ogni epoca.

Ogni anno, dal 1975, il Glorioso Rimpatrio viene celebrato da un festival ricco di eventi di varia natura, tra i quali una gara di corsa, un torneo di bocce e soprattutto dalla rappresentazione teatrale “Da questo giorno in poi” che ricorda quei fatti, la perseveranza nella fede dei Valdesi di quell’epoca e le loro vicende succesive.

Tutto questo si svolge a oltre 7000 chilometri dai luoghi della vicenda storica, nella cittadina di Valdese, Noth Carolina. Naturalmente l’incresciosa notizia non pare sia mai giunta ai Valdesi italiani tramite i loro organi di informazione ufficiali, troppo impegnati su altri fronti come il gay pride, il connubio con Papa Bergoglio, l’Otto per Mille e così via.

Del resto, si sa che il Glorioso Rimpatrio è un ricordo imbarazzante per il pacifismo dei nostri tempi e ai pochi giovani che frequentano la scuola domenicale o il catechismo si preferisce far capire sia stato una sorta di marcia della pace in salsa alpina.

Certo, il Waldensian Festival di Valdese ha molti aspetti di una qualsiasi festa di paese americana, ma fa percepire, specialmente con la rappresentazione teatrale, un’identità, una storia, la cui base è una sola: la fede.

Il Sinodo di Torre Pellice è certamente molto più sobrio, ma di certo da esso vengono messaggi – nella migliore delle ipotesi – assai meno chiari, come la “Confessione di Fede post-apostolica”, in realtà post-cristiana, solennemente letta dal pulpito e ascoltata dall’assemblea in piedi, che dà esattamente il segnale opposto: che la fede è mutevole, oggi si crede in questo, domani in quello, di certo nulla a che fare con la fede dei padri, nulla per cui valga la pena darsi tanto da fare. Altro che imprese come il Glorioso Rimpatrio!

 

PER L’AUTORE DEL “CREDO” LETTO AL SINODO VALDESE, L’UNICA EREDITÀ DI CRISTO È LA RIVOLUZIONE

Abbiamo già scritto che il Sinodo Valdese 2016, svoltosi due settimane fa a Torre Pellice, ha ascoltato solennemente in piedi la lettura di una cosa definita “Confessione di fede” e sottotitolata “Credo post-apostolico”.

Vale la pena citare una delle poesie più famose dell’autore di tale testo, Kurt Marti, forse la più famosa: “Un povero diavolo”. Dopo qualche verso sui cattivi ricchi e i buoni poveri, si passa a parlare di Gesù:

un povero diavolo

una volta
si chiamava
Gesù di Nazareth

un povero diavolo
che non lasciò in eredità
nient’altro che il vestito
che portava addosso

un povero diavolo
che non lasciò in eredità
nient’altro che la rivoluzione dei poveri
per tutti i secoli dei secoli amen
”.

La desolante poesia è del tutto coerente con il cosiddetto Credo “adottato” dal Sinodo:

Qualcuno fa un po’ di confusione?

Gesù non è null’altro che un attivista politico “dei poveri” che li guida alla “rivoluzione” e alla “liberazione”. Secondo le parole di Marti, chi è ricco, o anche solo non povero, non ha bisogno di Cristo, e se anche fosse, Cristo non è venuto per lui. In cosa consisterebbe questa rivoluzione? Nella conversione? Non pare proprio, poiché anche i ricchi sono chiamati alla conversione, ma è chiaro che sono esclusi dalla rivoluzione dei poveri. La logica vuole che la “liberazione” alla quale questo Cristo dovrebbe portare i poveri sia di carattere del tutto materiale: insomma, diventare ricchi, o per lo meno non più poveri. A quel momento, proseguendo nel ragionamento, Cristo non serve più a nulla.

Allora, visto che Gesù è solo per i poveri, è importante chiedersi chi sia ricco e chi sia povero. L’esperienza quotidiana e anche alcune indagini sociologiche ci dicono che pressoché tutti tendono a ritenere ricchi coloro che guadagnano o possiedono più di loro, e in gran parte non ritengono sufficienti il proprio patrimonio o il proprio reddito e dunque si ritengono in qualche modo poveri.

Insomma, il bel messaggio di Marti è il seguente: gli altri sono cattivi perché sono ricchi, ma Gesù è dalla tua parte perché sei povero e ti aiuterà a diventare ricco (o non più povero). Insomma, una cosa molto simile all’”Evangelo della prosperità” che si pratica in certe chiese evangeliche: credi in Gesù (e non ti dimenticare di dare la decima al pastore!) e i tuoi guadagni aumenteranno. La differenza è che questi predicatori di solito esortano a lavorare sodo e osare nuove attività economiche per avere una vita più agiata. Quelli come Marti, invece, propongono una via politica per prendere i soldi ai ricchi, cioè agli altri.

Insomma, gli antichi Valdesi che preferirono, fino all’emancipazione del 1848, restare attaccati alla loro religione a costo di restare confinati nella loro area condannati alla povertà dall’asprezza del territorio e dalla povertà dell’agricoltura di montagna, sbagliavano! Il punto vero era uscire dalla povertà, non essere fedeli a Dio. Dunque potevano intanto convertirsi al cattolicesimo, ricevere le terre promesse ai convertiti e poi, dai loro comodi casali in pianura, lanciare strali contro i ricchi (cioè quelli con casali più grandi).

E il Sinodo Valdese si è alzato in piedi e ha testimoniato di credere in questa roba!

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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